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Italia: vizi e virtù della tassazione sulla ricchezza

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L’idea dell’Italia di introdurre una nuova tassa patrimoniale è stata clamorosamente bocciata dall’Ocse che l’ha definita una semplice soluzione di ripiego. Il suggerimento al nostro paese per ridurre le disparità, fra ricchi e meno ambienti, è quella di studiare un aliquota progressiva sulle rendite da capitale ed incrementare l’imposizione fiscale sulle tasse di successione che in Italia ha una soglia di 1 milione di euro prima che l’imposta scatti a carico di figli e coniugi. Oggi l’Italia ha una tassazione diversificata e omnicomprensiva dei redditi da capitale tra cui, la tassazione del capital gain, compresa una tassazione ragionevolmente importante anche per le plusvalenze. Personalmente vedo un blocco dell’aliquota piatta sui redditi da capitale, inserendo una “progressività di tassazione” anche perché l’Italia come quasi tutti i paesi Ocse ha una “ flat rate” sulla maggior parte degli asset. E’ importante soffermarci sul fatto che è da oltre 20 anni che quasi tutti i principali paesi hanno abbandonato la tassazione progressiva delle rendite da capitale: ciò perché questa tipologia di tassazione accentua e favorisce sia l’evasione fiscale sia il fatto che le persone benestanti possono andare a nascondere i soldi in società e/o paesi offshore. Oggi come oggi però il quadro internazionale a livello giudiziario, finanziario ed economico è totalmente cambiato. Vige ormai un regime automatico di informazioni tra stati specificatamente in materia fiscale: sono cambiate le regole del gioco perché ora è più difficile nascondere i soldi e quindi evadere le tasse. Da questo motivo parte la mia convinzione che i governi dovrebbero ripensare a riformulare nuove leggi fiscali con un grado di progressività specifico sulla tassa dai redditi di capitale. Tale progressività dovrebbe essere non limitata ad una singola forma di risparmio e/o asset ma bensì suddivisa in maniera capillare sull’intera gamma di redditi da capitale, ciò per evitare di favorire un contribuente rispetto ad un altro. A questo proposito pongo l’attenzione sui fondi pensioni che oggi favoriscono una deduzione per le fasce più alte di reddito. Nello specifico infatti i fondi pensioni privati godono di particolari concessioni che portano di fatto ad un vantaggio più che proporzionale per le tasche delle persone più agiate. In Italia, infatti, si favorisce un livello di deducibilità dei contributi fino ad un massimo di 5000 € l’anno. Ciò porta ad una deduzione sull’imposta dei contributi tale che si rileva un risparmio fiscale maggiore e più che proporzionale per il contribuente con un reddito elevato rispetto ad un contribuente col reddito più basso. Ultimo punto su cui pongo l’accento è la tassazione sulla prima casa. In Italia vige un’aliquota particolarmente interessante per il grado di bassa tassazione sulla prima abitazione, questo però porta ad avvantaggiare in modo particolare e significativo i redditi medi ed alti che, presumibilmente, sono proprietari di immobili di maggior valore. E’ interessante in chiusura segnalare che, oggi come oggi, la tassazione sull’immobile è uno degli strumenti fiscali più efficaci: è stato dimostrato soprattutto che è una delle tasse meno dannose per la crescita economica di un paese.

Articolo di Fabio Accinelli

Redazione Cobalto

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