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Davide Possi, un imprenditore che crede nel volontariato

Davide Possi

Dare spazio al sociale significa per un imprenditore “dare valore alla Vita imparando a donare se stessi a chi ne ha bisogno“. In questa intervista Davide Possi, Managing Director del Gruppo Piramis racconta la realtà di Piramis Onlus, la parte sociale del Gruppo.

D: La costituzione di un ente di volontariato nell’ambito della Sua struttura imprenditoriale rappresenta una bellissima manifestazione del connubio tra profit e no profit. Perché ha deciso di intraprendere questa iniziativa nel sociale?

R: Piramis Onlus è la parte sociale della grande famiglia Piramis e nasce come naturale evoluzione di un modo di intendere il lavoro e l’imprenditoria. Essere imprenditore ha un significato profondo: il mio è un modo di vedere il lavoro in una prospettiva sociale; dove essere imprenditore è un impegno nei confronti di se stessi, della propria famiglia e delle persone con le quali vivo e lavoro.
Dare spazio al sociale significa “dare valore alla Vita imparando a donare se stessi a chi ne ha bisogno “; questo è il mio e nostro faro guida.
Creare posti di lavoro è un’impresa sociale, si dà un’opportunità alle famiglie di sostenersi e di far parte di un grande progetto come quello di Piramis, dove accanto al business, al profit diamo spazio e supporto ai più deboli o bisognosi tramite Piramis Onlus perché questo è il nostro modo di vivere, non solo di lavorare.

D: In quali settori operate? O meglio: quali tipologie di disagio affronta Piramis Onlus?

R: Piramis Onlus ha iniziato la propria attività dando supporto a grandi progetti nazionali come la ricerca sul cancro, la Fondazione Veronesi, l’AIRC, la LILT, la campagna di vaccini “For Children”. E’ anche molto sensibile alle emergenze a carattere territoriale, ed ha supportato situazioni gravissime come l’alluvione in Sardegna piuttosto che il terremoto in Emilia.
Fatti i primi passi, siamo riusciti a diventare supporto e presenza per realtà di particolare disagio e necessità a livello locale, come “un Sorriso di Speranza”, “Associazione per David” e “Associazione per Samuele”. Questa presenza e aiuto, specialmente a livello locale, è stata possibile grazie alle segnalazioni dei nostri collaboratori che con noi condividono non solo il lavoro, ma anche i valori.

D: Ci potrebbe tracciare l’identikit tipico del destinatario dei servizi dell’ente?

R: Piramis Onlus abbraccia ogni tipo di situazione, ogni caso segnalato sul territorio viene analizzato e preso in carico col cuore; siamo aperti e pronti a raccogliere fondi e farci voce e portatori di bene, senza focalizzarci solo su determinati tipi di necessità.
Un esempio concreto che possiamo portare, per far capire che tipo di realtà è Piramis Onlus, è quello di David, un neonato di sole 7 settimane di origine rumena a cui è stata diagnosticata la bws, i cui genitori hanno chiesto aiuto per poter intervenire a livello chirurgico in una struttura ospedaliera italiana per una glossectomia. Piramis Onlus ha dato il suo supporto e si è tenuta costantemente in contatto per fare in modo che ciò potesse accadere.

D: Come è organizzata Piramis Onlus (dipendenti, volontari, ecc)?

R: Piramis Onlus non ha dipendenti, nessuno è retribuito: siamo tutti volontari proprio per il desiderio di avvalorare la logica sociale da cui nasce questa realtà.
Siamo persone che condividono dei valori e crediamo fortemente nelle potenzialità dell’aiuto reciproco.
Ognuno di noi contribuisce con una piccola parte che, nell’insieme, fa la differenza.

D: Secondo Lei nella società italiana come è cambiata negli ultimi anni l’esigenza di aiuto da parte delle famiglie?

R: Dal mio punto di vista l’esigenza di aiuto non è cambiata poi così tanto; c’è sempre un allarmante percentuale di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà e, per le quali la priorità assoluta è il soddisfacimento dei bisogni primari.
Piramis Onlus si attiva anche per loro: sul nostro territorio le famiglie bisognose con bambini ci sono, e sono numerose. Per esempio per 20 di loro nel periodo natalizio abbiamo dato il nostro sostegno e la nostra presenza travestendoci da Babbo Natale e consegnando pacchi dono con beni di prima necessità e qualche gioco. Non è importante il riconoscimento di chi fa cosa, ma dedicare loro un po’ del nostro tempo, presentandosi con un regalo, senza annunciarsi e cogliendo tutti di sorpresa: è il modo che a noi sembra più semplice e genuino per far vivere la magia e la gioia del Natale.

D: Se vuole dirci qualcosa sulla riforma del Terzo Settore…

R: Quella del Terzo Settore è una Riforma importante, che riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato, e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario.
È da accogliere positivamente, perché per la prima volta si definisce per legge cosa è terzo settore, uscendo dalle formule sociologiche e indicando chiaramente nella legge e nei decreti quali enti e soggetti lo compongono: un unico punto di riferimento, monitorato e gestito dalle Regioni ma su un’unica piattaforma nazionale.
Le nuove norme da accogliere con favore riguardano anche le novità per l’agevolazione 5 x mille: allargano la platea dei destinatari del beneficio, estendendola a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale, e proponendo un meccanismo di erogazione più veloce e strumenti di trasparenza che rendano conto ai cittadini di come gli enti impiegheranno queste risorse.
Al di là della burocrazia ciò che per Piramis è davvero rilevante è la possibilità di continuare a realizzare un sogno che è fatto di uomini e donne impegnati per intervenire e per sollevare il destino di chi è meno fortunato.

Intervista di Fabrizio Amadori

Redazione Cobalto

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