close
Eventi biz

Arrivano l’assistente virtuale e la blockchain che traccia l’origine delle pietre

assistente-virtuale-pietre

Oggi a VOJ20, in programma fino al prossimo mercoledì 22, si è parlato di tecnologia al servizio di aziende, buyer e clienti nell’ambito della presentazione delle tecnologie più utili all’industry della gioielleria di StartBootcamp, uno dei principali network di accelleratori di start-up al mondo. “L’obiettivo” ha sottolineato Alexandra Trosin, Senior advisor StartupBootcamp Fashion & Innoleaps, “è quello di capire come le aziende del settore possano non solo affacciarsi, ma abbracciare il mondo dell’innovazione a 360 gradi: a livello del prodotto, di processo e di vero e proprio modello di business”. Le nuove tendenze raccontano di prodotti smart, supply digitale efficiente, personalizzazione, esperienze omni-channel B2B e B2C, social oltre i media e sostenibilità come asset strategico.

“Abbiamo ricevuto da tutto il mondo oltre 1.200 candidature di start up, tutte indirizzate a risolvere problemi specifici del settore”- ha annunciato Alceo Rapagna, Ceo del progetto. “Insieme ad alcuni top player del fashion system stiamo sviluppando tecnologie che possono essere utilizzate in entrambi i campi”. Gianni Pelizzo, Ceo di Predit, per esempio, sta mettendo a punto una tecnologia che sfrutta l’intelligenza artificiale ottenendo ottimi risultati nelle azinde di moda per agevolare la stima ella domanda e qundi la programmazione dei prodotti più gettonati a catalogo. Dalle App in grado di tracciare la provenienza delle pietre alla realtà virtuale e aumenta negli showroom perchè il cliente possa vedere come “veste” un anello o un orologio, all’assistente virtuale per i buyer di SKMMP, che raccoglie gli ordini oralmente. L’innovazione sta cambiando profondamente tutti i processi della supply chain, a partire dalla logistica, la customer experience, nell’e-commerce ma anche nel retail.
Senza dimenticare la tecnologia al servizio della sostenibilità: come ha sottolineato Cristina Squarcialupi, Presidente di Unoaerre– tra le prime realtà ad abbracciarla in chiave di business: “è di fondamentale importanza per le aziende del settore affacciarsi al mondo dell’innovazione e della sostenibilità attraverso stategie green”.

NEI VO VINTAGE TALKS IL SIGNIFICATO DEL VINTAGE E DELL’ALTA OROLOGERIA 

Stefano Mazzariol, scrittore, dealer ed esperto di Rolex d’epoca, ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul valore e l’essenza dell’orologio vintage che all’evolversi della produzione affianca una visione affettiva che ha accompagnato per secoli e tuttora accompagna la storia dell’uomo. “Ogni esemplare porta con sé un pezzo del nostro vissuto collettivo in quanto genere umano, che diventa parte di chi – più o meno transitoriamente – lo possiede” ha spiegato soffermandosi sul leggendario marchio Rolex, protagonista degli ultimi 80 anni dello sviluppo settore creando un modello o una collezione per gli eventi, le imprese o le scoperte più importanti. “Nella fossa più profonda del mondo? Alla conquista dell’Everest? Rolex c’era – ha affermato”. Il brand è stato ed è attualmente fornitori di eserciti in tutto il mondo, per esempio, dal regno Unito all’Austrialia, dal Perù all’Oman, senza rinunciare mai alla personalizzazione per ogni singolo committente. Alla prima edizione di VO Vintage, Stefano Mazzariol espone numerosi Daytona – una collezione che spazia temporalmente dai primi del 1964 fino agli anni Novanta, per un valore del singolo pezzo che parte dai 17mila euro. E, trattative in corso permettendo, anche un Newman da mezzo milione di Euro.

Ugo Pancani, di FHH (Fondation de la Haute Horlogerie), si è invece soffermato assieme a Dody Giussani, Direttore della rivista L’Orologio, sul valore dell’alta orologeria, un settore non privo di grandi contenuti, spesso rappresentati dai misteri d’arte che rifiniscono e decorano i singoli componenti. Secondo Pancani a distinguere l’alta orologeria da quella convenzionale sono “la costante ricerca di armonia, ottenuta attraverso il delicato equilibrio tra le dimensioni del movimento e quelle della cassa, e il bisogno di travalicare il tempo per ottenere l’eterno. Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Se ne diventa custodi nel tempo, tramandandole alle generazioni future”. La tecnologia e i nuovi materiali utilizzati, come silicio e carbonio, aiutano a rendere l’orologio un oggetto pressoché eterno. “Del resto – ha concluso – i dispositivi orologiai sono stati già inventati quasi tutti, ma sono attualmente protagonisti di uno sforzo collettivo di reinvenzione. Come diceva Costantin al collega Vacheron: ‘Occorre fare bene e sempre si può fare’”.

16° JEWELLERY TECHNOLOGY FORUM: DALL’IMPORTANZA DELLA GALVANICA IN ORO AL CONTROLLO DEL GRANO CRISTALLINO
Al via la 16° edizione del Jewellery Technology Forum, frutto della collaborazione fra Italian Exhibition Group e Legor Group S.p.A., azienda leader nel campo delle leghe e tecnologie per l’industria orafa a livello internazionale. Momento di formazione unico nel suo genere, Il Forum rappresenta una componente fondamentale del programma di T.Gold, che sempre più consolida il ruolo di Vicenzaoro come “Innovation Hub” per il settore. Il programma di questa edizione ha previsto un focus sull’importanza del grano cristallino e del suo controllo in gioielleria da parte di Chris Corti di COReGOLD Technology e un approfondimento di Jim Binnion di James Binnion Metal Arts, sulla tematica dei modelli 3D in fotopolimero acrilico per microfusione. Beatriz Biagi dell’omonimo brand ha approfondito la progettazione dell’innovazione di settore, e Stefania Trenti di Banca Intesa, lo scenario macroeconomico del comparto. A Giulio Bevilacqua (Bedin Galvanica srl) il compito di esplorare la galvanica per il settore orafo, mentre Vera Benincasa di Mattioli la simulazione del processo di colata per l’oreficeria. In chiusura, CISGEM – Fondazione Gemmologica Italiana con Antonello Donini sul tema dei diamanti coltivati in laboratorio.

DA FONDAZIONE MANI INTELLIGENTI LA PROPOSTA DEL “LICEO DEL GIOIELLO”

Acceleratore di professioni, ma anche promotore di una svolta sia culturale che accademica. La Fondazione Mani Intelligenti, nata a Valenza per formare e valorizzare i talenti dell’arte orafa, ha presentato a Vicenzaoro la Roadmap 2020, ricca di attività mirate ad offrire opportunità per soddisfare le necessità occupazionali e la domanda di specializzazione del settore. Alessia Crivelli (Presidente Fondazione Mani Intelligenti), Gianluca Cravera (Direttore Generale Fondazione Mani Intelligenti), Pier Francesco Corcione (Presidente della Fondazione ITS TAM di Biella) e Licia Mattioli (Vice Presidente Confindustria), hanno illustrato la proposta di un modello formativo basato sul concetto di creare il bello con le proprie mani. Prevede percorsi rivolti a studenti di diverse età, dalla scuola primaria alla secondaria, fino a sfociare in veri e propri “licei del gioiello”. “A Vicenzaoro January abbiamo riscontrato un grande interesse e l’adesione delle istituzioni e dei professionisti del settore – afferma Alessia Crivelli. VO si fa promotrice di un’apertura totale dell’intero sistema verso i giovani: con iniziative ben ideate, costruite e comunicate assieme, passo dopo passo, si rimarca l’idea di un futuro brillante per i giovani che desiderano costruire la propria professionalità ed essere protagonisti.” Il progetto della Fondazione Mani Intelligenti si concretizza grazie alla collaborazione attiva dell’ITS di Valenza, del Ministero dell’Istruzione e delle imprese, impegnate ad ospitare i giovani in azienda e destinare i professionisti all’insegnamento. Valenza, città che ha visto la prima licenza orafa emessa nel 1817, è candidata 2021 nel progetto Città Creativa dell’Unesco.