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Economia/Imprese

I siti web delle imprese italiane? Vecchi, poco intuitivi e con copy non curati

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Ormai, quasi la totalità delle attività imprenditoriali possiede un proprio sito web. Uno strumento indispensabile per farsi conoscere, presentare i propri prodotti o servizi, incontrare gli attuali clienti e quelli potenziali. Affinché, però, un sito possa essere considerato efficiente, ovvero, porti un miglioramento per l’impresa, convertendo gli utenti che lo visitano in clienti che acquistano, deve rispettare determinati parametri.

Per verificare lo stato attuale dei siti delle imprese italiane, Copy Persuasivo, agenzia specializzata in copywriting persuasivo, ha analizzato i dati relativi ad un’indagine su un panel di circa 250 siti web di diverse attività italiane, intervistando, inoltre, alcuni imprenditori, per valutare il loro livello di conoscenza della materia (dati Marketing01).

Dall’analisi, risulta che più di un sito su due non viene aggiornato con sufficiente regolarità, il 29%, addirittura, contiene informazioni ormai vecchie relative ai contatti o all’offerta proposta. Il 64% dei siti è poco intuitivo, spesso per riuscire a trovare l’informazione desiderata si impegnano diversi minuti e oltre i 3 click (36% dei casi esaminati). Un procedimento macchinoso, che richiede troppo tempo, e molti degli utenti finiscono con l’abbandonare il sito, orientandosi verso quelli di altri competitor. Quasi l’80% è privo di elementi emozionali, risultando freddo e distante, incapace di suscitare interesse o desiderio nell’utente.

“Purtroppo, non basta avere un sito web per dire di essere presenti in rete. Alcuni casi, addirittura, rischiano di minare la reputazione aziendale, facendola apparire sciatta, distratta e poco precisa. – ha commentato Andrea Lisi, fondatore di Copy Persuasivo e formatore per imprenditori e liberi professionisti – Mio malgrado, ho constatato poca attenzione nella gestione di moltissimi dei siti web che ho analizzato. Informazioni non aggiornate, pagine statiche e senza alcuna possibilità di interazioni, in (fortunatamente) pochissimi casi inizialmente ho avuto difficoltà a capire di cosa si occupasse l’attività. Poi, un utilizzo di immagini standard che poco hanno a che fare con i testi che risultano spesso noiosi, prolissi e troppo lunghi. Ciò, però, che mi rincuora, è sapere che la maggior parte degli imprenditori abbia la voglia di cambiare le cose”.

Dopo aver analizzato i risultati della sua indagine sui siti web, Lisi ha sottoposto a una breve intervista alcuni imprenditori, per valutare la loro conoscenza in merito alle potenzialità dei copywright e dei siti web in generale. Il 68% degli intervistati, ha ammesso di non sapere come valutare l’efficacia di un sito, ma l’89% è consapevole dell’importanza del copy come strumento per portare l’utente a compiere l’acquisto e a recarsi presso il negozio. Il 75% degli imprenditori non è del tutto soddisfatto del ritorno in termini di business portato dal sito e vorrebbe migliorarne le prestazioni.

“Un copy che fa vendere è un copy in grado di persuadere chi lo legge, di toccare le corde giuste e portare l’utente a desiderare di acquistare quello che stiamo proponendo. In un sito, viene meno l’interazione umana e la capacità di modulare il linguaggio e offerta in base a chi abbiamo davanti. Qui, tutto si gioca sulle parole, sulla capacità di emozionare nel modo giusto. Un copy realmente efficace è un tipo di scrittura che persuade e porta alla vendita.  Che poi, è il motivo per cui è stato aperto il sito web”- conclude Lisi.

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