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Economia/Imprese

Rabdastad aderisce al progetto Libellula contro la discriminazione di genere

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Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, entra a far parte del Progetto Libellula, il programma nato nel 2017 che unisce una rete di aziende nel contrasto alla violenza e alla discriminazione nei confronti della donne e promuove la diffusione di una cultura aziendale fondata sul rispetto e sulla parità di genere. Nell’ambito del Progetto, Randstad organizzerà un programma di incontri per sensibilizzare i propri dipendenti sui temi degli stereotipi di genere sulla valorizzazione della diversità in azienda.

In Randstad un manager sue due è donna e già nel 2011 era stata la prima agenzia per il lavoro a ricevere la certificazione GEES (Gender Equality European Standard), uno standard europeo che attesta i risultati delle imprese in termini di pari opportunità offerti a uomini e donne all’interno dei processi decisionali e aziendali. Nel 2010 questa certificazione, che nel frattempo è diventata GEEIS – Diversity (Gender Equality European & International Standard), è stata rinnovata e ampliata e ha certificato le performance di Randstad nella tutela e valorizzazione di tutte le diversità.

“Le aziende non sono solamente un luogo di lavoro, ma rappresentano un piccolo spaccato della società, dove ogni persona trascorre buona parte della giornata e porta con sé le proprie esperienze professionali e personali e la propria unicità – afferma Valentina Sangiorgi, Chief HR Officer di Randstad Italia -. Valori come inclusione e rispetto delle diversità possono dunque essere facilmente diffusi se coltivati quotidianamente in ambiente lavorativo. In Randstad nell’ultimo anno le donne in posizione di leadership sono passate dal 47% al 50% del totale dei dipendenti e sono state attivate diverse iniziative per far sentire ogni persona egualmente valorizzata, rispettata e sostenuta. L’adesione al Progetto Libellula è per noi un ulteriore passo avanti in questa direzione e un’opportunità per condividere all’esterno ciò che abbiamo già sperimentato nella nostra realtà”.