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Coronavirus, facciamoci contagiare dalla mutualità

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In questi giorni su quotidiani e social network sono apparse prese di posizione da parte di operatori di servizi educativi e sociosanitari. Consapevole delle chiare problematiche poste dai lavoratori coinvolti nell’emergenza Covid-19, Confcooperative Bergamo ritiene doveroso esprimere il proprio punto di vista per evidenziare come si è attivata, da subito e con grande impegno, nel garantire tutele ai soci, ai lavoratori e alle imprese cooperative che stanno attraversando un momento di grande difficoltà.

«Stiamo attraversando un momento estremamente delicato, una crisi che mette in discussione molte delle nostre certezze e delle cose che abbiamo dato per scontato – spiega Omar Piazza, vicepresidente Confcooperative Bergamo -. Per molti di noi è la prima volta che affrontiamo la necessità di gestire una situazione di emergenza, di contrastare difficoltà non previste in presenza di una minaccia così pervasiva e non calcolabile nella sua durata. Affrontiamo la paura e l’insicurezza partendo da una esperienza di vita che ci ha abituati, soprattutto noi occidentali, alle certezze e sicurezze. È una responsabilità che ci investe nei diversi ruoli e contesti nei quali siamo chiamati ad agire: nella quotidianità, nelle responsabilità sociali, politiche ed economiche. Tra le tante questioni da affrontare occupa un posto rilevante quella delle conseguenze produttive ed economiche che riguardano l’intero tessuto produttivo, con modalità e bisogni differenziati. Per quanto riguarda la cooperazione uno dei temi che saremo chiamati ad affrontare è quello della garanzia dei salari dei lavoratori impegnati nei servizi che hanno sospeso o fortemente ridotto l’attività per effetto delle ordinanze delle Autorità in materia di gestione dell’emergenza sanitaria in atto. L’impatto è prevedibilmente ampio e toccherà sostanzialmente tutti gli ambiti, anche se alcuni ne risentiranno in misura particolare quali per esempio il sistema dei servizi alla persona (servizi sociosanitari, sanitari, scolastici, educativi e assistenziali), i servizi turistici, culturali, aggregativi e ricreativi, i servizi a supporto di aziende».
Servizi socio assistenziali: circa duemila soci e lavoratori coinvolti             
Per quanto riguarda l’area dei servizi socio sociali si stima che nella nostra Provincia siano circa duemila i soci e i lavoratori coinvolti direttamente dalle conseguenze derivanti dall’emergenza in corso. «Siamo anche consapevoli di come alcune categorie rischino di risentire più di altre dei suoi effetti negativi in quanto interpretano un ruolo non sempre sufficientemente valorizzato e tutelato dalla normativa e dalle politiche attuate – prosegue Piazza -. È il caso degli assistenti educatori: nonostante l’impegno che Confcooperative, tutte le sue associate e le organizzazioni sindacali hanno messo in questi anni, l’assetto normativo preclude nei fatti un’equiparazione con altre figure del mondo scolastico benché siano numerosi gli elementi che le accomunano. Questo elemento, però, non ci ha impedito di trovare spazi di miglioramento, riconoscimento, rafforzamento della funzione».

Oltre 40 cooperative hanno fatto richiesta del Fis
Anche di fronte alla sospensione delle attività scolastiche Confcooperative si è attivata da subito e con determinazione: «Non è un caso che come Confcooperative Bergamo siamo stati i primi in Lombardia a concertare con le organizzazioni sindacali l’avvio dell’iter per la richiesta del Fis (Fondo di Integrazione Salariale) come previsto dagli ex artt. 29-30 del  Dlgs 148/2015 – ricorda Piazza -. E riconosciamo qui che la controparte sindacale ha sempre avuto la capacità di agire in una logica propositiva e costruttiva nell’interloquire con le nostre organizzazioni, senza la quale non potremmo ottenere i risultati che auspichiamo. Tanto per fornire alcuni numeri, sono state oltre 40 le cooperative che hanno siglato verbali di intesa con la richiesta di avvalersi dell’erogazione dal Fis dell’assegno ordinario con causale “sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità”. Va sottolineato tra l’altro come il Decreto-Legge pubblicato questa mattina confermi la lungimiranza della nostra azione».
Nei prossimi giorni le cooperative procederanno alla istruttoria delle domande all’Inps cui spetta la valutazione delle singole istanze presentate: «Questa azione ovviamente sarà coordinata con le misure straordinarie che tramite nostri livelli regionali e nazionali stiamo chiedendo a Governo, Regione ed Enti Locali insieme alle altre parti sociali – conferma Piazza-. Riteniamo inoltre sia possibile aprire un tavolo di confronto con gli attori coinvolti al fine di verificare la possibilità di impiegare le risorse stanziate dalle singole Pubbliche Amministrazioni per i servizi oggetto delle ordinanze sospensive e che non saranno utilizzate a causa della loro sospensione. Al di là degli strumenti previsti dalla normativa potrebbe essere un segnale forte per dare occasioni ulteriori di integrazione al reddito a chi ha dovuto diminuire le proprie prestazioni, e quindi in parte il proprio salario, a causa della emergenza».

Il valore del lavoro e della mutualità

«Come Confcooperative Bergamo – conclude il vicepresidente – abbiamo proposto alle nostre associate di utilizzare, se possibile, tutti gli strumenti mutualistici di cui molte cooperative dispongono, come gli anticipi sugli stipendi o altre forme di mutualità interna, al fine di attenuare il più possibile l’impatto sui lavoratori anche coinvolgendo i soci ed i lavoratori in percorsi di mutualità interna. Certo, non possiamo essere certi che tutte le cooperative siano nella condizione economica e finanziaria di attuare questa indicazione, anche perché non sempre i contratti proposti lasciano grandi spazi di manovra. Riteniamo però che questa situazione di emergenza si debba affrontare mettendo in gioco la propensione del nostro territorio alla mutualità, alla solidarietà ed al lavoro collaborativo tra tutte le parti in causa. Abbiamo cercato di fare la nostra parte fino in fondo mettendoci in gioco come singoli, come cooperative e come sistema e continueremo a farlo nello spirito di costruttori di beni comuni che anima la cooperazione autentica. Alzi la mano chi è disposto con noi a verificare ulteriori forme di azione e condivisione delle responsabilità di fronte a questo momento difficile».