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Speciale COVID19

Emergenza Covid-19: un piano dettagliato per riavviare in sicurezza i mercati ambulanti

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Giacomo Errico, presidente di Apeca (Confcommercio Milano)
e Fiva Confcommercio: riaprire intanto i banchi dell’alimentare con ingressi contingentati, distanze e dispositivi di protezione. Mercati luoghi sicuri che contribuiscono ad evitare code e affollamenti per approvvigionarsi decongestionando gli altri punti vendita

Emergenza Covid-19: dagli ambulanti un piano dettagliato, schema organizzativo articolato in tre fasi – dapprima l’alimentare, poi gradualmente anche le altre merceologie – per poter riavviare in sicurezza i mercati milanesi e lombardi. E’ stato illustrato da Giacomo Errico, presidente di Apeca (Confcommercio Milano) e Fiva Confcommercio, in una nota inviata al Governatore della Lombardia Attilio Fontana, al Sindaco di Milano Giuseppe Sala e al Prefetto di Milano Renato Saccone.

A Milano, complessivamente, nei mercati settimanali scoperti ci sono 9mila posteggi e in Lombardia sono 15mila le aziende dell’ambulantato.
Con gli opportuni interventi i mercati ambulanti possono essere luoghi sicuri che contribuiscono a decongestionare i sovraffollamenti negli altri punti vendita. Per questo, sottolinea Errico, deve “poter esserci un diverso approccio”. La proposta iniziale di Apeca è, per l’alimentare, di “mantenere l’operatività di almeno alcuni mercati, magari in fasce orarie ben definite” e “con l’introduzione di misure atte a garantire una sicurezza igienico sanitarie ed epidemiologica” analoga al commercio ora in attività. “Le aree mercatali, almeno molte di esse, potrebbero con semplici accorgimenti – spiega Errico – essere circoscritte”:

individuando un accesso, facilmente presidiabile “che riesca a contingentare gli ingressi, previo verifica della presenza esclusiva di clienti monitorati (temperature controllate) ed adeguatamente protetti con maschere di protezione, guanti in lattice e gel disinfettante”. Con l’operatività in questa fase della sola categoria alimentare “si potrebbero posizionare i banchi di vendita ad una distanza tale, l’uno dall’altro, da garantire quel distanziamento necessario ad evitare gli eccessivi affollamenti e potenziali trasmissioni di contagio”.

“Tutte queste misure, ed altre che potremmo adottare – sottolinea il presidente di Apeca e Fiva Confcommercio – renderebbero sicure le aree mercatali e contestualmente arricchirebbero i territori di offerte di luoghi sicuri dove approvvigionarsi senza le infinite code che andiamo a registrare quotidianamente”. E “La possibilità data ad almeno un 30% di ambulanti di operare (gli alimentaristi)” ridurrebbe il numero di operatori commerciali che ora hanno bisogno di un urgente aiuto e darebbe agli altri ambulanti “la prospettiva di un futuro attualmente inesistente”.

Errico ricorda il momento drammatico che in particolare gli ambulanti stanno attraversando e come sia estremamente difficile “attingere a risorse presso gli istituti di credito” a causa “della contingente situazione di precarietà della categoria”. Ma “Vogliamo fare la nostra parte con responsabilità e competenza sapendo che non possiamo vanificare gli sforzi e i sacrifici sin qui adottati”. “Certi della necessità e della opportunità che i mercati e il commercio ambulante in generale hanno sempre costituito e costituiscono per la nostra società”.

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