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Economia/Imprese

Nel 2020 sale a 1.700 euro l’investimento medio degli italiani nel crowdfunding energetico

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È record di raccolta media procapite per il crowdfunding energetico, che quest’anno supera il crowdfunding immobiliare dove l’investimento medio è di 1.400 euro. A tirare le somme del primo trimestre di quest’anno è Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, che –per aiutare i piccoli risparmiatori in un momento così critico come quello che stiamo vivendo- ha lanciato una mini-campagna da 40 mila euro in 48 mesi con una redditività del 5% annua, che diventa del 6% per i primi “GreenVestor”che si registrano sulla piattaforma.

La particolarità di questo progetto di finanziamento proposto su Ener2Crowd.com da Noleggio Energia (bit.ly/2xw83PO) per un programma fotovoltaico è che l’investimento minimo è di appena 300 euro e genererà un risparmio energetico annuo pari a 37.500 kWh, pari ad una riduzione delle emissioni di 16.125 chili di CO2 in atmosfera ogni anno.

Investire su questo progetto appena pubblicato sulla piattaforma Ener2Crowd.com consente dunque di avere un risultato equivalente alla piantagione di 1.613 nuovi alberi, un numero tale da ricoprire un’area pari ad 8 campi da calcio.

«Ci proponiamo di realizzare un processo di spill-over grazie a cui viene derivata una parte dell’enorme valore diretto che possono generare i progetti come impianti fotovoltaici, o di efficienza energetica, con lo scopo di attrarre nuova linfa per successive iniziative. Un vero e proprio circolo virtuoso che si alimenta della partecipazione e del desiderio di scegliere e sostenere la costruzione di un futuro sostenibile. L’unico che noi di Ener2Crowdsappiamo immaginare» sottolinea Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma.

«Grazie alla Green Economy non servono slogan per ripartire, abbiamo tutti gli strumenti per dare già oggi una svolta al nostro sistema produttivo e finanziario» aggiunge Niccolò Sovico, che a marzo 2020 è stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 (bit.ly/3b8wodb).

La situazione è invece molto diversa per le altre piattaforme. Ne sono un esempio le piattaforme “peer-to-peer” (P2P) dove gli investitori prestano denaro a fondi che poi si occupano di diversificare l’investimento promettendo rendimenti variabili dall’8% al 20% annuo. Alcune di queste piattaforme sono indiziate di truffa, come nel caso della giovanissima Kuetzal o di Envestio, una piattaforma con oltre 2 anni di storico e 15 mila investitori. Altre iniziano a scricchiolare.

E neanche è rosea la situazione delle piattaforme “peer-to-business” (P2B). Le più importanti, anche dopo un sondaggio agli investitori, per aiutare le imprese finanziate ed ora in difficoltà a causa del Coronavirus, non restituiranno la quota capitale agli investitori per un periodo minimo di 3 mesi.

Per il crowdfunding immobiliare, poi, il problema è che i cantieri rimarranno ancora chiusi e che -a causa della riduzione del potere d’acquisto- il settore subirà un effetto devastante a livello di mercato. «I rendimenti promessi dell’8% o del 9% a 12 mesi, diventeranno molto più lunghi, rischiando di dimezzare il rendimento globale se non, peggio, veder saltare la restituzione dei prestiti» commenta Giorgio Mottironichief sustainability officer e co-fondatore di Ener2Crowd.