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Economia/Imprese

Puntare sulle startup di oggi è una mossa strategica da non sottovalutare

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Fu durante la crisi del 1929 che Walter Elias Disney diede vita al suo impero fondando nello stesso anno uno dei brand più conosciuti al mondo.

E nonostante la recessione economica degli anni 70, Bill Gates e Paul Allen crearono Microsoft e Steven Paul Jobs insieme ai soci Wozniak e Wayne, nel famoso garage di Jobs, portarono alla luce il primo computer Apple.

Nel 2008, in piena crisi economica e immobiliare, nacque Airbnb e il suo successo ha radicalmente trasformato il mercato degli affitti a breve termine in tutto il mondo.

E gli esempi sono ancora tanti: la crisi, per quanto distruttiva, è un momento fondamentale per quelle realtà i cui fondatori hanno una visione abbastanza lungimirante per non solo essere parte del futuro ma in qualche modo, crearlo secondo le proprie regole.

E questa crisi non farà eccezione: i prossimi unicorni si stanno formando in questi giorni.

Gli ultimi dati sul perché le startup falliscono e l’elemento in comune delle startup che scalano: i mentor

Secondo il report 2020 di Failory sul perché le startup falliscono, il primo motivo è legato all’assenza di mercato, il 42% secondo il report di CBInsights, dunque ad una mancata validazione ovvero non c’è un target che ha bisogno di quel prodotto o di quel servizio.

Allo stesso tempo, se esiste un mercato, bisogna avere un business model strutturato e valido per procedere e in un mare come quello dell’imprenditoria è facile essere mangiati dai pesci più grandi se si ha la giusta idea ma non le giuste skills per farla emergere: secondo la ricerca di Getautopsy, il 18,65% delle startup fallite, lo sono per un business model non ben organizzato.

Tuttavia, uno dei quattro fattori che hanno le startup di successo in comune è l’assistenza o l’ingaggio di mentors qualificati che già hanno una grande esperienza nel mondo dell’imprenditoria, secondo il report di Failory.

Da queste considerazioni, Startup Geeks lancia un incubatore online, con l’intento, grazie all’aiuto di diversi mentor, di dare alle startup la possibilità di crescere in modo sano e strategico: si tratta di un percorso di 10 settimane in cui i fondatori e i mentor potranno capire come portare la loro idea di business al livello successivo.

Alessio Boceda e Giulia D’Amato, i fondatori di Startup Geeks, la più grande community di startupper italiani, ci stavano lavorando già da tempo a un percorso per dare la possibilità alle startup di validare la propria idea grazie all’expertise di mentor già avviati nel mondo dell’imprenditoria ma la crisi che si è scatenata nelle ultime settimane ha richiesto uno sprint.

Validare la propria idea, pivotare se necessario, abbandonarla o scalare: ecco lo Startup Builder di Startup Geeks

“L’obiettivo dello Startup Builder è dare ai fondatori delle startup in fase di validazione un percorso che possa aiutarli a capire se hanno un mercato e in caso positivo, aiutarli nello sviluppo della loro idea attraverso l’esperienza di mentor qualificati che potranno guidarli concretamente per creare un business model sostenibile sul lungo periodo.” spiegano Alessio Boceda e Giulia D’Amato, i founder di Startup Geeks.

Mai come ora è stato necessario per chi fa impresa avere un rapporto diretto con chi ha percorso la strada dell’imprenditoria prima di loro: ecco perché durante il percorso della durata di 10 settimane, i fondatori avranno la possibilità di confrontarsi in degli incontri one-to-one con mentor dall’expertise verticale e autorevole.

Un percorso necessario per tutti coloro che vogliono dare una chance in più al progetto che hanno in mente, che non li porterà necessariamente a diventare gli unicorni di domani ma che permetterà ai migliori di far parte della prossima generazione di imprese che sopravviveranno alla crisi in corso perché il network e le competenze, come ci insegnano questi giorni, sono un preziosissimo alleato per costruire il domani.

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