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Economia/Imprese

Trading online. Fate attenzione ai vostri risparmi

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Complice la crisi economica che stiamo attraversando a causa della pandemia da Covid-19 ed il momento di grave incertezza in cui si trovano i mercati, sempre più consumatori cercano di ottimizzare i propri risparmi investendoli nel trading online. Tuttavia, quando si parla di prodotti finanziari e investimenti, la cautela è d’obbligo perché si rischia di vanificare i sacrifici di una vita con pochi click.  È utile, pertanto, stare ben attenti quando scegliamo a chi affidare i nostri soldi e, in vostro aiuto, interviene il Centro Europeo Consumatori Italia con alcuni indicazioni che permettono di riconoscere le piattaforme di trading online farlocche.

In questo periodo dove tutti siamo chiamati a fare la nostra parte nella lotta al contagio da Covid-19 restando a casa, le preoccupazioni in merito alle nostre entrate, i nostri risparmi ed, in genere, su come poter affrontare il prossimo futuro, ci inducono a riversare le nostre speranze di profitto su forme di investimento che sempre più spesso ci vengono propinate in internet e attraverso i social network.

Il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia invita alla massima prudenza laddove ci si determina a cogliere opportunità d’investimento attraverso il trading online; le società promotrici di tali prodotti o investimenti potrebbero non essere autorizzate dalla Commissione Nazionale per la Società e la Borsa (CONSOB) a gestire i nostri risparmi a nulla rilevando che il sito possa apparire del tutto professionale o indicare di essere in possesso delle autorizzazioni di legge.

Il Centro consiglia di controllare:
– se il proprietario del dominio corrisponde all’azienda che gestisce il sito attraverso protocolli di rete come Whois;

– eventuali feedback o segnalazioni di altri investitori attraverso http://www.consob.it/web/area-pubblica/occhio-alle-truffe o https://www.iosco.org/investor_protection/?subsection=investor_alerts_portal;
– se il tipo di investimento proposto non rientri tra quelli per cui  la CONSOB ha imposto dei divieti o limitazioni alla commercializzazione come, per esempio la vendita di  opzioni binarie ed altri prodotti ad alto rischio;
– l’indicazione, nelle condizioni contrattuali, della possibilità di rivolgersi all’Arbitro delle Controversie finanziarie (ACF) per la risoluzione alternativa di eventuali controversie in tale ambito, il cui servizio è gratuito per il consumatore.

Internet, tuttavia, non è l’unico canale utilizzato per la vendita truffaldina di prodotti e servizi di investimento. Non di rado il consumatore viene contattato telefonicamente da un sedicente broker che sfrutta l’effetto sorpresa per portare a casa il risultato.

È consigliabile diffidare da chi:
– durante il colloquio telefonico fa riferimento ad un prospetto informativo inviato via email che non è mai pervenuta perché è solo una tattica per ovviare alla nostra diffidenza;
– fa leva sull’effetto pressione offrendoci un bonus o uno sconto riservato a chi aderisce alla proposta entro un dato termine, solitamente qualche giorno;
– fa riferimento a feedback positivi o esperienze di altri clienti (falsi) per vincere ulteriori nostre resistenze;
– fa riferimento ad asserite autorizzazioni da parte dell’Autorità di Vigilanza senza l’indicazione del numero di autorizzazione;
– esclude il verificarsi di qualsiasi rischio promettendo un’assidua assistenza da parte di un esperto senior del settore che fornirebbe un’adeguata formazione.

In caso di contatti inaspettati, indipendentemente se telefonici, via email o tramite social network, il modo migliore di autotutelarsi è di non reagire agli stessi.

Ma se siamo persuasi che l’investimento proposto, anche in criptovalute, sia un’occasione irripetibile, è consigliabile trasferire le somme richieste mediante carta di credito che, in alcuni casi, potrebbe permetterci di ottenere lo storno della transazione effettuata mediante la procedura di chargeback.  Le condizioni per avviare tale procedura sono regolate dalle condizioni contrattuali e, pertanto, consigliamo di verificarle prima di procedere con la transazione.