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Speciale COVID19

Come gestire e cosa aspettarsi dalle proprie risorse al rientro in ufficio

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Maggiore irritabilità, minore concentrazione e probabilmente anche un iniziale calo della produttività: sono solo alcuni dei comportamenti che un datore di lavoro potrebbe riscontrare nei propri dipendenti al rientro in ufficio dopo questo periodo di lavoro da casa.

Gympass (www.gympass.com/it), azienda leader mondiale nell’ambito del Corporate Wellbeing, insieme a importanti esperti in ambito risorse umane e mental coaching ha analizzato come gli HR director stanno gestendo le proprie risorse e, soprattutto, cosa aspettarsi e come affrontare il “ritorno alla normalità”.

Dagli studi effettuati da Gympass, presentati durante lo scorso webinar, è emerso che solo il 41,9% delle Human Resource intervistate a fine marzo afferma di aver pianificato delle misure per sostenere psicologicamente i propri dipendenti dopo il periodo di quarantena. Un numero non ancora sufficiente, come commentano gli esperti, che infatti ricordano la fondamentale attenzione che le aziende dovrebbero riservare all’ambito psicologico del dipendente e alle conseguenze che questo lockdown avrà su diversi aspetti, specialmente in ambito lavorativo. A questo proposito, Laura Sinatra – CEO di Eapitalia World, leadership coach, trainer e HR consultant – sottolinea l’importanza della comprensione e della comunicazione aziendale: “Avere pazienza con gli altri e accettare empaticamente le emozioni che gireranno… ci saranno colleghi che avranno paura della vicinanza, colleghi euforici o altri depressi. È quindi importante darsi del tempo, continuare a mantenere le distanze perché aiuta psicologicamente a sentirsi protetti e, inizialmente, tollerare che ci sarà voglia di distrarsi e di raccontarsi e questo potrebbe far calare la produttività”. 

Il contatto umano tra conoscenti e soprattutto tra sconosciuti rimane una delle maggiori paure. Se attualmente è ancora d’obbligo mantenere una certa distanza di sicurezza e la maggior parte delle aziende sta ancora adottando lo smart working, è difficile prevedere come le persone reagiranno quando non ci sarà più l’obbligo di distanziamento sociale e si rientrerà in ufficio; non si sa infatti quando alle persone passerà la paura di prendere l’ascensore insieme, di fare un meeting, di andare dal cliente o più semplicemente di passare insieme la pausa pranzo.

Una ricerca effettuata[1] a questo proposito su individui che erano stati in quarantena a causa di un possibile contatto con il virus della SARS, ha rilevato che, dopo la fine dell’emergenza, il 54% delle persone che erano state messe in isolamento evitavano chi tossiva o starnutiva, il 26% evitava luoghi chiusi e affollati mentre il 21% evitava tutti gli spazi pubblici.

Un altro aspetto, importante all’interno della gestione delle risorse umane in questo periodo, riguarda l’introduzione dei nuovi assunti. A questo proposito, Andrea Colombo, psicologo e esperto in Mindfulness, invita anche coloro che entreranno in ufficio tra maggio e giugno, a fare tesoro di un’esperienza che ha sicuramente insegnato loro a gestire con maggiore autonomia il proprio lavoro e il tempo libero. Dal punto di vista aziendale c’è da tenere in considerazione che questa situazione d’emergenza potrebbe aver alterato l’equilibrio, le necessità, le relazioni e le dinamiche organizzative. Come sottolinea Laura Sinatra: “è importante che i responsabili delle risorse umane consentano ai dipendenti che hanno attraversato insieme questo periodo di vivere una breve fase di riconciliazione affinché i nuovi arrivati si sentano parte di un gruppo”.

Per le nuove risorse che verranno eventualmente inserite nei prossimi mesi, è importante che l’azienda attui iniziative che consentano al nuovo assunto di conoscere anche trasversalmente l’azienda, il futuro team, su cosa si sta lavorando e quali sono gli obiettivi futuri. In questo modo il ritorno alla normalità e il percorso di inserimento saranno più semplici.

“Per fronteggiare questa situazione e offrire un supporto concreto a tutti i nostri interlocutori, siamo ripartiti dalla nostra mission ovvero aiutare le persone a essere attive fisicamente mantenendo così il proprio equilibrio psico-fisico. Abbiamo studiato e implementato velocemente nuove soluzioni digital per le strutture sportive e gli utenti finali in relazione all’attività fisica, senza però dimenticarci anche dell’aspetto emotivo e psicologico” ha dichiarato Andrea Bandini, CEO di Gympass Italia.  “In quanto esperti di corporate wellbeing stiamo mettendo a disposizione di tutti gli interessati il nostro network di professionisti di HR management, mental coaching e non solo che, attraverso webinar dedicati, sono in grado di dare consigli e offrire consulenze fondamentali per la gestione delle risorse umane di un’azienda in questo periodo” – aggiunge Bandini.