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Speciale COVID19

Polonia. Aiuti alle Imprese in risposta al COVID-19

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AIUTI ECONOMICI PER LE SOCIETÀ

Grazie alle leggi del 31 marzo 2020 e del 16 aprile 2020 anche definite “Scudo anticrisi”, la Repubblica di Polonia ha stanziato oltre 212 miliardi di zloty (circa 47 miliardi di Euro) nella lotta alla crisi provocata dalla pandemia del Coronavirus.

In Particolare sono stati stanziati 1,6 mld di Euro per la tutela della salute, 6,6 mld di Euro per la sicurezza dei lavoratori, 6,6 mld di Euro in programmi di investimento pubblico, 15,5 mld di Euro per il rafforzamento del sistema finanziario e 16,4 mld di Euro per finanziamenti alle imprese.

Per gli imprenditori in difficoltà in seguito alla crisi sono stati previste una serie di misure per la lotta alla crisi. Il presupposto per l’ottenimento delle agevolazioni è aver registrato un calo del fatturato del 15% o del 25% a seconda delle circostanze. Per gli autonomi con partita IVA a prescindere dal calo del fatturato è concessa l’esenzione dei contributi previdenziali (ZUS) per un periodo massimo di 3 mesi a partire da marzo 2020. La condizione per poter usufruire dell’agevolazione è avere un fatturato al netto dell’IVA non superiore a 15.681,00 zlory (ca. 3480,00 Euro) Tale misura per gli autonomi mediamente vale circa 800 Euro totali sui tre mesi di applicabilità. Altra misura a sostegno di autonomi e micro imprese è un finanziamento a fondo perduto di 5.000 zloty (ca. 1100 €)

Le aziende potranno far domanda entro il 30 giugno 2020 e tra i vari requisiti che dovranno essere soddisfatti vi è la circostanza per la quale l’azienda applicante dovrà aver continuato la propria attività al 1 febbraio 2020 e non avere al 31 dicembre 2020 ritardi superiori a 12 mensilità nel pagamento dei contributi previdenziali.

Nello scudo anticrisi è previsto inoltre la possibilità di usufruire di prestiti agevolati di ammontare massimo fino ad 800.000,00 Euro e garantiti all’80% dalla BGK (Banca Nazionale Commerciale) per un periodo di 39 mesi. Altre misure riguardano la possibilità di rinviare oppure di rateizzare il pagamento di imposte e contributi previdenziali. Nonostante quest’ultima sia una misura generalmente applicabile il governo ha disposto di dare precedenza a tali istanze delle aziende che verranno evase con priorità dagli uffici competenti. In particolare il rimedio della  rateizzazione risulta particolarmente efficace in quanto è possibile rateizzare le imposte per un periodo anche di 12 mesi (rinnovabili) con rate anche di importo non uguale tra loro in modo da spostare il più possibile in avanti il carico tributario.

CLAUSOLE DI FORZA MAGGIORE

Per quanto riguarda le clausole di forza maggiore la crisi derivante dal COVID-19 potrebbe rappresentare uno tra gli eventi a fronte del qualeevocare l’applicazione delle clausole di forza maggiore. La legislazione polacca prevede la possibilità di evocare la situazione di forza maggiore per promuovere la risoluzione di contratti o la modifica delle relative condizioni. Tuttavia nella legislazione anticrisi nulla di specifico è statoprevisto a riguardo per cui si rinvia alle norme generali. Ad ogni modo l’opinione comune tra gli operatori del settore è quella di poter far leva sulla forza maggiore e la clausola “rebus sic stantibus” nel caso in cui la situazione di crisi inaspettata legata al COVID-19 abbia avuto una diretta e concreta influenza sul rapporto contrattuale e di conseguenza esonerare dalla responsabilità civile il contraente inadempiente o comunque arrivare ad una soluzione di compromesso in virtù delle mutate circostanze di fatto.

Ai sensi della disciplina vigente, nel caso in cui il contratto tra le parti espressamente non lo vieta, è possibile far ricorso alle clausole di forza maggiore. In ogni caso, nella materia contrattuale bisogna sempre far riferimento allo specifico regolamento contrattuale per valutare l’applicabilità delle misure al caso concreto.

AIUTI PER I DATORI DI LAVORO

Lo scopo principale di tutto il pacchetto anticrisi, secondo quanto espresso dai rappresentanti del governo è quello principale di sostenere l’occupazione e salvare i posti di lavoro.

Per quanto riguarda i datori di lavoro è stato previsto un supporto alla liquidità mediante un finanziamento delle retribuzioni dal Fondo diPrestazioni Lavorative Garantite. Per le micro imprese (fino a 9 dipendenti e massimo 2mln di € di fatturato) la misura prevede la possibilità di diminuire le ore di lavoro dei dipendenti e di usufruire di un finanziamento di parte della retribuzione per i datori che hanno registrato un calo del fatturato di minimo il 25%. Il finanziamento può essere a fondo perduto nella misura massima del 75% del contributo percepito se l’attività economica viene esercitata per almeno ulteriori 12 mesi e se mantengono i livelli di occupazione sempre nei 12 mesi successivi. Altra misura riguarda l’esenzione per un periodo di tre mesi a partire da marzo 2020 dal pagamento dei contributi previdenziali (ZUS) a versati dal datore di lavoro direttamente e come sostituto. Per le piccole imprese (da 10 a 249 dipendenti e fatturato annuo minore di 50 mln di €) la misura prevede un finanziamento pari a massimo l’8% del fatturato annuo per imprenditori che hanno subito una diminuzione del fatturato di almeno il 25%. Il 75% della sovvenzione percepita può essere a fondo perduto se si soddisfano una serie di requisiti in merito al calo delle vendite e al mantenimento dei livelli di occupazione per almeno 12 mesi. La restante parte del finanziamento è rimborsabile in 3 anni. Per le grandi aziende è previsto un sistema complesso di finanziamento sottoforma di prestiti agevolati e altri strumenti di credito di cui in parte a fondo perduto a determinate condizioni, tra cui il mantenimento dei livelli di occupazione.

CONTRATTI DI AFFITTO

In conseguenza dell’obbligo di chiusura di numerosi esercizi commerciali e diverse altre tipologie di attività economiche è stato previsto un rinvio automatico dei contratti di locazione in scadenza, su richiesta del conduttore, fino al 30 giugno 2020.

Su questa via inoltre è stato previsto che nel caso in cui il conduttore sia in ritardo nei pagamenti del canone, il locatore non può procedere allarisoluzione del contratto per mancato pagamento del canone anche nell’ipotesi in cui tale evenienza sia prevista espressamente dal contratto dilocazione.

Per quanto riguarda in generale la possibilità di ottenere una riduzione del canone o di promuovere la risoluzione del contratto la normativa anticrisi non prevede delle agevolazioni in favore del conduttore. Tuttavia, per le aziende in difficoltà è consigliabileinvocare le cause di forza maggiore al fine di ricevere delle riduzioni del canone per i periodi di chiusura e/o di crisi.

Ovviamente restano applicabili ai contratti di affitto tutte le misure generalmente previste dalla disciplina generale. Per cui se ciò non è espressamente escluso dal contratto si può provare a cedere il locale in sub-locazione (eventualmente parziale), richiedere delle dilazioni e/oriduzioni di pagamento oppure promuovere una transazione volta alla risoluzione anticipata del contratto attraverso il pagamento di una exit fee.

Dall’osservazione del mercato in generale si nota una generale disponibilità dei proprietari degli immobili a venir incontro alle esigenze dei conduttori, soprattutto nel settore della ristorazione, del commercio al dettaglio e turistico.