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Imprese dopo il lockdown: smart working e coworking a confronto

Durante il lockdown, per la prima volta, milioni di italiani hanno cambiato metodo di lavoro e si sono trovati a dover affrontare lo smart working, una rivoluzione improvvisa avvenuta senza la giusta preparazione.

Attraverso i diversi Decreti Legge realizzati durante l’emergenza sanitaria, per favorire una modalità di lavoro che limitava al minimo il rischio di contagio da Covid-19, il Governo Italiano ha imposto il lavoro da remoto per tutti gli impiegati dell’amministrazione pubblica, impiegati in uffici privati e delle aziende, per i liberi professionisti e altre categorie con possibilità di poter lavorare a distanza.

In Italia, dopo il lockdown, molte imprese hanno continuato ad adottare lo smart working come metodo di lavoro aziendale mentre altre imprese sono tornate pian piano alla normalità o applicando un metodo già utilizzato negli ultimi anni: il coworking.

La differenza tra Coworking e Smartworking

Il Coworking è un metodo utilizzato negli ultimi anni, in particolar modo nell’ambito del lavoro digitale: prevede la condivisione di un ambiente di lavoro, che sia un ufficio o qualsiasi ambiente condivisibile con altri professionisti che, pur lavorando nello stesso ambiente, hanno la propria attività lavorativa indipendente.

Generalmente, chi effettua il coworking non lavora con altri impiegati della stessa organizzazione ma dopo il Coronavirus le aziende hanno introdotto questo metodo di lavoro anche tra colleghi della stessa società.

Il coworking aiuta a realizzare un network di contatti e collaborazioni lavorative tra coworker che condividono gli stessi valori e obiettivi professionali. Grazie a questo metodo di lavoro e alla connessione veloce, oggi, è possibile accedere ad una struttura situata in una città diversa e dimezzare i costi di gestione come le spese energetiche, la pulizia, la sanificazione di ogni singolo ufficio e così via.

Oggi, prestando attenzione ai piccoli dettagli come le borracce personalizzate per l’acqua, oggetti personalizzati  e utilizzando la distanza sociale, è possibile applicare un metodo di lavoro coworking all’interno della propria azienda e lavorare insieme per velocizzare la ripresa aziendale.

Smart working: che cos’è e come funziona

Lo smart working è strettamente collegato ad altri metodi di lavoro digitalizzati, è un modello organizzativo che propone autonomia nelle modalità di lavoro e presuppone un modello più “intelligente” con cui vengono svolte le attività lavorative.

Durante il lockdown, questo metodo di lavoro è stato spesso inteso come “lavoro da casa”, tuttavia fare smart working non significa lavorare in modalità autonoma da casa ma è un modello che rafforza la collaborazione e la condivisione degli spazi digitali tra colleghi, favorisce la creatività delle persone e stimola nuove idee per il business.

Attraverso questo metodo organizzativo la concezione del lavoro cambia totalmente, non importano le ore di lavoro trascorse in ufficio ma prevale il raggiungimento degli obiettivi nei tempi stabiliti e il rapporto di fiducia tra i membri dell’azienda.

Lo smart working è un approccio al lavoro che mira ad ottimizzare l’efficienza di un’azienda e l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi aziendali, attraverso una combinazione di diversi elementi: flessibilità, collaborazione ed autonomia, utilizzo di strumenti digitali ed innovativi.

Per realizzare un progetto di smart working in azienda è necessario agire su più punti ed effettuare un’attenta considerazione sulle priorità aziendali e sugli obiettivi da raggiungere e definire quali strumenti utilizzare per l’organizzazione manageriale.

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale, perché permette di connettere persone e spazi al proprio business e permettono di aumentare la produttività e coinvolgere i diversi gruppi di lavoro.