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Innovazione

Lontano dall’ufficio aumenta la produttività 
ma i dipendenti si preoccupano per tecnologia domestica, 
sicurezza dei dati e spese personali

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Una nuova ricerca1 realizzata da Lenovo™ (HKSE: 992) (ADR: LNVGY) a livello globale evidenzia gli aspetti vincenti, le sfide e le conseguenze dell’adozione improvvisa del modello work-from-home (WFH) durante la pandemia COVID-19, e come le aziende e i loro dipartimenti IT possano abilitare una nuova era del lavoro da remoto. In particolare, questo studio rivela come oltre la metà della forza lavoro intervistata a livello globale ritenga che in futuro si lavorerà da casa sempre di più e sempre più spesso.

Lo studio, dal titolo “Technology and the Evolving World of Work”, analizza le modalità con cui i dipendenti in tutto il mondo stanno affrontando questa “nuova normalità” dopo che la grande maggioranza di quanti hanno risposto (72%) ha confermato un cambiamento nelle dinamiche lavorative negli ultimi tre mesi. Lavorando da casa, ci si sente più connessi e produttivi che mai, ma i dati mostrano anche timori legati al proprio benessere economico, fisico ed emotivo.

“Questi dati ci offrono spunti molto interessanti sulla complessa relazione che i dipendenti hanno con la tecnologia in un momento in cui la sfera personale e quella professionale stanno diventando sempre più interconnesse con la crescita del numero di persone che lavorano da casa”, ha commentato Dilip Bhatia, Vice President of Global User and Customer Experience di Lenovo. “Gli intervistati fanno sempre più affidamento sulla tecnologia e si sentono più produttivi, ma si preoccupano per la sicurezza dei loro dati e si aspettano che le aziende investano in formazione tecnologica. Stiamo utilizzando questi risultati per migliorare lo sviluppo delle nostre tecnologie smart e offrire ancora più strumenti utili a chi lavora e lavorerà da remoto”.

Aumentano produttività, connettività e indipendenza IT

I dipendenti intervistati a livello globale stanno adottando il lavoro da remoto lontano dall’ufficio – tuttavia si sentono più connessi che mai ai loro dispositivi poiché l’“ufficio” diventa qualunque luogo in cui si trova la tecnologia:

  • L’85% degli intervistati ha dichiarato di fare maggiore affidamento sul proprio PC (laptop e/o desktop) rispetto a quando si trovava in un ufficio.
  • Circa due terzi degli intervistati (63%) si sentono più produttivi lavorando da casa rispetto a quando erano in ufficio.
  • Il 52% degli intervistati ritiene che continuerà a lavorare da casa più di quanto facesse prima del COVID-19 – anche quando non saranno più obbligatorie le misure di distanziamento sociale.

Questa nuova fiducia nel lavoro da remoto ha accresciuto la necessità per le aziende di dotarsi di soluzioni IT personalizzabili, moderne e scalabili. Il 79% degli intervistati concorda sul fatto di aver dovuto fare da responsabile IT di sé stesso, lavorando da casa, e la maggior parte degli intervistati ritiene che i datori di lavoro debbano investire di più in formazione sulla tecnologia per agevolare il lavoro da casa in futuro.

 Ma a volte la produttività può portare con sé degli aspetti negativi

 Con un passaggio al lavoro da casa tanto rapido quanto quello generato dalla recente pandemia, i lavoratori hanno dovuto fare investimenti personali in tecnologia quando non l’hanno fatto i loro datori di lavoro:

  • 7 dipendenti su 10, tra gli intervistati a livello globale, dichiarano di aver acquistato nuovi dispositivi tecnologici per lavorare da remoto
  • Circa il 40% degli intervistati ha dovuto migliorare a proprie spese, in toto oppure in parte, la propria dotazione tecnologica.
  • Gli intervistati in Italia2 hanno dichiarato di aver speso personalmente3 in media circa 305 euro per aggiornare o migliorare la tecnologia necessaria per lavorare da casa durante la pandemia da COVID-19 – circa 62 euro in più rispetto alla media mondiale di 238 euro, a titolo di confronto, tra i dieci Paesi analizzati, solo in Germania (€336) e Stati Uniti (€307) si è speso in media di più.

Il nuovo approccio al lavoro ha anche messo in luce alcune difficoltà. Il 71% degli intervistati lamenta l’emergere di nuove problematiche o il peggioramento di alcune condizioni, tra cui mal di testa, dolori alla schiena oppure al collo, difficoltà a dormire e molto altro. Avere una postazione adeguata per lavorare  da casa, che comprenda ad esempio mobili appropriati e un monitor esterno di grandi dimensioni che possa essere adattato alle proprie esigenze, è importante per aumentare il comfort. Prendersi delle pause  è altrettanto importante, poiché molti di quei break a cui siamo abituati in ufficio (fare stretching, alzarsi per andare a prendere un caffè, uscire per pranzo, ecc.) si verificano a ritmi diversi durante il lavoro da remoto.

Oltre a disturbi fisici, gli intervistati hanno identificato alcune altre importanti sfide che si sono ritrovati ad affrontare lavorando da casa: diminuiscono i contatti personali con i colleghi, si avverte un’incapacità di separare la vita lavorativa dalla vita domestica e diventa difficile concentrarsi durante le ore di lavoro a causa delle distrazioni che li circondano in casa. La formazione e l’adozione di dispositivi di videoconferenza di alta qualità quali cuffie con cancellazione del rumore e webcam per i PC, tablet o telefoni di lavoro possono aiutare i dipendenti a sentirsi più connessi con i colleghi e meno distratti a casa.

Naturalmente, poiché la tecnologia ha alimentato il lavoro da casa in tutto il mondo, gli intervistati hanno anche espresso preoccupazioni più generali sulla sicurezza e sulla forte dipendenza dalla connettività per svolgere il proprio lavoro. I dipendenti di tutte le età concordano sul fatto che la loro principale preoccupazione relativamente alla tecnologia è la maggiore vulnerabilità delle aziende per cui lavorano alle possibili violazioni dei dati. Di conseguenza, soluzioni di sicurezza avanzata dovranno essere sempre più integrate, a livello nativo, nell’hardware, nel software e nei servizi dei dipendenti (incluse quelle per implementarle e configurarle, oltre alla manutenzione) e ciò è particolarmente importante nel contesto delle pratiche odierne di lavoro da remoto.

Alcuni consigli per il futuro

Lo studio “Technology and the Evolving World of Work” offre diversi spunti per i datori di lavoro che vogliono adottare nel prossimo futuro le nuove tecnologie.

La flessibilità non è solo un’aspettativa, è una necessità

Complessivamente, i dipendenti intervistati a livello globale hanno espresso sentimenti contrastanti sul lavoro in un mondo post-COVID – mentre alcuni si sono dichiarati felici (27%) ed entusiasti (21%) di lavorare da casa per sempre, altri si sentono neutrali (22%) oppure in conflitto (17%). Alla luce di ciò, è più importante che mai offrire ai dipendenti la flessibilità e la tecnologia richiesta dal lavoro da casa, in modo che per lavorare non debbano spendere denaro proprio per aggiornare la loro tecnologia.

La tecnologia dovrebbe semplificare l’equilibrio vita/lavoro, la collaborazione e il multi-tasking

Sebbene la maggior parte degli intervistati affermi che la tecnologia li rende più efficienti e produttivi, i dipendenti hanno identificato altri modi in cui la tecnologia potrebbe migliorare per consentire loro di ottenere vantaggi sul lavoro:

  • Aiutarli a mantenere un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata
  • Semplificare la collaborazione con colleghi di altre aziende e organizzazioni esterne
  • Aiutarli con il multi-tasking e ad alternarsi più frequentemente tra progetti diversi
  • Automatizzare alcune delle loro attività quotidiane

Aumenta la richiesta di 5G

Sebbene l’emergere di nuove tecnologie sia stato dibattuto in passato, i dipendenti si dimostrano entusiasti per il ruolo che la tecnologia svolge nel migliorare l’esperienza di chi lavora da casa. Quando è stato chiesto quali tecnologie emergenti avrebbero avuto il maggiore impatto in positivo sul loro lavoro nei prossimi anni, gli intervistati a livello globale hanno identificato come prime scelte il 5G, l’intelligenza artificiale (AI) e il machine learning.

Nell’implementazione di queste tecnologie, le aziende dovrebbero sollecitare i dipendenti a dare il proprio input, in modo da capire dove intervenire per avere il massimo impatto sulla qualità del loro lavoro. Il 5G offre una connessione stabile e più sicura dando ai dipendenti la possibilità di spostarsi, mentre l’AI può aiutare ad automatizzare i compiti ripetitivi. La maggior parte dei dipendenti ha anche espresso l’auspicio che le tecnologie emergenti possano aiutare a migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

A proposito della ricerca “Technology and the Evolving World of Work”

Lo studio “Technology and the Evolving World of Work” condotto dall’Intelligent Devices Group di Lenovo h le prospettive dei dipendenti in 10 mercati – Stati Uniti, Brasile, Messico, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Cina, India e Giappone – per offrire ai decisori aziendali e ai fornitori di tecnologia in tutto il mondo uno strumento per comprendere le necessità dei dipendenti di fronte a un cambiamento repentino delle loro modalità di lavoro. Tra l’8 e il 14 maggio 2020 sono state intervistate 20.262 persone, alle quali è stato chiesto di rispondere a domande relative alla loro esperienza con la tecnologia sul luogo di lavoro e all’impatto del COVID-19 sulle loro preferenze, connettività ed equilibrio tra vita personale e lavorativa.