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Business

Speciale COVID19

Parte AI-SCoRE per calcolare il rischio da Covid-19

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Una piattaforma di apprendimento autonomo in grado di calcolare per ogni individuo – sulla base di una serie di indicatori clinici e diagnostici – la probabilità di sviluppare le forme più gravi di Covid-19, permettendo così interventi sanitari mirati e tempestivi e riducendo l’impatto sul sistema sanitario. È questo l’obiettivo del progetto AI-SCoRE (acronimo di Artificial Intelligence – Sars Covid Risk Evaluation) ideato dai professori Carlo Tacchetti e Antonio Esposito, entrambi docenti dell’Università Vita-Salute San Raffaele, rispettivamente direttore e vice-direttore del Centro di Imaging Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e sviluppato in collaborazione con due colossi mondiali dell’information technology come Microsoft e NVIDIA, con il Centro di Omics Sciences dell’IRCCS Ospedale San Raffaele diretto dal dottor Giovanni Tonon, e con il supporto di due aziende: Orobix srl, società attiva nell’ingegneria, produzione e governance di sistemi di AI con esperienza decennale e internazionale in ambito healthcare, e Porini, centro di eccellenza e partner internazionale di Microsoft sulle piattaforme Cloud Azure e sulle soluzioni di Advanced Analytics.
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Economia/Imprese

L’home staging per rilanciare il mercato immobiliare: con l’intervento degli esperti la casa si vende in soli 48 giorni

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Si chiama home staging, si traduce valorizzazione immobiliare, e può essere uno strumento di rilancio per il mercato italiano in questo momento complesso. Perché fa vendere le case velocemente e bene: secondo l’associazione nazionale Home Staging Lovers, in soli 48 giorni in media, contro i 7,7 mesi necessari normalmente in Italia per concludere una vendita (fonte: Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Banca d’Italia, IV trimestre 2019). E il dato complessivo del venduto post home staging è del 90%, con uno sconto medio solo del 2% contro il 12% della media italiana, sempre secondo l’associazione nazionale dei professionisti del settore.
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Economia/Imprese

Analisi socio-demografica: acquirenti e venditori

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Secondo le ultime analisi condotte dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, prima che scoppiasse l’emergenza Covid, in Italia la percentuale di acquisti per investimento si attestava al 17,8%. L’analisi è stata svolta su un campione di 20.600 compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel secondo semestre del 2019.

L’investimento immobiliare è in crescita: nel 2015 era al 16,4%, siamo ora al 17,8%. Chi compra l’abitazione principale si focalizza sul trilocale (37,1%), seguito dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti (20,7%) che in questo semestre sorpassano i quadrilocali che si fermano (19,0%). Si conferma quindi un crescente apprezzamento per ville, villette e case indipendenti e semindipendenti. Interessante quest’ultimo dato che vede una volontà di miglioramento abitativo, aspetto che potrebbe caratterizzare anche i mesi futuri alla luce dell’epidemia: i dati relativi alle richieste post covid vedono infatti un maggiore interesse per soluzioni “migliorative” (metriquadri in più, spazi esterni ecc.).  
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Speciale COVID19

Cosa le aziende stanno imparando da questo momento storico

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Secondo una recente indagine[1] sono 4,4 milioni i lavoratori che, in base all’ultimo decreto del DPCM del 26 aprile, sono rientrati a lavorare il 4 maggio: su 100 rimasti a casa per effetto del lockdown, il 62,2% è potuto tornare al lavoro. Coloro che sono rientrati in azienda che cambiamenti hanno dovuto affrontare? Quali insegnamenti hanno tratto le aziende da questi mesi di lavoro da remoto?
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Speciale COVID19

Il Travel riparte dall’innovazione delle startup: ecco le migliori proposte per la stagione estiva

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La ripresa del Paese passerà nei prossimi mesi anche dalla risposta puntuale che il turismo saprà dare. Un settore che vale il 13% del Pil e che, solo nei mesi tra marzo e maggio 2020, ha visto una perdita di 10 miliardi di euro. Fondamentale in questa nuova fase sarà l’apporto delle startup di settore, capaci negli anni di impattare positivamente sul comparto turistico trovando soluzioni innovative ai bisogni del mercato.
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Speciale COVID19

Covid-19 e Hospitality: cosa succederà?

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Gli effetti del Covid-19 hanno colpito diversi settori, ma fra quelli che hanno incassato maggiormente il colpo troviamo indiscutibilmente l’hospitality ed il turismo.

Il turismo è una fetta molto importante del PIL nazionale, più del 13%, e ha generato oltre 1.500.000 posti di lavoro nel 2019.

Ma cosa succederà nei prossimi mesi? Questo il quesito al centro della tavola rotonda “Covid-19 e Hospitality: le sfide, il futuro” organizzato in collaborazione con gli studi legali Withersworldwide e Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, al quale hanno partecipato importanti realtà quali Silver Fir Capital, Rocco Forte Hotels, Currie & Brown, Gruppo Costim e Intesa Sanpaolo.
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Speciale COVID19

Ripartenza e innovazione, Methodos: «8 milioni di italiani lavorano da casa, è il momento di trasformarli in smart workers»

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La pandemia di Coronavirus cambierà per sempre il modo di lavorare. È con questa certezza che siamo entrati nella Fase 2: mentre le attività e i vari settori industriali riaprono progressivamente, molte aziende hanno deciso di continuare a far lavorare da casa i dipendenti le cui mansioni lo consentono. E così, dicono gli ultimi dati dell’Osservatorio Smartworking del Politecnico di Milano, gli italiani che lavorano da remoto sono passati dai 500 mila pre-Covid-19 agli 8 milioni di oggi e l’ampliamento delle policy di lavoro da remoto riguarda in questo momento il 93% delle aziende. «Da qui non si torna indietro» è il commento di Alessio Vaccarezza, CEO di Methodos Italia, società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management. «Non si tratta solo della necessità rispondere alle esigenze di distanziamento sociale dovute alla pandemia –continua Vaccarezza–. Ora sono i lavoratori per primi a volere lo smartworking: un sondaggio della CGIL ha evidenziato che il 60% vorrebbe proseguire anche dopo l’emergenza. E teniamo conto che l’80% dei rispondenti a quel sondaggio non aveva mai sperimentato il lavoro a distanza prima, e ci si è ritrovato catapultato in modo improvviso e fra grandi difficoltà. Trovando aspetti positivi in una misura inizialmente figlia dell’emergenza, gli italiani stanno dando prova di antifragilità: ora tocca alle aziende dimostrare la stessa capacità, ed è questo che farà la differenza per ripartire davvero».
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Speciale COVID19

Come prepararsi al mondo del lavoro che verrà?

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Il Covid-19 sta cambiando la vita di tutti e gli scenari economici, compreso quello del mondo del lavoro.

In questa situazione complessa, sulla base dell’esperienza di Intoo (Gi Group), credo sia importante condividere che questa che abbiamo vissuto non è una situazione temporanea, con un ritorno alla situazione precedente, ma uno spartiacque che segnerà dei cambiamenti permanenti.

Primo fra tutti quello della digitalizzazione. Questo periodo per molti ha significato lavorare sempre da remoto, spesso con tecnologie o strumentazioni non adatte. E la situazione potrebbe prolungarsi ancora per le società di servizi o per i ruoli di servizio, nonché ripresentarsi se si verificasse un ritorno del virus in autunno ed eventuali nuove situazioni di lockdown.
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Speciale COVID19

L’emergenza coronavirus non ferma l’innovazione: arriva la consegna a domicilio in sicurezza delle vetture

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Non è il momento per stare con le mani in mano. Dal 4 maggio, in modo molto graduale, l’industria italiana è ripartita. Il lockdown scattato a inizio marzo ha messo in ginocchio tutto il comparto economico del Paese, settore automotive compreso. In questi due mesi di chiusura le vendite auto sono crollate e ci vorrà tempo perché le cose tornino alla normalità.
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