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Business

Marketing

Smartphone: i modelli preferiti dagli italiani

In vista del Mobile World Congress, la più importante fiera al mondo dedicata alla telefonia mobile che quest’anno si terrà dal 24 al 27 Febbraio, idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa – ha voluto fare il punto sul mercato online degli smartphone, settore che solo nel 2019 è cresciuto del +75,7% rispetto all’anno precedente.

I device preferiti dagli italiani

La top five degli smartphone maggiormente cercati nel 2019 vede al primo posto l’iPhone XR, seguito dall’iPhone 7 e dall’iPhone 11. Nelle altre due posizioni della classifica troviamo il Samsung Galaxy A50 e lo Xiaomi Redmi Note 7. I cinque brand ai quali sono riconducibili le maggiori intenzioni di acquisto di smartphone sono: Apple (+83,1% di ricerche rispetto al 2018), Samsung (+117,0%), Xiaomi (+206,9%), Huawei (+28,9%) e infine Honor (+14,3%). Analizzando, invece, i produttori in crescita sul mercato italiano questi sono: OPPO (oltre il + 300%), Brondi (oltre il +300%), OnePlus (+300,3%), Xiaomi (+206,9%) e Samsung (+117,0%).

Vi sono, infine, produttori i cui smartphone nel 2019 hanno visto una diminuzione delle relative ricerche online sul portale italiano di idealo? Si, si tratta di BlackBerry (-65,9% rispetto all’interesse online dimostrato nel 2018), HTC (-59,6%), Wiko (-31,5%), Sony (-29,3%), Catphones (-15,6%) e Asus  (-9,3%).
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Economia/Imprese

Come percepiscono il mercato cinese i marketer statunitensi

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LEWIS, agenzia globale di consulenza marketing, pubblica i risultati della sua ricerca nell’ambito della campagna “Bay to Bay”. LEWIS ha intervistato 351 professionisti del marketing statunitensi per indagare le loro percezioni e priorità a proposito del mercato cinese. I risultati rivelano che, anche se il mercato cinese resta una priorità per la maggior parte dei marketer senior americani, una percezione di overconfidence espone le aziende a potenziali rischi nella seconda economia più grande al mondo.

Questa ricerca è il più recente contributo alla campagna LEWIS Bay to Bay, una serie di eventi che gravitano intorno alle aree di San Francisco e della China Greater Bay. Bay to Bay è stata lanciata nel 2018 per approfondire tematiche quali l’innovazione, l’imprenditorialità e la cultura della leadership, sostenendo al contempo il dialogo e lo scambio di opinioni tra le due aree.
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Economia/Imprese

Tecnocasa continua ad investire nel digital ed entra in wikicasa.it

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Il Gruppo Tecnocasa continua a puntare sul digital e tramite controllata Tecnomedia, società di servizi alle reti, entra nella compagnia societaria del principale portale italiano riservato ai professionisti immobiliari www.wikicasa.it.

L’accordo, perfezionato lo scorso dicembre, ha portato lo storico Gruppo con sede a Milano a detenere una partecipazione pari a circa il 33% nel capitale sociale di wikicasa, tramite un’operazione mista di aumento di capitale ed acquisto quote.
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Marketing

Digital Marketing: ecco i principali trend del 2020

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Il Digital Marketing è tra i settori che di anno in anno evolvono maggiormente proprio perché basati su tecnologie in continua evoluzione. Se infatti fino a qualche anno fa tra le attività di marketing maggiormente usate c’era Google Adwords, oggi le cose sono notevolmente cambiate, considerando anche che nel frattempo sono subentrate nuove possibilità e processi. Quali saranno, quindi, i principali trend a cui assisteremo nel 2020? Ecco le previsioni di Across (www.across.it), digital agency specializzata nel performance marketing multicanale finalizzato alla Lead Generation.

  1. Differenziare le campagne a seconda dei canali. Quando l’essere omnichannel non è più un plus ma un requisito fondamentale. Quest’anno è fondamentale più che mai offrire al cliente un’esperienza unica su tutti i media utilizzati, mostrando così la propria capacità di profilazione e di offerta del giusto canale a seconda del pubblico che si vuole coinvolgere. Se prima questo era un “di più” ora è diventato un requisito fondamentale per ogni professionista di digital marketing che si rispetti. 

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Economia/Imprese

Imprese: essere piccoli non è peccato, se si usa l’innovazione per crescere

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Da oltre 25 anni la crescita dell’Italia è ferma, mentre la produttività del Paese è agli ultimi posti in Europa. Per molti, la colpa è dell’esercito delle piccole imprese italiane che sono la spina dorsale della nostra economia. Eppure, se è un dato di fatto che l’ossatura della nostra industria poggi su una dimensione micro, è altrettanto vero che la piccola impresa è una caratteristica distintiva anche di economie più solide e più dinamiche della nostra. Basti pensare che negli Stati Uniti sono le aziende con meno di cinque anni a creare tutti i nuovi posti di lavoro. La chiave di volta però non è nella dimensione dell’impresa, ma nella capacità di innovare, ed è da questa che dipende la capacità del nostro Paese di tornare a crescere.

Non facciamoci ingannare dai numeri

Nell’ultima classifica Fortune Global 500 sulle più grandi imprese al mondo, l’Italia compare con appena 6 aziende: una situazione che si ripete da sempre, ma è paradossale che in quell’elenco il made in Italy compaia solo grazie a colossi dei servizi. Ci sono Poste, Eni, Enel, Generali, Intesa UniCredit, ma manca tutta la nostra manifattura. Nonostante sia la seconda per importanza in Europa e sesta nel mondo, e sia il fiore all’occhiello del nostro Paese: basti pensare a marchi come Ferrari, Ferrero; Luxottica, Armani o Dolce&Gabbana. Brand che il mondo intero ci invidia, ma non abbastanza grandi da entrare nel Gotha.

Dobbiamo anche ricordare che il 92% delle imprese italiane attive fattura meno di 50 milioni di euro l’anno- tetto oltre il quale non si è più Pmi- ma sono proprio queste aziende a garantire un impegno dell’82% dei lavoratori del nostro Paese. Secondo uno studio di Prometeia, ci sono 5,3 milioni di Pmi con un fatturato aggregato di 2mila miliardi di euro e circa 15 milioni di dipendenti. Per quanto noto, però, il dato più incredibile è quello della Cgia: secondo la confederazione degli artigiani, il 95% di queste imprese è micro, ovvero non arriva a 10 dipendenti e ha un giro d’affari inferiori ai due milioni di euro.
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Innovazione

Trend e scenari futuri dell’e-commerce

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Manca poco all’apertura della terza edizione di 4eCom (http://4ecom.it/), l’evento di riferimento per il mondo dell’eCommerce che, il 23 gennaio, nella cornice del Talent Garden Calabiana, metterà in connessione i professionisti del mondo del commercio elettronico con l’obiettivo di creare per loro nuove opportunità di business.

Sul palco le esperienze di successo degli eCommerce

Tra gli speaker che saliranno sul palco delle 14 conferenze, moderate da Chiara Brughera Ceo di Shetech, vi sarà ad esempio Salvatore Cobuzio, Ceo di Marta’s Cottage che, insieme a Marco Albonetti di Intergic parlerà di tecnologie per la crescita dell’eCommerce. Nelleconferenze sarà anche affrontato, insieme a Marianna Chillau, Ceo di Transactionale e a Raul Cuppone eCommerce manager, il caso di TimeSquare, eShop multibrand nel settore abbigliamento che ha registrato una rapida crescita del suo fatturato, da 0 a 1mln di € in due anni, rientrando nella classifica del Sole24Ore 2020 dei Leader della Crescita. Con Roberto Fumarola, di Qapla’ si parlerà di come monetizzare con le tracking page ed evitare di impazzire con tanti corrieri, mentre l’intervento di Massimo Fattoretto spiegherà come Seo e Digital Pr hanno reso in soli 2 anni BirredaManicomio.com il sito leader delle birre in Italia. Durante la mattinata sarà presentata anche la testimonianza di Samuele Camatari di Jusan Network il quale spiegherà come è stato possibile raddoppiare il fatturato dello store multibrand FCA, di Marco Macari di ITTWeb il quale illustrerà l’esperienza di MTM Shop e di Davide Lugli di Competitoor. Ospite della giornata anche Davide Gallino di Agicom con un intervento sulla revisione della direttiva sugli eCommerce.
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Economia/Imprese

Mutui in calo da inizio anno

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Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 10.605 milioni di euro nel terzo trimestre 2019. Rispetto allo stesso trimestre del 2018 si registra un calo delle erogazioni pari a -10,2%, per un controvalore di 1.200 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziari- III trimestre 2019 pubblicato da Banca d’Italia a fine Dicembre.

Si riduce dunque la contrazione riguardante l’erogazione di mutui che avevamo registrato nel corso del trimestre precedente. Alla luce di un’attenta analisi, il forte aumento della domanda registrato a partire dal mese di settembre dovrebbe attenuare ulteriormente la perdita delle erogazione del IV trimestre se non riportarle in territorio positivo.
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Marketing

Sei trend che guideranno il Digital Marketing nel 2020

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Quali saranno i principali trend che segneranno l’agenda del marketing digitale nel corso dell’anno appena iniziato? Selligent Marketing Cloud, azienda globale specializzata nella marketing automation B2C, ha stilato un elenco di sei trend e best practice di cui continueremo a sentir parlare nei prossimi mesi, poiché universalmente riconosciute come fondamentali non soltanto per attirare nuovi clienti, ma anche e soprattutto per migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti.

1.Marketing automation: il segreto della personalizzazione 1to1 

Un paradigma che si è imposto negli ultimi anni e che rientrerà a pieno titolo anche fra i tren del 2020: gli algoritmi di machine learning trovano spazio in diverse attività di comunicazione, come e-mail, social media e web marketing. Grazie all’apprendimento automatico, infatti, i software di marketing automation sono in grado di analizzare automaticamente una grande mole di dati, per effettuare una valutazione completa dei diversi comportamenti degli utenti.

2.Omnichannel: esserci sempre, attraverso tutti i touch point

Nel 2020 i brand non possono prescindere dalla creazione di strategie di marketing omnichannel. L’integrazione fra i diversi canali di comunicazione, per raggiungere gli utenti attraverso tutti i touchpoint fondamentali e rispondere in modo qualitativo ai bisogni che esprimono, sarà un’attività sempre più centrale per le aziende.
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Innovazione

Arriva Beprof, la app utile ai liberi professionisti

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Arriva BeProf, la prima piattaforma digitale destinata a soddisfare la crescente domanda di welfare e di servizi personalizzati degli oltre 1,4 milioni di liberi professionisti in Italia. In versione App o desktop, BeProf è una risorsa utile e gratuita che permette di accedere a un’ampia gamma di prestazioni e di servizi studiati per comporre un’offerta completa e su misura dei professionisti, progettata da Confprofessioni con partner di primaria importanza come il Gruppo Zucchetti, Il Sole 24 Ore/Radiocor, Deliveroo, SìSalute, Unicredit, Unisalute.

Il progetto nasce dall’intuizione di Confprofessioni, la principale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti, di incrociare le tutele di welfare, già previste dal Contratto collettivo degli studi professionali, con le soluzioni più innovative offerte dalla digitalizzazione, per renderle disponibili a tutti i professionisti e lavoratori autonomi.

BeProf è una start up che nasce con le spalle robuste, grazie agli oltre 80 mila titolari di studi professionali che già aderiscono al network Confprofessioni, ma che guarda anche a tutti i professionisti che non hanno dipendenti, ai giovani che si affacciano alla libera professione, al popolo delle Partite Iva e a tutti quei soggetti più deboli del sistema professionale che faticano ad accedere a forme di tutele e di welfare.
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Economia/Imprese

Data protection: aziende ancora in difficoltà. Errore umano, il rischio più grande

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Sullo sfondo di un inasprimento delle normative, come nel caso del GDPR in Europa, e della diffusione di news che vedono il 90% degli incidenti informatici come frutto di errori umani piuttosto che della tecnologia, le aziende mondiali si dicono ancora in difficoltà con le leggi sulla protezione dei dati. Un significativo 50% di aziende, inoltre, non conosce o non è sicuro dell’impatto che le nuove tecnologie- come blockchain, Internet of Things (IoT) e sensori- possono avere in materia di gestione della privacy. Dati che fanno emergere la necessità di una maggiore fiducia e trasparenza sul mercato; soprattutto perché solo 1 società su 10 si ritiene esperta di gestione dei dati.

La ricerca di DNV GL ha coinvolto circa 1.300 aziende di diversi settori in Asia, Europa, Nord America, Centro e Sud America, evidenziano come le aziende stiano affrontando difficoltà nella gestione delle minacce informatiche, dei record e dell’enorme quantità di dati da conservare e proteggere dagli errori.

Luca Crisciotti, CEO DNVGL- Business Assurance spiega: “Oggi, la protezione dei dati rappresenta senza dubbio una delle aree di rischio più pressanti per le aziende, con risvolti che vanno ben oltre la compliance. Regolamenti come il GDPR implicano la capacità di soddisfare le legittime richieste dei clienti per la protezione dei dati personali e possono avere effetti sulla reputazione aziendale o la continuità operativa. Un approccio adeguato non è più un’opzione ma un requisito cruciale. È un aspetto che interessa le aziende di tutto il mondo, ma sono numerose quelle che hanno ancora delle difficoltà nel gestire gli aspetti più basilari”.
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