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Patrimonio e famiglia: un binomio imprescindibile

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I nostri patrimoni, indipendentemente dalla loro consistenza economica, sono giornalmente esposti ad una molteplicità di rischi: non ultimi quelli connessi alla propria sfera professionale o privata. Anche le cause di separazione e di divorzio, in assenza di  “asset protection”, possono essere causa di conflitti e vere e proprie guerre fra i coniugi. Così come pure un rovescio economico nella propria azienda o un fallimento possono comportare il pignoramento e la consequenziale perdita dei beni sia aziendali che personali.

Da ciò si desume che le vicende attive e passive legate ad un patrimonio hanno inevitabilmente ripercussioni positive e/o negative sia sul patrimonio stesso che sulla famiglia del detentore, con profonda incidenza sulla personale stabilità economica.

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Economy

Prestiti per sposarsi: in Italia erogati 96 milioni di euro in 3 mesi

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L’importo medio è aumentato del 14% rispetto al 2016. Oltre 1 richiesta su 5 arriva dalla Campania. Le regioni del Sud guidano la classifica.

Per onorare il più bel giorno della vita gli italiani ricorrono a prestiti personali e lo fanno in misura sempre maggiore; nel primo trimestre 2017 sono stati erogati 96,2 milioni di euro per sostenere le spese di matrimoni e cerimonie. È questo il dato che emerge da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato oltre 30.000 richieste di finanziamento, tracciando il quadro di come molti futuri sposi affrontino i costi di ricevimento, vestiti, fiori e bomboniere.

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Economy

Italia: l’incertezza vale 100 miliardi di Euro

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Sono stati resi noti, in questi giorni, i dati della Banca Dei Regolamenti Internazionali (BRI) con sede a Basilea, istituzione detenuta, pro-quota, da tutte le principali Banche Centrali del Pianeta le cui contrattazioni vengono regolate in dollari.

Da quanto è emerso dalla lettura dei dati “aprile-dicembre 2016”, i grandi investitori esteri (le banche del resto del mondo) hanno progressivamente venduto obbligazioni ed azioni sia esse del Governo che dell’imprese italiane, liberandosi così, di fatto, dei crediti e/o di attività reali.

Di fatto si tratta di una insanabile fuga silenziosa e sotto traccia di capitali a bassa intensità, operazione che però ha un effetto dirompente ed incontrollabile sull’economia reale italiana. Basti pensare che, verso la fine del 2012, le diverse banche estere avevano investito in Italia capitali per 683 Mld di dollari; al termine del 2016 la loro esposizione complessiva era pari a 603 Mld di dollari.

Questa fuga dal Paese Italia, non può che essere messa in relazione con gli eventi politici e strutturali succedutisi nel nostro paese e ciò a partire dal referendum Costituzionale del dicembre 2016. I diversi osservatori internazionali hanno guardato ed analizzato  sempre con maggior diffidenza l’Italia.

Quelli maggiormente critici, sono proprio, oltre agli Stati Uniti, quelli a noi più vicini e per assurdo collegati dalla moneta comune quali Francia e Germania. Basti pensare che, le Banche Centrali di Germania, Francia e Stati Uniti detengono, da sole, quasi i 2/3 di tutte le fuoriuscite nette di capitali e se ad esse, aggiungiamo la Banca Centrale di Inghilterra, si raggiungono in totale tagli per 33 Mld di dollari.

Oramai siamo arrivati al punto che sul nome Italia esiste una generale preoccupazione e diffidenza: ciò nonostante, almeno al momento e non si sa per quanto, siamo ancora la terza economia dell’area Euro. Fra tutti i partner Europei, il paese che, oramai da svariati anni e senza ripensamenti  a livello finanziario, ci ha messo in un angolo, è la Germania tanto che ha portato la propria esposizione verso l’Italia sotto ad un quarto dell’esposizione francese.

Nel dettaglio,  gli istituti bancari tedeschi, dismettendo con continuità il “rischio Italia”, sono di fatto scesi del 30% del loro rischio complessivo, dall’inizio degli anni 2000 ad oggi. Analizzando nel merito economico, per l’Italia, di quanto accaduto, si capisce come la perdita dei 100 Mld di dollari da parte dei grandi investitori stranieri sarebbe stato un colpo non ammortizzabile in nessuna maniera da parte della nostra economia.

Come sempre, un  salvagente, ci è stato lanciato  dalla BCE, che per tutto l’anno 2016 ha continuato senza sosta ad acquisire bond societari e titoli sovrani italiani al ritmo di 10 Mld di Euro al mese. E’ interessante, ed alquanto istruttivo capire come tecnicamente si sia svolta questa fuga dal debito italiano: da una parte vi sono state  le banche estere che, con cadenza regolare, continuata  e silenziosa hanno dismesso senza sosta titoli italiani e dall’altra parte, con continuità la BCE che comprava, come detto, nuovi titoli di emissione italiana.

Di fatto, ad esempio, la Germania ha approfittato di ciò per vendere i titoli del debito italiano in suo possesso direttamente alla BCE. Come  risultato è che oggi l’Italia, per sopravvivere a livello finanziario, deve fare solo affidamento e dipendere completamente dal supporto di una istituzione internazionale. La triste fotografia dell’odierno equilibrio economico-finanziario italiano è fotografato nel deficit in crescente aumento e senza sosta, che si rispecchia nel Target2 (sistema economico e finanziario dei pagamenti tra le Banche Centrali Europee) che oggi si allinea al preoccupante importo di 416 Mld di Euro. Tale valore è la risultante della qui di seguito equazione: “operatori esteri vendono i loro titoli di stato alla BCE e con il netto ricavo incassato reinvestono in tutti i paesi ad economia solida, consequenzialmente non in Italia”.

di Fabio Accinelli

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Economy

Quest’anno la Pasqua vale 149 milioni in Italia

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59 milioni in Lombardia e 149 in Italia. Dolci, cioccolato e spumante: imprese +1,6% in Lombardia e +2,8% in Italia. Ponte: viaggi meglio dello scorso anno ma si resta in Italia o vicino.

Lombardia, i settori della Pasqua valgono 59 milioni in Lombardia e 149 in Italia considerando il periodo della settimana della festa, secondo i dati della Camera di commercio di Milano. Crescono le imprese di dolci, cioccolato e spumante, +1,6% in Lombardia e +2,8% in Italia. Si tratta di 758 imprese in Lombardia su 7 mila in Italia, con 10 mila addetti in Lombardia su 42 mila in Italia. In crescita anche chi lavora nel
settore, +3% in Lombardia e + 10% in Italia. La Lombardia pesa per business nel settore 3 miliardi, su un totale nazionale di circa 8 miliardi.

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Economy

I voucher in corto circuito

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In attesa di capire come verranno sostituiti i buoni lavoro, togliendo d’impaccio aziende e famiglie che sui vecchi voucher facevano affidamento per remunerare gli stagionali piuttosto che la colf, un primo problema da risolvere riguarda le modalità e, soprattutto, i limiti di utilizzo dei buoni acquistati fino a venerdì 17 marzo e utilizzabili entro il 31 dicembre. Un numero non indifferente visto che, in mancanza di dati ufficiali, si stima che i buoni in circolazione possano essere circa 35 milioni.

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Tecnologie

Il mercato digitale conferma la ripresa

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Sembrano ricordi lontani il -4,4% del 2013 e il -1,4% del 2014. Per il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti), dopo il +1% del 2015, il 2016 è andato addirittura meglio del previsto: +1,8% per 66,1 miliardi di euro.

Quelli presentati da Assinform nei giorni scorsi sono dati, elaborati in collaborazione con NetConsultingCube, che certificano segnali positivi sul fronte della digitalizzazione del Paese. Buoni per il segno più, ma che fanno sperare anche e soprattutto per il fatto che quel che era stato scritto nelle previsioni è stato poi sorpassato positivamente dai fatti. A essere messo nero su bianco era stato infatti un +1,3%. Con i dati aggiornati c’è un mezzo punto percentuale in più. E anche a guardare al 2017 le proiezioni lasciano intravedere un ulteriore miglioramento con un +2,3% spunto dalle componenti più legate all’innovazione.

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Innovazione

Tir digitali: la logistica del futuro

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Le nuove tecnologie come la stampa 3D e l’internet delle cose ridurranno il volume delle produzioni. L’impatto sul sistema dei trasporti merci è immediato: 100 miliardi in meno di valore delle merci movimentate fino al 10% dei volumi.

Non sono strade, ponti o valichi. Il mondo dei trasporti e della logistica fa i conti con l’Industria 4.0. E’ già iniziata la sfida con il fattore che più di tutti sta impattando in modo significativo sui volumi di produzione e quindi sulla logica e sulle strategie di movimentazione, di trasporto e di consegna dei prodotti, da quando escono dalla fabbrica fino ai luoghi di consegna o di consumo.

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Tecnologie

4G, avanti piano, ma in Lombardia arriva al 25%

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La fotografia sulla situazione mondiale della rete 4G rivela una realtà che cambia a diverse velocità: in Italia ci sono Regioni in cui la tecnologia 4G è diffusa ed altre in cui il suo utilizzo è ancora quasi nullo. In Europa la situazione non è diversa e anche tra le più grandi nazioni del vecchio continente non sempre la diffusione del 4G è capillare come si crede.

A dirlo è un’analisi svolta da Ogury, piattaforma di mobile data, che ha deciso di seguire passo passo più di 8 milioni di utenti mobile Android e compiled 4G in tutto il mondo, per scoprire dove le reti 4G vengono utilizzate di più.

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Economy

Lombardia: l’agricoltura tiene

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Grazie a  giovani e stranieri 47mila imprese e 61mila addetti. Boom per coltivazioni in serra (+10%) e apicoltura (+7%). Benedetti: “L’agroalimentare lombardo vale 14 miliardi e il biologico in sei anni cresce del +38%”

Un patrimonio di quasi 47 mila aziende con 61 mila addetti. E’ questo il bilancio dell’agricoltura lombarda all’inizio del 2017 nello scenario tracciato da un’elaborazione di Coldiretti Lombardia sui dati dell’ultimo anno del registro delle imprese. Le iscrizioni di nuove realtà sono state più di 1.500 contro le 1.238 registrate a fine 2015, mentre le chiusure hanno toccato quota duemila, con una perdita dello 0,9% rispetto a un anno fa.

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