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Microsoft punta sul social del lavoro: acquistato LinkedIn per 26 miliardi

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Microsoft definirà nei prossimi mesi l’acquisizione di LinkedIn, il più professionale dei social network, che ha cambiato per sempre il modo di cercare e trovare lavoro e ha indirettamente causato la chiusura di migliaia di agenzie del settore. Così, dopo YouTube (rapidamente assorbita da Google nel 2006), dopo app del calibro di Instagram e WhatsApp (Facebook 2012 e 2014), un altro social finisce nel recinto delle proprietà di un grande protagonista dell’era digitale. Microsoft non s’è fatta scoraggiare dall’insuccesso patito nel 2013 con l’acquisto per 7,2 miliardi di Nokia.

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Robot italiani avanti sui mercati esteri

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Dopo aver a lungo lottato contro la crisi facendo affidamento solo sulle proprio armi, nel 2015 il settore dell’automazione industriale ha potuto finalmente beneficiare della timida ripresa economica del Vecchio Continente, e i risultati non si sono fati attendere. Secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio dell’industria italiana dell’Automazione, che verrà presentato da Anie Automazione in occasione della Fiera Sps di Parma, l’anno scorso il settore ha messo a segno una crescita del 7,1% che si va così ad aggiungere al +3,6% fatto registrare nel 2014.

Per apprezzare appieno la forza dell’automazione industriale manifatturiera e di processo è però necessario allungare il periodo di osservazione: dal 2012 al 2015 il progresso medio annuo è stato del 5%, performance che l’ha riportata sopra i livelli pre-crisi, a fronte di un calo medio dell’1% del manifatturiero nel suo complesso. Questa divergenza si spiega con il fatto che nel momento in cui l’economia rallenta le aziende investono in automazione per guadagnare maggiore flessibilità e per ridurre i costi fissi del personale. Quando, invece, la congiuntura tira, esse investono in tecnologie di automazione per non perdere il treno della ripresa. In entrambi gli scenari dunque l’automazione è in grado di approfittarne. “Innovazione tecnologica, apertura a nuove frontiere della domanda e customizzazione dell’offerta rappresentano le principali leve di sviluppo che l’industria italiana fornitrice di tecnologie per l’automazione ha consolidato negli ultimi anni per resistere alla crisi – si legge nell’Osservatorio – La rapida evoluzione del mercato, unitamente a crescenti pressioni concorrenziali, ha imposto alle imprese flessibilità e capacità di adattamento. Anche nel 2015 il comparto ha beneficiato del significativo contributo delle esportazioni indirette, attivare in particolare dal settore cliente dei costruttori di machine.”

Non va infatti dimenticato che il settore della meccanica strumentale vede un’incidenza dell’export sul fatturato totale vicina al 90% e anche nel 2015 il comparto ha beneficiato del significativo contributo delle esportazioni indirette, attivate in particolare dal settore cliente dei costruttori di macchine.

Guardando alle esportazioni dirette, nel 2015 le vendite estere di tecnologie per l’automazione industriale hanno registrato un incremento su base annue del 6,5%. Questo risultato ha beneficiato fra l’altro del recupero della domanda in alcuni mercati europei (l’UE con una quota superiore alla metà sul totale esportato, si conferma in aggregato principale arra di destinazione delle produzioni italiane).

A conferma di un mercato in graduale ripresa, secondo i dati Eurostat nel 2015 gli investimenti in macchinari e attrezzature hanno mostrato nella media europea una crescita cumulata annua vicina al 4% e nelle previsioni questo trend positivo dovrebbe rafforzarsi nel 2016. In particolare, una dinamica positiva per gli investimenti in macchinari e attrezzatura è attesa in corso d’anno per Germania, Francia e Spagna, principali Paesi di sbocco delle esportazioni di tecnologie per l’automazione nell’area europea.

Guardando ai mercati extra UE, nel 2015 ha fornito un importante contributo allo sviluppo delle esportazione del comparto il Nord America, grazie soprattutto alla crescita del mercato statunitense, che si conferma nel 2015 terzo Paese di destinazione delle esportazioni del comparto. Un profilo positivo ha caratterizzato l’andamento delle vendite estere rivolte anche al continente asiatico, in particolare al Far East. Sul mercato domestico, invece, le imprese del settore devono fare i conti con una ripresa che stenta a consolidarsi. Secondo le più recenti previsioni del Centro Studi Confindustria, gli investimenti in macchinari e attrezzature in Italia potranno mostrare un incremento medio annuo del 3,5% nel biennio 2016-2017, beneficiando fra l’altro dei provvedimenti governativi annunciati.

“L’instabilità del contesto macroeconomico e il peggioramento delle aspettative di crescita si riflettono sulla fiducia degli operatori industriali e potrebbero minare queste dinamiche – avvertono gli esperti di Anie Automazione – Con riferimento au mercati esteri, si delinea nel complesso un quadro di minore potenziale, per effetto soprattutto del rallentamento delle principali Economie emergenti che negli ultimi anni hanno acquisito un ruolo crescente come bacino di sbocco delle esportazioni manifatturiere italiane”.

Preoccupa soprattutto il rallentamento della Cina, la cui economia è impegnata in una delicata fase di transizione a un’economia basata sull’export e sugli investimenti pubblica a una più bilanciata con una maggiore componente di consumi privati. Questo elemento potrebbe riflettersi sulla domanda rivolta ai settori industriali più internazionalizzati ed esposti ai rischi dello scenario, fra cui si annoverano molti comparti all’interno della filiera metalmeccanica. In questo contesto, le più recenti rilevazioni relative al clima di fiducia delle imprese fornitrici di beni strumentali indicano negli ultimi mesi del 2015 e nei primi del 2016 un ridimensionamento delle attese.

Uno scenario più incerto potrebbe dunque riflettersi nel corso del 2016 sull’andamento dell’industria italiana dell’Automazione industriale manifatturiera e di processo, rallentando il positivo percorso di uscita dalla crisi mostrato nell’ultimo triennio.

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Recuperare i file da un server

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Il recupero dati è un’attività che può essere eseguita non solo sugli hard disk o su altri supporti di memoria, ma anche sui server: che si tratti di sistemi Tower o di sistemi Rack, i centri specializzati dispongono delle competenze, degli strumenti e dei software per raggiungere l’obiettivo di ripristinare i file non più accessibili in modo efficace e rapido.

Grazie al sito recoveryfile.it si può avere una panoramica generale, ma al tempo stesso molto dettagliata, dei vari tipi e dei diversi modelli di server dai quali i dati possono essere recuperati: tra i marchi più importanti, vale la pena di citare Hewlett Packard, i cui server montano, di solito, sistemi Windows (e in particolare Windows 2003 Server, Windows 2008 Server e Windows 2012 Server). I modelli di questo brand sono molteplici: tra i più diffusi spiccano quelli della serie HP ProLiant e quelli della serie HP Integrity. Nello specifico, la serie più utilizzata è proprio la HP ProLiant, che ha il pregio di mettere a disposizione la massima libertà dal punto di vista della configurazione dei tanti moduli aggiuntivi. Insomma, se ci si trova ad avere a che fare con un server Hewlett Packard che, per un guasto o qualsiasi altro tipo di inconveniente, non funziona come dovrebbe o comunque non rende accessibili i suoi dati, non c’è altra soluzione che quella di fare riferimento a un centro tecnico ad hoc, all’interno del quale vengono adoperati anche tool software specifici.

Lo stesso vale per tutti gli altri marchi: per esempio Dell, un altro brand molto conosciuto in ambito informatico che mette a disposizione server di vario genere, in grado di soddisfare le esigenze più diverse, da quelle più impegnative ed elaborate a quelle più semplici. I server di Dell possono essere di due tipi: quelli di Serie T sono i server Tower, mentre quelli di Serie R sono i server Rack. A prescindere dal tipo di connettore, che può essere Sata, Sas o Scsi, il lavoro che viene eseguito su tali server permette l’esecuzione di copie perfette e impeccabili degli hard disk dei server stessi.

Gli esperti di un centro di recupero dati, quindi, si occupano di copiare gli hard disk su altri dischi, ovviamente funzionanti, in modo tale da poter lavorare su dischi non originali così che, in caso di imprevisti o di problemi di qualsiasi altro genere, gli inconvenienti non abbiano conseguenze definitive pericolose. Per altro, i clienti non devono per forza mettere a disposizione tutto il server nella sua interezza ma, per questioni di comodità, possono semplicemente consegnare i dischi fissi da cui il Raid è composto. Ogni particolare, dunque, è studiato per garantire la massima praticità, indipendentemente dal sistema operativo (Microsoft, Linux, eccetera) che è installato sul dispositivo.

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La Primavera di OpStart

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Il crowdfunding sta trovando terreno fertile anche in Italia. Lo dimostrano i numerosi progetti e start up che nell’ultimo periodo stanno nascendo proprio grazie a questa possibilità. Una delle ultime società attive (su un totale di 18 Italia) è Opstart e parte da Bergamo.

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Antifurto casa wireless o cablato?

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Spesso e volentieri si decide di installare un antifurto nella propria abitazione solo dopo avere subito una visita da parte dei ladri. Si tratta di un atteggiamento assolutamente sbagliato, in quanto si sa che prevenire è meglio che curare. Del resto è piuttosto ovvio che qualsiasi appartamento sprovvisto di un apposito antifurto casa sia esposto al rischio di essere visitato dai malintenzionati. Proprio in virtù di questa considerazione è opportuno, quanto prima, dotare la propria dimora di un innovativo ed efficace antifurto, al fine di tutelare se stessi, i propri beni e i propri cari.

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Il processo di estrusione e le sue applicazioni

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L’estrusione è un processo industriale che serve a creare dei prodotti in serie con una sezione costante, come tubi, profilati, piastre, laminati industriali. Si tratta di un procedimento che si sviluppa particolarmente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e che si può effettuare su materiali di diverso tipo: metalli, come l’alluminio, il piombo, il rame, materie plastiche, in particolare gomma, polipropilene e polietilene, e altri. Proprio la creazione dei materiali termoplastici, dopo la Guerra, permette la grande diffusione di questa tecnica di lavorazione che trova molte applicazioni in tutti gli aspetti della vita quotidiana, con elaborati che assumono un’importanza fondamentale negli ambienti e negli oggetti che utilizziamo ogni giorno.

Il processo di estrusione delle materie plastiche consiste nel fare in modo che un materiale con caratteristiche fisiche plastiche, ovvero plasmabili, passi a forza attraverso una matrice, una sagoma, la quale permetta di ottenere la forma definitiva del pezzo. A seconda che la forma debba essere cava o concava, si utilizzano sagome adatte allo scopo. Una volta che il materiale è passato attraverso la matrice viene raffreddato o sottoposto a vulcanizzazione, come succede nel caso della gomma. Le materie plastiche vengono sottoposte a compressione tramite l’utilizzo di una vite semplice o doppia, la Vite di Archimede, che ruota e le spinge verso la testa di estrusione. Lo sostanze termoplastiche vengono introdotte sotto forma di polvere o granuli, i quali vengono fusi dal calore dell’estrusore e delle resistenze elettriche. Se si tratta di polimeri cristallini, si parla di processo di fusione, nel caso di polimeri amorfi si parla di processo di rammollimento.

Esistono due tipi di estrusione: l’estrusione diretta e l’estrusione inversa. La differenza tra le due metodologie sta nel sistema di compressione e di fuoriuscita del materiale rispetto al macchinario. Nel primo caso, la fuoriuscita del materiale avviene dalla parte della matrice, che nel macchinario si trova in posizione opposta rispetto a quella del pistone che effettua l’operazione di compressione. Nel secondo caso la matrice si trova applicata nelle vicinanze del pistone; questo, effettuando il lavoro di compressione, spinge il materiale già estruso nella sua cavità centrale, permettendone così la fuoriuscita.

Ciascun tipo di estrusione presenta vantaggi e difetti: in particolare, l’estrusione inversa presenta meno forza di attrito rispetto a quella diretta; tuttavia, quella diretta permette di applicare delle pressioni ben più alte di quelle che permette l’estrusione inversa.

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L’importanza dell’Internet marketing per un’azienda

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Nel contesto economico attuale, per qualunque azienda è fondamentale poter contare su una strategia web solida e ben ponderata, vista l’importanza che la Rete ha acquisito nelle interazioni e nei comportamenti quotidiani di tutti noi.

Basti pensare, per esempio, a cosa facciamo se vogliamo cercare una pizzeria: non apriamo più le Pagine Gialle, come accadeva fino a qualche anno fa, ma interroghiamo direttamente il web, nella speranza che i motori di ricerca ci forniscano le risposte che stiamo cercando. Ecco perché per qualsiasi tipo di attività – una gelateria, un negozio di scarpe, un bed and breakfast, una ditta che produce mobili d’arte – è indispensabile avere un piano di Internet marketing.

E, per avere un piano di Internet marketing, non c’è altra soluzione che quella di rivolgersi a una web agency, in grado di fornire soluzioni competitive ed efficaci basate sull’innovazione e sulla tecnologia. Raggiungere il successo on line, dunque, non serve solo agli e-commerce, ma anche alle aziende e alle società che hanno il proprio core business off line. D’altro canto, non è sufficiente avere un sito Internet, ma c’è bisogno di un sito Internet efficiente: l’idea, insomma, è che esso non sia un centro di costo, ma si tramuti in una fonte di guadagno. Per raggiungere lo scopo, ovviamente, è necessario stabilire degli obiettivi e tentare di conseguirli, sempre prestando la massima attenzione al contesto in cui si opera.

Le regole da rispettare in questo senso sono diverse, anche in funzione del mercato nel quale si agisce. Affinché un sito web possa essere considerato di successo, comunque, esso deve basarsi su un design pulito e su un layout grafico lineare e piacevole, ma soprattutto adottare la tecnica responsive, in modo tale che esso possa essere fruito con la massima semplicità e nel miglior modo possibile non solo tramite il computer ma anche usando uno smartphone, un tablet o qualsiasi altro dispositivo mobile. Chiaramente, un ruolo essenziale nel tentativo di aumentare la diffusione del brand o di promuovere uno o più prodotti o servizi messi a disposizione è svolto dai contenuti testuali: anche per questo non si può fare a meno di una strategia Seo efficace.

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L’ecosistema “democratico” dell’innovazione

Conferenza UGM 2015
L’innovazione oggi vive e cresce in un vero e proprio ecosistema. Un mondo articolato che si alimenta e cresce in contesti molteplici, ibridi, fisici e digitali. Uno spazio in cui la community degli innovatori trova il suo habitat naturale, linfa e nutrimento nella sua continua sfida verso la realizzazione dei prodotti del futuro.
Una azienda che voglia servire chi vive facendo innovazione non può oggi fornire solo prodotti ma deve orientarsi verso una piattaforma di lavoro, completandola con la capacità di creare relazioni e mettere a disposizione contenuti. In questo modo diventa un membro guida della comunità e contribuisce alla creazione di un ecosistema completo, aperto, condiviso in cui i contenuti crescono esponenzialmente come i membri stessi della comunità.

E’ questo il messaggio di fondo emerso dalla Convergence 2015, l’Ansys User Group Meeting che ha raccolto a Bologna oltre 200 ingegneri, esperti, docenti e tecnici provenienti dal mondo delle imprese, delle istituzioni e dell’università per discutere e condividere le ultime novità nel campo della simulazione numerica e dei processi che favoriscono l’innovazione.

“Siamo al centro di una grande community – ha sottolineato Paolo Colombo, European Strategic Programs Manager ANSYS – che ci vede sempre più numerosi e protagonisti. Come Ansys, che in Italia è cresciuta molto in questi anni e che offre agli utenti un ricco panorama di opportunità di networking: da eventi specifici fino alle piattaforme web e social. Oltre a un servizio sempre più stratificato e personalizzato a cominciare da un avanzato programma di assistenza fino alle soluzioni cloud che consentono di superare i limiti hardware e software residenti in azienda”.

Nella due giorni che si è svolta a metà maggio sono emersi tanti importanti punti di vista, ma tutti convergenti verso un’unica prospettiva: in un mondo complesso, votato alla competitività e alle performance, non è più possibile restare a guardare.

Lo sa bene una realtà leader mondiale come Ferrari che, nel settore corse, vive all’estremo i processi di miglioramento e performance e deve continuamente evolvere attraverso soluzioni che offrano anche la miglior garanzia di risultato. L’evento è stato aperto dal pilota e collaudatore Ferrari, Andrea Bertolini, che ha raccontato come nel mondo delle corse ad ogni gara si parte da zero. In pista conta solo la performance, fare bene nelle qualifiche se si vuole partire davanti agli altri, e fare bene durante la gara stessa per poter salire sul podio o vincere. Finita la corsa, bisogna subito iniziare a concentrarsi sulla successiva. Questo significa che la vettura deve essere performante e soprattutto affidabile, configurata per ciascun circuito, ed è necessario sfruttare ogni minuto del tempo tra una gara e l’altra per mettere a punto il veicolo. La simulazione ha cambiato il modo di lavorare perchè permette di prevedere velocemente il comportamento della vettura e come le variazioni pensate dagli ingegneri influenzeranno le performance.

Proprio la giusta direzione diventa l’orizzonte spesso più difficile da trovare per le aziende che ogni giorno tentano soddisfare la “promessa” che fanno nei confronti dei loro clienti. “Questa è la vera sfida – ha spiegato Gary Panes, European Marketing Director di ANSYS – perché i nostri prodotti sono la promessa più importante che facciamo con il mercato. E la simulazione consente di ottimizzare enormemente il processo che passa dall’idea al prodotto finito. Tutto questo tenendo conto che, ormai, i prodotti sono veri e propri sistemi multifisici e occorre verificare non soltanto i singoli componenti, ma il sistema nella sua totalità e complessità”.

Un bisogno crescente da parte degli addetti ai lavori che – secondo Panes – avranno sempre più accesso al mondo della simulazione numerica: “Nel 2005 un ingegnere su 22 utilizzava la simulazione. Stimiamo che nel 2020 la quasi totalità degli ingeneri ne farà uso. È la democratizzazione della simulazione”. Per questo, tra le novità presentate al convegno, anche ANSYS AIM, un ambiente di lavoro multidisciplinare dall’interfaccia semplificata e intuitiva, pensato per automatizzare il più possibile i processi di simulazione e rendere questa tecnologia complessa alla portata di quanti più ingegneri e progettisti possibile, senza rinunciare ad avere solutori di alto profilo, garanzia di risultati attendibili.

La conferma di un approccio sempre più intensivo e performante sulle soluzioni che favoriscono i processi d’innovazione arriva direttamente dal mondo dell’impresa. La presentazione di General Electric Oil & Gas ha fatto vedere in concreto come sia possibile per una azienda implementare la Simulation Driven Product Development, ovvero lo sviluppo di prodotto basato sulla simulazione. GE impiega la simulazione addirittura prima di aver iniziato a concepire un nuovo prodotto: Quando un cliente fornisce le specifiche su cui deve essere progettata una nuova macchina, si procede alla simulazione per verificare che sia costruibile e quali sfide si dovranno affrontare, in modo da essere in grado di decidere se accettare la commessa e definire a priori i costi e il prezzo.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche da un’altra realtà di spicco come Magneti Marelli che ha evidenziato quanto ampio possa essere lo spettro di ipotesi realizzative in riferimento al briefing e alle esigenze di un cliente. La sfida si vince riuscendo, attraverso la simulazione e all’analisi, ad ottimizzare il prodotto, rendendolo altamente performante. Su questo si gioca la partita della competitività.

Sì, perché in certi casi non si può sbagliare, soprattutto quando in gioco non c’è la realizzazione di un macchinario, ma la vita umana. Come nel caso dell’ingegneria biomedica che applica le nuove tecnologie nel campo della chirurgia più avanzata: “Abbiamo applicato la simulazione numerica – ha spiegato il professor Gabriele Dubini del Politecnico di Milano – per studiare e comprendere il comportamento a fatica degli stent periferici. Questo ci ha permesso di colmare una lacuna nella letteratura medica e di offrire importanti chiarimenti ai chirurghi rispetto alle scelte migliori in base ai loro pazienti”.

Le opportunità e i campi di applicazione della simulazione numerica per favorire l’innovazione sono molteplici, ma occorrono anche soluzioni tecnologiche avanzate e sistemi informatici robusti per consentire le migliori performance del software.

“Molte aziende – ha precisato Nicola Venuti, direttore tecnico di Nice – hanno problemi di gestione, performance e sicurezza relativamente ai propri sistemi informatici. E’ possibile offrire un panorama nuovo di opportunità attraverso il “Technical cloud”, ossia un nuovo modo di approcciare il cloud in cui le applicazioni stesse girano in remoto e l’utente finale visualizza i risultati dove vuole. Questo consente di sfruttare al meglio le opportunità della simulazione numerica senza bisogno di investire su hardware specifico in azienda”.

Tuttavia in alcuni casi la potenza, le performance dell’hardware e della struttura IT sono fondamentali per gestire situazioni ed esigenze specifiche. “Alcune realtà – ha sottolineato Piero Altoè, VP of Research and Innovation di E4 Computer Engineering – hanno bisogno di soluzioni totalmente personalizzate nel campo dell’high perfomance computing. E’ possibile progettare e studiare in ogni suo aspetto l’architettura hardware affinché affronti in maniera specifica i particolari bisogni di un’azienda”. “A questo evento abbiamo accolto i rappresentatni di 142 aziende e 44 università e centri di ricerca”, ha commentato Carlo Gomarasca, amministratore delegato di ANSYS Italia. “Abbiamo raccontato loro novità importanti come le nuove possibilità del cloud computing, ANSYS AIM, l’acquisizione e l’integrazione di prodotti come Spaceclaim che rendono la simulazione più facile e ci avvicinano a tecnologie come la stampa 3D e l’additive manufacturing. Ma soprattutto abbiamo ascoltato i nostri clienti, dai colossi come GE al piccolo studio di ingegneria, che spesso riescono a stupire anche noi con l’impiego che fanno dei nostri prodotti e con i risultati che ne ottengono. Abbiamo premiato alcuni di loro tra quelli che hanno presentato dei paper tecnologici: GE Oli & Gas, Politecnico di Milano, Link Engineering, Università di Pisa, Aeronautica Militare e Università di Firenze. E’ sempre una scelta difficile vista la qualità dei contenuti, e per questo raccogliamo i lavori in un libro prezioso, l’Innovabook. La cosa più importante rimane comunque il senso di comunità: due giorni in un ambiente informale dove incontriamo i nostri clienti, li facciamo conoscere tra loro e li mettiamo in contatto con i nostri partner locali ed internazionali”.

L’appuntamento è per l’anno prossimo, ma nel frattempo l’attività prosegue con seminari, workshop e webinar che è possibile trovare su www.fareinnovazione.org


Per maggiori informazioni:ANSYS Italia – via G.B. Pergolesi 25 – 20124 Milano – Tel. +39.02.89013378 –italyinfo@ansys.com

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