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Coronavirus, facciamoci contagiare dalla mutualità

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In questi giorni su quotidiani e social network sono apparse prese di posizione da parte di operatori di servizi educativi e sociosanitari. Consapevole delle chiare problematiche poste dai lavoratori coinvolti nell’emergenza Covid-19, Confcooperative Bergamo ritiene doveroso esprimere il proprio punto di vista per evidenziare come si è attivata, da subito e con grande impegno, nel garantire tutele ai soci, ai lavoratori e alle imprese cooperative che stanno attraversando un momento di grande difficoltà.

«Stiamo attraversando un momento estremamente delicato, una crisi che mette in discussione molte delle nostre certezze e delle cose che abbiamo dato per scontato – spiega Omar Piazza, vicepresidente Confcooperative Bergamo -. Per molti di noi è la prima volta che affrontiamo la necessità di gestire una situazione di emergenza, di contrastare difficoltà non previste in presenza di una minaccia così pervasiva e non calcolabile nella sua durata. Affrontiamo la paura e l’insicurezza partendo da una esperienza di vita che ci ha abituati, soprattutto noi occidentali, alle certezze e sicurezze. È una responsabilità che ci investe nei diversi ruoli e contesti nei quali siamo chiamati ad agire: nella quotidianità, nelle responsabilità sociali, politiche ed economiche. Tra le tante questioni da affrontare occupa un posto rilevante quella delle conseguenze produttive ed economiche che riguardano l’intero tessuto produttivo, con modalità e bisogni differenziati. Per quanto riguarda la cooperazione uno dei temi che saremo chiamati ad affrontare è quello della garanzia dei salari dei lavoratori impegnati nei servizi che hanno sospeso o fortemente ridotto l’attività per effetto delle ordinanze delle Autorità in materia di gestione dell’emergenza sanitaria in atto. L’impatto è prevedibilmente ampio e toccherà sostanzialmente tutti gli ambiti, anche se alcuni ne risentiranno in misura particolare quali per esempio il sistema dei servizi alla persona (servizi sociosanitari, sanitari, scolastici, educativi e assistenziali), i servizi turistici, culturali, aggregativi e ricreativi, i servizi a supporto di aziende».
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Il personal branding nell’epoca del marketing “urlato”

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Da domani arriva in tutte le librerie DIMMI CHI SEI, il nuovo libro di Riccardo Scandellari edito da ROI Edizioni. Tra i blogger di marketing più seguiti sul web, Riccardo Scandellari è autore di successo e consulente aziendale in tema di personal branding e marketing digitale.

Pur vivendo nell’epoca delle risposte, dove non ci si pone più domande ma si cercano direttamente improbabili soluzioni (su Youtube c’è una risposta a tutto, “come diventare ricchi”, “come limitare gli attacchi di ansia” o “cosa mangiare per cena”), il marketing si fonda su una semplice domanda: “Dimmi chi sei”. Un quesito che bisogna rivolgere prima a se stessi, per mettere a fuoco la propria identità, e poi al pubblico che si vuole ottenere.

In un mondo in cui il marketing e la comunicazione online è fatta sempre più da “urlatori” che adottano strategie aggressive, Scandellari ricorda che il modo più efficace di fare branding (personale e non) è quello di mettere bene a fuoco chi siamo, cosa offriamo e quali sono i punti di forza che ci rendono naturalmente unici. Solo offrendo a un potenziale cliente qualcosa che abbia per lui realmente valore e costruendo una relazione basata su onestà, reputazione e fiducia, possiamo essere efficaci. “Dimmi chi sei” è la domanda chiave che permette di entrare in contatto con la propria audience e che permetterà di sviluppare una narrazione che parli del proprio pubblico.
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Pitchup.com per il terzo anno consecutivo tra le più floride aziende europee secondo il Financial Times

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Per il terzo anno consecutivo Pitchup.com, il portale di instant booking che offre oltre 3000 destinazioni green in tutto il mondo, è stato inserito nella famosa classifica FT1000 stilata dal Financial Times per evidenziare le 1000 aziende che sono cresciute più rapidamente in Europa. Sono soltanto 90 le aziende, tra le quali Pitchup.com (che occupa il posto 888), che sono riuscite a entrare nella classifica in tutti e tre gli anni 2018, 2019 e 2020. 

Negli ultimi tre anni Pitchup.com non ha smesso di crescere a ritmi sostenuti. Il fatturato dell’azienda è passato da 1,2 a 3,3, milioni di sterline, il che equivale a un aumento del 188%. Il valore totale delle transizioni passate attraverso la piattaforma è salito da 9 milioni di sterline nel 2017 a 25,3 milioni di sterline a febbraio 2020.

Allo stesso tempo sono aumentate le strutture affiliate, che erano 2341 nel 2017 e oggi sono 3001 (+28%); i Paesi coinvolti, da 32 a 67; gli utilizzatori della piattaforma che erano 8,3 milioni del 2017 e oggi sono 18,7 milioni (+126%). 
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Cosa bisogna fare per sistemare un rubinetto che perde

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Ritrovarsi alle prese con un rubinetto che perde non è un’eventualità così rara: occorre, però, sapere come intervenire anche in base al tipo di danno con cui si ha a che fare. Va detto che, in linea di massima, la riparazione è piuttosto semplice, a condizione che il rubinetto non sia eccessivamente incrostato o vecchio: basta avere a disposizione gli attrezzi giusti ed essere pronti a impiegare un pò di olio di gomito. I rubinetti miscelatori a disco ceramico, per altro, sono costruiti in modo da non richiedere una manutenzione specifica: nel momento in cui si presenta una perdita di acqua, è sufficiente sostituire la cartuccia miscelatore che si trova dentro al corpo del rubinetto.

Come si sostituisce la cartuccia miscelatore

Il consiglio, prima di iniziare con la sostituzione, è quello di verificare con attenzione che la gomma della guarnizione del rubinetto non sia danneggiata: per trovarla occorre guardare alla base della cartuccia. A volte, infatti, può succedere che il rubinetto perda acqua per colpa di una eccessiva usura della guarnizione.
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Quello che le donne non dicono, ma che si sentono dire spesso

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“Non fare la femminuccia”, “Lascia stare, sono cose da maschi”, “Sei acida! Ma hai il ciclo?”. Gli stereotipi sessisti sono ancora troppo comuni nella vita di tutti i giorni. Dai modi di dire (e di pensare) alle espressioni quotidiane, il patriarcato sembra essere molto presente, alludendo a una cultura fortemente maschilista.

Le polemiche linguistiche, specialmente in termini di accezione negativa di alcuni termini ed espressioni, sono all’ordine del giorno e hanno indotto la società a riflettere sull’importanza del cambiamento.

Per questo in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Babbel, la app leader per imparare le lingue online, vuole sensibilizzare sulla tematica e ricordare quanto ci sia ancora da fare, o meglio evitare di dire!

A sostegno delle donne di tutto il mondo, un team di linguisti di Babbel provenienti da 12 diversi paesi ha raccolto le espressioni del sessismo quotidiano usate a casa e sul lavoro in tutto il mondo.
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Commercio, Bergamo tiene soprattutto in periferia. Evidente l’impatto dei turisti, in particolare nel centro storico

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Le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione stanno ridisegnando il volto delle città. Dal 2008 ad oggi, il cambiamento del nostro centro storico e dell’immediata periferia è evidente. Il tema è stato oggi al centro dell’analisi, condotta a livello nazionale, dall’Ufficio Studi di Confcommercio “Demografia d’impresa nelle città italiane”, presentata oggi a Roma.

L’indagine prende in considerazione 120 comuni italiani, tra cui Bergamo. Rispetto al contesto nazionale, Bergamo non è tra i comuni più vitali commercialmente (a differenza, ad esempio, della vicina Lecco e, sempre in Lombardia, di Varese), ma fortunatamente non presenta segni di declino e rischio desertificazione, in linea con le altre città lombarde (i problemi più grossi si rilevano a Chieti, Ancona e Genova).

La nostra città evidenzia situazioni di difficoltà ma complessivamente tiene – commenta il direttore Ascom Confcommercio Bergamo Oscar Fusini-. A perdere, in linea con il quadro nazionale e del Centro Nord, sono negozi di abbigliamento, calzature, libri e giocattoli, mercerie, ferramenta”. Rispetto ai dati del 2008, l’analisi che ripercorre gli ultimi undici anni presenta in tutta la sua evidenza, la riconversione turistica della città, con lo sviluppo enorme che l’aeroporto ha avuto nell’ultimo decennio: “Il cambio di vocazione ha consentito di recuperare attività nel campo ricettivo e della ristorazione, in particolare della somministrazione– continua-. Di contro, il centro storico si è svuotato di quegli esercizi che contribuiscono alla varietà e vitalità commerciale insostituibile per i residenti che ogni giorno vivono la città”. Il calo del commercio al dettaglio è tutto sommato contenuto al di fuori del centro città, dove segna rispetto al 2008 un -2,5%: “La periferia sta tenendo, ma non dobbiamo dimenticare che l’hinterland ha già pagato pesantemente negli anni precedenti al 2008 la pressione e l’invasione dei grandi centri commerciali” ricorda Fusini.
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Coronavirus: 1.830.000 italiani hanno annullato i viaggi, anche in Italia

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Spaventati dall’ipotesi pandemia legata al Coronavirus 1.830.000 italiani hanno annullato i viaggi che avevano in programma nei prossimi tre mesi, anche se la destinazione non era la Cina. Questa una delle evidenze emerse dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat

Chi ha annullato il viaggio 

L’indagine, svolta a febbraio 2020, ha evidenziato come la decisione di non viaggiare sia stata praticamente del tutto indipendente dalla destinazione prevista per il viaggio, tanto che all’esplicita domanda: “Ha scelto di annullare il viaggio che aveva in programma per via del Coronavirus?” fra chi ha risposto affermativamente, ben il 62,9% avrebbe dovuto viaggiare all’interno dei confini nazionali. 

Per chi aveva in programma un viaggio e ha scelto di annullarlo, nel 19,7% dei casi la destinazione era comunque un paese asiatico, nel 2,2% una nazione africana e, nel 15,1% una europea.
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Le Top 10 dei cocktail più instagrammati

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Arriva per tutti i viaggiatori incalliti il momento in cui si assaggia un piatto o si beve una bevanda tipica nel paese d’origine e ogni volta…è una vera esplosione di sapori! Questo vale anche per i cocktail più famosi, che oggi è possibile bere in ogni dove, ma che dietro hanno una lunga storia e vengono da luoghi lontani o esotici. Degustare un Mojito a Cuba, una Pina Colada a Porto Rico o una Caipirinha in Brasile ha decisamente tutto un altro gusto. E come non immortalare un drink delizioso, specialmente quando si è in vacanza? Ecco perché Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha deciso di stilare una lista davvero trendy dei cocktail più amati su Instagram con il loto luogo d’origine, così da sapere esattamente dove provarli e scattare una foto!

Ecco la lista dei cocktail più instagrammati al mondo:

1. Mojito: #5.672.376 hashtag – Cuba

Al primo posto di questa classifica decisamente frizzante si trova il mojito con più di 5 milioni e 600mila hashtag! Amato (e fotografato) da molti, questo cocktail riempie sicuramente il cuore e le serate di molti amanti del divertimento, che amano berlo in compagnia e condividerlo su Instagram. Originario de l’Havana, Cuba, si può dire che il mojito abbia iniziato la sua ascesa verso la popolarità verso il 1930, arrivando oggi ad essere conosciuto in tutto il mondo. Gli ingredienti tradizionali di questo cocktail amatissimo sono: rum bianco, zucchero di canna, lime, menta e acqua di Seltz.

Bevitore seriale di Mojito: Ernest Hemingway, sua sarebbe forse la frase “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”, presente nel locale Bodeguita del Medio di Attilio De la Fuente, solo uno tra i nomi che compaiono nella controversa storia della nascita del mojito.
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L’impatto di San Valentino su cinema, ristoranti e spa registrando fino al 41% in più di visite

La festa degli innamorati è per antonomasia la ricorrenza annuale più discussa, quella che apparentemente riesce a dividere nettamente la popolazione tra simpatizzanti e restii.

Qual’è, però, il reale impatto che questa giornata ha sul mercato e sugli investimenti da parte dei brand?

Eccezion fatta per il mondo del retail, infatti, in diversi settori sussiste ancora qualche titubanza, motivo per cui Beintoo, società specializzata in mobile advertising e location intelligence, ha deciso di condurre nel periodo di San Valentino 2020 uno studio per fare chiarezza sul tema, indagando i comportamenti e le preferenze della popolazione di alcune città italiane, al fine di quantificare l’impatto che ha questa giornata sul trend di visite in alcuni specifici luoghi d’interesse.

La ricerca è stata circoscritta alle città di Milano, Roma e Napoli, nelle quali sono stati selezionati venticinque tra i più noti ristoranti nella fascia tra i 30€ e i 60€, i dieci cinema più frequentati e dieci tra le spa e i centri termali più importanti. Per ognuno di questi POIs, attraverso la tecnologia proprietaria di location intelligence della società, sono state monitorate le visite nell’arco di tre settimane, dal 27 Gennaio al 16 Febbraio, e registrate le variazioni sui trend per ogni settore.
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I caminetti tecnologici che pensano al futuro e all’ambiente

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La tutela dell’ambiente si nutre spesso di piccole azioni quotidiane, alcune delle quali insospettabili, che, se compiute da più persone, generano un effetto virtuoso incredibile.

Installare un caminetto elettrico ad acqua o a bioetanolo senza canna fumaria può rappresentare un gesto realmente green, senza dover rinunciare al piacere e al calore del focolare. Contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, a inquinare maggiormente l’aria delle nostre città non è il trasporto su strada, bensì il riscaldamento. Secondo un recente studio di Enea, in particolare per ridurre la quantità di polveri sottili nelle aree urbane, si dovrebbero prevedere giornate senza stufe a pellet.

Le stufe a pellet, nonostante brucino biomasse di origine vegetale come il legno, emettono grandi quantità di particolato e benzoapirene dannose per la salute, almeno il grandissimo numero di pezzi funzionanti meno recenti e che non rispettano gli attuali dettami normativi. I caminetti elettrici ad acqua e le versioni a bioetanolo, invece, puntano a offrire solo il bello del fuoco, senza vincoli d’uso e soprattutto con un occhio di riguardo al futuro, perché non inquinano.
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