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Cosa deve avere una location per ospitare un evento aziendale di successo?

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Quando si deve organizzare un evento aziendale la prima decisione da prendere riguarda la location. La scelta deve essere fatta in modo accurato per garantirsi un risultato soddisfacente.

La prime domande che è necessario porsi per una buona riuscita sono: qual è l’obiettivo dell’evento? Cosa si intende offrire ai partecipanti? Una volta ben chiari questi due concetti si può scegliere una location adeguata.

Se lo scopo dell’evento è quello di stupire il pubblico, allora sarà indispensabile scegliere un luogo molto originale ed estremamente elegante. Invece della solita sala riunioni in un hotel, si potrà ad esempio affittare una splendida villa storica con un bel parco dove organizzare un buffet all’aperto. Se invece gli obiettivi sono prettamente pratici con severi budget imposti da rispettare, sarà necessario valutare aspetti come la distanza della location dal punto di arrivo degli ospiti, preoccupandosi del costo degli eventuali mezzi di trasporto e cercando una struttura non troppo lontana dal ritrovo iniziale.

Altro aspetto fondamentale è il numero dei partecipanti. Se il meeting prevede un folto pubblico la scelta potrebbe essere affittare una sala cinematografica o un teatro dove riunire tutti gli ospiti senza particolari problemi di spazio. Indipendentemente dall’obiettivo finale dell’evento, per non sbagliare nella scelta della location per un evento aziendale, è necessario tenere presente questi aspetti:

  • facilmente raggiungibile. Una location non deve per forza trovarsi a poche centinaia di metri da una stazione ferroviaria o attaccata all’aeroporto, deve solo essere ben collegata in modo da non far perdere tempo ai partecipanti per trovare il luogo del ritrovo.
  • Il giusto spazio. Come già anticipato prima, il numero di partecipanti influenza molto la scelta della location adeguata. Non è sufficiente pensare solo alla capienza ed assicurarsi che lo spazio sia adeguato per contenere tutti gli invitati. C’è da considerare anche il collegamento tra le varie zone che deve favorire degli spostamenti agevoli.
  • Le attrezzature. Spesso si rimane affascinati dalla bellezza di un luogo o da un’offerta molto allettante ma si trascura il particolare delle attrezzature. A volte nel prezzo è compreso solo l’affitto dello spazio vuoto senza prevedere tavoli, sedie e impianto audio / video.
  • Considerate bene quest’ultimo aspetto, perchè spesso alcune location non hanno una buona acustica o magari presentano qualche problema di riflesso si luce soprattutto per gli spazi aperti qual’ora sia necessaria una presentazione di prodotti o servizi su teli con proiettori o schermi all’aperto.
  • Facendo attenzione a questi aspetti non sarà difficile trovare una location adeguata per organizzare un evento aziendale di successo.

 

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World Overshoot Day: le risorse della Terra si stanno esaurendo

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Che l’umanità stia consumando le risorse del pianeta su cui vive è ormai cosa nota. Lo sviluppo e la crescita senza fine che la nostra società ha scelto di perseguire ha un impatto elevatissimo sul pianeta in cui viviamo. Da anni sentiamo quasi quotidianamente notizie sul livello di inquinamento raggiunto dalla Terra e sul continuo peggioramento di questo fenomeno, ma non sembra che questo sia servito a far invertire la tendenza, anzi.

La conferma che la situazione sta inesorabilmente peggiorando anno dopo anno arriva anche dal cosiddetto World Overshoot Day, un indicatore che misura il consumo di risorse annuale del pianeta. Noto anche come “giorno di sfruttamento della Terra”, questa data viene comunicata ogni anno dall’organizzazione non governativa Global Footprint Network, che ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo della sostenibilità ambientale per il pianeta. Nel 2018, la data è stata il 1° agosto, in anticipo di un giorno rispetto al 2017.

Ma cosa rappresenta effettivamente questo giorno? Il World Overshoot Day è, secondo la definizione, il giorno in cui l’umanità completa lo sfruttamento delle risorse messe a disposizione dal pianeta per quel determinato anno. In altre parole, la data segna il giorno in cui l’impronta ecologica dell’uomo in quell’anno raggiunge la biocapacità della Terra. Da quel giorno in poi l’umanità sta consumando delle risorse che il pianeta non è in grado di controbilanciare. Il termine “Overshoot”, che in inglese sta per “andare oltre”, indica proprio questo concetto.

Non mancano le proposte per cercare di ridurre l’impronta ecologica dell’umanità. Se da una parte ci sono le politiche nazionali e internazionali, come ad esempio quelle volte a favorire la produzione di energia pulita, dall’altra dovrebbe essere il comportamento del singolo cittadino a cambiare. Dovremmo prenderci la responsabilità del nostro pianeta e cercare di cambiare le nostre abitudini quotidiane, come prendere più spesso i mezzi pubblici, ridurre gli sprechi energetici o ridurre il consumo di carne.

Grazie alla tecnologia possiamo anche cercare di ridurre gli spostamenti utilizzando maggiormente internet per lo scambio di informazioni o per il telelavoro. Tutto diventa più semplice e sicuro con l’utilizzo della blockchain, anche per esempio come alternativa di pagamento sulle varie piattaforme online: il settore più all’avanguardia in questo senso è sicuramente quello del gioco online, che mette a disposizione tantissimi metodi di versamento. Recentemente, la tecnologia blockchain ha anche iniziato ad essere utilizzata per tracciare le informazioni sull’ecocompatibilità dei prodotti. Si parla già di una rivoluzione delle “criptovalute verdi” che nelle intenzioni dei creatori dovrebbe aiutare i business sostenibili a crescere in futuro.

Come detto, questa data è sempre più anticipata. Basti pensare che nel 1971, anno di introduzione dell’indicatore, il World Overshoot Day cadeva il 21 dicembre. Nei due anni precedenti si stima che l’umanità non abbia consumato tutte le risorse annuali messe a disposizione dalla Terra. Dal 2005 è sempre caduto in agosto e le previsioni per il 2019 dicono che per la prima volta questo giorno cadrà nel mese di luglio. Già ad oggi stiamo consumando risorse pari a 1,7 volte la capacità di rigenerazione del pianeta e si stima che continuando così nel 2050 l’umanità consumerà il doppio di quanto la Terra riesca a produrre annualmente.

Indicatori come il World Overshoot Day possono contribuire ad aumentare la coscienza ecologica delle persone e a modificare le abitudini di consumo. Perché il cambiamento deve partire dal singolo per impattare realmente sulla collettività.

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Qual è il ruolo delle barter company

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Parlando di compagnie che si occupano di barter non si può non parlare del barter a trecentosessanta gradi e di come questa innovativa forma di baratto stia progressivamente cambiando le strategie marketing delle grandi aziende e il modo di fare pubblicità. Ma a tutelare clienti e aziende coinvolte nello scambio, ci sono proprio loro: le barter company.

Il barter o bartering e i suoi molti vantaggi per le aziende

Per comprendere cosa sono le barter company occorre innanzi tutto comprendere cos’è il barter o bartering, altrimenti detto cambio merce pubblicitario. Il barter può essere definito come una sorta di moderno baratto. Se infatti nell’antichità le merci si scambiavano tra loro senza che in questo scambio economico venisse coinvolto il denaro, anche oggi, tramite appunto il bartering, le aziende possono acquistare pubblicità senza pagarla in denaro, bensì con le proprie merci o i propri servizi. In altre parole, la pubblicità viene pagata con qualcosa che l’azienda auto-produce, senza intaccare in alcun modo il capitale aziendale. Un bel risparmio, insomma, anche perché le merci di scambio spesso consistono in prodotti invenduti sul mercato classico, giacenze in stock, prodotti dor
mienti oppure che semplicemente non hanno avuto il successo che si sperava avessero, quindi si è registrata una notevole sovra-produzione. Il barter non è appannaggio esclusivo di aziende dal capitale contenuto o in difficoltà finanziarie, che si trovano a dover fare economia; al contrario, si tratta di una strategia sempre più attuata anche da aziende molto grandi, che decidono di pagare parte della loro ingente spesa pubblicitaria proprio tramite bartering.

Il ruolo importantissimo svolto dalle compagnie di barter

Le compagnie che si occupano di barter sono delle società che tutelano questo network, il cui ruolo principale è quello di garantire che l’intero sistema continui a funzionare in maniera proficua e trasparente, generando benefici per tutti i partecipanti. Grazie a queste compagnie, per esempio, le aziende coinvolte nel circuito barter possono aggiungere ai clienti che già hanno sul mercato tradizionale (ovvero quelli che pagano i regolarmente in moneta i loro servizi o le merci prodotte) anche nuovi clienti che mediano la negoziazione con altri beni o servizi. Quello delle compagnie di barter, insomma, è un ruolo di mediazione altamente specializzata che regola le varie transazioni e garantisce un circuito equilibrato, in grado resistere ed esistere nel lungo periodo. Un ruolo senza dubbio non facile, che tuttavia è indispensabile affinché il bartering abbia successo.

Adv Deal srl leader nel settore del barter

Tra le aziende italiane leader nel settore del cambio merce pubblicitario c’è senza dubbio la Adv Deal srl, una compagnia che consente alle aziende che lo desiderano di convertire la propria merce, i propri servizi, in pubblicità. Si tratta di pubblicità mirata al target specifico del singolo brand, che non spara nel mucchio ma porta risultati concreti grazie al coinvolgimento delle più influenti testate nazionali, dei portali web più letti e delle televisioni commerciali più seguite. A un brand che decide di fare bartering, però, viene spontaneo chiedersi com’è possibile scongiurare una certa squalificazione del marchio stesso, che viene vista come assolutamente probabile quando si immettono sul mercato prodotti a costi nettamente inferiori rispetto ai soliti. In realtà a tutelare le aziende e i loro brand ci pensa sempre l’Adv Deal srl,
che vende i prodotti ottenuti dal cambio merce pubblicitario non nei negozi tradizionali, bensì in negozi specifici, i cosiddetti Adv Store, che si trovano per lo più a Milano. Questi negozi sono particolari perché non vi può accedere chiunque, bensi esclusivamente una clientela selezionata e costituita dai dipendenti delle aziende partner del barter. Così facendo, non solo i clienti sono soddisfatti di poter accedere a vendite esclusive a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, ma anche i brand sanno che i loro prodotti non si svaluteranno, e che la loro clientela affezionata continuerà a comprarli a prezzo di mercato nei tradizionali canali di vendita, ovvero nei normali negozi e sul web. La Adv Deal srl – sul cui sito ufficiale, www.advdeal.com, è possibile trovare tutte le informazioni che si desiderano – dispone anche di un e-shop, ovvero un negozio on-line dove sempre i soci possono
acquistare a prezzi introvabili sul mercato.

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Come distinguersi sul mercato con le shopper personalizzate

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Immagini, loghi e brand, la comunicazione è anche visiva e colpisce in maniera efficace. Proprio in questo momento molti scelgono prodotti personalizzati e di impatto visivo per le proprie strategie di comunicazione e pubblicità. Shopper che siano in grado di veicolare un messaggio anche a distanza di tempo, rispondendo alle diverse esigenze del cliente e del titolare. Una piccola attività, una grande azienda, un libero professionista o un grande negozio, il messaggio raggiunge l’obiettivo e la clientela quanto più riesce a restare impresso nella mente.

Che siano di carta, di plastica o biodegradabili anche le shopper personalizzate raccontano chi siamo e cosa facciamo, si tratta di una comunicazione efficace, è senza dubbio il modo per essere presenti e ben riconoscibili in ogni momento, così che il proprio nome possa girare anche nel tempo.

Stampa di loghi e immagini che restano impresse anche agli occhi di chi le osserva e, specie nel caso delle shopper, parliamo di oggetti di uso quotidiano per cui sarà difficile non notarla.

Tecniche diverse permettono di ottenere lavorazioni particolari e con un’ottima resa dei colori e degli espedienti grafici: stampa a caldo, a laser o serigrafia, ormai la scelta è vasta, esistono soluzioni vantaggiose per personalizzare le shopper rispettando loghi ed anche i disegni più elaborati.

Ormai è possibile scegliere materiali differenti a seconda delle necessità: sacchetti biodegradabili, in carta che ricordano i sacchetti della spesa dai manici rigidi, oppure le più semplici buste in plastica ed altre che negli ultimi tempi sono diventati un vero oggetto di tendenza; addirittura alcune case di moda hanno costruito un nome intorno alle famose borse, semplici, ma con il brand in evidenza.

Per alcuni settori, come quello dei beni di lusso o anche nel caso della moda, la shopper personalizzata non rappresenta solo il "contenitore" da rilasciare al cliente con la merce ma è importante anche per impreziosire, per questo si può giocare con colori ed effetti particolari. La shopper potrà essere utilizzata in qualsiasi momento, ma mantiene sempre un’immagine e un nome ben preciso, è uno dei punti a favore in una strategia più ampia di comunicazione.

Marketing chiaro ed efficace qualunque sia il materiale o la tecnica utilizzata, la shopper resta un oggetto di uso comune adatto ad ogni tipo di utilizzo, che sia usata per contenere o sia legata ad una particolare campagna è più di un sacchetto ed è facile portarlo con se.

Una pubblicità che in fondo riesce ad adattarsi alla esigenze del cliente, portando il nome del brand anche tra quelli che difficilmente potremmo raggiungere con la pubblicità tradizionale; una soluzione da tenere in considerazione se si vuole essere efficaci e sempre presenti.

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Emergenza idraulica? Ci sono gli idraulici per pronto intervento!

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A chi non è mai capitato di ritrovarsi nel cuore della notte o durante un week end con un problema idraulico che necessita di assistenza immediata? Da oggi è possibile risolvere subito, grazie al pronto intervento idraulico.

Cos’è il pronto intervento idraulico?

Il pronto intervento idraulico è un servizio al quale aderiscono diversi professionisti, per garantire all’utenza la copertura assistenziale in caso di incidenti o guasti improvvisi in orari e giorni in cui è difficile trovare un idraulico disponibile. Un’opportunità davvero salva-vita in certe circostanze, soprattutto se capita la rottura di un tubo che minaccia di far allagare l’appartamento o, per esempio, un guasto allo sciacquone del water. Il pronto intervento è disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, semplicemente telefonando al numero di cellulare che i professionisti che aderiscono all’iniziativa rendono pubblico sul web. In pochi minuti si può avere a domicilio un tecnico specializzato, in grado di risolvere il problema velocemente anche in piena notte. I prezzi degli interventi sono, naturalmente, coerenti col tipo di guasto da riparare ma tendenzialmente si allineano a quelli dei lis
tini canonici, al netto dell’eventuale maggiorazione per l’uscita festiva o notturna.

Quando chiamare il pronto intervento idraulico?

Se occorre un Idraulico a Rimini che intervenga tempestivamente per fronteggiare un incidente o guasto di qualsiasi natura all’impianto idraulico domestico o aziendale, il pronto intervento è la scelta migliore. I casi in cui poterne approfittare sono molteplici. Ad esempio, se si rompe una tubatura o un sanitario di notte o nei festivi, situazione che richiede una soluzione immediata per garantire la vivibilità dei propri ambienti domestici. Oppure, si può ricorrere a questo servizio in caso di problemi con i dispositivi di riscaldamento o raffrescamento in periodi in cui i centri di assistenza sono chiusi, ad esempio quello natalizio, le domeniche, i giorni attorno al Ferragosto. Infine, è possibile richiedere l’aiuto di un tecnico specializzato del pronto intervento idraulico se si desidera effettuare un qualsiasi lavoro e non si ha voglia di aspettare i tempi lungh
i degli idraulici tradizionali, che spesso sono lunghi e laboriosi. Il servizio, infatti, non solo garantisce assistenza idraulica notturna e festiva, ma svolge anche un lavoro canonico, prenotabile in qualunque giorno e orario.

Risoluzioni veloci, tecnici competenti

Gli idraulici che aderiscono all’iniziativa sono professionisti qualificati, di comprovata competenza ed esperienza. Sono in grado di risolvere qualunque tipo di guasto o di affrontare qualsiasi lavoro nel campo dell’idraulica, della messa in posa di sanitari, della ristrutturazione di bagno o cucina. Inoltre, si occupano anche di assistenza per climatizzatori, stufe e termosifoni. Chiamando il pronto intervento idraulico si ha la sicurezza di affidarsi a un team di persone professionali e competenti, che arrivano a casa forniti di tutto il materiale per risolvere lo specifico problema. Inoltre, garantiscono simpatia e cortesia, serietà e puntualità: tutte qualità molto importanti quando si tratta di accogliere qualcuno in casa propria per lavorare nei propri ambienti più intimi e riservati. Per usufruire del servizio basta cercare online la lista degli idraulici della propria z
ona che aderiscono all’iniziativa e contattarli utilizzando il numero di cellulare reso pubblico dagli stessi.

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Stefano Pigolotti: fare impresa è un’’impresa

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Complice il mercato del lavoro sempre più parcellizzato e mobile, che ha decretato la scomparsa del posto fisso a vantaggio di numerosi lavori a tempo determinato, in molti puntano a creare la propria azienda o start up, creandola da zero per portarla al successo. Ma quali sono gli step fondamentali per creare e amministrare un’azienda di successo? Abbiamo chiesto il parere di Stefano Pigolotti, che negli ultimi anni, ha avuto la possibilità di formare oltre 30.000 persone (di diversa estrazione e professionalità) in ambito commerciale, nonché di condividere esperienze imprenditoriali come consulente strategico per importanti aziende italiane.

“Il primo passo per creare un’azienda è l’idea. Può arrivare in qualunque momento. Trovare un’idea di business può essere semplice, ma va realizzata al meglio, anche studiando gli eventuali concorrenti già presenti. È possibile sia studiare la forma societaria che si sono dati, sia i loro stessi prodotti, mettendoli alla prova come clienti. Il logo è egualmente importante, e deve comunicare affidabilità e serietà. Allo stesso modo, deve diventare un riferimento per i vostri clienti, che acquisteranno i prodotti o i vostri servizi anche grazie alla serietà e all’affidabilità del brand”.

“Qui le mie 7 regole base”

Stabilisci i tuoi obiettivi a medio e lungo termine

Lanciarsi in una nuova impresa comporta anche dei rischi, e conviene sempre sapere quanto si è disposti a rischiare. Se i costi d’avvio della nuova impresa sono bassi, anche il rischio è più basso, dato che è più facile rientrare nell’investimento, e nel caso in cui l’investimento vada male, è più facile ripartire con un nuovo progetto. È bene ricordare che c’è chi considera 100 mila o 1 milione di euro un investimento alla portata, chi considera 50 mila euro una somma eccessiva. Di conseguenza il concetto di investimento a basso rischio è dettato anche e soprattutto dalla personale percezione del rischio. Un vantaggio per la riduzione del rischio è dato dall’alto tasso tecnologico del mondo in cui viviamo, con sempre nuovi apparecchi tecnologici pronti a cambiarci la vita e sempre con più frequenza.

Prepara un business plan credibile. Stabilisci degli obiettivi economici

Un altro aspetto estremamente importante è quello legato al generare profitto. Se un’idea imprenditoriale non genera profitti, è destinata al fallimento. Anche se ti chiami Elon Musk. Generare profitti è lo scopo di ogni business, se non genera business non è un’idea in grado di stare sul mercato. Se l’azienda ha bassi costi mensili rispetto al margine di vendita e al fatturato, è in grado di generare enormi profitti. Le uscite mensili sono affitto, spese energetiche, dipendenti, gestione e bilancio, prodotti e materie prime, marketing e pubblicità, magazzino… tutte spese utili a consentire all’azienda di funzionare.

Seleziona bene i tuoi collaboratori. Investi in formazione

Lo staff che compone il team di lavoro è fondamentale. La formazione di un team è ancora più fondamentale, dato che un team di lavoro coeso è molto più efficace di uno non coeso. Comprendere le caratteristiche delle persone è fondamentale per avere un team di successo, e il percorso formativo Skills Empowerment è garanzia di successo. Mira infatti ad agevolare la crescita personale e professionale delle persone basandosi su elementi non solamente motivazionali ma, soprattutto, attitudinali in quanto crediamo fortemente che la vera motivazione non si ritrovi in stimoli esterni eclatanti, bensì nella giusta sollecitazione di ciò che è già dentro di noi e che quindi è necessario percepire e valorizzare. È bene ricordare che la condivisione dell’esperienza è fondamentale. Chi è più esperto aiuta i suoi colleghi a crescere per migliorare l’operatività dei t
eam e dell’intera azienda.

Adotta i metodi dell’economia circolare

Poi, dai uno sguardo anche al lato “green” della tua azienda.  Dato che il mondo sta diventando sempre più smart e interessato al risparmio di risorse, complici anche le immagini delle immense isole di rifiuti plastici che vagano per gli oceani, è bene prevedere nel proprio business plan anche lo smaltimento degli scarti di lavorazione e degli imballaggi. La forte attenzione posta dall’economia circolare alla questione dei rifiuti, e le norme in via di definizione al Parlamento Europeo che puntano alla promozione di una maggiore percentuale di riciclo dei materiali, portano ad uno scenario ben chiaro e preciso, caratterizzato da una parte dal continuo aumento dei costi di discarica e dall’altra della necessità di valorizzare i rifiuti. Di conseguenza, creare la propria impresa prevedendo già le modalità di riciclo degli eventu
ali scarti è un passo avanti per il successo, anche ambientale.

Scegli i lavori da dare in outsourcing

Esternalizzare consente di diminuire i costi legati ai dipendenti, affidando ad altre aziende la realizzazione di alcuni servizi senza avere una figura in azienda. Quando però l’azienda diventa più grande e strutturata, può essere più efficiente avere una o più figure al proprio interno, in modo da essere maggiormente efficienti.

Analizza il mercato

Altro dettaglio fondamentale è legato all’idea stessa di impresa: un’attività imprenditoriale di successo vende, semplicemente, uno o più prodotti che un gruppo di persone è disposto ad avere in cambio di una somma di denaro prefissata. Niente di più, niente di meno. Se nessuno compra quanto stai proponendo, ci sono diversi aspetti da analizzare: il prezzo è troppo alto? È qualcosa di cui la gente sente di aver bisogno? È qualcosa di cui potrebbe aver bisogno, ma ancora non ne è cosciente? O è qualcosa che è rivolto a una nicchia fin troppo specifica di persone, tanto che è praticamente impossibile da vendere? Trovare le risposte a queste domande aiuta a comprendere se l’investimento effettuato ha possibilità di ritorno economico e di generare profitti o meno.

Studia la concorrenza

Un ultimo fattore da tenere ben presente, specialmente in mercati già saturi, è quello del vantaggio competitivo. Perché si dovrebbe acquistare un prodotto o un servizio da una nuova azienda e non da una già presente sul mercato? In un mercato con una grande domanda si può avere bassa concorrenza solo differenziandosi. Differenziandosi grazie ad una qualche forma di vantaggio competitivo, vale a dire una caratteristica-particolarità del tuo business che ti permette di avere quella marcia in più rispetto ai tuoi eventuali competitors.

Domande? Inviate le vostre a info@skillsempowerment.it

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Davide Possi, un imprenditore che crede nel volontariato

Davide Possi

Dare spazio al sociale significa per un imprenditore “dare valore alla Vita imparando a donare se stessi a chi ne ha bisogno“. In questa intervista Davide Possi, Managing Director del Gruppo Piramis racconta la realtà di Piramis Onlus, la parte sociale del Gruppo.

D: La costituzione di un ente di volontariato nell’ambito della Sua struttura imprenditoriale rappresenta una bellissima manifestazione del connubio tra profit e no profit. Perché ha deciso di intraprendere questa iniziativa nel sociale?

R: Piramis Onlus è la parte sociale della grande famiglia Piramis e nasce come naturale evoluzione di un modo di intendere il lavoro e l’imprenditoria. Essere imprenditore ha un significato profondo: il mio è un modo di vedere il lavoro in una prospettiva sociale; dove essere imprenditore è un impegno nei confronti di se stessi, della propria famiglia e delle persone con le quali vivo e lavoro.
Dare spazio al sociale significa “dare valore alla Vita imparando a donare se stessi a chi ne ha bisogno “; questo è il mio e nostro faro guida.
Creare posti di lavoro è un’impresa sociale, si dà un’opportunità alle famiglie di sostenersi e di far parte di un grande progetto come quello di Piramis, dove accanto al business, al profit diamo spazio e supporto ai più deboli o bisognosi tramite Piramis Onlus perché questo è il nostro modo di vivere, non solo di lavorare.

D: In quali settori operate? O meglio: quali tipologie di disagio affronta Piramis Onlus?

R: Piramis Onlus ha iniziato la propria attività dando supporto a grandi progetti nazionali come la ricerca sul cancro, la Fondazione Veronesi, l’AIRC, la LILT, la campagna di vaccini “For Children”. E’ anche molto sensibile alle emergenze a carattere territoriale, ed ha supportato situazioni gravissime come l’alluvione in Sardegna piuttosto che il terremoto in Emilia.
Fatti i primi passi, siamo riusciti a diventare supporto e presenza per realtà di particolare disagio e necessità a livello locale, come “un Sorriso di Speranza”, “Associazione per David” e “Associazione per Samuele”. Questa presenza e aiuto, specialmente a livello locale, è stata possibile grazie alle segnalazioni dei nostri collaboratori che con noi condividono non solo il lavoro, ma anche i valori.

D: Ci potrebbe tracciare l’identikit tipico del destinatario dei servizi dell’ente?

R: Piramis Onlus abbraccia ogni tipo di situazione, ogni caso segnalato sul territorio viene analizzato e preso in carico col cuore; siamo aperti e pronti a raccogliere fondi e farci voce e portatori di bene, senza focalizzarci solo su determinati tipi di necessità.
Un esempio concreto che possiamo portare, per far capire che tipo di realtà è Piramis Onlus, è quello di David, un neonato di sole 7 settimane di origine rumena a cui è stata diagnosticata la bws, i cui genitori hanno chiesto aiuto per poter intervenire a livello chirurgico in una struttura ospedaliera italiana per una glossectomia. Piramis Onlus ha dato il suo supporto e si è tenuta costantemente in contatto per fare in modo che ciò potesse accadere.

D: Come è organizzata Piramis Onlus (dipendenti, volontari, ecc)?

R: Piramis Onlus non ha dipendenti, nessuno è retribuito: siamo tutti volontari proprio per il desiderio di avvalorare la logica sociale da cui nasce questa realtà.
Siamo persone che condividono dei valori e crediamo fortemente nelle potenzialità dell’aiuto reciproco.
Ognuno di noi contribuisce con una piccola parte che, nell’insieme, fa la differenza.

D: Secondo Lei nella società italiana come è cambiata negli ultimi anni l’esigenza di aiuto da parte delle famiglie?

R: Dal mio punto di vista l’esigenza di aiuto non è cambiata poi così tanto; c’è sempre un allarmante percentuale di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà e, per le quali la priorità assoluta è il soddisfacimento dei bisogni primari.
Piramis Onlus si attiva anche per loro: sul nostro territorio le famiglie bisognose con bambini ci sono, e sono numerose. Per esempio per 20 di loro nel periodo natalizio abbiamo dato il nostro sostegno e la nostra presenza travestendoci da Babbo Natale e consegnando pacchi dono con beni di prima necessità e qualche gioco. Non è importante il riconoscimento di chi fa cosa, ma dedicare loro un po’ del nostro tempo, presentandosi con un regalo, senza annunciarsi e cogliendo tutti di sorpresa: è il modo che a noi sembra più semplice e genuino per far vivere la magia e la gioia del Natale.

D: Se vuole dirci qualcosa sulla riforma del Terzo Settore…

R: Quella del Terzo Settore è una Riforma importante, che riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato, e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario.
È da accogliere positivamente, perché per la prima volta si definisce per legge cosa è terzo settore, uscendo dalle formule sociologiche e indicando chiaramente nella legge e nei decreti quali enti e soggetti lo compongono: un unico punto di riferimento, monitorato e gestito dalle Regioni ma su un’unica piattaforma nazionale.
Le nuove norme da accogliere con favore riguardano anche le novità per l’agevolazione 5 x mille: allargano la platea dei destinatari del beneficio, estendendola a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale, e proponendo un meccanismo di erogazione più veloce e strumenti di trasparenza che rendano conto ai cittadini di come gli enti impiegheranno queste risorse.
Al di là della burocrazia ciò che per Piramis è davvero rilevante è la possibilità di continuare a realizzare un sogno che è fatto di uomini e donne impegnati per intervenire e per sollevare il destino di chi è meno fortunato.

Intervista di Fabrizio Amadori

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Il Made in Italy a caccia di Europa

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La guerra commerciale che si profila tra Stati Uniti ed UE potrebbe avere una prima vittima nella produzione italiana del vino e del cibo made in italy. Tutto nasce dalla decisione di Donald Trump di ampliare i dazi su acciaio ed alluminio nell’ UE, fatto questo che accenderebbe una reazione a catena rischiando di danneggiare significativamente anche tutto il comparto dell’agricolture e degli alimenti del continente europeo. Basta pensare che i vini italiani hanno un peso pari al 35 % sul totale delle esportazioni della “tavola alimentare italiana” verso gli USA . A ruota del vino un altro must del made in italy è l’olio d’oliva, seguito dai derivati del latte, acqua e bevande analcoliche e dalla immancabile pasta. In caso di dazi le nostre esportazioni diventerebbero meno competitive rispetto all’Australia, Cile, Nuova Zelanda, paesi non toccati dalle rappresaglie di Trump. Circa l’acciaio e l’ alluminio, essi valgono solo il 3,8 % dell’Export con gli USA. Nel merito dopo una performance brillante nel 2017 con una crescita di 31 miliardi di euro dell’export dei beni, nonostante le incertezze, oggi si rilevano un mondo di opportunità per l’export italiano: le nostre esportazioni infatti continueranno ad avanzare quest’anno fino al 5,8 %, stimando nel 4,5 % il valore medio previsionale per il triennio 2019/20121.  Di fatto sappiamo che gli investimenti sono ripartiti e che gli accordi commerciali della UE permetteranno di avere uno sguardo a 360 gradi sia verso ovest dove si prediligeranno Canada, Messico e Mercussur; sia ad Est verso Giappone, India ed Asean. Il made in Italy continua ad orientarsi verso comparti a più alto valore aggiunto, con una diminuzione più che proporzionale relativa alla concorrenza sul prezzo. Per molti prodotti si vede che il valore percepito del made in Italy supera di gran lunga il fattore prezzo anche in aumento a causa dei dazi. Pongo l’attenzione sul fatto che, negli ultimi sette anni, la voce export ha fornito l’UNICO apporto positivo alla crescita del nostro paese: senza il contributo monetario dell’export il PIL italiano sarebbe inferiore di almeno 6 punti percentuali! Senza dubbio una fonte di incertezza è data dagli effetti reali del protezionismo che va ad influenzare il cambio euro/dollaro e consequenzialmente l’evoluzione finanziaria delle catene globali del valore. Si deduce quindi quale incognita sia l’andamento del cambio euro/dollaro; ciò anche se al momento non sembra preoccupare fintantoché non si raggiunga la soglia del “POINT BREAK” pari al 1,30. Superato tale valore la competitività di prezzo peserebbe più che proporzionalmente sui nostri beni. Prima accennavo alla evoluzione delle catene globali del valore che a mio parere appare molto incerta, ciò soprattutto per il ritorno alla ribalta delle politiche di “import substitution” che attraverso i programmi “make in” posti in essere dalla Cina, dall’India e dagli Stati Uniti, porteranno siffatti mercati a domandare più macchinari specifici confermandosi quindi come paesi prioritari per l’export in generale. Nel dettaglio i continenti trainanti nell’export italiano nel 2017 sono state l’Europa emergente, le Americhe e l’Asia: tali location continueranno a primeggiare anche nel 2018 con un atteso recupero anche per il Brasile e la Russia. Le vie dell’Export dipendono molto dal gap da colmare sulle infrastrutture soprattutto dedicate al trasporto marittimo che di fatto rappresenta il secondo vettore delle esportazioni italiane dopo quello su terra soprattutto verso i mercati extra UE. Bisogna focalizzarsi sul fatto che per un economia come quella italiana, che basa più del 30 % del proprio PIL sull’export, il fatto di investire su infrastrutture di trasporto è condizione indispensabile per alzare il grado di competitività. Un ultima attenzione sui settori che contribuiscono in maniera più che rilevante alla crescita dell’export e che continueranno anche in questo clima odierno di guerra commerciali: si segnalano i bum degli articoli farmaceutici, chimico / medicinali con un più del 25,9%, metalli base e prodotti in metallo per un più del 17,1%, prodotti chimici più 18,4%, prodotti altri attività manifatturiere più 13,4%, prodotti alimentari e bevande più 12,8%. Infine segnalo che solamente un terzo delle aziende italiane esporta  usando il marchio “made in Italy”: tra queste le imprese tessili, della moda ed alimentari. Anche nel mondo digitale di fatto lo spazio per il made in italy, potrebbe essere molto rilevante, portando nei prossimi anni un incremento ulteriore alla crescita del nostro export.
 
Articolo di Fabio Accinelli 
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Aziende italiane alla carica di Dubai 2020

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A 850 giorni dall’apertura ufficiale di Expo 2020, si è calcolato che tale evento porterà a mobilizzare 8 miliardi di dollari per la sua costruzione, con un flusso di investimenti  esteri di almeno 120/150 miliardi indirizzati in costruzioni, servizi finanziari ed infrastrutture. L’Italia, affiancata da Asso Lombarda che ha ospitato il “Comitato Expo di Dubai”, è operativa con 889 aziende registrate nel protocollo di intesa agli appalti; di queste oltre il 60% sono aziende piccole e medie prettamente indirizzate al made in Italy. Il sito dell’Expo costerà 8 miliardi di dollari. Al termine della manifestazione tutti i siti saranno trasformati in una Università tecnologica collegata ad un primario centro di ricerca e quindi un modernissimo centro fieristico. E’ da qui che le aziende italiane avranno una seconda opportunità economica, quando dovranno seguire  i nuovi investimenti atti alle trasformazioni nel comparto delle infrastrutture, trasporti, ospitalità, immobiliare e nel campo della produzione e distribuzione dell’energia.  Il primo colpo per l’Italia è stato che il Comitato di Expo 2020  ha affidato ad una società italiana, la Rimond, la costruzione della gigantesca cupola  che sovrasterà Al  Wasl Plaza, luogo che sarà il simbolo di Expo 2020.  Il valore della commessa è di 60 milioni di euro.  A livello di pura curiosità  la cupola, estremamente tecnologica, sarà alta 70 metri, larga 130 metri, saranno impiegate 4 mila tonnellate di acciaio e la prima pietra verrà posata il 30 Luglio. Anche questa commessa ha messo in evidenza  le grandi opportunità operative per valorizzare ed attuare soluzioni industriali innovative  portate dalle imprese italiane. Oltre alla moda, al food ed alla gioielleria di alta gamma c’è anche una tecnologia meccanica italiana specializzata, ricercata e riconosciuta in tutto il mondo. Nel dettaglio  ecco i punti di Expo 2020: 277 mila  saranno i posti di lavoro che si creeranno durante il periodo, di cui il 40 % nel settore del turismo; 889 sono le imprese italiane registrate sulla piattaforma creata per gli appalti Expo; 25 milioni  è il numero di persone attese a Dubai dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021. Ecco quindi il terreno di caccia soprattutto per le piccole imprese italiane.
Articolo di Fabio Accinelli
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Quanto contano gli imballaggi per lo sviluppo degli e-commerce?

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Negli ultimi anni il sempre più crescente sviluppo dell’e-commerce, ha portato a un’inevitabile ripercussione sul mondo del commercio e in particolare sull’aspetto logistico, a partire dagli imballaggi fino alla consegna.
I settori che interessano il commercio online sono praticamente tutti, è chiaro quindi che i tipi d’imballaggi, necessari alle varie spedizioni, sono di ogni forma e grandezza.

A partire, per esempio, dai mobili e dagli accessori di arredo per la casa o per l’ufficio, che inevitabilmente necessitano di confezionamenti particolari e di una certa grandezza e resistenza.

Per andare poi verso oggetti più piccoli come articoli di orologeria e gioielleria o tecnologici che, oltre alla resistenza delle scatole, hanno bisogno di contenitori sicuri.

Questa sempre più diffusa richiesta di imballaggi professionali, ha fatto sì che le aziende specializzate del settore aumentassero il loro lavoro, assistendo a un vero e proprio boom nella richiesta di prodotti specifici per i trasporti.

Gli articoli principalmente richiesti sono le scatole di cartone, di ogni forma e misura con materiali che garantiscano protezione dall’umidità, e i nastri adesivi che garantiscono una perfetta chiusura e sicurezza nel trasporto.

Importanti sono i contenitori per il trasporto nel campo dell’abbigliamento, che risulta ancora essere il principale settore presente negli e-commerce, soprattutto per capi particolari che necessitano di scatole adatte, considerando anche la questione dei resi che inevitabilmente prevedono un nuovo imballaggio del prodotto.

Tante aziende hanno anche la possibilità di personalizzare scatole e nastri adesivi con il proprio logo, contribuendo anche al marketing aziendale con la promozione del brand a un minimo costo.

Tra gli articoli da imballaggio si trovano anche accessori importanti come i film estensibili e pluriball, per avvolgere i prodotti e assicurare la loro integrità durante il trasporto, oltre che materiali protettivi per riempire i vuoti nelle scatole e proteggere così i materiali.

È chiaro che tutte le aziende di e-commerce hanno necessariamente bisogno di poter contare su imballaggi sicuri e di qualità per le loro consegne, tenendo conto dell’ormai grande concorrenza sul mercato per l’attuale crescita delle vendite online comode e veloci.

Ovviamente in questa crescita sono chiamati in causa anche i trasportatori, con la nascita di nuove aziende che iniziano a “scalare” lo strapotere dei Big Player dei trasporti attuali. Maggior attenzione per le merci trasportate e tempistiche rispettate, fanno si che società giovani possano competere oltre che per un’aggressiva policy economica, anche sul piano qualitativo al quale gli odierni compratori digitali danno sempre maggior importanza.

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