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La stampa flessografica: scopriamo cos’è e perché ha successo

Quando parliamo di packaging dei prodotti a volte c’è molta confusione, è necessario intanto chiarire che il packaging fa riferimento al settore industriale ma anche a quello di marketing e riguarda prevalentemente il confezionamento e la presentazione di un prodotto, nello specifico parliamo di produrre involucri e contenitore per confezionamento sia di alimenti che non, volti alla vendita. Ma dietro c’è anche uno studio specializzato di immagine, in quanto già dalla confezione di un prodotto e nella sua presentazione è possibile attirare attenzione e dare un’idea anche del marchio che lo produce. Per questo il packaging è un settore molto ambito, soprattutto negli ultimi anni, che riguarda anche il design e studi di comunicazione.

Eppure, alla base c’è sicuramente il materiale con cui si confeziona un prodotto e la tipologia di stampa dell’involucro. Molto in voga, quando parliamo di stampe ad esempio, è la stampa flessografica. Molti siti come https://www.celvil.it/packaging/cos-e-stampa-flessografica-vantaggi-settore-imballaggi/ ne spiegano anche gli usi e le offerte, ma è importante capire di cosa stiamo parlando.

Che cos’è la stampa flessografica?

Già dall’etimologia del nome possiamo risalire alla sua natura: deriva dalla flessione del clichè rilievografico adoperato per lo specifico sistema di stampa. Il cliché, in particolare, è una matrice nella maggior parte dei casi di zinco che ha la funzione di trasferire sul foglio da personalizzare l’immagine scelta. È un metodo di stampa rilievografica diretta a rotativa che era già usato in passato, pare che risalga addirittura al 1890 con le prime stampa fatte dalla Baron. Presenta un sistema d’inchiostrazione rapido e semplice, che ricorda molto le stampe in tipografie e quelle per la stampa dei giornali.

Il processo di stampa

Il materiale da imballaggio ruota attraverso i rulli dove l’inchiostro passa dall’uno all’altro fino al materiale da stampare. L’inchiostro è di consistenza liquida e si stacca dalle cavità delle cellette dell’alinox e scivola sulla superficie del cliché che ha una tensione superficiale superiore a quella della ceramica di cui è composto l’alinox.

Il film viene bagnato dall’inchiostro e grazie alla pressione del contatto il rullo e tutto il supporto da stampare si adattano ai cliché. È un sistema molto versatile, ed è proprio questo che lo ha reso uno dei più diffusi per la stampa.

L’utilizzo della flessografica

In particolare la stampa flessografica viene utilizzata per la produzione di film plastici per l’imballaggio di generi alimentari ed è uno dei metodi migliori in quanto permette di stampare in maniera veloce anche per basse tirature, e offre creazioni adatte per ogni tipologia di prodotto. È anche un metodo che non inquina, in quanto i materiali utilizzati come gli inchiostri sono, in realtà, a base di acqua e solvente.

Quali sono gli usi pratici del sistema di stampa? L’imballaggio alimentare è previsto sia su materiale cartaceo: carta, cartoncino o cartone ondulato; ma è sfruttata anche per l’alluminio o su materiali plastici, e addirittura sul legno.

I Materiali

Una delle proprietà che rende vantaggioso il metodo della stampa flessografica è l’utilizzo di inchiostri liquidi ma che sono molto volatili, e che quindi si essiccano in maniera molto rapida a causa dell’evaporazione dei solventi.

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3 cose da fare a Taranto in un weekend

Stai per fare una vacanza in Puglia e hai deciso di fare tappa a Taranto, ma solo per un weekend? Visitare Taranto in un giorno significa perdersi molto di quello che la città ha da offrire, ma visto che non si può avere tutto, eccoti una lista di 3 cose che non si possono saltare nel corso di una gita da queste parti.

Passeggiare nella città vecchia

Immagina un labirinto di vicoli stretti dove affacciano palazzi e case che sembrano appartenere a un’altra epoca. I turisti che visitano Taranto si innamorano immancabilmente della città vecchia, il quartiere costruito su un’isola che ha nella Cattedrale di San Cataldo, costruita dai Bizantini nella seconda metà del X secolo, il suo fiore all’occhiello. Anche se avrebbe bisogno di una ristrutturazione, parte del fascino della città vecchia è imputabile anche alla sua decadenza: visitala e scegli se stare tra i nostalgici o gli innovatori.

Visitare MArTA

MArTA non è una persona, ma l’acronimo di Museo archeologico nazionale di Taranto. Espone una delle più grandi collezioni esistenti al mondo di manufatti dell’epoca della Magna Grecia, compresi i famosi (e preziosissimi) Ori di Taranto. Il costo del biglietto è assolutamente abbordabile, e i minori di 18 anni non pagano: sul sito ufficiale trovi informazioni in merito a orari e visite guidate.

Andare a vedere i delfini

Sapevi che Taranto è detta “Terra dei delfini”? Il merito è dello storico insediamento di questi cetacei nel tratto di mare successivo alle Cheradi. In città numerose associazioni e aziende organizzano crociere per andarli a trovare. E allora dedica a loro il tuo secondo giorno a Taranto: svegliati sul presto e dirigiti al molo indicato per la partenza. Ricorda di prenotare per tempo, perché queste escursioni vanno sempre a ruba.

Vuoi aggiornare con un ottimo rapporto qualità/prezzo? Scopri Taranto alloggiando in un bed and breakfast: a livello di B&B Taranto è molto fornita. Clicca sul link per confrontarli tutti e prenotare i migliori.

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Perché è importante scegliere ricambi originali per la propria auto

ricambi originali daihatsu

Ricambi originali o ricambi non originali? In termini di qualità, di vita dell’auto, di efficienza e di sicurezza l’ago della bilancia pende verso i ricambi originali. Scegliere ricambi non ufficiali o comunque non originali invece significa scegliere pezzi compatibili con l’auto ma non riconosciuti dalla casa madre e pezzi ovviamente più economici.

Ma economici solo nel breve periodo. Perché originale è sinonimo di “vita lunga” per il pezzo stesso e per la macchina di appartenenza. Il che tradotto significa investire qualche euro in più per garantire alla propria auto più sicurezza, la sua efficenza e la sua eterna giovinezza.
Chi sceglie i ricambi originali, sceglie un ricambio sicuro, in quanto è finito sulla linea di produzione della casa automobilistica o sulla linea di produzione di un’azienda a esso associata.

In Italia questo mercato sfiora i ventidue miliardi di euro tra ricambi originali e non e la manodopera.
Le aziende che si occupano dell’aftermarket sono centomila con trecentocinquantamila addetti, i centri in cui vengono venduti circa seimilacinquecento, le officine autorizzate dalle case automobilistiche circa dodicimila, le officine indipendenti ventimila e i carrozzieri seimila.

Con DPS Italia i ricambi originali Daihatsu si trovano in tutta Italia

DPS Italia è diventata negli anni il punto di riferimento per tutta Italia per la vendita di ricambi originali Daihatsu attraverso una rete di Riparatori Ufficiali Daihatsu.

I ricambi originali che vengono utilizzati per la manutenzione dell’auto, nello specifico di tutti i modelli Daihatsu (Terios, Materia, Sirion, Trevis, Copen, Cuore, Feroza), sono selezionati dai costruttori dell’auto e testati rigorosamente, per garantire alta qualità, sicurezza e prestazioni ottimali.
Tutto questo, non solo assicura che il veicolo si guidi, funzioni e protegga in maniera ottimale, ma anche che si abbia sempre la possibilità di aggiungere, cambiare, coordinare e mixare parti diverse e sempre nuove, che renderanno l’auto unica e speciale.

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Laurearsi a 30, 40 e 50 anni. Oggi è possibile, vediamo come

Tornare all’università quando si hanno 40 o 50 anni potrebbe sembrare non semplice, dato che viene percepito come un ambiente estremamente giovane, data l’età media degli studenti. Ma oggi con le università a distanza è diventato possibile. Ad esempio con atenei come la Università Popolare degli Studi di Milano Università di Diritto Internazionale.

Dietro al desiderio di tornare a studiare all’università ci possono essere infinite motivazioni per arrivare a voler studiare, come nel caso del desiderio di iniziare una nuova esperienza lavorativa, o per aspirare a una promozione, o per concludere un percorso di studio iniziato anni prima e mai concluso.

Dato che nel corso degli anni si sono accumulati impegni lavorativi e familiari, può essere complesso frequentare un corso di laurea tradizionale, per questo è facile rivolgersi a una università telematica. È bene comprendere fin da subito che, nonostante le lezioni siano erogate tramite internet, non si tratta di “corsi di laurea facili”, ma di corsi di laurea equivalenti a quelli erogati nelle università tradizionali, e hanno lo stesso valore legale.

Dato che nel corso degli anni si sono accumulati impegni lavorativi e familiari, può essere complesso frequentare un corso di laurea tradizionale, per questo è facile rivolgersi a una università telematica. Le lezioni sono erogate tramite internet.

Un corso di laurea online consente di frequentare le lezioni in qualunque momento della giornata si desideri, anche di notte o la sera tardi. Dato che si tratta di università frequentate di solito da lavoratori e persone che vogliono migliorare la propria posizione lavorativa, vengono erogati corsi di laurea con una forte componente tecnica, spendibile velocemente nel mondo del lavoro.

Le rette delle università telematiche non sono più economiche di quella di un’università tradizionale, in alcuni casi può anche essere più alta, ma comprendono al loro interno i materiali utili per studiare, disponibili sulle piattaforme delle singole università. È inoltre possibile seguire ovunque e in qualunque momento le lezioni, grazie alle piattaforme digitali accessibili in qualunque momento, sulla quale vengono caricati i video delle lezioni e tutto il materiale utile per lo studio (dispense, slide, video lezioni, aula virtuale). La piattaforma è accessibile 24 h su 24 tutti i giorni della settimana. Un vantaggio delle università telematiche è la riduzione praticamente a zero degli spostamenti legati all’università stessa, dato che è necessario andare in una sede fisica solamente per sostenere gli esami e la discussione della tesi di laurea. Se si ha una carriera universitaria pregressa le università online concedono la possibilità di richiedere un riconoscimento crediti, così da non perdere gli esami conseguiti in passato. È possibile effettuare il riconoscimento anche delle attività lavorative coerenti con il percorso di studio scelto.

Se si è arrivati a pensare di tornare a studiare, sicuramente c’è stata una molla che ha fatto scattare il desiderio, di conseguenza si è in possesso di un obiettivo da raggiungere. Per questo motivo, l’obiettivo alla base della motivazione di tornare sui libri deve essere alla base di ogni scelta, a partire dalla facoltà da frequentare. Se l’obiettivo è un miglioramento della propria posizione lavorativa, è consigliabile scegliere la facoltà più adatta al proprio obiettivo, mentre se è solo la passione per il sapere che ci muove, allora è possibile assecondare le proprie passioni. In alcuni casi il percorso di studi era stato iniziato, ma per diverse esigenze è stato abbandonato, rimanendo in sospeso. Può essere un’ottima idea puntare a completare il percorso di studi, ottenendo dopo i 50 anni la laurea che non si era ottenuta in precedenza.

Quando si impara qualcosa di nuovo il cervello non solo immagazzina nozioni nuove, ma ha anche alcuni vantaggi collegati, come l’allenamento e miglioramento della memoria, ritardando il deterioramento cognitivo, migliorando la capacità analitica, la capacità di prendere decisioni e migliorando la capacità di risoluzione dei problemi.

Sono disponibili diverse modalità di frequenza, a partire da quella tradizionale che prevede le lezioni erogate in aula. Ciò però si scontra con gli impegni lavorativi e familiari, che difficilmente consentono di frequentare agevolmente dei corsi in aula. Per questo motivo, le università tradizionali hanno iniziato da alcuni anni a erogare corsi di laurea online, che richiedono in alcuni casi una presenza in aula durante parte dei corsi. Un’altra alternativa sono le università telematiche, che erogano corsi di laurea regolarmente riconosciuti frequentabili tramite internet in qualunque momento. Gli esami di profitto e la discussione della tesi, come richiesto dalla legislazione italiana, in ogni caso devono essere svolti alla presenza di una commissione giudicatrice, di conseguenza nella scelta di una università telematica è importante valutare dove si trovi la sede più vicina per sostenere gli esami e la discussione di
laurea.

Specialmente quando si ha una famiglia, è importante ottenere l’appoggio dei propri familiari in vista di un impegno così importante, ma è anche fondamentale fin da subito mettere in chiaro l’importanza dei momenti di studio, in modo da instaurare una routine familiare che consenta di studiare senza sacrificare tempo agli affetti più cari.

Con le università a distanza oggi questo è possibile.

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SPS IPC Drives Italia e le proposte di Finder

SPS IPC Drives Italia è, nel nostro Paese, la fiera più importante rivolta ai produttori e ai fornitori che sono attivi nel contesto dell’automazione digitale per l’industria. L’appuntamento, che ogni anno va in scena a Parma, vede la partecipazione di centinaia di espositori che propongono nei vari padiglioni che li accolgono una grande varietà di soluzioni che riguardano, tra l’altro, la tecnologia di interfacciamento, i software industriali e la tecnologia di controllo. Non solo: SPS IPC Drives Italia è un punto di riferimento anche per chi è interessato a conoscere le novità più recenti a proposito di IPC, di sensori, di system integrator e di sistemi e componenti di azionamento.

Di che cosa si parla a SPS IPC Drives Italia

La formazione e la consulenza, ma anche la comunicazione industriale: sono queste alcune delle tematiche più importanti che vengono affrontate in occasione dell’iniziativa che si svolge ogni primavera in Emilia. Questa è anche l’occasione per entrare in contatto con gli ultimi sviluppi relativi ai dispositivi di interfaccia uomo macchina, ai componenti elettromeccanici, ai dispositivi periferici e ai dispositivi di commutazione in bassa tensione. L’ultima edizione, quella del 2018, ha visto come tema principale la digitalizzazione, considerata come un processo di trasformazione che, a livello nazionale oltre che internazionale, sta vivendo uno dei momenti di sviluppo e di espansione più significativi.

Il digital district

La digitalizzazione, dunque, è sempre più protagonista a livello industriale, ed è per questo motivo che l’ultima edizione di SPS Italia è stata contraddistinta da una notevole espansione dell’area fieristica. In più, ha debuttato anche un percorso che era interamente focalizzato sulla digital transformation, con il nuovo padiglione che ha avuto il nome di Digital District. La convergenza tra il mondo IT e il mondo OT è stata al centro dell’attenzione del nuovo padiglione: da un lato la Operational Technology e dall’altro lato l’Information Technology, che si coniugano e si incontrano in un dialogo che pare destinato a garantire risultati molto positivi. L’Internet delle Cose, il Cloud e la cyber sicurezza sono tutti ambiti in cui questa convergenza mette in mostra tutte le proprie potenzialità, specialmente quando si concretizza una collaborazione efficace
tra player dell’automazione e player digital.

Tecneko

Un esempio è quello che proviene da Tecneko, il rivenditore ufficiale dei relè di Finder, il brand piemontese che è leader nel settore della produzione degli articoli elettronici e dei relè elettromeccanici. Il magazzino di Imola di Tecnekopermette di portare a termine ogni acquisto, ma in alternativa si può optare anche per la consegna a domicilio, effettuata tramite corriere. Anche Finder ha avuto uno stand nel corso del SPS IPC Drives, durante il quale ha puntato l’attenzione sull’automazione industriale e, in particolare, su questioni importanti come efficienza e sicurezza. Per altro, quello appena trascorso è stato un anno di passaggio per il marchio torinese, che ha conosciuto una importante evoluzione in seguito al debutto sul mercato di un sistema innovativo per il comfort living nell’ambito civile (senza d
imenticare che il settore industriale è stato, a sua volta, oggetto di diversi ampliamenti di gamma).

Le novità di Finder

Finder a Parma ha messo in mostra novità di assoluto rilievo dal punto di vista della termoregolazione industriale, con riscaldatori da quadro caratterizzati da ben sei versioni di potenza di riscaldamento: il più compatto è quello da 50 W, ma si giunge fino a quello di tipo ventilato da 400 W, munito di morsetti a innesto rapido. L’assortimento si è arricchito anche con i ventilatori della serie 7F, per la cui produzione ci si è avvalsi della collaborazione di Minelli Fossati, che si è occupata della creazione del nuovo design: la caratteristica principale di questi prodotti è rappresentata dall’apertura frontale, grazie a cui è possibile sostituire il filtro con la massima semplicità. Infine, c’è stato modo di conoscere termostati e termo-igrostati da quadro capaci di monitorare i livelli di umidità nei quadri, eventualmente in combinazione con la tempera
tura ambiente.

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Trading online, piattaforme in crescita nel 2019

Nel 2019 le piattaforme di trading online conosceranno una crescita molto significativa: lo si può intuire dai dati provenienti dal mese di gennaio di quest’anno, che ha fatto registrare un aumento del numero di iscritti pari al 9%. Se già in tutto il 2018 la tendenza era verso il rialzo, non ci sono ragioni per pensare a un’inversione di trend nel corso dei prossimi mesi. La piattaforma di eToro, in particolare, si rivela una delle più apprezzate, sia dai trader con più esperienza che da coloro che si avvicinano per la prima volta a questo mondo. Si tratta di una realtà che vanta una lunga storia alle spalle in questo settore e che si è dimostrata solida e robusta anche in periodi di crisi. Uno dei motivi del successo di eToro è rappresentato dal lancio del s
ocial trading, grazie al quale al momento tantissimi utenti hanno la possibilità di tradare essendo connesse: una sorta di reinterpretazione dei social network in chiave trading, favorita dalla condivisione di strategie e dallo scambio di pareri.

Non solo eToro

Non c’è solo eToro, comunque, nel novero delle piattaforme di trading online che contribuiscono al successo crescente di questo fenomeno. Un altro esempio di rilievo va individuato in 24option, che numerosi addetti ai lavori ritengono tra i broker migliori del momento. Presente sui mercati da più di un decennio, offre servizi monitorati e certificati dalla CySEC, l’organismo di controllo che assicura la regolarità delle operazioni nel settore del trading. Uno dei punti di forza di 24option consiste nella disponibilità di segnali di trading, che vengono forniti agli utenti in maniera gratuita e che permettono loro di prevedere con una certa facilità i movimenti di mercato degli asset finanziari più importanti presenti sui mercati.

Come scegliere la piattaforma di trading a cui affidarsi

Se si vuol scoprire qual è la piattaforma di trading più in linea con i propri bisogni, si può fare riferimento ai consigli di InvestinGoal, il portale che offre spiegazioni e approfondimenti sul tema consentendo a chiunque di familiarizzare con una realtà che per alcuni aspetti può risultare ostica. Ovviamente, non esiste una piattaforma migliore in assoluto, dal momento che ogni trader si basa su strategie di investimento specifiche e ha aspettative particolari, che a seconda dei casi si possono adattare meglio a questo o a quel broker. Una delle variabili più significative da questo punto di vista è rappresentata dalla propensione al rischio del singolo. Quel che è certo, comunque, è che è consigliabile affidarsi a broker c
he sono attivi sul mercato ormai da anni e che garantiscono esperienza e solidità.

Perché il trading ha così tanto successo?

Da quando le piattaforme per il trading online hanno fatto la propria comparsa e si sono diffuse, quello che un tempo era un settore dominato in maniera quasi esclusiva dalle banche si è trasformato in un ambito a cui tutti possono accedere con il tramite dei broker. Ecco, quindi, che coloro che possiedono un capitale che desiderano investire, in misura parziale o totale, sono liberi di evitare l’intermediazione di altri soggetti e possono decidere in totale autonomia quali operazioni finanziarie pianificare e portare a termine.

Con il trading si guadagna?

Il trading permette di guadagnare, o addirittura di arricchirsi, ma ciò non vuol dire che tali eventualità si verifichino sempre. Esperienza e pazienza sono le doti fondamentali per avere successo, e solo con la competenza si può riuscire a trasformare tali investimenti in una vera e propria fonte di reddito che sia perfino in grado di sostituirsi alle entrate stabili di un lavoro tradizionale.

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Assicurazione a rate: di cosa si tratta?

In periodi di difficoltà economiche come questo e con l’abitudine ormai consolidata e diffusa di ricorrere al credito al consumo, anche le compagnie assicurative hanno pensato e adottato lo stesso sistema di pagamento per i loro prodotti.

Assicurazione a rate
Molte delle compagnie assicurative presenti sul mercato hanno proposto ai propri clienti una soluzione alternativa per pagare il premio della polizza auto, uno di quei mali inevitabili al quale nessun automobilista può sottrarsi se non vuole incorrere in pene severe, che vanno da multe salate alla sospensione della patente fino al ritiro del mezzo.
La soluzione in questione si chiama assicurazione a rate e il meccanismo è molto semplice, tra ente assicuratore e assicurato interviene un terzo protagonista rappresentato dalle società creditizie. È infatti a loro che l’automobilista paga mensilmente il premio della polizza spalmato per un numero di mesi che può andare da 10 a massimo naturalmente 12. La finanziaria anticipa la somma alla compagnia assicuratrice e si fa poi restituire l’importo, come avviene normalmente per ogni prestito, maggiorato di un tasso di interess
e.

A rate, solo se necessario
La convenienza di un pagamento diluito nel tempo che evita quindi un esborso notevole una sola volta l’anno, o eventualmente due adottando il pagamento semestrale previsto da tutte le compagnie assicurative, va quindi attentamente valutata. In primo luogo sono necessarie delle garanzie per poter optare per questo tipo di soluzione, inoltre è consigliabile avere un’entrata fissa e costante per non ritrovarsi a dover affrontare solo un’altra spesa mensile da aggiungersi a quelle già in essere che non fa che aggravare il bilancio familiare.

In sintesi quindi è utile adottare l’assicurazione a rate solo se effettivamente il pagamento in unica soluzione è insostenibile e complicato poiché gli interessi da pagare alla finanziaria rendono alla fine tale metodo meno conveniente di quel che sembri. È pur vero che alcune compagnie propongono un tasso zero e nessuna spesa aggiuntiva, ma in ogni caso meglio sempre non prendere decisioni a cuor leggero, valutando attentamente ogni parte del contratto e tutte le sue clausole per evitare spiacevoli sorprese. Nonostante questo la diffusione delle assicurazioni a rate si è allargata a macchia d’olio evidenziando nel comportamento degli italiani una preferenza alle rate più piccole e ripetute rispetto al pagamento annuale, sebbene questo possa costare di meno.

Altre vie di risparmio
A prescindere dalla tipologia e dal numero di rate dell’assicurazione sull’auto, non dispiacerà sapere che non esiste solo il suddetto meccanismo per limitare l’impatto di questo inevitabile costo per i proprietari di autovetture, sul bilancio economico di una famiglia. Indubbiamente la buona abitudine di confrontare più preventivi in prossimità della scadenza annuale della polizza, grazie all’ausilio di siti come www.chescelta.it,  potrebbe far scoprire che esistono delle soluzioni più economiche della propria. Solitamente sono quelle stipulate online a garantire un risparmio maggiore e potrebbe essere un buon punto di partenza il confronto proprio tra queste.

Inutile aggiungere che una guida prudente e attenta rivolta ad evitare di causare sinistri permette di mantenere la propria classe di merito e anzi di farla scendere ulteriormente con conseguente risparmio.

Se possibile adottare l’opzione guida esclusiva o comunque limitata ad un nucleo ristretto di persone o solo a conducenti che abbiano da un certo numero di anni la patente o al di sopra di una determinata età. In questo modo si escludono i giovani dalla guida, che sono le categorie più a rischio quanto a incidentalità e il prezzo della polizza sarà destinato a scendere, ma l’aspetto che più conta è quello di non scegliere un’assicurazione soltanto in base al prezzo, ma anche alle garanzie che offre, alla disponibilità e presenza dell’assistenza, al costo e all’estensione delle eventuali polizze accessorie, che rendono veramente un’assicurazione completa e valida sul mercato.

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Nonostante la crisi, spesso si fa fatica a trovare personale

start up
Occorre precisare che questo è vero, però, a seconda del settore. L’azienda di cui sono socio fondatore, Piramis, si muove ad esempio su due diversi livelli imprenditoriali, negozi e rete commerciale: quindi risulta difficile generalizzare sui problemi legati a ricerca e reclutamento del personale.
Una prima considerazione è di ordine sociale e coinvolge tutti. Le persone cercano la sicurezza finanziaria di uno stipendio sicuro e “temono” il vocabolo “provvigioni”. Allo stesso tempo desiderano avere tempo libero.
Oggi la società vive all’ombra di una crisi che è in realtà quel cambiamento epocale che tocchiamo tutti i giorni. In soli 10 anni siamo passati dai telefonini agli smartphone, le case si sono informatizzate, le città stanno diventando smart e le aziende si stanno digitalizzando. Le persone lo capiscono ma non accettano che il mondo del lavoro sia mutato alla stessa velocità. E’ questo il punto secondo chi scrive. Ed è per questo che oggi è difficile parlare di “problemi di occupazione”, e lo sarà sempre di più fino a che un messaggio del genere non sarà recepito a tutti i livelli: le persone, insomma, vogliono UN lavoro (in generale) ma in realtà chiedono IL lavoro (che desiderano), e quasi sempre le due cose sono inconciliabili.
In base alla  mia esperienza personale, le difficoltà principali che i miei manager ed io incontriamo sono legate alle abitudini sociali e coinvolgono entrambe le figure professionali: store manager e commerciali ai vari livelli. Nei negozi lavorano prevalentemente giovani che difficilmente rinunciano ad avere il weekend libero mentre i commerciali spesso non hanno la costanza necessaria a trovare la propria dimensione professionale.
Se poi ci si chiede perché molti non rispondano agli annunci di lavoro, compresi i miei, nonostante la disoccupazione in generale, e giovanile in particolare, occorre distinguere. Esistono esigenze ed abitudini sociali differenti in relazione alle aree geografiche. Al Sud la disoccupazione ed il lavoro sommerso si sovrappongono generando le difficoltà che tutti conosciamo. Non credo, insomma, che i dati della disoccupazione al Sud siano solo quelli ufficiali, i quali pescano nel mondo lavorativo legale. Il Nord, forte di un’economia comunque più florida, offre maggiori opportunità d’impiego ma – e questo è un punto che non si sottolinea mai abbastanza – la condizione finanziaria delle famiglie consente ai giovani di rimandare l’ingresso nel mondo del lavoro, con effetti negativi per tutto il ciclo, produttivo da una parte e sociale dall’altra.
Ciò è dovuto anche ad una scuola che non sempre risponde alle esigenze dei nuovi mercati. Il cosiddetto “pezzo di carta”, importantissimo da una parte, non sempre garantisce dall’altra una prospettiva professionale. I ragazzi e le ragazze di 20 anni hanno scelto il loro indirizzo lavorativo quando gran parte dei mestieri di oggi non esistevano nemmeno. E così sarà anche per il futuro. Ben consapevole di problemi del genere, almeno di alcuni, diverse aziende, compresa la mia, fin dalla nascita hanno superato i limiti geografici, e molti ragazzi e ragazze dal Sud lavorano nei loro centri, produttivi o di vendita, al Nord.
Per molti imprenditori è importante, nonché utile, fornire sempre nuove opportunità professionali ai propri collaboratori. Il centro di ricerca e sviluppo della mia azienda, ad esempio, esplora costantemente le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per creare progetti dedicati ai nuovi settori economici con particolare attenzione alle diverse realtà territoriali e sociali. Ormai l’Italia è chiamata sempre più ad investire nello sviluppo e nell’innovazione, potendo contare su una tradizione tecnica e scientifica che la concorrenza orientale non può creare dall’oggi al domani. Se presto i concorrenti extraeuropei potranno dire la loro nel campo tessile, sarà molto difficile che lo possano fare nel campo elettronico e della meccanica avanzata.
Gli imprenditori come me oggi sono soprattutto alla ricerca di uomini e donne di tutta Italia (e non solo) che desiderino un lavoro serio, professionale, in grado di garantire una crescita costante. La voglia di crescita è alla  nostra portata, dipende da noi. Solo così saremmo più forti di fronte al cambiamento, quel cambiamento continuo, talvolta complesso e problematico, senz’altro sfidante, che la nostra era ci ha imposto e ci impone in continuazione. Se l’imprenditore pensa di poter capire il mondo da solo sbaglia: può farlo insieme ai propri collaboratori, i quali però devono essere all’altezza delle nuove sfide esattamente come lui.

di Davide Possi

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Ritorno alle origini targato Orijen

Orijen, leader mondiale nel pet food, investe tutte le proprie forze nella produzione di alimenti che tornano alla fonte rispettando, quindi, la dieta con cui cani e gatti si sono evoluti. Ogni singolo alimento, che esce dalla fabbrica, è frutto di un’attenta e lunga lavorazione nel corso della quale vengono impiegati ingredienti di primissima qualità e macchinari di ultima generazione.
Nelle cucine NorthStar si possono contare fino a 50 componenti di origine animale (carni e prodotti ittici), ortaggi e frutta (provenienti da coltivazioni in loco).

La linea puppy di Orijen

Orijen propone alimenti secchi per animali domestici di ogni età (da puppy a senior) e l’offerta, molto ampia, non può che essere apprezzata anche dal palato dai gusti più difficili.
I prodotti della linea puppy, destinati alla crescita e al corretto sviluppo del cucciolo, vengono realizzati con carni bianche provenienti da animali allevati a terra, pesce fresco pescato in loco e uova deposte in nido.
Gli ingredienti usati sono, generalmente, freschi e crudi (refrigerazione e congelamento non prevedono l’aggiunta di conservanti), mentre una minima parte degli stessi viene disidratata, a 90°C, al fine di fornire al cucciolo una fonte concentrata di proteine. Il risultato finale è un alimento secco ricco di grassi, ad alto tenore proteico (38%) e scarso contenuto di carboidrati a basso indice glicemico (17%).
Orijen non inserisce, inoltre,in alcun prodotto additivi sintetici perché questi in natura non esistono: i cani hanno, difatti, da sempre provveduto al loro fabbisogno alimentare andando alla ricerca di prede intere (fonti inestimabili di tutti i nutrienti di cui l’animale necessita).

I prodotti della linea Puppy firmata Orijen

Bauzaar, e-commerce di alimenti e accessori per animali, propone diversi prodotti Orijen Puppy e tra questi figurano Orijen Puppy Food e Orijen Puppy Large Dog Food.
Orijen Puppy Food è un cibo secco (grain free) destinato, fino al primo anno di vita, a cuccioli di tutte le taglie perché la sua particolare formulazione (alto tenore di proteine, ridotto contenuto in carboidrati e giusta dose di erbe benefiche) è volta al corretto sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico dell’animale.
Al suo interno si riscontrano, difatti, ingredienti freschi come carni bianche (pollo e tacchino), uova, prodotti ittici (aringa, sardina, passera e sugarello del Pacifico), lenticchie, piselli, ceci, zucca, zucchina, mela, mirtilli, lavanda, bardana, curcuma e molto altro ancora.
Questa particolare composizione apporta diversi benefici all’animale e questi possono essere così riassunti.

  • Corretto sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico.
  • Miglioramento della rigenerazione cellulare.
  • Rafforzamento della funzionalità renale.
  • Regolazione dei livelli di glicemia.
  • Cute e pelo in perfetta salute.
  • Rafforzamento della flora intestinale.

Orijen Puppy Large Food Dog è invece un alimento destinato, fino a 12 mesi d’età, a cani di taglia grande. Le crocchette contengono proteine fresche (pollo, tacchino, uova, aringa, salmone), ortaggi e frutta (fonte preziosa di vitamine e antiossidanti per il corretto sviluppo del sistema immunitario del cucciolo), acidi grassi (fondamentali per la salute della cute e del pelo) e probiotici (accelerano il metabolismo e stimolano la digestione).
I veri fiori all’occhiello di questo prodotto sono, però, due.
Nessuna traccia di cereali.
Scarso apporto di carboidrati.

Conclusioni

Orijen può essere considerata, alla luce di quanto detto, una vera e propria rarità nell’universo del pet food perché utilizza ingredienti freschi e di prima qualità: gli animali, allevati a terra nelle praterie, sono dichiarati idonei al consumo umano, mentre i prodotti ittici vengono pescati in modo sostenibile.
Ciascun componente, arrivato in cucina, viene quindi lavorato con l’ausilio di tecniche di ultima generazione.
Per maggiori informazioni, si consiglia divisitare la pagina web ufficiale di Bauzaar.

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Tutte le ragioni per preferire le camicie su misura

La vestibilità è solo uno dei tanti motivi per i quali è sempre preferibile scegliere una camicia su misura. Quando un capo è confezionato in modo impeccabile, esso è in grado di garantire il massimo della comodità che si potrebbe desiderare, oltre a offrire una resa estetica ottimale. Quello che conta è che si sia in grado di mantenere un fit improntato alla sobrietà: non è più il tempo, per esempio, delle camicie sbottonate, specialmente se attillate, che appaiono poco eleganti a maggior ragione nel caso in cui non siano indossate da chi può contare su un fisico tonico. La morbidezza è, nel dubbio, il criterio che vale la pena di privilegiare sempre.

Come scegliere la camicia giusta

Non è così facile, però, individuare le camicie uomo su misura che meglio si adattano alle caratteristiche del corpo di chi li indossa: comunque, esistono alcuni trucchi che vale la pena di tenere sempre a mente per non sbagliare. Quando una camicia è perfetta, nel colletto abbottonato deve offrire lo spazio di due dita; inoltre, deve consentire al dorso un movimento fluido, evitando che in corrispondenza della zona del torace tiri il tessuto, soprattutto là dove sono allacciati i bottoni. Anche per le maniche c’è una caratteristica importante da tenere in considerazione: quella lunga è sempre da preferire. Le maniche corte, infatti, vanno riservate a situazioni eccezionali, meglio se informali.

La spalla e le maniche

Sempre in tema di vestibilità, uno degli elementi su cui ci si deve focalizzare è la spalla, i cui punti estremi non devono mai andare al di là della larghezza della spalla della persona (il riferimento è ai punti in cui si trovano le cuciture delle maniche). In caso contrario, il pericolo a cui si va incontro è quello di un effetto che di sartoriale ha ben poco, e che rischia di essere non armonico. Per quel che concerne le maniche, d’altra parte, nelle camicie classiche esse devono risultare lunghe a sufficienza, facendo in modo che le braccia possano essere estese in qualunque direzione evitando che i polsini tirino troppo. Gli stessi polsini, per altro, devono sporgere al massimo per un paio di centimetri rispetto alla manica della giacca.

Il colletto

In una camicia su misura, non si può fare a meno di badare al colletto, il cui scopo consiste nel bilanciare la struttura della camicia nel modo più appropriato possibile. Ma non è tutto, perché il collo dovrebbe anche incorniciare il volto della persona che veste la camicia; non bisogna dimenticare che esso costituisce la parte più in evidenza sotto la giacca, e di conseguenza contribuisce a definire il suo stile, oltre alla sua formalità. Il collo di una camicia è formato da due parti: il listino è quello che si abbottona con uno o al massimo un paio di bottoni nella parte frontale; ad esso è cucito il colletto propriamente detto, che termina con le vele, cioè le due punte sul davanti.

Come scegliere il colletto

Non si può certo individuare un solo tipo di colletto: anzi, a ben guardare ce ne sono decine e decine, che a seconda dei casi possono essere più o meno importanti, più o meno ampi e più o meno rigidi, a seconda di come sono combinati il listino e il colletto vero e proprio. Quando si parla di ampiezza, comunque, si fa riferimento alla distanza tra le vele: il colletto italiano è un esempio di ampiezza ridotta, a differenza di quello francese, ma è bene menzionare anche il colletto alla coreana, che ha la peculiarità di essere del tutto privo di vele.

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