close

Varie

Varie

Dissesto idrogeologico: tanti progetti ancora fermi

dissesto-idrogeologico

Poche criticità italiane sanno rappresentare i ritardi del Paese come il dissesto idrogeologico. Ogni tragedia che si ripete, l’ultima a Livorno, ce li ricorda. Il dato peggiore è sui progetti : il 94% dei 9.230 del piano anti dissesto sono «non cantierabili».

Ma se quasi 9mila progetti risultano «vuoti» o almeno incapaci di produrre cantieri e lavori concreti entro 2-3 anni in quella che tutte le forze politiche considerano una delle grandi emergenze nazionali, vuol dire che Regioni ed enti locali riempiono i programmi di indicazioni generiche senza aver creato un parco progetti adeguati su interventi che si invocano da anni.

Come rompere il corto circuito? La task force di Palazzo Chigi per il dissesto idrogeologico, guidata da Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi, ha rispolverato una soluzione tentata in via sperimentale negli anni ’90. Si chiama «fondo di progettualità»: Palazzo Chigi l’ha inserita nel “collegato ambientale”, legge approvata dal Parlamento a fine 2015. Il fondo è stato approvato e dotato di 100 milioni per partire.

«Si è proceduto alla ripartizione regionale», dice il Ministero, si sono inseriti nelle piattaforme competenti «elenchi regionali degli interventi suscettibili di finanziamento per la progettazione fino alla concorrenza di una volta e mezza per le risorse attribuite a ciascuna regione», si è conclusa per tutte le regioni «una prima fase istruttoria» di condivisione dell’elenco definitivo degli interventi. Si sono «condivisi i rispettivi elenchi regionali degli interventi da sottoporre alla fase istruttoria successiva», mentre è in corso «la verifica dei presupposti per l’ammissibilità al finanziamento, previa verifica della relativa documentazione disponibile». Risultato: «Il trasferimento delle risorse avverrà nei prossimi mesi, una volta definita la seconda fase istruttoria».

Ovviamente la conclusione ribadisce la priorità del tema: «Ferme restando le informazioni esposte, in ragione dell’importanza che la tematica del dissesto idrogeologico riveste nel nostro Paese, rimane costante l’attenzione del Governo».

Leggi Tutto
Varie

Esagon conto deposito online offre il 3,15%

161migliori-conti-deposito-vincolati_44661

Esagon conto deposito online è l’offerta di Credito Fondiario per i risparmiatori. Molti sono i vantaggi proposti, tra cui un tasso lordo annuo del 3,15% e nessuna spesa di apertura.

Come aprirlo

Per aprire Esagon conto deposito online è sufficiente avere più di 18 anni, cittadinanza e residenza fiscale in Italia e un importo vincolabile pari o superiore a 10mila euro. Sono esclusi, dunque, i cittadini italiani che vivono all’estero, i cittadini stranieri che vivono in Italia e quanti abbiano la doppia cittadinanza. La procedura è semplice, basta recarsi sul sito ufficiale e:

– Compilare il modulo di richiesta con i propri dati anagrafici
– Inviare 2 documenti di riconoscimento a scelta tra quelli proposti
– Scegliere un conto d’appoggio
– Versare, via SEPA, un bonifico per l’attivazione (2 nel caso di conto cointestato)

Esagon conto deposito online è anche facile da chiudere. Credito Fondiario non attribuisce penali, a patto che la richiesta venga inviata in maniera tempestiva (la banca deve ricevere comunicazione della chiusura entro 14 giorni dalla data di apertura). In questo caso, le somme depositate verranno rese senza interessi. Successivamente, si potrà comunque chiudere il conto, ma la richiesta andrà in porto solo alla scadenza dei vincoli attivati.

Quali sono le condizioni

Esagon conto deposito è stato pensato per i piccoli risparmiatori che desiderino investire sul medio-lungo periodo. Più la durata del vincolo è lunga, più alto sarà il tasso d’interesse annuo garantito. Si va infatti da un minimo di 0,75% per i vincoli a 12 mesi fino a un massimo di 3,15% per quelli a 84 mesi. Non vi è limite né al numero né alla tipologia; si possono attivare, infatti, più vincoli della stessa durata in periodi diversi, ma anche vincoli di durata differente in uno stesso momento. Le durate, però, non sono modificabili, e le somme depositate torneranno disponibili, in automatico, solo dopo l’avvenuta scadenza. A quel punto, sarà possibile prelevare il denaro necessario o attivare un nuovo vincolo. Anche in quest’ultimo caso, la somma minima depositabile dovrà essere di 10mila euro o di una cifra di 1.000 euro superiore (10mila, 11mila, 12mila, eccetera. Ci
fre quali 10.500, 11.750, 12.240 eccetera, non saranno, dunque, ammesse).
I rendimenti offerti sono lordi e vengono calcolati su base annua. La liquidazione può avvenire, a scelta, sia a 3 che a 12 mesi, accedendo alla propria Area Personale online.

Quali i servizi offerti

Nel caso in cui si decida di inviare via web i documenti per l’avvio delle pratiche di apertura, Credito Fondiario offre gratuitamente il servizio di firma digitale. Un sistema che permette di convalidare, in maniera semplice e veloce, i propri documenti. La firma elettronica è sicura, perché si avvale della One Time Password (OTP), una chiave temporanea che viene inviata sul proprio cellulare e va inserita nello spazio apposito presente nella finestra dell’iter di sottoscrizione. Una volta confermato il codice OTP, basterà inviare il bonifico per l’attivazione, in questo modo non sarà necessario inviare i documenti via posta ordinaria per la conferma, ma si potrà iniziare ad usare il conto subito, evitando attese e lungaggini.
Esagon conto deposito non presenta spese (a meno che non si decida di ricevere le comunicazioni in forma cartacea). Il bollo è infatti a carico della banca, per tutta la durata del o dei vincoli. Inoltre Credito Fondiario offre supporto alla clientela via email, tramite il form di contatto e il centralino gratuito, attivo tutti i giorni dalle 06:00 alle 24:00.

Leggi Tutto
Varie

Le cascate in Alto Adige: una guida alle più spettacolari

cascate_nardis

L’Alto Adige è una terra ricca di foreste, montagne e corsi d’acqua. Si tratta d’ingredienti noti alla maggior parte dei visitatori che si avventurano nell’area, ma che talvolta, combinati, danno vita ad alcuni degli spettacoli più incredibili che la natura è in grado di offrire: le cascate. La potenza della corrente che s’infrange sulle rocce, l’affascinante rifrazione dei raggi solari e l’inconfondibile sapore dell’aria sono immagini e sensazioni che il rientro a casa non potrà farvi dimenticare. Se cercate un modo diverso di passare un weekend, ecco una piccola guida per indicarvi quali cascate, tra le tante presenti in Alto Adige, è opportuno non farsi scappare.

In assoluto, le più famose sono probabilmente quelle di Riva (in tedesco, Reinbachfälle). Sono in totale tre – la più alta delle quali compie un salto di 42 metri – e si trovano all’inizio della valle omonima, nei pressi di Campo Tures: per raggiungerle vi consigliamo di percorrere il sentiero dedicato a San Francesco, completo di sculture in legno e frasi tratte dal Cantico delle Creature. In Val Passiria, invece, è possibile ammirare le cascate di Stieber (Stieber Wasserfall). Sono in totale due, alte poco meno di 20 metri, e si originano dal fiume Plan per poi precipitare in un burrone davvero scenografico: fotografatele al tramonto per godere di uno spettacolo incredibile.

Se siete stanchi, potete cercare su portali come expedia hotel o rifugi in cui rifocillarvi e trascorrere la serata. Al mattino però alzatevi di buon’ora per raggiungere la cascata più alta (e a detta di molti, più bella) di tutto l’Alto Adige, e cioè quella di Parcines (Partschinser Wasserfall), nel territorio del paese omonimo sito dalle parti di Merano. Dal centro del comune alla cascata è necessario camminare circa un’ora e mezza (la strada non è lunga, ma è ripida); il salto di 98 metri, tuttavia, ripaga della fatica spesa. Non solo: Parcines si trova a stretto contatto con il parco naturale Gruppo di Tessa, apprezzatissimo per gli itinerari escursionistici, ed è famosa per la sua aria, che è stata scientificamente collocata tra le più salubri del mondo – piazzandosi al di sopra, per intenderci, dei livelli raggiunti da quella dell’Artide.

Possiedono proprietà simili anche le otto Cascate di Barbiano, in zona Ponte Gardena: è fondamentale visitarle in primavera, quando raggiungono il massimo splendore per via dello scioglimento della neve. A Racines, vicino alla valle omonima, potrete invece fotografare le cascate di Stanghe, note per la stupenda gola che in estate è possibile percorrere. Infine, se vi trovate dalle parti di Brennero, non perdete la cascata all’Inferno, dalle proprietà… metereologiche: come sanno i locali, infatti, nei giorni in cui diventa “fumosa” e spumeggiante il tempo volgerà al bello!

Leggi Tutto
Varie

Fotocamere digitali: fotografare con passione

fotocamera_digitale

Le fotocamere digitali da scoprire

Chi si avvicina alla fotografia di questi tempi, può ritenersi fortunato rispetto ad un tempo. Allora si parlava di rullini b&n o a colori, di ASA, di sviluppo, di ingranditori e altro ancora. Sempre allora, per sapere se una foto era meritevole oppure no, occorreva sviluppare il negativo e poi stamparlo spesso restando delusi dal risultato perché l’immagine era un irripetibile unicum.
Oggi le moderne fotocamere digitali offrono ben altre possibilità: dalla immediata visione dello scatto appena fatto che se non piace come risultato, può essere rifatto al volo; alla possibilità di immagazzinare migliaia di foto in una piccola scheda di memoria da scaricare successivamente nel pc per poi elaborarle con programmi di fotoritocco che riescono a compiere dei veri e propri miracoli.
Ma, alla base di tutto resta la fotocamera digitale e la nostra creatività. Se per la seconda c’è
poco da fare, per la fotocamera si può intervenire con una scelta appropriata che permette di comprare il modello più indicato per le proprie esigenze.

Criteri essenziali

Per orientare la propria scelta occorre indagare su quelle che sono le esigenze da soddisfare. La prima mossa da fare è quella di stabilire a quanto ammonta il budget a disposizione e la seconda è che tipo di fotografia vogliamo fare. Se vogliamo avere una fotocamera solo per prendere delle foto di famiglia o delle nostre vacanze e non abbiamo alcuna velleità di altro tipo, può andare bene anche una semplice compatta facile da utilizzare e pratica da portare con noi e che non implica un investimento significativo. Laddove, al contrario, desideriamo servirci di una fotocamera digitale più performante che sia capace di introdurci nel vero mondo della fotografia, dobbiamo puntare su una reflex dalle ottiche intercambiabili che, generalmente, viene venduta con un obiettivo standard che può, a seconda dell’occorrenza, essere sostituito da uno zoom o da un grandangolare.

E’ bene superare il concetto legato al marketing che i più noti brand del settore attuano per catturare l’attenzione di potenziali acquirenti e badare al solo a partire esclusivamente dalle caratteristiche della reflex e vedere se sono adeguate a soddisfare le nostre esigenze.
Se c’è stato un tempo nel quale un fondamento sul quale far riferimento era dettato dalla risoluzione in megapixel, attualmente la tecnologia è stata capace di livellare la qualità delle immagini prese (anche da una fotocamera da 10 megapixel si possono stampare fedelissime foto da 50 cm di lunghezza) tali da soddisfare ogni desiderio amatoriale.

Oggi ciò che conta sono le dimensioni del sensore (quelle dotate di full frame sono indirizzate ad una utenza professionale anche data l’entità dell’investimento che incomincia da oltre 2.000 euro) , delle dimensioni del corpo macchina e della possibilità di godere di inevitabili aggiornamenti che permettono di disporre di una fotocamera da sfruttare nel tempo.

Per un concetto di qualità, evitate le entry level

Per entry level si intendono le fotocamere più economiche caratterizzate dal criterio ‘inquadra e scatta’ che è ideale per fotografi della domenica o per chi si avvicina per la prima volta a questo hobby.
Per determinare la qualità delle reflex occorre verificare il loro valore di ISO che devono superare gli 800 per essere al di sopra della media. Altro criterio è quello relativo alla velocità dello scatto a raffica che va da 3 foto al secondo fino al massimo di 9 usato dalle fotocamere professionali. Ovviamente risulterà più performante avere una fotocamera dall’elevata velocità di raffica quando si devono prendere foto di un evento sportivo per il quale occorre ‘non perdere l’attimo’.
Il panorama delle  fotocamere in offerta su Yeppon consente di attingere all&
rsquo;interno di una selezione più che esaustiva dove trovare ai migliori prezzi la digitale dei propri sogni.

Leggi Tutto
Varie

Sodastream e la rivincita dei Nerd

sodastream-rivincita-nerd

I Nerd sono quelle persone metà secchioni e metà appassionati di tecnologie, che tra i loro vari passatempi si immergono nel modo Fantasy e dei fumetti e si divertono a passare le giornate interpretando personaggi di fantasia nei giochi di ruolo.

Nell’immaginario collettivo da sempre considerati dei “loser”, dei perdenti.

Eppure negli ultimi anni dove la tecnologia non solo ha cambiato il costume ma è diventata costume i nerd sono stati rivalutati dalla società. In un mondo di cambiamenti così repentini, dove si fa fatica a stare dietro alle novità tecnologiche, il nerd è diventato l’interprete dei linguaggi e delle interfacce sempre più nuove e diverse. Insomma, essere uno smanettone sempre aggiornato sulle novità è diventato “cool”.

Ecco che i nerd nobilitati diventano protagonisti della pubblicità, come nell’ultimo spot per la rete di Sodastream uscito il 12 luglio 2017:

I testimonial sono Amy, uno dei personaggi della serie nerd per definizione “The Big Bang Theory” e il mitico “Hodor” della serie “Games of Thrones”.
Amy, esploratrice nel 2136 racconta a dei ragazzini in gita scolastica in un museo di una popolazione di Homoschlepliens (Uomo trascinatore) che trasporta bottiglie di acqua di plastica evidenziando il nonsense di quell’attività. In modo ironico e simpatico viene messo alla berlina il consumatore che trasporta l’acqua pesante generando rifiuti inquinanti. L’alternativa è Sodastream, niente più peso da trasportare e niente più plastica. Chi meglio di una nerd innamorata della scienza e della razionalità come Amy poteva spiegarci il valore del prodotto reclamizzato?

Se il concept è particolarmente creativo, la realizzazione lascia un po’ a desiderare. La narrazione è troppo lenta, sarebbe stato meglio un ritmo più incalzante, con cambi di inquadrature più frequenti per contrastare i contenuti didattici ed evitare che lo spettatore interrompa la visione per altro: il video infatti dura meno di due minuti e mezzo ma la percezione per chi lo guarda è di una durata che supera i tre minuti (dead line che pochi possono permettersi di superare). Il piacere e la sorpresa di vedere i due testimonial recitare non è sostenuta da uno sviluppo narrativo e un montaggio altrettanto sorprendenti.

In estrema sintesi il successo di questo video che ha realizzato in 4 giorni più di 4 milioni di visualizzazioni è dovuto alla scelta dei testimonial che non rappresentano i classici personaggi di successo e da un soggetto particolarmente sagace.
E a riprova che il video deve la sua viralità soprattutto alla protagonista nerd e non al personaggio del Trono di Spade, che è uno dei telefilm più di successo degli ultimi anni, basta guardare quello, sempre di Sodastream, di 8 mesi fa che fa il verso alla famosissima serie americana, che in 8 mesi ha totalizzato “solo” 2.270.000 visualizzazioni.

di Gianpaolo Rossi

Leggi Tutto
Varie

Scatto dell’euro sul dollaro: l’analisi

euro-dollaro

Le sedute delle borse Europee, del giorno 18 giugno 2017, saranno annoverate tra quelle in cui l’Euro si è rafforzato in maniera più sensibile nei confronti del Dollaro, portandosi ad una quotazione di 1,1555. Senza dubbio questo valore oggi causerà alcuni cambiamenti nella vita dei 510 milioni di cittadini U.E. e delle imprese ad essi collegati. Tra queste ultime quelle che si sono attrezzate meglio a stare sui mercati internazionali non si spaventeranno davanti a tale apprezzamento.

Infatti le imprese europee che hanno consolidato e migliorato le loro performance nel campo della competitività, aumentando la loro percentuale di esportazioni ed adeguando così i loro business e la loro produttività, sono diventate vere e proprie realtà sui mercati internazionali non accusando eventuali variazioni di cambio.

Nel merito di questa corsa dell’Euro sul Dollaro, bisogna affrontare due fattori socio/economici fondamentali. Da una parte la forte crisi accusata all’interno del partito repubblicano USA che ha messo in dubbio la realizzazione, da parte del Presidente Trump, delle innovative riforme economiche contenute nel suo programma pre-elettorale. Dall’altra come in Europa, al momento, si sia scongiurato il pericolo della deflazione, ovvero della repentina diminuzione del livello generale dei prezzi, azione che induce i soggetti attivi nell’economia a posticipare a tempo indeterminato sia i consumi personali che gli investimenti nelle imprese.

A ciò si uniscono altre tensioni ed incertezze che continuano ad influenzare i mercati:

  1. le trattative Brexit che porteranno a definire i dettagli economici dell’uscita dalla U.E. da parte del Regno Unito
  2. il rischio populismo che resta sempre nell’ombra, nonostante la sconfitta in Olanda ed in Francia
  3. la crisi in Grecia
  4. la crisi delle Banche italiane
  5. la BCE che si sta avvicinando, a passo spedito, al tapering, ovvero la graduale diminuzione dello “stimolo monetario indotto” tramite il rialzo dei tassi di interesse, ed un taglio significativo agli acquisti previsti dal piano di Quantitative Easing – ossia acquisti indotti su larga scala di titoli di stato dei paesi U.E. da parte della BCE per immettere denaro fresco nell’economia

Analizzando nel merito il cambio Dollaro-USA alla data di ieri, si vede come detto valore porti a registrare il “tetto massimo” negli ultimi 14 mesi, con un incremento percentuale dell’Euro, negli ultimi tre mesi, dell’8% sul Dollaro. Significativo è anche il fatto che il Dollaro ha perso oltre il 5 % nei confronti delle altre principali valute, sempre nello stesso periodo. A livello economico chi ha sentito immediatamente, ed in maniera negativa, tale incremento è il governo tedesco il quale ha visto deprimere il DAX30 (indice che fotografa i migliori titoli tedeschi per capitalizzazione) del 1,25 %, e ciò a causa della diminuzione del volume delle proprie esportazioni.

Nel breve periodo, si può prevedere un ridimensionamento a ribasso del cambio Euro/Dollaro dovuto ai seguenti motivi

  1. l’intervento della Fed impegnata a rialzare i tassi d’interesse, con un rafforzamento dell’economia USA
  2. la BCE che guarda con insistenza al tapering soprattutto dopo la vittoria di Macron in Francia
  3. la riuscita di Donald Trump ad uscire dall’impasse che lo coinvolge in prima persona, con politiche economiche che sosteranno la crescita USA aumentando, di fatto, il valore del Dollaro.

di Fabio Accinelli

Leggi Tutto
Varie

Effetto Masterchef nelle professioni commerciali

The Wolf of Wall Street

Il mercato del lavoro in Italia è “schizofrenico”. Non si trova un senso ai diversi dati, soprattutto nel rapporto tra chi offre e cerca lavoro. La disoccupazione giovanile è al 37%. La terza più alta d’Europa. Il 20% dei giovani è “Neet”, ovvero non studia, non lavora e non cerca occupazione. Chi reclutano le aziende italiane? Oltre un terzo degli annunci di lavoro riguarda posizioni nelle vendite. Il dato è impressionante.

AAA cercasi persone da inserire nel “Sales and Marketing”. Come è possibile che domanda ed offerta non si incontrino? La responsabilità è di entrambe le parti. Le ricadute negative sono sia per chi un lavoro non ce l’ha, sia per le aziende che non trovano risorse umane per i loro progetti.

Molte imprese (non tutte!) che selezionano figure di vendita commettono due errori. Investono poco dal punto di vista economico. Richiedono l’apertura immediata della partita iva anche a chi è privo di esperienza. Tuttavia gli errori di chi seleziona non bastano a spiegare un fenomeno quasi “surreale”.

Mi occupo di Neurovendita. Formo il personale commerciale ad utilizzare le tecniche di comunicazione più efficaci con il cliente, basate sulle Neuroscienze. Spesso in questi anni mi è capitato di lavorare con giovani che iniziavano la carriera commerciale. Quasi sempre prima di spiegare come funziona il cervello del cliente durante l’acquisto, è stato necessario lavorare sul cervello del futuro venditore.

Esistono forti pregiudizi sul lavoro commerciale. Questa convinzione negativa ampiamente diffusa spiega in parte perché molti giovani non si candidino agli annunci di ricerca. Molti ragazzi e ragazze preferiscono non lavorare piuttosto che essere attivi nelle vendite. Perché esiste questa avversione verso le professioni commerciali? Un pregiudizio negativo ha dei fondamenti, ma si tratta sempre di una generalizzazione. Un giovane non dovrebbe “schifare” il mondo della vendita, viste le opportunità che offre, potrebbe piuttosto scegliere aziende serie, con prodotti validi e concreti percorsi di crescita.

Domanda provocatoria. Perché nessuno vuole fare il venditore? Partiamo dalla scuola. Non esiste un percorso di studi sulla vendita. Alla domanda, che lavoro vuoi fare da grande, l’opzione “vendite” non è prevista. In Italia ci sono percorsi scolastici per tutto, tranne che per i mestieri commerciali.

Questo inizio non aiuta a pensare alle vendite come ad una possibile carriera lavorativa. Lo stereotipo diffuso dai media è tutto fuorché positivo. Si pensi a film come “The Wolf of Wall Street”, “Americani” e “Promised Land”. Non danno un’immagine positiva di questo mondo. I continui servizi di “Striscia la Notizia” e delle “Iene” su venditori che truffano anziani completano l’idea che si tratti di una professione simile a quella di un “malfattore senza scrupoli”.

La realtà è molto diversa. Esistono casi di abusi, come in ogni professione. Sono minoritari. Le aziende di oggi (e del futuro) per competere hanno la necessità di persone comunicative e motivate nella relazione con i loro clienti. Un brand ha bisogno di emozionare attraverso collaboratori che sappiano raccontare la sua storia ed identità. Gli acquisti “importanti” prevedono un professionista che guidi “consulenzialmente” nella scelta migliore per il cliente, per fidelizzarlo nel tempo.

Ho la speranza che le professioni commerciali vivano nei prossimi anni l’effetto “MasterChef”. Cosa significa? Fino a 10 anni fa, i cuochi non si trovavano. Era considerato un lavoro “miserabile”. Gli istituti alberghieri erano mezzi vuoti. Poi Cracco e colleghi hanno cambiato tutto. Il cuoco è diventato “Chef”. I bimbi dicono che da grande vogliono essere come “Cannavacciuolo”. Gli istituti alberghieri fanno il pieno di iscrizioni.

Mi auguro che avvenga lo stesso cambiamento anche per le professioni commerciali. La riduzione dei pregiudizi negativi riequilibrerebbe il rapporto tra le esigenze del mercato del lavoro e l’interesse delle persone verso le professioni di vendita, riducendo (almeno in parte) il tasso di disoccupazione giovanile.

di Lorenzo Dornetti

Leggi Tutto
Varie

Sull’immigrazione, di Fabrizio Amadori

immigrazione-amadori

Il dado è tratto.
Soli in Europa, ma c’era da aspettarselo.
La Francia prima bombarda (con Sarkozy) e poi scappa: l’ondata di profughi è dovuta soprattutto al crollo del regime di Gheddafi. I francesi sono i primi responsabili, e il loro disinteresse rispetto alla questione che hanno contribuito a creare è davvero insopportabile. Soprattutto se si aggiunge che i Nostri, non paghi, continuano a fare guai, e stanno sostenendo tuttora la parte avversa a quella sostenuta in Libia dal Governo italiano.

In qualche modo siamo in guerra indiretta con la Francia, solo che non lo si dice. La Francia, si sa, è ben presente militarmente nell’Africa occidentale. Gli mancava la Libia, che era sotto l’influenza economica italiana, e ora ha finalmente messo fine a tale situazione.

Perché non vogliamo vedere in faccia la realtà e dire che la Francia è un problema per l’Italia? Perché non dire che i diritti che la Francia rivendica quando si tratta di comprare aziende nel nostro Paese non fanno il paio con quelli che dovrebbe concedere all’Italia quando si tratta di vendere? La Francia è un problema, con la sua smania di esistere alla propria maniera, con “grandeur”, e con questa sua meschina voglia di stare sotto i riflettori durante gli incontri bilaterali con la Germania usando l’Unione europea come palco.

Voglio dire: se l’Unione europea doveva servire per far fare passerella, e da cassa di risonanza, agli amici francesi e tedeschi ogni volta che si incontrano per rimarcare una trazione a due ancora tutta da verificare, ebbene, forse era meglio non crearla.

A questo punto occorre fare qualcosa di decisivo contro, sì contro, la Francia, che, temo, capisca solo il linguaggio della forza, parafrasando una frase collegata da sempre ai russi sovietici. Un primo passo l’ha compiuto il ministro Calenda, uno dei pochi buoni di questo Governo, decidendo di usare lo stesso protocollo utilizzato dalla Francia rispetto alle aziende che vogliono comprare nel nostro Paese, a partire da quelle degli “amati” cugini (o amata “sorella”, come definisce l’Italia una canzone francese, ohibò).

Ora occorre fare di più sia sulla breve che sulla media e lunga distanza. Cosa vuol dire media e lunga distanza? Investire in ricerca e tecnologia. Richiamare i nostri scienziati e artisti. Costruire tutte le strutture necessarie per rendere il più possibile autonoma l’Italia, a partire dalla questione energetica, con particolare riferimento alla dipendenza verso la Francia che di energia ne ha da vendere grazie alle sue centrali nucleari.

L’energia è una questione cruciale per un paese come il nostro, i suoi costi pesano sulla produzione delle industrie italiane, che senza un simile taglieggiamento da parte dei nostri diretti concorrenti d’oltralpe in molti mercati del mondo sarebbero molto, ma molto più competitive. Ma gli italiani, si sa, sono dei pecoroni superficiali, e quando hanno votato contro le centrali nucleari hanno solo guardato al rischio di radiazione, e al modo per evitarlo: che naturalmente non è quello di non costruire centrali in Italia dato che quelle degli altri Paesi sono spesso sui nostri confini. In caso di esplosione potremmo essere esposti quanto e più dei popoli che le ospitano: peccato che non siamo esposti ai benefici della loro produzione di energia.

Tra le cose da fare per rendere di nuovo grande questo paese ci sarebbe il grande sforzo – da affidare alle tante organizzazioni italiane, e in primis alla Protezione civile – di fare formazione a questi migranti, quasi tutti giovani e forti: perché infatti non pensare ad un nostro piano Marshall dove a questi ragazzi che scappano per motivi umanitari, ma anche economici, venga data una possibilità economica seria? Quale? Quella, ad esempio, di ripopolare la dorsale appenninica fatta di tantissimi villaggi deserti da cui i giovani italiani scappano.

Ripopolarla creando tra questi giovani immigrati nuovi contadini, allevatori, meccanici, elettricisti, idraulici. Alcuni di questi ragazzi sono già formati, e dare loro la possibilità di formarne direttamente altri potrebbe essere importante per far cadere le ultime diffidenze. L’Italia cresce poco anche da un punto di vista demografico, e il superamento francese nei confronti della nostra economia è dato anche da un superamento demografico, impetuoso nei territori d’oltralpe (in 40 anni 10 milioni di francesi in più contro cinque di italiani).

Il ripopolamento dei territori abbandonati potrebbe essere un fattore di svolta per la crescita nostrana, da fondare maggiormente su agricoltura e turismo, fatta salva l’oculata organizzazione da parte dello Stato, che certo non dovrà far diventare tali villaggi sugli Appennini dei centri abitati musulmani né delle enclave per terroristi.

Si tratta semplicemente di una proposta. Per intanto, in attesa che il Governo si muova, io lo faccio nel mio piccolo decidendo di non andare più come turista in Francia: se i francesi non vogliono gli immigrati che hanno contributo a rendere tali, non avranno neppure un italiano come me che, invece, non hanno ancora il potere di costringere a fare alcunché.

Quanto alla recente notizia che l’Austria intende mandare l’esercito sul Brennero, ebbene, mi si permetta una citazione da Hemingway, per chiarire cosa pensi io degli austriaci e del loro esercito: “L’esercito austriaco era stato creato per regalare vittorie a Napoleone; a qualunque Napoleone. Avrei voluto che avessimo un Napoleone, ma invece avevamo Il Generale Cadorna, grasso e prosperoso, e Vittorio Emanuele, l’ometto dal lungo collo sottile” (“Addio alle armi”, Mondadori 2007, p.41).

Ebbene – mi chiedo -, chi sarà il nostro Napoleone o, meglio ancora, il nostro George Marshall?

Fabrizio Amadori

Leggi Tutto
Varie

Master negli Stati Uniti, la chiave giusta per il futuro

212Visto-esta

Gli Stati Uniti D’America rappresentano davvero un luogo in cui poter realizzare se stessi, la terra delle opportunità nella quale è possibile costruire pian piano la propria fortuna. Per ottenere ciò è necessario avere tanta buona volontà e impegno, ma anche poter acquisire maggiori competenze nel proprio campo lavorativo. Moltissime persone, infatti, hanno deciso di incrementare la propria formazione e dare maggior valore alla propria figura professionale iscrivendosi a dei master negli Stati Uniti. Mostrare sul proprio curriculum vitae l’esecuzione di un master negli Stati Uniti significa spalancarsi le porte del mondo del lavoro. In tutto il paese americano è possibile trovare tantissime opportunità di studio e le migliori scuole, le quali garantiscono alta qualità e insegnanti qualificati. Ogni anno più di 500.000 studenti e oltre 100.000 tra ricercatori e docenti scelgono
di iniziare un percorso di studi e formazione negli Stati Uniti D’America. Ciò dipende da diversi fattori come ad esempio la qualità e la grande varietà delle varie proposte formative, la vasta scelta dei programmi di studio,l’eccellenza e i finanziamenti previsti per la ricerca, ma in particolar modo i tanti finanziamenti e le numerose borse di studio per la ricerca all’interno dei vari ambienti accademici. Infatti, come ricordato dal Corriere della Sera sono state investite delle somme di denaro per i giovani neolaureati meritevoli, per frequentare il Master in Global Marketing, Comunicazione e Made in Italy.
http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/17_luglio_11/mille-borse-studio-fondazione-italia-usa-f2d06f4a-660b-11e7-99cd-8ba21567bad4.shtml?refresh_ce-cp

Per poter recarsi negli Stati Uniti bisogna munirsi di una speciale autorizzazione chiamata ESTA, abbreviazione di Electronic System for Travel Authorization. Si tratta di un sistema elettronico online attraverso il quale gli Stati Uniti esaminano i viaggiatori che vogliono entrare nel paese, prima di concedere loro l’autorizzazione. La durata Esta è di 2 anni, ovvero l’autorizzazione ha una scadenza di 24 mesi a partire dalla data del rilascio. Invece per rimanere negli USA è possibile soggiornare massimo 90 giorni per entrata e un massimo di 180 giorni per l’intero arco dell’anno. I migliori master che possono essere svolti negli USA riguardano il settore della Pubblica Amministrazione, ma anche facoltà come Medicina, Economia e Business, Ingegneria, Scienze Politiche, Affari Internazionali e Arti e Spettacolo. Un master tradizionale a tempo
pieno negli Stati Uniti può avere una durata all’incirca di 1 anno e mezzo o due anni. A differenza dei master che vengono svolti in Italia, negli USA essi sono di due tipi: Master Accademici e Master Professionali. I master accademici, definiti Master of Arts oppure Master of Science, hanno lo scopo di completare la formazione universitaria del candidato e sono assimilabili al dottorato che viene svolto in Italia. I master Professionali hanno lo scopo di inserire il candidato direttamente nel mondo del lavoro.
Tutti i master che vengono volti negli USA hanno lo scopo di seguire e accompagnare gli studenti e i vari professionisti ad acquisire un tipo di formazione d’eccellenza, che permetta loro di immettersi immediatamente nel mondo del lavoro con capacità pratiche acquisite durante il master.

Per poter frequentare un master negli Stati Uniti D’America è assolutamente necessario superare due test. Il primo è il GRE, acronimo di Graduate Record Examinations, che deve essere sostenuto non solo dagli studenti stranieri ma anche da quelli americani. Tuttavia affinché gli studenti stranieri possano svolgere questo test è richiesta loro un’ottima conoscenza della lingua inglese, la quale può essere accertata soltanto attraverso un altro tipo di test detto TOEFL, sigla che sta per Test of English as a Foreign Language. Soltanto a seguito dell’esito positivo di entrambi i test è possibile partecipare ad un master negli Stati Uniti. I tempi di attesa per l’ammissione al master universitario sono abbastanza lunghi e le modalità piuttosto complesse, le quali possono cominciare anche un anno prima dell’inizio del percorso di studi. Per poter pa
rtecipare a questi master è necessario possedere altri documenti necessari oltre al curriculum vitae, come il transcripts, ovvero il certificato di laurea con gli esami svolti e i relativi voti. Inoltre altri due documenti necessari sono lo statement of purpose e lo study project, ovvero due lettere motivazionali in cui il candidato racconta la propria carriera accademica, i propri interessi e le ragioni che lo hanno spinto a fare il percorso di studio scelto.
Inoltre è indispensabile presentare delle reference letters, ovvero delle lettere di referenza sul proprio percorso universitario e la financial documentation, ovvero un attestato economico che mostri come il candidato sia in grado di sostenere le spese durante il percorso di studi.

Leggi Tutto
Varie

Investire in diamanti

diamanti

Investire sui diamanti è un modo per proteggere i propri risparmi con un bene rifugio insensibile alle fluttuazione alle quali sono sottoposti titoli azionari o certificati di istituti di credito che, da qualche anno in qua, sono stati l’origine di patrimoni totalmente erosi in modo irrecuperabile.
Partendo dal sunto che il diamante è una gemma che mantiene integro il suo valore e che possiede la caratteristica di superare anche il corso dell’inflazione a condizione che lo si detenga per un lungo periodo, è necessario affidarsi ad una società di consulenza composta da professionisti capaci di indirizzare l’acquisto verso delle gemme che siano veramente da investimento.
Rivolgersi a idclondon.net  mette in condizione il futuro investitore, nella condizi
one di acquistare con certezza quello di cui ha bisogno, ossia un oggettivo valore rivalutabile nel tempo che è sicuro e senza alcun rischio. Esentasse e beni al portatore, non abbisognano di spazi voluminosi come oro o gioielli e questo rappresenta una ragione in più per orientarsi su queste pietre preziose.

C’E’ DIAMANTE E DIAMANTE

Non tutti i diamanti sono adatti ad essere considerati ‘da investimento’. Agli occhi di un profano, queste gemme appaiono uguali ma ci sono delle sostanziali differenze che ne determinano il loro valore: il colore, la purezza, il taglio, il peso.
Innanzitutto è bene sottolineare che i diamanti da investimento devono avere una loro carta di identità: si tratta di un certificato ufficiale emesso da un riconosciuto Istituto Gemmologico che ha analizzato la pietra stabilendone le specifiche che la caratterizzano (appunto: colore, taglio ect). Il valore di un diamante certificato, si basa su un listino Rapaport che, anche se il mercato dei diamanti non ha un vero riferimento come il quello dell’oro, è riconosciuto a livello  mondiale.
Per identificare l’importanza del mercato dei diamanti da investimento basta dire che anche le banche li propongono come bene rifugio a lungo termine. Il prob
lema di un acquisto attraverso un istituto bancario però, implica il pagamento di elevate commissioni sia quando si compra che quando si vende.

DIAMANTI SI, MA SOLO QUELLI 4C

Potrebbe apparire come uno slogan ma invece è un criterio da rispettare se si vogliono fare veri affari. E’ necessario orientarsi solo su quelle pietre dove le 4 C sono state identificate come positive. Le 4 C si riferiscono a: colour, clarity, cut, carat.
Una società di consulenza come idclondon.net è capace di indirizzare l’investitore sulla giusta scelta che è rappresentata da diamanti certificati con carature minimo di 0.5 e massimo 2.0 carati, purezza da IF a VS, colore dal D a H, taglio a partire da Very Good.

Leggi Tutto
1 2 3 24
Pagina 1 di 24