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Come difendersi da una querela

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Qualora si venga a conoscenza di essere stati querelati una delle prime preoccupazioni può essere quella di capire come difendersi da una querela.

La querela è un atto formale (che può avere forma scritta o orale) mediante il quale la persona offesa dal reato (la cosiddetta vittima del reato) chiede alle Autorità (Forze dell’ordine o Procura della Repubblica) che il presunto colpevole venga perseguito e punito penalmente.

Naturalmente la proposizione della querela non è necessaria per l’apertura di un procedimento penale per un reato procedibile d’ufficio, essendo in tal caso sufficiente una denuncia.

E’ fondamentale premettere che la querela non è un atto che deve essere notificato, motivo per cui il soggetto querelato verrà a conoscenza dell’esistenza di una querela nei suoi confronti – nella maggior parte dei casi – solo attraverso la notifica di un atto giudiziario dal quale si evinca l’esistenza di un’indagine a suo carico (avviso di conclusione delle indagini preliminari, avviso di proroga del termine delle indagini preliminari, etc.).

Saputo di essere stati querelati, come occorre difendersi da una querela?

La prima cosa da fare è sicuramente rivolgesi ad un avvocato esperto nel campo del diritto penale, il quale possa guidare l’assistito verso le migliori scelte processuali in un ambito così delicato.

Se il procedimento penale si dovesse trovare ancora nella fase delle indagini preliminari (che sono coperte per Legge da segreto istruttorio) l’unica possibilità sarà quella di effettuare un’interrogazione ex art. 335 C.P.P. presso la Procura della Repubblica, attraverso la quale potranno essere acquisite informazioni (qualificazione giuridica del fatto, data del commesso reato, etc.) utili a circoscrivere l’ambito dei fatti e capire a quale episodio possa essere riferita la querela.

Qualora invece le indagini preliminari siano concluse sarà possibile accedere al fascicolo processuale e conoscere in tal modo tutte gli atti raccolti dal Pubblico Ministero contro il querelato, primo fra tutti la querela.

E’ in ogni caso preferibile attendere la chiusura delle indagini preliminari prima di agire; infatti solo essendo a conoscenza dell’intero contenuto del fascicolo processuale sarà possibile elaborare una strategia difensiva adeguata e completa.

Dal momento in cui si conosceranno tutti i particolari della querela e degli altri atti d’indagine si potrà decidere, nel caso ciò sia confacente al caso di specie, di richiedere un interrogatorio al Pubblico Ministero attraverso il quale fornire elementi idonei a dimostrare la propria estraneità ai fatti.

In ogni caso è preferibile che qualsiasi decisione sia presa in accordo con il proprio difensore e senza avere fretta; un errore in un ambito così delicato potrebbe avere conseguenze gravi e non rimediabili.

Decidere come difendersi da una querela presuppone infatti scelte tecniche che possono essere compiute nel migliore dei modi solo da chi possegga un’adeguata esperienza e competenza nel settore del diritto penale.

 

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Salone internazionale dell’auto Torino 2017, vetrina esclusiva delle eccellenze made in Italy.

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A cura del Dottor Alberto Claudio Tremolada, manager di Metatech Group (settore fonderie) e socio Divine Ignis (settore vinicolo).

La 3° edizione del salone internazionale auto di Torino si è svolta all’aperto dal 7 all’ 11 giugno nella storica cornice del Parco Valentino.

Con oltre 700.000 visitatori provenienti da tutto il mondo è stata un’edizione che ha visto esposte 26 anteprime ed eventi collaterali che hanno interessato tutto il territorio cittadino, durante i 5 giorni dell’apertura salone. Festa dell’automobile che ha acceso i riflettori nazionali e internazionali su Torino, ma anche sulle eccellenze automobilistiche presenti come espositori ( Abarth, Alfa Romeo, Aston Martin, Ferrari, Lamborghini, McLaren, Porsche per citare alcuni dei 56 brand internazionali presenti ). Una parte del salone era dedicata alle eccellenze del made in Italy nel design, progettazione, costruzione e produzione di parti, veicoli stradali e racing innnovativi.

Fra gli espositori hanno attirato l’attenzione in particolare due realtà:

  • Race Up Team
  • Skorpion Engineering Srl

Con business model differenti, ma con le stesse capacità e competenze di sviluppare da un foglio bianco progetti complessi.

Race Up Team (dipartimento Ingegneria Industriale Università di Padova)

Con la passione per l’automotive e grazie alla ricerca dell’Università di Padova, il Race UP team anno dopo anno innova e si mette in gioco nel competitivo progetto della Formula SAE ( contest automobilistico universitario di livello internazionale ). Il Team è composto da 60 studenti frequentanti l’Università di Padova, scelti attentamente attraverso un mirato processo di selezione e appartenenti alle diverse Scuole dell’Ateneo. Team building, project planning e problem solving trovano applicazione all’interno dell’attività giornaliera di ogni membro del team, rendendo questo progetto non solo una fedele simulazione aziendale.

La forza del team risiede nell’approccio al lavoro che promuove collaborazione, coinvolgimento, condivisione idee, passione di ognuno dei suoi membri e gestione strategico/operativa del progetto.

Progetto che vede partecipare attivamente ( in qualità di fornitori e/o sponsor tecnici ) le migliori Aziende del territorio nazionale attive nella filiera automobilistica ( lavorazioni meccaniche alta precisione, materiali compostiti per citarne alcune ). Da un foglio bianco al prototipo funzionante in 3 mesi richiede elevate capacità e competenze personali di tutti gli stakeholders coinvolti nel progetto (studenti per primi).

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Skorpion Engineering Srl (Milano e Torino)

Project design, additive manufacturing e rapid prototyping per rendere reale il prototipo di automobile Charlotte Gold Edition della casa automobilistica FV-Frangivento ( fondata dal designer Giorgio Pirolo e dall’imprenditore Paolo Mancini ). Progetto che ha visto coinvolte importanti aziende Italiane, forti del loro know-how altamente specializzato, con il preciso intento di innovare attraverso design e progettualità italiana il mercato auto elettriche ed ecosostenibili.

Skorpion Engineering Srl con il centro produttivo di Trofarello ( To ) grazie alla combinazione di project design, tecnologie additive e sottrattive fino a 7000 mm. Introduce un nuovo modo di fare automobili il rapid developing concept car. Tecnologie additive e sottrattive che consentono di realizzare particolari con geometrie molto complesse in tempi brevi anche con materiali definitivi, con vantaggi in termini di costi e time to market.

 

 

alberto-claudio-tremoladaDr. Alberto Claudio Tremolada è manager di Metatech Group  settore fonderie) e socio Divine Ignis (settore vinicolo). Ha fatto un’esperienza significativa come consigliere/responsabile sportello unico manifatturiero area fonderie sez. Lombardia Liguria in Adaci (associazione It. acquisti e supply management). Formazione economica, lavora da molti anni nel settore manifatturiero (alta tecnologia industriale e fonderie), scrive su riviste specializzate di settore (fra cui Business & Gentlemen – The Procurement) ed è speaker workshop su andamenti mercati e commodities.

Per contatti e-mail info@metatechgroup.com

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Arredare il living con sedie design: le proposte dei designer

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Per personalizzare con stile l’arredamento di casa è necessario scegliere con cura le sedie di design destinate ai differenti ambienti. In commercio si trova un’ampia offerta di bellissime sedie di design che con la sola loro presenza caratterizzano lo stile di ogni stanza. Si possono scegliere modelli ricercati, poltroncine o sedute dalle linee avveniristiche e dalle sagome inconsuete, chaise longue dal confort assicurato e sedie di design dai colori vibranti.

Le proposte dei designer soddisfano ogni esigenza e gusto, dalle sedute contemporanee a quelle di sapore prettamente più classico, dai modelli con imbottito a quelli senza, e anche l’uso dei materiali con i quali vengono realizzate sedie e poltroncine spazia dal legno alla plastica passando per l’alluminio. Insomma, la sedia design è uno di quei cosiddetti complementi d’arredo davvero determinanti per caratterizzare in modo personale lo stile della propria abitazione, ed è capace pure di rinnovarne il look regalando un tocco di novità e di raffinatezza a soggiorno, cucina, studio e anche camera da letto. Vediamo le principali novità e i modelli più interessanti realizzati dai grandi designer.

Comoda, leggera e resistente: la perfetta sedia design per la zona pranzo

Quali gli aggettivi che si usano più frequentemente per descrivere la sedia ideale da abbinare al tavolo da pranzo? Di solito sono questi tre: comoda, leggera ma anche resistente. Ovvero l’iconica Leggera disegnata da Gio Ponti negli anni 50 e diventata subito un caso di design. Ponti la definiva una “sedia-sedia, senza aggettivi”, la celebrazione della normalità. La semplicità è il segreto della sua intramontabile eleganza che le renda adatta ad ogni ambiente.

Queste sedie di design tornano di grande tendenza nella versione 646 Leggera, proposta con struttura in frassino naturale oppure laccato bianco o nero e con la seduta in canna d’India oltre che con imbottito e rivestimento in tessuto o pelle. Uno dei grandi pregi di queste sedie design è che l’eleganza della forma e la leggerezza visiva le rendono perfette anche negli ambienti non troppo ampi, per esempio abbinate a un tavolo con piano trasparente sono la soluzione ottimale per ampliare visivamente la zona pranzo con discrezione e raffinatezza.

Mix and match: poltroncine e sedie design per una nuova convivialità

Un’altra soluzione interessante per la zona pranzo la si ottiene con un intelligente gioco di mix and match. Per chi desira una casa con un’impronta stilistica forte, che non ha paura di osare e di uscire dagli schemi classici, la tendenza più cool è quella di mescolare attorno al tavolo poltroncine e sedie di design, magari giocando anche su alternanze di colori e accoppiare così tonalità neutre a tinte brillanti e vitaminiche oppure sedute in tinta unita con altre a motivi geometrici.

L’importante in questi casi è dosare bene. Questo significa che il tavolo deve essere il più semplice possibile per lasciare alle sedie il compito di diventare protagoniste dell’ambiente con le forme e i colori scelti. Perfette allo scopo le nuove poltroncine firmate Ronan & Erwan Bouroullec prodotte da Cassina nella collezione 2017. La linea di questa poltroncina affonda le radici nei grandi classici di Cassina, ma si fa notare subito per il forte contrasto fra la minimale struttura portante in alluminio, rigorosa e molto elegante, e la seduta morbida e accogliente che invita al relax. La struttura portante proposta in diverse versioni di alluminio, verniciato nero opaco, anodizzato naturale o nei colori rosso, blu, verde o rame si abbina con i tantissimi colori a contrasto proposti per i rivestimenti in tessuto o in pelle delle imbottiture.

Relax nel living? Ci vuole la chaise longue

L’angolo relax della zona living o dello studio deve essere un rifugio accogliente dove sentirsi protetti e liberi allo stesso tempo, per allontanare la mente da preoccupazioni e recuperare il contatto con se stessi. La chaise longue è la seduta che viene spontaneamente associata al relax perché permette di accomodarsi allungando le gambe, ma è anche un elemento di arredo molto elegante che risolve con stile un angolo della zona living.

Pezzo iconico della storia del design, LC4 di Le Courbusier è la chaise longue per eccellenza che con la sua forma curva accogliente come una culla e anche in grado di oscillare assecondando la posizione del corpo. Basta la sua presenza per avvolgere di stile una qualsiasi stanza della casa. Oggi la chaise longue prodotta da Cassina è proposta anche in due nuove versioni attuali, con basamento nero, culla cromata con materassino e poggiatesta in tessuto sfoderabile con cinturini in pelle nera oppure materassino in tessuto sfoderabile e poggiatesta in pelle, nei colori tabacco, testa di moro o grafite, con cinturini abbinati.

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Cosa sapere prima di acquistare le tende a rullo

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Tra le varie opzioni che possono essere prese in considerazione da chi è in cerca di tende per la propria casa le tende a rullo rappresentano una delle soluzioni più interessanti: benché in origine siano state concepite come tende tecniche, destinate a essere impiegate quasi esclusivamente negli uffici, oggi non è difficile trovarle nelle abitazioni private, ma anche nelle stanze degli hotel e in altri contesti residenziali. Le ragioni del loro successo e della loro diffusione sono molteplici, a cominciare dalla discreta eleganza che le contraddistingue: non si può dimenticare, inoltre, che si tratta di tende molto pratiche, proprio per questo motivo usate per l’arredamento di appartamenti organizzati con uno stile minimalista o moderno.

Come sono fatte le tende a rullo?

Se si è in cerca di tende di questo tipo, può essere un’idea interessante quella di recarsi sul sito RessTende.com, un e-commerce che mette a disposizione degli utenti un ampio assortimento di soluzioni pensato per assecondare ogni tipo di necessità. Prima di procedere a un acquisto, tuttavia, conviene approfondire la conoscenza delle tende a rullo, al fine di valutarne meglio le caratteristiche e i vantaggi offerti. La peculiarità di una tenda a rullo è rappresentata dalla presenza di un’asta, che è applicata nella parte in basso, che tende il tessuto. Si parla di tenda a rullo poiché il tessuto viene avvolto su un rullo – realizzato in metallo – che si trova in alto: esso fa in modo che il tessuto stesso rimanga sempre senza pieghe e sia ben stirato.

In una tenda di questo tipo, l’avvolgimento può avvenire in automatico o a mano: in questo secondo caso si distingue tra il movimento a manovella, quello a catenella e quello a molla. La versatilità resta la peculiarità distintiva di questi prodotti, che possono trovare spazio sia all’esterno che all’interno, non solo sulle finestre ma anche sulle porte finestre.

Come devono essere installate?

Anche la loro installazione si presta a una notevole varietà di opzioni: si può procedere, infatti, con un’installazione sulle ante degli infissi o sulle pareti, ma anche direttamente sui soffitti, a patto che essi siano diritti e non pendenti. Il rullo, a sua volta, può essere a vista o nascosto all’interno di un cassonetto. In linea di massima, la presenza di un cassonetto è da preferire, sia per questioni estetiche (nel caso in cui venga ricoperto da un rivestimento in tessuto ha un ruolo decorativo decisamente apprezzabile) sia – soprattutto – per questioni pratiche, visto che il tessuto che viene avvolto è soggetto a una minore usura, dal momento che è protetto. Come si può ben intuire, ciò è vantaggioso anche dal punto di vista delle pulizie, in quanto la polvere si deposita sul tessuto in misura decisamente ridotta.

In commercio, ad ogni modo, è possibile trovare anche dei modelli che oltre al cassonetto presentano delle guide laterali, sulle quali il tessuto srotolato scorre. Un espediente del genere è studiato per fare in modo che gli ambienti possano essere oscurati in misura superiore e che il tessuto non si muova in presenza di correnti d’aria o raffiche di vento.

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Gruppo Ilva S.P.A. : Assegnato ad AM Investco Italy

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Con la firma del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è stata sancita, in via definitiva, l’assegnazione della Ilva Spa al gruppo Am Investco Ital, composto dalla joint-venture del colosso franco-indiano ArcelorMittal (ArcelorMittal Italy Holding 51% – ArcelorMittal 34%) ed il Gruppo Marcegaglia (Marcegaglia Carbon Steel 15%); cordata sostenuta e stimolata da Banca Intesa San Paolo.

Il decreto in oggetto ha sancito, di fatto, l’autorizzazione ai commissari del gruppo Ilva, in amministrazione straordinaria, a procedere all’aggiudicazione di tutti i complessi aziendali all’assegnatario e ad aprire immediatamente la fase negoziale atta giuridicamente a porre in essere eventuali miglioramenti economici all’offerta vincolante, oggi vincente, il tutto come previsto dal bando di procedura di gara.

La bontà della acquisizione del gruppo Ilva S.p.a. da parte di ArcelorMittal è che, il punto focale di tali miglioramenti socio-economici-finanziari, sarà incentrato sulla tutela occupazionale con l’impiego, di circa 10.000 unità lavorative per l’intero periodo di riferimento del piano industriale vincente.

Tutti i lavoratori diveranno così dipendenti della “nuova Ilva”, evitando di restare nella cosi detta “ bad company” (Gruppo Ilva Spa in amministrazione straordinaria), che per altro cesserà di esistere entro il 2023. Bisogna porre l’evidenza sulla problematica della sede di Cornigliano, ove ormai si fa sempre più pressante la necessità di un tavolo di trattative “romano” che acclari e riconfermi , in via definitiva, l’accordo di programma dello stabilimento genovese che andrebbe ad inficiare il futuro di 1.500 lavoratori di cui 380 in cassa di integrazione.

Le linee guida della Am Investco Italy evidenziano che la Am Investco Italy porterà nelle casse dell’acquisita un versamento cash di 1.8 miliardi di Euro, garantendo così che gli alti forni attivi in questo momento abbiano una produzione di 6 milioni di tonnellate, aumentabili a 10 milioni entro il 2023. A questo progetto industriale corrisponderà però un taglio occupazionale di 4800 posti rispetto ad oggi, seguendo a 9400 occupati entro il 2018, per poi scendere nei 6 anni seguenti ad un numero fisso di 8400 occupati.

Il tutto farà si che la Am Investco Italy sfiorerà una produzione totale pari al 40% delle quote di mercato UE, innescando però, in questo modo, un “rischio di natura antitrust”. Ciò potrebbe costringere la società acquisenda a vendere alcuni dei suoi asset , dislocati in altri paesi europei, ma non in Italia, confermando così la bontà ed la ottimizzazione di questa soluzione per il nostro paese.

L’importanza di mantenere una si fatta produzione industriale in Italia oltre ad essere collegata, in linea prospettica, alle garanzie minime occupazionali suindicate, e agli incrementi produttivi anche per il terzo mercato imprenditoriale (per trasporti, stoccaggi, logistica ecc), è basata altresì sul fatto ambientale.

Am Investco ha previsto l’impiego privilegiato verso le nuove tecnologie industriali a bassa emissione di anidride carbonica, tecnologia ove spicca la cattura ed il riutilizzo del carbonio e la copertura dei parchi minerari, con investimenti in conto capitale dell’ordine di 1,15 miliardi di euro.

Anche sotto il profilo industriale si prevede un congruo investimento pari a 1,25 miliardi di euro da destinare alla ristrutturazione ed al rifacimento completo “dell’alto forno 5”: tale operazione sarà attuabile grazie a linee di credito, già concordate ad hoc, pari ad oltre 5 miliardi di euro. In un secondo tempo l’orientamento sarà quello di effettuare il rifacimento anche “dell’alto forno 2”, che comporterà un investimento economico di 115 milioni di euro, oltre che la riattivazione della linea di produzione “dei tubi”.

Stante quanto detto, solo il tempo potrà dimostrare e giudicare la bontà dell’operazione che si attuerà , anche se è ferma convinzione del sottoscritto che l’acquisizione del gruppo Ilva S.p.A. da parte di Am Investeco Italy, sia la soluzione ottimale per una situazione che, ormai da decenni, si è sempre più trascinata ed incancrenita.

di Fabio Accinelli

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Come pulire e conservare le padelle antiaderenti

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Chi è abituato a cucinare in maniera sana e salutare è ben consapevole dell’importanza di impiegare le padelle antiaderenti a questo scopo: non bisogna dimenticare, però, che per garantire un loro funzionamento ottimale è necessario provvedere a una manutenzione adeguata, per nulla impegnativa o complicata, ma indispensabile per fare sì che le loro caratteristiche siano sempre perfette. La prima volta che si usa una padella di questo tipo è necessario lavarla a mano con un po’ di acqua calda e del sapone liquido, per asciugarla poi con un foglio di carta assorbente o un panno in cotone: a questo punto la si può mettere sul fuoco per iniziare a cucinare.

Come noto, le padelle antiaderenti – come quelle di ILLA, per esempio – consentono di non usare il burro, lo strutto o l’olio che sono necessari con le altre padelle per impedire che gli alimenti si attacchino sul fondo: ciò si traduce in ricette più salutari e con un livello di calorie più basso. Ovviamente, questo non significa che l’olio non si possa usare: chi lo ritiene importante per le proprie ricette può sempre farvi ricorso. Il consiglio, in questo caso, è quello di non versarlo direttamente dalla bottiglia ma di usare un panno o un tovagliolo di carta imbevuto con poche gocce di olio. In tal modo, il fondo e la superficie interna della pentola possono essere unti in modo non eccessivo e, soprattutto, in maniera uniforme, evitando qualsiasi spreco.

I segreti per una corretta manutenzione

Come si è detto, i passi da compiere per una corretta manutenzione sono pochi e semplici: per esempio, quando la pentola viene posta sulla fiamma, occorre non riscaldarla più del dovuto. Per evitare che si surriscaldi, è sufficiente evitare di lasciarla a vuoto sul fuoco. Nel caso in cui si voglia controllare la temperatura raggiunta per capire se è arrivato il momento di iniziare a cuocere gli ingredienti, non bisogna fare altro che versare una singola goccia di olio nella pentola e aspettare che inizi a sfrigolare. A quel punto il livello di calore raggiunto è sufficiente per una cottura ad hoc.

Le padelle antiaderenti non devono essere lasciate vuote non solo sui fornelli accesi, ma anche sulle piastre a induzione: in caso contrario, si corre il pericolo di raggiungere una temperatura troppo alta nel giro di pochissimo tempo, con la qualità dei materiali e dei rivestimenti che potrebbe venire compromessa.

Dal punto di vista della pulizia e della conservazione, ogni padella antiaderente, una volta che è stata utilizzata, dovrebbe essere immersa in un po’ di acqua tiepida e lasciata in ammollo, in modo tale che gli eventuali residui che dovessero essersi attaccati sul fondo (magari perché ci si è scordati la padella sul fuoco per troppo tempo senza mescolare) si possano ammorbidire e diventino più facili da rimuovere. Trascorsi alcuni minuti, si può procedere al lavaggio vero e proprio, da eseguire con acqua calda e sapone liquido. Ovviamente non devono essere usate le spugnette ruvide, ma per strofinare basta un panno morbido; per le incrostazioni più resistenti si può optare anche per una spazzola in nylon.

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Branding aziendale e personale connubio inscindibile in un mercato globale. Il career continuity valore differenziante.

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A cura del Dottor Alberto Claudio Tremolada, manager di Metatech Group (settore fonderie) e socio Divine Ignis (settore vinicolo).

L’immagine e reputazione personale sono fra i pilastri fondamentali dell’employability anche per l’azienda. Secondo una definizione di Sumantra Ghoshal ( famoso studioso esperto di management internazionale ) l’employability della persona è la capacità di:

  • assicurarsi l’ingresso nel mondo del lavoro per conoscenze e competenze garantite dalla qualità del sistema formativo mantenere nel tempo l’adeguatezza al ruolo rendendo possibile il passaggio ad altri ruoli nella stessa organizzazione trovare rapidamente un nuovo challenge work, per il livello di spendibilità proprie competenze.

Per l’azienda estensivamente essendo connubio inscindibile di:

  • essere riconosciuti come fucina di collaboratori con capacità, competenze ed esperienze elevate;
  • ecosistemi interscambio know out inteso anche come knowledge management di Nonaka;
  • sviluppatori delle migliori strategie emergenti (ovvero quelle realmente realizzate) considerando il pensiero di Henry Mintzberg (accademico canadese, studioso di scienze gestionali, ricerca operativa, organizzazione e strategia);
  • azienda attrattiva non solo per i migliori talenti ma anche per Clienti e fornitori.

L’impiegabilità rientra a vario titolo fra gli intangibles asset aziendali, un valore che trova riscontro nei bilanci dell’intangibile redatti da brand globali quali Brembo e come scrive Franco d’Egidio (advisor di centinaia società italiane e multinazionali) nel suo libro “Il bilancio dell’intangibile per determinare il valore futuro dell’impresa”, la marcia in più per garantirsi la sostenibilità competitiva sta nello sfruttamento del proprio capitale intellettuale.

Sostenibilità e valore non clonabili come semplici prodotti.

La career continuity ( continuità di carriera ) rientra a pieno titolo fra gli strumenti dell’innovazione incrementale, che senza sconvolgere la quotidianità Aziendale e personale, consente di ripartire spostando il focus da:

  • effetti negativi sui livelli occupazionali e perdita know out Aziendale;
  • cost saving lineare senza considerare il valore apportato all’impresa;
  • mancato effetto leverage immediato e/o a breve;
  • ritardo accumulato nell’applicazione delle nuove tecnologie, nuovi modelli organizzativi e di mercato.

Verso un modello che permette di cogliere le infinite opportunità che offre il mercato. Necessita una distinzione fra consulenza carriera, orientamento e outplacement che descrivono sostanzialmente lo stesso tipo di servizio pur con alcune forti differenziazioni:

  • Orientamento (scolastico e professionale) è un insieme di servizi fruibili per supportare le scelte formative e/o la gestione lo sviluppo delle propria vita professionale;
  • Outplacement regolamentato dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali può essere attivato in caso di esubero aziendale per aiutare le persone licenziate a ricollocarsi;
  • Consulenza di Carriera invece si rivolge a manager, impiegati di medio alto livello, quadri e giovani qualificati che investono in percorsi di consulenza di carriera.

kate linkedinMa tale necessità sta investendo sempre maggiori categorie di lavoratori e coinvolge anche le Aziende. Sull’argomento ho coinvolto la Dr.ssa Caterina Belloni di CC Global (una delle prime società di outplacement, con lunga esperienza di sostegno alle problematiche legate al mondo del lavoro, nelle aziende e nel sociale). Esperta psicologa, consulente del lavoro e gestione del personale anche in grandi società e multinazionali.

 

Dr.ssa Caterina Belloni sulla base della sua esperienza, quali sono i fattori differenzianti di valore che apporta un percorso di career continuity per l’Azienda e persona?
Il percorso di continuità di carriera è un progetto di sviluppo dell’identità professionale che apporta un duplice vantaggio sia alla persona che all’azienda, in quanto da un lato tende a valorizzare i contenuti fondamentali delle capacità professionali dell’individuo, che messi a disposizione delle esigenze aziendali, apportano dall’altro lato un valore aggiunto in termini di professionalità. In entrambi i casi sia azienda che persona beneficiano di un percorso che apporta quello che noi chiamiamo “Valore al futuro”.

I collaboratori sono un key pillars per mantenere alto il valore dell’Azienda?
Assolutamente sì, dobbiamo focalizzarci sempre di più sul fatto che le Persone sono gli attori fondamentali della riuscita del “sistema azienda”: la definizione tradizionale di “organizzazione” dice che essa è quel “costrutto sociale composto di persone e risorse di varia natura, formalmente costituito per raggiungere un obiettivo”. Gli elementi cruciali di questa definizione sono: da una parte il fine senza il quale non ha senso parlare di organizzazione e dall’altra la razionalità dei comportamenti, sia individuale sia dell’organizzazione in quanto tale.

La capacità, le conoscenze e l’immagine dei propri collaboratori incidono sulla brand reputation dell’Azienda trasmessa all’esterno?
La performance e in particolare l’immagine dei collaboratori sono elementi fondamentali che possono determinare una buona o cattiva “brand reputation” dell’organizzazione. Sono proprio le persone in quanto tali e la loro operatività a rappresentare positivamente o negativamente l’azienda; è noto come ad esempio negli Stati Uniti una “reputation negativa” di un collaboratore può essere ragione di licenziamento, proprio per il peso negativo che questo può infliggere sulla brand reputation aziendale. In Italia alcune aziende altamente strutturate in termini organizzativi si stanno operando per indagare anche sulla qualità della presenza sui social dei loro diretti collaboratori.

Coltivare i talenti e guidarli in un mercato globale liquido ( vedasi Zigmunt Bauman ) sarà la linea di confine fra il successo o declino
Per le aziende possono diventare un successo a patto che vi sia una programmazione coerente, in modo da non trovarsi un domani con costi troppo elevati da sostenere o, peggio, con fuoriuscite verso altre aziende. Bisogna puntare su talenti “acerbi” da valorizzare, legandoli all’azienda od al brand e creando in loro la soddisfazione della crescita professionale ed aziendale. Questo si ottiene con un costante impegno delle HR che sviluppano le crescite delle risorse, in linea con i continui cambiamenti di obiettivi che il mercato di ogni società si trova ad affrontare.

Quali strumenti mettere in campo per un percorso di career continuity management?
Nel percorso di Career Continuity Management non ci si può soffermare solo sul processo di Assessment tradizionale, perché sarebbe altamente riduttivo: quello che noi proponiamo alle aziende è l’opportunità di sviluppare un “Progetto di Continuità di Carriera” in cui possiamo operare un focus analitico sull’obiettivo professionale prefissato insieme alla persona, in primis focalizzando l’attenzione sulla sua identità professionale che emerge da un’attenta analisi e da una concreta valutazione del potenziale; costruiamo un percorso ad hoc di analisi delle competenze e dei risultati volti a farci capire quanto di quella persona può essere operativamente messo a disposizione all’azienda per essere strategicamente efficace ed efficiente. La nostra è un’attività dove per almeno due mesi la persona si mette “a nudo” sulle sue potenzialità, per poi interiorizzarle e riversarle direttamente sulla performance.

 

 

alberto-claudio-tremolada Dr. Alberto Claudio Tremolada è manager di Metatech Group  settore fonderie) e socio Divine Ignis (settore vinicolo). Ha fatto un’esperienza significativa come consigliere/responsabile sportello unico manifatturiero area fonderie sez. Lombardia Liguria in Adaci (associazione It. acquisti e supply management). Formazione economica, lavora da molti anni nel settore manifatturiero (alta tecnologia industriale e fonderie), scrive su riviste specializzate di settore (fra cui Business & Gentlemen – The Procurement) ed è speaker workshop su andamenti mercati e commodities.

Per contatti e-mail info@metatechgroup.com

 

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Arredare il giardino con gusto grazie alle fontane per esterni

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Un elemento indispensabile per rendere esclusivo il vostro spazio outdoor è rappresentato senza ombra di dubbio dalle fontane per esterni. Scopriamo nel dettaglio quali sono le loro principali caratteristiche e quali elementi vanno considerati per effettuare un acquisto consapevole e oculato.

Fontane per esterni: la funzione decorativa e quella pratica

La fontana da giardino possiede senza alcun dubbio una elevata valenza decorativa, che consente di abbellire l’area verde dell’abitazione e al contempo permette di rilassare i proprietari della casa e i loro ospiti grazie al piacevole scroscio dell’acqua. I più piccini poi, saranno attratti, oltreché dal rumore, anche dai movimenti dell’acqua che sgorga. Non bisogna dimenticare, d’altra parte, che le fontane per esterni svolgono anche una importante funzione pratica: esse, infatti, fungono da punti erogatori d’acqua, molto utili per innaffiare il giardino e le piante, ma anche per rinfrescarsi all’occorrenza e per pulire l’ambiente outdoor dopo una cena in compagnia.

Come scegliere le fontane per esterni

Le fontane per esterni sono degli elementi d’arredo di grande effetto e in grado di dare all’ambiente outdoor un tocco di classe e di stile. Esse, d’altra parte, permettono anche di creare un ambiente unico e raffinato: l’acqua zampillante, infatti, si fonde perfettamente con la natura circostante, rendendola più suggestiva e sofisticata.

Se si desidera scegliere e acquistare una fontana da esterni che si abbini perfettamente con il proprio spazio outdoor e con gli ambienti interni, è necessario prendere in considerazione due caratteristiche fondamentali:

1 – le dimensioni del giardino

2 – lo stile della casa

In base alla grandezza dell’area verde è possibile, dunque, stabilire le dimensioni della fontana, avendo cura di accertarsi che essa sia in perfetta sintonia con gli arredi dei locali interni e del mobilio scelto per il giardino.

Dove posizionare la fontana? Se gli spazi sono ridotti, è opportuno incassarla sul muro esterno dell’abitazione; se al contrario il giardino è piuttosto ampio, è possibile optare per le fontane free standing.

Va detto, inoltre, che la fontana da giardino, può essere abbellita con una serie di elementi decorativi, come i seguenti:

1 – le piante acquatiche (molto utilizzate, ad esempio, per le fontane zen)

2 – le ninfee

3 – il sistema di illuminazione

Tra i giochi d’acqua e il suo scrosciare, lo spazio outdoor si trasforma in un vero e proprio angolo di paradiso.

Il prezzo delle fontane per esterni

Per quanto concerne il prezzo delle fontane per esterni è opportuno valutare diversi elementi:

1 – la qualità della manifattura

2 – il tipo e numero di accessori in dotazione

3 – i materiali utilizzati per realizzarla

4 – le dimensioni

5 – il numero di fori

6 – il metodo di lavorazione impiegato per costruirla

Se si desiderano ulteriori informazioni sull’argomento in oggetto, consigliamo di consultare il seguente sito internet: www.ilgiaggiolo.it

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Gestione delle spese? Facilissima con l’app Tinaba

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Un’app rivoluziona la gestione del denaro, ecco come

Tre anni di ricerca e sviluppo, 30 milioni investiti, 500 persone coinvolte nella fase iniziale di test. Queste le premesse che hanno portato al lancio sul mercato di Tinaba, la start-up fintech che promette di rivoluzionare il mondo dei pagamenti e della gestione del denaro tramite app. La start-up è già attiva in Italia, grazie all’accordo in esclusiva con Banca Profilo, e si espanderà nei prossimi mesi negli altri Paesi europei grazie ad accordi analoghi con banche partner locali.

Tinaba, acronimo di “This is not a Bank” (“questa non è una Banca”) anche se non è la prima App italiana per il mobile payment (vedasi Hype di Banca Sella, Satispay, 2pay e Jiffy della Sia), è sicuramente la più competitiva perché permette di trasferire il denaro da un utente ad un altro – basta avere il contatto in rubrica e aver installato l’App sul proprio smartphone – senza nessun costo di commissione.

Come funziona e a chi è dedicata

Tinaba è una App gratuita che semplifica la gestione delle proprie spese e permette di inviare, aggregare e condividere il denaro in maniera immediata e secondo un meccanismo simile a quello dei più popolari social network, a costo zero perché ogni transazione è gratuita e senza commissioni.

Nella versione Business è possibile sfruttare l’App anche per il lavoro dal momento che permette la gestione di entrate ed uscite relative alla propria attività. L’App rappresenta un valore aggiunto per tutti i commercianti, soprattutto quelli che utilizzano spesso il POS, dal momento che Tinaba non prevede costi di commissione sui pagamenti ricevuti. Con Tinaba gli utenti possono pagare senza dover recarsi alla cassa e in pochi secondi, in quanto il denaro viene scambiato in tempo reale.

Sempre più social

Oltre ad essere gratuita, l’App è semplice, sicura e funziona secondo un meccanismo simile a quello dei più popolari social network. È il caso, ad esempio, della creazione di una cassa comune: si può scegliere importo e durata nonché inoltrare inviti a tutti i contatti che si desidera coinvolgere. E se alla fine non si spende tutto, niente paura: la App provvederà a restituire la cifra rimasta, in modo proporzionale a tutti i partecipanti.

Tinaba consente quindi di condividere il denaro tra gli utenti, per una cassa comune ma anche per una raccolta fondi a scopo solidale, così come di risparmiare in modo automatico con la funzione Salvadanaio, cui possono contribuire anche amici e parenti.

Le caratteristiche della rivoluzionaria App offrono all’utente la possibilità di godere del Fast Check-Out, eliminare code alla cassa, dividere il conto e avere un assistente virtuale.

La Carta Tinaba prepagata e senza commissioni

La Carta Prepagata Tinaba, inviata gratuitamente a casa a chi si registra alla App, può essere ricaricata in qualunque momento dal wallet, e usata per pagare nei negozi non ancora convenzionati o sul web.

La carta prepagata rappresenta uno strumento molto utile anche per i più giovani, a partire dai 12 anni di età, in particolar modo per quelli che hanno in programma di recarsi all’estero per studio o per trascorrere le vacanze, configurandosi quindi come una carta di credito per ragazzi.

Grazie alla Carta Tinaba ricaricabile, i genitori possono inviare loro in ogni momento una somma di denaro di emergenza tramite la App. In questo modo, il ragazzo o la ragazza in questione non dovranno fare altro che ricaricare la loro carta direttamente dall’app, una volta ricevuto il denaro.

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EconomyVarie

Patrimonio e famiglia: un binomio imprescindibile

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I nostri patrimoni, indipendentemente dalla loro consistenza economica, sono giornalmente esposti ad una molteplicità di rischi: non ultimi quelli connessi alla propria sfera professionale o privata. Anche le cause di separazione e di divorzio, in assenza di  “asset protection”, possono essere causa di conflitti e vere e proprie guerre fra i coniugi. Così come pure un rovescio economico nella propria azienda o un fallimento possono comportare il pignoramento e la consequenziale perdita dei beni sia aziendali che personali.

Da ciò si desume che le vicende attive e passive legate ad un patrimonio hanno inevitabilmente ripercussioni positive e/o negative sia sul patrimonio stesso che sulla famiglia del detentore, con profonda incidenza sulla personale stabilità economica.

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