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Negozio eBay, i costi e tutte le altre caratteristiche

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Aprire un negozio su eBay vuol dire avere a disposizione una piattaforma di vendita pratica ed efficace, sottoposta ad aggiornamenti costanti per andare incontro alle esigenze di tutti i venditori, che in questo modo possono beneficiare delle condizioni ottimali per avviare un’attività e per svilupparla senza rischi, eventualmente con il supporto di iniziative di marketing attraverso le quali il traffico può essere diretto verso le inserzioni. I negozi di livello Premium e di livello Premium Plus, per esempio, comprendono l’offerta dei servizi WebInterpret

I cambiamenti del 2018

A partire dal 2018 per i negozi eBay sono state previste alcune novità che vale la pena di conoscere per non farsi trovare impreparati. Coloro che agiscono non solo su scala nazionale ma anche a livello internazionale possono scoprire le modifiche tariffarie che sono state apportate sulla versione spagnola della piattaforma, su quella francese, su quella tedesca, su quella britannica e su quella internazionale, contrassegnata dal dominio .com. Per un negozio ebay costi e tariffe variano, infatti, a seconda dei servizi di cui si usufruisce: nel caso di oggetti di uno stesso venditore presenti in più categorie, la commissione viene pagata sul valore più elevato. Le modifiche in questione sono entrate in vigore pochi mesi fa, all’inizio di aprile: per chi volesse aggiornare il proprio modus operandi, il consiglio è q
uello di leggere con attenzione le novità che sono state introdotte, in modo tale da adeguare la propria strategia di business ed eventualmente cogliere al volo nuove opportunità per incrementare i guadagni, magari puntando di più sulle vendite internazionali.

Che cosa bisogna fare per adeguarsi

EBay invita chi vende in due categorie a togliere gli oggetti da una delle due, così da non subire ripercussioni sul piano economico. Un altro suggerimento che proviene dalla piattaforma è quello di includere nelle inserzioni le spese di spedizione internazionale: in virtù di questo accorgimento il team di programma di espansione europea ha la possibilità di offrire un’assistenza migliore e un supporto più efficace a tutti gli utenti, non solo per quel che riguarda le traduzioni, ma anche per la vera e propria messa in vendita degli articoli.

Che cos’è WebInterpret

Una delle novità di maggior rilievo del 2018 per i negozi eBay è rappresentata, come si è detto, dall’integrazione dei servizi WebInterpret, attraverso i quali vengono selezionate le inserzioni caratterizzate da una maggiore attrattiva a livello internazionale: tali inserzioni, quindi, vengono pubblicate sui siti di eBay degli altri Paesi, ovviamente nella lingua di riferimento. I vantaggi che se ne possono ricavare sono evidenti, a cominciare da un tasso di conversione migliore, frutto della maggior visibilità di cui si beneficia. Ciò che conta è che le inserzioni comprendano le spese di spedizione internazionale: in caso contrario non potranno essere selezionate.

Chi fosse interessato ad aderire al programma non deve fare altro che visitare la pagina relativa, attraverso cui il servizio può essere attivato: a quel punto WebInterpret individua alcune delle inserzioni che sembrano più adatte per la vendita internazionale. In base all’iscrizione, il numero di inserzioni che possono essere tradotte va da 500 per i negozi Premium a 750 per i negozi Premium Plus. Ovviamente si tiene sempre conto dei luoghi di spedizione che sono stati previsti dal venditore.

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Fabbro a Rimini, servizio di pronto intervento h24: in un’ora siamo da te

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Se cerchi un fabbro a Rimini, in quanto ti sei imbattuto un problema che ha per protagonista la serratura della porta d’ingresso, le chiavi di casa, la porta blindata, la serranda, il cancello automatico, la cassaforte, la nostra ditta ti propone il miglior servizio di pronto intervento. Siamo operativi h24, 365 giorni all’anno, inclusi sabato, domenica, notturni e festivi (Natale, Santo Stefano, Capodanno, Festa dei lavoratori, Pasqua, Ferragosto, Ognissanti). Siamo in grado di raggiungere qualsiasi domicilio, entro un’ora dalla tua chiamata, in quanto i fabbri del nostro staff sono dislocati nei punti più strategici di Rimini e dell’hinterland. Questo si traduce per te in un vantaggio non indifferente, in termine di tariffe, visto che, come diremo a breve, con noi i costi dell’uscita non esistono.

Che dire circa il funzionamento del servizio di pronto intervento di Fabbro a Rimini?

A fronte di un’emergenza o di un imprevisto, quale la perdita delle chiavi di casa e la conseguente impossibilità di rincasare, la chiave rimasta incastrata nella serratura, la serranda che non si alza, il cancelletto automatico che non si chiude, contatta il nostro centralino e spiega al meglio il problema. Toccherà a lui inviare sul posto il fabbro più vicino. Nell’attesa, di massimo un’ora dalla tua telefonata, ti preghiamo di non intervenire in prima persona. Fabbri si diventa con l’esperienza e non ci si improvvisa. Per maneggiare trapani, chiavi inglesi, tenaglie, pinze, lima e cacciavite, occorre conoscenza del settore. Un utilizzo improprio di uno di questi arnesi, forse leggendo i passaggi di una guida trovata casualmente in Rete, può ingigantire il danno e anche il prezzo dell’intervento successivo. Lascia perdere. Non agire da solo, facendoti prendere dall’ansia, se magari il problema si è verificato d
i notte, quando nel palazzo tutti dormono, o in estate, quando nel condominio sono tutti in vacanza. Non provare a buttare la porta d’ingresso a terra, prendendola a spallate. Funziona solo nei film d’azione e corri il rischio di farti seriamente male. Attendi solo il nostro intervento.

Una volta sul posto, i tecnici di Fabbro a Rimini faranno la valutazione dello stato generale della situazione e ti presenteranno il preventivo. Tariffe trasparenti e competitive con noi. Zero spese impreviste e dell’ultimo minuto. Tu avrai la più assoluta libertà di accettarlo. In caso affermativo, non dovrai pagarci neanche un euro per l’uscita.

A seguito del nostri intervento, la situazione verrà ripristinata alla normalità nei tempi più immediati possibili.

Che tipo di intervento esegue Fabbro a Rimini?

Hai perso le chiavi di casa e non riesci a rientrare? Se non hai fatto le mandate dall’interno, ti assicuriamo l’apertura porte senza scasso, porte blindate incluse. Non ci sarà bisogno di acquistare una nuova porta d’ingresso. Per questione di sicurezza, a seguito del furto o dello smarrimento delle chiavi, dovrai occuparti solo della sostituzione della serratura.

In questi casi, a Rimini e provincia, proponiamo la blindatura della porta d’ingresso, sostituendo i modelli di serratura a doppia mappa, decisamente inefficaci contro l’azione del trapano, delle chiavi ad urto o del grimaldello bulgaro, con una più sicura, dotata di cilindro europeo e di defender. Il top in termini di sicurezza.

Se poi la serranda proprio non ne vuole sapere di abbassarsi o di alzarsi, rendendoti di fatto impossibile aprire o chiudere la tua attività, a mettere le cose a posto ci pensiamo noi. Nelle loro auto, i fabbri del nostro staff dispongono di officine mobile con tutti gli attrezzi e i pezzi di ricambio, essenziali per rimpiazzare o per riparare le parti danneggiate, dal nastro alla cinghia, dalle molle al rullo.

Per concludere, se cerchi un fabbro a Rimini serio, affidabile ed economico, con noi vai sul sicuro. Mettiti in contatto con noi quando desideri, per saperne di più.

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Addio alla plastica dal 2025. Si punta sui prodotti biodgradabili.

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Addio alla plastica entro il 2025. A dirlo è la Commissione Europea che ha presentato le nuove, e ambiziose, misure nel quadro della strategia per ridurre i rifiuti plastici.

Entro il 2025 infatti gli Stati membri dovranno raccogliere il 90 percento delle bottiglie di plastica monouso per bevande. Direttiva che si unisce al divieto di vendita di stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini di cotone per le orecchie e bastoncini per palloncini in plastica.

Secondo il progetto di direttiva, inoltre, i contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore. Per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica, gli Stati membri dovranno fissare obiettivi nazionali di riduzione. I produttori saranno inoltre chiamati a coprire i costi di gestione dei rifiuti per prodotti come i mozziconi di sigaretta, palloncini e attrezzi da pesca in plastica.

La produzione mondiale di plastica è in continua crescita ed è arrivata due anni fa a 335 milioni di tonnellate contro le 322 dell’anno precedente, con un aumento del 4%. Dieci anni fa, nel 2009, i milioni di tonnellate erano 250, all’inizio del nuovo millennio circa 200 e nel 1989 erano ancora 100. Il 1990 è stato l’anno in cui la produzione di plastica ha superato quella di acciaio, che pure ha continuato e continua a crescere.

Stoviglie Biodegradabili, l’alternativa che premia

Già oggi posate, bicchieri e piatti biodegradabili e compostabili stanno prendendo piede, sia tra privati sia tra aziende. Si parla di prodotto biodegradabile quando, secondo la direttiva europea, è in grado di decomporsi al 90 percento entro sei mesi. Si parla invece di bioplastica compostabile se si possono disintegrare in 3 mesi, diventando poi compost.

I materiali utilizzati per i prodotti di eco packaging sono per lo più: polpa di canna da zucchero, PLA (acido polilattico, una plastica biodegradabile ricavata dall’amido di mais), CPLA (variante del comune PLA), carta, cartone e legno e PSM (resina termoplastica).

L’educazione al “bio” che parte dalle scuole

Un buon esempio in tema di utilizzo di materiali bio arriva da molte scuole su tutto il territorio nazionale. Ad esempio, nelle scuole milanesi, dal 2012 piatti, bicchieri (e non solo) sono in materiale ecosostenibile. Il merito di questa scelta è da riconoscere a Milano Ristorazione, la società creata dal Comune di Milano nel 2001 per garantire il servizio di ristorazione a favore di nidi d’infanzia, scuole pubbliche dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado, case di riposo, anziani con servizio a domicilio e centri di prima accoglienza.  Ad oggi, la scelta di utilizzare stoviglie in materiale biodegradabile e compostabile al 100% ha permesso all’azienda di risparmiare 720mila chili di plastica.

Le stoviglie utilizzate fino all’ultimo trimestre del 2015 erano in polpa di cellulosa, successivamente sono state introdotte stoviglie in Mater-bi, bioplastiche completamente biodegradabili e compostabili. Durante lo scorso anno scolastico, 2016-2017, l’iter si è concluso: oggi in tutte le utenze scolastiche le stoviglie sono in materiale ecosostenibile.

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Gambling: Il nuovo governo vieterà ogni forma di pubblicità?

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Il nuovo governo Cinque Stelle-Lega Nord che sta per nascere nel suo «contratto per il governo del cambiamento» ha inserito anche una parte relativa al gioco d’azzardo. Ci sarà divieto assoluto di pubblicità, trasparenza per le società del settore, migliore regolamentazione per le autorizzazioni per le slot machine solo in luoghi definiti con limitazione di orari e luoghi. Verrà aumento anche il distanziometro da scuole e centri di aggregazione giovanile.  La questione più spinosa è senza dubbio quello sulla pubblicità. Vediamo di capire bene quali saranno le reali misure prese a riguardo.

Questione pubblicitaria

Da quanto letto sopra, sembra che il nuovo governo abbia intenzione di abolire del tutto la pubblicità inerente al gambling. Sono anni che questa tematica fa capolino tra i palazzi del potere senza trovare soluzione.  Vietare la pubblicità sul gioco d’azzardo avrebbe due cause devastanti: affossare quella che è attualmente la terza industria dello Stato e favorire il proliferare del gioco illegale.

In realtà, si dovrebbe andare a colpire su un altro tasto più specifico: quello dei contenuti pubblicitari. Della questione si è già occupato lo IAP (Istituto Autodisciplina pubblicitaria) che ha varato l’articolo 28 Ter denominato “Linee di indirizzo per la comunicazione commerciale dei giochi con vincita in denaro”. Lo scopo di tale articolo era rafforzare la disciplina esistente in tema di pubblicità dei giochi con vincita in denaro. Secondo tali linee di indirizzo non tutta la pubblicità è da vietare, ma solo quella che non rispetta alcuni canoni. Per chi si chiedesse quali sono, va detto che a stabilirlo, sono, oltre allo IAP,ADM (Agenzie delle Dogane e dei monopoli) e AGCOM (Agenzie delle Comunicazioni). Queste tre istituzioni analizzano in modo preventivo gli spot e danno il «pass» per la messa in onda.

Secondo dati IAP, lo scorso anno sono stati 66 i messaggi passati per il vaglio preventivo del Comitato di controllo, il 16,4% in meno rispetto ai 79 messaggi del 2016. Sempre nel 2017 sono state eseguite 11 archiviazioni a seguito di istruttoria: 9 considerate non in contrasto con le norme del Codice e 2 a seguito della modifica del messaggio da parte dell’inserzionista, su richiesta del Comitato di Controllo.

La norma attuale

Attualmente la questione pubblicitaria legata al gioco d’azzardo è regolata dal decreto dell’8 agosto 2017 abbia vietato gli spot relativi al gambling sulle tv generaliste nella fascia che va dalle 7 alle 22.
Le pubblicità, infatti, proseguono senza alcun tipo di problema su televisioni private regionali, pay tv, canali tematici, radio, giornali e internet.

La normativa non è riuscita a porre un freno ad un fenomeno sempre più diffuso. Nel 2016, gli operatori del settore hanno speso 71,6 milioni di euro in pubblicità, con un incremento del 40% rispetto al 2015. Gli sforzi sono stati concentrati maggiormente sulle scommesse sportive con un investimento di 34,2 milioni di euro. Questi dati sono fondamentali per comprendere come sia la pubblicità a trascinare sempre più in alto il settore del gambling. Ciò che colpisce di questi spot è la loro capacità aggregante. Il loro scopo è quello di far sentire il giocatore all’interno di una comunità in cui poter vivere l’esperienza del gambling in ogni sua forma. È proprio l’accezione positiva che colpisce l’individuo, spingendolo ad entrare nella suddetta comunità. Il resto lo fanno i bonus e la moltitudine di offerte di giochi proposti. Proprio i bonus sono materia di dibattito in ambit
o pubblicitario. Secondo lo IAP, molte pubblicità che trattano questa tematica non sono chiare sulle modalità con cui questi vanno ottenuti, finendo per rivelarsi una trappola per il giocatore. Per questo motivo è stato stretto un giro di vite a riguardo. È stato affermato, infatti che le pubblicità che riguardano questo tipo di promozione devono esplicitare in maniera chiara le modalità e le condizioni di fruizione. Inoltre, gli spot televisivi non devono associare l’attività ludica a forti emozioni o mostrare situazioni di gioco incontrollato.

Come si vede la questione rimane spinosa. Vietare la pubblicità in toto non sembra, però, la risposta giusta ad un problema molto più grande.

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Aromi e-motions per sigaretta elettronica

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Nota anche con il nome di e-cigarette o attraverso la relativa abbreviazione di e-cig, la sigaretta elettronica è un dispositivo che ormai è entrato a far parte delle abitudini e dei comportamenti quotidiani di milioni di persone. Si tratta di un apparecchio che non fa altro che simulare l’atto del fumo, e che in effetti è stato concepito e realizzato per limitare il ricorso ai sigari, alle pipe o alle sigarette. Dagli aromi e-motions per sigaretta elettronica alle resistenze, il mercato che si è sviluppato intorno a questo settore si è allargato in modo significativo nel giro di breve tempo, anche perché varie ricerche hanno dimostrato che i rischi per la salute connessi all’utilizzo delle sigarette elettroniche sono più bassi del 99% ris
petto a quelli causati dalle sigarette classiche.

Come funzionano le sigarette elettroniche

Prima di dedicarsi all’acquisto degli aromi e-motions per sigaretta elettronica, può essere utile capire il meccanismo alla base del funzionamento di questo dispositivo. Esso si basa sull’evaporazione di un liquido che nella maggior parte dei casi è costituito da nicotina, glicerolo vegetale, glicole propilenico, aromi e acqua depurata. Il vapore che viene prodotto dalla sigaretta è inalato da chi la sta usando. Esso è creato tramite una resistenza che si trova nell’atomizzatore del dispositivo: l’atomizzatore, a sua volta, è alimentato da una batteria, in modo tale che – riscaldandosi – vada a nebulizzare la miscela che è presente nella cartuccia.

I componenti principali di una e-cig sono, appunto, il vaporizzatore, la batteria ricaricabile, il circuito elettrico e il filtro. L’atto di fumare si chiama svapo proprio per effetto della produzione del vapore: quello che deriva dalla sigaretta elettronica, in effetti, non è fumo ma vapore acqueo. In commercio è possibile trovare una grande varietà di miscele, alcune delle quali possono essere prive di acqua oppure senza nicotina. Il consiglio, in ogni caso, è quello di optare per le miscele basi, appunto senza nicotina.

Perché è bello usare le sigarette elettroniche

Utilizzare la sigaretta elettronica è piacevole soprattutto per effetto dei tanti aromi e dei vari profumi che derivano dai liquidi: gli aromi e-motions per sigaretta elettronica sono solo un esempio delle tante proposte in vendita. Sul mercato si possono trovare materie prime che devono essere miscelate o liquidi già pronti per essere utilizzati. Nel caso in cui si opti per una miscela fai da te, si è soliti adottare una dose di glicerolo vegetale per una dose di glicole propilenico, in rapporto di 50 e 50. Per creare lo svapo la nicotina non è necessaria, così come non c’è bisogno di acqua depurata: basta la soluzione con il glicole propilenico e il glicerolo vegetale, che devono essere miscelati e agitati.

Non si può individuare una formula universale valida per ogni contesto, dal momento che ciascun fumatore ha gusti personali. Quel che è bene sapere, comunque, è che il glicerolo vegetale ha un sapore tendente al dolciastro e rende il vapore più corposo, contribuendo alla produzione di più fumo. Il glicole propilenico, a sua volta, serve a trasmettere la nicotina qualora essa sia presente. Ovviamente, si tratta di sostanze che non producono effetti dannosi rispetto alla salute delle persone. Quando si adopera l’acqua depurata lo si fa con l’intento di diminuire la viscosità della miscela.

In sintesi, le materie prime che sono presenti nei liquidi senza nicotina sono controllate e non dannose, a differenza delle 4mila sostanze nocive che vengono generate dalle sigarette tradizionali, che proprio per questo motivo sono ritenute cancerogene.

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Perché ci si rivolge ai compro oro oggi

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Entrare in un Compro oro non significa solamente effettuare una transazione per vendere o acquistare un oggetto prezioso, ma usufruire di una serie di servizi.
Grazie alle nuove tecnologie sui siti internet online dei negozi si possono avere le prime valutazioni, in modo da conoscere a quale prezzo si può cedere il proprio oro, in qualsiasi forma sia.
Una volta vista la quotazione la si può bloccare per un paio di giorni da proprio computer, qualora interessi, per poi recarsi al punto vendita e completare la vendita.
Il servizio di valutazione prevede la consegna dell’oggetto all’addetto che esamina con cura l’articolo, lo pesa e quindi esprime una cifra in relazione al peso e alla caratura. Questa attività si rivolge in particolare alla clientela interessata a disfarsi dei propri preziosi in cambio di una somma in denaro.
Lo stesso vale per le valutazioni di altri materiali come ad esempio argento e diamanti, che offrono molti Compro oro presenti sul mercato.
C’è poi la vendita degli articoli al pubblico, ma uno dei servizi più importanti riguarda la riparazione e la rigenerazione di gioielli ed orologi di lusso.

Rigenerare oggetti preziosi

I Compro oro sono dotati di laboratori e vantano la collaborazione con abili artigiani della gioielleria e dell’orologeria in grado di ripristinare l’aspetto originario degli oggetti. Molto spesso questo servizio riguarda gli articoli acquistati da rivendere, ma viene messo a disposizione, in alcuni casi, anche di coloro che necessitano semplicemente di riparare un gioiello o un orologio. Gli esperti si occupano della rigenerazione con attenzione ai dettagli. Prima verificano scrupolosamente l’oggetto e quindi si effettuano le riparazioni. Possono essere ripristinati i meccanismi degli orologi e gli agganci delle collane, ad esempio, prevedendo inoltre l’eventuale sostituzione delle parti non riparabili, sempre nel rispetto della fattura artigianale originale.
In particolare per gli orologi si rende a volte necessario il cambio di alcuni pezzi per consentire il loro funzionamento. Una volta concluse le operazioni di riparazioni si procede alla cancellazione delle incisioni eventualmente fatte dai vecchi proprietari e infine si esegue la lucidatura per ridare splendore agli oggetti.

Le rarità a prezzi convenienti

All’interno dei negozi Compro oro si trovano gioielli antichi e pregiati così come orologi di lusso di cui esistono pochi esemplari in circolazione. Spesso infatti i proprietari si disfano di vecchi oggetti d’oro di valore e unici per poter realizzare le somme di denaro necessarie ad altri acquisti o alle spese della quotidianità.
Siccome questo genere di attività commerciali si basa sul valore del metallo prezioso in termini di peso e caratura, non incide molto sul prezzo praticato la lavorazione artigianale, consentendo agli acquirenti di rintracciare delle vere e proprie chicche a prezzi decisamente più bassi di quelli che si trovano nelle gioiellerie o in altri negozi specializzati.
Il servizio di rigenerazione consente di ridare vita a oggetti di pregio come se fossero appena usciti dalla fabbrica o dalla bottega artigiana e di offrirli al pubblico a condizioni vantaggiose.

I Compro oro oggi, sono spesso la meta di collezionisti e persone alla ricerca di articoli importanti e rari.

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Piramis, dal sogno alla vetta. Intervista a Davide Possi

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Davide Possi rappresenta molto bene quel gruppo di self made men che troviamo soprattutto tra Lombardia e Veneto. Egli ha fondato con dei soci una società che è diventata la prima agenzia di servizi alle telecomunicazioni in Italia, Piramis.

Davide Possi, ci racconti in breve la sua vita imprenditoriale, con particolare riferimento ai passaggi più significativi.

Essere imprenditore ha un significato profondo, è un modo di vedere il lavoro in una prospettiva sociale. Essere imprenditore è un impegno nei confronti di sé stessi, della propria famiglia e delle persone con le quali vivi e lavori.
Sono nato in un contesto sociale sano ma umile. Ho iniziato a lavorare come dipendente in un’azienda che mi ha insegnato i valori delle persone e del lavoro. Poi un giorno, un amico mi ha invitato ad una convention in cui ho scoperto l’entusiasmo di lavorare in gruppo, con altre persone: CREARE il lavoro invece che attenderlo. Immediatamente ho capito che avevo un sogno da realizzare. Quella era la scintilla, adesso andava alimentata.
Sono entrato in un gruppo di lavoro poi ne ho creato uno mio perché sentivo che avevo qualcosa in più da condividere, da donare.
Io non credo nelle coincidenze, credo che chi sa “dare” agli altri con entusiasmo sia destinato ad incontrare persone come lui. E così è accaduto.
Sono uscito dalla mia città, dalle certezze del passato. Non è stata una fuga, ma una sfida con me stesso e con coloro, ed erano tanti, che mi dicevano che era una pazzia. Avevo un progetto di vita che parlava di felicità, di lavorare divertendosi, di libertà. Ho incontrato persone con la mia stessa visione in una terra in cui l’economia stava soffrendo molto. Ci siamo messi in gioco con entusiasmo ed un po’ di sana follia perché c’era energia, tantissima energia. I successi sono arrivati quasi subito perché eravamo una squadra, ciascuno sapeva cosa fare non perché gli fosse imposto ma perché era esattamente ciò che sapeva fare, ciò che amava fare.
Ed è così anche oggi. Con queste persone meravigliose abbiamo creato Piramis. Abbiamo fatto sacrifici che non ci sono mai pesati perché avevamo un obiettivo: realizzare un sogno da condividere con centinaia di persone, di famiglie italiane.

Oggi lei guida Piramis, società leader nel suo settore. Ci sono progetti di espansione? E se sì, quali sono?

Piramis nasce come agenzia corporate nel momento in cui Vodafone stava cambiando identità. 16 anni fa Omnitel lasciava il “verde brillante” per passare al “rosso passione” di un’azienda che aveva una visione imprenditoriale allineata al nostro sogno, ai nostri valori etici: Vodafone.
Gli obiettivi professionali che abbiamo raggiunto sono importantissimi ma se lei chiede “cos’è Piramis” ai nostri collaboratori, alle persone che vivono con noi, non sentirà parlare di numeri ma di passione, di SISTEMA di lavoro, non di UN lavoro
Per questo, grazie all’esperienza Vodafone – e sempre in perfetta sintonia con il brand che rappresentiamo orgogliosamente da ormai 16 anni – abbiamo creato altri filoni imprenditoriali che ci stanno dando soddisfazione. Ci stanno dando ragione sul fatto che il mercato va ascoltato (ed abbiamo imparato a farlo benissimo) per poi rispondere alle sue richieste.
Oggi Piramis parla 8 lingue diverse che spaziano dalle tecnologie più avanzate alla consulenza imprenditoriale passando sempre dal “SOCIALE”, dalla nostra onlus che si occupa di finanziare progetti medici ed umanitari.
E questo è un altro inizio.

Oggi si dice che c’è disoccupazione in Italia, al Sud soprattutto, ma anche al Nord, specialmente tra i giovani. Eppure lei è sempre alla ricerca di collaboratori. Ce lo conferma?

Certo che lo confermo, è assolutamente vero. Ed è proprio per questo che sono nati i nuovi progetti Piramis, per trovare sempre nuove opportunità da offrire alle persone.
Il mondo è cambiato dalle fondamenta e così è cambiato anche il mondo del lavoro. Oggi pensare ai vecchi lavori è fuori dal tempo.
Noi vediamo le nuove opportunità legate allo sviluppo tecnologico ma guardiamo soprattutto al mondo delle professionalità richieste dai nuovi modi di interagire col mercato.
Abbiamo aperto uffici commerciali e negozi in tutta Italia e diamo lavoro a circa un migliaio di persone di tutte le età. Uno dei nostri impegni sociali è proprio questo: offrire opportunità reali a giovani e “diversamente giovani” che desiderino vedere il lavoro in un’ottica moderna che guardi al futuro non al passato. Persone che sappiano cogliere le opportunità del nuovo mercato, che non guardino ad un passato che non esiste e non esisterà mai più.

Uomini e donne che non abbiano paura di sognare perché Piramis nasce da un sogno ed oggi è diventata una realtà fatta da centinaia di persone e migliaia di obiettivi raggiunti grazie al lavoro di una squadra di valore fondata su valori etici e professionali.

 

Testo di Fabrizio Amadori 

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Italia: vizi e virtù della tassazione sulla ricchezza

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L’idea dell’Italia di introdurre una nuova tassa patrimoniale è stata clamorosamente bocciata dall’Ocse che l’ha definita una semplice soluzione di ripiego. Il suggerimento al nostro paese per ridurre le disparità, fra ricchi e meno ambienti, è quella di studiare un aliquota progressiva sulle rendite da capitale ed incrementare l’imposizione fiscale sulle tasse di successione che in Italia ha una soglia di 1 milione di euro prima che l’imposta scatti a carico di figli e coniugi. Oggi l’Italia ha una tassazione diversificata e omnicomprensiva dei redditi da capitale tra cui, la tassazione del capital gain, compresa una tassazione ragionevolmente importante anche per le plusvalenze. Personalmente vedo un blocco dell’aliquota piatta sui redditi da capitale, inserendo una “progressività di tassazione” anche perché l’Italia come quasi tutti i paesi Ocse ha una “ flat rate” sulla maggior parte degli asset. E’ importante soffermarci sul fatto che è da oltre 20 anni che quasi tutti i principali paesi hanno abbandonato la tassazione progressiva delle rendite da capitale: ciò perché questa tipologia di tassazione accentua e favorisce sia l’evasione fiscale sia il fatto che le persone benestanti possono andare a nascondere i soldi in società e/o paesi offshore. Oggi come oggi però il quadro internazionale a livello giudiziario, finanziario ed economico è totalmente cambiato. Vige ormai un regime automatico di informazioni tra stati specificatamente in materia fiscale: sono cambiate le regole del gioco perché ora è più difficile nascondere i soldi e quindi evadere le tasse. Da questo motivo parte la mia convinzione che i governi dovrebbero ripensare a riformulare nuove leggi fiscali con un grado di progressività specifico sulla tassa dai redditi di capitale. Tale progressività dovrebbe essere non limitata ad una singola forma di risparmio e/o asset ma bensì suddivisa in maniera capillare sull’intera gamma di redditi da capitale, ciò per evitare di favorire un contribuente rispetto ad un altro. A questo proposito pongo l’attenzione sui fondi pensioni che oggi favoriscono una deduzione per le fasce più alte di reddito. Nello specifico infatti i fondi pensioni privati godono di particolari concessioni che portano di fatto ad un vantaggio più che proporzionale per le tasche delle persone più agiate. In Italia, infatti, si favorisce un livello di deducibilità dei contributi fino ad un massimo di 5000 € l’anno. Ciò porta ad una deduzione sull’imposta dei contributi tale che si rileva un risparmio fiscale maggiore e più che proporzionale per il contribuente con un reddito elevato rispetto ad un contribuente col reddito più basso. Ultimo punto su cui pongo l’accento è la tassazione sulla prima casa. In Italia vige un’aliquota particolarmente interessante per il grado di bassa tassazione sulla prima abitazione, questo però porta ad avvantaggiare in modo particolare e significativo i redditi medi ed alti che, presumibilmente, sono proprietari di immobili di maggior valore. E’ interessante in chiusura segnalare che, oggi come oggi, la tassazione sull’immobile è uno degli strumenti fiscali più efficaci: è stato dimostrato soprattutto che è una delle tasse meno dannose per la crescita economica di un paese.

Articolo di Fabio Accinelli

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L’’UE propone l’’inserimento di dati biometrici nelle future carte d’’identità

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Al fine di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, e ridurre le possibilità per i criminali di commettere reati, la Commissione Europea ha presentato nuove misure tra le quali rientra il miglioramento delle carte d’identità. Queste verranno integrate con dati biometrici, come impronte digitali e immagini del volto, e saranno conservate in un chip inserito nel documento. Bruxelles stima che sono 80 milioni gli europei in possesso di carte d’identità che non si prestano alla lettura automatizzata e che sono prive di identificatori biometrici.

Se passeranno le proposte presentate dalla Commissione Europea, nel giro di due anni a partire dall’entrata in vigore del regolamento, le carte d’identità cartacee dovranno essere tolte dalla circolazione e cesseranno di essere valide oppure alla scadenza del documento, se precedente. Le minacce alla nostra sicurezza non svaniscono, criminali e terroristi usano nuovi strumenti per danneggiarci, ma oggi dimostriamo di essere più veloci e più intelligenti. Oggi adottiamo una serie di strumenti per essere un passo avanti, per restringere gli spazi”, ha dichiarato il commissario agli affari interni Avramopoulos.

I presidenti del Parlamento europeo, la presidenza di turno del Consiglio e la Commissione europea hanno firmato, lo scorso 14 dicembre, una dichiarazione comune contenente le priorità legislative dell’UE per il periodo 2018-2019, nella quale si è sottolineata l’importanza di una maggiore protezione dei cittadini. Tra le iniziative gli elementi di sicurezza che caratterizzeranno le carte d’identità. Il fine è quello di ridurre l’uso di documenti falsi cui potrebbero ricorrere terroristi e criminali per entrare nell’Unione Europea da paesi terzi.

Dopo gli attacchi che abbiamo fronteggiato non è più accettabile che 88 mln di cittadini europei usino carte d’identità in carta, anche per viaggiare al di là dei confini. I controlli sistematici sui cittadini Ue ai confini esterni si fondano pesantemente sui dati biometrici. Nessun criminale o terrorista dovrebbe potersi nascondere dietro una carta d’identità falsa”, continua Avramopoulos.

Tutti i cittadini dell’Unione Europea di età superiore a 12 anni, disporranno di una carta d’identità contenente due dati biometrici, quali impronte digitali e immagini del volto. Queste saranno conservati in un chip inserito nel documento. I documenti d’identità non conformi saranno gradualmente eliminati alla data di scadenza o almeno entro cinque anni e quelli meno sicuri, che non si prestano alla lettura automatizzata, verranno eliminati nel giro di due anni.

La Commissione UE ha ricordato ad ogni modo che il regolamento proposto non introduce carte d’identità obbligatorie in tutta l’UE, ma aggiorna gli elementi di sicurezza di quelle esistenti, “lasciando interamente ai singoli Stati membri il compito di disciplinare altri elementi relativi agli aspetti formali delle carte d’identità nazionali“.

Sistemi di riconoscimento biometrico, quali riconoscimento facciale, dell’iride e impronte digitali, sono già utilizzati in diversi paesi al fine di controllare ed identificazione gli immigrati alle frontiere e nelle applicazioni con passaporto. Ciò conferma come la biometria si stia convertendo come uno dei metodi più sicuri per l’identificazione e la sicurezza. Inoltre, secondo recenti ricerche la biometria multimodale, ovvero la combinazione di due o più tecnologie biometriche, rappresenta l’aspetto più innovativo di identificazione sicura.

Un’altra delle proposte della Commissione in materia di sicurezza, riguarda l’accesso semplificato alle cosiddette prove elettroniche, come email o documenti conservati sul cloud. Le autorità di polizia e giudiziarie potra
nno così ottenere più facilmente e più rapidamente le prove elettroniche per indagare, perseguire e condannare criminali e terroristi. Attualmente quasi due terzi dei reati non possono essere oggetto di indagini o azioni penali efficaci in quanto occorre troppo tempo per acquisire le prove elettroniche o perché il quadro giuridico è troppo frammentato.

Secondo il regolamento verrà creato un “ordine di produzione europeo”, basandosi sul quale l’autorità giudiziaria potrà richiedere prove elettroniche direttamente al fornitore del servizio accessibile da uno stato membro, a prescindere dall’ubicazione dei dati. Il provider sarà tenuto a rispondere entro 10 giorni o 6 ore in casi di emergenza, non potrà cancellare i dati e dovrà nominare un rappresentante legale nell’UE. L’intera procedura verrà effettuata nel rispetto della legge sulla p
rotezione dei dati personali e la carta dei diritti fondamentali dell’UE.

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Mercato immobiliare, un settore in ripresa già da qualche anno

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Il mercato dell’immobile non perde colpi, ma anzi continua a far registrare una crescita abbastanza costante nel corso degli ultimi anni.

Una crescita cominciata di fatto nel 2014, e che nel 2016 ha conosciuto il suo picco maggiore. Lo scorso anno si è registrato un aumento delle compravendite a tassi più bassi rispetto al 2016, ma in ogni caso il cammino resta incoraggiante.

Ma a cosa è dovuto questo dato? Per capirlo prendiamo in esame un paio di fattori.

Mercato del credito e immobili di lusso: i due elementi chiave per la crescita

Per prima cosa dobbiamo dire che gli incentivi nel mercato del credito hanno giocato un ruolo senz’altro importante, andando di pari passo con le politiche economiche di tipo espansionistico.

Poi c’è da analizzare un’altra fetta di mercato, quella relativa alle abitazioni di lusso. In questo caso sono state le maggiori città italiane a trainare il mercato: basta fare una ricerca su immobili di prestigio milano per toccare con mano l’effettiva portata di questo trend.

Ma non è stata solo la città meneghina a far registrare numeri incoraggianti da questo punto di vista. Anche Roma e Firenze, grazie principalmente alla bellezza del centro storico, hanno fatto schizzare in alto le statistiche per quanto riguarda le compravendite.

Si è trattato di un effetto a catena visto che, alcune zone più periferiche (l’Eur su tutte), hanno seguito il trend mostrando una crescita relativa agli immobili mai constatata in precedenza.

Case di seconda mano e prezzi delle abitazioni: l’altra faccia della medaglia

Finora abbiamo parlato dei dati in costante crescita relativi alla compravendita degli immobili e all’andamento positivo delle abitazioni di lusso. A fare da contraltare a questi numeri ci sono da segnalare un paio di aspetti negativi.

Vediamo insieme quali sono e cerchiamo di capirne meglio le motivazioni.

Il primo di questi dati si riferisce al prezzo delle abitazioni, che è in aumento anche se tendente alla stabilizzazione. Una circostanza, quest’ultima, che non dovrebbe incidere in maniera così determinante sul dato generale.

Diverso è il discorso relativo all’andamento delle case di seconda mano: in questo caso è stato registrato un calo del 4% rispetto allo scorso anno. Gli ultimi aggiornamenti parlano di prezzi tendenti alla crescita in mercati più floridi come Bologna e Firenze (centri in cui storicamente c’è una richiesta molto alta di case di seconda mano) e anche nelle zone più centrali di Roma ,Napoli e Milano.

Ma cosa ha contribuito a creare questo trend negativo?

Per prima cosa va segnalato un numero cospicuo di immobili che hanno caratteristiche (prezzo qualità e localizzazione) non aderenti alle richieste del mercato: la domanda privata ha invece una notevole portata nelle zone con una migliore qualità della vita.

Quali, a questo punto, gli scenari futuri?

Se le rendite sugli immobili continueranno ad aumentare, in questo 2018 gli investimenti in tal senso dovrebbero aumentare. I prezzi avranno di ceto un ruolo determinante, così come lo sviluppo generale delle aree urbane.

Ma c’è un altro aspetto molto importante da considerare. Per attrarre gli investitori, in particolar modo quelli esteri, la vera svolta dovrebbe arrivare dalla semplificazione dell’apparato burocratico.

Questo comporterebbe una serie di benefici, tra i quali spiccano senza dubbio la riduzione delle tasse e un sistema legislativo più snello e comprensibile, specialmente per ciò che concerne gli affitti.

Ed è proprio l’aumento degli affitti a prestare il fianco a considerazioni di carattere più generale.

Questi ultimi rappresentano il vero trend in crescita del presente ma anche del futuro.

Intercettare la richiesta di affitto (anche per periodi molto brevi) sia di case che di stanze  è la vera sfida che gli investitori devono saper affrontare nei prossimi anni.

Non solo migliorando la qualità degli immobili, ma anche pensando a un aumento dei servizi che possa “incendiare” ulteriormente un mercato già molto fervido.

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