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Innovazione, forse non tutti sanno che

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Fare dell’innovazione un vero e proprio processo aziendale: un viaggio nelle concrete possibilità per le imprese a cura di Massimo Appiotti e Edoardo Monopoli, partner di Valeocon Management Consulting. In questi ultimi anni è sicuramente cresciuta in maniera esponenziale l’attenzione delle aziende sul tema dell’innovazione. L’imperativo è combattere crisi di mercato e competizione di paesi a basso costo del lavoro o semplicemente per guadagnare o riguadagnare market share e profitti. Ma cosa vuol dire veramente “essere innovativi” in ambito aziendale?

La definizione di innovazione
Il nostro lavoro di consulenti ci permette di conoscere imprese che tentano di districarsi fra definizioni d’innovazione decisamente diverse fra loro: dalla farmaceutica che punta milioni di euro sulla ricerca e lo sviluppo di nuove molecole, alla società di servizi finanziari che pensa di innovare sistemando le “cassette delle idee” ad ogni piano. In effetti ci sembra opportuno proporre un‘interpretazione un po’ più univoca del concetto di “innovazione”, prima di raccomandare una metodologia per realizzarla in azienda. È fondamentale infatti comprendere come esista una sostanziale differenza fra innovazione e creatività. Non basta generare delle buone idee per innovare: bisogna essere capaci di metterle in pratica, coerentemente con le strategie e le competenze aziendali. Tutto ciò con l’obiettivo di farle arrivare sul mercato al momento giusto. Ci riferiamo a quello che gli anglosassoni chiamano in una parola “l’execution”, la messa in pratica. Innovare dunque deve essere visto molto più il risultato di un vero e proprio “processo” aziendale, piuttosto che come la ricerca di idee nuove affidata al caso.

Gli 8 tipi di Innovazione Aziendale
Una seconda, importante distinzione riguarda i differenti ambiti a cui possiamo applicare un’iniziativa di innovazione. Sulla base della nostra esperienza, siamo arrivati alla conclusione che possiamo parlare di almeno otto diversi tipi di innovazione riportati nella tavola sottostante, accompagnati da alcune domande chiave che possono condurci a scegliere l’ambito prioritario su cui cambiare marcia, definendo una vera e propria “agenda strategica dell’innovazione”: Anche se sono veramente moltissime le occasioni e gli ambiti per innovare, alcuni di essi attirano più frequentemente l’attenzione di imprenditori e manager. Ci riferiamo a tutte quelle innovazioni che nel nostro modello riguardano l’Off erta, ossia quelle legate alle caratteristiche del prodotto e/o servizio. Lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi è infatti considerato più direttamente correlato alla crescita del fatturato, ma da recenti ricerche (London Business School, IBM), le innovazioni che pagano di più sono quelle che costruiscono nuovi modelli di business. Basti pensare a Zara, che ha reinventato la supply-chain del suo settore facendo uscire nuove collezioni alla velocità della luce, al Cirque du Soleil, che si è addirittura creato uno spazio competitivo, alla stessa Apple, che ricava un’importante fetta dei sui profi tti vendendo musica e applicazioni, non lettori e telefoni.

Il processo d’innovazione
Definita dunque l’innovazione secondo parametri piuttosto ampi, ed avendo quindi trovato un modello che spieghi differenti tipi di innovazione (il cosa), ci preme ora discutere più in dettaglio come qualsiasi azienda possa arrivare ad innovare seguendo un processo strutturato ma semplice (il come). L’innovazione comincia ben prima della generazione di idee, non si riduce ad una semplicistica attività di brainstorming (come da fi gura seguente): Lo “spunto vincente” arriva solo se si è in grado di leggere in anticipo sui concorrenti le opportunità che l’ambiente ci presenta. Noi chiamiamo queste opportunità “insights”, vale a dire delle vere e proprie “illuminazioni” che spesso arrivano da fonti non convenzionali o, semplicemente, mettendo in comune informazioni detenute da funzioni differenti (es. la rete di vendita, un’operatore del call center, un product manager, un esperto di assistenza tecnica). Dopo aver ben definito quale sia il bisogno di innovazione ed impostato un progetto per rispondere a tale bisogno, la scoperta degli “insights” è la vera, prima grande tappa del processo di innovazione. Per innovare veramente, per esercitare un impatto tangibile nel nostro business è cruciale rispondere a quattro domande:

1.Quali tendenze (economiche,  tecnologiche, demografiche, sociali, politiche, regolatorie, culturali)  caratterizzano il nostro mercato? Possiamo costruire degli scenari o dei “megatrends”, collegando informazioni di natura differente?
2.Quali bisogni emergenti ha il nostro cliente, che cosa lo “tiene sveglio di notte”, che cosa lo interessa e lo preoccupa? Si tratta spesso di aspettative che lo stesso cliente non è in grado di articolare in maniera compiuta. L’unica soluzione è osservarlo, conoscerlo profondamente, immaginarlo nell’ambiente familiare od organizzativo in cui si muove
3.Su quali competenze distintive (asset, processi, skills) può puntare la nostra azienda per costruire il proprio futuro? Bisogna tenere conto di ciò che sappiamo fare meglio degli altri per evitare di intraprendere avventure pericolose
4.Quali convinzioni profonde, quali paradigmi caratterizzano la nostra azienda o il nostro settore (“da noi si è sempre fatto così”), rischiando di emarginare, ridicolizzare, infi ne accantonare una proposta innovativa? I dogmi sono molto pericolosi, perchè spesso sono i veri responsabili della mancata traduzione in pratica di una grande idea creativa. Abbiamo collaborato con aziende di diversa dimensione in diff erenti settori merceologici: la nostra esperienza conferma che una volta scoperti gli insights, è notevolmente più semplice generare, selezionare ed implementare delle idee innovative.

Siamo pronti ad innovare?
Se volessimo misurare la propensione della nostra organizzazione a generare e realizzare idee innovative, dovremmo tenere conto di tre importanti fattori, presentati nella figura sottostante. La capacità di innovare dipende da due fattori: il potenziale interno e l’apertura verso l’esterno. Il potenziale di un’organizzazione misura quanta parte della creatività degli individui è veramente utilizzata. Le idee generate da individui o da piccoli gruppi di talento necessitano di un ambiente ricettivo per svilupparsi e diventare vera innovazione. D’altro canto, il potenziale di un’organizzazione non viene indirizzato nella direzione più produttiva se non in presenza di una comprensione degli “insights” nascosti nell’ambiente. L’apertura indica “quanto lontano” è capace di vedere un’azienda, anticipando i segnali deboli che provengono dall’ambiente. Un’organizzazione realmente innovativa, che non fonda il proprio successo sulle intuizioni di pochissimi, sul caso o su condizioni competitive particolarmente favorevoli, dovrebbe manifestare sia un buon potenziale che una spiccata apertura verso l’esterno. Le situazioni intermedie sono meno favorevoli, per differenti motivi: Una chiara apertura verso l’esterno, accompagnata da un potenziale interno limitato, conduce infatti ad una ambiente organizzativo in cui le informazioni che arrivano da clienti, dalla rete di vendita, dal customer service non vengono convertite in valore per l’azienda ed il mercato. D’altra parte, un elevato potenziale interno combinato con una scarsa apertura verso l’ambiente conduce allo sviluppo di iniziative volonterose ma non collegate a delle opportunità reali, figlie spesso dei dogmi interni o dell’imitazione della concorrenza.

Conclusioni
Nel corso di questo articolo abbiamo provato a individuare alcuni concetti chiave per rendere l’innovazione alla portata di tutti. Riepilogando:
• L’innovazione è diversa dalla pura creatività, perchè genera valore
• Esistono otto ambiti diversi per l’innovazione, ben al di là della semplice individuazione di nuovi prodotti o servizi
• Le idee innovative sono il risultato di un processo, che parte dall’individuazione di un bisogno di business e passa attraverso una interpretazione originale dell’ambiente (insights)
• Gli insights nascono dall’anticipazione delle tendenze, dalla lettura dei bisogni profondi del cliente, dallo sfruttamento delle competenze distintive e dal superamento dei dogmi
• Per essere veramente innovativa, un’azienda dovrebbe manifestare sia un buon potenziale interno, che una spiccata apertura verso l’esterno.

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La grande potenzialità del pianeta E-Commerce

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Le vendite online crescono in Italia di oltre il 20% con un fatturato di circa 6 miliardi di euro. Le cifre parlano di un settore in crescita con prospettive di sviluppo importanti visto che solo l’1% delle vendite avviene in rete. Ecco la fotografi a su usi e costumi dello shopping online nel nostro Paese

Una crescita superiore al 20%, pari a circa 6 miliardi di euro e che corrisponde a circa l’1% delle vendite. È quanto emerge nel rapporto E-commerce dell’Osservatorio B2C della School of Management del Politecnico di Milano, per l’anno 2008. Escludendo la quota destinata ai consumatori stranieri, circa 850 milioni di euro, e sommando la quota che i consumatori italiani acquistano su siti stranieri si può stimare un valore dell’acquistato su Internet da parte dei consumatori italiani pari a circa 7 miliardi di euro.

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Oracle a Smau: l’IT per la crescita

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Oracle, la prima azienda al mondo di soft ware per le imprese, è presente all’edizione 2009 di SMAU al fi anco di sei partner: Altea, Atlantic Technologies, Beta80, eXstone, GN Informatica e Steering. Insieme, Oracle e i suoi partner daranno vita all’Oracle Village (Pad. 4, Stand A21-B70), al cui interno condivideranno con gli imprenditori e i decisori aziendali le prospettive di sviluppo che l’IT apre per il business.

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Google presenta la nuova versione dell’applicativo GSA

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La divisione Enterprise di Google – 700 persone nel mondo dedicate a sviluppare prodotti per l’informatica aziendale – partecipa all’edizione 2009 di SMAU con uno stand nell’area tematica E-Commerce. La presenza di Google sarà incentrata sulla presentazione della nuovissima versione 6.0 dell’appliance hardware/ software Google Search Appliance (GSA) per l’enterprise search.

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Microsoft Windows Seven presentato a Smau in anteprima per il mondo business

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Fondata nel 1975, Microsoft è leader mondiale nel soft ware, nei servizi e nelle tecnologie Internet per la gestione delle informazioni di persone e aziende. Off re una gamma completa di prodotti e servizi per consentire a tutti di migliorare, grazie al soft ware, i risultati delle proprie attività – in ogni momento, in ogni luogo e con qualsiasi dispositivo. Windows 7, il nuovo sistema operativo di Microsoft , si presenta in anteprima al mercato il 22 ottobre e dedica 2 eventi gratuiti ai professionisti IT per far toccare con mano tutta l’efficienza delle innovazioni tecnologiche in uscita.

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IBM, l’Innovazione al servizio di un pianeta intelligente

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Applicare la tecnologia, oggi abbondante e pervasiva, in maniera più intelligente per ottenere effi cienza, capacità competitiva e dare più qualità alla nostra vita. IBM sarà in SMAU con un ampio insieme di soluzioni e servizi innovativi per imprese e istituzioni a sostegno del sistema-paese. Dal 21 al 23 ottobre, nel padiglione 4 di Fieramilanocity, IBM prende parte alla 46° edizione di SMAU, per presentare, insieme con i propri Business Partner, il valore di idee, soluzioni e servizi intelligenti a sostegno dei processi legati all’effi – cienza e all’innovazione del business.

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Questione di contenuto

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Raffaele Balocco, responsabile dell’Osservatorio Pmi della School of Management del Politecnico di Milano, spiega la collaborazione con Smau e disegna il quadro in cui operano oggi le piccole e medie imprese che credono e investono nell’ICT

Non solo un importante evento fieristico ma anche un prezioso fornitore di contenuti sul mercato ICT. Il tutto grazie alla collaborazione tra Smau e School of Management del Politecnico di Milano. Una collaborazione nata e cresciuta nel corso degli anni e oggi diventata uno stimolo e un importante momento formativo per manager e imprenditori, come spiega Raffaele Balocco, della School of Management responsabile dell’Osservatorio sulle Piccole e Medie Imprese e sul Canale.

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La strada dell’Innovazione passa da Smau

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L’Amministratore delegato di Smau, Pierantonio Macola racconta la filosofia alla base del Salone milanese. Le aziende riconoscono sempre più il valore delle nuove tecnologie per creare valore aggiunto e per affrontare con successo le sfide del business

Un’unica piattaforma su cui viaggeranno circa 50mila persone, seguendo percorsi personalizzati verso nuove soluzioni tecnologiche e innovative. È la piattaforma di Smau, principale fi era italiana dedicata all’Information & Communication Technology. Pierantonio Macola, Amministratore delegato Smau ci racconta le novità di questa quarantaseiesima edizione.

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La leadership di Smau 2009

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Con il format sempre più business, Smau si conferma la più importante e completa piattaforma nel mondo delle tecnologie ICT al servizio delle imprese. Cinque aree tematiche verticali, i percorsi per l’innovazione, oltre 200 workshop, appuntamenti formativi e il premio dedicato alle eccellenze del settore. Tantissime occasioni per costruire il proprio viaggio alla scoperta dell’Information & Communication Technology. Attesi oltre 50mila visitatori

Dopo quasi mezzo secolo di tecnologie, innovazioni e soluzioni sempre nuove, Smau rinnova il proprio appuntamento con imprese, Pubbliche amministrazioni e operatori del settore ICT. In uno scenario di profonda trasformazione economica e competitiva, Smau festeggia quest’anno la sua 46esima edizione, riproponendosi quale luogo privilegiato di incontro tra tutti i protagonisti del mercato ICT.

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