Giovedì, Giugno 30, 2016
   
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2.900 miliardi di euro di investimenti per portare l’Europa in un sistema a basse emissioni di CO2

studio barclays accenture rinnovabiliUno studio pubblicato da Accenture e Barclays stima in 2.900 miliardi di euro gli investimenti necessari per lo sviluppo, acquisizione e implementazione in tutta Europa delle tecnologie, che entro il 2020, contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 dell’83% rispetto ai valori del 1990, pari a un abbattimento di 2,2 miliardi di tonnellate di CO2.

In Italia la spesa prevista per il prossimo decennio 2011-2020 è di 265 miliardi di €, che porterebbe a un risparmio di 230 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
Secondo lo studio, per raggiungere l’obiettivo, sarà fondamentale il ruolo delle banche per finanziare la transizione dell’Europa a un economia low carbon, soprattutto attraverso attività di intermediazione sui capitali istituzionali, unitamente agli incentivi e alle politiche governative di lungo periodo che continueranno a rivestire un ruolo cruciale.

Rispetto ai 2.300 miliardi di euro di capitali richiesti dalle stime per le attività di acquisizione, il 73% (pari a 1.650 miliardi di euro) richiederà un finanziamento esterno, dando luogo a una domanda senza precedenti di capitali privati e dei prodotti e servizi bancari connessi.

Il cammino dell’Europa verso gli obiettivi a basse emissioni di CO2 è dipeso in gran parte dalle iniziative dei singoli governi” - dichiara Peter Lacy, Managing Director, Sustainability Services, Europe, Africa and Latin America, Accenture - “Gli elevati deficit pubblici e il consolidamento delle tecnologie rendono fondamentale, per accelerare gli investimenti necessari a conseguire gli obiettivi del 2020, un afflusso di capitali provenienti dal settore privato, la cui intermediazione avverrà principalmente attraverso gli istituti bancari. Tuttavia- continua Lacy - alle amministrazioni pubbliche spetta ancora un ruolo di stimolo della domanda e stabilizzazione dei mercati del carbonio attraverso politiche trasparenti e di lungo periodo”.

Rispetto ai 2.900 miliardi di euro necessari per finanziare la transizione dell’Europa verso un’economia a basse emissioni di CO2, i primi 2.300 sosterranno l’acquisizione e l’implementazione di impianti a basse emissioni e i restanti 600 finanzieranno la ricerca, lo sviluppo e la produzione di tali tecnologie.

Queste includono:

  • Edilizia: Gli adeguamenti necessari per l’efficienza energetica, gli “edifici intelligenti” e la produzione distribuita di energia in ambito residenziale richiederanno gli investimenti più ingenti, pari a 600 miliardi di euro, a fronte di un risparmio potenziale pari al 18% delle emissioni di CO2 identificate.
  • Mezzi di trasporto commerciale: I veicoli commerciali elettrici, ibridi, a biocarburanti e a gas naturale compresso e le navi per trasporto merci a basso consumo di carburante richiederanno 582 miliardi di euro a fronte di un risparmio potenziale pari al 19% delle emissioni di CO2 identificate.
  • Infrastrutture per i trasporti: Le stazioni di carica per i veicoli elettrici e i sistemi di trasporto intelligente richiederanno 35 miliardi di euro a fronte di un risparmio potenziale pari all’1% delle emissioni di CO2 identificate.
  • Distribuzione dell’energia elettrica: La rete energetica intelligente e i contatori intelligenti richiederanno 529 miliardi di euro e saranno in grado di gestire attivamente una produzione elettrica intermittente e distribuita, a fronte di un risparmio potenziale pari al 13% delle emissioni di CO2 identificate.
  • Produzione di energia elettrica: Il passaggio alle fonti rinnovabili, tra cui l’eolico, il solare, le biomasse e il geotermico, richiederà 508 miliardi di euro. La produzione di energia solare dal fotovoltaico rimarrà probabilmente il settore energetico a più forte capitalizzazione, anche se ne aumenterà il rapporto costo/benefici grazie al sempre minor costo delle materie prime e dei processi produttivi, nonché a una migliore efficienza energetica raggiunta nella conversione solare-elettrico. La produzione di energia elettrica è la tecnologia ritenuta in grado di fornire il maggior risparmio potenziale delle emissioni di CO2 identificate, pari al 49% del totale.
  • Infrastruttura per il solare e l’eolico: Gli impianti solari ed eolici realizzati per i servizi pubblici e i privati richiederanno 617 miliardi di euro. Nella stima sono compresi gli effetti di diminuzione dei costi energetici e i maggiori tassi di adozione dovuti agli avanzamenti tecnologici.

“In Europa le banche scontano le difficoltà legate ai vincoli nei prestiti di capitali, alle incertezze dei mercati del CO2 e alla pletora di politiche locali”, ha dichiarato Rupesh Madlani, direttore della Renewables and Clean Technology Equity Research di Barclays Capital. “Per ridurre gli oneri di bilancio e mitigare i rischi, esse devono creare dei prodotti di credito in grado di soddisfare le aspettative di rischio e di redditività degli investitori. La transizione verso le basse emissioni di CO2 rappresenta una grande opportunità di innovazione per i prodotti e i servizi finanziari al fine di affrontare tale sfida”.

Metodologia
Il rapporto Carbon Capital valuta il fabbisogno di investimenti per 15 tecnologie a basse emissioni con potenzialità commerciali. L’analisi si basa sulle stime di adozione legate alla domanda e sulle curve di apprendimento dei costi tecnologici per determinare il fabbisogno di capitale tra il 2011 e il 2020 nei 25 Paesi dell’UE. Le previsioni del rapporto Accenture-Barclays si basano su calcoli realistici dei tassi di adozione effettivi delle tecnologie a basse emissioni a differenza degli studi esistenti che stimano il fabbisogno di capitale partendo dai tassi di adozione necessari per raggiungere gli obiettivi europei del 2020.
Il modello sviluppato nell’ambito di questo studio si basa su un approccio legato alla domanda, che deriva dall’applicazione di tassi di adozione realistici delle tecnologie a basse emissioni di CO2 nei settori dell’edilizia, dell’energia e dei trasporti. Tali tassi di adozione sono coerenti con numerose previsioni già pubblicate e sono stati resi più precisi grazie alla collaborazione con esperti nel settore delle tecnologie a basse emissioni di CO2. Tale approccio si distingue dai precedenti modelli basati sull’offerta, che stimano il fabbisogno di capitali in funzione dei tassi di adozione tecnologica necessari per conseguire gli impegni sottoscritti per la riduzione di CO2.
opa in un sistema a basse emissioni di CO2

Le caratteristiche principali del modello sono:

  • Approccio specifico per ciascuno dei Paesi analizzati (in termini di mercati applicabili, fattori di costo, fattori di emissione, ecc.)
  • Segmentazione di dettaglio dei mercati applicabili per tutte le tecnologie a basse emissioni di CO2 analizzate
  • Calibrazione del tasso di adozione basata su un approccio di calibrazione con curva a S
  • Integrazione della curva di apprendimento dei costi delle tecnologie per ottenere le stime dei capitali
  • Integrazione delle stime di intensità di emissione delle reti elettriche per ottenere i risparmi di CO2