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Economia/Imprese

Tre grandi esempi di leadership italiana ad ispirare le strategie per il business di domani

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Si è concluso oggi a Milano il LEADERSHIP FORUM, la due giorni di formazione incentrata sulle tecniche di leadership andata in scena venerdì 15 e sabato 16 novembre nel capoluogo lombardo. L’ evento promosso da Performance Strategies ha visto la partecipazione di oltre 1000 tra imprenditori, manager e professionisti giunti da tutta Italia. Sul palco sono intervenuti alcuni dei maggiori esempi di leadership italiana, punti di riferimento assoluti nella proprie aree di competenza: FABIO CAPELLOMASSIMO BOTTURA CLAUDIO CECCHETTO.

“Un buon leader deve avere tre qualità fondamentali: preparazione, ambizione e velocità” ha affermato FABIO CAPELLO sul palco del Leadership Forum intervistato dalla giornalista Rai Simona Rolandi“Serve preparazione ad affrontare qualsiasi tipo di criticità, specialmente quelle inaspettate. Poi ambizione in ottica del raggiungimento degli obiettivi,  facendo da guida per tutto il resto della squadra. Infine serve velocità nel prendere decisioni difficili in poco tempo”. Definito dagli addetti ai lavori “il sergente di ferro” per la sue doti indiscusse di leader, CAPELLO ha allenato e vinto alla guida di alcuni dei più grandi club al mondo ed è considerato uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio mondiale.

“Il segreto di un grande leader è la sua squadra” ha dichiarato MASSIMO BOTTURA sul palco del Leadership Forum,“Siamo in un momento in cui in tv si parla soltanto di chef individuali, io invece penso che il team sia tutto. Nei miei ristoranti non abbiamo gerarchia verticale”.Massimo Bottura è il titolare di Osteria Francescana a Modena (3 stelle Michelin), eletto il miglior ristorante al mondo nel 2016 e 2018. Davanti ai partecipanti del Leadership Forum ha ripercorso i suoi esordi difficili nella campagna emiliana, rischiando più volte di abbandonare il suo progetto per trasferirsi all’ estero a cercar fortuna: “La terza stella Michelin non è arrivata per la qualità degli ingredienti nei miei piatti, ma per la qualità delle idee. Mantenete la curiosità di un bambino in quello che fate”. 

CLAUDIO CECCHETTO ha concluso l’evento: “Oggi mancano i talent scout, tutti si sentono dei grandi talenti e vogliono esporsi in prima persona ad ogni costo”.In un dialogo a due con Marcello Mancini, fondatore di Performance Strategies, Cecchetto ha ripercorso la sua carriera, dagli inizi fino ai giorni nostri. “Non siate troppo severi nei confronti dei collaboratori che commettono un errore” ha aggiunto rivolgendosi ai manager presenti in sala, “In quel momento sono fragili e hanno bisogno di comprensione. Fategli capire che lo aiuterete a sistemare le cose mostrando empatia”. Simbolo degli anni Ottanta italiani, Claudio Cecchetto hafondato due delle radio più importanti del nostro Paese (Radio Deejay e Radio Capital) e ha scoperto e lanciato personaggi come Fiorello, Jovanotti, Gerry Scotti e Max Pezzali.

Oltre a Capello, Bottura e Cecchetto, al Leadership Forum di Performance Strategies sono intervenuti anche HOWARD GARDNER, docente di Harvard e uno degli psicologi più importanti dell’ultimo secolo, RITA GUNTHER MCGRATH, docente universitaria inserita nella classifica Thinkers50 tra le 10 persone più influenti al mondo nel business, VERNE HARNISH, tra i massimi esperti al mondo di scaling-up e di crescita progressiva, ALF REHN, docente universitario e consulente aziendale in tema di innovazione e KEITH FERRAZZI, ex direttore marketing di Deloitte e considerato da Forbes come “una delle persone più connesse al mondo”.

“Siamo molto felici di aver portato così tanti giganti sullo stesso palco” afferma Marcello Mancini, CEO & Founder di Performance Strategies, “Sono state due giornate di grande ispirazione per confrontarsi su tematiche cruciali con i più autorevoli esperti internazionali nell’ ambito del management e della leadership, con i docenti delle più prestigiose Università del mondo, con le personalità più influenti dell’imprenditoria, le eccellenze dello sport e della cultura e con i business thinker più visionari.”