Quando la biodiversità diventa un investimento per il futuro

Fondazione Capellino lancia “Nature Has No Borders” con 4 milioni di euro per riconnettere la natura in Europa.
Un progetto europeo che unisce risorse private, partecipazione dei cittadini e interventi concreti sul territorio, per ricostruire i corridoi naturali e rafforzare la tutela degli ecosistemi.
La natura non conosce confini amministrativi. Gli ecosistemi, i fiumi, le foreste e gli spostamenti degli animali attraversano territori e Paesi senza fermarsi davanti alle frontiere. Le infrastrutture, le aree urbanizzate e la frammentazione del territorio, invece, hanno progressivamente interrotto questi collegamenti naturali, mettendo a rischio la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi.
Da questa consapevolezza nasce “Nature Has No Borders”, il nuovo progetto europeo promosso da Fondazione Capellino, che mette a disposizione 4 milioni di euro per finanziare interventi concreti a favore della biodiversità e avvia una mobilitazione europea per chiedere una maggiore tutela degli ecosistemi.
Un’iniziativa che interpreta la sostenibilità non soltanto come una responsabilità ambientale, ma come una sfida strategica per il futuro del continente: proteggere la natura significa infatti preservare la resilienza dei territori, la qualità della vita e le condizioni che rendono possibile lo sviluppo economico.
«La natura non si ferma ai confini degli Stati, mentre spesso le nostre regole sì – commenta Pier Giovanni Capellino, fondatore e Presidente di Fondazione Capellino –. Con “Nature Has No Borders” vogliamo sostenere progetti capaci di generare un impatto reale e coinvolgere i cittadini europei, affinché la tutela della biodiversità diventi una priorità condivisa».
Quattro milioni di euro per ricucire i corridoi naturali europei
Il cuore operativo del progetto è un bando europeo da 4 milioni di euro, destinato a sostenere iniziative in grado di ricreare connessioni tra aree naturali oggi isolate dall’intervento umano.
Dei fondi stanziati, 2,2 milioni di euro saranno destinati direttamente ai progetti selezionati, mentre 1,8 milioni saranno dedicati al rafforzamento della rete della Reintegration Economy e alle attività di diffusione della campagna.
Potranno candidarsi organizzazioni e promotori di progetti provenienti da nove Paesi europei. Gli interventi dovranno contribuire a ricostruire collegamenti ecologici tra boschi, fiumi e habitat naturali, favorendo gli spostamenti della fauna, aumentando la biodiversità e migliorando la capacità degli ecosistemi di adattarsi ai cambiamenti.
Saranno dodici i progetti finanziati, suddivisi in tre categorie, dopo un processo di selezione affidato a una commissione e successivamente sottoposto alla partecipazione dei cittadini europei attraverso una votazione che inizierà il 15 ottobre 2026.
Una mobilitazione europea per cambiare le regole
Accanto al sostegno economico ai progetti locali, “Nature Has No Borders” punta anche a un cambiamento istituzionale attraverso una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).
A partire dal 15 ottobre 2026, cittadini di tutta Europa saranno chiamati a sostenere una proposta che mira a rafforzare la normativa comunitaria sulla protezione e la connessione degli ecosistemi naturali.
L’obiettivo è raggiungere un milione di firme entro il 14 ottobre 2027, chiedendo alla Commissione Europea un quadro normativo più coordinato ed efficace, capace di superare la frammentazione attuale nella gestione della biodiversità.
La campagna coinvolgerà inizialmente Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Malta, Paesi Bassi e Spagna, ma sarà aperta alla partecipazione di tutti i cittadini dell’Unione Europea.
La Reintegration Economy: un nuovo modello di rapporto tra impresa e natura
Dietro “Nature Has No Borders” c’è la visione della Reintegration Economy, il modello sviluppato da Fondazione Capellino, che propone un nuovo rapporto tra attività economica e ambiente: il valore generato dall’impresa deve essere reinvestito nella protezione e nel ripristino degli ecosistemi.
La campagna nasce quindi con un approccio partecipativo: cittadini, associazioni e organizzazioni possono contribuire alla diffusione dell’iniziativa attraverso le proprie reti e comunità. Ma il coinvolgimento non resta solo simbolico: le realtà che sosterranno la mobilitazione potranno ricevere risorse economiche dalla Fondazione per realizzare ulteriori iniziative locali dedicate alla biodiversità.
Un modello che trasforma la partecipazione in azione concreta: la sensibilizzazione genera mobilitazione, la mobilitazione produce risorse, e le risorse tornano sul territorio sotto forma di nuovi progetti ambientali.
Con “Nature Has No Borders”, Fondazione Capellino porta così in Europa una nuova idea di responsabilità: la tutela della natura non come costo, ma come investimento collettivo sul futuro.
Per maggiori informazioni sul bando europeo, visita il sito: www.naturehasnoborders.eu




