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Economia/Imprese

Servizi e approfondimenti sul mondo dell’economia

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Distributori automatici Lombardia leader in Italia

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Distributori automatici: pratici, veloci e sempre aperti. Dalle bevande ai gelati, dai prodotti parafarmaceutici ai gadget, sono oltre 6 mila le attività del settore in Italia, tra sedi (3.620) e unità locali (2.676), e crescono del 4,1% in un anno e del 17,7% in cinque, grazie soprattutto all’apertura di nuove unità locali mentre le sedi di impresa restano stabili rispetto al 2018 e aumentano dell’1% dal 2014, passando da 3.588 a 3.620. È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese al secondo trimestre 2019, 2018 e 2014.

La Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore, con 877 tra sedi di impresa e unità locali (di cui 525 sedi) e un peso del 13,9% sul totale nazionale, + 1,3% in un anno. Milano ne concentra 353, seguita da Brescia (84, +1,2% in un anno), Bergamo (80, +9,6%) e Monza e Brianza (76, +2,7%). Varese è quinta con 62 attività (+3,3%). In cinque anni in forte crescita Lodi (+30,4%) e Cremona (+26,3%).

La classifica italiana. Roma con 431 attività, 6,8% del totale italiano, Milano con 353 (5,6%) e Torino con 306 (4,9%) sono i primi tre territori per concentrazione, seguiti da Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Lecce e Firenze. Tra i primi dieci territori, crescono in un anno soprattutto Bari (+13,4%), Taranto (+12%) e Firenze (+8,9%). In cinque anni maggior aumento a Taranto (+211,8%), Bari (+125,2%) e Lecce (+80%).

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Economia/Imprese

In Italia un imprenditore su quattro si è spostato per fare business

Milano è prima in Italia per attrattività imprenditoriale extra regionale, il 46% di chi fa impresa, considerando tutte le cariche, arriva da fuori Lombardia (256 mila su 554 mila) contro una media regionale del 32,5% (443 mila su 1,4 milioni) e italiana del 25% (1,9 milioni gli imprenditori che lavorano fuori dalla regione o Stato di origine su 7,5 milioni) secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2019 sulle persone che hanno cariche nelle imprese, sia come titolare ma anche come soci e amministratori, considerando le persone attive.

Dopo Milano, a livello nazionale, vengono con circa il 40% Aosta (7 mila cariche su 18 mila), Novara (16 mila su 40 mila) e Trieste (9 mila su 23 mila), che superano Imperia in classifica rispetto allo scorso anno (12 mila su 30 mila). Sesta si conferma Roma dove il 38% degli imprenditori viene da fuori Lazio, con 194 mila su 507 mila. Supera il 35% la presenza di imprenditori nati fuori regione anche a Prato, Savona, La Spezia, Bologna e Genova.

In Italia il 38% di chi arriva da fuori regione è straniero, multinazionali incluse, il 62% arriva da altre regioni italiane. In Lombardia il peso degli italiani è del 65%, a Milano del 68%. A Prato il 62% è straniero

Ha dichiarato Marco Dettori, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “Gli imprenditori si spostano alla ricerca delle migliori opportunità per il business. Un dato che emerge dall’internazionalizzazione, ma anche dalla mobilità sul territorio nazionale e locale. I fattori principali che motivano la scelta di spostarsi per uno su quattro a livello nazionale sono: la vicinanza alla filiera del settore in cui operano, la dotazione di servizi e infrastrutture, la disponibilità di personale adeguato, la presenza dei distributori, la vicinanza diretta con la clientela. Gli imprenditori mostrano infatti una particolare flessibilità e disponibilità ad adattare le loro scelte. Questo vale anche per il contesto economico in cui vanno ad operare, alla ricerca di una dimensione territoriale adatta per il successo dell’attività. Nel caso di Milano e dei maggiori centri economici, il territorio attrae in modo più ampio e diffuso gli

Il 38% di chi arriva da fuori regione è straniero e il 62% italiano. In Lombardia il peso degli italiani è del 65%, a Milano del 68%. A Prato il 62% è straniero

imprenditori che arrivano da fuori regione. Convergono così imprenditori italiani, stranieri e le multinazionali, grazie ad una dotazione infrastrutturale che si adatta a diversi settori ed esigenze d’impresa”.

Lombardia, chi attira più imprenditori da fuori regione. Su quasi 1,4 milioni di persone che ricoprono cariche di impresa in regione nel 2019, 920 mila sono lombardi mentre 443 mila, pari al 32,5%, sono nati fuori regione o all’estero. Un dato in crescita rispetto al 32% dello scorso anno. Tra questi ci sono 33 mila siciliani, oltre 30 mila campani e pugliesi, 28 mila piemontesi e circa 25 mila veneti e calabresi. Tra i territori, dopo Milano, che è prima con 256 mila imprenditori nati fuori regione, circa 6 mila in più in un anno, vengono Brescia con oltre 31 mila, Varese e Monza Brianza con circa 28 mila, Bergamo con 24 mila e Como e Pavia con oltre 18 mila. Per peso degli imprenditori nati fuori regione, dopo Milano che è prima, vengono Pavia (con un peso del 31%), Varese (29%) e Monza Brianza (28%).

A Milano solo circa la metà degli imprenditori (54%, 298 mila imprenditori su 554 mila) viene dalla Lombardia, di cui 223 mila sono proprio di Milano. Le restanti 256 mila cariche sono occupate prevalentemente da pugliesi (oltre 20 mila), siciliani, campani e piemontesi (circa 18 mila per ciascuna regione di nascita). Tra chi arriva da fuori gli stranieri sono 82 mila e gli italiani 174 mila.

A Monza Brianza è lombardo il 72% di chi detiene cariche d’impresa, il 73% a Lodi. Dopo la Lombardia, sono Sicilia e Calabria le regioni da cui provengono più imprenditori in Brianza circa 3 mila. Sui 28 mila imprenditori che arrivano da fuori regione, sono il 34% gli stranieri e il 66% gli italiani da altre regioni. È l’Emilia Romagna la seconda regione di provenienza per il territorio del lodigiano con quasi mille imprenditori. Sui 6 mila imprenditori che arrivano da fuori regione, è pari al 40% il peso degli stranieri, il 60% proviene da altre regioni italiane.

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Economia/Imprese

Alternanza scuola lavoro

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Sono oltre 44 mila i percorsi formativi offerti agli studenti sul territorio di Milano, Monza Brianza e Lodi. Di questi quasi 42 mila da Milano, oltre 2 mila da Monza e 234 da Lodi. Sono messi a disposizione da oltre 2.600 soggetti pubblici e privati (1.975 a Milano, 469 a Monza e 161 a Lodi). Emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi su dati InfoCamere che si trovano su Registro Alternanza Scuola Lavoro al link https://www.milomb.camcom.it/fai-alternanza.

“Lo sviluppo di valide azioni di alternanza scuola-lavoro è un tema fondamentale per l’Italia e la Lombardia – ha dichiarato Massimo Ferlini, Presidente di Formaper. L’alternanza rappresenta infatti una opportunità importante sia per i nostri giovani, che possono fare esperienza, sia per le imprese, che hanno la possibilità di inserire elementi di novità e dinamismo nell’ambito della propria attività. Stiamo operando per creare un “ponte” tra imprese, enti territoriali e mondo scolastico che possa essere il più efficace possibile”.

Il ruolo delle Camere di commercio sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro si è

progressivamente ampliato e rafforzato negli ultimi anni, anche per effetto dei provvedimenti normativi che hanno riconosciuto al Sistema Camerale specifiche competenze e funzioni in questo importante ambito. Alle Camere di commercio sono state infatti assegnate ufficialmente le funzione di orientamento al lavoro e alle professioni, anche mediante la realizzazione di azioni in collaborazione con i soggetti pubblici e privati competenti, tra i quali gli istituti scolastici.

Gli interventi posti in essere dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi vedono la realizzazione di numerose attività volte a ridurre la distanza tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro. Nello specifico, con il supporto delle proprie aziende Formaper e Digicamere, la Camera di commercio – promuove l’adesione delle imprese al Registro Alternanza Scuola Lavoro (RASL), attualmente a quota 2.667 iscrizioni di imprese di Milano, Monza e Lodi alla data del 30 giugno 2019. Il Registro permette di conoscere gratuitamente, a livello nazionale, i soggetti che offrono percorsi di alternanza scuola-lavoro e apprendistato;

– assegna contributi a enti e imprese – a valere sui Bandi camerali per la realizzazione di percorsi di alternanza scuola lavoro – per un ammontare complessivo che supera i 2 milioni e 800.000 euro;

– propone il portale www.faialternanza.it per la diffusione del catalogo dei percorsi di alternanza di qualità disponibili sul territorio e delle buone prassi poste in essere da imprese e scuole. Mediante il portale è possibile accedere a tutte le informazioni utili relative all’alternanza;

– realizza progetti speciali in tema di alternanza e orientamento (tra i quali Cibo a regola d’arte, Innovation Hub in partnership con il Corriere della Sera) che vedono la partecipazione di centinaia di studenti delle scuole secondarie di secondo grado;

– diffonde nelle scuole secondarie di secondo grado di Milano, Monza e Lodi il Premio Storie di Alternanza, premiando i migliori racconti di alternanza

scuola-lavoro. La nuova edizione del Premio avrà avvio con la possibilità di inviare le candidature tra il 9 settembre e il 21 ottobre 2019;

– progetta e organizza attività di formazione per docenti che finora hanno coinvolto oltre 70 istituti

– promuove attività di diffusione dei servizi camerali presso scuole, studenti e imprese, organizzando incontri a cadenza mensile e raggiungendo ad oggi circa 800 partecipanti.

Milano

Monza Brianza

Lodi

Totale

Soggetti ospitanti

1.975

469

161

2.605

Studenti ospitabili

41.737

2.076

234

44.047

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Economia/Imprese

Investire nelle politiche attive per combattere la disoccupazione di lungo periodo

Investire in percorsi di riaccompagnamento al lavoro per i disoccupati per impedire che il reddito di cittadinanza si trasformi in una misura puramente assistenziale. Questo, in sintesi, il messaggio diffuso dalla Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, in occasione del convegno “Combattere la disoccupazione di lungo periodo: il ruolo della società civile organizzata”, organizzato questa mattina a Roma in collaborazione con l’Osservatorio del mercato del lavoro (OML) del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE). L’evento ha visto, tra gli altri, la partecipazione del Presidente INPS Pasquale Tridico, il quale ha sostenuto la necessità di investire nella scuola, nella formazione continua e nelle competenze per superare la disoccupazione di lunga durata e non restare indietro.

Commentando gli effetti generati dalla disoccupazione di lungo periodo, che in Italia corrisponde al 51,2% su un totale di 2.865.000 disoccupati, la Presidente ha posto l’accento soprattutto sulla spesa in politiche passive sostenuta da un paese come il nostro che non ha né la disponibilità né la convenienza ad aderire su base volontaria a programmi di politica attiva del lavoro. Secondo il rapporto annuale dell’Inps, diffuso lo scorso luglio, nel 2018 l’Istituto ha sostenuto una spesa di 15 miliardi di euro a fronte dei 5,7 miliardi di euro che hanno alimentato il fondo per la disoccupazione. I servizi per l’impiego pubblici italiani, del resto, sono dotati di poco personale e scarsi investimenti, incentivando così il disoccupato a scegliere la strada più conveniente: fruire del sussidio di politica passiva. “Per rendere sostenibile la spesa in sussidi passivi di disoccupazione – ha dichiarato la Presidente – servirebbe un piano di investimenti in politiche attive del lavoro rivolte ai percettori di NASpI, l’indennità di disoccupazione che ogni anno interessa 1,5 milioni di persone”. In Italia, infatti, non esiste uno strumento specifico per limitare la spesa in sostegni alla disoccupazione e le misure e risorse rivolte al reimpiego dei percettori dell’assegno di ricollocazione sono state dirottate sui beneficiari del reddito di cittadinanza che risultino avviabili al lavoro. “La vera sfida – ha suggerito la Presidente – è evitare che il reddito di cittadinanza diventi una misura assistenziale, soprattutto al Sud. Per far questo, è necessario produrre quel match tra la politica di sostegno e gli interventi di riaccompagnamento al lavoro”. Un ruolo importante nel favorire l’occupazione è svolto dai Consulenti del Lavoro, che assistono 1,5 milioni di imprese e gestiscono 8 milioni di rapporti di lavoro. La Categoria può contribuire ad un migliore incrocio fra domanda e offerta di lavoro anche grazie alla sua Fondazione Consulenti per il Lavoro, agenzia per il lavoro del Consiglio nazionale dell’Ordine. “Se vogliamo che le politiche attive funzionino nel nostro paese e la raccomandazione del 2016 del Consiglio dell’Unione europea sull’inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro diventi un processo virtuoso – ha concluso la Presidente – dobbiamo promuovere investimenti in riqualificazione del lavoro per chi il lavoro l’ha perso, in linea con le esigenze delle imprese. Sono queste, infatti, che possono raccontarci i fabbisogni formativi dei lavoratori e farci riflettere sulle nuove figure professionali di cui ha bisogno il mercato”. Nel contrasto alla disoccupazione di lungo periodo anche l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo importante, come ha sostenuto il Presidente di OML, Krzysztof Pater. “Dopo la raccomandazione europea, la Commissione europea ha implementato e messo in atto numerose misure per fornire sostegno ai disoccupati coinvolgendo tutti gli Stati membri, soprattutto quelli con maggiori risorse”. In quest’ambito si muove anche il Comitato Economico e Sociale Europeo per individuare le opportunità di lavoro a livello nazionale e comunitario e contribuire ad affrontare gli squilibri tra domanda e offerta sul mercato del lavoro.

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Economia/Imprese

Il futuro della mobilità inizia a e_mob

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Saranno tre giorni intensi quelli della 3° edizione di e_mob. Il Festival dell’eMobility in calendario a Palazzo Lombardia di Milano dal giovedì 26 a sabato 28 settembre 2019. Lo saranno per il fitto programma previsto all’interno delle sale e nelle area esterne. E lo saranno perché la rivoluzione elettrica è prossima a divenire concreta. Lo confermano le vendite in forte crescita dei veicoli di tutti i comparti della mobilità. Una tendenza destinata a rafforzarsi nei prossimi anni con il debutto sul mercato di modelli sempre più efficienti e dai costi sempre più accessibili. Un aumento spinto dall’esigenza di ridurre le emissioni di gas serra e inquinanti e regolamentato dall’Unione Europea con norme sempre più stringenti.

Progetti e buone pratiche per la ricarica

Con il previsto aumento del parco circolante a batterie la sfida della Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica è elaborare soluzioni concrete per rendere la mobilità elettrica usufruibile in modo facile e vantaggioso. Obiettivo perseguito affrontando tutti i temi “caldi”, a cominciare dalla necessità di pianificare a livello sovraregionale il completamento della rete di ricarica. Le Regioni del Bacino Padano, coinvolte dalla Lombardia ad e_mob, esporranno le azioni condivise per lo sviluppo di una rete di ricarica su itinerari di lunga percorrenza.

Il Comune di Milano illustrerà i progetti per portare a oltre 1.000 le colonnine urbane e, insieme ad ATM, per favorire il trasporto pubblico a zero emissioni e lo sharing elettrico. A illustrarli sarà l’assessore alla Mobilità Marco Granelli: “questo è un momento strategico per la mobilità elettrica. Percepiamo chiaramente un salto di sensibilità da parte dei cittadini e di qualità da parte degli operatori e fornitori. Sono vincenti le politiche sulla mobilità urbana come propulsore. Le nuove tecnologie per esempio sui veicoli e sui sistemi di ricarica elettrica a spingere in avanti, ma anche momenti come questo di e_mob. Ringrazio gli organizzatori degli eventi delle prossime settimane. Stiamo lavorando perché la qualità della vita e dell’aria nelle nostre città migliori sempre di più ed è interessante un costante confronto fra pratiche e esperienze”.

Altri progetti “elettrici” svelati a e_mob saranno quelli di Torino e Bologna, nonché le buone pratiche emerse dalla consultazione delle oltre 130 amministrazioni aderenti alla Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica.

Contributi per semplificare la ricarica e potenziare la rete Fast e Ultra Fast per consentire gli spostamenti rapidi a lungo raggio. A2A Energy Solutions, Edison, Enel X e il Gruppo Hera, sono le aziende impegnate a fornire soluzioni per la ricarica domestica e aziendale che oggi rappresentano il 90% delle modalità di “rifornimento”.

Ad aprire la tre giorni di conferenze, però, sarà la piattaforma per una “Mobilità Olimpionica a basso impatto ambientale”. Un decalogo elaborato dagli esperti della comunità di e_mob per rendere carbon free i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina del 2026.

Soluzioni virtuose per l’elettromobilità

Temi di interesse saranno anche la riduzione del costo del “rifornimento”. La sperimentazione di RSE sulla tecnologia “vehicle to grid” e le altre soluzioni per ottimizzare il comparto energetico per ridurne l’impatto ambientale. Ma si dibatterà pure su come agevolare la diffusione dei veicoli a emissioni zero nella distribuzione urbana delle merci, nei servizi di sharing e in quelli pubblici di prossimità, come la raccolta dei rifiuti o la pulizia delle strade.

Temi di grande interesse saranno oggetto delle “Anteprime di e_mob”. Incentrate sulla filiera industriale della mobilità elettrica, sul piano di Cobat su sicurezza, riciclo e riutilizzo delle batterie al litio e sulla formazione della nuove figure professionali richieste dalla nuova tecnologia. Un argomento, quest’ultimo, caro alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Come ricorda il membro della giunta Vincenzo Mamoli: “La Camera di commercio è partner di e_mob, a fianco delle istituzioni del territorio e al mondo associativo per sviluppare la mobilità elettrica e per le soluzioni innovative che supportino uno sviluppo più sostenibile della società e delle imprese. Ad esempio, siamo impegnati direttamente con la rilevazione dei prezzi delle colonnine di ricarica elettriche. Quest’anno dedichiamo l’incontro del 19 settembre in Camera di commercio alla meccatronica e alle professioni del futuro legate allo sviluppo della mobilità elettrica”.

A e_mob si potranno anche scoprire, nella giornata inaugurale di giovedì 26, le strategie di elettrificazione di FCA e PSA, alle quali si aggiungeranno quelle di Nissan, Renault, Jaguar, Volvo e Volkswagen nell’incontro pubblico di sabato mattina. Di interesse è anche la presentazione di Bosch, azienda leader nel settore della mobilità che presenterà le soluzioni innovative nel campo dell’elettrificazione dei veicoli.

Un Festival da vivere

Al Festival dell’eMobility in Piazza Città di Lombardia si potranno ammirare modelli attuali e futuri, molti dei quali da provare nell’area test per apprezzare direttamente i vantaggi della mobilità elettrica, quali la silenziosità e l’elevata coppia.

FCA sarà rappresentata dal concept urbano Fiat Centoventi e dalla Jeep Compass, ibrida plug-in per muoversi a emissioni zero in città senza limitare i viaggi avventura. Il Gruppo PSA risponde con due delle novità più attese del futuro prossimo, la Peugeot e-208 e l’Opel Corsa-e, affiancate dall’innovativa DS 3 Crossback e-Tense. Da vedere ci saranno anche la Jaguar E-Pace, suv sportivo da 400 CV, le proposte di Volvo e la variante elettrica dell’auto di riferimento del segmento C, la Volkswagen e-Golf. In esposizione si ammireranno, inoltre, le vetture già consacrate dal mercato e nate dall’alleanza Nissan-Renault. Il marchio giapponese esporrà la Leaf nella variante con batterie da 40 kWh e il minivan Evalia a 7 posti con pari capacità energetica.

La Régie svelerà la nuova Zoe con accumulatori da 41 kWh affiancata dalla piccola Twizy e dalla Kangoo Z.E., ideale anche per la distribuzione dell’ultimo miglio. A rappresentare il trasporto merci saranno pure l’atteso Fiat Ducato Electric e il camion a batterie della Ninivirta Transport. Da non perdere è l’area espositiva di ATM con tutta la flotta elettrica dall’autobus al nuovo il filobus, prossimo ad attraversare le vie di Milano, alle auto aziendali, investimenti che rientrano nel piano full electric dell’Azienda che prevede entro il 2030 la sostituzione dell’intero parco mezzi. Sarà, inoltre, l’occasione per presentare le nuove bici elettriche di BikeMi, appuntamento il 26 settembre alle ore 13 con Comune di Milano, Atm e Clear Channel.

Un futuro a due ruote e sharing

Considerate il futuro della mobilità urbana, le due ruote elettriche e la sharing mobility avranno ampio spazio a e_mob. Protagonisti saranno gli scooter elettrici di due marchi con i modelli più competitivi sul mercato. Askoll e Niu, entrambi in mostra con esemplari per privati e per il delivery. Il costruttore italiano esporrà i modelli della serie eS e la linea eB di bici a pedalata assistita. Niu affiancherà agli scooter in mostra nello stand due modelli per i test ride, l’NGT e M+ Sport. In prova ci sono anche le sportive di Energica, marchio fornitore del campionato mondiale di Moto E, e presente con la Eva e la Esse Esse 9. Sarà inoltre possibile attraverso test ride dedicati provare le ultime novità delle biciclette a pedalata assistita con tecnologia Bosch.

Il mondo della condivisione è rappresentato dai servizi di scooter sharing MiMoto, dal car sharing Share Now nato dall’unione di car2go e Drive Now e dal sistema E-Vai, primo servizio di condivisione regionale attivo in Lombardia.

A completare l’area espositiva in Piazza Città di Lombardia ci saranno altre realtà del comparto della mobilità elettrica con le soluzioni per rendere più concreta la “rivoluzione” come Scame, BeCharge, PowerMe, E-Gap, CIRC, Daze, Tokheim e Ressolar. Presente anche Cisambiente, la Confederazione Imprese Servizi Ambiente di Confindustria.

Intrattenimenti per piccoli e grandi

A vivacizzare il Festival dell’eMobility contribuiranno gli incontri conviviali sul palco in Piazza Città di Lombardia, i sapori del cibo scandinavo offerto dall’Ambasciata Svedese e gli aperitivi “panoramici” al 39° piano di Palazzo Lombardia con spettacolare vista sulla Madonnina. Tante anche le iniziative per i ragazzi delle scuole, futuri fruitori della mobilità elettrica, promosse da A2A, ATM ed Edison. Si tratta di laboratori, giochi educational e altri intrattenimenti per far apprendere ai giovani, in modo divertente, il ciclo virtuoso della mobilità elettrica partendo dalla produzione di energia “pulita” fino all’assenza di emissioni allo scarico dei veicoli. Tra gli incontri citiamo il workshop di ATM (26 e 27 settembre, ore 10). “Il trasporto elettrico a Milano, dalle origini ad oggi”. Un excursus storico avvincente per sottolineare la rilevanza del trasporto pubblico nella lotta alle emissioni inquinanti e i benefici che ne derivano per la salute dei cittadini.

A chiudere e_mob 2019 sarà il raduno di veicoli elettrici di sabato 28, un’adunata allegra e silenziosa. Sarà possibile incontrare chi ha scelto di muoversi a emissioni zero. Un impegno premiato con buoni per la ricarica al partecipante arrivato da più lontano, di quello più anziano e di quello con più chilometri sul contachilometri. Un premio speciale, inoltre, sarà conferito a Giordano Vieri, in arte Jo Pesata, autore del recente Giro d’Italia elettrico. Ma non è finita. La festa proseguirà grazie al gemellaggio con la 1000 Miglia Green, la variante riservata ai modelli elettrici, ibridi e fuel cell della gara di regolarità più famosa al mondo. Per vivere l’atmosfera romantica della manifestazione basterà attraversare la Biblioteca degli Alberi per arrivare a Piazza Gae Aulenti e ammirare la sfilata dei concorrenti attesi a partire dalle 18 di sabato 28.

Una tre giorni di conoscenza e divertimento che non si esaurisce con l’evento milanese come sottolinea Camillo Piazza, coordinatore del Comitato Promotore di e_mob.

La mobilità elettrica sta crescendo e, con lei, e_mob. L’edizione 2019 sarà ricca di informazioni, di proposte concrete per favorire la diffusione di veicoli a batterie e per rendere più semplice ed economico l’uso dei mezzi a zero emissioni. Sarà anche una festa per incontrare chi ha già fatto la scelta elettrica e per chi la vuole scoprire. Ma mi preme sottolineare che e_mob è ormai diventata una comunità attiva. Tutto l’anno vengono eleborate soluzioni per rendere più sostenibile il comparto dei trasporti e per mettere in contatto istituzioni, enti e aziende. Un tavolo permanente in costante crescita impegnato a supportare gli amministratori locali e nazionali nella definizione dei regolamenti tecnici e ad agevolarne il dialogo con gli attori della realtà industriale. Un impegno profuso non solo per fornire il nostro contributo al miglioramento della qualità ambientale, ma anche per assecondare lo sviluppo di una filiera industriale capace di sostenere l’economia e creare nuovi posti di lavoro”.

e_mob” è un coordinamento di istituzioni, aziende e associazioni attive nel promuovere la mobilità elettrica come strumento per rendere più sostenibile il comparto dei trasporti. Organizza l’omonima rassegna e_mob, il più importante evento in Italia legato ai temi della mobilità elettrica col fine di diffondere la cultura di un sistema ambientale sostenibile, anche tramite la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica. www.emob-italia.it/facebookinstagramtwitterlinkedin

Comitato promotore

Comune di Milano, Regione Lombardia, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, A2A, ATM Milano, Class Onlus, Consorzio Cobat, Edison, Enel X, Gruppo Hera

Comitato scientifico

Adiconsum, Agens, AMAT, Amsa, Anaci, Cei Cives, Cisambiente Confindustria, Ancma Confindustria, Elettricità Futura, Innovhub, Link Campus University, Motus-e, RSE Ricerca Sistema Energetico, United S.p.A., Utilitalia

Patrocini

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Anci, Fondazione Cariplo

Città promotrici della Carta della Mobilità Elettrica

Milano, Torino, Firenze, Varese, Bologna

I protagonisti

Askoll, Be charge, Bosch, Business Sweden, CIRC, Cisambiente, Daze Technology, E-Gap

E-Vai, Energica, Fiat Chrysler Automobiles, Groupe PSA, Jaguar, MiMoto, Niinivirta, Nissan, Niu, PowerMe, Renault, Ressolar, Scame, Share Now, Tokheim, Volkswagen, Volvo

Communication Partner

IGP Decaux

Media Partner

EMC, Evlist, InSella, La Stampa TuttoGreen, Aci Onda Verde

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Economia/Imprese

Osservatorio SAIE

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Notizie positive sul fronte occupazione per il settore edilizia. Secondo i dati elaborati da Senaf[1] in occasione di SAIE Bari, la nuova edizione della fiera biennale delle tecnologie per l’edilizia e l’ambiente costruito 4.0 (24-26 ottobre 2019, Nuova Fiera del Levante di Bari), tra agosto e ottobre sono 91.780 i lavoratori previsti in entrata. Le indicazioni positive sono confermate anche dalla prima edizione dell’Osservatorio SAIE, che racconta lo stato di salute delle aziende di produzione e distribuzione di prodotti/servizi per l’edilizia nel primo semestre 2019, approfondendo anche le previsioni per i prossimi sei mesi. Dall’indagine emerge che, nel 2018, il 34% delle imprese ha visto crescere la propria forza lavoro rispetto all’anno precedente.

Il numero di addetti è rimasto poi complessivamente stabile per il 56% degli intervistati, mentre solo il 10% ha registrato un calo. C’è ottimismo per il 2019: il 42% degli imprenditori si aspetta un incremento del personale entro fine anno, mentre il 48% crede che non subirà grossi cambiamenti. Nonostante le buone intenzioni, dagli imprenditori arriva comunque un segnale chiaro rivolto alle amministrazioni, con il 77% che ritiene critico il costo della forza lavoro.

Quali saranno le figure professionali maggiormente richieste nel secondo semestre 2019? Al primo posto gli impiegati (marketing, amministrazione, commerciale ed altre aree), con il 39%. Seguono gli operai altamente specializzati (22%) e gli operai non specializzati (21%). Ambiti anche gli specialisti digital / BIM (10%), oltre ai manager/quadri (6%).

La nuova sfida dell’edilizia riguarda proprio la digitalizzazione. Quasi 8 aziende su 10 ritengono di aver intrapreso un percorso di trasformazione digitale, mentre solo il 22% è ancorato ai vecchi standard.

Le nuove sfide del mercato richiedono, infatti, nuove professionalità. Per trovarle le aziende si indirizzano verso agenzie di ricerca del personale (57%), università (35%), inserzioni (27%), Istituti tecnici (21%), società di consulenza (17%), concorrenti (15%), uffici di collocamento (14%), istituti e scuole professionali (9%).

E per valorizzare il capitale umano? Il 44% delle aziende ritiene essenziali i servizi dedicati al personale (career steps, ecc.), mentre per il 40% la strategia vincente è investire in formazione.

A proposito di formazione, quanto investono le aziende? Il 92% delle aziende dichiara di puntare su questo aspetto. Il 27% sostiene, in particolare, di aver investito in formazione “fino a 10 ore”, il 35% “da 11 a 20 ore”, il 18% “da 21 a 30 ore”, il 3% “da 31 a 40 ore” e il 9% “oltre le 40 ore. Fa riflettere, in questo senso, come siano decisamente più soddisfatti delle performance aziendali gli imprenditori che dedicano un numero di ore maggiore alla formazione dei propri dipendenti (ad esempio, il 69% di chi investe oltre 40 ore lavorative è felice dell’andamento economico della propria azienda, contro il 31% di chi investe fino a 10 ore).

“Innovazione, formazione e trasformazione digitale sono temi centrali per l’edilizia e sarebbe sbagliato analizzarle separatamente” commenta Emilio Bianchi, Direttore Generale di SAIE Bari.

Nuove tecnologie creano nuove competenze, che a loro volta generano nuovi posti di lavoro. La ripresa del settore delle costruzioni, come emerso dall’Osservatorio SAIE, passa proprio da qui. SAIE Bari vuole essere il catalizzatore del percorso di trasformazione in atto. Un’occasione unica per mostrare le eccellenze del comparto attraverso iniziative speciali e ad un format fortemente innovativo, ma anche un luogo di confronto e di crescita per le imprese, grazie soprattutto agli eventi formativi volti a rafforzare conoscenze e competenze tecnico-professionali.”

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Economia/Imprese

Tempi di vendita sempre più brevi

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A Milano la variazione dei prezzi nel primo semestre 2019 è stata del 5,7%. I valori sono in crescita dal primo semestre del 2017.

TREND PREZZI MILANO

2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 Isem
-6,9% -5,5% -1,7% -0,1% +3,5% +8,4% +5,7%

I tempi di vendita in città sono sempre più brevi:  87 giorni con una media delle grandi città di 122 giorni.

Nel capoluogo lombardo le compravendite nel 2018 si sono portate a 24. 521.

La domanda di abitazioni in città è concentrata sul bilocale che raccoglie il 45,1% delle richieste a conferma dell’attrattività che la città ha per gli investitori che si orientano soprattutto su monolocali e bilocali.  Il 27,4% degli acquisti su Milano sono per investimento.

Le periferie di Milano in questo semestre hanno performato meglio delle zone semicentrali.

Anche sul mercato delle locazioni la città è dinamica e segnala un aumento del 6,1% per i monolocali, del 4,2% per i bilocali e del 5,3% per i trilocali.

ANALISI DELLE MACROAREE

La macroarea centrale di Milano ha segnalato una crescita del 10,9%.  Mercato decisamente dinamico nella zona di Porta Genova, viale Coni Zugna, Solari, Savona e Tortona. Non lontano in corso San Gottardo il mercato è animato soprattutto dagli studenti della Bocconi che scelgono questa zona per la vicinanza all’ateneo. Bene anche la zona di Porta Romana dove aumentano gli investitori alla ricerca di tagli da frazionare. Il centro di Milano poi attira anche acquirenti alla ricerca di immobili di prestigio.

La macroarea di Stazione Centrale – Gioia – Fulvio testi registra un incremento del 6,8%.  Gli incrementi di prezzo hanno interessato soprattutto i quartieri periferici dove hanno acquistato giovani. Tra i quartieri interessati quello di  Turro – Gorla, zona periferica di Milano dove, negli ultimi mesi, si registra un target giovane, spesso arriva da altre regioni. Acquistano anche investitori che mettono a reddito l’immobile. In via Bertelli e via Tofane si arriva anche a 3500 € al mq per soluzioni in buono stato. In crescita le quotazioni alla Bicocca.

Ad acquistare sono sia investitori che affittano agli studenti e ai lavoratori fuori sede  sia giovani coppie spesso aiutati dai genitori. Valori in aumento anche nella zona di  Cagliero – Stazione Centrale. Numerosi i  piccoli tagli acquistati da investitori che si concentrano soprattutto in via Sammartini e via Gioia e via Ponte Seveso. Investono cifre inferiori a 100 mila € e destinano l’immobile ad affitti turistici.  Interessante movimento in via Pirelli, in particolare nel tratto compreso tra via  Gioia e via Fara,  dove vanno avanti diversi interventi di recupero.  La presenza di numerose aziende soprattutto nell’area di Fabio Filzi determina una buona domanda di immobili in affitto.  Per un bilocale si spendono intorno a 800 € al mese.

In aumento del 6,6% i valori della macroarea di Vercelli – Lorenteggio grazie all’ andamento dei prezzi nei quartieri di Lorenteggio – Frattini e Tolstoj dove il mercato è mosso prevalentemente da acquisti di prima casa. L’arrivo della metropolitana sta influendo solo parzialmente sul rialzo dei prezzi. Positivo anche il mercato delle locazioni: c’è domanda da parte di lavoratori fuori sede (non lontano ci sono l’Oreal, Vodafone) e la domanda è sempre più per immobili arredati e per periodi non superiori a 18 mesi. Mercato positivo anche a Baggio con un mercato decisamente dinamico, alimentato da persone che hanno lasciato immobili in affitto per acquistare ricorrendo al credito. Quasi sempre si tratta di acquirenti che hanno sempre vissuto in zona.

+6,1% l’incremento dei valori nella macroarea di Bovisa – Sempione

Nella prima parte del 2019 nella zona di via Carlo Farini si registra un aumento dei valori immobiliari: le motivazioni sono la bassa offerta di case in vendita nel quartiere Isola e le aspettative legate alla riqualificazione dello Scalo Farini. Bene anche Bovisa (dove si segnala anche il recupero della Goccia), Maciachini e Dergano: acquistano anche investitori visto che potrebbero avere possibilità di rivalutazione futura essendo non lontani dallo Scalo Farini e con prezzi contenuti. A Bovisa incide anche la presenza dell’università con acquisti da parte dei genitori.

Prezzi in crescita anche a Niguarda in seguito ad una domanda vivace alimentata soprattutto da potenziali acquirenti già residenti nel quartiere. Tanti i giovani under 30 che realizzano il primo acquisto orientandosi su bilocali da 150 mila €. Presenti anche investitori grazie alla presenza dell’Ospedale Niguarda che determina anche richieste di acquisto da parte di personale medico.

Positivo poi il trend nella zona di piazza Firenze ed Espinasse – Varesina – Certosa – Accursio- Monteceneri, nella prima parte del 2019, si registra un aumento dei prezzi dovuto ad una domanda vivace sia di prima casa sia di casa acquistata per investimento. In queste zone ha inciso il completamento della linea lilla anni fa e ora anche l’arrivo del consolato americano e la riqualificazione dello Scalo Farini.

+5,4% l’incremento degli immobili nella zona di Lodi – Corsica. Qui incidono le aspettative legate alla riqualifcazione dello Scalo di Porta Romana oltre che le aspettative legate alle olimpiadi Invernali che prevedono qui la nascita del Villaggio Olimpico che ospiterà gli atleti e che post evento dovrebbe essere riconvertito in studentato. Bene la zona di corso Lodi dove non lontano si è insediata la Fondazione Prada anni fa e da poco  Fastweb nella sede di Symbiosis. Si registra anche una buona domanda di spazi direzionali e terziari.

+4,9% le quotazioni degli immobili nella zona di Città Studi  – Indipendenza dove si segnala un recupero in particolare nelle zone periferiche. Si segnala un mercato dinamico a Lambrate,  nel quartiere piazza Udine – quartiere Feltre. L’aumento è da attribuire alla maggiore domanda e alla minore offerta che hanno velocizzato anche i tempi di vendita. Si compravendono prevalentemente prima casa, quasi sempre acquisti migliorativi di tagli medio grandi. Bene anche quartiere Adriano soprattutto in seguito al completamento della nuove sede della Siemens.

Navigli  – Famagosta mette a segno un aumento di valore del 2,6%. Fermento in zona Barona – Santa Rita Tra i motivi dell’aumento, la domanda di acquirenti di prima casa e investitori che non riescono ad accedere al mercato immobiliare dei Navigli, decisamente più costoso. Soffermandoci in particolare su via Watt, il mercato immobiliare è vivace e costituito sia da investitori che decidono di mettere a reddito l’immobile e sia da genitori di studenti delle  vicine università e scuole Iulm, Bocconi e Naba.  Buon andamento anche per la zona di Tibaldi  – San Gottardo – Cermenate dove si registra una buona  tenuta dei tagli piccoli (bilocali e monolocali), particolarmente richiesti dagli investitori.

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Economia/Imprese

Confprofessioni Lombardia: dalla regione una dote di 16 milioni per le start up professionali

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Milano, 9 settembre 2019. Una dote di 16 milioni di euro per le start up professionali della Lombardia. Lo scorso luglio Regione Lombardia ha pubblicato il bando Arché per sostenere le start up (micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti con sede in Lombardia) in fase di avviamento e consolidamento.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto differenziato in due misure, entrambe aperte anche ai liberi professionisti che operano in forma associata o STP.

–        Misura A per le iniziative imprenditoriali e professionali avviate da meno di 24 mesi (contributo pari al 40% dei costi ammissibili – investimento minimo 30.000 Euro – contributo massimo 50.000 Euro)

–        Misura B per il consolidamento delle attività avviate da più di 24 mesi e fino a massimo 48 mesi (contributo pari al 50% dei costi ammissibili – investimento minimo 40.000 Euro – contributo massimo 75.000 Euro).

«È un’ottima iniziativa aperta anche al mondo delle professioni: segno di un’attenzione da parte di Regione Lombardia nei confronti di tutti i liberi professionisti lombardi» commenta Enrico Vannicola, presidente di Confprofessioni Lombardia. «Sono fiducioso che molti colleghi sapranno cogliere l’opportunità di finanziare l’avvio di nuove realtà professionali o consolidare quelle avviate da non più di 48 mesi e auspico che l’iniziativa sia di particolare aiuto a quei professionisti che puntano sull’innovazione tecnologica e sull’aggregazione multidisciplinare dell’attività professionale».

Le domande di partecipazione al Bando Archè potranno essere presentate online all’indirizzo www.bandi.servizirl.it dal 2 ottobre al 15 novembre e saranno valutate in ordine di presentazione secondo la procedura valutativa a sportello.

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Economia/Imprese

Solar Power Network: un settore in cui il nostro paese stenta a decollare

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AI debito pubblico? Arriva a 2.300 miliardi di euro. «Siamo un Paese arretrato, che bisticcia con il digitale e la tecnologia» sostiene Piero Angela intervistato dal quotidiano «La Stampa».

«Prova a mettere una banconota da 100 euro su un tavolo. Aggiungine accanto un’altra e un’altra e un’altra ancora fino a 2.300 miliardi. Ne uscirebbe un nastro lungo 5 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Quando mai riusciremo a pagarli? Se continuiamo a far debito invece di abbatterlo manderemo sempre più in tilt la macchina della ricchezza alimentando la macchina della povertà» sostiene Piero Angela nell’intervista.

Allora come investire? «Il mondo è una realtà cangiante e l’Italia deve “entrare” nel meccanismo, non restarne fuori. Cambiano i lavori, scienza e tecnologia si infilano in ogni campo, facendo rivoluzioni. E continuano a ritmo incalzante. Dobbiamo adattarci a questo ritmo» risponde il famoso giornalista e divulgatore scientifico.

In quanto a riduzione del debito e ad innovazione, l’energia ha un ruolo fondamentale, soprattutto in un contesto altamente dinamico e cangiante in cui -oggi- l’energia prodotta da fonti non rinnovabili, altamente inquinanti, non conviene più.

«L’energia da fonti non rinnovabili rappresenta solo un fattore di stress per la vita quotidiana di persone e aziende che fanno difficoltà a programmare il futuro se non considerandone ineluttabili aumenti» puntualizzano gli analisti di Solar Power Network, la multinazionale canadese che, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, e si appresta ora a cambiarlo anche in Italia.

Eppure, anche quando vi è un calo delle tariffe o una riduzione dei consumi, in Italia si paga sempre di più. Considerando l’intero 2019, secondo una proiezione di Solar Power Network (SPN), la spesa per l’energia per la famiglia italiana tipo registrerà un incremento del 13,5% per l’elettricità e del 10,5% per il gas naturale.

«Il fatto è che in Italia oltre alle materie prime si continuano a pagare elevati “oneri di sistema” ed altri servizi accessori, anche per case vuote ed impianti non utilizzati» spiega l’ingegner Peter Goodman.

«Insomma una batosta, sempre e comunque» aggiunge Giorgio Mottironi, senior partner di BAngel che per Solar Power Network svolge un ruolo di supporto all’analisi di mercato e sviluppo della strategia e che sta posizionando l’azienda ricordando che per SPN «solar is a mission» e che questo loro approccio li ha portati ad acquisire un know-how che permette di realizzare impianti a maggiori prestazioni basati su un design unico che ad oggi ha permesso di produrre in media il 120% in più rispetto agli altri competitor.

Le fatture italiane? Restano pesantissime. Per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo italiana nell’anno in corso sarà di 650 euro, con una variazione del +13,5% rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 800 euro, con una variazione del +10,5% rispetto al 2018. In altri termini, la spesa annuale per la famiglia tipo sale di circa 34 euro per la luce e di circa 62 euro per il gas.

Come mai ancora tutti questi rincari? «Il principale motivo dipende da un’eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa, determinata dalle sostenute quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e dalla crescita senza precedenti del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica ovvero dei titoli che i produttori di energia elettrica devono acquistare per compensare la loro CO2 immessa nell’atmosfera. Ed i prezzi sui mercati a termine per il quarto trimestre non danno segnali di inversione dell’attuale tendenza al rialzo» risponde il presidente e ceo di Solar Power Network.

A livello delle imprese, invece, ottima performance del nostro Paese che però, secondo gli analisti di Solar Power Network (SPN), dovrà ancora continuare a investire molto sulle energie rinnovabili. «Il che non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia nazionale» puntualizza l’ingegner Peter Goodman.

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Economia/Imprese

Il 73% degli albergatori investirebbe sulle proprie strutture

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Milano, 25 luglio 2019 – Scenario positivo per il mercato immobiliare hospitality in Italia, paese al mondo che vanta la maggiore diversificazione nell’offerta ricettiva, sia per varietà che per qualità. Proprio sulla qualità delle strutture ricettive si è focalizzata l’indagine, condotta da Federalberghi, il cui risultato è stato pubblicato nel Rapporto sugli Immobili ad uso Ricettivo in Italia di World Capital, evidenziando la propensione degli albergatori a investire sul miglioramento delle proprie strutture. Infatti, il 36% degli intervistati ammodernerebbe il proprio immobile, mentre secondo il 27% è necessaria una vera e propria ristrutturazione della struttura ricettiva, parziale (24%) o integrale (3%).

Il 10% degli albergatori, invece, ha risposto che sarebbe sufficiente un semplice intervento sugli arredi per migliorare la qualità delle proprie strutture e renderle più moderne. Infine, nel 27% dei casi, l’imprenditore ritiene che non siano necessari interventi di miglioria. Tale sentiment non solo strizza l’occhio al rilancio della competitività delle strutture alberghiere italiane, ma genererebbe anche un incremento di fatturato del settore edilizio, trainato dalla crescente domanda proveniente dalle ristrutturazioni. “La qualità della struttura ricettiva gioca un ruolo molto importante nella determinazione del valore dell’immobile, ma tuttavia non è l’unico elemento sul quale concentrarsi. – dichiara Monica Badin, Real Estate Consultant Hospitality Department di World Capital – Infatti, anche un’attenta e accurata gestione della struttura può generare fatturati interessanti.”

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