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Home Fitness addio: 
gli Italiani online vogliono riprendere a fare sport all’aperto

In un’estate finalmente allietata anche dalle grandi competizioni sportive internazionali, come gli Europei di calcio appena conclusi e le Olimpiadi di Tokyo 2020 alle porte, gli italiani online riscoprono il piacere di allenarsi all’aperto e di praticare quegli sport “di contatto” che, nei passati mesi di lockdown, erano stati vietati per le disposizioni sul distanziamento, abbandonando l’home fitness e gli attrezzi indoor che hanno tenuto compagnia durante lo scorso anno.

Crollano infatti di oltre il -60% in media negli ultimi sei mesi le preferenze online degli Italiani per le attrezzature fitness per allenarsi a casa a fronte di numeri più che raddoppiati per gli strumenti e l’abbigliamento per praticare sport outdoor.

Torna la passione per il tennis ma la nuova moda dell’estate è il SUP

idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa – ha messo a confronto le preferenze degli italiani online verso i prodotti della categoria Sport e Abbigliamento sportivo nell’ultimo semestre rispetto ai mesi di lockdown.

Non c’è dubbio che gli italiani amino lo sport, sia quello praticato – sono infatti il 35% gli italiani che praticano almeno uno sport – che quelli seguiti in TV o, quando possibile, dal vivo.

Nei periodi di lockdown gli italiani si sono attrezzati per adibire i propri spazi domestici a piccole palestre indoor facendo aumentare le ricerche online per gli attrezzi e accessori per praticare il proprio sport preferito a casa del +96,3%.

Negli ultimi sei mesi, invece, si registra un cambio di tendenza a favore di attrezzatura e abbigliamento per gli sport all’aria aperta le cui ricerche online sono aumentate del +68,6%.

È boom, in particolare, per i prodotti per praticare il tennis con crescite dell’interesse anche quintuplicate, come ad esempio per le Scarpe da tennis (+398,6%), gli Accessori per il tennis (+357,5%), Borse da tennis (+259,0%) e le Racchette da tennis (+229,0%).

La nuova moda tra gli sport outdoor per gli Italiani online – e non solo – è il SUP, acronimo di Stand Up Paddle che vuol dire “stare in piedi con la pagaia”. La disciplina, nata alle Hawaii, un po’ surf e un po’ canoa, prevede lo stare in piedi in equilibrio sulla tavola nell’acqua, spostandosi utilizzando una pagaia.

Essendo uno sport adatto a tutti, più semplice del windsurf, del kitesurf o del semplice surf, che aiuta a modellare il fisico perché fa lavorare parecchio addominali, pettorali e dorsali e la cui pratica trasmette un profondo senso di calma e di quiete, si comprende bene perché sia diventato così di moda. Le ricerche online della tavola per praticarlo – la Stand-Up Paddle – sono infatti triplicate negli ultimi sei mesi con un aumento del +203,1%.

Sport outdoor più o meno conosciuti e praticati

Tra gli altri sport outdoor meno conosciuti ma che gli Italiani online negli ultimi sei mesi hanno iniziato a praticare, stando agli incrementi delle ricerche online, troviamo il Golf (Scarpe da golf +139,6%), il Pattinaggio in linea (Rollerblade +121,3%) e il Nordic Walking, o in italiano camminata nordica, una camminata in cui le braccia spingono in modo opposto ed alternato rispetto ai piedi con l’aiuto di appositi bastoni (Bastoncini Nordic Walking +56,4%).

Tra gli sport outdoor più “tradizionali” gli Italiani online hanno ripreso a praticare la Corsa (Abbigliamento running +114,5% e Scarpe da corsa +53,8%) e il Calcio (Abbigliamento calcio +81,2%). Inoltre, da quando sono iniziati gli Europei di calcio, le intenzioni di acquisto sul portale italiano di idealo nei confronti delle maglie ufficiali nazionali, nella maggior parte dei casi quella dell’Italia, sono aumentate del +96,5%.

 

Home Fitness addio! Ma grandi risparmi online

Le ricerche online di attrezzature e abbigliamento per l’home fitness hanno subito un crollo del -61,2% in media nel primo semestre del 2021.

Nel dettaglio sono diminuite le ricerche di Attrezzi per Indoor Cycling (-86,2%), Stepper       (-82,4%), Pedana vibrante (-66,5%), Vogatore          (-62,5%), Panca fitness (-60,1%), Cyclette (-57,6%), Pesi (-57,1%), Tapis roulant (-54,9%), Attrezzi per addominali e schiena (-47,6%) e Ellittica (-44,4%).

Grazie all’utilizzo della comparazione dei prezzi e della funzione “prezzo ideale” per acquistare nel periodo più conveniente, sui prodotti e l’abbigliamento per praticare sport a casa negli ultimi dodici mesi si è potuto risparmiare molto: in media, un risparmio massimo del -21,0% se consideriamo tutte le categorie[1], in linea con le aspettative degli utenti, che hanno desiderato un risparmio del -19,6% grazie all’utilizzo della funzione “prezzo ideale”[2].

In particolare il risparmio massimo medio online nell’ultimo anno è stato di €800,00 per i Vogatori, €700,00 per i Tapis roulant, €530,00 per l’Ellittica, €366,05 per gli Attrezzi vari, €276,57 per le Cyclette e €159,04 per l’Indoor Cycling.

Attrezzatura e Abbigliamento sportivo: ecco i più desiderati dagli Italiani online

Tra le Attrezzature per lo sport gli Italiani online nei primi sei mesi del 2021 hanno preferito i seguenti brand e prodotti:

  • Tapis roulant HomCom Tapis roulant con display LCD 500W
  • Cyclette JK Fitness Performa 256
  • Racchetta tennis Babolat Pure Drive (2018)
  • Attrezzo da palestra Klarfit Ultimate Gym 5000 station fitness multifunzione
  • Peso vidaXL Set di due manubri con pesi

Per quanto concerne invece l’abbigliamento sportivo, gli Italiani online nella prima metà del 2021 hanno preferito i seguenti brand e prodotti:

  • Tuta sportive Adidas Tracksuit black/white
  • Occhiali sportivi Oakley Sutro OO9406
  • Maglia calcio Nike Inter Shirt 2021 Home
  • Intimo sportive Triumph Triaction Extreme Lite white
  • Abbigliamento running Adidas Run It 3-Stripes Tight black / white Men
  • Scarpe da corsa Asics Gel Noosa Tri 13 GS Digital aqua hot pink
  • Scarpe outdoor Garmont Nebraska GTX
  • Scarpe da calcio Adidas X Ghosted.3 FG
  • Scarpe da ginnastica Nike Men’s Air VaporMax 2020 Flyknit Iron grey/Multi-Colour/white
  • Scarpe da tennis Adidas Grand Court Kids cloud white/core black/cloud white

Grande crescita degli e-Sports durante i periodi di lockdown

idealo ha anche analizzato le intenzioni di acquisto relative agli e-Sports, vale a dire i videogiochi a tema sport sul proprio portale italiano. Nel corso dell’ultimo anno, i filtri di ricerca più utilizzati sono stati quelli relativi al calcio (score 100,0), alla pallacanestro (4,9) e al fitness (4,1).

Altri sport, quali baseball, hockey su ghiaccio e golf, hanno ricevuto scarsa attenzione da parte degli utenti (0,1), probabilmente perché meno diffusi nel nostro paese.

Se consideriamo il 2020-21, i mesi con il maggior numero di intenzioni di acquisto nei confronti degli e-Sports (tutti gli sport in catalogo) sono stati quelli caratterizzati da chiusure e restrizioni. È il caso, per esempio, di marzo-aprile 2020 (inizio della prima ondata della pandemia di COVID-19): in questi due mesi, l’interesse online è aumentato del +190,8% rispetto a gennaio-febbraio dello stesso anno.

Anche il periodo compreso tra ottobre 2020 e gennaio 2021 è stato caratterizzato da un grande interesse online nei confronti degli e-Sports: in media, un ulteriore +49,7% rispetto al picco di marzo-aprile 2020. In questo caso, la crescita potrebbe essere stata alimentata anche da eventi molto importanti per l’e-commerce, cioè il Black Friday e il Natale.

Un terzo picco di interesse, infine, è stato registrato a marzo-aprile 2021, anche se in questo caso leggermente più basso rispetto al valore di riferimento di marzo-aprile 2020 (-29,6% rispetto al primo picco).

In base alle ricerche online nei primi sei mesi del 2021, gli e-Sports più desiderati sul portale italiano di idealo sono stati i seguenti:

  • FIFA 21 (calcio)
  • Ring Fit Adventure (fitness/avventura)
  • NBA 2K21(pallacanestro)
  • eFootball PES 2021: Season Update (calcio)
  • FIFA 19 (calcio)

 

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In Motion

L’andamento del mercato delle auto usate online nel secondo trimestre 2021

Il 2021 è un anno di difficile valutazione per il mondo dell’auto. A guardare solo i risultati del settore, senza analizzarli, viene da pensare che l’industria goda di ottima salute: il mercato del nuovo ha chiuso il semestre con un +51% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, +40% per l’usato, +25% per quanto riguarda l’usato online. C’è però da segnalare la quasi impossibilità di paragonare i valori di marzo, aprile e inizio maggio 2021 con quelli degli stessi mesi dell’anno precedente, periodo in cui iniziò l’emergenza sanitaria e ci fu il primo lockdown, che portò ad una quasi totale paralisi del settore.

Prendendo quindi come paragone i dati del 2019 la situazione cambia: il settore del nuovo è in perdita del 18% rispetto a due anni fa. Poco meglio va all’usato online, sotto comunque del 4%.
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Life

Ridurre gli sprechi nel Food Retail

Il Food Retail sta giocando una partita estremamente sfidante oggi. Da un lato la ripresa socio-economica con l’esigenza di diversificare l’esperienza utente per tornare ad attrarre le persone in store, dall’altra quella di operare una gestione oculata dei prodotti alimentari (i deperibili in particolare) per diminuire le perdite (lo spreco alimentare pesa per la sola filiera in Italia oltre 3 miliardi) e ottimizzare l’impronta ecologica del settore.
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Life

Il lavoro domestico maschile

Nell’immaginario collettivo, il lavoro domestico è generalmente visto come un’attività prettamente femminile, tanto che nel linguaggio comune si tende a declinare al femminile “le colf” e “le badanti”.

In realtà, la componente maschile è piuttosto rilevante: secondo il Rapporto ILO 2021 pubblicato lo scorso 16 giugno in occasione del decennale della convenzione 189/2011 (dati 2019), a livello globale i lavoratori domestici di sesso maschile sono 18 milioni, pari a quasi un quarto di tutti i lavoratori domestici. In particolare, la componente maschile tocca i picchi massimi in Africa (31,6%) e nei Paesi arabi (63,4%).
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In Motion

Le auto usate più vendute online sotto i 20.000 euro

Il prezzo medio di una vettura usata comprata online nel 2021 è di 14.984 euro. Questo dato statistico è abbastanza esplicativo, fa capire che gli italiani in media spendono tra i 10 e i 20.000 euro per acquistare una vettura in rete. Con quella somma si possono acquistare ottimi modelli su internet, partendo da citycar e utilitarie, arrivando fino a SUV e station wagon.
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In Motion

Le auto ibride usate e a km 0 più vendute online

Non è un mistero che il 2020 sia stato un anno estremamente negativo per il settore dell’auto. Il mercato del nuovo ha fatto segnare un pessimo -28% di vendite rispetto al 2019, mentre quello dell’usato si è chiuso con un meno grave, ma sempre allarmante, -13,8%.

Nonostante la grande crisi del settore, alcune tipologie di vetture sono riuscite ad affermarsi e a crescere rispetto agli anni precedenti: parliamo naturalmente delle auto ibride che hanno raddoppiato i loro volumi di vendita rispetto al 2019, aiutate anche dai tanti incentivi statali diffusi nei mesi passati.

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Lifestyle

Connected Health, una ricerca commissionata da Salesforce racconta lo stato della trasformazione digitale nella sanità italiana

I sistemi sanitari europei che hanno mostrato maggiore resilienza nel contrastare la pandemia del COVID-19 sono stati quelli che capaci di fare leva su servizi e tecnologie di connected health per supportare rapidamente la riorganizzazione delle strutture e dei percorsi di cura dei pazienti. Allo scopo di capire qual è lo stato di avanzamento della trasformazione digitale della sanità italiana e comprendere le best practices da cui trarreesempio, IDC Italia, in collaborazione con Salesforce Italia, ha condotto un’indagine su un campione di 84organizzazioni sanitarie tra AO, IRCSS, Case di cura e Centri diagnostici.

L’importanza di un approccio strategico

Lo stato della connected health risulta essere in forte focus e sviluppo per il mercato privato in Italia.L’implementazione delle strategie a supporto dei modelli di cura connessi digitalizzati sono ancora in fase di progettazione per il 44% delle realtà intervistate. Solo il 4% dichiara di avere avviato strategia nel lungo periodo, di cui sta vedendo già i benefici dell’innovazione in forma stabile.

Per il 56% delle organizzazioni sanitarie italiane intervistate non esiste ancora una pianificazione strategica formale per l’innovazione digitale. Per il 37%, invece, la strategia di digitalizzazione si limita a singoli processi, mentre il 7% considera la strategia digitale come parte integrante della strategia aziendale per innovare i modelli di cura per i pazienti.

Orientina Di Giovanni, Direttore Generale di CareApt, una società fondata da Zcube, il Research Venture di Zambon e dedicata allo sviluppo di soluzioni integrate hi-tech/ji-touch per trasformare la cura delle malattie croniche, ha commentato “Il digitale abilita una gestione ‘sostenibile’ della cronicità: supera la dialettica ospedale-territorio per fare della casa del paziente il luogo di cura; abilita il task shifting verso interventi di tipo non farmacologico; consente un monitoraggio continuo per prevenire e intercettare le esacerbazioni. Ma solo se ilrisultato sarà misurabile in termini di ‘migliore esperienza’ per pazienti e sanitari, la trasformazione riuscirà davvero”.

“La digitalizzazione in Health Care rappresenta un’opportunità unica per la gestione integrata del percorsoterapeutico di Pazienti, principalmente per quelli con patologie croniche, consentendo una gestione e una visione anche olistica della cura e ottimizzando e rendendo continuativo il supporto ai Pazienti anche al domicilio”, prosegue Maurizio Pèrcopo, CEO di Domedica, azienda leader nel settore Connected Healthcare. “La tecnologia agevolerà sempre più un corretto monitoraggio degli eventi e dei parametri chiave, e consentirà una più attenta e pronta valutazione dell’evoluzione dello stato di salute: la raccolta continuae l’interpretazione dei dati e dei comportamenti dei Pazienti potranno rappresentare un “virtual clinical trial” ancheper terapie già in fase di commercializzazione”.

Una visione a 360° del paziente

Attualmente il 63% delle aziende ospedaliere italiane non dispone ancora di indicatori specifici per valutare la validità dei progetti di connected health implementati. Tuttavia avere una visione univoca dei dati del pazienteconsentirebbe alle organizzazioni sanitarie di rivoluzionare non solo la raccolta della documentazione dei pazienti, ma soprattutto di ottenere una migliore analisi e comprensione dei fenomeni e di ottimizzazione dei processi clinici. Un approccio strategico ai dati permetterebbe infatti di personalizzare le cure e di integrare i servizi durante ilpercorso di gestione dei pazienti, ma anche di allocare le risorse adeguate per le terapie da effettuare.

Questo è quanto emerge dall’analisi delle realtà più innovative, per le quali, massimizzare il valore della connected health non è un obiettivo teorico, ma è già una realtà consolidata. L’80% misura l’esperienza del paziente conparametri come i tempi di attesa e la presenza agli appuntamenti fissati e il 60% valuta anche la sua soddisfazione finale. Non solo, l’80% usa i sistemi di connected health per misurare esplicitamente la qualità delle cure grazie adindicatori specifici quali il tasso di mortalità, il tasso di riammissione ospedaliera e i tempi di ricovero.

Perché siano realmente significative, le tecnologie devono sfruttare le informazioni relative ai pazienti per creare un sistema in grado di coinvolgere il paziente durante tutto il suo percorso, definito da IDC come system ofengagement. La connected health richiede, quindi, un ripensamento delle piattaforme tecnologiche ad oggi in uso, in favore di sistemi predittivi in tempo reale, interoperabili con gli altri sistemi clinici e capaci di abilitare i processi dicollaborazione tra personale clinico e pazienti. . Un aiuto concreto a questa esigenza arriva dall’agilità e dalla sicurezza del cloud: il 90% delle organizzazioni infatti considera il cloud come una delle tecnologie che possonoavere il maggiore impatto nella sanità connessa.

Migliorare l’esperienza del personale medico per massimizzare il valore delle cure

Il 96% degli intervistati considera i medici e la direzione sanitaria come i principali beneficiari delle informazioni edelle capacità fornite dai sistemi di connected health, tuttavia migliorare l’esperienza di lavoro del personale sanitario è oggi una priorità solo per il 20% delle aziende sanitarie intervistate ela soddisfazione del personale medico non viene generalmente misurata.

Le tecnologie devono informare adeguatamente il personale medico e automatizzare alcune parti del processoclinico, permettendo ai medici di concentrarsi sul gestire il paziente in maniera efficace e empatica. Tra i benefici riconosciuti della connected health sul carico di lavoro delle aziende sanitarie, si citano in particolare:

  • La possibilità di avere una visione puntuale e d’insieme del paziente (65%);
  • La creazione di ambienti di lavoro collaborativi, multidisciplinari e integrati (48%);
  • La possibilità di avere un supporto concreto per le decisioni mediche (46%).

Per garantire un impatto su larga scala, le soluzioni di connected health devono offrire al personale sanitariostrumenti che si adattino alle loro esigenze. Tra le priorità indicate dall’indagine emergono in particolar modo:

  • La facilità di utilizzo (82%);
  • La raccolta e l’elaborazione dei dati in tempo reale (46%);
  • La personalizzazione dell’interfaccia principale (32%);
  • L’accesso in modalità mobile (30%).

I modelli che funzionano: il progetto @home dell’APSS della Provincia Autonoma di Trento

Realizzato dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS) della Provincia Autonoma di Trento, il progetto @home nasce nel 2017 per migliorare i servizi relativi alle cure domiciliari distrettuali e fornire un valido strumento diassistenza territoriale.

Basato su una piattaforma tecnologica fondata su un’architettura cloud e mobile, @home permette di pianificare, gestire e monitorare i percorsi di assistenza domiciliare, tenendo traccia di informazioni chiave quali: il livello diautonomia della persona nel gestire la propria malattia, la compliance alla terapia, il controllo della sintomatologia, il numero di ricoveri ospedalieri, di istituzionalizzazioni o di decesso dei pazienti seguiti dalle cure palliative.

La piattaforma, che nel 2020 è arrivata a gestire la presa in carico di più di 40 mila pazienti, durante la pandemia COVID-19 è stata rapidamente estesa alla gestione dei casi e dei contatti, permettendo, in circa due settimane, di gestire e monitorare più di 100 mila pazienti, apportando una significativa riduzione delle attività amministrative e time consuming in carico agli operatori sanitari.

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Rifiuti elettronici, cinque azioni per aiutare il pianeta

Contribuire al ripristino dell’ecosistema significa anche assicurarsi che i propri rifiuti seguano una corretta  strada di raccolta, recupero e smaltimento evitando così che possano essere dispersi. In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, che si celebra il 5 giugno fin dal 1972 e che si prefigge non solamente di richiamare l’attenzione pubblica sulle questioni ambientali, ma di indicare delle azioni concrete che possano contribuire al miglioramento dell’ambiente stesso, il consorzio Ecolight pone l’accento sui rifiuti elettronici. Una tipologia di scarti che sta crescendo a ritmi sostenuti e che rappresenta una vera sfida ambientale per le potenzialità di recupero che ha. «Solamente il 20% dei RAEE segue un iter corretto. Il resto finisce nella raccolta indifferenziata oppure, nel peggiore dei casi, viene esportato illegalmente», osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori esausti. «Conoscere il valore ambientale di questi rifiuti, ma soprattutto assicurarsi che questi siano conferiti correttamente è un impegno che ci deve vedere tutti coinvolti se vogliano contribuire in modo fattivo alla tutela del nostro pianeta».
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Lavoro: con la pandemia è picco di stress e insoddisfazione in azienda

Con la pandemia, il mondo del lavoro è cambiato. Forse per sempre. Il 54% delle aziende interpellate da Fondirigenti a marzo 2021 si dice intenzionato a usare lo smart working in modo permanente (il 13% già lo adottava prima del Covid-19), con tutto ciò che ne consegue in termini organizzativi, tecnologici e di equilibri all’interno del team. Riconfigurare in modo così radicale la quotidianità è un compito tutt’altro che semplice, e lo dimostra il crescente senso di frustrazione che serpeggia tra la popolazione aziendale. Su 2mila lavoratori italiani interpellati da LinkedIn dopo due mesi di lockdown, il 46% si dice più ansioso e stressato rispetto a prima e il 48% ammette di lavorare almeno un’ora in più al giorno, il che equivale a quasi 3 giorni in più al mese. Apparentemente è un paradosso: sulla carta le aziende si sono dotate di informatici sempre più sofisticati e metodologie per incrementare la produttività e l’efficienza, ma nella pratica le persone lavorano sempre di più, sono sempre più stressate e faticano a ottenere risultati.
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L’automotive in prima linea per la sostenibilità

L’automotive in prima linea per la sostenibilità: oltre due terzi di chi oggi è intenzionato ad acquistare un’auto (67%), ritiene l’impatto ambientale un aspetto importante da considerare, un dato che arriva fino al 75% tra chi cerca una vettura nuova. Un’attenzione che inizia ad avere i suoi effetti positivi sul mercato, anche se il prezzo resta sempre la leva principale per i consumatori.

Grazie agli ecobonus e agli incentivi governativi destinati anche alla fascia 61-135 g/km di CO2 e alle politiche di alcune amministrazioni locali virtuose, oltre un terzo (33,9%) delle vetture nuove vendute nei primi cinque mesi del 2021 (al netto del noleggio), riguarda auto ibride, plug-in hybrid ed elettriche (191.680 immatricolazioni), in crescita del +335,1% rispetto allo stesso periodo del 2020. Parliamo di un salto notevole rispetto a una quota del 13,2% nel 2020, con un trend in forte espansione pur considerando il lockdown dello scorso anno. Nello stesso periodo anche nell’usato si registrano segnali positivi, con un +127% delle richieste degli utenti su AutoScout24, anche se la quota resta ancora marginale rispetto alle altre alimentazioni. Numeri in crescita che potrebbero aumentare più velocemente se si adottasse una politica di sostegni economici strutturali estendendoli anche all’usato e investimenti in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sinora ancora scarsi o limitati.
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