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Lifestyle

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L’inverno è in arrivo, ecco i trend da non perdere per essere sempre alla moda

La stagione estiva tecnicamente non è ancora conclusa, ma il periodo del mare e delle vacanze ormai è alle spalle e si è tornati alla vita di tutti i giorni. Tra poco arriverà anche il momento del cambio del guardaroba, e per chi vuole essere sempre in sintonia con le tendenze del momento è un imperativo categorico scoprire in anteprima quali accessori e quali trend andranno per la maggiore nei prossimi mesi. Ne parliamo con gli esperti di Gulliver Collection, e-commerce molto rinomato che mette a disposizione della clientela i marchi più conosciuti e apprezzati del mondo della moda.

Cosa dobbiamo aspettarci dai brand più importanti del settore?

L’empowerment delle donne sembra essere il valore fondamentale destinato a caratterizzare le proposte fall winter che verranno. Per ragazze e signore di classe ma grintose, con una personalità ben definita e un carattere forte, è indicato il completo mannish reinterpretato in un’ottica femminile: via libera, per esempio, agli smoking destrutturati, mentre i tailleur pantaloni saranno rivisitati secondo un approccio ultra chic. In questa scia che conduce verso il power dressing, si moltiplicheranno gli outfit da girl boss.

Immaginiamo di voler comprare un accessorio nuovo: da cosa dovremmo partire per sintonizzarci con le tendenze del momento?

Di certo da un cappello a tesa media, che sarà tra gli accessori principali dei prossimi mesi. Molto chic, ma a condizione che la tesa sia dritta. Volendo ipotizzare un abbinamento affascinantei, poi, si potrebbe ricorrere ai guanti lunghi, utili anche per dare vita a un evidente contrasto con l’outfit mannish a cui facevamo cenno in precedenza. Una it-girl non si può considerare tale senza un paio di guanti da diva, che non nascondono le mani ma anzi le valorizzano, creando un alone di mistero sinonimo di seduzione.

Dobbiamo attenderci qualche ritorno dal passato?

Ormai il vintage non è da ritenere un’eccezione ma la regola. Tra i capi che torneranno di moda segnaliamo le giacche oversize con le maniche a sbuffo, mentre direttamente dagli anni ’80 riemergeranno in tutta la loro particolarità i bold blazer, ovviamente con le spalline imbottite. Sempre a proposito di giacche, le utility jacket rappresentano una new entry degna di nota. Con i loro volumi over e con le loro linee dritte, sapranno far perdere la testa a donne di tutte le età alla ricerca del massimo del comfort. La presenza di una quantità pressoché infinita di tasche, poi, è una ulteriore garanzia di praticità.

Come potremmo abbinare una utility jacket?

Il consiglio è quello di scegliere dei materiali deluxe per ottenere un effetto di contrasto. Più in generale, comunque, le giacche di questo tipo vanno bene su tutto: se poi si aggiunge del pizzo, la sensualità ne beneficerà. I gilet sotto la giacca e i pantaloni, magari con tanto di cravatta, saranno comunque dei must have. Lo abbiamo sottolineato in precedenza: l’effetto lady boss sarà uno dei caratteri essenziali delle proposte dei grandi marchi questo inverno.

Quale sarà il colore dominante?

Forse non ci sarà un solo colore dominante, ma se proprio fossimo obbligati a indicarne uno non potremmo che puntare sul total white. Finalmente potremo dire addio a uno dei luoghi comuni più diffusi in area fashion, e cioè quello secondo il quale il bianco si adatta unicamente ai capi estivi. Non è così, e per trovarne una dimostrazione è sufficiente pensare agli smoking femminili in bianco, un concentrato di ricercatezza e di eleganza da provare in occasione di situazioni in cui è d’obbligo un dress code glamour ma non troppo sofisticato.

E delle borse che cosa ci dite?

Sembra proprio che nei prossimi mesi sempre più donne andranno in giro con due borse nello stesso momento. D’altra parte, perché essere costrette a scegliere un modello troppo grande e ingombrante quando per soddisfare le proprie esigenze di spazi contenitivi in più basta raddoppiare il numero di borse? Naturalmente nella maggior parte dei casi la borsa extra sarà una mini bag, che andrà ad aggiungersi a una borsa piatta e larga.

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Plastica addio

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Esce in libreria “Plastica addio”, un libro finalmente completo sul tema della plastica. Forse per la prima volta si raccoglie in un solo volume un’inchiesta rigorosa, che racconta la plastica in tutti i suoi aspetti – i numeri globali, la situazione in Italia, i danni prodotti su ambiente e salute, le possibili soluzioni – e un manuale pratico per cambiare le nostre abitudini e fare a meno per sempre della plastica, in tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Un libro che propone una via italiana allo “zero waste”, con soluzioni creative e praticabili da tutti.

La plastica è un potente simbolo della modernità ma anche delle sue contraddizioni. Le tonnellate di rifiuti che infestano l’ambiente e minacciano la nostra salute non sono infatti che il riflesso di un’economia fondata sulla “crescita” illimitata. I numeri del libro non lasciano dubbi: la produzione mondiale di plastica è di circa 350 milioni di tonnellate, ed è destinata ad aumentare nei prossimi anni. Nei nostri mari, finiscono ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. La plastica costituisce il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra dopo l’acciaio e il cemento. I sacchetti di plastica sono il prodotto di consumo più diffuso al mondo.

Che cosa fare allora? Bisogna conoscere prima di tutto il fenomeno. Nella prima parte il libro fornisce al lettore una lettura complessiva del problema: ricostruisce la storia delle plastiche e la loro parabola discendente – da simbolo della vita moderna a catalizzatore delle critiche di chi è preoccupato per il futuro della Madre Terra -. Ne spiega tutte le pesanti conseguenze sul Pianeta e sulla nostra salute, dall’invasione degli oceani al fenomeno delle microplastiche.

Nella seconda parte le autrici analizzano invece, numeri alla mano, le “soluzioni” per correre ai ripari. Ma fanno un’amara scoperta. Il riciclo, per quanto indispensabile, non si può considerare una soluzione: da quando esistono i materiali plastici meno del 10% è stato riciclato e in natura ci sono già 6,3 miliardi di tonnellate di plastica sparse. La produzione di bio-plastiche è invece una strada importante, ma allo stato dell’arte costituisce ancora una soluzione solo parziale.

Nella terza parte invece si passa all’azione, con una proposta per un’alternativa quotidiana: ovvero centinaia di soluzioni pratiche per liberarsi dalla plastica, giorno dopo giorno. Una vita “zero waste” è a portata di mano grazie alle alternative, alle accortezze, ai trucchi fai-da-te – illustrati passo dopo passo e adatti a diversi livelli, il principiante, l’esperto e il professionista – proposti da Elisa, che consentono di preparare una lista della spesa plastic free (a partire dai sacchetti), curare la casa e l’igiene personale, scegliere gli abiti, viaggiare, gestire l’ufficio senza rifiuti plastici.

Ma tutto questo serve? Certo che sì, perché la battaglia contro la plastica è prima di tutto culturale. Il messaggio del libro è forte e chiaro: per invertire la tendenza c’è un solo modo, smettere di usare la plastica – in primis quella usa-e-getta – e soprattutto produrre meno plastica o non produrne affatto, in favore di altri materiali più sostenibili. 

Apre il libro un’intervista a Paola Antonelli, senior curator del Dipartimento di architettura e design del MoMA di New York, curatrice della XXII Triennale di Milano “Broken Nature. Design Takes on Human Survival” (www.brokennature.org), che esplora il concetto di “design ricostituente” e spiega che “si può avere del design bello, sensuale, elegante e attraente, che sia anche al tempo stesso responsabile. Etica ed estetica possono convivere”.  

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Lifestyle

Boom della body e nail art in Lombardia e Italia, +150% le imprese in 5 anni

“Body e nail art”, tra attività che dichiarano di essere specializzate in decorazione delle unghie, trucco tatuato, progettazione ed ideazione di tatuaggi, disegno epidermico, micro e tricopigmentazione e manicure-pedicure è boom di imprese in Lombardia e Italia. In cinque anni le attività, tra sedi e unità locali, crescono di circa il 150% passando da 600 a 1.503 in regione e da 2.659 a 6.437 a livello nazionale secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su fonte registro imprese 2018 e 2013.
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Life

Arte, un business per 2 mila imprese lombarde e 13 mila italiane con 240 milioni di affari

Dagli strumenti di Cremona alle gallerie d’arte di Milano, dagli antiquari di Genova alle creazioni artistiche di Firenze e Roma, dal commercio di belle arti a Napoli alla gestione di luoghi storici di Brescia. Nei settori legati all’arte, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi al primo trimestre 2018, in Italia prima è Roma con 1.228 imprese, seguita da Milano con 876, Torino con 554, Firenze con 520, Napoli con 508. Seguono Venezia con 387, Brescia con 279, Bologna con 276, Perugia con 249, Genova con 245, Cremona con 230, Bergamo con 225, Bari con 207. Crescono Firenze (+4% in un anno) e Roma, Napoli e Cremona (+3% in un anno). Sono 2275 le imprese in Lombardia su circa 13 mila in Italia. Milano insieme a Monza Brianza e Lodi supera le mille imprese. In Italia lavorano circa 35 mila addetti nel settore, di cui circa 4 mila a Roma e circa 3 mila a Venezia, Milano e Firenze. Per business annuale, su un totale nazionale di 1,3 miliardi, prima Roma con 255 milioni, poi Milano con 190 milioni, Venezia con 118 milioni, Firenze con 112 milioni. Sopra i 60 milioni anche Palermo e Torino. Pari a 240 milioni il business lombardo.

Ha dichiarato Marco Dettori, presidente di Camera Arbitrale, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “L’arte rappresenta una forma di investimento in un Paese come il nostro in cui la creatività e il buon gusto riescono a caratterizzare molti settori dell’economia, a partire da moda e design. Camera Arbitrale propone, unica in Italia, un servizio per risolvere le controversie nel settore. La richiesta crescente di casi che ci vengono affidati mostra un interesse che ci aspettiamo continuerà a crescere”.

In due anni oltre trenta casi di liti sull’arte

Nei numeri della Camera Arbitrale di Milano, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, per la prima volta tra i risultati del periodo 2015-2017: su un totale di 935 mediazioni analizzate, (procedimenti chiusi, 2015-2017), in 32 è presente l’”elemento artistico”. Di queste, il 25% proviene dall’ambito locazioni, il 22% dalle successioni ereditarie, il 19% dai diritti reali, il 16% dalle divisioni, il 6% dai contratti finanziari, il 3% dalla diffamazione a mezzo stampa, dalla compravendita di mobili/immobili e da categorie residuali. Sempre più importante in questo ambito è la categoria delle successioni ereditarie, sia perché esse contengono spesso l’elemento arte in quanto oggetto (quadri, sculture, fotografie e beni da collezione), sia perché in esse emerge la problematica del passaggio generazionale delle collezioni d’arte. Il numero dei casi affrontati da ADR Arte è aumentato del 13% tra il 2016 e il 2017. La percentuale di accordi raggiunti, calcolata sul totale delle domande di mediazione ADR Arte ricevute, è del 28%, superiore alla percentuale di accordo raggiunti normalmente in mediazione (21% nel 2016). Diversamente, la percentuale di accordi raggiunti qualora le parti abbiano deciso di intraprendere definitivamente il percorso di mediazione dopo il primo incontro, è dell’82% (rispetto alla media generale del 70% nel 2016).

ADR Arte è l’unico servizio italiano per la risoluzione alternativa di controversie in ambito arte e beni culturali.

I primati nell’arte. Primato per gli strumenti musicali a Cremona col 74% di tutte le imprese artistiche del territorio. Maggiore concentrazione di gallerie d’arte a Milano (28% del settore artistico milanese), prima anche per collezionismo come impresa (5%) e per case d’asta (3,3%, dato doppio rispetto a 1,5% nazionale). Gallerie d’arte concentrate anche a Bologna (24%) e Perugia (22%). Venezia si distingue per vendita di oggetti artigianali con quasi la metà delle imprese del territorio. Napoli per il commercio di articoli di belle arti col 4% e per la gestione di strutture creative (11%). Antiquari a Genova (23%). Creazioni artistiche a Firenze (54%), Bergamo (52%) e Roma (44%). A Bari si distinguono le biblioteche come impresa (4% rispetto al 2% nazionale). A Salerno i musei privati (4%). A Brescia la gestione di luoghi storici (3% contro 1,2% italiano).

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Interpretare il business con l’Arte

Stiamo vivendo un momento epocale di cambiamenti continui dove ogni modello di business diventa fragile e dove è difficile riuscire a prevedere il futuro prossimo. In questo contesto le aziende possono mantenere e aumentare la propria competitività grazie all’arte e al contributo degli artisti.

Questa affermazione è solo apparentemente provocatoria in quanto da sempre gli artisti hanno accompagnato e spesso anticipato i grandi cambiamenti interpretando in modo nuovo le discipline artistiche e reinventando così la modernità.

Un esempio emblematico è Van Gogh che, quando arriva la fotografia che rischia di far diventare obsoleti e inutili i ritrattisti, intuisce che l’arte non deve rappresentare più quello che il pittore vede ma quello che sente.

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20 miliardi di design made in Italy nel mondo

Destinazione: Francia e Stati Uniti, in ascesa. Emergenti: Israele, Paesi Bassi. Arredo domestico negli USA, cucine in India, sedie in Cina, poltrone negli Emirati, mobili per ufficio a Singapore, gioielleria in Svizzera e Hong Kong. Prime: Monza, Treviso, Milano, Roma, Napoli e Torino.

Un export da 20,5 miliardi in un anno

È il valore raggiunto dall’Italia nel 2016 tra arredamento, illuminazione, articoli in porcellana e ceramica e gioielleria, stabile rispetto all’anno precedente. Ma sono aumentate le esportazioni di mobili per cucine e poltrone e divani (+5%), di sedie (+3%), di apparecchi per l’illuminazione e di prodotti in vetro (+2%). I 3 maggiori partner italiani sono: Francia (13,2%), Stati Uniti (9,3% che guadagna due posizioni rispetto allo scorso anno, +7,7%) e Germania (9,3%). (altro…)

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Le “Obsession” di Ivan Rando in mostra a Bergamo

scarpe gioiello ivan rando

Sei tecniche espressive diverse unite in un’unica mostra firmata dal designer e produttore di gioielli, Ivan Rando. Il filo conduttore dell’esposizione è l’ossessione che unisce in un unico percorso la pittura, la serigrafia, la scultura, i gioielli, la fotografia e la moda con delle scarpe-gioiello uniche nel loro genere.
La mostra “Obsession” rimarrà allestita in via San Giovanni 1, Bergamo, fino a Natale, nella bellissima location della storica gioielleria Arando Gioielli.
“In questa mostra – spiega l’artista – l’occhio viene inteso come ossessione, come sensibilità ai particolari. In un mondo dove tutto scorre veloce, le immagini che siamo soliti vedere sono dietro a uno schermo. Questo è un invito a guardare qualcosa che è presente, reale, vivo e vicino a noi”.
Ed ecco che i quadri diventano occhi che guardano, fissano e cercano di cogliere tutti i particolari. Occhi che tornano anche nelle altre tecniche: scultura, fotografia, serigrafia e gioielli. Il tutto realizzato dalle mani di Ivan Rando che, da solo, ha dato sfogo a tutta la sua creatività e soprattutto alla sua esigenza di poter plasmare diversi tipi di materiali quasi come fosse un’ossessione.

Ivan è figlio d’arte perché il padre produce gioielli da 45 anni. Dopo essersi diplomato al liceo artistico Giacomo Manzù di Bergamo, si laurea in scenografia all’Accademia di Brera Belle Arti di Milano. A soli 26 anni disegna su commissione la sua prima collezioni di gioielli per il mercato Giapponese, la Young line di Arando. Oggi collabora con il padre nell’azienda di famiglia che da oltre 40 anni produce gioielli artigianali e rigorosamente “Made in Italy”. “Obsession” è la sua prima Personale.

Le scarpe gioiello, il vero cuore della mostra

Mio padre produce gioielli da 45 anni – spiega Ivan -. Io sono sempre stato alla sua ombra mentre adesso ho l’esigenza di voler far vedere il mio lavoro e il mio percorso con l’obiettivo di portare chi guarda su un concetto di ossessione visto da prospettive e risultati visivi diversi. Il tutto fino ad arrivare a quello che per me è il cuore di questa mostra, la scarpa-gioiello“. Una scarpa-gioiello che diventa in realtà gioiello-scarpa perché qui il protagonista diventa il gioiello in argento puro o in oro. Ivan Rando utilizza la tecnica della fusione: “Il gioiello viene prima realizzato in cera modellata a mano poi fuso in metallo, non ci sono stampi – spiega -. Tutti i gioielli utilizzati sulle scarpe sono unici e multipli di pezzi unici”.
Un’altra particolarità di queste scarpe sono il loro non essere speculari. “Le applicazioni sono posizionate diversamente; su una scarpa il gioiello è davanti e sull’altra dietro così da creare una specie di scultura continua sulle due scarpe”.
Scarpe quindi che diventano come delle tele di un pittore su cui Rando ha voluto creare le sue opere d’arte, uniche e preziose.

Questo lavoro è frutto di due anni di ricerca da parte di Ivan Rando che guarda già avanti . “Nell’anno nuovo questa esposizione verrà portata a Tokyo e porterò le scarpe-gioiello nelle più importanti fiere del lusso”.
E parlando di valore di questi pezzi unici, si parte dalle scarpe più economiche dal valore di 4.000 euro a quelle in oro da 25.000 euro.

Mostra Obsession
Gioielleria Arando Gioielli
Via San Giovanni 1, Bergamo
Tutti i giorni, dalle 9,30 alle 19,00

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Cucine di lusso a Milano:le regole del design contemporaneo

Acquistare delle Cucine Varenna a Milano può essere un’idea ottima per gli appassionati di stile moderno, dunque per chi desidera ricreare, all’interno della propria cucina, un design contemporaneo ed accattivante.
Le Cucine Varenna, peraltro, sono molto apprezzate dai consumatori anche per la loro qualità realizzativa e per la loro grande ergonomia, cerchiamo dunque di capire quali sono le principali caratteristiche di questi così interessanti elementi d’arredo. (altro…)

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Edilizia, un piano da 30 miliardi

Investimenti massicci per riqualificare le città e le infrastrutture pubbliche: sia per contrastare la crisi, sia per curare il disagio sociale che alimentai focolai antieuropeisti. Lo hanno chiesto i costruttori dell’Ance, riuniti ieri a Roma nell’assemblea annuale, al quale è intervenuto il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

“Lo shock provocato dalla Brexit ha portato alla ribalta l’insostenibilità del dogma dell’austerità, che troppi anni ha guidato la politica europea”, ha esordito il presidente Claudio De Albertis parlando alla platea degli associati. “Secondo le nostre valutazioni sarebbe possibile mettere in campo 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni, attraverso l’utilizzo delle risorse esistenti e una rinnovata flessibilità negli investimenti”.

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Un po’ di relax a Tremezzo, sul Lago di Como

Tremezzo è una località turistica di grande pregio e prestigio, che garantisce a chiunque la visiti la possibilità di godere di un’esperienza straordinaria: merito delle sue tante attrattive, ma soprattutto delle numerose attività che si possono praticare. D’altro canto, le risorse naturali che contraddistinguono questa location sono così tante, e tutte eccezionali, che il compito più difficile è quello di scegliere a quale dedicarsi. Certo, il punto di riferimento è il lago, con spiagge molto curate che consentono – a chi lo desidera – di sdraiarsi per prendere il sole, di impegnarsi in una nuotata tonificante o di concedersi un bagno rilassante. (altro…)

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