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chi va e chi viene ai vertici delle maggiori aziende

Economia/ImpresePeople

I giovani scartano i ruoli manageriali, e non è mancanza di ambizione: dietro ci sono sovraccarico cognitivo e contesti aziendali illeggibili

Quando i team non si capiscono, cresce il carico di doversi interpretare a vicenda.
Mindiversity ha individuato le 5 coordinate per leggere il funzionamento di ciascuno e progettare un lavoro sostenibile.

Si parla sempre più spesso di grandi dimissioni e disimpegno silenzioso: la scelta di restare in azienda impiegando il minimo delle energie e facendosi coinvolgere sempre meno.
A portare alla luce per prima l’importanza di un equilibrio tra vita e lavoro, che va oltre le promozioni e i ruoli manageriali, è stata la Generazione Z, risvegliando anche la fascia più giovane dei Millennial.

Secondo lo studio condotto da Deloitte: “The Voice of Millennials” iniziato 15 anni fa, basandosi sulla generazione dei Millenial e quest’anno aggiornato includendo la Gen Z, i dati del report 2026 che vengono riportati sono: il 44% della Gen Z e il 45% dei Millennial, scelgono una crescita graduale ed equilibrata al lavoro, mettendo stabilità e benessere davanti all’avanzamento rapido. Inoltre, solo il 6% dei giovani indica una posizione di leadership come principale obiettivo di carriera.

È un fenomeno che ha già un nome, conscious unbossing: la rinuncia a ruoli manageriali.
Secondo un sondaggio condotto dall’azienda Robert Walters, il 72% dei giovani preferisce optare per un avanzamento di carriera in un ruolo individuale, con un focus sulla crescita personale e sullo sviluppo di skills, piuttosto che gestire un team.

Dietro questi numeri, però, non c’è soltanto una nuova idea di carriera. C’è un lavoro che è cambiato per tutti, diventando più veloce e difficile da decifrare. E quando il contesto smette di essere leggibile, restare coinvolti costa di più, con stress e burnout come condizioni sempre più diffuse.

Il costo invisibile dei team che non si capiscono

Secondo l’analisi presentata nel webinar di Asseprim-Confcommercio da Mindiversity®, progetto che porta nelle organizzazioni una lente organizzativa sul funzionamento cognitivo, il lavoro è diventato mentalmente più esigente. Si è spostato tra ufficio e digitale, toccando una moltitudine di strumenti e canali, chiedendo attenzioni e decisioni rapide in contesti frammentati e situazioni ambigue.

Il problema, in un contesto così fluido, si manifesta quando nascono incomprensioni: richieste disperse tra messaggi e frasi dette di sfuggita, procedure poco chiare e priorità non dichiarate. Le persone sono così costrette a indovinare cosa si aspettano gli altri membri del team o quale attività abbia più urgenza.

Inoltre, ogni mente percepisce, ragiona e collega le informazioni in modo diverso, dando per scontato che gli altri ragionino allo stesso modo: chi in azienda chiede una risposta immediata lo considera normale, e chi ha bisogno di tempo per rielaborarla la vive come pressione. Nessuno dei due sa come funziona l’altro, ed è lì che nasce il conflitto.

Sembra una competenza relazionale, ma è carico cognitivo aggiuntivo, energia spesa per decifrare il contesto anziché dedicarsi all’operatività. E il conto lo pagano i team, in fraintendimenti che si accumulano giorno dopo giorno. In questo caso, disimpegnarsi o andarsene diventa la conseguenza più probabile.

“Quando un team non funziona, la domanda che le aziende si pongono è come motivare le persone. Sarebbe più utile chiedersi se sappiamo davvero come lavora ciascuna di loro, e quasi sempre la risposta è no, perché nessuno l’ha mai chiesto. Eppure basta poco: nella maggior parte dei casi le persone sanno benissimo di cosa hanno bisogno per rendere al meglio, aspettano solo che qualcuno glielo domandi”, commentano Barbara Antongiovanni e Federica Ometti, fondatrici di Mindiversity®.

Come si legge il funzionamento di un team?
Le 5 chiavi pratiche di Mindiversity®

Quando il contesto smette di essere un rebus da decifrare, le persone recuperano l’energia che spendevano per interpretarlo, i conflitti si diradano e restare in azienda torna a essere una scelta. Per far sì che questo avvenga, occorre conoscere come funziona ogni membro del team.

Barbara Antongiovanni e Federica Ometti hanno individuato 5 coordinate per orientarsi:

  1. Ritmo: la velocità con cui si entra e si esce dai compiti. C’è chi ha bisogno di un aggancio immediato e salta facilmente da un’attività all’altra, e chi ha bisogno di una fase di decantazione e va in difficoltà con un calendario di riunioni ravvicinate che non lascia il tempo di elaborare.
  2. Soglia: quanto rumore e quanta ambiguità si riescono a reggere. C’è chi ha bisogno di silenzio assoluto e chi si concentra solo con la musica nelle orecchie, chi lavora bene anche con indicazioni vaghe e chi, per non sentirsi perso, ha bisogno di un brief chiaro e definito.
  3. Canale: il modo più efficace per scambiare informazioni. C’è chi allinea tutto con una telefonata di due minuti e chi, per lavorare sereno, ha bisogno di istruzioni scritte e dettagliate a cui poter tornare.
  4. Focus: l’orientamento dell’attenzione. C’è chi ragiona per associazioni e visione d’insieme, metodo prezioso in un brainstorming, e chi si immerge nel dettaglio, indispensabile quando contano precisione e finalizzazione.
  5. Regolazione: il modo in cui si recupera energia dopo un sovraccarico. C’è chi tira dritto ignorando i segnali di stanchezza fino a rischiare il burnout e chi si rigenera con pause mirate, per tornare lucido sul compito.

Le nuove generazioni chiedono ambienti in cui lavorare senza doversi mimetizzare. Quando un’azienda impara a leggere come funzionano le proprie persone e a progettare un contesto in cui ognuno si sente ascoltato, smette di perdere talenti.concludono Federica Ometti e Barbara Antongiovanni.

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Economia/ImpresePeople

Tack TMI Italy: soft skill decisive per più di 8 lavoratori su 10, ma solo il 36% ha partecipato alla formazione nell’ultimo anno

Più rilevanti delle competenze tecniche, oggi in cima per importanza tra le soft skill ci sono organizzazione del lavoro e orientamento ai risultati, per il domani saranno le competenze digitali trasversali, ma permane difficoltà nel conciliare la formazione con le priorità operative. (altro…)

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Economia/ImpresePeople

Tecnocasa: i pensionati sono il 7,7% sul totale degli acquisti di abitazioni e comprano trilocali nel 36,5% dei casi

COMPRAVENDITE PENSIONATI
L’analisi delle operazioni effettuate nel 2025 attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa evidenzia che, nel 79,5% dei casi, i pensionati hanno scelto l’acquisto, mentre nel 20,5% hanno optato per l’affitto.
Nel 2024 si registravano quote simili, mentre negli anni precedenti la componente legata all’affitto era più elevata (nel 2022, ad esempio, sfiorava il 28%).
Sempre più spesso quindi i pensionati preferiscono l’acquisto all’affitto.
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LifestylePeople

Vacanze di Natale: spenderemo 5 miliardi (+31%)

Quasi 8 milioni di italiani truffati nella ricerca di una vacanza.
8 viaggiatori su 10 sceglieranno l’Italia. Ci sposteremo soprattutto in auto.
Sono 10 milioni gli italiani che quest’anno si concederanno una vacanza durante le festività natalizie, con un budget medio pari a 440 euro e una spesa totale che supererà i 5 miliardi di euro, in aumento del 31% rispetto al 2024. I dati arrivano dall’indagine, commissionata da Facile.it a EMG Different, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

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Marco Galimberti nominato nuovo Country Marketing Manager di Ikea Italia

Al manager brianzolo il compito di definire e coordinare la strategia di marketing
per rafforzare la presenza del brand sul mercato italiano

IKEA Italia Retail annuncia la nomina di Marco Galimberti nel ruolo di Country Marketing Manager a partire dal 10 novembre: con oltre 15 anni di esperienza nel settore dei media e della comunicazione, maturata tra agenzie pubblicitarie, aziende FMCG, online e food delivery, Marco porta con sé un solido bagaglio di competenze strategiche e una profonda conoscenza del marketing omnicanale.

42 anni, nato a Carate Brianza, inizia la sua carriera nel 2008 lavorando in diverse agenzie marketing e digital, tra le quali VML, agenzia creativa internazionale del gruppo WPP, come Senior Project Manager.

Nel 2016 Galimberti prosegue il suo percorso professionale in una delle principali multinazionali italiane, Lavazza Group, dove ricopre il ruolo di Global Digital Marketing Manager, guidando l’implementazione e lo sviluppo della nuova strategia digitale globale.

Nel 2018 sceglie di ampliare ulteriormente la propria esperienza entrando in Deliveroo, un’azienda in un settore nascente, dinamico e competitivo, che unisce tecnologia, logistica e food. In quest’ultima esperienza, come Head of Marketing Italy, ha avuto la responsabilità della brand proposition e della strategia di marketing per il mercato italiano, delle attività media online e offline, nonché della gestione dei canali social e CRM, contribuendo in modo significativo alla crescita del brand, all’engagement dei clienti e all’espansione dell’azienda.

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Nuove nomine in Microsoft Italia: Federico Suria è il nuovo Direttore Divisione Enterprise Commercial Luca Callegari assume il ruolo di Direttore Divisione Solution Sales

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Microsoft annuncia oggi due nuove nomine per supportare i progetti di trasformazione digitale delle organizzazioni italiane: Federico Suria entra in Microsoft come nuovo Direttore Divisione Enterprise Commercial mentre Luca Callegari rientra in Italia dopo un’esperienza presso Microsoft Svizzera e assume il ruolo di Direttore Divisione Solution Sales.

Entrambi entrano nel Leadership Team, a diretto riporto di Silvia Candiani, Amministratore Delegato. Suria e Callegari succedono rispettivamente Vincenzo Esposito e Massimiliano Ortalli che proseguono la loro carriera in Microsoft in ruoli di respiro internazionale: Vincenzo Esposito è il nuovo General Manager Commercial Partners per Central and Eastern Europe, mentre Massimiliano Ortalli prende la responsabilità del business Dynamics all’interno della Divisione Specialist team Unit dell’Area Western Europe.
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Giacomo Frizzarin è il nuovo Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia

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Giacomo Frizzarin è stato nominato nuovo Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia e fa parte del Leadership Team della filiale.

Nel nuovo ruolo, Giacomo Frizzarin avrà il compito di coniugare le esigenze delle imprese italiane con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie a supporto del proprio business. L’obiettivo della divisione sarà quindi di continuare ad abilitare le aziende a raggiungere i propri obiettivi di crescita e di supportare il “made in Italy“ per raggiungere nuovi livelli di competitività. Questo favorendo l’adozione delle piattaforme Cloud di Microsoft, aiutando le aziende a beneficiare della flessibilità del Cloud di Azure secondo un modello ibrido che garantisca massime performance e sicurezza; a digitalizzare il proprio ambiente di lavoro in ottica di Modern Workplace, potenziando le possibilità di comunicazione e collaborazione da remoto grazie ai tool intelligenti di Microsoft 365; e a ottimizzare la gestione delle attività, dei clienti e delle risorse facendo leva sulle applicazioni di business e sulle funzionalità di analisi dati offerte da Dynamics 365.
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Le imprenditrici italiane? 
Giovani, istruite, eco-friendly e ottimiste

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Una fotografia delle libere professioniste italiane quella scattata in queste ore da ProntoPro in occasione della Festa della Donna. Più giovani e più istruite dei colleghi uomini, sono impiegate soprattutto nei servizi dedicati a benessere e cura della persona. Ottimiste nei confronti del futuro della propria attività, scelgono di muoversi sempre di più con mezzi sostenibili per regalare un futuro migliore anche al proprio paese.

L’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere ha recentemente stimato che le donne libere professioniste in Italia sono circa 3 milioni, impiegate o dirigenti di un milione e 340mila imprese. Molte di loro si orientano verso i settori che offrono servizi alle famiglie, come quelli che si occupano di istruzione, o che operano nella sanità e nell’assistenza sociale. In questi ambiti, infatti, più di una impresa su tre è gestita da donne.

Un dato confermato anche dall’indagine di ProntoPro.it, portale numero uno in Italia per numero di utenti che mette in contatto domande e offerte di servizi professionali, divulgata in occasione della Festa della Donna che si celebra ogni 8 marzo. Le donne iscritte al portale sono il 40% del totale, e si propongono soprattutto per servizi dedicati a benessere e cura della persona in veste di psicologhe o nutrizioniste, ma anche esperte in makeup (26%), seguono le insegnanti che offrono lezioni di lingue straniere o ripetizioni scolastiche (20%), e le organizzatrici di eventi come ad esempio le wedding planner o professioniste per catering e pasticceria (12%). Altro settore particolarmente nutrito è quello dei servizi per la casa (11%) che vedono impiegate molte donne nel ruolo di collaboratrici domestiche, ma anche interior designer e decoratrici pittoriche.
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Claudio Costamagna e Andrea Morante sottoscrivono accordi per l’acquisizione di FOPE

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FOPE (FPE:IM), azienda orafa italiana protagonista nel settore della gioielleria di alta gamma quotata su AIM Italia, comunica che CoMo S.r.l. (“CoMo”), società di investimento italiana facente capo a Claudio Costamagna e Andrea Morante, ha sottoscritto contratti per l’acquisto di una partecipazione complessiva del 71,2%, nel capitale sociale di FOPE S.p.A. (“FOPE”).

CoMo ha oggi sottoscritto un contratto con Ines ed Umberto Cazzola, eredi del fondatore Umberto Cazzola, titolari complessivamente del 59,16% del capitale sociale di FOPE, i quali hanno traghettato con successo la FOPE da azienda orafa italiana ad un marchio internazionale di gioielleria unico nel suo genere. Il completamento dell’operazione è soggetto a talune condizioni sospensive.

CoMo ha altresì sottoscritto un contratto per l’acquisto della partecipazione degli eredi di Giulia Cazzola, complessivamente pari al 12,04% del capitale sociale di FOPE, al medesimo prezzo subordinatamente al rilascio delle autorizzazioni di legge.
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