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Le differenze sostanziali tra un software ERP e un software CRM

Per chi gestisce un’azienda non avendo competenze informatiche avanzate, può essere difficile riuscire a distinguere tra i vari tipi di software a cui si può ricorrere per migliorare il proprio business. I più diffusi sono i CRM e gli ERP: i primi sono i programmi di Customer Relationship Management, mentre i secondi sono quelli di Enterprise Resource Planning. In pratica, mentre un CRM serve a generare i dati che riguardano i clienti e a organizzarli, un ERP permette di coordinare i flussi organizzativi all’interno di un’impresa. Ecco perché uno è indispensabile per ricavare dati dall’area vendita e dal marketing, mentre l’altro è coinvolto nella gestione e nel controllo delle funzioni finanziarie e della produzione.
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Economia/ImpreseVarie

Primavera-estate 2019: adattarsi al look della stagione anche nei dettagli

Il periodo primaverile è quello dedicato alla moda a maschile. Solitamente, all’inizio di gennaio viene presentata la tendenza per la primavera – estate che consiglia una serie di dettagli da prendere in considerazione per essere di tendenza e adattarsi al look giusto per la stagione che sta arrivando. Sono gli accessori quelli a fare la differenza nel corso della nuova moda primaverile.
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L’uomo al centro della progettazione degli spazi in ufficio

La progettazione dell’ufficio cambia il suo punto focale e mette al centro l’uomo. Ed ecco che gli spazi lavorativi cambiano nel design, nella loro organizzazione e nel contenuto.

Nascono cosi gli uffici come luoghi di aggregazione e incontro di idee. Luoghi dinamici, flessibili, capaci di adattarsi alle nuove esigenze e ai nuovi bisogni. Aumentano gli spazi condivisi e l’ufficio, cosi come lo abbiamo sempre vissuto e conosciuto, diventa un luogo costruito in base alle funzioni, alle attività e ai processi lavorativi. Spazi che mettono al centro il benessere delle persone e diventano efficienti, confortevoli e in grado di stimolare la cooperazione proficua tra collaboratori.

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Pellicole fotografiche: quali sono le migliori

Con l’avvento della fotografia digitale, il mercato analogico, storico ambiente “alchemico” fatto di bagni di sviluppo, fissanti e fotografie senza anteprima ha dovuto cedere necessariamente il passo alla rivoluzione tecnologica: meno difficoltà, meno “consumabili” da acquistare, anteprime visibili e tanti altri vantaggi.

Tuttavia, scattare in analogico rimane ancora oggi non solo un hobby a cui dedicarsi per riscoprire un piacere “sommerso” dal poter ottenere subito l’effetto desiderato tramite le anteprime digitali e gli scatti “senza costo” di una digitale, ma anche un vero e proprio stile artistico fatto di lomografi, ricercatori dell’effetto vintage e semplici street photographer in cerca del chiaroscuro perfetto o fotografi il cui massimo espressivo si svolge proprio tramite analogico.

Come scegliere le migliori pellicole, però, oggi?

Uno dei grandi “drammi” della scomparsa graduale della fotografia analogica, è che questa si basa non solo su una strumentazione piuttosto ingombrante e dei processi semilunghi per lo sviluppo di una pellicola, ma anche appunto, dei rullini consumabili da inserire nella macchina. Fra i più anziani che leggono o, semplicemente, curiosi di fotografia, si penserà subito che i rullini si differenziano solo per ISO: 50, 100, 320, 800, 3200… eppure, invece, ci sono anche altri parametri per la scelta del rullo giusto.

Per semplificare le categorie, un tempo così come ora, si usava dividere le “pellicole lente” (ad esempio 50 e 100) dalle “pellicole veloci” (200, 400, 800…) per via dei tempi d’esposizione, tuttavia la definizione ha sempre creato confusione in quanto “lenta” e “veloce” può distinguere sia i tempi richiesti per l’ottenimento di una fotografia (e quindi il tempo di apertura del diaframma) ma anche i tempi richiesti per far apparire l’immagine dalla pellicola in fase di sviluppo.

La grana è legata alla velocità della pellicola ed è un altro parametro fondamentale: del tutto assimilabile al “rumore” di una fotocamera digitale, la grana tende ad aumentare in seguito alla sensibilità. Le pellicole lente, esattamente come per gli ISO bassi dei corrispettivi digitali, in fase di sviluppo producono poca grana e quindi più nitidezza d’immagine. Discorso opposto invece per le pellicole veloci che, anche se necessitano di meno luce e tempo d’esposizione per poter essere impresse, in fase di sviluppo fanno venire a galla una grana solitamente indesiderabile ma che alcuni invece hanno usato (e abusato) come elemento stilistico.

La latitudine di posa è, molto semplicemente, l’ “elasticità” delle pellicole fotografiche ad adattarsi a esposizioni leggermente minori o maggiori di quella ottimale. Solitamente le pellicole di qualità migliore riescono a tenere meglio su questo fronte.

Il contrasto, piccola chimera dei suoi tempi, è dipendente dalla sensibilità della pellicola: raccogliendo più luce e potendo essere più facilmente manipolata da questa, una “pellicola veloce” tenderà ad avere meno contrasto e, di conseguenza, profondità cromatica.

Ma esistono ancora così tanti rulli in commercio?

Un altro problema non da poco consiste proprio nella reperibilità delle pellicole. Alcuni produttori come Kodak e Ilford, la Fujicolor e altre case continuano a produrne alcune. Ovviamente esistono le pellicole B/N e quelle a colori ed è molto importante osservare sempre data di scadenza e i prezzi non gonfiati, purtroppo occasione ghiotta per un mercato di nicchia come quello delle pellicole analogiche.

Inoltre, bisogna sempre vedere se i rullini sono “negativi” o “invertibili”, con i primi che richiedono appunto il processo classico di sviluppo mentre gli invertibili devono solo essere trasferiti su carta o proiettati, già elaborati come diapositive.

Di seguito, divise per categorie, alcuni dei migliori rulli disponibili sul mercato, così da orientarvi definitivamente sulle scelte. Attenzione che ogni produttore ha le sue particolarità nei cristalli di alogenuro al momento dello sviluppo, quindi una grana diversa e condizioni ottimali leggermente diverse anche a parità di sensibilità.

Le pellicole a colori, invece, sono solitamente ottimizzate su una specifica gamma colori, solitamente 5500K per la luce del giorno, ma talvolta invece specializzata nel ridurre la grana e offrire un alto contrasto per la ritrattistica.

B/N Veloci: Ilford HP5 400, Fomapan 400, Ilford Delta 3200,

B/N Lenti: T-Max 100, Neopan 100 Acros, Ferrania P30, Zorki 100

Colore Veloci: Kodak Portra 400, Fuji Pro 400H, Lomography Color 400

Colore Lenti: Cinestill 50D, Portra 160, Velvia RVP 50, Ektar 100

Non spaventatevi di fronte a questo “nuovo vecchio mondo”, scegliete qualche rullino e scattate! Buona fotografia!

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StyleVarie

L’inverno è in arrivo, ecco i trend da non perdere per essere sempre alla moda

La stagione estiva tecnicamente non è ancora conclusa, ma il periodo del mare e delle vacanze ormai è alle spalle e si è tornati alla vita di tutti i giorni. Tra poco arriverà anche il momento del cambio del guardaroba, e per chi vuole essere sempre in sintonia con le tendenze del momento è un imperativo categorico scoprire in anteprima quali accessori e quali trend andranno per la maggiore nei prossimi mesi. Ne parliamo con gli esperti di Gulliver Collection, e-commerce molto rinomato che mette a disposizione della clientela i marchi più conosciuti e apprezzati del mondo della moda.

Cosa dobbiamo aspettarci dai brand più importanti del settore?

L’empowerment delle donne sembra essere il valore fondamentale destinato a caratterizzare le proposte fall winter che verranno. Per ragazze e signore di classe ma grintose, con una personalità ben definita e un carattere forte, è indicato il completo mannish reinterpretato in un’ottica femminile: via libera, per esempio, agli smoking destrutturati, mentre i tailleur pantaloni saranno rivisitati secondo un approccio ultra chic. In questa scia che conduce verso il power dressing, si moltiplicheranno gli outfit da girl boss.

Immaginiamo di voler comprare un accessorio nuovo: da cosa dovremmo partire per sintonizzarci con le tendenze del momento?

Di certo da un cappello a tesa media, che sarà tra gli accessori principali dei prossimi mesi. Molto chic, ma a condizione che la tesa sia dritta. Volendo ipotizzare un abbinamento affascinantei, poi, si potrebbe ricorrere ai guanti lunghi, utili anche per dare vita a un evidente contrasto con l’outfit mannish a cui facevamo cenno in precedenza. Una it-girl non si può considerare tale senza un paio di guanti da diva, che non nascondono le mani ma anzi le valorizzano, creando un alone di mistero sinonimo di seduzione.

Dobbiamo attenderci qualche ritorno dal passato?

Ormai il vintage non è da ritenere un’eccezione ma la regola. Tra i capi che torneranno di moda segnaliamo le giacche oversize con le maniche a sbuffo, mentre direttamente dagli anni ’80 riemergeranno in tutta la loro particolarità i bold blazer, ovviamente con le spalline imbottite. Sempre a proposito di giacche, le utility jacket rappresentano una new entry degna di nota. Con i loro volumi over e con le loro linee dritte, sapranno far perdere la testa a donne di tutte le età alla ricerca del massimo del comfort. La presenza di una quantità pressoché infinita di tasche, poi, è una ulteriore garanzia di praticità.

Come potremmo abbinare una utility jacket?

Il consiglio è quello di scegliere dei materiali deluxe per ottenere un effetto di contrasto. Più in generale, comunque, le giacche di questo tipo vanno bene su tutto: se poi si aggiunge del pizzo, la sensualità ne beneficerà. I gilet sotto la giacca e i pantaloni, magari con tanto di cravatta, saranno comunque dei must have. Lo abbiamo sottolineato in precedenza: l’effetto lady boss sarà uno dei caratteri essenziali delle proposte dei grandi marchi questo inverno.

Quale sarà il colore dominante?

Forse non ci sarà un solo colore dominante, ma se proprio fossimo obbligati a indicarne uno non potremmo che puntare sul total white. Finalmente potremo dire addio a uno dei luoghi comuni più diffusi in area fashion, e cioè quello secondo il quale il bianco si adatta unicamente ai capi estivi. Non è così, e per trovarne una dimostrazione è sufficiente pensare agli smoking femminili in bianco, un concentrato di ricercatezza e di eleganza da provare in occasione di situazioni in cui è d’obbligo un dress code glamour ma non troppo sofisticato.

E delle borse che cosa ci dite?

Sembra proprio che nei prossimi mesi sempre più donne andranno in giro con due borse nello stesso momento. D’altra parte, perché essere costrette a scegliere un modello troppo grande e ingombrante quando per soddisfare le proprie esigenze di spazi contenitivi in più basta raddoppiare il numero di borse? Naturalmente nella maggior parte dei casi la borsa extra sarà una mini bag, che andrà ad aggiungersi a una borsa piatta e larga.

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Daihatsu, l’importanza di affidarsi alle officine autorizzate

La rete di riparatori autorizzati Daihatsu copre tutto il territorio nazionale, da nord a Sud, da est a ovest. Una rete capillare che permette a DPS Italia di portare assistenza a chi necessita di un pezzo di ricambio originale per il proprio modello di Daihatsu.

Se possiedi una Daihatsu, di qualsiasi modello e di qualsiasi anno, ti stai magari chiedendo se sia meglio portarla a un centro di assistenza ufficiale Daihatsu o in una qualsiasi officina vicino a casa.
L’unica variabile da prendere in considerazione non è quella economica perché spesso risparmio non è sinonimo di risparmio di tempo e soprattutto risparmiando spesso si va a compromettere la sicurezza.
Sicurezza che invece un centro riconosciuto e garantito può dare.
Ricambi originali Daihatsu e controlli generali alla macchina sono solo alcuni dei servizi che un’officina autorizzata può fornire alla macchina rispetto a soluzioni “fai da te” o a officine generalità.
Non solo, perché può capire che le officine generiche spesso non conoscano nel dettagli protocolli e standard della casa madre. E questo può comportare un allungamento dei tempi. Diversamente invece, i meccanici Daihatsu sanno dove e come intervenire e conoscono a fondo tutti i modelli.

Perché scegliere un riparatore autorizzato Daihatsu?

Perché l’essere affiliato all’azienda diventa garanzia dell’originalità dei pezzi utilizzati e di qualità. Inoltre i centri di assistenza autorizzati sono gli unici riconosciuti e autorizzati dall’azienda a effettuare riparazioni e ricambi in garanzia.
L’importante è ricordare che i ricambi originali vengono utilizzati per realizzare il tuo veicolo. Vengono selezionati dai costruttori dell’auto e testati rigorosamente come parti integrali dell’auto, per garantire alta qualità, sicurezza, prestazioni ottimali e una vasta scelta elementi aggiuntivi personalizzabili.

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Le differenze sostanziali tra un software ERP e un software CRM

Per chi gestisce un’azienda non avendo competenze informatiche avanzate, può essere difficile riuscire a distinguere tra i vari tipi di software a cui si può ricorrere per migliorare il proprio business. I più diffusi sono i CRM e gli ERP: i primi sono i programmi di Customer Relationship Management, mentre i secondi sono quelli di Enterprise Resource Planning. In pratica, mentre un CRM serve a generare i dati che riguardano i clienti e a organizzarli, un ERP permette di coordinare i flussi organizzativi all’interno di un’impresa. Ecco perché uno è indispensabile per ricavare dati dall’area vendita e dal marketing, mentre l’altro è coinvolto nella gestione e nel controllo delle funzioni finanziarie e della produzione.

La differenza tra gli ERP e i CRM

In sintesi, si può sostenere che con un software ERP si coordina la supply chain – cioè la catena di distribuzione -, si amministra la contabilità, si gestiscono i tempi del reparto di produzione e si tengono sotto controllo i costi. Con un software CRM, invece, si implementa il management, si automatizzano i processi di gestione del cliente, si analizzano le procedure e si coordinano le attività di vendita.

I vantaggi di un CRM

Per conoscere l’utilizzo di un gestionale crm si può fare riferimento a Salesforce Sales Cloud, un programma che permette di personalizzare la propria strategia al fine di aumentare l’efficacia. Esso, infatti, è in grado di analizzare tutti i passaggi che devono essere seguiti nelle varie fasi che compongono il processo di acquisto monitorando i dati indispensabili per operare. In più, il team di vendita viene messo nelle condizioni di modificare la strategia a seconda del cliente. L’incremento della produttività non è vincolato all’uso di questo o quel device: il team di vendita che si avvale della piattaforma CRM Cloud di Salesforce, infatti, ha la possibilità di lavorare ovunque si trovi, all’insegna della massima reattivit&agrave
;. Tra le funzionalità a disposizione degli utenti ci sono eventi, task e un’agenda quotidiana.

ERP e CRM sono soluzioni alternative?

Un ERP non è alternativo rispetto a un CRM: anzi, a ben vedere vale la pena di iniziare a sfruttare le potenzialità di queste due soluzioni in contemporanea, poiché solo un approccio integrato è in grado di assicurare una collaborazione ottimale tra i reparti e di migliorare la visione globale di un’impresa. Se si vuol essere certi di agire con elevati standard di sicurezza e il giusto tempismo, non si può prescindere da sincronia e coordinazione. 

I pregi di un CRM

I software CRM possono essere considerati come applicazioni che servono a coordinare le diverse attività di raccolta dei dati che riguardano i clienti: lo scopo è quello di favorire una migliore interazione tra il brand e i consumatori. Per una corretta gestione delle relazioni con la clientela non si può prescindere da una strategia ben pianificata, che non escluda nessuna risorsa. Il customer care è un punto di fondamentale importanza per il successo di un’azienda, ma c’è bisogno di strumenti e programmi specifici per monitorare i vari processi, tenendo sempre presente che il traguardo da raggiungere è rappresentato dalla soddisfazione del cliente.

I pregi di un ERP

A volte, però, le aziende si occupano solo della creazione di prodotti, e non di servizi: questo è il motivo per il quale necessitano di sistemi informativi che siano in grado di coordinare la produzione e le forniture di materie prime, così come i contatti con i fornitori e la vendita. Un software ERP non è altro che un sistema informativo di questo tipo, concepito per la pianificazione delle risorse di impresa e per il monitoraggio dei processi. 

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La stampa flessografica: scopriamo cos’è e perché ha successo

Quando parliamo di packaging dei prodotti a volte c’è molta confusione, è necessario intanto chiarire che il packaging fa riferimento al settore industriale ma anche a quello di marketing e riguarda prevalentemente il confezionamento e la presentazione di un prodotto, nello specifico parliamo di produrre involucri e contenitore per confezionamento sia di alimenti che non, volti alla vendita. Ma dietro c’è anche uno studio specializzato di immagine, in quanto già dalla confezione di un prodotto e nella sua presentazione è possibile attirare attenzione e dare un’idea anche del marchio che lo produce. Per questo il packaging è un settore molto ambito, soprattutto negli ultimi anni, che riguarda anche il design e studi di comunicazione.

Eppure, alla base c’è sicuramente il materiale con cui si confeziona un prodotto e la tipologia di stampa dell’involucro. Molto in voga, quando parliamo di stampe ad esempio, è la stampa flessografica. Molti siti come https://www.celvil.it/packaging/cos-e-stampa-flessografica-vantaggi-settore-imballaggi/ ne spiegano anche gli usi e le offerte, ma è importante capire di cosa stiamo parlando.

Che cos’è la stampa flessografica?

Già dall’etimologia del nome possiamo risalire alla sua natura: deriva dalla flessione del clichè rilievografico adoperato per lo specifico sistema di stampa. Il cliché, in particolare, è una matrice nella maggior parte dei casi di zinco che ha la funzione di trasferire sul foglio da personalizzare l’immagine scelta. È un metodo di stampa rilievografica diretta a rotativa che era già usato in passato, pare che risalga addirittura al 1890 con le prime stampa fatte dalla Baron. Presenta un sistema d’inchiostrazione rapido e semplice, che ricorda molto le stampe in tipografie e quelle per la stampa dei giornali.

Il processo di stampa

Il materiale da imballaggio ruota attraverso i rulli dove l’inchiostro passa dall’uno all’altro fino al materiale da stampare. L’inchiostro è di consistenza liquida e si stacca dalle cavità delle cellette dell’alinox e scivola sulla superficie del cliché che ha una tensione superficiale superiore a quella della ceramica di cui è composto l’alinox.

Il film viene bagnato dall’inchiostro e grazie alla pressione del contatto il rullo e tutto il supporto da stampare si adattano ai cliché. È un sistema molto versatile, ed è proprio questo che lo ha reso uno dei più diffusi per la stampa.

L’utilizzo della flessografica

In particolare la stampa flessografica viene utilizzata per la produzione di film plastici per l’imballaggio di generi alimentari ed è uno dei metodi migliori in quanto permette di stampare in maniera veloce anche per basse tirature, e offre creazioni adatte per ogni tipologia di prodotto. È anche un metodo che non inquina, in quanto i materiali utilizzati come gli inchiostri sono, in realtà, a base di acqua e solvente.

Quali sono gli usi pratici del sistema di stampa? L’imballaggio alimentare è previsto sia su materiale cartaceo: carta, cartoncino o cartone ondulato; ma è sfruttata anche per l’alluminio o su materiali plastici, e addirittura sul legno.

I Materiali

Una delle proprietà che rende vantaggioso il metodo della stampa flessografica è l’utilizzo di inchiostri liquidi ma che sono molto volatili, e che quindi si essiccano in maniera molto rapida a causa dell’evaporazione dei solventi.

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3 cose da fare a Taranto in un weekend

Stai per fare una vacanza in Puglia e hai deciso di fare tappa a Taranto, ma solo per un weekend? Visitare Taranto in un giorno significa perdersi molto di quello che la città ha da offrire, ma visto che non si può avere tutto, eccoti una lista di 3 cose che non si possono saltare nel corso di una gita da queste parti.

Passeggiare nella città vecchia

Immagina un labirinto di vicoli stretti dove affacciano palazzi e case che sembrano appartenere a un’altra epoca. I turisti che visitano Taranto si innamorano immancabilmente della città vecchia, il quartiere costruito su un’isola che ha nella Cattedrale di San Cataldo, costruita dai Bizantini nella seconda metà del X secolo, il suo fiore all’occhiello. Anche se avrebbe bisogno di una ristrutturazione, parte del fascino della città vecchia è imputabile anche alla sua decadenza: visitala e scegli se stare tra i nostalgici o gli innovatori.

Visitare MArTA

MArTA non è una persona, ma l’acronimo di Museo archeologico nazionale di Taranto. Espone una delle più grandi collezioni esistenti al mondo di manufatti dell’epoca della Magna Grecia, compresi i famosi (e preziosissimi) Ori di Taranto. Il costo del biglietto è assolutamente abbordabile, e i minori di 18 anni non pagano: sul sito ufficiale trovi informazioni in merito a orari e visite guidate.

Andare a vedere i delfini

Sapevi che Taranto è detta “Terra dei delfini”? Il merito è dello storico insediamento di questi cetacei nel tratto di mare successivo alle Cheradi. In città numerose associazioni e aziende organizzano crociere per andarli a trovare. E allora dedica a loro il tuo secondo giorno a Taranto: svegliati sul presto e dirigiti al molo indicato per la partenza. Ricorda di prenotare per tempo, perché queste escursioni vanno sempre a ruba.

Vuoi aggiornare con un ottimo rapporto qualità/prezzo? Scopri Taranto alloggiando in un bed and breakfast: a livello di B&B Taranto è molto fornita. Clicca sul link per confrontarli tutti e prenotare i migliori.

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Perché è importante scegliere ricambi originali per la propria auto

ricambi originali daihatsu

Ricambi originali o ricambi non originali? In termini di qualità, di vita dell’auto, di efficienza e di sicurezza l’ago della bilancia pende verso i ricambi originali. Scegliere ricambi non ufficiali o comunque non originali invece significa scegliere pezzi compatibili con l’auto ma non riconosciuti dalla casa madre e pezzi ovviamente più economici.

Ma economici solo nel breve periodo. Perché originale è sinonimo di “vita lunga” per il pezzo stesso e per la macchina di appartenenza. Il che tradotto significa investire qualche euro in più per garantire alla propria auto più sicurezza, la sua efficenza e la sua eterna giovinezza.
Chi sceglie i ricambi originali, sceglie un ricambio sicuro, in quanto è finito sulla linea di produzione della casa automobilistica o sulla linea di produzione di un’azienda a esso associata.

In Italia questo mercato sfiora i ventidue miliardi di euro tra ricambi originali e non e la manodopera.
Le aziende che si occupano dell’aftermarket sono centomila con trecentocinquantamila addetti, i centri in cui vengono venduti circa seimilacinquecento, le officine autorizzate dalle case automobilistiche circa dodicimila, le officine indipendenti ventimila e i carrozzieri seimila.

Con DPS Italia i ricambi originali Daihatsu si trovano in tutta Italia

DPS Italia è diventata negli anni il punto di riferimento per tutta Italia per la vendita di ricambi originali Daihatsu attraverso una rete di Riparatori Ufficiali Daihatsu.

I ricambi originali che vengono utilizzati per la manutenzione dell’auto, nello specifico di tutti i modelli Daihatsu (Terios, Materia, Sirion, Trevis, Copen, Cuore, Feroza), sono selezionati dai costruttori dell’auto e testati rigorosamente, per garantire alta qualità, sicurezza e prestazioni ottimali.
Tutto questo, non solo assicura che il veicolo si guidi, funzioni e protegga in maniera ottimale, ma anche che si abbia sempre la possibilità di aggiungere, cambiare, coordinare e mixare parti diverse e sempre nuove, che renderanno l’auto unica e speciale.

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