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Condurre trattative commerciali con partner americani via web

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Il Covid-19 ha ormai decretato – almeno per ora – la fine degli incontri di persona e il trionfo delle video conferenze. Una delle più utilizzate, in Italia e negli Stati Uniti, è certamente Zoom. Quali sono i consigli per gli Zoominar di lavoro con gli Americani? C’è qualcosa di particolare da tenere presente quando si pianifica e si tiene una teleconferenza, di carattere commerciale, con chi abita negli Stati Uniti?

“Lavoriamo – dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUSA (società di consulenza che supporta aziende e professionisti italiani che vogliono entrare, con successo, nel mercato americano) – da oltre due decenni con gli Stati Uniti e conosciamo molto bene consuetudini, modi di fare, aspettative ed usi che governano le relazioni interpersonali e quelle di gruppo, soprattutto durante gli incontri di lavoro e le negoziazioni commerciali. E anche gli incontri online hanno delle regole ben precise che, se non vengono tenute in considerazione, rischiano di compromettere un affare”.
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Consigli per creare l’etichetta di una bottiglia di birra

L’etichetta è un elemento fondamentale per una birra: la qualità della sua grafica, infatti, condiziona la capacità di attirare l’attenzione dei consumatori, al di là del sapore della bevanda e delle sue note aromatiche. Le etichette birra in primis devono risultare gradevoli sotto il profilo estetico, anche perché costituiscono una sorta di biglietto da visita che serve a conquistare la curiosità di chi deve scegliere la birra; d’altro canto, è importante che le etichette siano ben riconoscibili e che comunque mettano in evidenza uno stile professionale.

La scelta della carta

Uno degli aspetti decisivi per la buona resa delle etichette ha a che fare con il tipo di carta adesiva che viene adoperata. Il suo spessore deve essere tale da garantire la massima longevità possibile, tenendo conto che le birre sono destinate a essere esposte alle temperature basse di un frigo. Ecco perché è spesso consigliato ricorrere ai polipropileni, in questo modo non si corre il rischio che l’etichetta si stacchi nemmeno nel caso in cui entri in contatto con l’acqua: essa infatti è umido-resistente, il che vuol dire che non si strappa, non si deteriora e non si scolorisce a contatto con l’acqua.

La ricerca dell’etichetta perfetta

Gli impianti di stampa più all’avanguardia permettono di ottenere un risultato ottimale sotto il profilo della grafica, mentre grazie alla fustella laser non importa quale forma si scelga perché il taglio sarà sempre preciso. In linea di massima, per le birre più particolari ed eleganti si prediligono le etichette ovali o sagomate, forme facilmente ottenibili con le etichette a rotolo che garantiscono un livello di versatilità superiore. La stampa in 4 colori, invece, offre l’opportunità di dare vita a grafiche molto vivaci, dotate di una forte personalità.

Il design dell’etichetta

Per progettare e creare l’etichetta destinata a una bottiglia di birra c’è bisogno di particolari competenze non solo in materia di design ma anche per quello che concerne le norme relative alla legislazione in questo ambito. E non è tutto, perché occorre essere consapevoli dei principi della comunicazione e del marketing. Lo scopo è sempre quello di colpire l’attenzione del pubblico, e ogni dettaglio deve essere finalizzato a questo obiettivo, dai font ai colori. Per altro con il passare degli anni il mercato delle birre è andato incontro a mutamenti molto significativi, per effetto dell’introduzione delle birre artigianali, le cui etichette non di rado richiamano quelle del passato.

Le etichette vintage

Una soluzione vincente può essere proprio quella di ricorrere a etichette per la birra vintage, che consentono di intervenire sulla percezione del prodotto. La riproposizione in chiave contemporanea di temi del passato fa sì che i produttori possano trasmettere un messaggio di esperienza e autorevolezza. In ogni caso, anche sulle etichette retrò deve essere sempre segnalata la denominazione legale di vendita, insieme con il grado alcolico della bevanda, espresso in percentuale, e la ragione sociale del produttore. L’indicazione degli ingredienti può mancare solo nel caso in cui la birra contenga unicamente l’acqua, il lievito, il malto d’orzo e il luppolo.

Labeldoo, la soluzione per la stampa online

Chi ha la necessità di stampare online delle etichette per la birra di qualità può fare sicuro affidamento sulle proposte di Labeldoo, che mette a disposizione un vasto assortimento di etichette adesive personalizzate. Online si può richiedere un preventivo su misura allo scopo di personalizzare le proprie richieste. Il grande vantaggio offerto da Labeldoo consiste proprio nella possibilità di configurare in totale autonomia la stampa delle etichette: così i clienti possono beneficiare di prodotti resistenti e curati in tutti i dettagli, sempre facili da applicare.

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Imprese dopo il lockdown: smart working e coworking a confronto

Durante il lockdown, per la prima volta, milioni di italiani hanno cambiato metodo di lavoro e si sono trovati a dover affrontare lo smart working, una rivoluzione improvvisa avvenuta senza la giusta preparazione.

Attraverso i diversi Decreti Legge realizzati durante l’emergenza sanitaria, per favorire una modalità di lavoro che limitava al minimo il rischio di contagio da Covid-19, il Governo Italiano ha imposto il lavoro da remoto per tutti gli impiegati dell’amministrazione pubblica, impiegati in uffici privati e delle aziende, per i liberi professionisti e altre categorie con possibilità di poter lavorare a distanza.

In Italia, dopo il lockdown, molte imprese hanno continuato ad adottare lo smart working come metodo di lavoro aziendale mentre altre imprese sono tornate pian piano alla normalità o applicando un metodo già utilizzato negli ultimi anni: il coworking.

La differenza tra Coworking e Smartworking

Il Coworking è un metodo utilizzato negli ultimi anni, in particolar modo nell’ambito del lavoro digitale: prevede la condivisione di un ambiente di lavoro, che sia un ufficio o qualsiasi ambiente condivisibile con altri professionisti che, pur lavorando nello stesso ambiente, hanno la propria attività lavorativa indipendente.

Generalmente, chi effettua il coworking non lavora con altri impiegati della stessa organizzazione ma dopo il Coronavirus le aziende hanno introdotto questo metodo di lavoro anche tra colleghi della stessa società.

Il coworking aiuta a realizzare un network di contatti e collaborazioni lavorative tra coworker che condividono gli stessi valori e obiettivi professionali. Grazie a questo metodo di lavoro e alla connessione veloce, oggi, è possibile accedere ad una struttura situata in una città diversa e dimezzare i costi di gestione come le spese energetiche, la pulizia, la sanificazione di ogni singolo ufficio e così via.

Oggi, prestando attenzione ai piccoli dettagli come gli oggetti utilizzati in ufficio, le borracce personalizzate per l´acqua e utilizzando la distanza sociale, è possibile applicare un metodo di lavoro coworking all’interno della propria azienda e lavorare insieme per velocizzare la ripresa aziendale.

 

Smart working: che cos’è e come funziona

Lo smart working è strettamente collegato ad altri metodi di lavoro digitalizzati, è un modello organizzativo che propone autonomia nelle modalità di lavoro e presuppone un modello più “intelligente” con cui vengono svolte le attività lavorative.

Durante il lockdown, questo metodo di lavoro è stato spesso inteso come “lavoro da casa”, tuttavia fare smart working non significa lavorare in modalità autonoma da casa ma è un modello che rafforza la collaborazione e la condivisione degli spazi digitali tra colleghi, favorisce la creatività delle persone e stimola nuove idee per il business.

Attraverso questo metodo organizzativo la concezione del lavoro cambia totalmente, non importano le ore di lavoro trascorse in ufficio ma prevale il raggiungimento degli obiettivi nei tempi stabiliti e il rapporto di fiducia tra i membri dell’azienda.

Lo smart working è un approccio al lavoro che mira ad ottimizzare l’efficienza di un’azienda e l’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi aziendali, attraverso una combinazione di diversi elementi: flessibilità, collaborazione ed autonomia, utilizzo di strumenti digitali ed innovativi.

Per realizzare un progetto di smart working in azienda è necessario agire su più punti ed effettuare un’attenta considerazione sulle priorità aziendali e sugli obiettivi da raggiungere e definire quali strumenti utilizzare per l’organizzazione manageriale.

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale, perché permette di connettere persone e spazi al proprio business e permettono di aumentare la produttività e coinvolgere i diversi gruppi di lavoro.

 

 

 

 

 

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L’impatto del coronavirus sui media

La pandemia globale attualmente in corso, che ha visto purtroppo protagonista anche l’Italia nei mesi scorsi, ha spinto milioni di persone a rivolgersi a fonti mediatiche affidabili aggiornate costantemente e in grado di fornire approfondimenti e scenari di natura socioeconomica. Un credito di fiducia che emerge dall’analisi “I trend del consumo di notizie e media”, che LEWIS, agenzia globale di comunicazione integrata, ha condotto insieme a NewsWhip – piattaforma di media intelligence.
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La consulenza patrimoniale e la donazione dell’immobile

La riunione fittizia è l’operazione contabile attraverso la quale viene eseguita la ricomposizione dell’asse ereditario. Nel caso di una donazione immobiliare, la casa che è stata donata è oggetto di riunione fittizia in modo che sia possibile provvedere a una suddivisione equa dell’asse ereditario tra gli eredi. La donazione consiste in una distribuzione del patrimonio, di solito effettuata dai genitori nei confronti dei figli: è, in sostanza, uno strumento di pianificazione successoria, anche se la sua efficacia è correlata ai rischi a cui è esposto il donatario da quando la successione viene aperta.

In cosa consiste la riunione fittizia

Prima di richiedere un Preventivo Polizza Donazione, utile se si vuole sottoscrivere un’assicurazione in questo ambito, conviene acquisire una maggiore consapevolezza degli scenari che si possono verificare. Con la riunione fittizia, in occasione della successione il valore delle donazioni attualizzato viene sommato al valore complessivo dei beni; a tale cifra, poi, vengono sottratti i debiti. Si calcola, sull’asse così ottenuta, la quota disponibile, vale a dire la quota di cui poteva disporre il soggetto deceduto al netto delle quote di riserva previste per i legittimari.

Le complicazioni per il donatario

Nel caso in cui il valore del bene che è stato donato sia più elevato rispetto al valore della quota legittima a cui hanno diritto tutti gli eredi legittimari (vale a dire il coniuge e i figli, o i genitori in mancanza dei figli), il donatario è costretto a riconoscere a chi vede leso il proprio diritto la differenza di valore. In effetti, coloro che si ritrovano con un diritto leso possono rendere la donazione inefficace entro i 10 anni successivi al decesso del donante: ciò può avvenire attraverso la cosiddetta azione di riduzione, che permette di beneficiare del reintegro delle quote legittime che la donazione aveva leso. In una situazione del genere, se il donatario vuole vendere l’immobile che ha ottenuto rischia di ritrovarsi di fronte a possibili complicazioni.

La vendita degli immobili donati

In tale circostanza, infatti, il rischio passa a chi compra l’immobile. Il terzo acquirente, così, può ritrovarsi nella condizione di dover restituire il bene all’erede leso nella legittima pur non avendo niente a che fare con la vicenda. Non solo: la restituzione dell’immobile, o comunque l’erogazione di un importo equivalente, è obbligatoria anche se si può vantare un regolare atto di acquisto. È chiaro che con una spada di Damocle di questo tipo la vendita dell’immobile diventa molto più difficile, e in più il bene finisce per veder ridursi il valore commerciale. È chiaro che gli istituti di credito raramente offrono finanziamenti che prevedono come garanzia immobili donati.

A cosa servono le assicurazioni

È a questo punto che giungono in soccorso le assicurazioni. L’ente mutuante e il soggetto che compra un immobile di provenienza donativa, infatti, hanno la possibilità di tutelarsi attraverso la sottoscrizione di una polizza ad hoc contro i rischi da donazione. Si tratta di una polizza che garantisca un risarcimento del danno che può essere causato da un eventuale spossessamento del bene.

Perché conviene stipulare una polizza

Il risarcimento è erogato al soggetto che ha diritto alla restituzione. Di conseguenza gli acquirenti non sono solo sollevati dai rischi economici, ma anche dai disagi di carattere organizzativo dovuti al ritrovarsi senza il bene che hanno comprato. Spicca in tutta la propria evidenza la funzione di tutela e di preservazione dello strumento assicurativo, che garantisce la sicurezza della commerciabilità e della compravendita del bene. Così, non c’è il pericolo che la donazione dell’immobile venga annullata, un evento che poi necessiterebbe di un atto ulteriore.

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6 errori che non ti fanno vendere casa

Hai in programma di vendere casa? Uno degli errori più gravi che potresti commettere è quello relativo alla scelta del cliente. Non devi lasciarti coinvolgere dal primo privato che ti telefona, perché il procedimento di selezione degli acquirenti deve essere ben articolato. Se è vero che chi compra ha il diritto di fare domande, è altrettanto vero che anche chi vede è tenuto a informarsi e a porre interrogativi ai propri interlocutori, per capire con chi si ha a che fare.

Vendere casa da soli

Vendere casa da solo va bene, ma saresti protagonista di un grosso sbaglio se decidessi di fare a meno dei vantaggi offerti da casadasoli.it. Quest’ultimo si presenta come un portale che insegna a vendere: del tutto gratuito, permette di pubblicare annunci per la vendita di immobili. Grazie a questo sito non c’è bisogno di avvalersi di un’agenzia immobiliare, dal momento che il rapporto sarà tra privati. L’obiettivo di casadasoli.it è quello di promuovere gli annunci e la loro visibilità: non sono previste commissioni, e quindi si può vendere evitando molte delle spese a cui si è abituati.

I punti di forza del tuo appartamento

Un altro errore che potrebbe impedirti di vendere casa è quello che ti porta a non mettere in risalto le qualità del tuo immobile. Se l’appartamento si trova a un piano alto punta l’attenzione sulla presenza dell’ascensore e sull’esposizione al sole. Se hai a che fare con una coppia con dei bambini, invece, potresti menzionare la vicinanza delle scuole o di parchi pubblici. Qualsiasi soluzione ha caratteristiche interessanti: un appartamento isolato è in realtà situato in una zona tranquilla, una casa piccola offre un’atmosfera raccolta, un immobile da ristrutturare mette a disposizione infinite opportunità di personalizzazione. Tutto sta nel selezionare le parole giuste, insomma.

Sbagliare gli annunci

Per vendere non puoi fare altro che pubblicare degli annunci, su Internet e non solo: non pensare che affidarsi unicamente al web sia sufficiente per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato. I siti che raccolgono le inserzioni sono utili, così come le landing page e i social network, ma puoi basarti anche su lettere informative lasciate nella cassetta della posta. Insomma, cerca di sfruttare il marketing a tuo vantaggio, investendo un budget adeguato ma solo dopo che ti sarai accertato di aver messo nel mirino il target giusto.

Gli errori nella pubblicità

Le dinamiche relative al mercato immobiliare che erano in vigore fino a pochi anni fa oggi non valgono più. Un tempo, infatti, erano molti di più i potenziali acquirenti rispetto al numero di case a disposizione in vendita. Adesso, invece, ci sono tantissime abitazioni che possono essere comprate e pochissimi acquirenti seri. Ecco perché quando vuoi vendere il tuo immobile devi attivarti per cercare di valorizzarlo il più possibile. Appendere un cartello sul portone non basta, ma hai bisogno di pubblicità.

Le foto

L’ultimo sbaglio che potresti compiere è quello di pubblicare su Internet delle pessime foto. Immagini sfocate o scure sono repellenti per i compratori potenziali. Ogni foto, poi, deve avere una logica: non ha senso immortalare un televisore come protagonista di uno scatto se tanto poi gli arredi verranno trasferiti. Le foto devono essere belle e informative, studiate in modo da catturare l’attenzione: devono far capire quali sono i punti di forza dei vari locali e dare un’idea chiara del contesto. Non ha senso attirare con foto poco veritiere persone che poi, una volta entrate in casa per la prima visita, si ritrovano alle prese con un appartamento del tutto diverso. Sarebbe una perdita di tempo per entrambe le parti in causa.

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Vendere diamanti alla massima quotazione di mercato

Il diamante è un prodotto molto apprezzato dal punto di vista estetico e per altro dal grande valore monetario.

Per questo motivo, chi ne possiede spesso decide di venderli, o per inutilizzo o per motivi di emergenza economica. 

Ma cos’è precisamente un diamante? E perché viene categorizzato come un gioiello dall’alto valore?

Dal punto di vista storico, esso comparì già nel lontano 3000 a.C in Oriente, per poi spostarsi di seguito anche in Occidente. Veniva considerato come un prodotto sacro per rendere duraturo e stabile l’amore. 

Dal punto di vista prettamente chimico, è composto da atomi di carbonio allo stadio elementare, ovvero senza intaccare nessun altro elemento chimico. 

Si differenzia dalla grafite, però, per il fatto che ha una struttura molto solida e compatta e specialmente un particolare effetto visivo trasparente ed incolore. Si aggiunge anche una forma tipicamente tetraedrica. Essa però varia notevolmente, soprattutto a causa dell’effetto di temperatura e pressione al momento della cristallizzazione, il processo che permette la formazione del diamante.

Visto quindi questi aspetti estetici sopra elencati, acquisiscono un grande valore monetario e pertanto spesso si decide di vendere diamanti. 

Rispetto all’oro però, la vendita di queste pietre preziose non è affatto semplice.

Ci sono numerose varianti da tenere in considerazione, soprattutto se li si vuole vendere alla massima valutazione possibile e ottenere un profitto elevato.

Scopriamo quali sono i principali aspetti che possono aumentare o diminuire il valore di un diamante. 

Vendere diamanti alla massima quotazione 

La vendita dell’oro si caratterizza per il fatto che possiede una quotazione di mercato fissa, ovvero si riceveranno tot euro per tot grammi. Per i diamanti il passaggio è più complesso.

La rivedibilità è quella che decide quale prezzo attuale ha, ed in media va tra il 30% ed il 50% del suo valore originale, riportato sul listino Rapaport. 

Per esempio, se volete vendere un diamante e attualmente sul listino ha valore di 1000 euro, si potrà sperare di ricavare massimo dai 300 ai 500 euro.

I fattori che possono aumentare il prezzo di vendita sono:

  • un peso totale del prodotto compreso tra 0,50ct ed 1,50ct
  • il taglio deve essere ben fatto e in buone condizioni
  • il colore del diamante, per essere di valore, deve rientrare almeno nella categoria H
  • la purezza riscontrata del diamante deve essere minimo VS2
  • un certificato che confermi che si tratta di un prodotto autentico è sicuramente un punto a favore per sperare di trarci maggior profitto possibile.

I fattori invece che incidono negativamente sul prezzo finale di vendita sono: 

  • pesi totali sproporzionati e non giusti, al di sotto di 0,50ct o superiori a 1,50ct, il limite consigliato
  • il taglio del diamante non è ben fatto, è danneggiato o mantenuto in condizioni non buone
  • la purezza del prodotto è Sl1 o inferiore
  • il colore è inferiore alla categoria H
  • infine, il non avere diamanti certificati è un punto a sfavore che farà sicuramente scendere il guadagno finale

Tutti questi aspetti quindi, sia positivi sia negativi, sono fortemente consigliati da analizzare prima di decidere di vendere un diamante. 

Scegliendo Banco Diamanti  per la vendita alla massima valutazione possibile 

Quando si vuole vendere un diamante è consigliato recarsi da esperti e professionisti del settore. Ciò permetterà il miglior servizio di retail disponibile ed anche per ricercare la massima quotazione di mercato.

L’azienda Banco Diamanti opera da molti anni in questo settore e fornisce la migliore esperienza di vendita possibile grazie alla grande serietà e dedizione dei dipendenti.

Si cercherà sempre di valutare al meglio possibile il diamante, con un prezzo finale che deriverà da attenta e veritiera valutazione.

Si analizzerà le sue caratteristiche fisiche e si effettuerà la consultazione del Listino Rapaport, il punto riferimento principale di tale settore.

Altri vantaggi di questa azienda sono i tempi di vendita molto veloci, superiori alla media, ed un prezzo pagamento immediato, senza dover aspettare giorni o addirittura settimane.

Se quindi si ha uno o più diamanti, e si è deciso di venderli, il consiglio è di tenere in considerazione l’azienda Banco Diamanti, per ottenere un guadagno tra i massimi possibili. 

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Il legame tra shopping online e codici sconto

L’emergenza sanitaria innescata dal coronavirus che ha imposto il lockdown e la chiusura della maggior parte delle attività commerciali sta avendo e avrà conseguenze evidenti sull’economia, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. In alcuni settori, per altro, si tratta di conseguenze positive: basti pensare all’ambito del commercio elettronico, che sta conoscendo una crescita esponenziale per diversi comparti merceologici. Il lockdown, in effetti, ha rivoluzionato i comportamenti abituali dei consumatori, che non hanno potuto far altro che affidarsi alla Rete per i propri acquisti: magari approfittando dei codici sconto.

I codici sconto di Amazon

Chi è alla ricerca di un Codice Sconto Amazon, per esempio, ha l’opportunità di trovarlo grazie al sito Scontiebuoni.it. In questo modo si può approfittare di un ribasso del prezzo applicato per i libri, per gli elettrodomestici, per la musica e per tutti gli altri prodotti in vendita in questo e-commerce. Il portale distingue tra coupon attivi e coupon scaduti, così che non si corre il rischio di avere a che fare con codici non più validi. Per i coupon attivi, inoltre, viene segnalata la data di scadenza, per mettere gli utenti nelle condizioni di compiere una scelta oculata.

Cosa sono i codici sconto

I codici sconto non sono altro che coupon virtuali che contengono una stringa di numeri e lettere; nella maggior parte dei casi vengono generati direttamente dai negozi online, mentre le modalità di distribuzione agli utenti variano a seconda dei casi. Oltre ai portali di codici sconto come quello di cui abbiamo appena parlato, infatti, i coupon possono essere concessi anche tramite newsletter o direttamente dalle home page degli store online.

Le promozioni disponibili sul web

Per altro il mondo delle promozioni a disposizione per il commercio elettronico è molto più ampio e variegato, e comprende una vasta gamma di soluzioni concepite per il risparmio e la convenienza economica degli utenti. È il caso, per esempio, della formula del cashback, che viene adottata da un numero sempre più elevato di esercizi commerciali. In pratica una partnership instaurata tra siti dedicati e negozi online fa sì che i clienti possano ottenere una percentuale di ciò che gli store guadagnano. Nella maggior parte dei casi l’importo, che viene accreditato in automatico sul conto dell’utente nel sito di cashback, viene devoluto attraverso Revolut, Sofort, Paypal o altri portafogli elettronici dello stesso tipo. Il meccanismo di funzionamento del cashback è molto semplice: una parte di ciò che viene spesa viene rimborsata e può essere utiliz
zata in seguito per altri acquisti.

Le altre offerte

Vi sono, poi, delle promozioni generiche per le quali non c’è bisogno di alcun codice sconto da inserire nel carrello. In alcuni casi il codice è già memorizzato, ma può succedere anche che i prodotti risultino già scontati. I saldi periodici su particolari articoli sono un esempio di offerta generica, ma anche le riduzioni sui primi ordini in percentuali rientrano in questa casistica. Non vanno dimenticate, poi, le spedizioni gratuite che vengono concesse se si supera un certo limite di spesa.

La ricerca dei prodotti online

Nella situazione di emergenza attuale l’acquisto dei cosiddetti prodotti nice-to-have è soppiantato dalla ricerca di prodotti must-have. Stiamo vivendo, infatti, uno scenario in cui i consumatori si orientano in modo particolare sugli articoli di prima necessità come quelli per la casa, oltre ovviamente ai prodotti alimentari, ai capi di abbigliamento per i bambini, ai farmaci e ai prodotti per la cura della persona. Riuscire a trovare codici sconto anche per queste categorie merceologiche vuol dire avere la possibilità di fare shopping in modo intelligente e conveniente.

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Come ripartono gli uffici

Distanziamento e mascherine. Un binomio che piano piano sta diventando abitudine per le vite di tutti. Anche in ufficio. Ma non basta. Qui sono necessari ulteriori accorgimenti e interventi per garantire distanza e sicurezza per tutti i lavoratori. Scrivanie distanziate, percorsi tracciati e prestabiliti per evitare di incontrarsi, schermi di plexigas per proteggersi dietro alla scrivania ed entrate contingentate

I nuovi uffici avranno tutti i dispositivi di sicurezza necessari e saranno inoltre dotati di tecnologie per attivare in maniera efficiente ed efficace lo smart smart working e telelavoro cosi da garantire la continuità per tutti.

Dotazioni tecnologiche che permettano di comunicare con clienti e fornitori attraverso videochiamate e di realizzare meeting e conferenze. Insomma, soluzioni di lavoro agile e allo stesso tempo produttivo.

La disposizione degli arredi e soprattutto delle scrivanie dovrà essere ripensata. La convivenza sarà meno intensa e quando ci sarà dovrà mantenere le distanze. Dovranno essere installati dei pannelli trasparenti, laddove non siano già presenti dei pannelli divisori posizionati in passato per creare ambienti indipendenti e isolarli dal punto di vista acustico.

Ed ecco che l’ufficio assumerà forme diverse: saranno meno gli spazi dedicati alle persone e sempre più gli spazi di lavoro condiviso per il team con una serie di postazioni diverse e non vicine. Postazioni da remoto che avranno nell’ufficio fisico il loro punto di incontro. Motivo per cui la tecnologia ricoprirà un ruolo fondamentale.

Le reception dovranno dotarsi anch’esse dei pannelli divisori e probabilmente all’ingresso dello studio o dell’ufficio dovrà essere posizionato un rilevatore di temperatura corporea sia per i dipendenti che per gli ingressi esterni. Temperatura che dovrà essere misurata sia all’ingresso che all’uscita.

Decreto rilancio 2020 e adeguamento degli ambienti di lavoro

Adeguare gli uffici ha un costo. Per questo motivo il decreto Rilancio ha previsto una detrazione fiscale dell’80 percento per le spese di investimento sostenute nell’anno 2020 e necessarie alla riapertura in sicurezza delle attività economiche. Questo comprende anche gli investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa.

A chi rivolgersi per arredare o ristrutturare l’ufficio

Chi dovesse o realizzare un ufficio da zero o ripensare l’arredamento dell’attuale spazio lavorativo dovrebbe rivolgersi ad aziende professioniste nell’arredamento per ufficio. Arredatori, architetti che ben sanno conciliare bisogni, normative, design e obiettivi. Sì perché l’ufficio non è solo arredo o mobili ma è uno spazio fatto in primis da persone e la tipologia di arredo scelto, la disposizione e la divisione degli spazi vanno a incidere anche sulla produttività e sul benessere dei lavoratori.

Meglio quindi affidarsi a chi da anni lavora nel mondo della progettazione, arredamento e allestimento degli uffici di piccole, medie e grandi e aziende.

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Pinterest, a cosa serve e perché è utile anche per il tuo business

Pinterest è un social network, ma si articola in modo differente rispetto a Facebook o Twitter. Infatti, alla base della sua piattaforma vi è un motore di ricerca visivo, i cui utenti usufruiscono per trarre delle idee e delle ispirazioni.

Si tratta di una risorsa che vale la pena considerare anche da parte di chi fa business, perché rappresenta oltre tutto una straordinaria opportunità per promuovere prodotti e servizi.

 

Caratteristiche generali di Pinterest

Usa Pinterest per il tuo business, se cerchi un nuovo modo per fare promozione alla tua attività. In che modo è possibile sfruttare le sue potenzialità? Per comprenderlo, conviene prima spiegare in linea generale come è strutturato questo social network.

A Pinterest si accede collegandosi dall’indirizzo www.pinterest.it, ed è possibile registrarsi per diventare un utente della piattaforma, in modo da poter anche caricare dei contenuti.

Le persone che consultano questo sito, lo fanno per avere idee e ispirazioni, magari perché devono comprare un divano nuovo o un altro tipo di oggetto. O magari devono pianificare un matrimonio o una vacanza.

Di conseguenza, gli utenti di questo sito che consultano immagini e video grazie al suo motore di ricerca, non soltanto non sono infastiditi dai vari brand che propongono delle idee promuovendo al contempo i loro prodotti e servizi, ma anzi trovano tutto questo molto utile. A tale riguardo, per completezza di informazione, c’è da dire che è possibile caricare video e immagini sulla piattaforma pur non rappresentando un brand.

In relazione a quanto appena evidenziato, si possono trarre facilmente delle considerazioni: Pinterest è un ottimo metodo per favorire la conoscenza di un determinato brand e di ciò che tale marca propone ai consumatori.

Nel prossimo paragrafo spieghiamo il suo funzionamento in modo più dettagliato.

 

Funzionamento di Pinterest

La piattaforma di Pinterest consente di osservare, raccogliere e organizzare immagini e video.

Il suo funzionamento è estremamente semplice e intuitivo, e anche questo aspetto è alla base del suo significativo successo.

Una persona che cerca un’idea o un’ispirazione su Pinterest digita un termine nell’apposita casella di ricerca. Per esempio: “frigorifero”, “televisore”, “vacanza in Spagna”, ecc.

Per ciascun termine di ricerca, appaiono determinate immagini e video in tema.

Gli utenti possono salvare le immagini e video che preferiscono in una loro personale raccolta (per consultare tali contenuti anche in seguito), e catalogarli in determinate categorie.

Quanto appena affermato riguarda però le persone che consultano il sito. Per i creatori di contenuti (tra cui i brand iscritti al social), c’è da dire che possono caricare le proprie immagini e i propri video in maniera molto facile e veloce. Anche se la velocità di caricamento può variare a seconda della qualità della connessione internet utilizzata.

Per effettuare il caricamento di un file, basta recarsi sul proprio profilo personale e cliccare (o fare tap, nel caso in cui si usi uno smartphone o un tablet) sul simbolo “+”. Poi, occorre specificare se si desidera creare prima una bacheca (contenitore per le immagini e i video) o direttamente un pin (l’immagine o il video da caricare).

Una volta scelto di creare un pin, è sufficiente prendere il file da caricare e compilare i campi richiesti, compresi il titolo e la descrizione del contenuto.

Inoltre, tale contenuto va anche inserito in una delle proprie bacheche. Se la bacheca più adatta non è stata ancora creata, è possibile fare anche questo, sempre in modo molto intuitivo e veloce.

 

Conclusioni

Da quanto è stato possibile appurare leggendo le righe precedenti, appare del tutto evidente che Pinterest sia una piattaforma social molto interessante e utile.

Alcuni utenti del web sottovalutano le sue potenzialità, altri non sanno nemmeno che cosa sia Pinterest, ma in tutto il mondo l’utenza complessiva di questo sito ha già raggiunto un numero di utenti ragguardevole. Ed è per questo motivo che già molte aziende da diverso tempo hanno creato un proprio account su tale social e propongono regolarmente dei contenuti.

Chiudiamo con un riepilogo delle nozioni più importanti esposte in questo articolo:

  • Pinterest è una piattaforma online che permette di cercare, salvare e catalogare immagini e video.
  • La ricerca dei pin (cioè immagini e video) si effettua semplicemente digitando dei termini di ricerca nell’apposita casella. Il sistema infatti ha un motore di ricerca che permette di trovare ciò che è più in linea con i termini adoperati.
  • Le immagini e i video presenti su Pinterest possono essere d’aiuto per avere idee e ispirazioni su un determinato argomento. Possono servire, ad esempio, per arredare la casa, fare una vacanza in una determinata meta turistica, acquistare un nuovo lampadario o un nuovo elettrodomestico, ecc.
  • Molti brand sono già presenti su Pinterest, e caricano dei contenuti a scopo promozionale. Chi consulta i vari pin, trova la presenza dei brand molto utile.
  • Pinterest è un ottimo sistema per promuovere la propria azienda o attività, grazie alle ricerche che tanti utenti effettuano quotidianamente su tale sito.

L’utilizzo di questo social network è molto semplice: sia che si tratti di consultare i pin, sia di salvarli, catalogarli o di caricarne di nuovi.

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