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Umbra Medical Italy ottiene l’esclusiva Meril per i dispositivi vascolari in Italia e raddoppia i ricavi nel 2025

IL CEO: “Un’intesa a vantaggio della comunità e del comparto, che ci fa crescere e migliora le prestazioni sanitarie connesse”

Roma – Accordo storico e in esclusiva per l’Italia quello siglato fra Meril Life Sciences, multinazionale dei dispositivi medici con fatturato superiore al miliardo, e la realtà italiana Umbra Medical Italy, distributrice di dispositivi medicali e chirurgici che, dall’Abruzzo, sta conquistando il mercato internazionale. L’intesa riguarda il segmento dei dispositivi vascolari ed endovascolari e si inserisce in una fase di importante consolidamento per l’azienda, che nel 2025 ha registrato ricavi raddoppiati rispetto all’anno di esercizio precedente. Un dato che segnala un’accelerazione significativa in un comparto caratterizzato da forte competitività, centralizzazione degli acquisti e crescente attenzione all’innovazione tecnologica.

Laccordo con Meril amplia autorevolmente il portafoglio dei prodotti di Umbra Medical Italy e rafforza il posizionamento dellazienda come operatore strutturato nella distribuzione di tecnologie per il trattamento delle patologie periferiche – spiega il CEO Manuel Pantalone –. La linea oggetto dell’intesa comprende soluzioni destinate a strutture ospedaliere pubbliche e private, con un impatto diretto sulle attività di emodinamica e chirurgia vascolare. Questa intesa si inserisce in un periodo di forte espansione per la nostra realtà: nel 2025 abbiamo visto crescere i nostri ricavi in modo esponenziale, cosa che ci ha consentito di consolidare la nostra presenza sul mercato nazionale e internazionale, rafforzando lorganizzazione interna.

Laccordo con Meril rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e ci consente di proporre al sistema sanitario italiano soluzioni tecnologiche di livello internazionale. Grazie a questa intesa, Umbra Medical Italy potrà ora consolidare la propria presenza nel 2026, rafforzando la rete commerciale e la collaborazione con ospedali, centrali dacquisto del sistema sanitario e operatori del settore, in linea con un modello di sviluppo orientato a crescita strutturata e partnership internazionali”.

Per il mercato nazionale dei dispositivi vascolari, l’operazione si traduce in un nuovo assetto distributivo e in un ampliamento dell’offerta disponibile, in un contesto in cui qualità clinica, sostenibilità economica e affidabilità della supply chain restano elementi centrali per le strutture sanitarie.

Dati di contatto

Umbra Medical Italy
https://www.umbramedicalitaly.it/
E-mail: info@umbramedicalitaly.it

 

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Calcolo parcella avvocato: quando è possibile contestarla

Capire come funziona il calcolo parcella avvocato è una delle necessità quando una causa si chiude, quando arriva una fattura con un importo che sembra inappropriato o quando il rapporto professionale si incrina. Non è solo una questione di solai, è una questione di trasparenza, di aspettative, di regole che spesso esistono ma non vengono spiegate fino in fondo.

In Italia la parcella non nasce dal nulla e non è mai del tutto arbitraria, anche quando manca un accordo scritto. Esistono parametri, criteri, prassi consolidate e, soprattutto, strumenti per verificare se quanto richiesto è corretto.

Sapere quando e come è possibile contestare una parcella significa muoversi con maggiore consapevolezza in un terreno che può apparire ostico, ma che in realtà ha confini piuttosto chiari.

E’ possibile, quindi, contestare la parcella di un avvocato? Per trovare una risposta ci è venuto in aiuto l’Avvocato Marco Ticozzi, condensiamo in questo approfondimento quanto è emerso dal nostro incontro.

Come nasce il calcolo della parcella dell’avvocato

Il calcolo della parcella dell’avvocato prende forma da un insieme di elementi che convivono tra loro: il valore della causa, la sua complessità, il numero degli atti redatti, le attività svolte fuori dall’aula, la durata del procedimento. In passato le tariffe erano rigide; oggi il sistema è più flessibile, ma non per questo privo di regole.

I parametri ministeriali fungono da bussola e permettono di capire se una richiesta economica rientra in un perimetro ragionevole. È qui che spesso nascono i primi dubbi: una parcella può sembrare alta non perché lo sia davvero, ma perché non se ne conosce la logica. La chiarezza iniziale è fondamentale, perché evita incomprensioni a valle. Secondo l’Avv. Marco Ticozzi, “molti contenziosi sulle parcelle nascono non dall’importo in sé, ma dal fatto che non è stato spiegato come si è arrivati a quell’importo”. Comprendere questa genesi è il primo passo per valutare se esistono i presupposti per una contestazione.

Accordo scritto, preventivo e loro peso reale

Quando esiste un accordo scritto o un preventivo, il quadro diventa più definito. Non significa che tutto sia intoccabile, ma i margini di discussione si restringono. Il preventivo, se dettagliato, aiuta a capire quali attività erano previste e quali no. Tuttavia, nella pratica, molte prestazioni si evolvono nel tempo e vanno oltre le previsioni iniziali. È qui che il calcolo della parcella dell’avvocato può cambiare forma.

La legge consente aggiornamenti, ma pretende coerenza. Se l’attività svolta è diversa o più ampia rispetto a quella preventivata, deve emergere con chiarezza.

Quando una parcella può dirsi eccessiva

Una parcella diventa realmente contestabile quando non rispetta i parametri di riferimento, quando include voci non giustificate o quando attribuisce compensi sproporzionati rispetto all’attività svolta. Non basta la sensazione di “costo troppo alto”. Serve un confronto tecnico, basato su dati concreti. Il valore della causa, ad esempio, incide in modo diretto, ma non può giustificare qualsiasi cifra. Anche la durata del procedimento va letta con attenzione: tempi lunghi non sempre equivalgono a maggior lavoro. Nel calcolo della parcella dell’avvocato contano le attività effettive, non l’attesa passiva. L’Avv. Marco Ticozzi lo ribadisce: “una parcella è sostenibile quando è coerente con ciò che è stato fatto, non solo con quanto è durato il procedimento”. È proprio questa coerenza il cuore di ogni contestazione fondata.

Le voci da controllare con maggiore attenzione

Le singole voci raccontano la storia del rapporto professionale. Compensi per fasi mai svolte, duplicazioni di attività, spese forfettarie non spiegate sono segnali che meritano attenzione. Anche gli accessori, come spese generali e contributi, devono essere calcolati correttamente. Il calcolo della parcella dell’avvocato è una somma di dettagli e spesso l’errore, o l’eccesso, si annida proprio lì. Secondo l’Avv. Marco Ticozzi, “una parcella ben fatta si difende da sola, perché ogni voce ha un perché comprensibile”.

Come avviene la contestazione in concreto

Contestare una parcella non è un atto aggressivo né una rottura automatica del rapporto. È, prima di tutto, un confronto. Si parte quasi sempre da una richiesta di chiarimenti, meglio se scritta e motivata. Se il dialogo non porta a una soluzione, esistono strumenti formali, come il parere di congruità dell’Ordine o il ricorso al giudice. Ogni passaggio ha tempi e modalità precise. Nel calcolo della parcella dell’avvocato, la verifica esterna serve a riportare la discussione su un piano oggettivo. Come evidenzia l’Avv. Marco Ticozzi, “contestare non significa accusare, ma chiedere che il compenso venga ricondotto a criteri verificabili”. Questo approccio riduce tensioni inutili e aumenta le possibilità di una conciliazione rapida.

Il ruolo del giudice e dei parametri ministeriali

Quando la contestazione arriva in tribunale, il giudice applica parametri, valuta atti, ascolta le parti. I parametri ministeriali non sono rigidi, ma rappresentano una base di riferimento autorevole. Il calcolo della parcella dell’avvocato viene così ricostruito pezzo per pezzo, alla luce del lavoro effettivamente svolto. In questo contesto, la documentazione diventa decisiva: atti, comunicazioni, note spese.

Il valore della prevenzione e del dialogo

Molte contestazioni potrebbero essere evitate con una comunicazione più chiara fin dall’inizio. Parlare di compensi non è mai fuori luogo. Anzi, è una forma di rispetto reciproco. Il calcolo della parcella dell’avvocato non dovrebbe essere un mistero svelato solo alla fine del percorso. Aggiornamenti periodici, spiegazioni semplici, condivisione delle scelte aiutano a mantenere il rapporto su binari sereni. Come afferma l’Avv. Marco Ticozzi, “quando il cliente sa cosa sta pagando e perché, il tema della contestazione perde gran parte della sua forza”.

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Drone TUNDRA 2.1: Hexadrone ottiene la marcatura CE e la certificazione C5/C6

La certificazione del drone TUNDRA 2.1 di Hexadrone da parte dei laboratori Applus+ conferma la conformità al Regolamento UE 2019/945 e rafforza la fiducia normativa per per l’impiego in applicazioni ad alta responsabilità operativa.

Saint-Ferréol-d’Auroure, Francia —  Hexadrone SAS, produttore francese specializzato in droni modulari, annuncia di aver ottenuto la marcatura CE e le certificazioni di classe C5 e C6 per il drone TUNDRA 2.1. La certificazione è stata rilasciata a seguito di una valutazione completa condotta dai laboratori Applus+, ente di certificazione accreditato dall’Unione Europea.

Rilasciata in conformità al Regolamento UE 2019/945, questa certificazione colloca Hexadrone tra i primi produttori europei di droni ad adeguarsi al nuovo quadro normativo europeo, che diventerà pienamente applicabile a partire dal 1° gennaio 2026.

«Questa certificazione rappresenta il riconoscimento del nostro impegno verso l’eccellenza e la conformità normativa», ha dichiarato Alexandre Labesse, CEO di Hexadrone. «Consente ai nostri clienti di affrontare con fiducia i cambiamenti regolatori del 2026».

Il drone TUNDRA 2.1 supera i requisiti più stringenti del nuovo regolamento europeo

La certificazione rilasciata dai laboratori Applus+ conferma che TUNDRA 2.1 è conforme ai requisiti più stringenti del Regolamento UE 2019/945. Il coinvolgimento di un ente indipendente accreditato garantisce un processo di valutazione oggettivo e rigoroso, rafforzando la credibilità, la trasparenza e il riconoscimento normativo della piattaforma presso autorità e utilizzatori. Assicura un livello ottimale di sicurezza giuridica e tecnica per l’impiego in applicazioni professionali complesse, consolidando al contempo la fiducia nella conformità del drone e del suo ecosistema tecnico nel lungo periodo.

«In qualità di partner autorevole nelle attività di prova e certificazione, Applus+ Laboratories è orgogliosa di supportare l’impegno di Hexadrone verso la qualità e la conformità normativa», ha dichiarato un portavoce di Applus+ Laboratories. «La nostra competenza negli standard europei e internazionali garantisce che soluzioni innovative come quelle di Hexadrone soddisfino i più elevati requisiti di sicurezza e prestazioni, favorendone una crescita di successo nel mercato europeo».

TUNDRA 2.1 è una delle poche soluzioni presenti sul mercato a detenere la marcatura CE e le certificazioni C5/C6. Il conseguimento è il risultato di 24 mesi di sviluppo e di un investimento di quasi 500.000 euro. Questo percorso rafforza la posizione di Hexadrone come attore di riferimento nel mercato dei droni, sia europeo che internazionale.

Un drone apprezzato per modularità e versatilità

Lanciato nell’aprile 2023, il drone TUNDRA 2 si è rapidamente affermato come un punto di riferimento a livello europeo grazie alla sua architettura completamente modulare. La sua evoluzione più recente, TUNDRA 2.1, sviluppa ulteriormente questo approccio attraverso tre interfacce standardizzate — [TR-LOCK], [TR-COMM] e [TR-MODULE] — che consentono l’integrazione immediata di payload, moduli avionici e collegamento dati.

Questa standardizzazione ha consentito lo sviluppo di un  ecosistema composto da oltre 150 moduli tecnologici, realizzati da partner francesi ed europei. Di conseguenza, TUNDRA è un sistema aperto, scalabile e pienamente retrocompatibile, concepito come una soluzione sostenibile nel lungo periodo, in grado di evitare l’obsolescenza e di integrare costantemente i feedback operativi provenienti dalle unità in servizio.

TUNDRA 2.1 integra inoltre tecnologie di sicurezza avanzate sviluppate in collaborazione con Drone Rescue System (DRS) e Impact, rafforzando ulteriormente la conformità normativa e l’affidabilità operativa.

Già adottato da unità delle forze armate francesi e da diversi operatori privati europei, TUNDRA supporta un’ampia gamma di missioni, tra cui sorveglianza, rilevamento CBRN (chimico, biologico, radiologico e nucleare), operazioni di sicurezza, topografia, ispezioni industriali, agricoltura di precisione, ricerca e soccorso e molto altro.

Strategia di distribuzione e crescita in Europa

Hexadrone distribuisce attualmente le proprie soluzioni in Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Romania, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’azienda continua ad ampliare la propria presenza ed è attivamente alla ricerca di nuovi partner per rafforzare ulteriormente la sua rete europea.

Grazie a una modularità senza pari e a un ecosistema in rapida espansione, TUNDRA di Hexadrone si sta affermando come la soluzione di riferimento in Europa per i droni multiruolo.

Scopri di più su Hexadrone

Fondata nel 2014, Hexadrone si è affermata come realtà di riferimento nella progettazione e produzione di droni modulari, basando la propria attività su tre punti di forza: innovazione tecnica, personalizzazione e qualità industriale. Inizialmente orientata alla rivendita di componenti per droni tramite una piattaforma web, l’azienda ha rapidamente evoluto il proprio modello verso l’assemblaggio di droni su misura, per rispondere alle esigenze specifiche dei clienti.

Scopri di più su Applus+ Laboratories

Applus+ Laboratories fornisce servizi di prova e certificazione progettati per aumentare la competitività dei prodotti e supportare l’innovazione. Con sede centrale a Barcellona, in Spagna, Applus+ Laboratories opera attraverso una rete globale di laboratori multidisciplinari al servizio di settori quali aerospazio, automotive, cybersicurezza, elettrico ed elettronico, energie rinnovabili, edilizia, ferroviario e dispositivi medici.

Dati di contatto

Grégory Villard
gregory.villard@hexadrone.fr

Alexandre Labesse, CEO of Hexadrone
alexandre.labesse@hexadrone.fr

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Perché affidarsi a un unico partner nella progettazione ufficio

Ci sono decisioni che un imprenditore prende ogni giorno quasi senza accorgersene: ottimizzare un processo, migliorare un prodotto, rivedere un budget. Poi ce ne sono altre che sembrano “secondarie”, ma che in realtà possono cambiare la traiettoria dell’azienda. L’ufficio, ad esempio. Perché non è soltanto il posto in cui si lavora. È dove le idee prendono forma, dove i team crescono, dove si costruiscono relazioni che diventano business. È un simbolo di identità per chi arriva dall’esterno e un’occasione quotidiana di sentirsi parte di qualcosa per chi l’azienda la abita ogni giorno.

Uno spazio ben progettato non è un lusso estetico: è uno strumento di performance. Può facilitare i flussi, ridurre lo stress, far nascere collaborazioni, rendere più veloce l’innovazione. Può trattenere talenti e far crescere quelli che ci sono già.
E allora, se è vero che ogni dettaglio può generare valore…quanto vale scegliere il partner giusto per progettare tutto questo?
Affidarsi a un unico interlocutore nella progettazione ufficio non significa solo avere “meno problemi”. Significa mettere nella stessa mano le chiavi del futuro della tua azienda.

In quest’ottica, Arredoufficio si pone come un partner sempre presente, dalla progettazione alla realizzazione. Questo permette di garantire puntualità, qualità e risultati che rispecchiano perfettamente il progetto, rispettando tempi e budget.

LO SPAZIO COME LEVA OPERATIVA: IL RUOLO DELLO SPACE PLANNING

In un’azienda, il layout dell’ufficio non è più un dettaglio: è parte integrante della strategia operativa. Lo space planning, ovvero la progettazione degli spazi in funzione dei flussi, dei team, delle attività e delle relazioni, è la fase chiave in cui il nuovo ufficio viene disegnato su misura.
Se questa parte viene affidata a un solo partner, tutti gli elementi, disposizioni, percorsi, ergonomia, aree comuni, vengono integrati fin dall’inizio nel disegno complessivo dell’ufficio. Ciò evita che la progettazione diventi un insieme di “pezzi” disconnessi: scrivanie che non considerano le esigenze reali, arredo che non si integra con gli impianti, zone collaborative isolate invece che pensate come sistema.
Dal punto di vista imprenditoriale, questo si traduce in un ufficio che funziona davvero fin dal giorno uno e non richiede interventi correttivi.

UN SOLO INTERLOCUTORE = TEMPI E COSTI PIÙ GESTIBILI

Affidare la progettazione ufficio a più fornitori separati può generare complessità: coordinamento elevato, responsabilità frammentate, rischi di comunicazione e rilavorazioni. Con un partner unico, tutti questi elementi si riducono: budget, tempi, cronoprogramma sono più trasparenti e monitorabili.
Quando una realtà unica segue tutte le fasi, dalla progettazione allo sviluppo, diventa più semplice individuare scostamenti, intervenire tempestivamente e garantire il rispetto della consegna.
Per gli imprenditori questo significa maggiore certezza sull’investimento e minore dispersione di risorse in “problemi” che avrebbero potuto essere evitati.

COERENZA TRA DESIGN, FUNZIONALITÀ E BRAND

Il progetto ufficio non è solo spazio fisico: è anche immagine. Lo spazio comunica l’identità dell’azienda, supporta la cultura aziendale e facilita i processi. Se si lavora con più interlocutori, il rischio è che il risultato sia un mosaico di componenti che non “parlano” lo stesso linguaggio.
Un partner unico e un approccio contract per la progettazione dell’ufficio garantisce che il layout, l’arredo, l’impiantistica, l’illuminazione e gli spazi comuni siano pensati come un ecosistema integrato, coerente con l’identità aziendale. Si ottiene così un ufficio che non solo “ospita” l’attività, ma la potenzia.
Per l’imprenditore, questo significa trasformare lo spazio in un asset, oltre che in un costo.

FLESSIBILITÀ E SCALABILITÀ: PROGETTARE PER DOMANI

Le organizzazioni aziendali sono in continuo mutamento: nuovi team, modalità ibride (smart working + presenza in sede), tecnologie che evolvono, esigenze di modifica degli spazi. Lo space planning moderno considera questi aspetti e progetta spazi che possano adattarsi, non essere rigidi.
Affidare la progettazione e la realizzazione dell’ufficio a un unico partner significa prevedere fin dall’inizio queste esigenze: zone modulabili, postazioni ricomponibili, aree collaborative riconfigurabili. Questo comporta che il progetto ufficio non sarà obsoleto dopo pochi anni, ma crescerà con l’azienda.
In termini imprenditoriali significa: un investimento più lungimirante, minore necessità di ristrutturazioni e meno interruzioni operative.

BENESSERE, PRODUTTIVITÀ E TALENT ATTRACTION

Non basta avere un “bell’ufficio”: serve un ufficio che promuove produttività, benessere e attrazione di talenti. Studi nel settore del workplace design evidenziano che spazi ben progettati influiscono positivamente sul coinvolgimento dei collaboratori, sulla concentrazione e sulla capacità di attrarre persone qualificate.
Con un’unica realtà che gestisce la progettazione dell’ufficio, queste variabili diventano parte integrante della strategia: ergonomia, comfort acustico, layout che favorisce socialità e concentrazione, zone break studiate.
Per un imprenditore, investire in questi aspetti significa vedere l’ufficio come leva per la competitività, non solo come costo operativo.

RIDUZIONE DEL RISCHIO E GESTIONE TRASPARENTE DELL’INVESTIMENTO

Quando un solo partner gestisce l’intero iter della progettazione ufficio, dallo studio preliminare al collaudo, il rischio complessivo scende: poche interfacce, responsabilità chiare, migliore tracciabilità.
Questo approccio consente anche una migliore previsione del budget e scelte chiare grazie alla visione condivisa.
Dal punto di vista dell’imprenditore: il progetto diventa più affidabile, i costi imprevisti si attenuano e puoi concentrarti sull’attività aziendale piuttosto che sul coordinamento della ristrutturazione.

PERCHÉ SCEGLIERE ARREDOUFFICIO

Arredoufficio è un partner completo e integrato nella progettazione e realizzazione di spazi d’ufficio su misura. Non vende semplicemente arredo: supporta il cliente lungo l’intero percorso, dall’analisi delle esigenze, allo space planning, alla realizzazione chiavi in mano, fino al follow-up post progetto.
Il suo obiettivo è trasformare ogni intervento di progettazione ufficio in un’esperienza strategica: lo spazio diventa motore di efficienza, cultura aziendale, cura delle persone e crescita. Per l’imprenditore che cerca una soluzione che vada oltre il semplice “arredamento”, Arredoufficio rappresenta quell’interlocutore che comprende l’ufficio come ecosistema complesso e dinamico.

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Capodanno 2026: eccellenza e benessere sul lago di Lugano

Parco San Marco Hotels & Beach Resort guarda al 2026 dopo una stagione di successi

Lago di Lugano, 17 dicembre 2025 – Si è conclusa lo scorso 2 novembre una stagione straordinaria per il Parco San Marco Hotels & Beach Resort. Il rinomato rifugio situato sulle incantevoli rive del Lago di Lugano celebra un altro anno di crescita costante, confermandosi tra le mete più amate in Europa per chi è alla ricerca di relax, alta cucina e servizi d’eccellenza personalizzati.

Sebbene la stagione sia ufficialmente terminata, Parco San Marco si prepara ad accogliere i propri ospiti per un periodo natalizio ricco di magia, dal 23 dicembre 2025 al 5 gennaio 2026, con un programma esclusivo dedicato a chi desidera vivere le festività in un’atmosfera unica.

Capodanno 2026: un viaggio nel tempo tra Jazz e Glamour

L’evento di punta delle festività sarà il Cenone di Capodanno, che quest’anno trasporterà gli ospiti nel fascino intramontabile degli “Anni ’20”. Sarà una serata memorabile all’insegna dello stile, con menu raffinati, musica dal vivo in stile swing e balli che rievocheranno l’eleganza dell’epoca. Il dress code ricercato completerà un contesto esclusivo, rendendo il passaggio al nuovo anno un’esperienza davvero indimenticabile. Per chi cerca invece un lusso più moderno e sensoriale, l’ARIA Retreat & SPA offrirà un’alternativa di puro “Emotional Luxury” con percorsi benessere e gastronomia d’avanguardia.

Uno sguardo al futuro: la stagione 2026

Dopo la parentesi natalizia, il Parco San Marco si prenderà una breve pausa invernale per tornare ufficialmente operativo il 27 marzo 2026, pronto a inaugurare la nuova stagione turistica in coincidenza con l’inizio della primavera.

Grazie alla sua posizione privilegiata, all’offerta di ristoranti gourmet e centri benessere all’avanguardia (come la Family SPA San Marco e l’esclusiva SPA CEò), il Parco San Marco si riconfermerà come meta d’elezione, capace di superare le aspettative del viaggiatore più esigente.

Scopri di più su Parco San Marco

Vision
Parco San Marco Hotels & Beach Resort punta a essere un simbolo di eccellenza nell’ospitalità di lusso nella regione tra il Lago di Lugano e il Lago di Como, contribuendo allo sviluppo del turismo nell’area insubrica.

Mission
Il Resort si impegna a offrire esperienze su misura, combinando benessere, comfort e uno straordinario contesto naturale per soddisfare le esigenze di una clientela internazionale diversificata.

Contatti
Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del Parco San Marco Hotels & Beach Resort al seguente indirizzo:
www.parco-san-marco.com/en/contacts/

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Cos’è la depolverazione industriale: tra sicurezza dei lavoratori ed efficienza dei macchinari

In un contesto industriale moderno, il controllo della qualità dell’aria all’interno degli ambienti di lavoro non è più un optional, ma una necessità. 

La presenza di polveri sottili e residui nell’aria può compromettere non solo la salute dei lavoratori, ma anche l’efficienza delle macchine, aumentando i costi di manutenzione e rallentando la produttività. 

È qui che entra in gioco la depolverazione industriale, un processo fondamentale per garantire ambienti di lavoro più sicuri, sostenibili ed efficienti. 

Ma cos’è esattamente e perché dovrebbe interessare ogni azienda che opera nel settore produttivo?

Cos’è la depolverazione industriale

La depolverazione industriale è un insieme di tecnologie e soluzioni impiantistiche progettate per rimuovere le polveri aerodisperse generate durante i processi produttivi. 

Queste polveri possono derivare da lavorazioni meccaniche, chimiche, alimentari o edilizie e includere sia particelle innocue che sostanze potenzialmente tossiche o esplosive.

I sistemi di depolverazione aspirano l’aria contaminata, separano le particelle solide e rilasciano aria purificata nell’ambiente o all’esterno dello stabilimento, in conformità con le normative ambientali. 

Le tecnologie più utilizzate includono:

  • filtri a cartuccia o a maniche: adatti a polveri fini e leggere, permettono una filtrazione precisa ed efficace;
  • cicloni separatori: sfruttano la forza centrifuga per separare le particelle più pesanti;
  • depolveratori elettrostatici: utilizzano campi elettrici per catturare le particelle sospese nell’aria.

Oltre al miglioramento della salubrità dell’ambiente di lavoro, questi sistemi aiutano a rispettare le stringenti normative europee sulla sicurezza e l’ambiente, riducendo il rischio di sanzioni e migliorando l’immagine aziendale.

A cosa servono i tubi di aspirazione

I tubi di aspirazione industriale sono una componente essenziale degli impianti di depolverazione industriale. 

La loro funzione principale è quella di trasportare le polveri e i residui raccolti nei vari punti di captazione fino ai sistemi di filtrazione o separazione. In pratica, sono il “sistema circolatorio” dell’impianto, e la loro efficienza incide direttamente sulle prestazioni complessive del sistema.

I tubi devono essere progettati per resistere a condizioni spesso molto impegnative: polveri abrasive, temperature elevate, ambienti corrosivi o umidi. 

Per questo motivo vengono realizzati con materiali specifici come:

  • poliuretano rinforzato: flessibile, resistente all’abrasione e ideale per applicazioni dinamiche;
  • acciaio zincato o inox: preferito per impianti fissi in contesti ad alta temperatura o dove sono richiesti standard igienici elevati;
  • PVC e materiali antistatici: utili per prevenire accumuli elettrostatici pericolosi in presenza di polveri infiammabili.

Una corretta progettazione del sistema di tubazioni, con diametri adeguati e curve ben studiate, consente di minimizzare le perdite di carico e ottimizzare la portata dell’aria aspirata. Inoltre, la modularità dei tubi industriali consente una facile manutenzione e l’adattabilità a diverse configurazioni produttive.

In sintesi, scegliere i tubi giusti non è solo una questione tecnica, ma una leva strategica per aumentare l’efficienza del sistema di aspirazione, ridurre i consumi energetici e garantire una maggiore sicurezza.

Vantaggi economici di un impianto di aspirazione polveri all’avanguardia

Investire in un impianto di aspirazione polveri industriale di ultima generazione non è solo una scelta tecnica, ma una decisione strategica che può generare ritorni economici significativi nel medio-lungo termine. 

Ecco i principali vantaggi per il tuo business!

  • Riduzione dei costi di manutenzione

La presenza di polveri nell’ambiente produttivo accelera l’usura dei macchinari e può causare guasti frequenti. Un sistema di depolverazione efficiente riduce la quantità di residui depositati su componenti meccanici ed elettronici, abbassando drasticamente i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

  • Maggiore durata dei macchinari

Minori accumuli di polvere significano anche minore corrosione, attrito e danneggiamenti. Ne deriva un allungamento della vita utile degli impianti produttivi e una riduzione delle spese per la sostituzione delle attrezzature.

  • Aumento della produttività

Un ambiente pulito e salubre migliora la qualità del lavoro e riduce le interruzioni dovute a pulizie straordinarie o manutenzioni urgenti. Questo si traduce in processi più fluidi, continui e affidabili, con impatti positivi sulla produttività complessiva.

  • Conformità normativa e meno sanzioni

Un impianto conforme alle normative europee ed italiane in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale protegge l’azienda da multe e sanzioni, spesso molto elevate. Inoltre, dimostra attenzione alle tematiche ESG (Environmental, Social, Governance), sempre più rilevanti per clienti e investitori.

  • Migliore immagine aziendale

Un sistema di aspirazione moderno contribuisce a rafforzare l’immagine aziendale come realtà attenta alla sostenibilità e alla salute dei propri dipendenti. Un vantaggio competitivo importante anche in fase di acquisizione di nuove commesse o collaborazioni.

In definitiva, dotarsi di un impianto di aspirazione polveri all’avanguardia è una scelta che ripaga: migliora l’ambiente di lavoro, riduce le spese operative e rafforza la posizione dell’azienda sul mercato.

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Mercato immobiliare: TEKCE amplia la propria presenza globale con i nuovi programmi Partner e Affiliate

I nuovi Programmi Partner e Affiliate di TEKCE offrono ai professionisti del settore immobiliare e ai content creator una visibilità in tempo reale tramite CRM, accesso in white-label a oltre 7.000 annunci verificati e un flusso di lavoro trasparente e tracciabile per le vendite internazionali.

Malaga, Spagna — TEKCE Real Estate ha annunciato l’ampliamento del proprio Programma Partner e il lancio di un nuovo Programma Affiliate, con lo scopo di rendere le vendite immobiliari transfrontaliere più trasparenti e vantaggiose per entrambe le parti.

I programmi operano sulla piattaforma MyTEKCE e su una versione white-label dell’app TEKCE, offrendo a partner e affiliati un tracciamento in tempo reale, esperienze cliente con branding personalizzato e accesso al portfolio TEKCE di oltre 7.000 immobili disponibili in Spagna, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Cipro del Nord.

Il settore immobiliare è un business basato sulla fiducia. Abbiamo costruito il nostro modello affinché ogni parte coinvolta possa vedere chiaramente cosa accade, quando e perché”, ha dichiarato Özkan Tekçe, COO di TEKCE Real Estate. “Attraverso MyTEKCE e il nostro ecosistema di partner, non ci si limita a collaborare con TEKCE: si lavora in modo trasparente all’interno del nostro sistema, con il proprio brand, i propri clienti e una piena visibilità del processo, dalla prima richiesta fino al pagamento delle commissioni. Ogni difficoltà che abbiamo affrontato in passato come partner è diventata un mattone nella costruzione di questo sistema. Abbiamo progettato questo programma affinché i nostri partner non debbano mai più incontrare quegli stessi ostacoli”.

Portata globale e controllo locale

Progettato per agenzie immobiliari e consulenti indipendenti, il Partner Program di TEKCE permette a un agente di Dubai che assiste un acquirente per la Spagna, o a un consulente di Stoccolma che segue un cliente per la Turchia, di lavorare all’interno dell’infrastruttura e dell’inventario TEKCE mantenendo però la piena titolarità del rapporto con il proprio cliente.

MyTEKCE è una piattaforma internazionale di partnership immobiliare all’avanguardia, sviluppata da TEKCE. Consente agli utenti di registrare, monitorare e gestire i clienti in modo trasparente e in tempo reale. I partner vengono integrati nella piattaforma MyTEKCE, dove possono seguire lo stato dei clienti nel CRM di TEKCE, le preferenze degli acquirenti, i registri delle comunicazioni, le visite agli immobili, la fase dell’offerta, il prezzo di vendita e lo stato delle commissioni, riducendo l’incertezza ed eliminando ogni timore di comunicazioni parallele.

L’App TEKCE è disponibile come soluzione white-label, così i partner possono presentare migliaia di annunci con la propria identità di brand (logo, elementi visivi, link di contatto) sfruttando allo stesso tempo il portfolio internazionale di TEKCE, verificato e aggiornato quotidianamente. Questo unisce la capacità operativa tipica delle grandi aziende a una personalizzazione locale.
Il lavoro svolto ogni giorno da centinaia di membri del team TEKCE confluisce infine verso i nostri partner, offrendo loro tutta la forza della nostra competenza collettiva.

Un modello win-win per un pubblico più ampio

Il Programma Affiliate di TEKCE si estende oltre i professionisti del settore immobiliare, includendo ex acquirenti e venditori, agenzie di viaggio, influencer, blogger, YouTuber, esperti SEO, digital marketer e altri creator con community attive.
Una volta iscritti, gli affiliati generano link unici tramite MyTEKCE, collegano il proprio pubblico agli annunci TEKCE e guadagnano un compenso per le transazioni verificate, senza dover diventare agenti immobiliari.
Il modello è progettato come un sistema trasparente e vantaggioso per tutte le parti coinvolte.

Inventario verificato e presenza internazionale

TEKCE opera con 20 uffici in 5 Paesi, includendo sedi in Spagna (Alicante, Barcellona, Málaga), Turchia (Alanya, Ankara, Antalya, Bodrum, Bursa, Fethiye, Istanbul, Izmir, Mersin, Trabzon, Yalova), Emirati Arabi Uniti (Dubai), Cipro del Nord (Kyrenia) e Svezia (Stoccolma).
Questa presenza capillare offre a partner e affiliati un portafoglio affidabile e competenze locali fondamentali per assistere clienti transfrontalieri.

Le partnership devono essere misurabili”, ha aggiunto Özkan Tekçe. “Il nostro modello basato sul CRM mostra ogni passaggio, così partner e affiliati possono costruire attività durature sulla trasparenza. Per supportare questi processi, abbiamo istituito un team dedicato al Partner Management. Tutte le parti coinvolte possono ora gestire il proprio flusso di lavoro in modo molto più semplice ed efficiente, grazie all’assistenza di rappresentanti assegnati specificamente a loro. Le nostre reti di partner e affiliati oggi si estendono in oltre 100 Paesi, sostenendo una missione comune: creare un settore immobiliare trasparente, tecnologico e centrato sulle persone”.

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TEKCE è una società immobiliare globale con 20 uffici in 5 Paesi. Con un approccio digital-first, team locali multilingue e un ecosistema CRM proprietario, TEKCE offre un’esperienza trasparente e basata sui dati per acquirenti, venditori, partner e affiliati.
MyTEKCE e l’App TEKCE garantiscono visibilità completa end-to-end e branding in white-label, rendendo possibili collaborazioni affidabili su scala internazionale.

Per maggiori informazioni:
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tekce.com/corporate/affiliate-program

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Companion for Life 2025: 325 mila euro per il benessere animale.

Almo Nature e Fondazione Capellino hanno annunciato i vincitori dell’edizione 2025 del bando internazionale Companion for Life, che quest’anno ha destinato 325 mila euro a progetti dedicati al benessere di cani e gatti in sette paesi europei.

In Italia, sono stati assegnati 45 mila euro a sette associazioni non profit impegnate nell’adozione consapevole, nella prevenzione del randagismo e nell’educazione alla responsabilità verso gli animali.

Il bando – trasformato in una vera campagna partecipativa online – ha raccolto, fra aprile e ottobre, oltre 265 mila voti da parte degli utenti europei. In Italia sono arrivati 147 progetti, valutati da una commissione internazionale prima della votazione pubblica.

Con Companion for Life vogliamo favorire un’evoluzione culturale: passare dal concetto di proprietà a quello di responsabilità dell’umano nei confronti dell’animale”, spiega Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature e della Fondazione Capellino. L’azienda, interamente di proprietà della Fondazione, destina il 100% dei profitti – al netto dei costi di continuità aziendale – ai progetti dedicati alla biodiversità secondo il modello della Reintegration Economy. Dal 2018 il programma ha donato oltre 5,5 milioni di pasti per cani e gatti nel mondo.

Licia Colò, ambasciatrice dell’iniziativa, ha sottolineato come “ogni gesto consapevole verso un animale sia un atto di civiltà”, ribadendo il valore dell’educazione e della conoscenza nel rapporto con gli animali da compagnia.

Ecco i progetti beneficiari in Italia
1° Salva un rottame di ‘Effetto Palla’, Oristano
2° Accoglienza felina solidale di ‘Associazione Le Sfigatte’, Torino
3° #adottALMO di ‘Dammi una zampa’, Ladispoli (Roma)
4° FIP, conoscerla per batterla di ‘Una zampa sul cuore’, Pianoro (BO)
5° Nursery per mamme gatte e cuccioli di ‘Colonie feline sestesi’, Milano
6° Micetti nel verde di ‘Micetti di Brindisi’, Brindisi
7° Sterilizzare è un atto d’amore di ‘La carica dei volontari’ Portopalo di Capo Passero (SR)

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Microbiota in tilt: come riconoscere e affrontare la disbiosi intestinale

Il microbiota intestinale è composto da una comunità immensa di microrganismi che lavora senza sosta per mantenere ordine, energia, equilibrio nell’organismo. Quando questo sistema entra in sofferenza, ogni ingranaggio si indebolisce. La disbiosi intestinale rappresenta proprio questo: un tilt, un cortocircuito interno che può manifestarsi con piccoli o grandi sintomi, talvolta fugaci, altre volte persistenti. La ricerca scientifica ha confermato più volte che, quando i batteri “buoni” si riducono o vengono sopraffatti da specie meno benefiche, si altera la digestione, si modifica l’assorbimento dei nutrienti, aumenta l’infiammazione e può persino cambiare la risposta immunitaria. In questo scenario, ciò che spesso sembra solo un fastidio addominale diventa un segnale molto più profondo.

Medici e ricercatori concordano sul fatto che lo stile di vita moderno, tra stress cronico, ritmi accelerati, ore di sedentarietà e abitudini alimentari appiattite, rappresenti una delle cause principali dello squilibrio. L’organismo tenta di adattarsi, ma quando gli stimoli sono troppi si creano disallineamenti che si ripercuotono sull’intero sistema corpo-mente. È un tema che coinvolge nutrizionisti, gastroenterologi e studiosi del comportamento umano, perché l’intestino, ormai definito “secondo cervello”, risponde a stimoli fisici ed emotivi e invia segnali complessi che solo un occhio esperto riesce ad interpretare.

Sintomi, segnali e manifestazioni che raccontano uno squilibrio

Molti casi iniziano in modo quasi invisibile, con un gonfiore ricorrente dopo i pasti o una sensazione di digestione lenta che compare senza una causa evidente. Altri episodi sono più eclatanti: crampi, alternanza tra stitichezza e scariche improvvise, una stanchezza anomala che non si giustifica con gli impegni quotidiani. Gli esperti sottolineano che il microbiota comunica attraverso mille sfumature e che, oltre ai sintomi intestinali, possono comparire segnali inaspettati come irritazioni cutanee, mal di testa frequenti, difficoltà di concentrazione e sbalzi dell’umore. La spiegazione risiede nell’asse intestino-cervello, una rete di comunicazione bidirezionale che amplifica ogni disturbo. Quando gli episodi si ripetono con una certa regolarità, la letteratura medica indica che ignorare il problema rischia di trasformare un disturbo temporaneo in una condizione cronica. Riconoscere i segnali, ascoltare il corpo e interpretare le ricorrenze è un passaggio fondamentale per intervenire in modo corretto.

L’importanza dei test: comprendere davvero cosa sta accadendo

La complessità del microbiota rende evidente perché un approccio superficiale alla disbiosi non basti. Capire quali batteri sono carenti, quali predominano, se esiste permeabilità intestinale, se l’infiammazione è elevata, se ci sono intolleranze alimentari che aggravano il quadro, permette di costruire un intervento estremamente efficace. Le esperienze cliniche raccolte negli ultimi anni mostrano che i test più accurati non si limitano a misurare singoli parametri, ma osservano l’ecosistema nel suo insieme.

Daphne Lab è una realtà specializzata nei Biometatest. Ha sviluppato analisi capaci di restituire una fotografia precisa dello stato intestinale, dei metalli, dei minerali, delle intolleranze e degli equilibri biochimici interni. È un approccio che permette di evitare tentativi casuali e di intervenire con una strategia realmente personalizzata. Gli specialisti che utilizzano questi strumenti riportano spesso che “capire cosa succede prima di agire significa dimezzare i tempi di recupero e raddoppiare la precisione dell’intervento”. Il test sulle intolleranze alimentari, in particolare, riveste un ruolo determinante, perché un alimento mal tollerato può alimentare infiammazione e rendere più difficile il ripristino del microbiota. Molti casi di disturbi cronici trovano una svolta proprio dopo l’individuazione degli alimenti che creavano stress metabolico. In questo quadro, Daphne Lab si distingue per la capacità di integrare valutazioni sul microbiota, sulle intolleranze e sugli squilibri minerali (mineralogramma), offrendo un quadro unico e completo. È un modo per osservare l’organismo con una lente più ampia e allo stesso tempo precisa, condizione essenziale per recuperare davvero l’equilibrio intestinale.

Interventi per riportare l’armonia microbica

Agire sulla disbiosi richiede un approccio che non si limiti a un singolo intervento. Il microbiota risponde ai cambiamenti, ma vuole costanza, cura, comprensione delle dinamiche sottostanti che lo influenzano. Le storie cliniche più significative mostrano che le trasformazioni nascono da un insieme di fattori: miglioramento dell’alimentazione, maggiore varietà vegetale, riduzione di zuccheri e alimenti ultra-processati, gestione dello stress, incremento del movimento quotidiano, regolarità del sonno e molto altro ancora. Non è una strada immediata, ma un processo che richiede ascolto del proprio sistema interno e una terapia personalizzata. Alcuni medici sottolineano che “non esiste un microbiota ideale: esiste il microbiota di quella persona, con quel passato, quelle abitudini e quelle fragilità”, evidenziando quanto ogni percorso debba essere personalizzato. Anche gli integratori probiotici, spesso percepiti come soluzione rapida, possono essere utili solo se scelti con criterio e dopo una valutazione accurata. La ricerca su ceppi specifici dimostra che non tutti i batteri svolgono le stesse funzioni, ed è per questo che la scelta casuale rischia di non portare risultati o addirittura di peggiorare il quadro.

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Arriva in libreria il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele: Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce

Il libro che riapre il caso di uno degli episodi più celebri e meno discussi della storia italiana

Roma, 02/12/2025 – Arriva in libreria e negli store online il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un’opera che si colloca tra le novità editoriali più discusse dell’anno nel panorama della saggistica storica.

Dopo aver pubblicato Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale, dove Vincenzo Di Michele aveva già introdotto la vicenda della liberazione di Mussolini dal Gran Sasso, anticipando l’esistenza di retroscena mai realmente chiariti e avvertendo i lettori che quello studio non era concluso. Oggi quell’indagine è arrivata a compimento.

Con questo nuovo libro, Di Michele porta a termine un lavoro iniziato nel volume precedente, è il risultato di anni di studio, riletture dei documenti, confronti tra testimonianze e fonti d’archivio. Quella che per decenni è stata raccontata come un’operazione militare “perfetta”, viene sottoposta a una revisione storica.

Nel corso della sua carriera, Vincenzo Di Michele ha pubblicato numerosi saggi, alcuni dei quali hanno suscitato ampio dibattito. Tra i suoi libri : “Io prigioniero in Russia” , Oltre 50.000 copie vendute, vincitore di numerosi premi. Il suo stile rimane riconoscibile e profondamente rispettoso dei fatti. Di Michele non riscrive la storia per provocare, ma per restituirle profondità e verità.

Quel falso mito della liberazione del Duce

Non tutte le pagine della storia sono state scritte fino in fondo. Alcune, anzi, sembrano intenzionalmente lasciate a metà, lucidate nel tempo fino a diventare mito. È da questa intuizione che nasce il nuovo libro di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un saggio che rimette mano a uno degli eventi simbolo del Novecento italiano.

Il 12 settembre 1943 la propaganda trasformò il salvataggio di Benito Mussolini dal Gran Sasso in una leggenda militare. Un’azione rapida, eroica, spettacolare. Un capolavoro delle forze tedesche. È così che per oltre settant’anni è stato raccontato. Il lavoro dello storico Vincenzo Di Michele sceglie una strada diversa: smontare quella narrazione pezzo dopo pezzo, con documenti, testimonianze, fonti d’archivio e una logica semplice quanto scomoda: guardare dove per troppo tempo non si è voluto guardare.

Il libro ricostruisce le ore, i giorni e le settimane che precedettero la presunta “operazione perfetta”. Emergono contatti, passaggi di informazioni, ambiguità istituzionali, scelte politiche mai chiarite fino in fondo. Vincenzo di Michele non rincorre teorie sensazionalistiche, non forza le conclusioni. Fa qualcosa di più sottile e più potente: lascia parlare i fatti, incrocia versioni, mette a confronto documenti ufficiali e memorie personali. Il risultato è una narrazione tesa, asciutta, che somiglia più a un’inchiesta che a un semplice saggio storico.

Uno dei punti forti del libro è il ridimensionamento della figura di Otto Skorzeny, da sempre dipinto come l’artefice assoluto dell’operazione. Vincenzo Di Michele mostra come il racconto costruito nel dopoguerra abbia gonfiato ruoli, oscurato responsabilità, cancellato nomi. Non per spirito polemico, ma per correttezza storica. Quando la storia diventa leggenda, qualcuno decide sempre cosa va ricordato e cosa va dimenticato.

Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale

Come anticipato, questa nuova opera si inserisce nel percorso che l’autore ha intrapreso con il libro pubblicato nel 2024, Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale. In quel volume, Di Michele aveva già messo in discussione decine di episodi rimossi, addolciti o semplificati: la fuga dei criminali di guerra, i silenzi delle istituzioni, le sofferenze civili. Il filo conduttore è evidente. Non è ricerca di scandalo, è ricerca di completezza e presa di coscienza.

Campo Imperatore 1943 è una naturale prosecuzione di quel lavoro. Qui il focus si stringe su un solo evento, ma il metodo resta lo stesso: verificare, confrontare, riaprire archivi, rileggere testimonianze. Il risultato è un libro che non offre risposte facili, ma pone domande difficili. Di quelle che restano in testa. Di quelle che costringono a rileggere la storia con occhi meno indulgenti.

Da un punto di vista stilistico, il volume si distingue per un tono misurato. Niente proclami. Niente attacchi frontali. La scrittura è pulita, lineare, quasi giornalistica. Ogni capitolo costruisce il precedente. Ogni documento apre un dubbio. Ogni testimonianza incrina una certezza. È un libro che non urla, ma insiste. E proprio per questo colpisce.

Chi è Vincenzo Di Michele

Vincenzo Di Michele è una figura atipica nel panorama della saggistica storica italiana. Scrittore, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche, lavora da anni sulla memoria e sulla rilettura critica degli eventi del Novecento. Non appartiene alla storiografia accademica tradizionale, e forse proprio per questo riesce a mantenere una libertà di sguardo che si riflette in ogni sua opera.

La sua attività si muove tra archivi, testimonianze dirette, documenti dimenticati e fonti spesso trascurate. Il suo lavoro nasce da una convinzione semplice: la storia non è mai definitiva. Può essere riletta, approfondita, corretta.

Con Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce firma un’opera destinata a far discutere, ma anche a durare. Un libro che non si consuma in una polemica, ma si deposita, lentamente, come una domanda aperta sulla coscienza storica del Paese.

Contatti
Vincenzo Di Michele
Sito Web: https://www.vincenzodimichele.it
e-mail: info@vincenzodimichele.it

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