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MAKTEK Eurasia 2026 raggiunge la piena capacità: aziende italiane tra gli espositori a Istanbul

MAKTEK Eurasia 2026 ha raggiunto la piena capacità espositiva in tutti i 14 padiglioni, secondo quanto comunicato da Tüyap. Tra gli espositori saranno presenti anche produttori italiani con stand propri. All’evento di Istanbul prenderanno parte oltre 1.000 aziende, marchi e rappresentanti.

Istanbul, Turchia — MAKTEK Eurasia 2026 ha occupato tutti i 14 padiglioni disponibili, raggiungendo la piena capacità espositiva sui 120.000 metri quadrati del Tüyap Fair and Congress Center di Istanbul già prima dell’apertura, dopo che la domanda degli espositori ha superato gli spazi disponibili. La fiera si svolgerà dal 28 settembre al 3 ottobre 2026 e riunirà oltre 1.000 aziende, marchi e rappresentanti provenienti da più di 30 Paesi. Tra gli espositori saranno presenti anche produttori italiani.

İlhan Ersözlü, General Manager di Tüyap Fairs Production Inc., ha dichiarato: «Il fatto che tutti i 14 padiglioni siano al completo riflette il forte interesse internazionale nei confronti di MAKTEK Eurasia. La fiera è diventata uno dei principali appuntamenti dedicati alle tecnologie per la produzione in Turchia e nell’area eurasiatica. Offre inoltre alle aziende l’opportunità di accedere ai mercati internazionali, mostrando al mondo le competenze ingegneristiche e la capacità produttiva della Turchia».

Murat Akyüz, Presidente della Machine Tools Industrialists and Business Association (TİAD), ha dichiarato: «MAKTEK Eurasia è uno degli appuntamenti più completi in Turchia e nell’intera regione per il settore delle macchine utensili e delle tecnologie di produzione. Aiuta le aziende ad accedere a nuovi mercati, a rafforzare la propria competitività e ad aumentare la visibilità a livello internazionale. Questo ruolo rende la fiera una piattaforma importante per il futuro del settore».

Osman Fatih İğrek, Presidente della Turkish Machine Manufacturers Association (MİB), ha dichiarato: «Tecnologia, capacità produttiva e collaborazione sono elementi fondamentali per una crescita sostenibile nel settore della meccanica. MAKTEK Eurasia crea un contesto in cui questi fattori si incontrano, permettendo al comparto di consolidare le proprie capacità attuali e, allo stesso tempo, di contribuire a definirne il futuro».

Cresce la partecipazione internazionale

MAKTEK Eurasia 2026 è organizzata da Tüyap Fairs and Exhibitions Organization Inc. in collaborazione con TİAD, con il supporto di MİB e del Ministero del Commercio turco. Oltre alla Turchia, parteciperanno aziende, marchi e rappresentanti provenienti da più di 30 Paesi.

Produttori di Italia, Germania, Svizzera, Corea del Sud, Taiwan, Francia, Cina, Hong Kong e Bulgaria saranno presenti con stand propri. Questa formula consentirà agli operatori del settore meccanico di conoscere direttamente le tecnologie produttive presentate dai costruttori, insieme alle proposte degli altri rappresentanti dell’industria.

Le tecnologie produttive al centro della scena

Le macchine utensili rappresentano una base produttiva fondamentale per numerosi settori, dall’automotive alla difesa, dall’aerospazio all’energia, fino agli elettrodomestici e alle tecnologie medicali. Per questo motivo, la manifestazione assume una portata più ampia, che va oltre il solo comparto della meccanica.

L’esposizione comprenderà sistemi CNC di nuova generazione, soluzioni di robotica e automazione, tecnologie per la produzione digitale e applicazioni per la smart factory. Saranno inoltre presentate soluzioni legate a Industria 4.0 e Industria 5.0, tecnologie digital twin e sistemi produttivi basati sull’utilizzo dei dati.

Durante l’evento, numerosi marchi internazionali dovrebbero presentare in anteprima mondiale o per il mercato turco nuovi prodotti. Il tema dell’edizione 2026, “DAHA”, richiama un approccio alla produzione orientato a essere più veloce, più efficiente, più preciso e più intelligente.

MAKTEKVERSE amplia il format della manifestazione

MAKTEKVERSE aggiungerà una componente più esperienziale al tradizionale format fieristico. Nella Tech-Force Area, studenti, giovani ingegneri e start-up potranno confrontarsi con tecnologie innovative per la produzione, mentre la Effect-Force Area riunirà esponenti del settore per favorire la condivisione di conoscenze ed esperienze.

Il programma comprenderà anche il CNC Machine Tools Conversation, moderato dall’ingegnere meccanico M. Sinan Çalık. Queste iniziative affiancheranno l’esposizione principale, senza modificare il focus centrale della manifestazione sulle tecnologie per la produzione.

Per le aziende italiane della meccanica e per i professionisti del settore industriale, MAKTEK Eurasia 2026 unisce la partecipazione diretta di espositori italiani a una superficie espositiva già completamente occupata. La presenza di operatori internazionali conferisce inoltre all’evento di Istanbul una particolare rilevanza per chi segue l’evoluzione delle tecnologie produttive e l’attività dei fornitori nell’ampio mercato eurasiatico.

Contatti

Emirhan Boyacı
emirhanboyaci@tuyap.com.tr

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Assumere non è un algoritmo: il metodo (e la filosofia) di Costanza Gallina

Novara, 31/08/2026 – C’è una parola che Costanza Gallina, consulente HR e orientatrice professionale, ripete più di ogni altra quando racconta il suo lavoro: consapevolezza. Non è un concetto astratto da corso motivazionale ma il cuore di un metodo che applica da anni su due fronti non troppo distanti: da un lato le persone, spesso donne, che cercano una nuova direzione nel loro percorso di orientamento professionale; dall’altro le aziende, che le affidano l’attività di ricerca e selezione del personale e servizi specialistici, come la valutazione dello stress lavoro correlato.

Un doppio binario che, a guardarlo da vicino, racconta la stessa storia da due prospettive opposte: capire chi si è, prima ancora di decidere cosa fare o chi assumere.

Il rischio di ridurre le persone a parole chiave

Nell’epoca in cui la selezione del personale si affida sempre più spesso a software che scremano curriculum per keyword e algoritmi che assegnano punteggi di “match” tra candidato e posizione, Gallina non nasconde una certa preoccupazione, che esprime senza mezzi termini:

«Ci stiamo innamorando dell’intelligenza artificiale anche nella selezione del personale. Ma assumere qualcuno non significa trovare la migliore combinazione di parole chiave; anch’io uso strumenti digitali e AI — sarebbe assurdo non farlo oggi — ma gli strumenti devono stare nelle mani di professionisti capaci di leggere le persone.»

È una distinzione che sembra sottile e che invece è tutto il punto: non è la tecnologia il problema ma l’idea che possa sostituire il giudizio, l’esperienza e la sensibilità di chi un colloquio lo sa condurre davvero, oltre la scheda del CV. Un tema che riguarda le aziende, che rischiano di scartare i profili giusti per un algoritmo troppo rigido ma anche i candidati, sempre più spesso valutati da un sistema prima ancora di parlare con una persona.

Dalla teoria alla pratica: un metodo che nasce dall’ascolto

Questa filosofia non è nata a tavolino. Gallina la applica quotidianamente nei suoi due ambiti di lavoro, che a prima vista sembrano distanti ma che condividono la stessa domanda di fondo.

Sul fronte B2C, lavora soprattutto con donne che, in momenti diversi della vita, un cambio di città, una maternità, un licenziamento, o semplicemente la sensazione di essere ferme da troppo tempo, cercano di ritrovare una direzione professionale che sia davvero loro e con essa un’indipendenza economica che spesso è la premessa, più che la conseguenza, di ogni altro cambiamento.

Sul fronte B2B, la stessa attenzione alla persona si traduce in due servizi molto concreti per le aziende: la ricerca e selezione del personale, condotta con un metodo che non si accontenta della corrispondenza tra competenze e job description, e la valutazione dello stress lavoro correlato, un obbligo di legge che Gallina tratta come un’occasione , oltre che adempimento agli obblighi di legge, per capire davvero come stanno le persone che lavorano dentro quell’organizzazione.

“Realizza chi sei”: la consapevolezza come conquista, non come dono

Questo doppio percorso, professionale e umano, è al centro di “Realizza chi sei. Un percorso di self-empowerment” (2023), il libro in cui Costanza Gallina mette nero su bianco alcune riflesisoni sull’importanza del “conoscere se stessi”. La tesi di fondo è tanto semplice quanto, nella pratica, difficile da realizzare: la consapevolezza di sé non è un talento con cui si nasce ma una competenza che si costruisce, attraverso impegno, determinazione e  soprattutto  il desiderio genuino di potersi guardare allo specchio e cambiare in meglio.

Nel libro, che raccoglie strumenti pratici più che teoria, Costanza accompagna il lettore in un percorso che parte da una domanda scomoda: chi sono davvero, al netto dei ruoli che gli altri mi hanno assegnato, per arrivare a strumenti concreti di auto-orientamento. Non un manuale di produttività ma un percorso di self-empowerment nel senso più letterale del termine, ossia  riprendersi il potere di decidere della propria vita professionale, invece di subirla.

Un filo che tiene insieme persone e aziende

Quello che rende interessante il percorso professionale di Costanza Gallina non è tanto il fatto di occuparsi sia di persone che di aziende, quanto il rifiuto di trattarle come due mondi separati da metodi diversi. Se un’azienda vuole assumere bene, deve saper leggere le persone, non solo le competenze. E se una persona vuole ritrovare la propria strada professionale, deve prima di tutto conoscersi; esattamente come chiede a un recruiter di fare con i candidati.

In un mercato del lavoro sempre più affidato ad algoritmi, filtri ATS e chatbot di selezione, Gallina sceglie di scommettere su ciò che, per fortuna, nessuna tecnologia sa ancora fare davvero: leggere le persone. Comprenderne il valore, le competenze, le contraddizioni e il potenziale. Perché dietro un curriculum c’è sempre una persona. E lo stesso vale quando siamo noi a doverci guardare allo specchio e capire chi siamo, cosa sappiamo fare e dove vogliamo andare.

Costanza Gallina è consulente HR e orientatrice professionale. Si occupa di orientamento e riposizionamento professionale per privati e di ricerca e selezione del personale e valutazione dello stress lavoro-correlato per le aziende. Nel corso della sua esperienza professionale ha lavorato anche in ambito universitario e ha partecipato a convegni nazionali e internazionali dedicati al valore del lavoro nella vita delle persone, con attenzione all’inclusione e all’occupabilità delle persone con disabilità È autrice di “Realizza chi sei. Un percorso di self-empowerment” (2023).

Dati di Contatto

Dr.ssa Costanza Gallina
Telefono 340.87.36.461
https://www.costanzagallina.it

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Cinque modi per riutilizzare un contenuto bloccato in un PDF

Capita spesso di ricevere un documento in PDF e di non riuscire a modificarne nemmeno una parola. Il testo è lì, visibile, ma bloccato in un formato che non permette interventi diretti. È una situazione comune in molti contesti professionali italiani: contratti da aggiornare, moduli da compilare, relazioni da rielaborare. 

Il problema non riguarda solo la comodità. Quando un documento deve essere rivisto, integrato o adattato a un nuovo contesto, lavorare su un PDF statico fa perdere tempo. Sapere come convertire PDF in Word, o come estrarne il contenuto in altri modi, è una capacità pratica che cambia il ritmo di lavoro quotidiano. 

Questo articolo presenta cinque modalità pratiche per recuperare e riutilizzare il contenuto bloccato in un PDF. Ogni metodo è pensato per situazioni reali: dal documento scansionato che non riconosce il testo, al file protetto che impedisce la copia, fino al PDF con una struttura difficile da mantenere durante la conversione. Non sono soluzioni teoriche, ma azioni operative che chiunque lavori con documenti digitali può applicare direttamente.

1. Convertire PDF in Word per modificare il testo

Lo strumento “Converti PDF in Word” di Acrobat Online trasforma il PDF in un file DOCX modificabile, mantenendo impaginazione e stile del testo. Il Convertitore PDF in Word di Adobe gestisce anche PDF complessi, come contratti aziendali e moduli formattati. 

Se un contratto arriva in formato PDF e necessita modifiche prima dell’approvazione, l’ufficio può caricare il documento su Acrobat Online, scaricare il file DOCX generato e modificare direttamente testo e clausole senza riscrivere tutto da zero. La versione gratuita prevede una conversione giornaliera; per esigenze di volume elevato serve un abbonamento.

2. Riutilizzare immagini e grafica estratte dal PDF

Lo strumento di estrazione immagini di Acrobat Online permette di aprire il PDF, selezionare gli elementi grafici richiesti e scaricarli nei formati disponibili. Questa soluzione viene spesso utilizzata nei reparti marketing o nelle aree comunicazione aziendali che si trovano a gestire loghi o materiali grafici allegati a documenti digitali, ottimizzando così tempi di recupero e processi di archiviazione senza la necessità di ricorrere a cataloghi separati. 

Per chi invece ha bisogno di modificare il testo di un PDF bloccato, il Convertitore PDF in Word di Adobe rappresenta una soluzione semplice e veloce per ottenere un documento editabile direttamente dal browser. 

3. Estrarre testo da PDF scansionati con l’OCR

Il riconoscimento OCR di Acrobat Online rende selezionabile e copiabile il testo nei PDF creati da scansioni. Ideale per fatture cartacee digitalizzate o archivi storici italiani convertiti in PDF immagine. 

La procedura OCR è richiesta in ambito conservazione digitale secondo il D.Lgs. 82/2005 (CAD), prima dell’archiviazione a norma. Occorre caricare il PDF scansionato su Acrobat Online e attivare la funzione di riconoscimento del testo. Questo strumento si trova sulla pagina italiana di Adobe Acrobat Online dedicata all’OCR.

4. Modificare direttamente il testo nel PDF

Lo strumento “Modifica PDF” di Acrobat Online permette di correggere testo e immagini senza cambiare formato. Risolve rapidamente errori in preventivi o dati di presentazioni in PDF destinati a clienti o uffici pubblici. 

Il layout resta invariato: si corregge solo la parte richiesta, senza modificare l’impaginazione. Serve un account Adobe; alcune funzioni avanzate richiedono abbonamento. 

5. Esportare il PDF in formato Excel

L’export in Excel tramite Acrobat Online consente il trasferimento automatico di tabelle e dati numerici dal PDF al foglio di calcolo XLSX. Le tabelle vengono individuate e convertite in modo da mantenere la struttura originale. La funzione “Converti PDF in Excel” è presente nella sezione strumenti di conversione della versione italiana di Acrobat Online. L’utilizzo senza abbonamento è soggetto a un limite giornaliero. 

Quando un report finanziario arriva in PDF e serve modificare i dati in Excel, questo strumento evita la ricopiatura manuale. Si carica il file, si scarica il foglio XLSX e si lavora direttamente sui numeri. Utile per listini prezzi, bilanci o tabelle di rendicontazione da aggiornare.

Conclusione

Lavorare con PDF bloccati non è più un ostacolo. Gli strumenti di Adobe Acrobat Online offrono conversione in Word, riconoscimento testo con OCR, modifica diretta, esportazione tabelle in Excel, estrazione immagini e compressione file. Ogni metodo corrisponde a necessità pratiche di chi gestisce documenti digitali in Italia. Tutte le soluzioni sono accessibili dalla piattaforma Acrobat Online in italiano.

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Foodist Istanbul aprirà le porte alla dinamica industria alimentare della Turchia

A settembre Tüyap ospiterà Foodist Istanbul, una fiera che nasce con l’ambizione di entrare tra i tre principali appuntamenti mondiali del settore. L’evento punta a rafforzare il ruolo della Turchia nel mercato alimentare internazionale e a sostenere la crescita dell’industria food del Paese.

Istanbul, TurchiaFoodist Istanbul International Food & Beverage Products Exhibition si svolgerà dall’1 al 4 settembre 2026 presso il Tüyap Fair and Congress Center di Istanbul. Organizzata da Tüyap Fairs and Exhibitions Organization Inc. in collaborazione con ALZ Group e con il supporto di Türkiye Food Platform, la fiera metterà in contatto i produttori turchi del settore food & beverage con buyer internazionali, attraverso una piattaforma B2B pensata per favorire nuove opportunità commerciali.

«Foodist Istanbul nasce con una chiara ambizione internazionale e con il sostegno diretto del settore», ha dichiarato İlhan Ersözlü, General Manager di Tüyap Fairs Production Inc. «Il nostro obiettivo è portare la manifestazione tra le prime tre fiere alimentari al mondo, creando al tempo stesso un canale più solido per accompagnare i produttori turchi verso i mercati esteri».

Una fiera costruita insieme alla filiera alimentare turca

Foodist Istanbul si presenta come l’unica manifestazione fieristica sostenuta dalle principali organizzazioni dell’industria alimentare turca. La fiera gode infatti del supporto di Türkiye Food Platform, realtà che riunisce la Turkish Exporters Assembly, il Cereals, Pulses, Oil Seeds and Products Sector Board e le associazioni di esportatori affiliate, la Federation of Food and Drink Industry Associations of Turkey e l’Association of Out-of-Home Consumption Suppliers.

Questo sostegno offre alla manifestazione una base ampia e rappresentativa dell’intero comparto, mettendo intorno allo stesso tavolo produttori, esportatori, aziende manifatturiere, buyer e organismi commerciali con un’agenda comune orientata allo sviluppo dell’export.

Foodist Istanbul viene inoltre sviluppata con l’ambizione di entrare tra le prime tre fiere alimentari al mondo. L’esperienza fieristica di Tüyap e la rete internazionale di ALZ Group si uniscono per posizionare Istanbul come punto di riferimento regionale e globale per il commercio alimentare.

Delegazioni VIP da 50 Paesi strategici

Foodist Istanbul 2026 prevede la partecipazione di oltre 70.000 visitatori professionali provenienti da più di 150 Paesi.

Il profilo dei visitatori comprenderà produttori, esportatori, importatori, distributori, grossisti, responsabili di catene retail, professionisti degli acquisti, rappresentanti di brand e decisori di alto livello attivi nel settore food & beverage.

Alla fiera prenderanno parte anche delegazioni VIP di buyer provenienti da 50 Paesi strategici. La presenza di queste delegazioni è pensata per creare opportunità commerciali dirette per gli espositori e favorire la nascita di nuove partnership orientate all’export.

Le aree geografiche individuate come mercati target includono Balcani, Europa, Medio Oriente, Paesi del Golfo, Nord Africa e Africa subsahariana, area CSI, Asia Centrale, Repubbliche turche, Estremo Oriente e Americhe.

«Stiamo lavorando intensamente alla preparazione della fiera», ha dichiarato Ersözlü. «Le attività promozionali proseguono nei principali mercati alimentari internazionali. Stiamo presentando la manifestazione ai leader del settore in occasione di fiere internazionali come Anuga, Gulfood, ProdExpo e ISM Cologne. Il lavoro promozionale viene inoltre portato avanti in eventi di settore e nei mercati target dell’Asia Centrale, della Russia, dell’Iran e delle regioni limitrofe».

Una piattaforma commerciale per tutta la filiera food & beverage

Foodist Istanbul è stata progettata intorno a un profilo di visitatori altamente specializzato. La fiera metterà in contatto produttori, esportatori e rappresentanti di brand del settore food & beverage con buyer direttamente coinvolti nelle attività di approvvigionamento, acquisto e distribuzione.

L’esposizione coprirà un’ampia filiera di prodotti alimentari e bevande, tra cui cioccolato e prodotti dolciari, frutta secca, carne e latticini, uova e prodotti ittici, bevande calde e fredde, alimenti di base e prodotti non-food collegati al settore.

Secondo gli organizzatori, questa impostazione specialistica punta a creare un ambiente commerciale concentrato, nel quale gli espositori possano incontrare direttamente buyer realmente pertinenti e i visitatori possano valutare nuovi fornitori e nuovi brand in un’unica sede.

Un calendario strategico per gli esportatori

La collocazione temporale di Foodist Istanbul rappresenta un vantaggio strategico per gli esportatori, poiché settembre è un periodo in cui la pianificazione degli ordini e i flussi commerciali acquistano slancio nel settore alimentare. Gli ordini raccolti durante la fiera possono entrare in produzione tra ottobre e novembre ed essere preparati per la spedizione a dicembre.

«Questa programmazione consente agli esportatori di beneficiare delle opportunità legate alle quote doganali a dazio zero nei mesi di gennaio e febbraio, quando molti mercati internazionali aprono nuove quote di importazione», ha dichiarato Ersözlü. «Collocando la fiera all’inizio della stagione commerciale autunnale, puntiamo ad aiutare le aziende ad acquisire ordini in anticipo e a migliorare la loro competitività sui mercati globali».

Dati di contatto

Emirhan Boyacı
press@tuyap.com.tr

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Profumi da uomo di nicchia: guida alla scelta di una fragranza personale e riconoscibile

Scegliere un profumo maschile non significa soltanto individuare una scia gradevole. Significa capire quale impronta lasciare, quanto si desidera essere percepiti, in quali contesti quella fragranza dovrà accompagnare la giornata e quanto dovrà somigliare davvero a chi la indossa. I profumi da uomo di nicchia rispondono proprio a questa esigenza: uscire dall’automatismo del profumo “corretto”, facile, riconoscibile perché già sentito molte volte, e avvicinarsi a composizioni più personali, costruite intorno a materie prime, accordi e idee olfattive meno prevedibili. La differenza non sta necessariamente nel prezzo, né in una presunta superiorità assoluta rispetto alla profumeria commerciale. Sta piuttosto nel metodo: la profumeria artistica lavora spesso su volumi più contenuti, su identità di marca più definite e su formule pensate per raccontare una direzione precisa, non per piacere indistintamente a tutti. Per questo una fragranza di nicchia può diventare riconoscibile senza essere invadente, elegante senza risultare generica, originale senza trasformarsi in esercizio di stile.

La scelta comincia dalla pelle

La prima regola, spesso trascurata, è che un profumo non si sceglie solo annusandolo su una mouillette. La cartina serve per un primo orientamento, ma la decisione vera avviene sulla pelle, perché temperatura corporea, pH, idratazione, abitudini quotidiane e perfino il clima modificano la percezione della fragranza. Una composizione legnosa può risultare asciutta e ordinata su una persona, più calda e ambrata su un’altra. Una nota agrumata può aprirsi con grande brillantezza nei primi minuti e poi svanire rapidamente, mentre un fondo di muschio, vetiver o ambra può emergere dopo un’ora e cambiare completamente il carattere del profumo. È qui che molti acquisti impulsivi diventano delusioni: si confonde l’apertura con l’identità completa della fragranza. Nei profumi da uomo di nicchia questo aspetto è ancora più importante, perché le formule possono avere sviluppi meno lineari rispetto ai profumi commerciali più immediati. Un cuoio non è sempre “duro”, un oud non è sempre opulento, un fougère non è per forza tradizionale. La prova corretta richiede tempo: almeno alcune ore, meglio ancora una giornata intera, osservando come il profumo si comporta al mattino, nel pomeriggio, in ambienti chiusi e all’aperto.

Famiglie olfattive: orientarsi senza farsi imprigionare

Per scegliere con criterio è utile partire dalle famiglie olfattive. Non sono gabbie, ma mappe. I profumi legnosi parlano spesso attraverso sandalo, cedro, vetiver, patchouli o guaiaco; possono risultare asciutti, cremosi, terrosi o fumosi. Gli aromatici lavorano su lavanda, salvia, rosmarino, basilico, ginepro, con un’impressione pulita e maschile, ma non necessariamente classica. Gli speziati utilizzano pepe, cardamomo, cannella, zenzero o chiodi di garofano, e possono oscillare tra freschezza nervosa e calore avvolgente. Gli ambrati puntano su resine, vaniglia, labdano, benzoino e accordi più morbidi, adatti a chi cerca presenza e persistenza. I cuoiati e tabaccati, invece, richiedono maggiore confidenza: sono fragranze di carattere, spesso più adulte, non sempre adatte a un uso professionale ravvicinato. La prospettiva più utile non è chiedersi quale famiglia sia “da uomo”, ma quale famiglia sia coerente con il proprio stile di vita. Chi lavora molte ore in ufficio può preferire legni puliti, aromatici asciutti o muschi discreti. Chi cerca una fragranza serale può orientarsi verso spezie, ambre, incensi, cuoi o accordi gourmand non troppo zuccherini. Chi desidera una firma quotidiana dovrebbe evitare gli estremi e cercare equilibrio tra riconoscibilità e portabilità.

Osmotique e la profumeria maschile di nicchia

Osmotique è una profumeria di nicchia costruita intorno a una selezione ragionata di fragranze artistiche. Non lavora sulla logica dell’assortimento indistinto, ma su una proposta curata, con brand scelti per qualità, identità olfattiva e interesse compositivo. Questa impostazione è particolarmente utile per l’uomo che non vuole acquistare un profumo solo perché conosce il marchio, ma desidera capire che cosa sta indossando. Nella sezione dedicata ai profumi da uomo di nicchia, Osmotique presenta fragranze che privilegiano accordi legnosi, cuoiati, speziati, aromatici e ambrati, con una lettura della mascolinità meno stereotipata rispetto alla profumeria di largo consumo. La proposta comprende marchi come Molton Brown, Simone Andreoli, Atelier des Ors, Anthologie by Lucien Ferrero, Ligne St. Barth e Officina delle Essenze, con un posizionamento pensato per chi cerca una fragranza riconoscibile ma non standardizzata.

Campioni, discovery kit e consulenza: l’antidoto all’acquisto impulsivo

Comprare un profumo online è sempre complicato, perché l’olfatto non può essere sostituito da una descrizione, per quanto accurata. Osmotique affronta questo limite con campioni omaggio, discovery kit e consulenza, anche attraverso la boutique fisica di Brescia in Piazza del Mercato 33. Ls scelta di una fragranza maschile personale non dovrebbe mai essere trattata come un acquisto puramente estetico. Un profumo va provato in giornate diverse, con dosaggi diversi, possibilmente senza sovrapporlo ad altri prodotti molto profumati. La descrizione della piramide olfattiva aiuta, ma non basta: testa, cuore e fondo non si muovono sempre in modo scolastico, e alcune note dichiarate possono essere più concettuali che letterali. La consulenza serve proprio a tradurre gusti, abitudini e aspettative in una selezione ragionevole. Chi ama profumi puliti ma non banali può essere indirizzato verso aromatici moderni o muschi raffinati; chi desidera una scia più calda può esplorare ambrati e speziati; chi cerca un tratto deciso può valutare cuoio, incenso, tabacco o legni scuri senza cadere automaticamente su fragranze eccessive.

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Lampade di design Qeeboo: illuminazione, ironia e oggetti iconici per arredare con personalità

In molti interni contemporanei. le lampade di design sono diventate strumenti narrativi, oggetti capaci di definire il carattere di un ambiente prima ancora dei mobili principali. Una lampada scelta con criterio può rendere più leggibile un soggiorno, dare profondità a un ingresso, cambiare la percezione di una camera da letto, trasformare un locale commerciale in uno spazio riconoscibile. Nel caso di Qeeboo, questa funzione si spinge oltre la semplice estetica: la luce incontra il colore, la forma pop, l’ironia, la memoria visiva e una certa idea di design democratico, accessibile non perché banale, ma perché immediatamente comprensibile.

Qeeboo, brand italiano fondato da Stefano Giovannoni nel 2016, ha costruito la propria identità su oggetti domestici e luminosi che non cercano di sparire dentro l’arredo. Al contrario, entrano in scena. Conigli luminosi, giraffe con lampadari classici, personaggi-lampada, gorilla, sagome decorative e presenze scultoree trasformano la casa in un luogo meno prevedibile. È una visione molto attuale, perché il design contemporaneo non coincide più soltanto con superfici pulite, colori neutri e materiali costosi. Quella resta una strada possibile, ma non l’unica. Oggi l’abitare comprende anche identità, libertà visiva, contaminazione tra linguaggi, oggetti capaci di raccontare gusti personali e di rompere la rigidità degli ambienti troppo composti.

Il design contemporaneo non è solo minimalismo: è identità visiva

Per anni una certa idea di eleganza domestica è stata associata alla sottrazione: pochi colori, arredi lineari, lampade discrete, superfici uniformi, oggetti ridotti al minimo. Quel modello conserva una sua forza, soprattutto negli interni più architettonici, ma non esaurisce più il discorso sul design. Una casa, un ufficio creativo, una boutique o un ristorante non devono necessariamente sembrare spazi neutri per essere curati. Possono essere coerenti anche quando scelgono un segno forte, una forma inattesa, un oggetto luminoso che diventa punto focale. Le lampade di design, in questo scenario, assumono un ruolo molto più ampio della semplice funzione tecnica: portano atmosfera, orientano lo sguardo, introducono proporzioni e costruiscono memoria.

Gli oggetti luminosi firmati Qeeboo sono riconoscibili, spesso ironici, talvolta volutamente fuori scala. Una giraffa che regge un lampadario in stile classico, un coniglio che può essere luce e seduta, piccole figure luminose da appoggio, lampade-scultura pensate per interni e, in alcuni casi, anche per spazi esterni. Il punto non è soltanto stupire. Il punto è usare la sorpresa come strumento progettuale. In un soggiorno molto essenziale, una lampada Qeeboo può creare un contrasto controllato. In una camera può aggiungere una nota più intima e giocosa. In un locale commerciale può diventare elemento fotografabile, riconoscibile, utile anche alla comunicazione del luogo. Qui il design smette di essere solo una questione di gusto privato e diventa linguaggio pubblico, quasi segnaletica emotiva.

Qeeboo e l’ironia come materiale di progetto

L’ironia, nel design, è un materiale delicato. Se usata male diventa decorazione superficiale, moda passeggera, oggetto destinato a stancare. Se usata bene, invece, apre uno spazio più libero tra funzione e immaginazione. Qeeboo costruisce oggetti immediati, ma non casuali. La Rabbit Lamp, nella sua famiglia di versioni, lavora su una figura semplice e universale: il coniglio. La Giraffe in Love, disegnata da Marcantonio, mette insieme una sagoma animale e un lampadario classico, creando un cortocircuito visivo tra natura, decorazione storica e cultura pop. I Sweet Brothers trasformano piccole figure in lampade portatili, con una luce morbida e una presenza quasi narrativa. Kong, Teddy, Paris, Sherwood e altri modelli proseguono questa ricerca su scale e registri diversi, dal piccolo oggetto da appoggio alla grande lampada scenografica.

Questi prodotti funzionano perché non imitano semplicemente forme simpatiche. Hanno una forte leggibilità visiva e una precisa capacità d’uso. Alcuni modelli sono adatti a tavoli, comodini, scrivanie e angoli lettura; altri hanno dimensioni e presenza più adatte a soggiorni ampi, spazi contract, showroom, hotel, ristoranti o ambienti creativi. La componente ironica non elimina la funzione, ma la rende più memorabile. Una lampada non viene scelta solo perché “fa luce”, ma perché contribuisce a costruire un’immagine complessiva dell’ambiente. Questo è particolarmente importante negli spazi commerciali, dove l’arredo non serve soltanto al comfort, ma anche alla riconoscibilità. Un negozio, una sala d’attesa, un concept store o un locale possono usare un oggetto luminoso iconico come elemento di orientamento, come punto fotografico, come dettaglio capace di restare impresso.

Acquistare Qeeboo sullo shop online di Crotti Lampadari

Crotti Lampadari è un’aazienda specializzata nell’illuminazione, propone online una selezione dedicata a Qeeboo, suggerisce il marchio come una proposta italiana innovativa e audace, con prodotti riconoscibili come lampade, tavolini, vasi, specchi e complementi d’arredo dai tratti iconici. È una selezione coerente con chi cerca oggetti capaci di uscire dalla logica della lampada puramente tecnica e di entrare nel campo dell’arredo espressivo.

Acquistare Qeeboo su uno shop specializzato come Crotti Lampadari può essere utile soprattutto per chi vuole orientarsi tra modelli molto diversi. Non tutte le lampade Qeeboo hanno la stessa funzione. Alcune sono più adatte a una luce d’atmosfera, altre a un impatto scenografico, altre ancora funzionano come piccoli oggetti luminosi da spostare tra tavolo, libreria, comodino o zona relax. Uno shop ordinato aiuta a leggere meglio famiglie di prodotto, colori, disponibilità, destinazioni d’uso e possibili abbinamenti. La scelta non dovrebbe partire solo dalla forma più simpatica o dalla foto più accattivante. Dovrebbe considerare dimensioni reali, intensità luminosa, collocazione, distanza dagli altri arredi, eventuale uso indoor o outdoor e rapporto con il progetto complessivo della stanza. Crotti Lampadari offre un punto di accesso pratico a questo universo, soprattutto per chi vuole acquistare online senza rinunciare a una selezione riconoscibile e orientata al design.

Perché acquistare lampade Qeeboo su Crotti Lampadari

La forza di Qeeboo sta nella capacità di proporre oggetti che non sembrano intercambiabili. In un mercato dell’illuminazione molto ampio, dove molte lampade finiscono per assomigliarsi, il brand lavora su forme che restano impresse. Questo non significa che ogni modello sia adatto a ogni ambiente. Una Giraffe in Love richiede spazio, altezza, una certa libertà compositiva. Una Rabbit Lamp può funzionare meglio in una zona informale, in una camera, in un living giovane o in uno spazio creativo. I Sweet Brothers hanno un registro più piccolo e versatile, adatto a creare punti luminosi discreti ma caratterizzati. Le lampade più grandi, invece, entrano quasi nel territorio dell’installazione domestica o contract. La differenza è sostanziale: scegliere bene significa capire scala, funzione e messaggio.

Crotti Lampadari permette di avvicinarsi a questa scelta dentro un contesto commerciale specializzato. Lo shop online non presenta Qeeboo come semplice curiosità, ma come parte di un catalogo più ampio dedicato all’illuminazione e all’arredo luminoso. Questo è importante perché aiuta a non isolare il prodotto dalla sua funzione reale. Una lampada Qeeboo può essere un regalo importante, un oggetto decorativo, una presenza per la casa, un pezzo da inserire in uno spazio professionale o commerciale. Ma resta comunque una lampada: deve illuminare nel modo giusto, avere proporzioni coerenti, essere collocata con attenzione. La scelta migliore nasce dall’incontro tra desiderio estetico e valutazione pratica. Acquistare su Crotti Lampadari significa entrare in una proposta che tiene insieme brand, varietà di prodotto e cultura dell’illuminazione, con particolare attenzione ai marchi capaci di interpretare la casa contemporanea in modo meno convenzionale.

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Scarpe da uomo eleganti: come scegliere il modello giusto tra stringate, mocassini, Derby e calzature artigianali

Scegliere un paio di scarpe da uomo eleganti non significa soltanto decidere tra nero e marrone, pelle liscia e camoscio, lacci o assenza di lacci. La scelta corretta parte da una domanda più concreta: in quali occasioni verranno indossate e con quale frequenza? Una scarpa per l’ufficio quotidiano non ha le stesse esigenze di una calzatura destinata a una cerimonia, così come un modello da abbinare a un completo sartoriale richiede una lettura diversa rispetto a una scarpa pensata per pantaloni chino, giacca destrutturata e camicia senza cravatta. La calzatura maschile elegante vive proprio in questo equilibrio: deve essere formale senza diventare rigida, riconoscibile senza apparire vistosa, comoda senza perdere proporzione. Per questo la distinzione tra Oxford, Derby, mocassini, monk strap e modelli artigianali non è un dettaglio da appassionati, ma un criterio pratico per evitare acquisti sbagliati. Una scarpa troppo formale rischia di restare nell’armadio, una troppo disinvolta può indebolire un abito importante, una costruita male perde linea in pochi mesi e trasforma anche un buon outfit in qualcosa di approssimativo. Le scarpe raccontano il livello di cura complessiva di un uomo più di molti altri elementi del guardaroba, perché stanno a contatto con l’uso reale: camminano, si segnano, prendono pieghe, affrontano marciapiedi, pioggia, uffici, viaggi e giornate lunghe. Proprio per questo vanno scelte con lucidità, non solo con gusto.

Stringate Oxford e Derby: la differenza che cambia il grado di formalità

Nel linguaggio comune molte scarpe con i lacci vengono chiamate semplicemente stringate, ma nel guardaroba maschile la differenza tra Oxford e Derby è fondamentale. La Oxford è generalmente considerata la più formale tra le stringate classiche. Si riconosce dall’allacciatura chiusa, con i quartieri cuciti sotto la tomaia: il risultato è una linea più pulita, compatta e rigorosa. È la scarpa adatta al completo scuro, agli appuntamenti professionali di alto livello, alle cerimonie più tradizionali, agli eventi serali in cui l’abito richiede coerenza. Una Oxford nera in pelle liscia, magari con punta cap toe, resta una delle scelte più sicure quando il dress code è formale. Ma proprio questa pulizia può diventare un limite se la scarpa viene usata fuori contesto. Con jeans o pantaloni molto casual, una Oxford troppo lucida e sottile può apparire fuori posto, quasi “presa in prestito” da un altro abbigliamento. La Derby, invece, ha un’allacciatura aperta: i lembi con gli occhielli sono cuciti sopra la tomaia e questo rende la calzata più flessibile, spesso più comoda per chi ha il collo del piede alto o una pianta meno stretta. Anche visivamente comunica una formalità più morbida. La Derby è probabilmente la scelta più versatile per chi cerca scarpe da uomo eleganti da usare davvero, perché accompagna bene l’abito da ufficio, il pantalone in lana, il denim scuro ben tagliato e molte combinazioni smart casual. In pelle liscia nera o testa di moro mantiene un aspetto professionale; in suede marrone o blu diventa più rilassata, ma resta composta. La scelta tra Oxford e Derby, quindi, non dovrebbe seguire solo il gusto personale: dovrebbe partire dal contesto. Chi indossa spesso completi formali può partire da una Oxford. Chi vuole un’unica scarpa elegante e utilizzabile più volte a settimana dovrebbe considerare una Derby ben proporzionata.

Mocassini, monk strap e modelli senza lacci: eleganza meno rigida, ma non meno curata

Il mocassino è una delle calzature più fraintese del guardaroba maschile. C’è chi lo considera troppo informale e chi, al contrario, lo indossa in qualsiasi situazione senza distinguere materiali, forma e costruzione. In realtà il mocassino può essere molto elegante, ma richiede misura. Un penny loafer in vitello nero o marrone scuro, con linea asciutta e suola non eccessivamente spessa, può accompagnare un abito estivo, un completo spezzato, un pantalone sartoriale con camicia e giacca leggera. Un mocassino in camoscio, invece, tende a spostarsi verso un’eleganza più rilassata, adatta alla primavera, all’estate, al tempo libero curato, agli appuntamenti professionali non troppo rigidi. I tassel loafer, con nappine frontali, aggiungono carattere e funzionano bene su chi ha già un minimo di sicurezza nello stile, perché sono meno neutri rispetto al penny loafer e più riconoscibili. La monk strap, con una o due fibbie, occupa una posizione intermedia: più particolare della stringata classica, più strutturata del mocassino, spesso adatta a chi vuole una scarpa elegante ma non convenzionale. Il rischio, in tutti questi casi, è scegliere modelli troppo caricati: fibbie vistose, pellami troppo lucidi, punte eccessivamente allungate o forme aggressive invecchiano male e riducono la versatilità. La vera eleganza maschile non nasce dall’effetto speciale, ma dalla proporzione tra forma, materiale e occasione d’uso. Un mocassino marrone ben costruito può diventare la scarpa più usata della stagione, mentre una doppia fibbia troppo appariscente può stancare dopo poche uscite. Per questo, quando si acquistano scarpe da uomo eleganti, conviene osservare la scarpa da lontano prima ancora che da vicino: se la linea appare equilibrata, se la punta non è né troppo tonda né troppo affilata, se la suola non appesantisce la silhouette, allora il modello ha buone probabilità di durare anche nello stile.

Borghini Classic: una selezione per chi cerca scarpe costruite per durare

Borghini scarpe da uomo è lo shop online di calzature firmate, seleziona marchi legati alla tradizione della scarpa maschile, con una forte attenzione a modelli come Oxford, Derby, mocassini, scarpe con fibbia, stivali e calzature artigianali. Nel catalogo compaiono brand come Church’s, Cheaney Joseph & Sons, Crockett & Jones, Edward Green, Alden, Paraboot, MOMA, Berwick e altri nomi riconoscibili da chi conosce la calzatura classica. Questo consente di intercettare esigenze diverse: l’uomo che cerca una Oxford inglese per il lavoro formale, chi vuole una Derby robusta per l’uso quotidiano, chi preferisce un mocassino in pelle o camoscio, chi guarda alla manifattura italiana con modelli più caratterizzati e meno convenzionali. Borghini Classic propone anche una lettura pratica delle categorie, distinguendo materiali, suole, contesti d’uso e livelli di formalità. La differenza tra una selezione generalista e una selezione competente sta proprio nella capacità di orientare il cliente tra modelli simili solo in apparenza. Due Derby possono avere destinazioni completamente diverse: una più urbana e business, l’altra più casual, una adatta a un abito, l’altra perfetta con denim e giacca in lana. Lo stesso vale per i mocassini, dove il confine tra eleganza rilassata e informalità eccessiva dipende da forma, pelle, colore e suola.

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Caccia e tiro sportivo: Derya Arms rafforza la sua presenza in Europa a IWA OutdoorClassics 2026

Norimberga, Germania – Derya Arms ha rafforzato la propria posizione strategica nel mercato europeo dopo una partecipazione di successo a IWA OutdoorClassics 2026, svoltasi a Norimberga, in Germania. Durante tutta la fiera, l’azienda ha dialogato con un’ampia rete di distributori, rivenditori specializzati e stakeholder chiave del settore provenienti da tutta Europa, portando avanti ulteriormente i propri obiettivi di lungo periodo in materia di distribuzione, fornitura e assistenza post-vendita.

Svoltasi tra il 26 febbraio e il 1° marzo 2026, IWA OutdoorClassics si conferma una delle principali fiere mondiali dedicate al settore della caccia e del tiro sportivo, rappresentando un punto d’incontro globale fondamentale per i professionisti del comparto. L’edizione di quest’anno ha accolto oltre 25.000 visitatori professionali e rappresentanti dei media provenienti da 121 Paesi, insieme a più di 1.050 produttori, grossisti internazionali e distributori, confermando ancora una volta la propria importanza come piattaforma di business internazionale di riferimento.

Situata nel Padiglione 3, Stand 3-525, Derya Arms ha presentato i modelli principali del proprio portafoglio prodotti di nuova generazione, conducendo al tempo stesso una serie di incontri commerciali di alto livello in linea con la propria strategia di crescita europea.

Novità di prodotto presentate a IWA OutdoorClassics 2026

Durante la fiera, Derya Arms ha presentato ai professionisti del settore le sue ultime innovazioni, tra cui i modelli Derya MAX e DY9Z.

La DY9Z è una pistola micro-compatta in calibro 9×19 mm, striker fired, dotata di carrello e canna con rivestimento Black Melonite (QPQ), carrello optics-ready con attacco diretto RMSc e dorsalini intercambiabili. Insieme alle diverse opzioni di colore del fusto, queste caratteristiche posizionano la DY9Z come una concorrente di rilievo in un segmento altamente competitivo.

La Derya MAX rappresenta una piattaforma shotgun di nuova generazione, sviluppata in collaborazione con tiratori agonistici di alto livello e ingegneri esperti. Progettata con particolare attenzione alla gestione del rinculo, a un sistema a gas ottimizzato e a un’architettura modulare, la MAX è disponibile in diverse varianti e in cinque configurazioni cromatiche distinte. Si colloca al centro della strategia di prodotto orientata al futuro di Derya Arms.

L’Europa come priorità strategica di crescita

Derya Arms è partner fondatore di Konya Savunma Sanayi A.Ş. e azionista di ASELSAN Konya Silah Sistemleri A.Ş. Forte di oltre 28 anni di esperienza manifatturiera in Turchia, l’azienda continua a rafforzare la propria presenza operativa globale.

La sua crescente presenza commerciale in Europa consente un accesso più efficiente al mercato, sostenendo al tempo stesso lo sviluppo della rete di distribuzione internazionale. Un traguardo fondamentale di questa strategia è la costituzione di Derya Arms GmbH in Austria, destinata a fungere, nel lungo periodo, da hub centrale per la fornitura diretta dei prodotti in tutta Europa.

Dichiarazioni del management

Commentando i risultati dell’azienda e le prospettive future, Hüsamettin Kayhan, General Coordinator di Derya Arms, ha dichiarato:

L’Europa resta una regione strategicamente cruciale all’interno della nostra roadmap di crescita a lungo termine. Dopo IWA OutdoorClassics 2026, continueremo a dare priorità allo sviluppo della rete distributiva, a rafforzare le nostre partnership commerciali e a trasformare lo slancio generato durante la fiera in una crescita sostenibile.”

Ha poi aggiunto: “Il recente aumento degli ordini riflette non solo una domanda in crescita, ma anche il rafforzamento della posizione globale del nostro brand. Nel prossimo periodo, mentre saremo concentrati sull’evasione degli ordini esistenti, puntiamo ad ampliare ulteriormente la nostra rete di distributori e ad approfondire la nostra presenza nel mercato europeo.

Contatti

İsmail İnce
ismail.ince@deryaarms.com

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Lo Zero Waste Forum and Festival rafforza l’agenda della Türkiye per la COP31

In vista della COP31 ad Antalya, lo Zero Waste Forum 2026 e lo Zero Waste Festival hanno posizionato Istanbul come una piattaforma capace di collegare diplomazia ambientale internazionale, applicazione pratica, sensibilizzazione pubblica e partecipazione collettiva attorno all’agenda zero waste.

Istanbul – Lo Zero Waste Forum 2026, organizzato dalla Zero Waste Foundation, si è tenuto presso l’Aeroporto Atatürk di Istanbul dal 5 al 7 giugno 2026, sotto il tema “Road to Antalya: Zero Waste as Climate Action”. L’evento ha riunito governi, città, organizzazioni internazionali, esperti e stakeholder con l’obiettivo di rafforzare la preparazione operativa in vista della COP31 ad Antalya, attraverso annunci, costruzione di partnership e azioni pratiche, più che tramite negoziati formali.

Lo zero waste è un’agenda di azione climatica, incentrata sulla prevenzione dei rifiuti, sulla trasformazione dei sistemi e sulla capacità di attuazione”, ha dichiarato Samed Ağırbaş, presidente della Zero Waste Foundation e COP31 High-Level Climate Champion, che opera secondo la visione di S.E. Emine Erdoğan, fondatrice del Zero Waste Movement, presidente del UN High-Level Advisory Board on Zero Waste e presidente onoraria della Zero Waste Foundation.

Ha poi aggiunto: “Lo Zero Waste Forum 2026 ha offerto la piattaforma politica, diplomatica e operativa per il Road to Antalya, mentre lo Zero Waste Festival ha dato a questa agenda visibilità pubblica, consapevolezza e partecipazione collettiva. Insieme, hanno mostrato come la COP31 possa collegare l’ambizione di alto livello all’azione pratica, dai governi e dalle città fino ai cittadini e alle comunità.

Una prova generale in vista della COP31 ad Antalya

Lo Zero Waste Forum 2026 è stato uno dei più grandi e significativi appuntamenti della diplomazia ambientale globale. Ha accolto oltre 120 ministri provenienti da 183 Paesi, centinaia di sindaci e più di 5.000 partecipanti, affermandosi come la più grande prova generale del Zero Waste Movement in vista della COP31 ad Antalya.

Il forum ha contribuito ad accelerare il coordinamento, rafforzare le partnership e aumentare la preparazione all’attuazione. Ha inoltre svolto il ruolo di ponte istituzionale tra la piattaforma multi-stakeholder della Foundation e l’agenda operativa della COP31, sostenendo iniziative allineate alla COP31 e traducendo le priorità degli stakeholder in percorsi concreti di implementazione.

Un programma trasversale e orientato ai sistemi

Il programma di tre giorni ha visto la partecipazione di 247 relatori ed è rimasto ampio, trasversale e orientato ai sistemi. Ha incluso un focus tematico sullo spreco alimentare e sull’azione per la riduzione del metano come priorità climatica strategica, affrontando la prevenzione e il recupero dello spreco alimentare lungo produzione, logistica, distribuzione e hospitality, la gestione dei rifiuti organicil’attuazione a livello urbano, le soluzioni scalabili e le indicazioni basate su evidenze.

Si sono inoltre tenute tre High-Level Ministerial Sessions dedicate a industria e tecnologia, agricoltura e foreste, ed energia e risorse naturali, rafforzando la leadership settoriale lungo il percorso del Road to Antalya.

Tra i risultati del forum figurano la Road to Antalya Declaration, il City Action Commitments Package, la Food Waste and Methane Action Guide e la Partnership and Project Pipeline.

Coinvolgimento del pubblico per l’agenda zero waste

Lo Zero Waste Forum 2026 è stato l’evento centrale della Zero Waste Week, organizzata dal Governatorato di Istanbul in collaborazione con la Zero Waste Foundation dal 1° al 7 giugno 2026. Il concomitante Zero Waste Festival, anch’esso tenutosi a Istanbul, è stato uno dei più grandi eventi ambientali d’Europa, con oltre 1 milione di visitatori.

Attraverso sensibilizzazione ambientale, stili di vita sostenibili, cultura, arte, tecnologia, mostre, workshop ed esperienze interattive, il festival ha avvicinato un pubblico ampio all’agenda zero waste. Insieme, forum e festival hanno posizionato Istanbul come piattaforma globale per lo zero waste e per l’azione concreta.

Sulla strada verso la COP31

In vista della COP31, il forum e il festival hanno rafforzato il percorso della Türkiye verso Antalya, collegando diplomazia, implementazione, sensibilizzazione e partecipazione sociale. Il forum ha rappresentato il pilastro politico, diplomatico e operativo, mentre il festival ha offerto la piattaforma di coinvolgimento pubblico, con la COP31 come quadro strategico capace di connettere entrambi.

Dati di contatto

Ahmet Musa Bala
basin@sifiratikvakfi.org

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Da Pinerolo alle eccellenze nazionali: “Ottica Garbolino” premiata come una delle 80 migliori ottiche indipendenti italiane

PINEROLO 09/06/2026 – Ci sono riconoscimenti che premiano un risultato e ce ne sono altri che certificano una storia: il conferimento del premio “Top Optician Italia 2026” a Paolo Garbolino, titolare di “Ottica Garbolino” di Pinerolo, rientra senza dubbio nella seconda categoria.

Domenica 24 maggio, nella prestigiosa cornice di Castelbrando a Cison di Valmarino, tra le colline del Prosecco, a Treviso, “Ottica Garbolino” è stata insignita del riconoscimento riservato alle migliori ottiche indipendenti italiane, promosso dall’AIO (Associazione Italiana Ottici); un premio che valorizza le realtà professionali capaci di distinguersi per competenza tecnica, qualità del servizio, innovazione e formazione continua.

Per chi conosce il territorio pinerolese, si tratta di una notizia che sorprende fino a un certo punto. Perché quando si parla di Ottica Garbolino si parla di una realtà che da quasi 40 anni rappresenta un punto di riferimento per la salute visiva locale. Fondata nel 1985 da Renato Garbolino, l’azienda ha costruito la propria reputazione non inseguendo le mode del momento, ma investendo costantemente nella professionalità, nella tecnologia e nella capacità di offrire soluzioni realmente individualizzate alle persone.

Un ottica specializzata con attrezzatura all’avanguardia

In un mercato sempre più orientato alla standardizzazione e prettamente alle logiche commerciali, Ottica Garbolino ha scelto una strada diversa: quella della specializzazione.

L’attività pinerolese si è infatti affermata negli anni come centro altamente qualificato nei settori dell’optometria, della contattologia e dell’ipovisione, sviluppando un approccio che mette al centro non il prodotto, ma il benessere visivo della persona; un principio semplice solo in apparenza, che richiede competenze approfondite, aggiornamento continuo e una capacità di ascolto che non può essere improvvisata.

Il riconoscimento “Top Optician Italia” nasce proprio con l’obiettivo di individuare e valorizzare le realtà professionali che, oltre alle competenze tecniche, dimostrano una visione imprenditoriale chiara e una costante ricerca dell’eccellenza. Secondo il regolamento dell’iniziativa, la selezione avviene attraverso un articolato processo di valutazione che coinvolge aziende del settore e centri di formazione specializzati, allo scopo di individuare i professionisti che rappresentano un punto di riferimento per l’ottica italiana, e le ottiche premiate vengono inserite nella guida ufficiale dell’iniziativa, destinata a raccogliere le migliori esperienze professionali del Paese.

In questo contesto, la presenza di Ottica Garbolino tra le eccellenze selezionate assume un significato particolare.

Non si tratta soltanto di un riconoscimento personale per Paolo Garbolino, ma della conferma di un percorso costruito giorno dopo giorno nel rapporto con migliaia di clienti che hanno affidato al centro ottico la cura della propria vista e della propria qualità della vita.

Un percorso fatto di investimenti costanti nella formazione, nell’analisi visiva approfondita e nelle tecnologie più avanzate. Non è un caso che il centro sia oggi l’unico ZEISS Vision Expert presente a Pinerolo, una qualifica che identifica strutture in grado di garantire standard elevati nella valutazione e nella personalizzazione delle soluzioni visive.

L’orientamento al cliente parte dalla vicinanza, in tutti i sensi, verso il cliente

Ma forse il valore più importante di questo premio è un altro. In un’epoca in cui spesso si associa l’eccellenza esclusivamente alle grandi città e ai grandi gruppi, il riconoscimento ottenuto da “Ottica Garbolino” dimostra che anche una realtà profondamente radicata nel proprio territorio può raggiungere livelli di qualità riconosciuti a livello nazionale.

Pinerolo non è soltanto la città in cui Ottica Garbolino opera dal 1985: è il luogo in cui questa storia professionale è cresciuta, si è consolidata e ha trovato la propria identità. Un’identità fatta di relazioni, fiducia e competenze che oggi vengono riconosciute ben oltre i confini locali.

Per questo il premio Top Optician Italia 2026 non rappresenta un punto di arrivo, ma la naturale conseguenza di una filosofia professionale che da quattro decenni mette al centro una convinzione precisa: vedere bene non significa semplicemente indossare un paio di occhiali, ma migliorare concretamente la propria qualità di vita.

Ed è probabilmente questa attenzione alla persona unita alla ricerca della qualità ad aver reso Ottica Garbolino una delle ottanta migliori ottiche indipendenti d’Italia. Un risultato che onora Paolo Garbolino e il suo team, ma che rappresenta anche un motivo di orgoglio per tutto il territorio pinerolese.

OTTICA GARBOLINO

Via Buniva 80, Pinerolo (To)
Telefono: 0121.33.04.09
Sito: https://www.otticagarbolino.com/

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