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Imprese: il modello attivista di Fondazione Capellino e Almo Nature cresce e finanzia la biodiversità

Un’azienda che genera profitti per sostenere una fondazione dedicata alla tutela della biodiversità. È il modello sviluppato dalla Fondazione Capellino, realtà che detiene il 100% di Almo Nature, società attiva nel mercato del pet food.

Nel 2025 l’azienda ha registrato un fatturato consolidato di 131,8 milioni di euro, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente. Oggi il marchio distribuisce alimenti per cani e gatti in quasi 50 Paesi ed è operativo direttamente in otto, mentre l’Italia resta il mercato principale e rappresenta quasi la metà dei ricavi complessivi.

La particolarità del modello è che tutti i profitti generati dall’azienda vengono destinati alla Fondazione, che li utilizza per finanziare iniziative e progetti legati alla salvaguardia della biodiversità. Un approccio definito Reintegration Economy, che punta a reintegrare nella collettività il valore prodotto dall’attività economica.

Nel panorama europeo si tratta di un caso raro: Fondazione Capellino figura infatti tra le sole cinque fondazioni non profit in Europa che si finanziano attraverso i profitti generati da un’azienda di cui sono proprietarie al 100%.

In questo contesto la fondazione ha presentato in Italia e a breve in Europa il documento programmatico 2026–2032, che definisce le linee guida delle iniziative e delle attività di advocacy che verranno promosse nei prossimi anni, con l’obiettivo di portare il confronto sul tema della biodiversità anche a livello europeo. Il Piano propone una riforma integrata per tutela della biodiversità, agricoltura sostenibile e riduzione del consumo di suolo. Prevede una profonda revisione delle politiche sulla fauna selvatica, con limitazioni alla caccia, stop al piombo e riconversione di territori verso monitoraggio scientifico e turismo naturalistico. Promuove la transizione agroecologica con ampia conversione al biologico, tutela del suolo e filiere locali sostenibili. Introduce inoltre misure fiscali e urbanistiche per ridurre l’impermeabilizzazione del territorio e finanziare la rigenerazione ambientale.

Le iniziative della Fondazione si articolano inoltre in quattro ambiti progettuali – Impact on Biodiversity, Restoring on Biodiversity, Climate Change e Villa Fortuna – accanto a un’attività di proposta e sensibilizzazione sui temi di politica ambientale e biodiversità.