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Il listino Rapaport e le 4C, come si calcola il prezzo dei diamanti

In che modo è possibile calcolare la quotazione dei diamanti oggi? Come scoprire se ci si trova o meno di fronte ad una pietra che può definirsi preziosa? Prima di passare alla menzione dei prezzi, cosa buona e giusta è fornire una serie di consigli utili e riguardanti i parametri da tenere necessariamente in debita considerazione.

Le certificazioni

Si tratta del fattore che, senza ombra di dubbio alcuna, ricopre l’importanza maggiore, soprattutto nel caso in cui l’eventuale spesa preveda un esborso economico considerevole. Specialmente quando si procede all’acquisto di un diamante privo di incastonatura, la presenza di una certificazione attesta sia la qualità della pietra sia la presenza di tutti quei connotati che concorrono a comporne il prezzo esercitato dal venditore. I riconoscimenti più prestigiosi sono quelli rilasciati dall’Istituto Gemmologico Internazionale.

La pregevolezza qualitativa

Successivamente ad aver visionato tutte le certificazioni del caso, arriva l’attimo in cui volgere uno sguardo attento a tutte quelle particolarità attestate al proprio interno. In altre parole, andrà prestata attenzione ad elementi distintivi come:

– il carato. Tramite siffatta unità di misura verrà espresso il peso del diamante. Un carato equivale a 0,2 grammi;

– la colorazione. Nella stragrande maggioranza dei casi, le cromaticità di simili pietre vanno da un “bianco eccezionalmente superiore” fino ad arrivare al giallo;

– la purezza. Essendo pietre di origine naturale, i diamanti possono essere soggetti alla presenza di impurità, frequentemente date da tracce di carbonio non cristallizzato. A meno inclusioni (così come vengono definite queste tracce) corrisponderà un valore più alto;

– il taglio. Codesta caratteristica conferisce importanza al numero delle faccette, alla forma, alla loro posizione e ad una qualità misurata analizzando anche la proporzionalità.

Come si calcola il prezzo?

Dopo aver acclarato il valore materiale del diamante, giunge il momento il cui è opportuno calcolare quello monetario. Se è vero che lo scambio dei diamanti non avviene all’interno di mercati soggetti a regolamentazione, è altrettanto vero che si possono in egual misura consultare dei listini volti a fornire alcune indicazioni utili a proposito. Il calcolo su cui si basano questi ultimi tiene conto dei prezzi coi quali i diamanti vengono mediamente scambiati. Tra codesti listini, a spiccare è il Rapaport Diamond Report, la cui pubblicazione avviene a cadenza settimanale.

In base e ciò che è stato finora detto, è evidente che ciascun diamante è contraddistinto da un costo differente. Se la compravendita avviene servendosi di intermediari, è ovvio che il prezzo tenderà a crescere. In soldoni, un diamante acquistato in negozio risulterà, a parità di caratteristiche, più costoso rispetto alla medesima pietra acquisita online. Malgrado ciò, è tuttavia consigliabile rivolgersi al proprio gioielliere di fiducia. In aggiunta, è appropriato ricordare che il valore monetario dei diamanti subisce un incremento rapportato al peso. Un diamante da un carato, quindi, costerà meno rispetto ad una pietra da due carati.