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Economia/Imprese

Solar Power Network: un settore in cui il nostro paese stenta a decollare

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AI debito pubblico? Arriva a 2.300 miliardi di euro. «Siamo un Paese arretrato, che bisticcia con il digitale e la tecnologia» sostiene Piero Angela intervistato dal quotidiano «La Stampa».

«Prova a mettere una banconota da 100 euro su un tavolo. Aggiungine accanto un’altra e un’altra e un’altra ancora fino a 2.300 miliardi. Ne uscirebbe un nastro lungo 5 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Quando mai riusciremo a pagarli? Se continuiamo a far debito invece di abbatterlo manderemo sempre più in tilt la macchina della ricchezza alimentando la macchina della povertà» sostiene Piero Angela nell’intervista.

Allora come investire? «Il mondo è una realtà cangiante e l’Italia deve “entrare” nel meccanismo, non restarne fuori. Cambiano i lavori, scienza e tecnologia si infilano in ogni campo, facendo rivoluzioni. E continuano a ritmo incalzante. Dobbiamo adattarci a questo ritmo» risponde il famoso giornalista e divulgatore scientifico.

In quanto a riduzione del debito e ad innovazione, l’energia ha un ruolo fondamentale, soprattutto in un contesto altamente dinamico e cangiante in cui -oggi- l’energia prodotta da fonti non rinnovabili, altamente inquinanti, non conviene più.

«L’energia da fonti non rinnovabili rappresenta solo un fattore di stress per la vita quotidiana di persone e aziende che fanno difficoltà a programmare il futuro se non considerandone ineluttabili aumenti» puntualizzano gli analisti di Solar Power Network, la multinazionale canadese che, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, e si appresta ora a cambiarlo anche in Italia.

Eppure, anche quando vi è un calo delle tariffe o una riduzione dei consumi, in Italia si paga sempre di più. Considerando l’intero 2019, secondo una proiezione di Solar Power Network (SPN), la spesa per l’energia per la famiglia italiana tipo registrerà un incremento del 13,5% per l’elettricità e del 10,5% per il gas naturale.

«Il fatto è che in Italia oltre alle materie prime si continuano a pagare elevati “oneri di sistema” ed altri servizi accessori, anche per case vuote ed impianti non utilizzati» spiega l’ingegner Peter Goodman.

«Insomma una batosta, sempre e comunque» aggiunge Giorgio Mottironi, senior partner di BAngel che per Solar Power Network svolge un ruolo di supporto all’analisi di mercato e sviluppo della strategia e che sta posizionando l’azienda ricordando che per SPN «solar is a mission» e che questo loro approccio li ha portati ad acquisire un know-how che permette di realizzare impianti a maggiori prestazioni basati su un design unico che ad oggi ha permesso di produrre in media il 120% in più rispetto agli altri competitor.

Le fatture italiane? Restano pesantissime. Per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo italiana nell’anno in corso sarà di 650 euro, con una variazione del +13,5% rispetto ai 12 mesi dell’anno precedente. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia-tipo per la bolletta del gas sarà di circa 800 euro, con una variazione del +10,5% rispetto al 2018. In altri termini, la spesa annuale per la famiglia tipo sale di circa 34 euro per la luce e di circa 62 euro per il gas.

Come mai ancora tutti questi rincari? «Il principale motivo dipende da un’eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa, determinata dalle sostenute quotazioni internazionali delle materie prime energetiche e dalla crescita senza precedenti del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica ovvero dei titoli che i produttori di energia elettrica devono acquistare per compensare la loro CO2 immessa nell’atmosfera. Ed i prezzi sui mercati a termine per il quarto trimestre non danno segnali di inversione dell’attuale tendenza al rialzo» risponde il presidente e ceo di Solar Power Network.

A livello delle imprese, invece, ottima performance del nostro Paese che però, secondo gli analisti di Solar Power Network (SPN), dovrà ancora continuare a investire molto sulle energie rinnovabili. «Il che non implica solo ridurre i costi e quindi una maggiore competitività delle imprese, ma anche rilanciare l’intera economia nazionale» puntualizza l’ingegner Peter Goodman.