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Economia/Imprese

Servizi e approfondimenti sul mondo dell’economia

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Compravendite immobiliari: volumi ancora in salita

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L’ufficio Studi Tecnocasa ha analizzato i dati diramanti dell’Agenzia delle Entrate sui primi nove mesi del 2019 e il trend di crescita è confermato: rispetto allo stesso periodo del 2018 le transazioni a livello nazionale sono in aumento del 5,7% (435.243).

Tra le grandi città Milano si rivela ancora una volta quella più dinamica con un aumento delle compravendite del 9,4%, seguita da Bologna con +8,7%.

Spicca il dato negativo di Firenze che chiude con -6,7%.

Interessante la crescita del 7,1% di Genova che già da diversi trimestri vede un mercato in ripresa.
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Lavoratori e aziende sempre più soddisfatti del welfare mix

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I dati chiusi alla fine del settembre scorso, mettono in luce che il 57% delle aziende metalmeccaniche e il 61% dei metalmeccanici, degli installatori di impianti, degli orafi e argentieri italiani aderenti, si dichiara soddisfatto delle prestazioni sanitarie integrative al Sistema Sanitario Nazionale erogate dal Fondo Metasalute, il Fondo Integrativo obbligatorio di categoria. Questi i risultati della ricerca Nielsen, commissionata dallo stesso Fondo a gennaio 2019.

Quattro i momenti di somministrazione dell’indagine, di cui tre finora realizzati da febbraio a settembre 2019, su un campione di 3400 interviste complessive tra lavoratori, aziende e strutture sanitarie. Dai risultati emerge chiaramente, nel corso dei mesi, un aumento del gradimento. In particolare nelle aziende che aderiscono al Fondo la soddisfazione cresce dal 46% della prima wave (febbraio 2019), al 47% della seconda (maggio-giugno 2019), fino al 57% nella terza analisi a settembre. A influire sulla crescita, sempre secondo i dati Nielsen, sono l’ampio spettro di prestazioni e la chiarezza nelle procedure, che si aggiungono a un sito internet performante e al corso di formazione Metasalute Academy, organizzato dal Fondo e rivolto alle aziende aderenti e alle rappresentanze sindacali.
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Il 72% dei consumatori digitali del Nordest acquista prodotti e servizi all’estero

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Un terzo degli acquirenti digitali del Nordest acquista prodotti online inizialmente condivisi sui social e 7 consumatori digitali su 10 comprano da siti e piattaforme internazionali. I consumatori digitali del Nordest si distinguono per la loro sensibilità green, riservando particolare attenzione alla sostenibilità dei prodotti e delle confezioni con cui questi vengono spediti. Pasti a domicilio, abbigliamento e libri sono tra i prodotti più acquistati dagli acquirenti del Nordest attraverso piattaforme digitali. Il 18% delle imprese online in Italia è del Nordest: la maggior parte rappresentate da Veneto (7%) ed Emilia Romagna (7%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (2%) e Trentino- Alto Adige (2%).

Queste alcune delle evidenze emerse oggi in occasione della prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est, il primo appuntamento con l’evento di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese locali, organizzato da Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia, in collaborazione con Fiera di Padova.
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I 5 rischi che amministratori e dirigenti d’azienda devono tenere sotto controllo nel 2020

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  • “Bad news”, impatto del cambiamento climatico, fallimenti e le sfide politiche hanno implicazioni di rischio crescenti per amministratori e dirigenti aziendali (D&O).
  • La crescita delle class action sugli strumenti finanziari e del litigation funding a livello globale comporta un aumento dei contenziosi contro le aziende e i propri vertici. Stati Uniti, Canada e Australia registrano un aumento dei contenziosi contro le aziende e i propri vertici. Stati Uniti, Canada e Australia registrano la maggiore attività, ma si prevede un aumento in tutto il mondo.
  • La redditività del settore assicurativo D&O ha risentito negli ultimi anni della crescente concorrenza, della crescita delle cause legali e dell’aumento della frequenza e della gravità dei sinistri. Prevista ulteriore volatilità

Negli ultimi anni il numero di rischi a cui sono esposti amministratori e dirigenti aziendali (D&O) è notevolmente aumentato, e con loro sono cambiati anche gli scenari assicurativi. La gestione aziendale è sempre più sotto i riflettori e, come evidenziato dal nuovo rapporto di Allianz Global Corporate & Speciality (AGCS), ci sono cinque grandi tendenze che avranno importanti implicazioni per il senior management nel 2020 e oltre. La ricerca “Directors And Officers Insurance Insights 2020”, esamina anche i fattori che stanno trasformando il mercato assicurativo D&O dopo un periodo di forti perdite.

1.Aumentano i contenziosi derivanti da “bad news”

“AGCS assistente a sempre più richieste di risarcimento contro amministratori e dirigenti aziendali derivanti da “bad news” non necessariamente legate ai risultato finanziari”, afferma Shanil Williams, Global Head of Financial Lines di AGCS. “Gli scenari principali includono problemi relativi ai prodotti, disastrati causati da errore umano, disastri ambientali, corruzione e attacchi informatici”. Questi tipi di casi “event-driven” spesso impattano fortemente sui titoli e portano gli azionisti a richiedere risarcimenti a causa del calo del valore delle azioni dovuto alla notizia o a un’indagine. Dei 100 principali casi di frode di sempre che riguardano strumenti finanziari negli Stati Uniti, il 59% è dovuto proprio a “bad news”. C’è stato anche un picco nei reclami derivanti dal movimento #metoo, convinto che i vertici aziendali abbiano permesso l’avanzare di una cultura malsana all’interno delle imprese. Tra le fattispecie prevalenti ci sono poi gli incidenti informatici: AGCS ha registrato nell’ultimo anno una serie di class action, azioni derivate, indagini delle autorità regolamentari e multe, anche dopo l’entrata in vigore Regolamento generale dell’UE sulla protezione dei dati (GDPR), e prevede un’accelerazione nel 2020.

2. Aumentano le controversie legali relative alla sostenibilità ambientale 

In futuro, la mancata comunicazione dei rischi relativi alla sostenibilità ambientale si tradurrà sempre più spesso in controversie legali. Casi che riguardano la questione del cambiamento climatico sono già stati presentati almeno 28 paesi in tutto il mondo e tre quarti di questi casi riguardano gli Stati Uniti. Sono sempre di più i casi che dimostrano come le aziende non siano riuscite ad adeguare le pratiche commerciali alle mutate condizioni climatiche. Le carenze ambientali, sociali e di governance (ESG) possono causare il crollo del valore del titolo. “I dirigenti saranno ritenuti responsabili del modo in cui le questioni ESG e i cambiamenti climatici sono affrontati a livello aziendale”, afferma Williams. “Amministratori e dirigenti dovranno considerare sempre più l’impatto di questi aspetti quando esaminano la strategia, la governance, la gestione del rischio e quella finanziaria”.

3.Aumentano a livello globale le class action sugli strumenti finanziari

A livello globale le class action sugli strumenti stanno aumentando, e con esse si sta evolvendo tutto il contesto giuridico. AGCS ha visto aumentare la ricettività dei governi di tutto il mondo nei confronti delle class action, in particolare in Europa, ma anche in altri territori come la Thailandia e l’Arabia Saudita. Allo stesso tempo però, i casi archiviati negli stati Uniti hanno raggiunto livelli record negli ultimi anni, con oltre 400 archiviazioni sia nel 2017 che nel 2018, quasi il doppio rispetto alla media del ventennio precedente. Questo aumento di attività sta avendo un impatto sia sulle aziende statunitensi che su quelle straniere che hanno titoli quotati direttamente negli USA.

In collaborazione con lo studio legale Clyde & Co, AGCS ha indicato nel rapporto una mappa dei rischi che valuta la probabilità che una società sia soggetta a una class action sugli strumenti finanziari in una particolare giurisdizione, tenendo conto della disponibilità e della prevalenza del litigation funding, che sta moltiplicando le class action in tutto il mondo. Paesi come Stati Uniti, Canada e Australia hanno meccanismi relativi alle class action più sviluppati, ma nel complesso si stanno rafforzando in tutto il mondo, con i Paesi Bassi, la Germania, l’Inghilterra e il Galles che negli ultimi anni hanno registrato un notevole sviluppo e un aumento dell’attività.

4.L’impatto dei fallimenti e delle sfide politiche 

AGCS prevede un aumento dei casi di insolvenza che possono potenzialmente tradursi in istanze contro amministratori e dirigenti aziendali. Nel 2018 i fallimenti delle imprese sono aumentati di oltre il 10% rispetto all’anno precedente, in seguito soprattutto al forte aumento di oltre il 60% in Cina. Nel 2019, per il terzo anno consecutivo, i fallimenti delle imprese aumenteranno di oltre il 6% rispetto all’anno precedente, con due paesi su tre che registreranno un numero di fallimenti superiore a quello del 2018. “Le sfide politiche, tra cui importanti appuntamenti elettorali, la Brexit e le guerre commerciali, potrebbero rendere necessaria una pianificazione del rischio per i consigli di amministrazione, compresa la revisione della strategia valutaria, la pianificazione delle fusioni e acquisizioni (M&A) e le decisioni sulla supply chain e sull’approvvigionamento sulla base delle tariffe.  Un processo decisionale inadeguato può anche tradursi in richieste di risarcimento da parte degli stakeholder” afferma Williams.

5.Il litigation funding si sta diffondendo in tutto il mondo 

Tutte queste macro tendenze sono ulteriormente alimentate dal litigation funding, una classe d’investimento che si sta diffondendo a livello globale attirando investitori alla ricerca di rendimenti più elevati e colpiti da anni di bassi tassi d’interesse.

Il litigation funding abbatte molte delle barriere d’ingresso che ostacolano le richieste di risarcimento, anche se c’è un ampio dibattito su questa attività.  Recentemente, molti dei maggiori finanziatori di controversie legali si sono spostati in Europa. Nonostante gli Stati Uniti rappresentino ancora circa il 40% del mercato, seguiti da Australia e Regno Unito, si stanno aprendo nuovi mercati, grazie ad esempio alle recenti autorizzazioni per il litigation funding per le cause arbitrali a Singapore e Hong Kong. Sotto questo profilo India e alcuni paesi del Medio Oriente diventeranno in futuro aree particolarmente vivaci.

Il difficile mercato assicurativo D&O

Sebbene premi raccolti dalle polizze assicurative per i D&O si aggirino annualmente intorno ai $15 miliardi, negli ultimi anni la redditività del settore è stata messa in discussione a causa della crescente concorrenza, dell’aumento del numero di cause legali e dall’incremento dei sinistri, sia in termini di della frequenza che di gravità. Negli ultimi cinque anni AGCS ha registrato una crescita a due cifre nel numero di sinistri gestiti.

Gli assicuratori devono far fronte a maggiori spese legali a causa dell’aumento delle attività, nonché a un maggior numero di risarcimenti e sinistri. Un’altra questione è che i contenziosi event-driven si traducono in richieste aggregate che possono attivare diversi tipi di polizze. Ad esempio, un evento potrebbe far scattare richieste di risarcimento in materia di aviazione, ambiente, costruzioni, ritiro dei prodotti e polizze di assicurazione informatica.

Le polizze assicurative D&O coprono i rischi strategici di imprese e dirigenti. Nell’ultimo anno il mercato D&O ha subito importanti cambiamenti e probabilmente nel 2020 subirà una maggiore volatilità“, afferma Williams. “Una delle migliori difese per proteggersi da tale volatilità è che i risk manager e i loro amministratori e dirigenti mantengano un dialogo aperto con le compagnie assicurative e i broker, in modo che tutte le parti possano comprendere al meglio la cultura del rischio e la buona governance all’interno di un’organizzazione“.

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Il mattone rende molto più dei titoli di stato

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Nel corso degli ultimi dieci anni, gli immobili hanno reso tra il 7% e il 2,75%, al contrario dei titoli di stato che talvolta hanno generato anche rendimenti negativi. 

Tale trend incoraggia gli investitori nazionali e internazionali a puntare sempre più sul mattone rispetto all’investimento monetario, che oggi rende solo lo 0,72% (titoli di Stato). 

Focalizzandoci sull’investimento immobiliare a Milano, investire in un negozio situato lungo le Secondary Street oggi rende il 4,75%, mentre le vetrine delle High Street hanno un rendimento più contenuto, dovuto ad una maggiore richiesta, che si aggira intorno al 3,5%.
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Mercato immobiliare rustici & casali

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La casa in campagna, un luogo senza tempo dove rifugiarsi nei fine settimana e “staccare” dalla frenesia quotidiana tra paesaggi verdi e tranquillità, è il sogno di molte persone.

Ed è per questo che il mercato dei casali e dei rustici è una nicchia sempre presente nei progetti immobiliari degli italiani e non solo, ricca di fascino e di interessanti potenzialità.

È un mercato per amatori, ma anche per investitori che comprano per mettere a reddito l’immobile o per avviare un’attività turistico ricettiva come B&B.

La vocazione turistica del Bel Paese è indubbia e ogni regione offre meravigliose cascine o casali circondati da vigneti e frutteti, con panorami che lasciano senza fiato.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato questo segmento e si è concentrato sulle zone in cui il “parco immobiliare” delle agenzie affiliate costituito da rustici e casali è maggiormente prospero. Disegnando una sorta di mappa che attraversa la nostra nazione facendo emergere le caratteristiche tipiche delle varie regioni e “scovando” anche mete nascoste ai più.

Prima di addentrarci nel viaggio tra campagne e poderi, riportiamo alcuni utili consigli per avvicinarsi all’acquisto di queste tipologie immobiliari.
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Milano meta di Tax Free Shopping

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Il Tax Free Shopping sta diventando una leva sempre più importante per l’economia del mercato turistico, in Europa e in Italia: negli ultimi sei anni il settore degli acquisti di lusso dei turisti extra- UE è cresciuto del 5% a livello europeo e del +7% nel nostro Paese. È quanto emerge dai dati presentati da Global Blue, società leader nei serizi di Tax Free Shopping, duranre “Shopping Tourism- il forum italiano“, l’appuntamento annuale dedicato al fenomeno dello shopping tourism in Italia ideato e organizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio della macroindustria turistica.
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Logistica, 500.000 posti a rischio entro il 2027

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Anche se troppo spesso non le si attribuisce la centralità che merita, la logistica conta complessivamente 2,5 milioni di occupati in Italia nei diversi comparti economici e continua a crescere dal punto di vista occupazionale: dal 2014 al 2018 l’occupazione del settore è salita del +4,9%, rispetto ad una media italiana del +3,5% nello stesso periodo. Ma sono ben 500 mila i posti di lavoro potenzialmente a rischio nella logistica nel nostro Paese entro il 2027 per l’impatto dirompente della digitalizzazione (dall’automazione dei veicoli e carrelli, alla sostituzione di lavoratori in ufficio), mentre almeno 600mila lavoratori dovranno radicalmente aggiornare le loro competenze per stare al passo con i cambiamenti. L’innovazione che sta investendo il settore richiederà però anche nuove professioni: il numero di nuovi occupati, tra nuovi profili e riconversioni, potrebbe superare da qui al 2027 quello delle professioni a rischio, se la logistica saprà affrontare con successo nuove grandi sfide per il futuro del lavoro.

Sono i risultati del rapporto “Le nuove sfide per il futuro del lavoro nella logistica” di Randstad research, presentato a Piacenza al convegno “Il futuro dei profili professionali della Logistica”. Come primo progetto, il centro di ricerca autonomo e indipendente sul lavoro del futuro, il cui comitato scientifico è presieduto da Enrico Giovannini, ha scelto di mettere sotto la lente un settore che è specchio dinamico dei cambiamenti nel mercato del lavoro.
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Gli italiani ai giornalisti: abbiamo bisogno di voi ma dovete cambiare!

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Gli italiani sono consapevoli dell’importanza di una “buona e corretta” informazione e del ruolo centrale che possono svolgere i professionisti dei media, ma ritengono che il “modello italiano” sia lontano da quello ideale. Il 70% degli italiani pensa infatti che i giornalisti facciano poco per veicolare un’informazione corretta e professionale: un ritratto aggravato dal 58,8% degli intervistati che vede i giornalisti più orientati a generare traffico piuttosto che a veicolare buona e corretta informazione.

Sono i dubbi degli italiani sulla professionalità dei giornalisti ad emergere dal nuovo rapporto Agi-Censis “I professionisti dell’informazione nell’era trans-medica: grado di fiducia, elementi critici e attese degli italiani” realizzato nell’ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” della Fondazione per l’Innovazione COTEC che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi. Ad illustrarlo il Presidente Censis Giuseppe De Rita con il direttore Agi Mario Sechi nel corso dell’evento “Il futuro dell’informazione: dalla storia d’Italia all’editoria 5.0” organizzato da Agi- Agenzia Italia presso il Piccolo Teatro Studio Melato di Milano.
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Troppe stime e poche idee sulla Crisi d’Impresa

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Diventa più complesso orientarsi nel labirinto d’informazioni che commentano l’applicazione imminente del Codice della Crisi d’Impresa. Alle notizie essenziali sul perimetro di applicazione e sui criteri da utilizzare per accettare lo sviluppo di un reale stato di crisi (sistemi di allerta) si sovrappongono valutazioni che puntano troppo spesso a evidenziare costi impliciti nell’aderire alla nuova normativa. È il caso di quanto diffuso giorni fa a Cerved nel Rapporto Osservitalia 2019 che ha calcolato in 3,8 miliardi (di cui 2,2 mld a carico delle PMI) il costo derivante dalle nomine di revisori, dall’introduzione di sistemi di risk management per un costo compreso tra 20.000 e 40.000 euro per ciascuna impresa. Di fronte a queste stime allarmanti è evidente che la tipica reazione sia quella di chiedere esenzioni, rinvii dell’applicazione della norma come puntualmente ha fatto il presidente della Piccola Industria Robiglio citando “disagio e panico in decine di migliaia di imprenditori”.
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