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Come Stai? Te lo dice lo smartphone

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Nel 2010 la conoscenza in campo medico raddoppiava ogni 3,5 anni; nel 2020 ogni 73 giorni. Per sequenziare il DNA di una persona nel 2003 ci volevano 2,7 miliardi di $; oggi bastano poco più di 100$ (fonte BCG). Questi dati ci dicono che i progressi della scienza e della tecnologia ci stanno proiettando in un tempo in cui la prevenzione diventerà sempre più efficace, accessibile ed anche personalizzata. È la medicina 3.0, il cui obiettivo è donarci una terza e quarta età in salute fisica e mentale ritardando nel tempo o addirittura evitando l’avvento delle malattie cronico degenerative a cui si deve il 70% dei decessi nel mondo. Perché aspettare di essere malati per avere cura di sé, specie oggi che sappiamo che la longevità si deve per 2/3 allo stile di vita?

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Le compravendite di case vacanza

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La tipologia preferita, secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, è il trilocale con il 31,8% delle compravendite, seguita dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti con il 29,4% delle scelte. Bene anche il bilocale che rappresenta il 23,2% delle transazioni. Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di compravendite di soluzioni indipendenti (passate da 26,6% a 29,4%) e un calo di quella dei trilocali (da 34,1% a 31,8%).

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Pantaloni uomo sartoriali: storia, eleganza e tradizione Made in Italy

I pantaloni uomo sartoriali incarnano l’essenza dell’eleganza maschile, un’unione perfetta tra stile senza tempo e tradizione artigianale. Ogni dettaglio di questi capi racconta una storia di passione, competenza e dedizione, caratteristiche che li rendono un simbolo irrinunciabile dell’abbigliamento maschile di qualità. Il Made in Italy, celebre per la sua eccellenza artigianale, raggiunge la sua massima espressione proprio nei pantaloni sartoriali, grazie all’utilizzo di materiali pregiati, lavorazioni meticolose e un design sempre attuale.

Ma cosa rende davvero speciali questi capi? Dietro ogni paio di pantaloni sartoriali si cela un universo di tradizione e innovazione, che si uniscono per creare non solo un prodotto di alta moda, ma anche un’esperienza di vestibilità unica. Aziende come Buonanno, emblema della sartorialità italiana, riescono a trasformare ogni capo in un pezzo unico, capace di esaltare la personalità di chi lo indossa.

Se anche tu sei affascinato dall’idea di possedere un capo che racconti la tua eleganza e che sia sinonimo di qualità, continua a leggere. Scoprirai la storia, le caratteristiche distintive e i motivi per cui scegliere i pantaloni uomo sartoriali non è solo una scelta di stile, ma un vero e proprio investimento nella tradizione e nel lusso.

La storia dei pantaloni uomo sartoriali

I pantaloni uomo sartoriali hanno radici antiche che risalgono al Rinascimento, quando l’abbigliamento maschile iniziò a riflettere lo status sociale e l’eleganza. Nel corso dei secoli, questi capi si sono evoluti, passando dai modelli più rigidi e formali dell’epoca vittoriana ai tagli moderni e confortevoli di oggi. L’Italia ha avuto un ruolo fondamentale in questo percorso, consolidandosi come culla della sartoria di lusso.

La vera forza dei pantaloni uomo sartoriali risiede nella loro capacità di unire tradizione e modernità. Realizzati con tessuti pregiati come lana, cotone o lino, questi capi sono progettati per offrire comfort ed estetica. Il Made in Italy si distingue per la sua attenzione al dettaglio, dalla cucitura perfetta al taglio impeccabile, rendendo ogni capo un’opera d’arte.

La tradizione artigianale: sinonimo di qualità

Scegliere i pantaloni uomo sartoriali significa investire in un prodotto realizzato con metodi tradizionali, spesso tramandati di generazione in generazione. Aziende come Buonanno sono un simbolo di questa tradizione, garantendo capi che rispettano i più alti standard di qualità. Grazie a una combinazione di tecniche artigianali e innovazione, ogni pantalone riflette l’autenticità del Made in Italy.

Inoltre, i pantaloni sartoriali offrono un’attenzione al dettaglio che li distingue nettamente dai capi prodotti in serie. Ogni cucitura, piega e rifinitura viene realizzata con cura maniacale, assicurando non solo una vestibilità impeccabile ma anche una durata nel tempo che difficilmente trova eguali. Questo li rende la scelta ideale per chi desidera un capo capace bello da vedere ma soprattutto comodo da indossare, capace di riflettere il fascino della tradizione nella moda contemporanea.

Perché scegliere pantaloni uomo sartoriali

Oltre a offrire uno stile unico, i pantaloni uomo sartoriali garantiscono una vestibilità perfetta. Questi capi sono realizzati per adattarsi a ogni esigenza ed essere abbinati per ogni occasione. L’attenzione ai materiali e ai dettagli rende i pantaloni sartoriali ideali sia per occasioni formali che per un look casual chic.

La versatilità dei pantaloni sartoriali risiede nella loro capacità di trasformarsi in base agli abbinamenti e agli accessori scelti. Indossati con una giacca elegante e una camicia raffinata, diventano il fulcro di un outfit formale perfetto per cerimonie o incontri professionali. Allo stesso tempo, abbinandoli a una maglia a collo alto o a una camicia casual, possono reinterpretare il concetto di eleganza in chiave contemporanea, ideale per una serata informale o un evento meno impegnativo. Questa flessibilità li rende un capo essenziale nel guardaroba maschile, capace di rispondere a ogni necessità stilistica.

I pantaloni uomo sartoriali sono molto più di un capo d’abbigliamento: sono un investimento in stile, eleganza e tradizione. Grazie all’esperienza delle aziende italiane, come Buonanno, è possibile indossare un prodotto che rappresenta il meglio del Made in Italy, unendo storia e innovazione per creare capi intramontabili.

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Trasporto medicinali: l’importanza imprescindibile della catena del freddo

Dal laboratorio alla distribuzione finale, il viaggio dei medicinali è tutt’altro che semplice: variazioni estreme di temperatura, interruzioni nelle reti di trasporto e fornitura e pianificazioni logistiche complesse possono minacciarne il fragile equilibrio termico e chimico.

Il trasporto medicinali infatti è un processo estremamente delicato ed essenziale per garantire la sicurezza e l’integrità dei farmaci – e quindi per tutelare la salute pubblica -, in cui ogni azione e misura converge verso il mantenimento della catena del freddo.

La catena del freddo rappresenta un pilastro fondamentale della logistica farmaceutica e, se dovesse essere interrotta, potrebbe causare gravi danni alla salute dei cittadini.

 

Introduzione al concetto di catena del freddo

La catena del freddo, anche detta cold chain, è un sistema integrato di gestione della temperatura per prodotti termosensibili – come i medicinali, per l’appunto – che necessitano di essere conservati e mantenuti a specifiche condizioni termiche durante tutti gli step del ciclo di vita del prodotto stesso. Dalla produzione al punto di utilizzo finale, con un focus particolare alla fase estremamente delicata del trasporto, il mantenimento delle temperature è cruciale per mantenere l’integrità dei medicinali.

Le temperature critiche variano a seconda del farmaco e della sua composizione: genericamente si mantengono tra i 2°C e gli 8°C per molti medicinali, ma ci sono diverse eccezioni. Ad esempio, i vaccini a mRNA, noti soprattutto poiché sono stati “protagonisti” della recente campagna vaccinale anti-Covid 19, devono necessariamente essere conservati ad una temperatura di -70°C.

 

Cosa accadrebbe se venisse a meno la catena del freddo nel trasporto dei medicinali?

Affermare che, in caso di rottura della catena del freddo, questo potrebbe comportare gravi danni per la salute pubblica non è per nulla un’esagerazione.

Molti farmaci, inclusi vaccini e antibiotici, contengono componenti attivi che, se esposti a temperature non appropriate, possono degradarsi molto facilmente. Il deterioramento si traduce in una riduzione notevole della durata di conservazione e ad un’inevitabile perdita di efficacia del farmaco.

Non solo: molti medicinali possono diventare terreno fertile per la crescita di microbi e sostanze nocive, se non vengono mantenuti a temperature adeguate. Quindi, oltre che poco efficaci, diventerebbero esponenzialmente rischiosi se assunti.

Laddove i farmaci subissero invece alterazioni chimiche causate da temperature non appropriate, questi potrebbero causare pericolose reazioni avverse pericolose nei pazienti.

 

Da cosa si compone la catena del freddo?

Nonostante il concetto di catena del freddo possa apparire “astratto”, in realtà è qualcosa di estremamente completo: si compone infatti di un insieme di procedure, soluzioni e attrezzature che garantiscono il mantenimento delle temperature controllate. Dal punto di vista del trasporto, figurano:

  • Veicoli refrigerati: veicoli dotati di compressori con refrigeranti, equipaggiati con sistemi di controllo e monitoraggio della temperatura automatico, tramite data logger;
  • Refrigeratori: dispositivi che producono freddo attivamente, essenziali per il trasporto di farmaci che richiedono temperature molto basse. Funzionano o tramite sistemi elettrici, o tramite l’uso di ghiaccio secco e altri metodi di raffreddamento simili (efficaci solo per brevi periodi);
  • Contenitori isotermici: essenziali, sono contenitori costituiti da materiale isolante per proteggere i farmaci dalle variazioni di temperatura durante il trasporto;
  • Sensori termici e sistemi di monitoraggio posti in veicoli o contenitori, che sorvegliano costantemente le condizioni termiche e registrano i dati per garantire il rispetto delle norme di sicurezza;
  • Strutture di stoccaggio temporaneo con sistemi di controllo della temperatura, utilizzate durante i trasferimenti tra mezzi di trasporto;
  • Sistemi di allarme e piani di emergenza: tecnologie che avvisino in tempo reale in caso di anomalie termiche, permettendo di intervenire tempestivamente per ripristinare le corrette condizioni termiche; in caso di interruzioni della catena del freddo (generate ad esempio da malfunzionamenti nei sistemi di refrigerazione), è bene avere delle procedure standard per affrontare l’emergenza in modo efficace.

 

Trasporto medicinali e logistica del freddo: le normative

Il trasporto dei farmaci, in Italia, è regolato dall’ Autorità Italiana del Farmaco (AIFA). Le principali normative di riferimento sono due: il Decreto Legislativo 219/2006, che regola l’importazione, la distribuzione, il controllo di qualità e la sicurezza dei farmaci; il Decreto Ministeriale del 17 dicembre 2010, che dettaglia le procedure per la distribuzione all’ingrosso di medicinali.

Per quanto riguarda il settore della logistica del freddo, invece, questo è regolato dalle norme europee ATP (Accord Transport Perissable). Le norme ATP stabiliscono gli standard di riferimento per i veicoli refrigerati, che devono mantenere le temperature richieste, ed i container isotermici, che devono essere certificati. Successivamente, oltre al monitoraggio continuo della temperatura e la registrazione dei dati, le normative prevedono anche ispezioni e certificazioni regolari, e la formazione costante del personale.

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Come i chatbot rivoluzionano la customer experience nel settore bancario

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Le filiali delle banche sono sempre meno frequentate per le operazioni quotidiane, a favore dell’online e del mobile banking. Secondo l’Osservatorio sulla desertificazione bancaria elaborato da First Cisl su dati Bankitalia-Istat, in Italia sono stati chiusi più di 14 mila sportelli negli ultimi 15 anni e il 42% dei comuni non ha filiali.

Questo evidenzia un cambiamento delle abitudini dei clienti, che stanno costringendo gli istituti finanziari a evolvere i loro processi e il loro modo di lavorare. Inoltre, piattaforme digitali, società fintech e altri operatori non tradizionali stanno rivoluzionando il settore con tecnologie innovative e nuovi modelli di business. Le previsioni di Gartner sono chiare: l’80% delle banche “tradizionali” sarà fuori mercato o non sarà in grado di competere entro il 2030, se non abbandonerà i propri modelli operativi e commerciali obsoleti.

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Hic et Nunc lancia le nuove annate di Barbera del Monferrato e Cortese

È tempo di nuove annate alla cantina Hic et Nunc, come sempre impegnata a valorizzare il terroir del Basso Monferrato ritornando all’essenza dei suoi vini classici in una scelta consapevole di autenticità, vitigni autoctoni e vinificazione nel pieno rispetto delle caratteristiche varietali, alla ricerca di un’autentica purezza di profumi e note sensoriali.

Non fanno eccezione le nuove annate di Barbera del Monferrato Superiore e Monferrato Casalese Cortese:

Monumento, Barbera del Monferrato Superiore Docg (2020)

è una Barbera in purezza che ben rappresenta l’autenticità del territorio, con uve che provengono dal vigneto “Vasio”, che raggiunge gli 80 anni di età su una base di terreno ricco di argilla e marna che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa straordinaria varietà.

Queste viti hanno sviluppato una sorta di selezione naturale, adattandosi gradualmente alle condizioni del loro ambiente: hanno radici più profonde e più estese che possono accedere a strati più profondi aumentando la loro capacità di resistenza e adattamento. Questo contribuisce alla produzione di uve di qualità superiore, con una maggiore complessità aromatica e una migliore capacità di esprimere il terroir del Monferrato.

Ad un’attenta selezione manuale dei grappoli segue una sapiente vinificazione: la macerazione sulle bucce e un affinamento di 12 mesi in serbatoi di acciaio e 12 mesi in tonneaux di rovere francese regalano un vino dai sentori ricchi e complessi, al palato risulta ben strutturato, caldo ed avvolgente. Una barbera di grande carattere capace di evolversi per lungo tempo.

Monolite, Monferrato Casalese Cortese DOC (2022)

Un’espressione di cortese potente, avvolgente, fine ed elegante.

Un vino che sa farsi apprezzare in gioventù ma che punta ad essere amato dopo lunghi anni di affinamento in bottiglia.

Le uve provengono dal vigneto CRU “Bussone”, che vanta 38 anni di età e la cui posizione favorevole regala uve sane e ottima concentrazione.

Soffice pressatura, lenta fermentazione, Monolite affina in acciaio peril 90% della massa, il 10% in barrique per un totale di circa 12 mesi.

Il risultato è un vino ricco, fruttato, floreale che sboccia in una spiccata mineralità. Al palato sapido, fresco, pieno e deciso che anno dopo anno sa emozionare con sorprendenti note evolutive.

Mè Frel, Monferrato Casalese Cortese DOC (2023)

Vinificato e affinato interamente in acciaio per preservare al meglio la freschezza e le note primarie del cortese, mantenendo intatta la purezza e la tipicità del vitigno, offrendo un’espressione autentica del territorio del Monferrato.

Dal bouquet aromatico, che spesso presenta sentori di fiori bianchi, uniti a note fruttate di polpa bianca, dalla beva fresca e sincera, piacevole, sa essere versatile per diverse occasioni.

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Il vino cortese: origini, produzione e abbinamenti

Il Cortese, un vino che cattura l’essenza del Piemonte con la sua eleganza e freschezza, si è guadagnato un posto d’onore tra gli amanti del vino di tutto il mondo. Esploriamo insieme i segreti di questo vitigno, dalla sua storia affascinante alle sue migliori espressioni enologiche.

Qual è la storia del vino Cortese?

La storia del vino Cortese è intrecciata con quella del Piemonte, una regione vittima e protagonista di invasioni, commerci e scambi culturali che hanno arricchito il suo patrimonio vitivinicolo. Il Cortese, menzionato in documenti che risalgono al XVIII secolo, è stato a lungo apprezzato per la sua capacità di adattarsi alle variegate condizioni climatiche e pedologiche del Piemonte, producendo vini di notevole freschezza e vivacità. La sua storia riflette l’evoluzione della viticoltura nella regione, segnando il passaggio da una produzione quantitativa a una qualitativamente eccellente, focalizzata sulla valorizzazione dei singoli vitigni e delle loro espressioni territoriali.

Come si produce il vino Cortese?

La produzione del Cortese richiede dedizione e un profondo rispetto per la natura e i suoi cicli. I viticoltori del Piemonte, eredi di generazioni di conoscenza agronomica, coltivano questo vitigno seguendo principi di sostenibilità per preservare l’ambiente e garantire la qualità delle uve. Dalla potatura alla vendemmia, ogni fase è attentamente gestita per assicurare che le uve giungano alla cantina in perfette condizioni. La vinificazione del Cortese è un delicato equilibrio tra tradizione e innovazione, dove tecniche all’avanguardia come la criomacerazione e la fermentazione a temperatura controllata si affiancano a metodi tradizionali, con l’obiettivo di esaltare le caratteristiche uniche di questo vitigno.

Le radici del Cortese: un viaggio nelle colline piemontesi

Il cuore del Cortese pulsa nelle colline del Piemonte, una terra di rara bellezza, dove vigneti ordinati si alternano a castelli medievali e borghi antichi. Le zone del Gavi e del Monferrato sono particolarmente rinomate per la produzione di Cortese di alta qualità. Qui, la combinazione unica di microclima, esposizione e composizione del suolo permette al Cortese di esprimere al meglio la sua identità, regalando vini dal profilo aromatico ricco e complesso, con una marcata mineralità e freschezza.

L’amore universale per il Cortese: le ragioni di un fascino ineguagliabile

Il vino Cortese conquista il palato degli appassionati per la sua incredibile bevibilità e versatilità. La sua elegante acidità, abbinata a un bouquet aromatico che varia a seconda del microterroir di provenienza, lo rende perfetto per un’ampia varietà di occasioni, da un semplice aperitivo a un raffinato banchetto. Il successo internazionale dimostra la sua capacità di oltrepassare i confini culturali e gastronomici, offrendo un’esperienza sensoriale che unisce semplicità e complessità.

Quali sono gli abbinamenti gastronomici ideali per il vino Cortese?

La magia del Cortese in tavola si rivela negli abbinamenti, dove la sua acidità e freschezza trovano il perfetto contrappunto in una vasta gamma di piatti. Dalle delicate preparazioni di pesce alle ricette più audaci della cucina etnica, questo vino mantiene il suo carattere, elevando ogni piatto. L’abbinamento con formaggi freschi e piatti a base di verdure ne esalta la mineralità, mentre la sua capacità di accompagnare piatti leggermente speziati apre a sorprendenti combinazioni gastronomiche.

L’Eredità del vino Cortese nel mondo del vino

L’importanza del Cortese nel panorama vinicolo globale va oltre la sua espressione territoriale, diventando un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. La sua capacità di adattarsi a diversi stili di vinificazione e la sua naturale predisposizione agli abbinamenti gastronomici lo hanno reso un preferito tra gli intenditori e gli appassionati di vino, che ne apprezzano la complessità e la bevibilità. Questo vino continua a rappresentare una scelta di qualità per chi cerca non solo il gusto, ma anche la storia e la cultura di una delle regioni vinicole più ricche e variate d’Italia.

Attraverso questo articolo abbiamo viaggiato nel mondo del Cortese, scoprendo i segreti di un vino che da secoli è simbolo del Piemonte e del suo inestimabile patrimonio enologico. Questo vino, con la sua leggerezza e profondità, invita a esplorazioni culinarie senza confini, promettendo di regalare momenti di puro piacere a chiunque desideri avvicinarsi al suo mondo.

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Stoviglie compostabili: stare al passo con la sostenibilità nel settore Ho.Re.Ca

In un’epoca in cui l’attenzione verso la causa ambientale è progressivamente crescente, la sostenibilità sta diventando sempre più una priorità globale e un imperativo etico fondamentale – oltre che una vera e propria tendenza di mercato.

Ciò ha portato i consumatori – sempre più sensibili alla salvaguardia del pianeta – a ricercare alternative più sostenibili, preferendo soluzioni ecologiche e marchi adottino politiche di responsabilità ambientale.

Nelle scelte dei consumatori, sempre più informate e consapevoli, i fattori che riguardano i materiali, gli imballaggi ed il loro smaltimento sono assolutamente decisivi.

Per questo motivo per le aziende, soprattutto nel settore Ho.Re.Ca, risulta sempre più fondamentale fare della sostenibilità un tratto distintivo e  impiegare soluzioni ecologiche, come le stoviglie compostabili monouso.

Le stoviglie compostabili

Punto d’incontro perfetto tra comodità, praticità e sostenibilità, le stoviglie compostabili rappresentano una risposta concreta e sostenibile alla problematica dei rifiuti.

A differenza delle stoviglie in plastica o polistirolo, che possono impiegare centinaia di anni per degradarsi, le stoviglie compostabili sono estremamente facili da smaltire: sono progettate per decomporsi in breve tempo in compostaggio.

Ciò significa che in poco tempo si trasformano naturalmente in compost, ossia un fertilizzante naturale ricco di nutrienti per il suolo.

Al pari delle loro versioni “inquinanti”, le stoviglie compostabili sono ideali per contenere cibi caldi e freddi, sia solidi che liquidi.

Queste soluzioni eco-friendly, sfatando dei luoghi comuni, non compromettono la qualità dei prodotti, e nemmeno l’estetica: un ulteriore punto di forza è rappresentato infatti dal loro aspetto elegante e gradevole.

La minimizzazione degli sprechi, la riduzione dell’impronta di carbonio e l’incoraggiamento di pratiche sostenibili rappresentano solo alcuni dei modi in cui i piatti monouso stanno favorendo un cambiamento positivo nel settore dell’ Ho.Re.Ca.

Come la sostenibilità influisce sulla percezione dei consumatori

Nell’ambito dell’ Ho.Re.Ca e del catering, soprattutto l’impiego di stoviglie compostabili, o comunque di soluzioni ecologiche, influisce in maniera del tutto significativa sulla percezione che i consumatori hanno di un marchio e dei suoi prodotti e servizi.

Scegliere quindi di adottare soluzioni eco-friendly è un’opportunità per i marchi di distinguersi e rendersi attraenti ai consumatori, attirando anche quella porzione di clientela sensibile alle tematiche ambientali, che sta diventando sempre più ampia.

Oltre a soddisfare la crescente domanda di opzioni ecologiche, le realtà che accolgono la sostenibilità trasmettono un messaggio chiaro di impegno ambientale, andando a costruirsi una reputazione solida e positiva.

Dunque possiamo considerare la sostenibilità come un elemento di vantaggio competitivo, un fattore strategico di successo che aumenta il valore del brand agli occhi dei consumatori.

L’importanza dell’impiego di stoviglie compostabili nel settore Ho.Re.Ca

Negli ultimi tempi, i settori Ho.Re.Ca e del catering hanno assistito al farsi strada di soluzioni ecologiche, come le stoviglie compostabili.

Dai ristoranti ai bar, dai B&B agli hotel, ormai non è più raro vedere impiegati posate in legno, oppure piatti, bicchieri e contenitori per cibo in polpa di cellulosa.

Perfetti per servire primi e secondi piatti, finger food e stuzzichini, dolci e caffè, le stoviglie compostabili sono sempre più diffusi e apprezzati dai consumatori. Così facendo, diffondono queste pratiche ecologiche con la clientela, incentivando un comportamento più rispettoso nei confronti dell’ambiente.

In ultima analisi, si può affermare che l’utilizzo di soluzioni sostenibili come le stoviglie compostabili nel settore Ho.Re.Ca non è meramente una moda passeggera o un trend del momento.

È una pratica che si sta pian piano insediando diventando la “nuova” normalità; un fattore fondamentale nella formula di successo per le realtà del settore Ho.Re.Ca ed è quindi destinata a rimanere nel tempo.

 

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Intervista a Peter Luntz: trasformare la passione linguistica in successo

peter luntz

Conversazione con Peter Luntz, Direttore della Scuola d’Inglese ILS Milano

Domanda: Buongiorno Peter, grazie per aver accettato questa intervista. Cominciamo con una domanda fondamentale: cosa ti ha spinto a dedicarti all’insegnamento delle lingue?

Peter Luntz: Buongiorno, è un piacere essere qui. Fin da giovane ho avvertito una forte attrazione per la comunicazione e per il potere trasformativo del linguaggio. Ho sempre creduto che l’insegnamento fosse la mia vocazione, un modo per mettere in pratica la mia passione per le lingue e per aiutare gli altri a sviluppare le proprie competenze linguistiche.

Domanda: La tua visione e missione riguardo all’insegnamento linguistico sono chiare e coinvolgenti. Puoi approfondire come queste si traducono nella tua pratica quotidiana?
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Il valore esclusivo del Made in Italy tra moda e lusso

Sinonimo di qualità, creatività e innovazione, il Made in Italy è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Tra i settori che più hanno contribuito alla sua fama rientra la manifattura della moda e, in particolare, del fashion luxury.

Dall’impiego di materiali esclusivi e di alta qualità alle caratteristiche della catena produttiva – la quale, pur non rinunciando al nuovo, rimane legata a una tradizione fatta di sapere artigiano e attenzione al dettaglio -, sono numerosi gli elementi che contribuiscono ad aumentare sempre più l’importanza del made in Italy nella moda e, in particolare, nel fashion luxury.

Italia, primo Paese per la manifattura del lusso

Secondo il Global Power of Luxury Goods 2023 di Deloitte, l’Italia, con ben 23 aziende incluse nella classifica dei principali 100 player del lusso, si conferma ancora una volta come primo Paese per la manifattura del fashion luxury.

Posizione, questa, ormai divenuta storica, non solo a livello di dati e statistiche, ma anche nella percezione comune. La manifattura italiana della moda ha infatti vissuto, fin dalle sue origini, periodi di grande fioritura ed è riuscita a porsi in aperta competizione con l’alta moda francese, altra grande protagonista del settore. Elemento vincente per il Belpaese è la qualità tutta italiana fatta di competenza, di originalità, di piccole attenzioni, ma anche di raffinatezza, di fascino e di bellezza.

Il Made in Italy

Se l’origine del termine Made in Italy può essere rintracciata negli anni Cinquanta e, in particolare, in una sfilata di moda organizzata, nel 1951, da Giambattista Giorgini, l’idea che esso veicola è molto più antica e può essere fatta risalire addirittura al Rinascimento, epoca d’oro che ha segnato positivamente la cultura nostrana del bello di qualità e l’ha fatta conoscere anche all’estero.

Sebbene oggi il Made in Italy sia un vero e proprio marchio, pensato per donare valore alla produzione italiana ed evitare falsificazioni, il concetto che c’è alla base è molto di più e veicola valori forti, legati alla tradizione, allo stile e all’eleganza, ma anche alla capacità di innovare.

Made in Italy nella moda: la qualità dei materiali e le caratteristiche della catena produttiva

Focalizzando l’attenzione sulla manifattura italiana della moda, vediamo che il Made in Italy diventa sinonimo di fashion luxury. La grande qualità della moda italiana si distingue nel mondo, oltre che per l’indiscussa eleganza e la finezza dei dettagli, per la scelta dei materiali e il modo in cui viene gestita la catena produttiva.

Per quanto riguarda i materiali, il made in Italy, coniugando tradizione e innovazione, punta a fare uso di materie prime di qualità non solo tradizionali, ma anche al passo con i tempi, dunque sempre più sostenibili e duraturi; per quanto riguarda la catena produttiva, grande importanza rivestono la manualità e l’artigianalità, le quali vengono però coniugate in modo sapiente all’impiego di nuove tecnologie, ideali per donare ancora più valore alle creazioni.

Tra i brand della moda di lusso che abbracciano in modo deciso il valore del Made in Italy spicca il Gruppo Florence, il quale, attraverso i suoi laboratori e i corsi di moda, punta a proteggerlo, diffonderlo e consolidarlo sempre più.

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