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I corsi di lingua come strumento di welfare aziendale

Il welfare è uno strumento fondamentale in grado di incrementare il benessere di chi svolge attività lavorative, è quindi una forma di investimento sul dipendente, ma in grado anche di venire incontro agli interessi dell’azienda. Come già sappiamo, i servizi e le prestazioni che ne fanno parte sono svariati, da più comuni buoni pasto, fino all’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare. Secondo una recente indagine tra le proposte più apprezzate ci sono i corsi di formazione e di aggiornamento ma anche borse studio, preferiti dal 42% del campione analizzato. Vale quindi la pena approfondire il tema della formazione legata a una strategia di welfare aziendale.

Welfare, di cosa si tratta

Rivediamo in breve in cosa consiste il welfare e perché sempre più aziende lo stanno introducendo. Il termine “welfare” è inglese e significa letteralmente “sussidio” oppure “benessere”. Nei contesti aziendali si riferisce ai beni e i servizi che l’azienda fornisce al personale per poter incrementare il loro potere di spesa e il loro benessere. Come si legge sui portali specializzati, come ad esempio www.edenred.it, il welfare è quindi una retribuzione, non monetaria, che si aggiunge all’ordinario stipendio in busta paga e in particolare alla componente variabile dello stipendio. Il welfare è regolato dal TUIR, ovvero il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il cui articolo 51 elenca le iniziative che ne rientrano. Le azioni di welfare possono essere stabilite da un contratto, un accordo sindacale, un regolamento aziendale o una scelta uni
laterale dell’azienda, ma vi sono alcuni criteri da rispettare. Ad esempio, un determinato bene o servizio deve per forza essere offerto a una categoria omogenea di dipendenti che rispondono a parametri oggettivi. Quindi, non è necessario che chi ne usufruisce risponda a particolari qualifiche contrattuali, la categoria può semplicemente riferirsi ai livelli, alle mansioni, al ruolo gerarchico occupato oppure all’anzianità maturata.

I vantaggi del welfare

I vantaggi riguardano sia i dipendenti che l’impresa, infatti i beni ricevuti in ambito welfare sono esenti da tassazione, sono quindi esclusi dall’imponibile Irpef e dall’imponibile su cui vengono calcolati i contributi previdenziali. Proprio per questo si preferisce erogare i premi di produzione in welfare, in questo modo il premio riguarderà l’intera somma, senza le decurtazioni dovute alle tassazioni che invece ci sarebbero qualora venisse riscosso in denaro.

Per l’impresa, invece, vi è un abbassamento del costo del lavoro, dal 30% al 40% calcolato sugli importi lordi. Erogando la medesima somma, l’attività sarebbe in grado di abbattere notevolmente il cuneo fiscale. A questo si aggiungono una migliore brand reputation ed employee retention. Proprio per questi motivi sempre più Pmi si stanno interessando al tema del welfare, che fino a qualche anno fa era appannaggio delle multinazionali. A cambiare è specialmente la cultura aziendale, in quanto si sviluppa l’idea che sia più conveniente per tutti migliorare la vita dei dipendenti con azioni che vanno oltre all’aumento in busta paga.

Welfare e formazione: i corsi di lingua tra i più richiesti

Come abbiamo visto, la formazione è uno degli ambiti più apprezzati dai dipendenti, spiccano naturalmente i corsi di lingua inglese. Il mondo del business è sempre più internazionale e competitivo, la conoscenza della lingua inglese è un fattore fondamentale per avere una marcia in più rispetto ai concorrenti e, in alcune realtà, è data per scontata. Proprio per questo le aziende che scelgono di organizzare corsi di lingua inglese per i dipendenti sono sempre di più.

Naturalmente i corsi di inglesi possono essere inseriti nel piano di welfare, sta all’azienda scegliere se utilizzare questo tipo di strumenti per investire nello sviluppo delle competenze dei propri collaboratori.

Come inserire i corsi di lingua nel piano di welfare aziendale

Il primo metodo sono i voucher, introdotti in Italia con la Legge di Stabilità 2016. Si tratta si buoni che l’impresa eroga al dipendente all’interno del piano di welfare e grazie ai quali si può avere accesso a svariati servizi convenzionati con la società emittente. Il funzionamento ricorda molto quello dei buoni pasto. Ci sono poi anche le convenzioni che possono essere stipulate dalle singole imprese direttamente con gli istituti che erogano i corsi di lingua. I corsi aziendali sono spesso tra i preferiti in quanto si modellano proprio sulle esigenze dei partecipanti, non soltanto sul piano educativo, ma anche su quello prettamente pragmatico riguardante giornate e orari. I team di esperti possono poi elaborare un piano didattico specifico anche per le necessità in azienda. A questo si aggiunge anche la possibilità di effettuarli online, semplificando l’organizzazione e incentivando lo smart working.