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LEADERSHIP FORUM 2021: COME SI DIVENTA LEADER?

Nella cornice del Teatro degli Arcimboldi di Milano, giovedì 2 dicembre, si è tenuta la seconda giornata del Leadership Forum 2021, il più grande evento di business in Italia sul tema della leadership.

Un’esperienza verso la comprensione dell’approccio corretto per diventare leader non solo nel lavoro, ma anche nella propria vita raccontato da cinque super ospiti: John C. Maxwell, Pierluigi Collina, Federica Marchionni, Paolo Nespoli e Marcell Jacobs.

Diventare leader di successo si può?

Il modo in cui noi siamo leader, influenza la nostra leadership.

Queste le parole introduttive di John C. Maxwell, il più grande esperto di leadership a livello globale, che ha presentato il Ciclo del successo, un metodo per migliorare se stessi ed il proprio lavoro giorno dopo giorno.

Il ciclo si compone di cinque fasi:

  • Test – Sperimentare e provare cose mai provate prima;
  • Fail – Fallire. Il successo e l’insuccesso non devono essere separati, ma andare di pari passo; più si fallisce, più si impara e meno di sbaglia in futuro.
  • Learn – Imparare dagli insuccessi e ripetere il ciclo, fino al raggiungimento del miglioramento;
  • Improvement – Implementare le idee che hanno funzionato;
  • Restart – Ripetere il ciclo, in ottica di un processo di apprendimento e crescita continua.

Se come Leader ti dai come voto 5, non puoi pretendere che la tua vita o il tuo business cresca: con il tempo è però possibile spostare verso l’alto l’asticella

Ma come si aumenta il livello di leadership? Quali sono le competenze più importanti oggi?
Viviamo nell’era del cambiamento, della velocità. “Faster forward”, ovvero la capacita di andare ancora più veloce e con lungimiranza, non è solo una visione, quanto una caratteristica imprescindibile che i leader di oggi, così come quelli di domani, devono possedere.

Questa abilità unita all’adattabilità, l’agilità nell’apprendimento e l’umiltà per Maxwell rappresentano la chiave per diventare dei veri leader.

Decision making

Diventato arbitro per casualità, considerato oggi il migliore di tutti i tempi. Pierluigi Collina, Presidente della Commissione Arbitri della FIFA, ha raccontato e si è raccontato sul palco del Leadership Forum il processo del “decision making”, una caratteristica necessaria peri leader delle organizzazioni.

Per poter prendere decisioni, dalle più importanti a quelle meno rilevanti, sono tre i fattori fondamentali che fanno la differenza:

  • Preparazione: raccogliere e memorizzare tutte le informazioni necessarie per essere pronti ai possibili scenari che potrebbero presentarsi.
  • Esperienza personale;
  • Intuizione: P. Collina l’ha definita con l’espressione “decidere di pancia”, deriva dall’insieme dei primi due fattori.

Tuttavia, bisogna precisare che questi fattori non bastano ad evitare l’errore. Infatti, l’ospite poco dopo afferma che “Per chi prende decisioni, commettere errori è inevitabile”. Ma come ci si deve comportare quando si sbaglia?

Attraverso un’analogia con il mondo del calcio, Collina evidenzia le tre fasi che definiscono la gestione di un errore.

  • Dimenticare, il prima possibile: in questo modo puoi gestire il resto della partita.
  • Analisi: post-partita è importante capire il “perché” si è commesso quell’errore, attraverso un auto-analisi ed un atteggiamento critico e valutativo.
  • Coltivare l’autostima: dopo aver capito il “perché”, bisogna lavorare sul rafforzamento dell’autostima e sulla self-confidence.

È l’errore che permette di sapere se sei accettato o meno. Non bisogna cercare di essere qualcun altro: essere se stessi e migliorarsi costantemente fa la differenza.
Se si viene accettati anche quando si sbaglia, se l’errore commesso non riesce ad alterare la percezione che la gente ha di noi, allora stiamo dimostrando di valere.

Partire e ri-partire per attivare il cambiamento

Partenza e ri-partenza sono i concetti chiave dell’intervento di Federica Marchionni, prima top manager in Italia e CEO di un’azienda USA quotata al Nasdaq, che ha spiegato come si può attivare il cambiamento nella cultura aziendale e come ci si prepara alle sfide del domani.

  • Partenza e ri-partenza
    Bisogna essere orientati verso il futuro. Avere presente il percorso svolto è importante: questo ci permette di capire qual è la direzione da percorrere e quelle da evitare.
  • Successi passati e futuri
    La disciplina è tutto. Una volta raggiunto il successo è importante riconoscere i fattori chiave che lo hanno determinato. Un aprocesso di analisi, osservazione e studio. Un approccio declinabile in qualsiasi ambito lavorativo, parendo che si può e si deve sbagliare per generare il miglioramento.
  • Nuova leadership
    Molti manager lamentano che il limite del cambiamento è dovuto ai problemi interni all’azienda. È una questione di mindset. Le battaglie interne servono ad affrontare il presente per programmare e costruire i cambiamenti. Tempo e comunicazione fanno parte del cambiamento: un processo di comprensione e implementazione di nuove competenze che tiene conto delle figure interne e il loro giusto ruolo. In questo modo è possibile creare una cultura aziendale condivisa.
  • Sostenibilità
    È la sfida del nuovo millennio che, inevitabilmente, ci coinvolge tutti. Crescita e impatti negativi delle risorse. Nuovi modelli di business basati sull’economia circolare, sostenibili e ad impatto zero. Ripensare i processi diventa quindi fondamentale per poter competere all’interno del mercato attuale.

Federica Marchionni conclude il suo discorso parlando della sua personale partenza e ri-partenza, un Dream-Plan. Lavoro, studio, impegno e dedizione. È dai sacrifici che si edificano i sogni, dalla determinazione e dalla velocità. Certamente l’apprendimento è alla base di ogni partenza e ripartenza, ma è la curiosità che, insieme alla passione, sono gli elementi chiave per il successo.

Verso l’infinto e oltre

Spazio anche all’astronauta Paolo Nespoli, il primo italiano a partecipare ad una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, con un record di permanenza in orbita di 313 giorni, 2 ore e 36 minuti in tre missioni.

Paolo Nespoli ha realizzato il suo sogno all’età di quarant’anni e non ha passato tutta la vita ad inseguirlo: all’età di 27 anni faceva ancora parte delle forze armate.

Ed è proprio durante la propria missione in Libano nei primi anni 80, conobbe la scrittrice Oriana Fallaci che, a missione conclusa, lo esortò a perseguire il suo sogno di diventare un astronauta, nonostante Nespoli nonostante non fosse laureato e non conoscesse l’inglese.

Così decise di partire per gli Stati Uniti ed ottenne prima una Laurea in Aerospace Engineering (1988) e poi un Master in Aeronautics and Astronautics (1989) presso il Politecnico della New York University.

Durante gli anni successivi è stato rifiutato molte volte nei concorsi indetti per diventare astronauta, ma ha continuato a perseverare fino a quando, il 23 ottobre del 2007 è partito con lo Space Shuttle Discovery, STS-120, coronando così il suo sogno.

“Il sogno è importantissimo, ma non deve rimanere un sogno. Bisogna svegliarsi e darsi da fare per realizzarlo e trasformarlo in realtà”

Paolo Nespoli è l’esempio dell’impegno e della dedizione che portano al successo e che i sogni non hanno età.

Superare ogni limite

Come si diventa l’uomo più veloce del mondo? Ce lo racconta Marcell Jacobs, primo atleta italiano nella storia a vincere la medaglia d’oro olimpica nei 100 metri piani.

“Ho raggiunto una vetta, ma è solo la base della prossima montagna. Tramite lo sport, spero di far comprendere che nella vita si può raggiungere qualunque obiettivo.”

Insieme a lui, presenti sul palco ed intervistati da Marcello Mancini, anche l’allenatore Paolo Camossi e la Mental Coach Nicoletta Romanazzi, due leader che con dedizione, passione, metodo e professionalità hanno costruito con Jabobs un percorso verso la vittoria.

Tre punti di vista d’eccellenza, tre straordinarie esperienze di forza, di determinazione di mindset della vittoria, per concludere il Leadership Forum 2021 di Performance Strategies.

 

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