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Economia/Imprese

Servizi e approfondimenti sul mondo dell’economia

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Dopo l’emergenza in Italia 8 milioni di potenziali smart worker. Il lavoro del futuro è “blended”, tra presenza e distanza

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Nel nostro Paese ci sono potenzialmente 6,4 milioni di smart worker “estensivi”, quasi un terzo del totale degli occupati, che per specifiche competenze e condizioni di lavoro potrebbero svolgere tutte le loro attività fuori dal luogo di lavoro. A questi si aggiungono 1,6 milioni di smart worker “ibridi” (il 7% degli occupati), che potrebbero alternare momenti di lavoro da remoto e in sede a seconda dell’esigenza. Il lavoro a distanza che l’Italia ha scoperto in massa durante l’emergenza Covid19 ha davvero un grande potenziale di sviluppo per tante professioni che hanno competenze e mansioni idonee, ma che prima del lockdown facevano smart working solo in minima parte, come professionisti ad alta specializzazione, dirigenti in genere, ma anche tecnici, impiegati, operai, addetti ai servizi.
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Smart working: un’opportunità per le città. Le quattro storie virtuose di Bologna, Cagliari, Trieste e Varese

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Lavoro da casa o lavoro in ufficio? In questo periodo strano e difficile abbiamo capito che non esiste un unico modo di lavorare e, ancora di più, che si può cambiare. Anzi è il momento di cambiare. La pandemia mondiale sta trasformando le nostre abitudini di vita e quelle professionali e se all’inizio il Covid ci ha costretto a diventare lavoratori da remoto, tutti quanti, insieme, da un giorno all’altro, ora che la situazione è ancora incerta, dobbiamo capire quali sono le reali possibilità davanti a noi: lavoro da casa? Rotazione al 70%? Ma i nostri uffici sono pronti ad accoglierci sotto pandemia? Tutto questo senza mai dimenticare che il remote working è solo una piccola parte dello smart working: il lavoro agile o smart consiste nell’adottare una serie di accorgimenti affinché le persone possano operare nel modo adeguato in qualsiasi ambiente e situazione. Significa ripensare gli spazi di lavoro, rivedere le modalità di comunicazione, cambiare gli stili manageriali verso forme di controllo sui risultati e non sui processi.
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Nel lockdown 6,58 milioni di smart worker d’emergenza. Nel new normal saranno 5,35 milioni i lavoratori agili

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Durante la fase più acuta dell’emergenza lo Smart Working ha coinvolto il 97% delle grandi imprese, il 94% delle pubbliche amministrazioni italiane e il 58% delle PMI, per un totale di 6,58 milioni di lavoratori agili, circa un terzo dei lavoratori dipendenti italiani, oltre dieci volte più dei 570mila censiti nel 2019. Il maggior numero di smart worker lavora nelle grandi imprese, 2,11 milioni, 1,13 milioni nelle PMI, 1,5 milioni nelle microimprese sotto i dieci addetti e infine 1,85 milioni di lavoratori agili nelle PA.

A settembre 2020, tra rientri consigliati e obbligatori, difficoltà e incertezze nell’apertura delle sedi di lavoro, gli smart worker (che hanno lavorato anche da remoto) sono scesi a 5,06 milioni, suddivisi in 1,67 milioni nelle grandi imprese, 890 mila nelle PMI, 1,18 milioni nelle microimprese, 1,32 milioni nella PA: in media i lavoratori nelle grandi aziende private hanno lavorato da remoto per la metà del loro tempo lavorativo (circa 2,7 giorni a settimana), nel pubblico 1,2 giorni a settimana.
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Passione Made in USA: in 3 casi su 4 gli italiani sono più propensi a scegliere i prodotti a stelle e strisce rispetto al resto d’Europa

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A poche ore dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, domani 3 novembre 2020, con il rush finale dei due candidati Joe Biden e il presidente in carica Donald Trump, idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa – ha voluto sondare la passione degli italiani rispetto al resto d’Europa verso i prodotti di brand  statunitensi e capire se lo scaldarsi del clima elettorale stia contagiando i consumatori online italiani.
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Quasi la metà dei consumatori nel mondo teme una violazione dei dati sensibili

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Quasi la metà (48%) dei consumatori nel mondo teme di essere esposta a una potenziale violazione dei dati sensibili, mentre il 30% ne è già stata vittima. Secondo la nuova ricerca di OpSec Security nel 2020 si è registrato un aumento del 7% delle violazioni di questo tipo rispetto al 2019.

L’annuale Consumer Barometer Report di OpSec, che ha coinvolto 2.600 intervistati, ha rilevato inoltre che il 46% delle vittime di violazioni dei dati sensibili (data breach) è stato contattato dai Brand da due a cinque volte in merito alla compromissione dei propri dati, mentre il 9% è stato contattato più di cinque volte. Questa situazione ha portato oltre la metà (55%) dei consumatori a convincersi che le aziende non stiano facendo abbastanza per proteggere i loro dati personali.
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Crescono i cyberattacchi nel mondo post Covid: addio password, oggi per difendersi ci vuole il riconoscimento biometrico

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Nel disegnare lo scenario post pandemico abbiamo tutti applaudito al balzo in avanti compiuto forzosamente dalla digitalizzazione. Un balzo che da più parti è stato stimato di dieci anni in 8 settimane e che potrebbe rappresentare il primo passo per colmare il gap italiano rispetto al resto dell’Europa. Con l’entusiasmo anche di quanti – individui e imprese – erano restii ad abbracciare il progresso tecnologico e ora, dopo averne apprezzati i benefici, non intendono tornare indietro.
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Liquidità: da oggi le imprese possono richiedere l’anticipo fatture direttamente dal software gestionale.

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Dalla collaborazione tra Workinvoice – la fintech italiana pioniera nello scambio di crediti commerciali – e Passepartout – la software house sammarinese con oltre 26mila installazioni attive – nasce l’innovativo servizio di anticipo fatture integrato che permette alle imprese di ottenere liquidità direttamente dal proprio software gestionale.
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Nuovo studio Work.Reworked di Microsoft: 
il lavoro da remoto rende più produttivi, ma potrebbe provocare senso di isolamento e una riduzione del tasso di innovazione

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Tuttavia, gli italiani di tutte le fasce d’età hanno dichiarato di apprezzare l’ambiente lavorativo tradizionale, specialmente per la possibilità di socializzare e condividere esperienze e informazioni più facilmente con i colleghi. Una delle principali sfide del lavoro da remoto è, infatti, la sensazione di essere più isolati e meno in relazione con i colleghi, un fattore che potrebbe comportare anche un importante calo nel tasso di innovazione.
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Società, legami tra i colleghi e innovazione: come i continui cambiamenti impattano sui dipendenti

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Gympass, la più grande piattaforma di corporate wellness al mondo, ha indagato sulle implicazioni del lavoro da remoto nelle dinamiche aziendali in un webinar moderato da Luca Solari, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale Università degli Studi di Milano, che ha intervistato importanti esperti in ambito HR e organizzazione aziendale: Gianluca Bilancioni, CFO/HR Director Teleperformance Italia & CFO presso Pradixia Italy; Emanuele Odazio, People & Culture and Legal Director Italy and Southern&Eastern Europe ManpowerGroup Italia; Dario Gallinari, Human Resources Organisation and Services Director Saipem e Francesco Foffa, Client Sales Director Gympass Italia.
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Economia Lombarda: ripartenza avviata ma il recupero è incompleto e le prospettive caute

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Sebbene a metà settembre si sia registrata una quasi totale riapertura delle aziende di Milano, Lodi, Monza e Brianza e Pavia pari al 90%, le prospettive autunnali sulla ripresa economica della Lombardia rimangono incerte, soprattutto se si dà uno sguardo al mercato del lavoro. È quanto emerso dal Booklet Economia di Assolombarda, pubblicato su “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it), il web magazine dell’associazione delle imprese che operano nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza e Pavia. Tra i mesi di aprile e giugno, in Lombardia si contano oltre 210mila assunzioni in meno rispetto al 2019.
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