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Economia/Imprese

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Diventare imprenditore: 5 libri da cui lasciarti ispirare

diventare imprenditore

Diventare imprenditore è una delle sfide più entusiasmanti e complesse che una persona possa affrontare. Per intraprendere questo viaggio, è fondamentale avere le giuste ispirazioni e le conoscenze adeguate. Una delle fonti migliori per acquisire nuove idee e strategie sono i libri. In questo articolo vedremo cinque libri che ogni aspirante imprenditore dovrebbe leggere per farsi ispirare e acquisire competenze utili per avviare una propria attività.

1. “La Startup Lean” di Eric Ries

Il primo libro che ogni aspirante imprenditore dovrebbe leggere è La Startup Lean di Eric Ries. Questo libro introduce il concetto di “lean startup”, un approccio innovativo per avviare una nuova impresa con il minimo rischio possibile. Ries spiega come testare rapidamente le idee sul mercato per capire se c’è una domanda reale prima di impegnarsi in costosi sviluppi. Il focus del libro è sull’importanza di adattarsi rapidamente ai feedback e alle richieste del mercato, riducendo al minimo gli sprechi e ottimizzando i processi aziendali.
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Assicurazioni Green, l’allarme degli esperti: solo lo 0,64% delle aziende italiane possiede una copertura completa per i danni all’ambiente

assicurazioni green

Una piccolissima percentuale delle aziende italiane è assicurata contro i danni all’ambiente: secondo i dati emersi dall’ultima indagine di settore sono, infatti, solo lo 0,64% le aziende Made in Italy (microimprese, PMI e multinazionali) che si sono dotate di una polizza assicurativa per i danni alle risorse naturali. È quanto risulta da un’elaborazione effettuata dal Pool Ambiente, consorzio di coriassicurazione nato nel 1979 dopo il disastro ambientale di Seveso e centro d’eccellenza nazionale per quanto riguarda il know-how sui rischi ambientali e sui sinistri, sulla base della seconda rilevazione statistica condotta da ANIA – Associazione Nazionale per le Imprese Assicuratrici, a livello nazionale, sulla diffusione delle polizze di responsabilità ambientale tra le aziende. Tra i settori più assicurati troviamo quello dei rifiuti (21,16%), grazie anche all’obbligo di legge, introdotto nel 1999 dalla Regione Veneto, per le imprese attive nel settore di sottoscrivere una polizza assicurativa e una fidejussione a favore della Regione per i danni all’ambiente. Senza tale obbligo, infatti, la percentuale d’imprese nazionali del settore rifiuti con una polizza ambientale attiva scenderebbe circa al 13,61%, secondo una stima effettuata in base ai dati di portafoglio risultanti al Pool Ambiente. Completano il podio delle aree più coperte contro i danni all’ambiente il chimico (11,87%) e il petrolifero (4,19%). In fondo alla classifica, sotto o alla pari della media nazionale, troviamo invece i settori carta, legno e stampa (0,64%), trasporti (0,57%), civile, commerciale e turismo (0,10%).

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Imprese, Italia fanalino di coda in Europa per la retention aziendale

employee retention

Le organizzazioni italiane fanno fatica a trattenere i propri talenti. Secondo quanto emerge dal rapporto European Workforce Study 2025, stilato a livello europeo da Great Place to Work, ascoltando i pareri e le opinioni espresse da quasi 25mila collaboratori attivi in 19 paesi del Vecchio Continente, sono infatti ben 4 su 10 (40%) i dipendenti italiani che dichiarano di voler cambiare lavoro nel corso dell’anno. Un dato che, se confrontato rispetto al dato medio europeo (31%), pone l’Italia al primo, non invidiabile, posto di questa speciale classifica che misura il grado di fidelizzazione dei dipendenti europei, davanti a Francia e Polonia, entrambe con un tasso del 38%, Portogallo (37%), Irlanda (35%), mentre a seguire ci sono Cipro, Grecia e Regno Unito al 33%. Tra i paesi più virtuosi sul tema della retention ci sono invece la Norvegia, con solo un lavoratore su 4 (25%) che vorrebbe andarsene dal proprio ambiente di lavoro, Paesi Bassi e Germania al 23%, mentre l’Austria si attesta al 21%. Allargando l’analisi sulla base delle fasce d’età emerge come sia la GenZ, nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni, a far registrare la percentuale più alta (40%) tra coloro che dichiarano di voler cambiare ambiente di lavoro. I dipendenti più giovani, infatti, hanno aspettative più elevate nei confronti dei manager e dei leader aziendali e sono dunque più propensi a cercare nuove opportunità professionali nel caso le promesse del management non vengano rispettate. La voglia di cambiare posto di lavoro decresce con l’avanzare dell’età: sono infatti il 36% i dipendenti e i manager di prima linea che hanno tra i 25 e i 34 anni a dichiarare di voler cercare un nuovo lavoro nel corso dell’anno, percentuale che scende al 30% tra chi ha tra i 35 e i 44 anni, al 28% nella fascia d’età tra i 45 e i 54 anni fino al 25% registrato tra gli over 55.

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Dati sintetici: bisogna porsi le (sei) domande giuste

dati sintetici

L’uso dei dati sintetici sta rivoluzionando il panorama della gestione e dell’analisi dei dati, permettendo alle aziende di superare le limitazioni e la scarsità dei dati reali e aprire la strada a soluzioni più sicure e scalabili per la risoluzione di problemi complessi. I vantaggi del loro impiego sono numerosi, come la possibilità di addestrare e testare modellipreservare la privacy e colmare le lacune dove i dati reali scarseggiano, generando transazioni finanziarie, cartelle cliniche o modelli di comportamento dei clienti.

Secondo SAS, leader globale nell’ambito dei dati e nell’intelligenza artificiale, per sfruttare appieno i vantaggi dei dati sintetici, è tuttavia fondamentale porsi le domande giuste, in modo da garantirne l’efficacia e l’affidabilità.

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I trend da tenere d’occhio nel 2025 per HR e payroll secondo Strada: intelligenza artificiale, sviluppo delle competenze e trasparenza delle retribuzioni

trend 2025

In un contesto economico globale in continua evoluzione, l’imperativo di essere sempre più efficienti e agili sta ridefinendo le aspettative riposte nei team HR, payroll e finance. Il loro raggio d’azione è molto ampio e il loro ruolo nel promuovere il valore strategico, commerciale e per gli azionisti non è mai stato così cruciale.

Nel 2025, i professionisti delle Risorse Umane e del payroll continueranno ad affrontare un panorama trasformato dai progressi tecnologici e dall’evoluzione delle aspettative della forza lavoro. Tendenze determinanti come l’intelligenza artificiale (AI), lo sviluppo delle competenze e la trasparenza delle retribuzioni giocheranno un ruolo fondamentale nel plasmare il futuro del lavoro.

Ecco quattro aree chiave che secondo Strada, azienda leader nelle soluzioni end-to-end per la gestione delle paghe, del capitale umano e finanziaria, delineano il futuro di questo settore.

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Guida alla Creazione di un Brand di Integratori di Successo: Segreti e Consigli Pratici

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Il settore degli integratori alimentari è in forte crescita, grazie alla crescente attenzione verso il benessere e la salute. Molte startup stanno entrando in questo mercato, sfruttando la vendita online attraverso ecommerce o marketplace come Amazon. Tuttavia, per distinguersi e creare un brand di successo come Sprintade o Physiobalance (startup che sono divenute di successo), è necessario seguire una strategia ben precisa. Ecco una guida pratica per muovere i primi passi nel mondo degli integratori.

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Come rendere efficaci le automazioni di email marketing: vantaggi e strategie

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Le caselle di posta straripano di messaggi e far arrivare l’email giusta, alla persona giusta, nel momento giusto, è un’arte sottile quanto la calligrafia di un amanuense. E’ in questo contesto che entra in gioco l’automazione dell’email marketing, una leva che, se maneggiata con cura, può trasformare una comunicazione fredda e impersonale in un messaggio che sembra scritto su misura.

Automatizzare non vuol dire premere un bottone e sparare raffiche di email a caso. Significa piuttosto disegnare percorsi, intrecciare strategie che rispettano tempi, bisogni e desideri di chi sta dall’altra parte dello schermo. Chi punta solo sulla quantità è destinato a fallire, perché oggi conta l’intelligenza con cui si costruisce la relazione, non il numero di invii.

Le piattaforme sono la bacchetta magica di questo mestiere. Ma senza un disegno strategico, anche l’automazione più sofisticata rischia di cadere nel vuoto. Ecco perché misurare, correggere, testare non sono solo belle parole da manuale, ma il vero carburante che rende ogni campagna di mail marketing efficace.

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Nasce SIES RECRUITING: head hunting per il settore della sicurezza

paola guerra

Da una divisione dell’azienda SIES che connette le imprese del settore sicurezza (Health, Security, Cyber e Safety) con i migliori professionisti in cerca di opportunità nasce SIES Recruiting, un servizio autorizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che offre posizioni specifiche per candidati altamente qualificati, in un settore in rapida crescita. L’attività si concentra su ricerche di head hunting per fornire alle aziende i migliori talenti, sia per ruoli junior, senior che executive.

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Accessori per ufficio: oggetti e gadget da avere sempre sulla propria scrivania

gadget ufficio

La scrivania è il luogo dove le idee prendono forma e i progetti diventano realtà. Un ambiente caotico può far deragliare anche le migliori intenzioni, mentre gli accessori giusti possono trasformare quel microcosmo in un’oasi di efficienza. Efficienza è la parola d’ordine, è necessario circondarsi di oggetti che sappiano rendere il lavoro più fluido e piacevole. Organizer che domano il disordine, strumenti ergonomici che coccolano il corpo e piccoli gadget che trasmettono ai clienti la giusta identità aziendale: ogni dettaglio conta. E poi, diciamolo, anche l’occhio vuole la sua parte. Una scrivania curata non è solo più pratica, ma racconta chi sei, con il suo equilibrio unico tra funzionalità e stile.

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9 italiani su 10 lavorano meglio se c’e’ senso di comunita’ tra colleghi per 8 su 10 stare in ufficio migliora la produttivita’

produttività colleghi

L’89% dei lavoratori italiani rende di più se c’è un senso di collettività tra i colleghi, l’88% lavora meglio se sente di “conoscere bene” le persone che ha intorno, l’87% vorrebbe che il posto di lavoro fosse una comunità. E non è solo questione di performance: per l’89% delle persone il “senso di comunità” sul lavoro è importante per la propria salute mentale, il 76% ha creato rapporti di amicizia con i colleghi, per l’85% l’esperienza in ufficio è stata di aiuto anche nella vita personale, grazie alle relazioni con persone di opinioni e background diversi.

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