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Blogville arriva a a Bergamo

blogvillday bergamo
Blogville 2014 quest’anno tocca anche Bergamo. Il progetto digitale di promozione turistica via web 2.0 avviato due anni fa da APT Servizi Emilia Romagna e che quest’anno vede il coinvolgimento anche di Regione Lombardia porta una ventina di blogger sul territorio bergamasco. L’iniziativa, che ha preso il via tra maggio e giugno e che continua in questi due mesi autunnali, ha come meta principale i siti Unesco. Le province di Bologna, Ravenna, Modena e Ferrara da una parte, e Milano, Mantova, Cremona e Bergamo dall’altra costituiscono quello che è stato battezzato il “Quadrilatero Unesco”; ed è proprio lungo questo perimetro interregionale che corre la promozione sinergica alla base di Blogville 2014.
In arrivo da tutto il mondo a Bergamo per quattro mercoledì – il primo è stato il 10 settembre – venti top travel bloggers alla scoperta della nostra provincia. Domani sarà la volta di Matt Long (Landlopers – USA) e Matthew Karsten (Expert Vagabond – USA), mentre nelle scorse settimane hanno raggiunto la nostra città Angelika Schwaff (Reisefreunde, Germania) e Heather Greenwood Davis (Globetrotting Mama, Canada). Le loro mete: Crespi d’Adda, Bergamo Alta, il Parco dei Colli, gli itinerari ciclabili. Grazie ad un accordo con Mangiartipico ogni settimana potranno assaggiare i nostri migliori prodotti.
I bloggers coinvolti quest’anno nel progetto provengono da Europa, Nord e Sud America ed Estremo Oriente (selezionati tra centinaia di candidature pervenute da tutto il mondo in base alla loro influenza in rete), e hanno come base oltre al consueto appartamento a Bologna, anche un appartamento nel centro di Milano. Un modo per farli sentire a casa e per far scoprire loro il territorio il più spontaneamente possibile, come recita il motto di BlogVille: “Eat, Feel and Live like a local in Italy”.
Nella selezione dei blogger ospiti hanno giocato un ruolo importante le potenzialità turistiche di incoming dai Paesi di provenienza, così che tra i partecipanti a BlogVille 2014 ci sono Jiajia Zhu (Cina) con oltre 900 mila follwers su Weibo, il più popolare social network per il Paese di riferimento (www.blog.sina.com.cn/janne1125); Julia Davydova (Russia) blogger per la sezione viaggi del blog www.bigpicture.ru che conta oltre 80.000 visite giornaliere; Angelika Schwaff (Germania) di www.ichweisswo.blogspot.de e responsabile del Reiseblogger Kollektiv di cui fanno parte i più seguiti travel bloggers tedeschi; otto bloggers in arrivo da Inghilterra e Nord America del network partner www.iAmbassador.net che raggiunge oltre 5 milioni di utenti online.
Per le sue caratteristiche di creatività ed innovazione senza precedenti BlogVille si è di recente aggiudicato il primo premio al SoMet – Social Media Tourism Symposium (Finlandia) – il più autorevole appuntamento internazionale per l’utilizzo dei social media come strumento di promozione e marketing nel comparto turismo.
Il progetto, nei primi due anni di svolgimento, ha portato in Emilia Romagna 120 bloggers internazionali che, grazie alla pubblicazione on line di oltre 600 articoli ed 8mila immagini, hanno prodotto oltre 10 milioni di contatti via social networks (solo su Twitter sono state 320 milioni le impressions generate).
Blogville 2014 quest’anno tocca anche Bergamo. Il progetto digitale di promozione turistica via web 2.0 avviato due anni fa da APT Servizi Emilia Romagna e che quest’anno vede il coinvolgimento anche di Regione Lombardia porta una ventina di blogger sul territorio bergamasco.
L’iniziativa, che ha preso il via tra maggio e giugno e che continua in questi due mesi autunnali, ha come meta principale i siti Unesco. Le province di Bologna, Ravenna, Modena e Ferrara da una parte, e Milano, Mantova, Cremona e Bergamo dall’altra costituiscono quello che è stato battezzato il “Quadrilatero Unesco”; ed è proprio lungo questo perimetro interregionale che corre la promozione sinergica alla base di Blogville 2014.
In arrivo da tutto il mondo a Bergamo per quattro mercoledì – il primo è stato il 10 settembre – venti top travel bloggers alla scoperta della nostra provincia. Domani sarà la volta di Matt Long (Landlopers – USA) e Matthew Karsten (Expert Vagabond – USA), mentre nelle scorse settimane hanno raggiunto la nostra città Angelika Schwaff (Reisefreunde, Germania) e Heather Greenwood Davis (Globetrotting Mama, Canada). Le loro mete: Crespi d’Adda, Bergamo Alta, il Parco dei Colli, gli itinerari ciclabili. Grazie ad un accordo con Mangiartipico ogni settimana potranno assaggiare i nostri migliori prodotti.
I bloggers coinvolti quest’anno nel progetto provengono da Europa, Nord e Sud America ed Estremo Oriente (selezionati tra centinaia di candidature pervenute da tutto il mondo in base alla loro influenza in rete), e hanno come base oltre al consueto appartamento a Bologna, anche un appartamento nel centro di Milano. Un modo per farli sentire a casa e per far scoprire loro il territorio il più spontaneamente possibile, come recita il motto di BlogVille: “Eat, Feel and Live like a local in Italy”.
Nella selezione dei blogger ospiti hanno giocato un ruolo importante le potenzialità turistiche di incoming dai Paesi di provenienza, così che tra i partecipanti a BlogVille 2014 ci sono Jiajia Zhu (Cina) con oltre 900 mila follwers su Weibo, il più popolare social network per il Paese di riferimento (www.blog.sina.com.cn/janne1125); Julia Davydova (Russia) blogger per la sezione viaggi del blog www.bigpicture.ru che conta oltre 80.000 visite giornaliere; Angelika Schwaff (Germania) di www.ichweisswo.blogspot.de e responsabile del Reiseblogger Kollektiv di cui fanno parte i più seguiti travel bloggers tedeschi; otto bloggers in arrivo da Inghilterra e Nord America del network partner www.iAmbassador.net che raggiunge oltre 5 milioni di utenti online.
Per le sue caratteristiche di creatività ed innovazione senza precedenti BlogVille si è di recente aggiudicato il primo premio al SoMet – Social Media Tourism Symposium (Finlandia) – il più autorevole appuntamento internazionale per l’utilizzo dei social media come strumento di promozione e marketing nel comparto turismo.
Il progetto, nei primi due anni di svolgimento, ha portato in Emilia Romagna 120 bloggers internazionali che, grazie alla pubblicazione on line di oltre 600 articoli ed 8mila immagini, hanno prodotto oltre 10 milioni di contatti via social networks (solo su Twitter sono state 320 milioni le impressions generate).
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Style

Saper cogliere l’innovazione anche quando si è percepiti come tradizione

legno lamellare
Imparare dal legno: saper cogliere l’innovazione anche quando si è percepiti come tradizione
Legno sinonimo di innovazione. Ne è convinto Giulio Ceppi, architetto e direttore del Master in Business Design di Domus Academy che in questa intervista racconta la crescita che sta vivendo il legno lamellare.
In cosa consiste la novità principale introdotta dal legno lamellare nell’industria delle costruzioni? Perché tale successo da un materiale di lunga tradizione?
Il legno lamellare è un modo nuovo di usare un materiale antico quanto la storia abitativa dell’uomo, ma che sta trovando come materiale ed elemento strutturale sempre più spazio e credito nel settore costruttivo offrendo possibilità alternative e concorrenziali, soprattutto nel settore di strutture a grandi luci e dimensioni (le dimensioni sono solo condizionate dai limiti imposti dal trasporto) e in quello della ristrutturazione (si fa presente che la maggior parte delle costruzioni nei centri storici ha l’orditura dei solai e dei tetti realizzata in legno). Ulteriori vantaggi derivano dalla prefabbricazione che consente di ottenere un materiale con caratteristiche di omogeneità ed uniformità di resistenza superiore alla corrispondente essenza legnosa, nonché un migliore sfruttamento della materia prima con minore scarto di materiale: quindi vantaggi evidenti in termini di sostenibilità e di filiera.
Quali sono le imprese di riferiemento sul mercato? Vi sono dei leader di settore?
Non è un caso se l’industria italiana del lamellare parte da regioni quali il Trentino, da dove à mossa anche la motivazione ecologica della bioarchitettura legata al così detto “impatto ambientale”, in un’onda unitaria produttiva che hai poi coinvolto tutta l’Italia, fino al profondo Sud. Tra i leader storici di settore citiamo la bolzanina Holzbau, con ordini acquisiti che negli ultimi anni sono passati da 40 milioni di euro a 65 milioni di euro. Le analisi di mercato ci hanno indicato un aumento dell’utilizzo di travi in legno lamellare del 250% dal 2000 al 2005, il raddoppio al 2010, per un totale oggi di oltre 100 milioni. Holzbau fa parte del Gruppo Rubner, leader in Italia e nei primi posti nel mondo per la produzione e realizzazione di tutti quei prodotti legati alla filiera del legno (segati, travature e pannelli, le porte, le case in legno… con più di 10.000 case costruite in quaranta anni di attività): sono ben 52 le società partecipate dal Gruppo Rubner con circa 1.300 collaboratori e un fatturato consolidato di oltre 370 milioni di Euro con una crescita di oltre il 70% negli ultimi 10 anni.
Ci può citare qualche realizzazione esemplare del legno lamellare?
Non è un caso se anche una società come Autogrill, nel momento in cui si è voluto realizzare un nuovo modello esemplare di area di servizio di ristoro autostradale, abbia scelto il lamellare come materiale strutturale: a Villoresi Est, progettato da TotalTool sulla Milano Laghi sono stati impiegate 1385 travi prefabbricate (di cui la più lunga di 22 metri) per 550 mc complessivi di materiale ligneo, prodotti ed assemblati in meno di 6 mesi di lavoro, risparmiando non solo tempo e denaro, ma soprattutto anche 500 mila kg di Co”, ripristinabili con la piantumazione di 1000 alberi. Un impatto ambientale di 10 volte minore del calcestruzzo e di circa 30 volte dell’equivalente in acciaio: un segnale forte ed evidente, che fa capire quanto il legno sappia reinterpretare valori oggi di primaria importanza per la certificazione energetica e ambientale
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Quali sono gli scenari di sviluppi di questa tecnologia in Italia? Quali le principali inerzie?
Ricordiamoci innanzitutto che in Italia la storia del costruire dal dopoguerra è legata al cemento (in calo tendenziale del 20% su base annua oramai da oltre un triennio) e all’acciaio e che sono ancora moltissimi i progettisti (e le imprese) che non vogliono cambiare le loro abitudini consolidate. Il legno lamellare sta diventando una nuova possibilità offerta a progettisti, ingegneri e architetti, per cimentarsi nell’utilizzare un nuovo materiale: il pregiudizio e l’ignoranza sono come sempre i primi nemici dell’innovazione, sul piano culturale prima ancora che tecnico. Le qualità estetiche, fisiche e meccaniche del legno lamellare vengono sempre più apprezzate anche dagli utenti finali, tanto più che abitazioni, chiese e impianti sportivi hanno permesso una discreta diffusione del legno lamellare in ambiti prima impensabili.
Ci sembra di capire che la trasversalità e la ricerca di nuove applicazioni siano state una chiave vincente per questa tecnologia: ha qualche altro caso notevole da citare a modello?
Il caso lombardo di Interholz (a sua volta parte del Gruppo Terra Moretti che sempre in legno fa barche a vele a marchio Maxi Dolphin e cantine quali Bellavista e Contadi Castaldi) mostra come oltre al sempre maggiore numero di centri commerciali, il vero obiettivo sia quello di trasformare i capannoni industriali e tutta l’edilizia legata al terziario in qualche cosa di non solo architettonicamente più attraente, ma disponibile ad un facile cambio di destinazione d’uso, fruibile da diverse attività, aggiungendo indubbi vantaggi nei confronti di consumo energetico, sisma, fuoco e carichi gravanti sulle fondazioni.
Il futuro prossimo ci vuole spingere ancora più in là permettendoci di costruire interi edifici completamente in legno, ecocompatibili, performanti, flessibili a diversi stili abitativi, adattabili a diversi climi, come il progetto MORE di TerraMoretti dimostra concretamente nel settore residenziale. Abbiamo appena lanciato la casa Trilobite, che utilizza un inico modulo in legno per la realizzazione di tutti i setti verticali dell’abitazione, con grande ottimizzazione di costi e tempi, ed offrendo notevole flessibilità distributiva e tipologica.
Quali sono le sfide future del lamellare? Esiste uno scanrio di internazionalizzazione di tale tecnologia?
La sfida futura è certamente andare oltre, bel oltre Svizzera, Austria e Germania, allargandosi a tutti quei paesi limitrofi all’Italia e che si affacciano sul mar Mediterraneo, ma ovviamente con un occhio attento ai BRICS, con l’obbiettivo di trasferire e adattare tutto quello che di buono abbiamo fatto in Italia anche all’estero. Questa è la lezione che viene dal vecchio legno, che ha saputo credere in nuovi scenari produttivi e tecnologici, cogliere la portata ecologica, espandere il valore di filiera e fare cultura non solo sul piano tecnico.

Legno sinonimo di innovazione. Ne è convinto Giulio Ceppi, architetto e direttore del Master in Business Design di Domus Academy che in questa intervista racconta la crescita che sta vivendo il legno lamellare.

Il mercato delle costruzioni sembra in profonda crisi in Italia. Che spazi vede all’orizzonte? Vi sono almeno nicchie felici su cui poter investire?

Per certo non è un momento d’oro per il settore delle costruzioni in Italia, ma questo non toglie che vi siano degli spazi di manovra e di ricerca interessanti, sempre che si sappia vedere oltre. Secondo il rapporto ANCE gli investimenti in costruzioni sono diminuiti del 30% tra il 2008 ed il 2013 e, se si esclude la riqualificazione dello stock abitativo, unico comparto che ha registrato aumenti dei livelli produttivi, la perdita raggiunge il 43,6%.La profonda crisi delle costruzioni è evidenziata dagli indicatori settoriali, ma il caso dell’industria del legno lamellare ci offre conforto in tal senso, in chiara controtendenza. Per legno lamellare si intende un materiale da costruzione prefabbricato, la cui materia prima è il legno tagliato in assi (lamelle) di limitata larghezza e lunghezza, sovrapposte e legate tra loro mediante collanti ad alta resistenza, in modo da dare origine a elementi di forma e dimensione prestabilita.

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Moda, Lombardia e Toscana guidano il gruppo

moda_lombardia_toscana.jpg

L’Italia rimane protagonista assoluta della moda. Lombardia e Toscana sono le due regioni d’Europa con il più alto numero d’imprese in questo ambito, ciascuna con 11.000. Dietro l’Italia, che vanta anche al sesto e settimo posto rispettivamente Veneto ed Emilia Romagna, ci sono il Portogallo con il Norte (10.000) e successivamente la Grecia con Attica e la Francia con l’Ile de France (8.000).

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Life

Vivere a Milano e in Lombardia piace

Tempo libero Lombardia

 

E’ la famiglia la gratificazione per eccellenza degli imprenditori sia milanesi che lombardi nel loro vivere quotidiano (per quasi 1 imprenditore su 3), seguita dalle relazioni sociali (23,9% dei milanesi, più alto del dato lombardo fermo al 21,4%), e dal lavoro (per circa 1 imprenditore su 5). Ma non manca chi considera aiutare il prossimo il vero segreto della propria felicità (per circa l’8%), così come lo sport (più tra i lombardi che tra i milanesi: 9,4% rispetto al 7,9%). Il benessere economico è invece scelto dal 7,1% dei milanesi e dall’8,2% dei lombardi. E tra le fatiche del vivere? Milanesi e Lombardi concordano appieno: il problema di gestire il tempo, che risulta sempre troppo poco rispetto a quello che si dovrebbe fare, è indicato come l’indiziato numero uno da circa il 30%, seguito dalle difficoltà economiche (più tra i lombardi che tra i milanesi) e dal carico del lavoro. E così per distrarsi si va soprattutto nei locali, a mangiare o a bere una birra (31% tra milanesi e lombardi) o al cinema (22,6% milanese rispetto al 19,8% lombardo). Tra le altre voci, i milanesi vanno leggermente più a teatro (10,9% vs. 10.7%), i lombardi ai musei e mostre (18,6% vs. 18,4%). Dovunque si sia, comunque, vivere in Lombardia piace: voto di gradimento intorno al 7. Città lombarde che vengono definire dell’economia e del business (per oltre 1 imprenditore su 2), ma anche della moda e del design, città attive, veloci ed efficienti. E tra le abitudini della propria città, sia a Milano che in Lombardia vince l’aperitivo serale (anche se a Milano molto più che in Lombardia: 30,8% rispetto a 22,5%), seguito dai week-end fuori città, dallo shopping e dalle cena fuori casa. Al quinto posto ecco però il volontario e l’aiuto ai poveri. Emerge da una ricerca su oltre 1.500 milanesi e lombardi (di cui circa 1.200 milanesi e oltre 300 lombardi).
Le imprese del tempo libero a Milano e in Lombardia. Sono oltre 8 mila (14,7% del totale nazionale pari che tocca le 55mila imprese): 2.737 sono impegnate in attività creative e artistiche, 201 le biblioteche, gli archivi e i musei e 5.119 le imprese di sport, intrattenimento e divertimento. Il capoluogo lombardo è primo per numero di attività (oltre 3.000), seguono Brescia con 1.223 sedi d’impresa e Bergamo con 889 attività. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese.
E’ la famiglia la gratificazione per eccellenza degli imprenditori sia milanesi che lombardi nel loro vivere quotidiano (per quasi 1 imprenditore su 3), seguita dalle relazioni sociali (23,9% dei milanesi, più alto del dato lombardo fermo al 21,4%), e dal lavoro (per circa 1 imprenditore su 5).
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Per le vacanze quest’anno si spende meno

vacanze_2013.jpg

Vacanze e crisi: rallenta nel 2013 la spesa dei turisti lombardi per vacanze all’estero. La spesa complessiva per i viaggiatori che nei primi quattro mesi dell’anno hanno scelto di superare i confini nazionali per vacanza ha toccato i 377 milioni di euro, in diminuzione del 17,5% rispetto allo stesso periodo del 2012.

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