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«In Italia manca consapevolezza. I risparmiatori devono trasformarsi in investitori». Gli esperti parlano degli strumenti per ripartire dopo il Covid

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«In una situazione di totale incertezza sugli sviluppi futuri della pandemia, di estrema volatilità dei mercati e di perdurante guerra commerciale fra Usa e Cina che mette in mezzo anche l’Europa, da un adeguato utilizzo dei molteplici strumenti finanziari può arrivare un notevole aiuto alla ripartenza delle aziende e alla gestione di lungo periodo dei risparmi e degli investimenti privati. In Italia, purtroppo, però, sia fra gli imprenditori, sia fra i cittadini manca un adeguato livello di conoscenza della finanza per cui è fondamentale da un lato rivolgersi agli esperti, dall’altro che si dia vita a un grande piano di formazione economico-finanziaria a tutti i livelli che ci consenta di colmare il gap esistente con altri Paesi».
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Magazzini sovraccarichi, come facilitare la ripartenza

Durante l’emergenza coronavirus molte attività si sono fermate ed i magazzini sono diventati sovraccarichi, non avendo possibilità di smaltire e vendere i loro prodotti. Adesso che l’economia si è rimessa in moto per le aziende è di fondamentale importanza, mai come in questo periodo,  disporre di un software gestionale per il magazzino che consenta di diminuire gli sprechi (soprattutto per i settori alimentari) e ridurre le perdite per gli imprenditori. Un software del genere non solo efficienta l’azienda, ma fornisce una serie di dati estremamente importanti per  competere in un mercato moderno e far fronte alle mutate esigenze.

Magazzini sovraccarichi: i problemi tipici per le aziende

Il problema dei magazzini sovraccarichi è esploso in tutta la sua gravità soprattutto nel periodo di lockdown, quando le aziende non avevano uno sbocco per i loro prodotti. Questa criticità però rischia di presentarsi anche in condizioni normali, soprattutto se non si dispone di un software di gestione logistica che aiuti a gestire in maniera corretta i prodotti all’interno dei magazzini.

Il mercato moderno è sempre più reattivo ed instabile, soprattutto quello degli e-commerce, dove la domanda è discontinua ed imprevedibile. Le imprese, per garantire un elevato livello di competitività, devono quindi far fronte ad una domanda sempre più personalizzata ed avere disponibili prodotti molto variegati.

Per rispondere in maniera tempestiva alle esigenze dei consumatori, le aziende tendono ad aumentare i livelli di scorta nei magazzini, ma il rischio di invenduto è alto se le previsioni di vendita dovessero risultare errate. Inoltre questa modalità di stoccaggio della merce comporta un aumento dei costi, per l’acquisto dei materiali in eccesso (col rischio di obsolescenza e di deperimento della merce) e per le spese legate al magazzino.

Come gestire una supply chain vincente con un efficace software gestionale?

Per supply chain si intende “catena di distribuzione” e richiede una pianificazione attenta ed un’allocazione strutturata delle risorse. Obiettivo finale della supply chain è rendere l’azienda più efficace e la risposta più reattiva in base alle richieste dei clienti e dei fornitori. L’intero processo si suddivide in varie fasi che migliorano le prestazioni, efficientano il flusso di approvvigionamento delle risorse e stoccano i prodotti finiti. In pratica ogni singola attività di un’azienda viene gestita e monitorata singolarmente, per migliorarne le prestazioni finali.

Tutto questo si può ottenere con un efficace software gestionale automatizzato, capace di correggere gli errori in fase di packaging, stoccaggio e produzione con l’obiettivo di ottimizzare gli spazi in magazzino, ridurre il rischio di invenduto e tagliare i costi delle aziende con un ridotto impatto sul budget aziendale.

Come agisce il software gestionale?

Il software ha l’obiettivo di garantire un’alta flessibilità produttiva, mantenendo comunque adeguato il livello delle scorte. Il gestionale, misurando le performance dei fornitori e dei clienti, fornisce alle aziende informazioni e dati oggettivi ed aggiornati per controllare i costi, stabilire il livello di produzione, limitare i rischi, ecc.

Dopo la prima analisi si passa al processo di aggiornamento, che va dall’emissione degli ordini alla consegna del prodotto fino al pagamento finale. Durante questo percorso gli imprenditori possono individuare più facilmente eventuali sprechi, spese nascoste ed opportunità inespresse. In questo modo si riduce il tempo di gestione degli ordini, si aumenta la reattività dei fornitori, si ottimizzano i processi di ingresso della merce e si garantisce la tracciabilità di ogni spedizione.

Infine c’è il processo di integrazione, grazie al quale il software elabora i dati e stila una strategia personalizzata per ogni azienda, tenendo conto dei dati e delle informazioni raccolte.

Cosa si intende per intralogistica?

Negli ultimi anni si è sviluppato il concetto di intralogistica, cioè una soluzione che fa riferimento ai flussi logistici e materiali nell’area di un’azienda, distinguendoli dal trasporto di prodotti al di fuori dello stabilimento, processo chiamato logistica.

Sul mercato una delle aziende più attrezzate in tema di intralogistica è LCS Group, che vanta un gestionale per magazzino estremamente efficace e capace di offrire soluzioni versatili e duttili a seconda delle diverse esigenze. Ogni soluzione viene studiata ad hoc per la specifica azienda, offrendo la possibilità di ammodernare gli impianti e riprogettare il magazzino. La movimentazione dei materiali viene quindi regolata in base agli scenari del mercato che possono cambiare repentinamente anche nel giro di breve tempo.

I software gestionali per intralogistica, grazie alla loro multifunzionalità, si adattano perfettamente ad ogni tipologia di azienda moderna. La produzione industriale ad esempio, grazie alle nuove tecnologie meccaniche, informatiche ed elettroniche, è in grado di gestire in maniera automatizzata ed efficiente flussi di materiali e di informazioni. Il settore automotive ha fatto passi da giganti negli ultimi anni, proprio grazie alle specializzazioni nelle singole aree con linee robotizzate ed impianti elettrici industriali che hanno velocizzato e migliorato i processi produttivi. Le stesse industrie hanno beneficiato delle nuove soluzioni software personalizzate per ottimizzare ed implementare la movimentazione interna.

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Dress code: le scelte giuste per un abbigliamento business formal o smart casual

Il cosiddetto dress code è un vero e proprio codice di abbigliamento: si tratta di un insieme di regole che consentono di indossare l'abito adatto per una determinata occasione. Esistono sei differenti macro-categorie che vengono poi declinate in vario modo per coprire tutti i possibili eventi e circostanze. Per gli uomini il capo attorno a cui ruota la maggior parte delle scelte di abbigliamento è la camicia. Vediamo come viene proposta per un abbigliamento smart casual oppure business formal.

 

La camicia per un look smart casual

Si tratta della tipologia che consente la massima libertà di scelta perché un look casual non prevede regole rigide per quanto riguarda l'abbigliamento. Al contrario, vengono privilegiati il massimo comfort e uno stile personalizzato. Proprio per questo motivo il vestiario smart casual può essere considerato (ed è soprannominato) non dress code. A differenza di quanto accade per le scelte di abbigliamento più formali è possibile abbandonare la cravatta e optare per una camicia semplice e casual. Camicissima propone una vasta selezione di soluzioni, in tinta unita oppure decorate con stampe o con fantasie colorate (righe, quadretti, tartan). Al tempo stesso questi modelli informali possono avere anche un taglio sportivo per essere indossati anche nella vita di tutti i giorni e garantire la massima comodità. Queste camicie vengono abbinate spesso a pantaloni sportivi o ai jeans: in particolare si opta per quest'ultima soluzione, tuttavia non ci sono regole oppure obblighi. Diventa facoltativa persino la scelta di indossare la giacca. Tra le declinazioni più apprezzate del look smart casual ricordiamo una camicia sportiva in tinta unita abbinata ai jeans e a uno shirt-jacket oppure, durante l'autunno e l'inverno, a un cardigan (in alternativa una giacca maglia) e ai pantaloni chino.

 

La camicia per un look business formal

Lo stile business formal è il dress code che richiede per l'uomo un completo elegante con camicia in tinta unita e cravatta dai colori complementari. Non è adatto per gli eventi sociali, ma per occasioni formali come le conferenze, gli incontri e i pranzi di lavoro. L'obiettivo è trasmettere un'immagine sobria, sicura e formale, eliminando qualunque eccesso e garantendo un'elevata professionalità. Proprio per questo motivo su Camicissima i modelli business formal sono in genere azzurri oppure bianchi. L'accostamento perfetto è rappresentato dal completo maschile due pezzi gessato o in tinta unita, privilegiando tinte come il grigio, il blu oppure il blu navy. Il gilet non è obbligatorio: si tratta di un accessorio da indossare o meno a seconda delle preferenze personali. L'importante è che l'outfit garantisca libertà nei movimenti e comfort. In base alle regole del dress code si aumenta il livello di formalità dell'abbigliamento scegliendo un completo di colore scuro. Questa decisione serve anche a far risaltare meglio la camicia dando vita a un piacevole effetto contrasto. Dato che questo stile è considerato altamente professionale bisogna evitare accessori e dettagli troppo eleganti oppure​, al contrario, informali. Rientrano in questa categoria le cravatte dalle tinte o dalle fantasie eccessivamente forti e sgargianti, i fazzoletti al taschino e i risvolti al pantalone. Si deve prestare attenzione ai minimi particolari di questo outfit maschile per evitare di compromettere l'immagine finale. Ecco perché è necessario verificare che le scarpe si sposino bene con il completo e che siano sempre pulite accuratamente e in buone condizioni.

 

Conclusione

Sono limitati i casi in cui la richiesta del dress code è esplicita. Nella maggior parte dei casi si tratta di una convenzione determinata dal contesto. Ciò è ancora più importante in ambito lavorativo o professionale. Ecco perché è bene sapere come decifrare le regole di abbigliamento per essere a proprio agio in ogni situazione.

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Le ferite del lockdown sulle PMI lasciate sole: «Una seconda chiusura sarebbe mortale. Servono più aiuti e semplificazione»

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«Un secondo lockdown sarebbe mortale e a Roma lo sanno bene: i costi economici e sociali sarebbero molto superiori a quelli necessari per curare le persone che dovessero ammalarsi». Il presidente di CNA Udine, Luca Tropina, ha aperto così il primo incontro della decima edizione della rassegna “Economia sotto l’Ombrellone” organizzata dall’agenzia di comunicazione Eo Ipso e in svolgimento a Lignano Sabbiadoro (UD). Una preoccupazione, quella di Tropina, condivisa anche dagli altri due relatori della serata: il creatore di paralumi e lampade, Michael Genovese, titolare dell’azienda artigiana udinese Abat-Juor, e il titolare della Sartoria Chiussi, fondata a Udine 152 anni fa, Giorgio Chiussi.
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Effetto Covid: il sistema imprenditoriale resiste ma soffrono le imprese straniere e femminili

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Sono 305.192 le imprese attive a Milano a giugno 2020, secondo i dati del “Cruscotto di indicatori statistici” della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di InfoCamere. Diminuiscono rispetto a dicembre 2019, quando il dato si attestava a 306.552. A Monza Brianza le imprese attive sono 64.053 (erano 64.110 a dicembre 2019). A Lodi i numeri passano da 14.509 del dicembre 2019 a 14.387 imprese attive a fine giugno. L’impatto del Covid 19 si misura maggiormente sui dati delle nuove imprese iscritte e di quelle cessate. A Milano si registrano 3.688 iscrizioni da aprile a giugno, – 42% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Calano anche le cessazioni, – 23%. A Monza le iscrizioni sono state 612  tra aprile e giugno 2020, -49% e 442 cessazioni, -47%. Stesso trend per Lodi con 148 iscrizioni, -48% e 138 cessazioni.
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Covid, dal lockdown alla riapertura, il bilancio delle imprese manifatturiere di Milano Monza Brianza Lodi

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Covid-19, tra lockdown e riapertura: l’industria manifatturiera di Milano, Monza Brianza e Lodi risente pesantemente degli effetti dell’emergenza sanitaria e della chiusura forzata delle attività, facendo registrare un crollo complessivo già visibile nel secondo trimestre dell’anno e che interessa tutti gli indicatori economici monitorati. In forte calo produzione, fatturato, commesse acquisite, con intensità diverse tra i territori.
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Condurre trattative commerciali con partner americani via web

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Il Covid-19 ha ormai decretato – almeno per ora – la fine degli incontri di persona e il trionfo delle video conferenze. Una delle più utilizzate, in Italia e negli Stati Uniti, è certamente Zoom. Quali sono i consigli per gli Zoominar di lavoro con gli Americani? C’è qualcosa di particolare da tenere presente quando si pianifica e si tiene una teleconferenza, di carattere commerciale, con chi abita negli Stati Uniti?

“Lavoriamo – dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUSA (società di consulenza che supporta aziende e professionisti italiani che vogliono entrare, con successo, nel mercato americano) – da oltre due decenni con gli Stati Uniti e conosciamo molto bene consuetudini, modi di fare, aspettative ed usi che governano le relazioni interpersonali e quelle di gruppo, soprattutto durante gli incontri di lavoro e le negoziazioni commerciali. E anche gli incontri online hanno delle regole ben precise che, se non vengono tenute in considerazione, rischiano di compromettere un affare”.
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Nel post emergenza, Smart Management: fiducia, responsabilità orizzontale e leadership emotiva per la gestione dei team in ambienti di lavoro ibridi

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L’emergenza legata al Covid-19 ha obbligato tutti a rivedere le proprie modalità di lavoro: abbiamo, quasi da un giorno all’altro, lasciato le nostre scrivanie negli uffici e ci siamo trovati a lavorare ed interagire dalle nostre case. E in questo contesto è cambiato radicalmente anche il modo di gestire i team, di comunicare e di collaborare per il raggiungimento degli obiettivi.
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Spesa online: il Covid-19 ha catapultato gli italiani un paio di anni in avanti

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Da oltre due decenni, la spesa di generi alimentari si sta progressivamente spostando sull’online. L’emergenza Covid-19 ha radicalmente accelerato questa transizione digitale, portando i consumatori nel giro di pochi mesi a prediligere il canale online per la propria spesa. Negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Regno Unito e Italia, si stima che nel 2020 ci saranno circa 350 milioni di ordini di generi alimentari online in più rispetto al 2019, con un apporto delle vendite attraverso questo canale di circa 36 miliardi di dollari all’anno.
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La ripresa passa attraverso la collaborazione

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Il COVID-19 ha costretto molte aziende a entrare in una nuova realtà in cui lavorare in team non presupponeva necessariamente di trovarsi nello stesso luogo fisico. La tecnologia è stata la chiave di questo cambiamento e la collaborazione si è rivelata vitale per tutte le organizzazioni alle prese con il remote working. Il settore delle videoconferenze, in particolare, ha visto una notevole trazione durante l’epidemia diventando “la tecnologia del lock down”, grazie alla sua capacità di collegare i dipendenti e i clienti in qualsiasi situazione. Basti pensare che, solo a marzo di quest’anno, le applicazioni di videoconferenza hanno registrato un record di 62 milioni di download.
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