close

Varie

Varie

Sistemi di canalizzazione aria in tessuto: ecco come sceglierli

I canali di aria in tessuto rappresentano una tecnologia innovativa che può essere adottata per la climatizzazione e per la distribuzione dell’aria in ambienti come i centri commerciali, le palestre, i magazzini industriali e le industrie alimentari. Questi canali sono realizzati con materiali in fibra che garantiscono prestazioni ottimali sul piano della resistenza e sono decisamente all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. Si va ormai diffondendo la convinzione che la canalizzazione dell’aria tramite il tessuto sia più efficace rispetto alle soluzioni classiche che si basano sui canali in lamiera metallica.

I vantaggi offerti dal tessuto

Certo è che i canali di aria in tessuto assicurano interessanti benefici rispetto alle soluzioni in metallo, prima di tutto perché hanno un peso inferiore: il che si traduce in una maggiore facilità di installazione e di trasporto. Quel che più conta, però, è che il rendimento energetico del tessuto è più elevato di quello che deriva dai canali in metallo. Infine, non si può trascurare la componente economica, se è vero che i canali in tessuto possono costare addirittura il 50% in meno dei canali in metallo.

Come funziona

Per provvedere alla canalizzazione di aria in tessuto si ricorre a tubi in fibra realizzati in modo innovativo e sottoposti a rigorosi collaudi in laboratorio: essi sono testati per assicurare un’igiene dell’aria migliore, una efficacia ottimale con il passare del tempo e un impatto ambientale eccellente. Non a caso tale sistema di canalizzazione trova largo impiego nelle industrie del settore alimentare, un ambito in cui le norme igieniche sono decisamente severe e che richiede la massima pulizia dei macchinari. I canali di aria in tessuto, se realizzati secondo elevati standard di qualità, offrono condizioni di sicurezza ideali perché sono formati da fibre ignifughe, e al tempo stesso si dimostrano decisamente affidabili, oltre a garantire l’igiene degli ambienti di installazione.

Perché scegliere i canali in tessuto

I materiali specifici che vengono adottati per canalizzare l’aria hanno il pregio di attenuare i rumori meccanici dovuti proprio alla circolazione interna dell’aria, senza che vi sia la necessità di ricorrere a ulteriori dispositivi. La semplicità della manutenzione è un altro dei buoni motivi per cui vale la pena di propendere per i canali in tessuto, che si fanno apprezzare per la notevole facilità di gestione dovuta alla loro leggerezza. Per pulire i diffusori, poi, non c’è bisogno che di apparecchi di aspirazione, mentre si può fare riferimento alle lavanderie industriali per il lavaggio degli spezzoni del canale

Quando conviene ricorrere al tessuto

La preparazione dei canali di aria in tessuto avviene su misura, nel senso che ogni soluzione viene personalizzata in base al luogo di destinazione e alla tipologia di utilizzo. Ciò è possibile in virtù di varie tipologie di materiali, delle diverse trame dei tessuti e dei diffusori tessili che vengono impiegati. Non va sottovalutato un aspetto importante come il risparmio energetico, che nel confronto con un canale in metallo può essere addirittura del 60%: i benefici, dunque, sono di ordine economico, ma anche di natura ecologica.

Le proposte di Prihoda

Tra le aziende che si occupano della produzione di canali in tessuto merita di essere citata Prihoda, che vanta la leadership nel settore a livello mondiale. I primi prodotti di questo marchio, che ha visto la luce nella prima metà degli anni ’90, sono stati realizzati non a caso a Hlinsko, una città in cui l’industria tessile può vantare una consolidata e ben nota tradizione. Oggi l’azienda è rinomata a livello internazionale, e dispone di ben tredici macchine laser necessarie per soddisfare le numerose commesse di produzione.

Leggi Tutto
Varie

Come vendere un quadro antico e trarci un buon profitto

Se si possiede un quadro antico e si è interessati a venderlo perché si ritiene possa avere un valore importante, è necessario conoscere la trafila da seguire, in modo da riuscire a ottenere il massimo profitto dal punto di vista economico. Il problema è che nel momento in cui si compie una valutazione di un quadro antico non si può escludere la possibilità di ritrovarsi alle prese con un falso: per questo motivo occorre riservare la massima attenzione a tutte le opere, sia che si tratti di una riproduzione risalente a poco tempo fa, sia che si tratti di una creazione più antica realizzata da un artista minore.

Antichità La Pieve: sicurezza e serietà

È sempre consigliabile ricorrere a un professionista del settore per capire se si è vittime di un raggiro o meno. Chi ha in mente di vendere oggetti antichi può, per esempio, contattare Antichità La Pieve, in modo da concordare un appuntamento per portare il quadro, o qualunque altro oggetto, nel negozio di Sabbio chiese, dove sarà effettuata una valutazione molto meticolosa e accurata. Antichità La Pieve, inoltre, mette in vendita oggetti di antiquariato di tutti i tipi, dai mobili alle statue in terracotta.

Le analisi da svolgere

Se si è interessati a verificare l’autenticità di un dipinto, esistono varie tipologie di analisi che possono essere compiute. Una delle più tradizionali prevede, molto semplicemente, lo studio degli stili che sono stati adottati e delle forme che caratterizzano l’opera. Tuttavia si può procedere anche con analisi di laboratorio più approfondite, grazie a cui si procede a un esame ancora più accurato. Il riferimento è, in particolare, alla microscopia digitale e alla microfotografia, due tecniche che risultano piuttosto comuni quando si è chiamati a valutare un dipinto del passato. Uno dei vantaggi più significativi di questi esami è il loro essere non invasivi: essi consentono di garantire se un quadro è autentico o meno, e in più permettono di stimare le condizioni di conservazione.

Valutare un quadro

Nel corso della valutazione di un quadro antico si può capire se esso meriti di essere attribuito a una scuola o a un artista particolare, tenendo conto del fatto che in molti casi le opere più antiche sono prive di qualunque firma. Se è stato apposto un nome, ad ogni modo, è necessario verificare se sia autentico oppure no. Lo stato di conservazione va esaminato con una particolare attenzione, e lo stesso dicasi per i materiali che sono stati utilizzati e per la provenienza.

Il valore di un dipinto

È chiaro che per un’opera il valore storico è strettamente correlato a quello artistico. Nel caso in cui un dipinto sia stato realizzato da un artista molto conosciuto o raffiguri dei personaggi storici di prestigio, è evidente che il suo prezzo è destinato a crescere.

E se in casa si custodisse un capolavoro?

Sin dai tempi più antichi gli uomini hanno cercato di esprimersi attraverso le più diverse manifestazioni artistiche, e tra queste la pittura ha rivestito un ruolo di primo piano. Non è così raro ritrovarsi in cantina o in soffitta un vero e proprio capolavoro, ma per capire se si ha tra le mani una crosta o un quadro di valore è indispensabile richiedere una valutazione approfondita.

Leggi Tutto
Varie

L’arte del cucinare: gli accessori immancabili dello chef

Cucinare è una passione che sta coinvolgendo sempre più persone, non solo come passatempo casalingo ma anche come opportunità di lavoro. Bar e ristoranti sono ormai il centro della vita sociale di oggi, ed è anche per questo che il loro numero cresce costantemente. Mentre fino a qualche tempo fa la cucina era – per i professionisti e non – una routine, oggi sta diventando un vero e proprio interesse a cui ci si dedica con grande entusiasmo, grazie anche al dilagare dei programmi televisivi dedicati a questa attività.

Chef professionisti si dilettano ormai a condividere quest’arte che non è più relegata al ricettario della nonna, e che si avvale di tanti strumenti utili per dare spazio alla creatività, con un occhio sempre puntato all’efficienza.

Grazie alla diffusione degli attrezzi da cucina negli ambienti professionali, la creazione di pietanze dolci e salate è divenuta più facile e più veloce, consentendo un risparmio di tempo e quindi di costi. Modificare le portate in base alle preferenze del cliente o secondo l’estro dello chef è un innegabile valore aggiunto a una cucina professionale. Lo stendipizza, ad esempio è immancabile nelle pizzerie e nei ristoranti italiani: un piatto che è un po’ il simbolo della cucina italiana può essere preparato in poco tempo, garantendo lo stesso risultato finale ma con un minor dispendio di energie.

Anche i dolci meritano la loro parte importante di attenzioni: spesso però può capitare di non avere molto tempo a disposizione per soddisfare gli appetiti più golosi dei nostri clienti, o di dover organizzare in poco tempo una cena improvvisata tra amici. Per questo, la macchina per waffle è un altro accessorio che non può mai mancare: dalla colazione della mattina in un bar, allo sfizio di mezzanotte in pasticceria, i waffle sono una delizia che mette d’accordo praticamente tutti. E riuscire a prepararlo in poco tempo, senza sporcare un’intera batteria di pentole è proprio un bell’aiuto, sia in termini di tempo che di fatica.

Il mondo della cucina tra tecnologia, tradizione e scoperta

Anche se non tutti sono d’accordo sul suo utilizzo, la tecnologia è immancabile in una cucina moderna, sia professionale che casalinga. Non sempre si ha la possibilità di preparare impasti vari come facevano le nostre nonne, e la possibilità di avvalersi di macchine e piccoli robot può dare un grande aiuto all’organizzazione del personale di cucina. Dopotutto, l’obiettivo finale di uno chef è quello di soddisfare i clienti risparmiando sui costi, e l’importante è che si arrivi a questo risultato: in cucina, tutto è concesso! Negli ultimi mesi gli acquisti di robot da cucina sono aumentati tantissimo, addirittura del 110%: un dato che la dice lunga su quanto questi accessori possano rivelarsi utili.

Un altro fenomeno che è andato contro la tradizione è quello del sempre maggiore interesse da parte degli uomini per il mondo dei fornelli. Per secoli, infatti, pentole e padelle erano di esclusivo appannaggio della donna, secondo una tradizione e una cultura che divideva nettamente i ruoli. Ma i tempi cambiano per fortuna e così anche la mentalità: oggi troviamo molti aspiranti chef casalinghi che – con ottimi risultati – si cimentano ai fornelli. E molti chef famosi sono proprio uomini, a dimostrazione che anche in cucina regna la parità di genere.

Un altro aspetto molto positivo di questa passione è – oltre a quello di mangiare ovviamente! – anche la possibilità di scoprire sapori e culture diverse. Quando si viaggia e si conoscono nuovi posti, si vogliono provare anche i sapori tipici del luogo: un modo per entrare in contatto a 360° con la cultura del paese che visitiamo. Spesso poi capita di voler portare a casa ingredienti o ricette che ci sono piaciuti particolarmente, e che hanno la capacità di ricordarci momenti ed emozioni dei nostri viaggi. Se poi non si può viaggiare, nessun problema: ormai preparare un piatto di un’altra cultura non è più una cosa complicata, grazie alla possibilità di trovare ricette, video e ingredienti per ogni piatto del mondo.

Leggi Tutto
Varie

Per il 2021 cresce l’incertezza degli italiani sul lavoro. Il 43% teme di perdere il posto, il 54% chiede protezione dello stipendio

L’emergenza sanitaria ha minato le certezze degli italiani sul lavoro e oggi ben il 43% dei lavoratori teme di perdere il posto o non si sente sicuro del proprio impiego (era il 36% un anno fa), la percentuale più alta tra i principali paesi europei come Regno Unito (39%), Spagna (39%), Francia (31%) e Germania (30%). Nell’incertezza cresce l’attaccamento all’impiego attuale: il 72% degli italiani si dice soddisfatto del proprio lavoro, +3% rispetto a dodici mesi fa, mentre scende la percentuale di insoddisfatti (dal 10% al 6%) e solo il 9% sta cercando attivamente una nuova posizione (contro il 12% di fine 2019). Cala di dieci punti (dal 58% al 48%) l’ambizione di avviare un’attività, al penultimo posto davanti solo ai francesi (38%) e dopo inglesi (54%), spagnoli (51%), e tedeschi (50%).
(altro…)

Leggi Tutto
Varie

Massima valutazione orologio Rolex usato, scopri l’online

Possiedi uno o più orologi Rolex da diverso tempo, ma adesso stai prendendo in considerazione l’idea di metterli in vendita. I motivi per andare verso questa direzione sono tanti: potresti avere bisogno di liquidità, di liberarti da un oggetto ormai privo di valore affettivo o, magari, vorresti acquistare un modello più recente.

Il punto è che, nell’ultimo anno, stiamo vivendo in uno stato di emergenza sanitaria a causa del Covid-19 e trovare un professionista nel campo dei beni di lusso non è semplice, soprattutto se non abiti in una grande città. Quando, poi, avessi bisogno della consulenza di esperti affidabili ed autorizzati dalla Questura, le probabilità di trovare un servizio qualificato diminuiscono ulteriormente. 

In una situazione come quella attuale, Banco Diamanti è l’opportunità ideale per vendere orologi di pregio in seconda mano. Sfruttando le opportunità offerte da Internet e impiegando strumenti alla portata di chiunque, puoi ottenere una valutazione in maniera facile, veloce, comoda e al riparo da brutte sorprese.

Come ottenere una stima online del tuo orologio Rolex?

A meno che tu non sia un esperto in questo settore e possa permetterti di fare una valutazione dell’eventuale guadagno, dovresti dedicare molta attenzione alla scelta del professionista di riferimento. Un’attività di compro orologi usati degna di tale nome vanta, nel proprio organico, periti in stretta collaborazione con i Tribunali, in grado di riconoscere le caratteristiche degli articoli presi in visione. 

Per un primo orientamento sul valore, ti sarà chiesto di fornire alcuni dati del bene in oggetto. Oltre a identificare il marchio e il materiale del cinturino, dovrai sapere con certezza di quale modello si tratta. Per scoprirlo, basta dare un’occhiata alla “referenza”, un codice posto nella parte posteriore dell’orologio. 

Manderai queste informazioni insieme ad alcune fotografie, che dovranno essere nitide anche nei particolari, per verificare l’integrità di ciascun componente. Le immagini porranno il focus, in particolare, su cassa, quadrante, lancette, cinturino, eventuale presenza di pietre preziose.

Dal recapito dell’orologio in sede alla valutazione finale

Una volta compilati i campi del form e inviate le informazioni richieste, sarai contattato da un operatore nell’arco di poche ore: ti fornirà una valutazione di primo orientamento, totalmente gratuita, definendo i margini di guadagno. Nel caso in cui la stima soddisfi le tue aspettative, ti chiederemo i dati per effettuare la spedizione a nostro carico, concordando la data del ritiro. 

Appena la merce giungerà presso la nostra sede, prenderemo accordi per una video-chiamata, durante la quale apriremo il tuo pacco. Per la valutazione del tuo orologio usato faremo l’analisi in diretta, mediante opportuna strumentazione e senza trascurare alcun dettaglio. Se accetterai il preventivo finale, provvederemo all’accredito immediato della cifra concordata.

Perché scegliere Banco Diamanti?

A proporsi per valutare beni preziosi e di lusso sono in molti, ma non tutti si rivelano affidabili. Analogamente a qualunque attività che preveda di delegare delle responsabilità, il rischio maggiore è quello di ottenere una stima nettamente inferiore al valore di mercato.

Banco Diamanti, invece, ti offre preventivi vantaggiosi non solo per il compro orologi usati Rolex, ma anche per Omega, Iwc, Patek Philippe, Audemars Piguet, Jaeger Lecultre e tanti altri brand. Il tutto risparmiando tempo prezioso su ricerche interminabili e ad alto rischio di inesattezze riguardo caratteristiche, modelli e listini. Non perdere altro tempo, quindi: richiedi subito la tua valutazione!

Leggi Tutto
Varie

Il 2020 dell’Italia su Facebook

2020

Il 2020 sarà ricordato per sempre come l’anno che ha cambiato e segnato moltissime persone e mentre ci avviciniamo alla tanto attesa conclusione, Facebook vuole ripercorrerlo attraverso “Year in Review”, una rassegna degli avvenimenti, delle persone e dei temi di discussione che più di tutti hanno mobilitato il mondo social.

Durante il primo lockdown le persone hanno combattuto il distanziamento sociale sfruttando piattaforme di messaggistica come Messenger e Whatsapp, raddoppiando i normali flussi di chiamate per potersi tenere in contatto. Ma sono cambiate anche le modalità di interazione, ad esempio le chiamate di gruppo – quelle con 3 o più partecipanti – sono aumentate di oltre il 1.000% solo a marzo. E’ cambiato il tempo speso sulle diverse app di Facebook ma anche il modo in cui le persone hanno usato queste piattaforme. Pensiamo ad esempio al fenomeno dei Live, che oggi sono parte della nostra “nuova” quotidianità, o ai Gruppi Facebook. Ad aprile, oltre 3 milioni di italiani erano parte di gruppi locali impegnati a offrire supporto durante l’emergenza Covid-19.

(altro…)

Leggi Tutto
Varie

Tessuto anti Covid sviluppato da Technow: il grafene nel filato abbatte la carica virale del 99%

covid

Con il grafene i tessuti ora possono essere anti Covid. Technow, azienda svizzera con cuore italiano specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative in campo tessile, ha ottenuto la certificazione antivirale con particolare focus sul Covid-19 (SARS – CoV2). Il tessuto, sviluppato grazie all’estrusione del grafene applicato direttamente nella fase di produzione del filo, dimostra l’azione antivirale di questo materiale: elimina il virus depositato sul tessuto e garantisce protezione, riducendone fortemente le possibilità di trasmissione.
(altro…)

Leggi Tutto
Varie

Alimentatori e trasformatori: tutti i modelli in commercio

Un alimentatore è un dispositivo usato in elettronica ed informatica. Serve a commutare una tipologia di energia elettrica in un altro tipo. I trasformatori, invece, servono a trasmettere la stessa tipologia di energia tra due o più circuiti collegati tra loro. Gli alimentatori ed i trasformatori possono assumere grandezze, dimensioni e forme differenti in base al tipo di utilizzo o alla destinazione d’uso. Quelli più conosciuti sono i cavi di alimentatori per computer e consolle di gioco che prendono la tensione Ca direttamente dalla rete elettrica e poi la inviano all’alimentatore. Il circuito viene completato quando la tensione diventa CC in uscita alimentando l’apparecchio e, quindi, facendo sì che si accenda e che funzioni. Su RS Components trovi un’ampia gamma di alimentatori e trasformatori ma prima di scegliere dovresti saperne di più sull’argomento.

Tipologie di alimentatori

Quante tipologie di alimentatori esistono? La risposta è ampia e articolata perché sul mercato troverai tantissime versioni dato che il loro impiego serve a soddisfare una miriade di applicazioni. Per esempio ci sono le guide DIN, gli alimentatori per montaggio a pannello, gli alimentatori da desktop, quelli da computer ed i gruppi di continuità conosciuti anche con la sigla di UPS. Il mercato degli alimentatori riguarda anche quello degli accessori, ovvero quello dei kit di connettori, di filtri e di moduli. Questo perché sono impiegati per qualsiasi dispositivo elettronico e, quindi, in caso di acquisto, occorre selezionare quelli più idonei al tipo di circuito da alimentare.

I trasformatori

A seguire ci sono anche i trasformatori che trovi disponibili in numerose varianti. Per esempio tra i più comuni potrai trovare trasformatori per montaggio a pannello e guida DIN, trasformatori per PCB, trasformatori per illuminazione e trasformatori per audio. Per questo genere di componenti è necessaria una certa competenza informatica oltre alla selezione dei migliori rivenditori dall’esperienza comprovata.

L’efficienza

Per la scelta conta anche e soprattutto il valore dell’efficienza, espressa in percentuale. Si tratta del rapporto tra la potenza in uscita e la potenza in entrata. L’efficienza di un alimentatore non è mai equivalente al 100% proprio perché è il rapporto tra la quantità di energia che passa dalla presa di corrente e la quantità di energia che viene usata dal circuito e dalle componenti che lo compongono. Inoltre una buona parte di energia viene dispersa sotto forma di calore.

Come si calcola

Quindi un alimentatore da circa 500 watt con efficienza dell’80%  assorbe 625 watt erogandone 500. Il calcolo è molto semplice e si ottiene moltiplicando i watt dall’efficienza. Durante il processo di entrata dell’energia, quindi, l’ammontare di 125 watt viene trasformato in calore e, quindi, viene disperso. Il calore non è la sola fonte di dispersione dell’energia presa da un alimentatore dato che, all’interno del circuito potrebbero esserci altre componenti che la disperdono. Per esempio se prendiamo il caso di un PC bisognerà considerare che tutte le sue componenti come RAM, scheda madre o scheda video, attivandosi, disperdono energia. L’efficienza è un valore molto importante per la scelta dell’alimentatore anche perché tende a diminuire nel tempo e, per questo, è un fattore di importanza cruciale in fase di acquisto.

Leggi Tutto
Varie

Covid e banconote: 9 milioni non le useranno più per paura del contagio

banconote-covid

Sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che, intervistati per Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Acqua, hanno dichiarato che non useranno più monete e banconote per paura che queste possano trasmettere il virus del Covid.

Il dato arriva da un’indagine condotta, a metà ottobre 2020, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta con età pari o superiore a 18 anni.

Se, a livello nazionale, la percentuale di chi ha dichiarato di abbandonare il contante per paura del contagio è pari al 19%, guardando più da vicino i dati emerge che ad essere più propensi a questa scelta sono gli uomini (21% rispetto al 17% rilevato nel campione femminile) e i residenti nelle aree Nord-Ovest (24%).
(altro…)

Leggi Tutto
Varie

Quanto durano gli pneumatici? Informazioni utili sulla vita delle gomme auto

Gli pneumatici sono un elemento fondamentale per le nostre vetture: rappresentano l’unico punto di contatto tra auto e strada (e quindi sono il primo fattore di sicurezza attiva) e pertanto vanno curati e gestiti nella maniera più opportuna per ridurre rischi. L’obiettivo di tutti – specialmente di chi gestisce flotte aziendali – è di prolungare il più possibile la vita delle gomme, ma quanto possono durare davvero gli pneumatici, quando è inevitabile la sostituzione e quali sono i modelli che promettono un chilometraggio più elevato?

Durata degli pneumatici, quanto conta il codice DOT

Cominciamo dalle informazioni di base: erroneamente, molti pensato che la durata delle gomme sia collegata strettamente alla loro data di fabbricazione, indicata dal codice DOT riportato sul battistrada. In realtà, questa marcatura segnala semplicemente l’anno e la settimana di produzione del prodotto (entrambe sintetizzate in due cifre, come ad esempio 2009 per una gomma fabbricata nella nona settimana del 2020), ed è stata imposta per rintracciabile il lotto di provenienza.

Ad ogni modo, è comunque preferibile scegliere modelli con DOT più recente, perché anche le condizioni di stoccaggio e in generale l’età della mescola possono influire sul chilometraggio effettivo, insieme alle condizioni di utilizzo.

Le variabili sulla vita delle gomme

Da questo punto vista, i moderni e-Commerce offrono numerose garanzie ai clienti: per citare un solo caso, EuroimportPneumatici.com – tra i leader in Italia per la vendita di pneumatici online – assicura un immagazzinamento di tutti gli pneumatici in ambienti freschi e secchi per preservarne la qualità, seguendo la normativa di settore.

Le altre variabili che influiscono sulla durata delle gomme sono il tipo di auto (in particolare potenza, coppia e impianto frenante, ma anche il suo peso), il tipo di strada e di asfalto di percorrenza, le modalità di carico dell’auto, l’esposizione alle variazioni ambientali, la velocità media di circolazione, la frequenza di urti subiti, la corretta pressione delle ruote. Insomma, gli elementi sono davvero numerosi e dipendono anche dall’accortezza del guidatore.

Il chilometraggio medio degli pneumatici

Infatti, secondo alcune statistiche su scala europea la media di “resistenza” di una gomma è compresa tra i 25 e i 50 mila chilometri per chi di norma applica uno stile di guida normale, ma si può arrivare a 75 mila con andature tranquille o addirittura scendere sotto i 10 mila chilometri se lo stile al volante è particolarmente sprint. Per avere un comportamento sempre efficace delle gomme, comunque, gli esperti suggeriscono di sostituire gli pneumatici dopo aver percorso tra i 20 e 40 mila chilometri, soprattutto se l’auto si utilizza per lavoro.

Non trascurare l’età

C’è poi un altro limite da tenere a mente, di tipo temporale: in linea di massima, è consigliato non utilizzare gli stessi pneumatici oltre i 10 anni, anche se non hanno raggiunto la soglia d’usura prevista dalla normativa – ovvero, quando il battistrada raggiunge uno spessore inferiore a 1,6 mm o quando sulla gomma sono presenti fori, tagli, deformazioni o zone visibilmente usurate.

Ancora più precisamente, ogni tipo di pneumatico ha una “aspettativa di vita” specifica: ad esempio, la durata media degli pneumatici invernali è compresa tra i 5 e i 10 anni, e così pure quella delle gomme estive, mentre gli pneumatici all season si rivelano in genere meno durevoli, usurandosi circa il 10/15 per cento prima rispetto agli stagionali specifici.

I rischi di guidare auto con gomme vecchie e usurate

Prima di scoprire alcuni dati testati sul chilometraggio degli pneumatici, però, è bene soffermarsi rapidamente sui rischi a cui si espone chi guida auto con pneumatici vecchi usati regolarmente: innanzitutto, l’aderenza al fondo stradale è limitata, a causa delle deformazioni e perdite provocate dal lungo funzionamento. Ancora più critico è l’allungamento dello spazio di frenata che deriva dal battistrada consumato e non più efficiente come in origine, mentre l’indurimento della mescola della gomma procura una complessiva riduzione del comfort di guida, con aumento anche della rumorosità.

Svelati gli pneumatici che durano più a lungo

Eccoci arrivati quindi alla conclusione e alla segnalazione dei modelli di pneumatici che assicurano il chilometraggio più elevato nei test eseguiti in condizioni ottimali – in genere, mettendo le auto su rulli (e quindi escludendo tutte le variabili prima citate). Queste prove sono state eseguite da Auto Bild, notissima rivista tedesca specializzata nell’automotive, e incentrate su modelli di gomme all season e invernali sul mercato in questa stagione 2020-2021.

Tra gli invernali sono nettamente superiori le prestazioni di durata degli pneumatici Michelin Pilot Alpin 5, in grado di resistere per quasi 48 mila chilometri senza perdite di performance, distanziando di oltre 3 mila chilometri il secondo e il terzo classificato, gli Hankook Laufenn I Fit+ e BFGoodrich g-Force Winter 2. Tra le gomme 4 stagioni, invece, è netta l’affermazione delle Vredestein Quatrac, che raggiungono un incredibile chilometraggio potenziale di 75 mila chilometri, con gli altri due modelli sul podio – Goodyear Vector 4Seasons Gen-3 e Michelin CrossClimate + – che comunque riescono a superare i 70 mila chilometri.

Leggi Tutto
1 16 17 18 19 20 191
Pagina 18 di 191