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Come utilizzare i regali promozionali in maniera efficace

I regali promozionali costituiscono una strategia di marketing di successo. Si tratta di una pratica consolidata che però dev’essere affrontata con raziocinio e tenendo presenti alcune semplici regole. Solo in questo modo si riveleranno un volano in grado di aumentare le proprie vendite e di far crescere l’immagine dell’azienda. Tantissime ricerche di mercato e sondaggi hanno dimostrato che con questo tipo di regali si attira l’attenzione dei clienti  e si crea un discorso di fedeltà al brand che motiva chi li riceve a continuare ad avere un certo tipo di rapporto commerciale con chi offre il dono. Su Maxilia.it è possibile trovare tantissime idee originali per far spiccare il volo al proprio business.
Al contrario, se il regalo viene utilizzato in maniera inappropriata, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio in grado di essere nociva per il proprio business e di affondare la propria reputazione e i margini di profitto.

1. Quanto utilizzare i regali promozionali

Una cosa da non fare è elargire regali a destra e a manca senza nessun tipo di strategia, magari accompagnando la promozione con dei volantini generici, non concentrandosi su un target specifico.
Anche se offrire qualcosa in regalo può sembrare una buona idea in qualsiasi momento, in realtà esistono dei periodi che sono considerati migliori per questo tipo di attività promozionale. Di solito li si concentrano nel periodo natalizio o per altre ricorrenze, spesso locali.
In ogni caso, meglio evitare di dare regali indiscriminatamente. Meglio semmai concentrare del tempo col singolo cliente. Alla fine della chiacchierata, il regalo andrà a suggellare il rapporto, andando a dare valore all’att enzione prestata nella fase precedente. Un ritorno di qualsiasi tipo è invece improbabile se il regalo viene dato in maniera impersonale e quasi meccanica.

2. Come spendere i propri soldi in maniera saggia

Alcune ricerche hanno dimostrato che chi riceve questo tipo di regalo bada molto alla qualità del regalo stesso. I doni economici e con poco appeal non piacciono a nessuno, ed è chiaro che siano stati comprati per risparmiare, senza nessun ragionamento e senza un reale interesse. Si tratta proprio di uno scenario da evitare a tutti i costi perché rischia di incidere in maniera negativa sull’immagine dell’azienda.
I prodotti di qualità invece arrivano dritti al bersaglio, ma devono essere indirizzati al destinatario giusto e al momento opportuno. Meglio pochi ma buoni, insomma, soprattutto se questi saranno in grado di apportare dei vantaggi reali alla propria attività.
I budget da dedicare a ciascun regalo varia in base anche alla natura della propria attività. Se ci si rivolge a colossi del mercato, o allo stesso tempo si vendono prodotti da decine di migliaia di euro, offrire dei regali modesti potrebbe non essere vista in maniera troppo benevola.

3. Cosa viene regalato di solito?

Alcuni sondaggi hanno rilevato quali sono i regali che vengono ricevuti più spesso per fini promozionali:

  • 66% penne personalizzate
  • 43% agende con stampa del logo aziendale
  • 20% tazze promozionali
  • 17% sottobicchieri o tappetini per il mouse

L’obiettivo delle promozioni è quello di fare qualcosa per superare la concorrenza, quindi, in sostanza, i propri regali devono essere migliori di quelli degli altri. Non ci sono vie alternative.
Ad ogni modo, non bisogna prenderla come una singola gara, ma bisognerà semmai concentrarsi sugli effetti nel lungo periodo. Bisogna far meglio degli avversari, ma non basta raggiungere l’obiettivo una sola volta, bisogna fare in modo l’attenzione del cliente resti viva anche in futuro.
Per farlo bisogna regalare qualcosa di veramente originale, cose che nessuno si aspetterebbe di ricevere. Se tutti si ostinano a sceglie sempre gli stessi oggetti, in che modo sarà possibile attirare l’attenzione di chi quei regali li riceve? La chiave è essere creativi e optare per qualcosa di diverso.

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Fatturazione elettronica: come e quando detrarre l’IVA

La maggior parte delle partite IVA italiane, tranne poche eccezioni come ad esempio coloro che si trovano in regime forfettario, devono per legge emettere fatture in formato elettronico. La fatturazione elettronica è insomma ormai una realtà, una rivoluzione digitale questa che è stata fatta scendere in campo per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale e per cercare di semplificare la gestione della fatturazione alle partite IVA. Sì, le partite IVA hanno infatti modo grazie alla fatturazione elettronica di emettere e ricevere le fatture in modo estremamente semplice, così come di conservarle adeguatamente. Ma come e quando detrarre l’IVA? Questa è forse una delle questioni in assoluto più spinose. Rispondiamo insieme a questa domanda.

Come e quando detrarre l’IVA secondo la normativa vigente

Secondo quanto affermato dall’articolo 19 del DPR n° 633/72, la detrazione dell’IVA che è stata pagata a seguito di operazioni passive può avere luogo entro il termine ultimo della presentazione delle dichiarazione IVA, nell’anno di riferimento ovviamente. È però concessa la retro imputazione nel caso di fatture ricevute entro il 15 del mese, dato che possono esserci dei giorni di scarto tra l’emissione e l’effettiva ricezione del file da parte del destinatario. Affinché la detrazione IVA sia possibile, è necessario che la fatturazione elettronica sia stata effettivamente ricevuta dal destinatario infatti al suo indirizzo telematico. Solo a quel punto è possibile esercitare la detrazione.

Ma dirà qualcuno, stare dietro a tutto questo risulta piuttosto complicato. A prima vista potrebbe sembrare effettivamente così, ma affinché questo iter risulti semplice basta scegliere il giusto servizio di fatturazione elettronica, come quello offerto da https://fatturapro.click/.

Il giusto servizio di fatturazione elettronica

FatturaPro e gli altri innovativi servizi per la fatturazione elettronica oggi disponibili online hanno un asso nella manica, pensano a tutte le attività relative alla fatturazione e all’IVA in modo del tutto automatico. Questo significa che non è necessario gestire in prima persona l’IVA e la sua detrazione, così da non commettere errori, così che non vi siano omissioni, così che anche le dimenticanze possano essere cancellate alla radice.

Sono servizi che permettono di semplificare la gestione quindi non solo della fatturazione, ma anche di tutto ciò che attorno alla fatturazione ruota. Tutto diventa semplice, veloce da mettere in atto, capace di aiutare le partite IVA a diventare sempre più efficienti. Doveroso ricordare che nella maggior parte dei casi si tratta di servizi in cloud, che sono proprio per questo motivo accessibili da qualsiasi computer e device e quindi anche in ogni momento della giornata si desideri. Non è necessario essere in ufficio per accedere alla fatturazione!

Fatturazione elettronica, i vantaggi

Semplicità nella gestione delle fatture e dell’IVA, questo deve essere considerato come un enorme vantaggio che la fatturazione elettronica comporta. Non è però di certo l’unico. A questo vantaggio infatti ne sono connessi molti altri. Se la gestione delle fatture è così semplice, significa che non è necessario perdere chissà quanto tempo dietro alla fatturazione e che non è necessario neanche disporre di risorse che investano le loro energie in queste operazioni. Si risparmiano tempo e risorse, di conseguenza si risparmiano anche molti soldi.

Inoltre non c’è più bisogno di avere a disposizione chissà quanto spazio per poter archiviare tutte le fatture. Sono in digitale, non hanno bisogno di uno spazio fisico, che finalmente può essere liberato e utilizzato in altro modo, a favore del proprio business. Dato che non ci sono stampe, non si spreca la carta e si utilizzano in modo sempre meno intenso tutti quegli inchiostri che possono essere considerati inquinanti. Si tratta quindi di una soluzione che è anche amica dell’ambiente in cui viviamo.

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Che cosa cambia tra un video wall per grandi eventi e un led screen

In occasione di grandi eventi, è necessario fare affidamento su sistemi di visione di grandi dimensioni come i led screen e i video wall. Queste due tipologie di prodotto non devono essere confuse tra loro, dal momento che vantano caratteristiche differenti. Il video wall, in particolare, si presenta come una composizione di diversi pannelli che vengono connessi gli uni con gli altri in modo da dare vita a una parete di schermi su cui le immagini vengono trasmesse; questi schermi sono del tipo lcd.

Le caratteristiche dei led wall

Nel caso dei led wall, invece, si ha a che fare con soluzioni a loro volta formate da pannelli ma dalle differenti specifiche tecniche. Per esempio, questi sono caratterizzati da un telaio in alluminio pressofuso che assicura un livello di flessibilità più elevato per ciò che concerne le grandezze che possono essere ottenute, oltre a garantire una robustezza maggiore. Vale la pena di tener presente, poi, che in genere i video wall hanno una luminosità che è pari circa alla metà di quella dei led wall, se non addirittura inferiore.

I led screen nelle grandi manifestazioni

I pannelli che costituiscono i led screen sono connessi in modo da dare vita ad ampie superfici, ma nulla vieta di usarli singolarmente per trasmettere le immagini. Grazie ad essi si possono ottenere elementi in un blocco solo: un singolo modulo può raggiungere una larghezza di mezzo metro, mentre mettendo i moduli insieme il formato aumenta. Collegato con un pc o con un qualsiasi supporto di archiviazione di file, il led screen permette di trasmettere delle immagini registrate o in diretta, per esempio in streaming. La struttura die-cast, poi, fa sì che l’installazione si possa effettuare con qualunque tipo di forma, non per forza quadrata o rettangolare.

I video wall: pregi e caratteristiche più significative

Il video wall si presenta come un dispositivo modulabile grazie alla possibilità di assemblare come si preferisce i vari display. In passato le cornici dei vari elementi rappresentavano un problema, o meglio un elemento di disturbo in grado di compromettere la corretta visualizzazione delle immagini. Tale limite oggi non c’è più, grazie a sistemi più all’avanguardia e a cornici millesimali di cui risulta difficile avvertire la presenza perfino a una distanza ravvicinata. Il ricorso ai pannelli lcd, poi, ha permesso di migliorare la risoluzione delle immagini.

Le soluzioni di Wave&Co

Composti da diversi cabinet, i led wall per eventi di Wave&Co sono soluzioni di ultima generazione che grazie ai loro schermi led sono in grado di assecondare qualsiasi tipo di esigenza dei clienti in termini di adattabilità e di personalizzazione. Wave&Co è un marchio che sin dalla sua fondazione si è sempre dimostrato attento a scegliere soluzioni all’avanguardia: un trend che rispetta anche quando si tratta di fornire ledwall, che essendo frutto di una ricerca approfondita in campo tecnologico riescono ad assicurare contenuti dalla resa ottimale e dalla definizione molto elevata.

Le proposte per il digital signage

Il catalogo di Wave&Co comprende, tra l’altro, ledwall trasparenti che hanno la capacità di assicurare un effetto innovativo e al tempo stesso spettacolare. I dispositivi possono essere piatti o curvi: in questo secondo caso danno origine a un risultato dinamico e al tempo stesso avvolgente. Ogni proposta può essere personalizzata per una comunicazione efficace. Wave&Co, inoltre, mette a disposizione l’expertise di un team competente e pronto a fornire consulenze specifiche finalizzate a una gestione ottimale dei contenuti da utilizzare nel contesto di una strategia di digital signage per campagne di comunicazione e di marketing di sicuro successo.

Le qualità dei ledwall

La versatilità è, senza alcun dubbio, il punto di forza che contraddistingue i ledwall di Wave&Co, che grazie a questa caratteristica possono essere installati e applicati in una grande varietà di contesti, non solo al chiuso ma anche all’aperto. Qualunque sia l’ambiente di destinazione, i ledwall hanno il pregio di mettere in risalto il messaggio che si ha intenzione di comunicare, sia esso di natura istituzionale o di carattere pubblicitario. In virtù di un impatto visivo che ha pochi eguali, scaturisce un effetto wow tale da produrre emozioni speciali. I ledwall possono essere utilizzati in occasione di concerti, si possono noleggiare per eventi e di sfilate, adattandosi a ogni evento di intrattenimento. Gli aeroporti e le stazioni, che sono luoghi di passaggio, vengono valorizzati con grande
efficacia.

I prodotti per il business

Tra i migliori ledwall di Wave&Co merita di essere citato M-Pro, una soluzione modulare disponibile con cabinet 500 x 1000 mm o 500 x 500 mm: è adatto ad applicazioni rental sia al chiuso che all’aperto. Molto interessanti anche gli schermi a led F-Series per esterno, così come i pannelli display E Series: si tratta, in questo caso, di elementi polifunzionali basati sulla tecnologia SMD, sia per l’indoor che per l’outdoor.

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BPO: cosa si intende e perché sfruttarlo

BPO è un acronimo e sta per Business Process Outsourcing; si tratta della possibilità per alcune aziende di esternalizzare alcune delle attività di gestione delle stesse, in modo da poter dedicare le risorse interne ad attività essenziali e più importanti. Per molte aziende tale opportunità è la soluzione ad una serie di seri problemi. Attività quali mettere a disposizione dei clienti un call centre, gestire l’archivio della documentazione, così come il magazzino o la logistica, o ancora sviluppare al proprio interno divisioni che si occupino di servizi digitali, possono essere esternalizzate.

Perché sfruttare il BPO

La motivazione per cui per varie realtà il BPO come esternalizzazione dei processi gestionali e di controllo di un’azienda è una soluzione interessante consiste nel fatto che si sfrutta l’outsourcing laddove le attività esternalizzate sono di supporto a quelle che riguardano il core business dell’attività imprenditoriale. Oppure si tratta di attività molto generiche, per le quali si dovrebbe assumere personale appositamente formato, relegato a svolgere attività che non riguardano il core business aziendale. Oggi sono numerose le imprese che preferiscono il BPO, in quanto scegliere la strada contraria sarebbe più costoso, in termini di tempo e di risorse umane, senza poter ottenere alcun reale vantaggio per l’impresa stessa.

Quali attività sono disponibili in BPO

All’atto pratico qualsiasi attività gestionale che non rientri all’interno della specifica attività di un’impresa si può esternalizzare. In Italia lo si fa spesso con le attività propriamente considerate di gestione amministrativa; esempio più classico riguarda la gestione delle paghe dei dipendenti o anche la selezione del personale. Sono numerose le aziende che non desidera allocare risorse per lo svolgimento di tali attività, che per altro necessitano di una specifica formazione. Richiedendo a consulenti esterni di svolgere tali attività non solo si ottiene un effettivo risparmio, ma si ha anche la certezza che siano svolte nel miglior modo possibile. Le tipologie di attività che si possono esternalizzare dipendono anche dall’ambito di azione della singola impresa. Per fare un esempio, è possibile richiedere aiuto per attività in ambito immobiliare; in questi casi i consulenti esterni potrebbero dedicarsi alla certificazione energetica degli immobili, alle ricostruzioni catastali o alla produzione di stime certificate.

I vantaggi della BPO

Quando si parla di esternalizzazione di alcune attività, solitamente si tratta di questioni che difficilmente un’azienda può gestire al proprio interno, perché necessitano di specifiche competenze. Trovare un consulente che se ne occupi permette ovviamente di ottenere un miglioramento nello svolgimento di tali attività. In quanto il consulente sarà un esperto del settore, porterà quindi del valore aggiunto all’azienda, senza che si debba occupare di formazione dei propri addetti in specifici ambiti, al di fuori dell’attività principale dell’azienda stessa. Oltre a questo il BPO consente di ridurre i costi e di ottimizzare le risorse: gli addetti dell’azienda saranno impiegati nelle attività fondamentali e più importanti, senza “perdere tempo” per attività esterne o ulteriori. Inoltre approfittare di un’azienda di consulenza permette anche di evitare i picchi di attività, permettendo così di gestire i flussi lavorativi in modo ottimale.

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Consulenza Fiscale: L’importanza di vantare un valido consulente fiscale

In un mondo in cui la fiscalità detiene un'importanza sempre maggiore, specialmente considerando l'aumento della complessità relativa alle norme in materia, poter contare su un professionista del settore, un consulente in grado di aiutare nella gestione dei propri risparmi, è pressoché fondamentale.
Tuttavia, va detto che individuare un consulente di qualità, che sappia indirizzare il risparmiatore nella direzione ideale, non è semplice. I professionisti si distinguono l'uno dall'altro per serietà, competenza professionale, titoli di studio e, aspetto non meno rilevante, umanità.
Il consulente fiscale, infatti, non è un robot preposto alla gestione dei risparmi di famiglia, né un ingranaggio all'interno di un macchinario più grande di lui: è un essere umano che desidera il bene dei suoi clienti. Ma, nel dettaglio, cosa si intende per consulenza fiscale? Qual è il ruolo del consulente? E come individuare un consulente di fiducia?

Consulenza fiscale e consulenti: una definizione

Partiamo da una definizione generale del concetto di "consulenza fiscale". Per "consulenza fiscale" si intende l'attività di consulenza, consiglio, aiuto nei confronti del cliente. L'attività, logicamente, si basa sull'erogazione di informazioni di natura fiscale, con tutto ciò che ne deriva: oggetto di una consulenza sono innanzitutto la gestione fiscale con la conoscenza di tutti i codici tributo, ma possono essere piani di investimento, domande e risposte sui risparmi, curiosità commerciali e qualsiasi altro aspetto inerente al mondo della fiscalità.
La consulenza si svolge all'interno dello studio del professionista, sia esso un commercialista, un esperto di Fisco o un consulente fiscale più in generale.

Nel corso di un incontro con il professionista, il cliente ha la facoltà di porre qualsiasi domanda inerente agli ambiti suddetti. E non solo: la consulenza può avere effetti diretti sul piano pratico, con il consulente che svolgerà un'azione di sostegno nei confronti di coloro che, ad esempio, necessitano assistenza in fase di investimento.
Come anticipato, però, la scelta del consulente fiscale più adeguato non va presa alla leggera. Non si tratta di rivolgersi al primo professionista che capita, bensì di valutare in maniera adeguata le qualità e le skills del consulente al quale si intende richiedere assistenza.

La scelta del miglior consulente fiscale

Entrando nel merito della scelta del consulente fiscale più adeguato, è bene esaminare con cura qualsiasi aspetto pratico inerente all'attività di consulenza.
In primo luogo, il miglior consulente fiscale sarà colui che fornirà prezzi di consulenza chiari e trasparenti: stiamo pur sempre parlando di un ambito delicato, che richiede grande professionalità e capacità di costruire rapporti di fiducia tra il professionista e il cliente.
In secondo luogo, il consulente fiscale dovrà poter essere in grado di fornire spiegazioni chiare, semplici e dettagliate in merito ai piani di investimento proposti. Non è sufficiente fare promesse da marinaio, garantendo la crescita dei risparmi dei clienti senza che vi sia una valutazione approfondita del mercato: è necessario analizzare nello specifico qualsiasi aspetto inerente alle possibilità di investimento.
Infine, il miglior consulente fiscale si distinguerà per la conoscenza di tutti i codici tributo del settore, dimostrando di essere perfettamente in grado di districarsi in un mondo complesso come quello del Fisco.

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Compressori frigoriferi: aperti, semiermetici o ermetici?

I compressori frigoriferi possono essere distinti in modelli aperti, semiermetici o ermetici. Ma quali sono le differenze tra queste soluzioni alternative? Un compressore frigorifero aperto è caratterizzato dalla separazione tra il compressore e il motore. L’albero di trasmissione del compressore, infatti, risulta collegato con il motore per mezzo di un sistema di cinghie e pulegge o tramite un manicotto di accoppiamento. Le macchine di questo tipo sono configurate in modo tale che il motore – a gas, diesel o elettrico – possa essere scelto a seconda delle specifiche esigenze.

I pro e i contro dei modelli aperti

C’è da tenere conto del fatto, comunque, che un compressore aperto proprio a causa della sua conformazione risulta più ingombrante. Inoltre, non si può considerare la scelta più adatta per chi ha bisogno di una soluzione ad alta potenza. La versatilità, al contrario, è uno dei punti di forza di un compressore di questo tipo: lo dimostra la possibilità di regolare la potenza in modalità differenti. Per esempio, si può intervenire sulla velocità del motore di trasmissione; oppure è possibile disattivare qualche cilindro nei compressori multicilindro. Una terza strada è quella che prevede di cambiare le pulegge, sempre che siano presenti, sostituendole con altre di dimensioni diverse.

Compressori frigoriferi aperti: cosa bisogna sapere

I compressori aperti si fanno preferire in confronto ai modelli ermetici in quanto si può raggiungere qualunque elemento nel caso in cui vi sia bisogno di procedere a una riparazione. Tuttavia, non si può sottovalutare un potenziale svantaggio, vale a dire il rischio che si verifichino delle perdite di fluido refrigerante: una eventualità che si potrebbe concretizzare per effetto di un eccesso di usura della guarnizione di tenuta stagna che si trova sull’albero di rotazione.

I compressori frigoriferi ermetici

A questo punto, si possono prendere in esame le caratteristiche dei modelli ermetici, che presentano una carcassa che non si può aprire: il che in occasione di un guasto rappresenta un problema, visto che non si può intervenire per procedere alla riparazione. Insomma, in caso di rottura o malfunzionamento non si può fare altro che comprare un compressore nuovo. Per quale motivo, allora, si dovrebbe decidere di scegliere questo tipo di soluzione? Prima di tutto perché costa poco; e poi per la tenuta stagna che riesce ad assicurare. È l’involucro del compressore, infatti, a garantire la tenuta stagna, che di conseguenza non è correlata alle buone o cattive condizioni della guarnizione dell’albero o di altre guarnizioni.

Come è fatto un modello ermetico

In un compressore frigorifero ermetico, una scatola saldata in maniera ermetica racchiude il compressore vero e proprio e il motore elettrico. Si tratta di una configurazione che ha sia pregi che difetti. Il fluido refrigerante presente all’interno della cassa assicura il raffreddamento del motore, ma se si riscalda rischia di compromettere il ciclo frigorifero. Inoltre, il solo modo per modificare la potenza frigorifera di un compressore ermetico è quello di intervenire sulla frequenza della corrente di alimentazione.

I compressori semiermetici

A metà strada tra i modelli aperti e quelli ermetici si collocano i compressori semiermetici, come ad esempio il compressore H3000 di Dorin, segui il link per maggiori informazioni. Un fluido refrigerante garantisce, in questo caso, il raffreddamento del motore, che comunque a volte può dipendere anche da un sistema a raffreddamento liquido integrato alla carcassa. Si ricorre ai modelli semiermetici per le medie potenze. La loro tenuta stagna non è condizionata dall’usura della guarnizione dell’albero motore, ma non si può comunque ritenere assoluta; risulta influenzata, infatti, dallo stato delle guarnizioni statiche presenti sulle parti del compressore che possono essere smontate. Un modello semiermetico, comunque, può essere riparato.

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La vita ai tempi del COVID-19

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La pandemia da COVID-19 e le sue conseguenze avranno effetti a lungo termine sul settore automotive e della mobilità. Secondo il report di Allianz PartnersLa riapertura del mondo”: la vita dopo il COVID-19“,  il lavoro a distanza influirà sulla mobilità in termini di esigenze e di modalità, favorendo la crescita di opzioni di mobilità flessibile e condivisa, nonché del noleggio di auto a breve termine a discapito delle auto di proprietà. Alcune case automobilistiche prevedono che le soluzioni in abbonamento arriveranno a rappresentare il 10% di tutte le vendite di auto negli Stati Uniti e in Europa e fino al 50% dei ricavi di alcuni OEM nel 2025. Durante il lockdown infatti, mentre gli spostamenti su strada e l’uso del trasporto pubblico sono drasticamente diminuiti, molte persone si sono convertite alla micromobilità, percepita come un’alternativa meno rischiosa rispetto al trasporto pubblico.
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Emergenza Covid: parziale il gradimento delle imprese per gli strumenti di finanza adottati

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Gli strumenti previsti nei decreti succedutisi durante la pandemia (Cura Italia, Liquidità e Rilancio) sono stati apprezzati dalle imprese per la rapidità di conversione giuridica ma meno per quanto concerne la lentezza dei processi di delibera, la quota troppo ridotta e ancora virtuale del fondo perduto, la mancanza di una griglia di priorità, la mancanza di meccanismi di filiera o incentivi alla crescita e produzione.
Questo è quanto emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio sul Gradimento della Finanza agevolata e alternativa delle Imprese Italiane, istituito da VVA Debt & Grant, la società del gruppo Valdani & Vicari, e il think tank Competere.eu.
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3 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche causate da Covid e lockdown

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Sono ben 3 milioni gli italiani che, tra marzo e dicembre 2020, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte per pandemia e lockdown hanno dovuto rinunciare a cure mediche; questo è uno dei numeri emersi dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione nazionale rappresentativo della popolazione adulta*, ma non è l’unico che racconta l’influenza del Covid sulla cura della salute dei nostri connazionali.
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Sopravvissuti al Covid: uno studio del Papa Giovanni mette in luce le conseguenze a lungo termine

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1 su 2 ha ancora sintomi, come affaticamento, dispnea da sforzo e palpitazioni. Le donne in particolare riferiscono la stanchezza con una frequenza quasi doppia. Una minima parte è ancora incapace di svolgere le normali attività e di lavorare e ha perso l’indipendenza o addirittura, per la minima parte, non è più autosufficienti. Importanti gli esiti a livello psicologico, con il 30% ancora alle prese con aspetti traumatici correlati a COVID-19 anche se, per la stragrande maggioranza di loro, con risorse personali non sufficienti per reagire.
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