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Economia/Imprese

Servizi e approfondimenti sul mondo dell’economia

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Pagamenti digitali: i trend 2020

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A seguito di un’attenta analisi del mercato HiPay, il Gruppo Fintech europeo specializzato in pagamenti digitali, segnala le principali tendenze che si confermeranno nel corso del 2020 come leve di business importanti per i player del settore.

1 . Puntare sul Commercio Unificato

Il commercio unificato è una tendenza che è emersa da qualche anno e che si sta rivelando estremamente strategica in particolare nel settore Retail. Sempre più brand, infatti, hanno identificato l’omnicanalità come un’ulteriore fonte di ricavi nel loro processo di digital transformation. Nello specifico, l’omnicanalità permette di moltiplicare i canali di distribuzione e di apportare una conoscenza approfondita del comportamento dei consumatori. Perché questa strategia non è stata ancora adottata da tutti?

Sebbene i retailers si rendano conto della rilevanza strategica e delle sinergie create dall’implementazione di una soluzione di pagamento omnichannel, questa trasformazione viene ancora percepita come complessa. Il prezzo, la transizione tecnologica, la formazione del team e la protezione dei dati dei clienti rappresentano i principali ostacoli.

Con HiPay, il costo e l’impatto sull’infrastruttura sono sotto controllo perchè la piattaforma si adatta ai vincoli tecnici di ogni nostro cliente, e permette di integrarsi facilmente con lo scenario già esistente.
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Creazione di una boutique di intelligenza artificiale: ecco il volto di LIFEdata, azienda italiana con quota rosa al 60%

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Parla italiano e ha un team di 36 professionisti laureati in discipline STEM, provenienti da 7 differenti nazioni e in prevalenza femminile (60%): è questo il volto di LIFEdata, startup innovativa che si occupa di semplificare l’accesso a prodotti e servizi complessi delle aziende sfruttando l’intelligenza artificiale basata sulla voce.

Un settore, quello dell’Intelligenza Artificiale Voice che sta attraversando un vero e proprio exploit in quanto in grado non solo di semplificare la vita quotidiana, come ci hanno dimostrato gli smart speaker ormai presenti in oltre 200mln di abitazioni nel mondo, ma anche di alleggerire i più complessi processi aziendali. È Gartner a presentare una stima di quanto questo settore influirà sul business delle aziende: secondo la società di ricerca, infatti, per le imprese che introducono soluzioni di Intelligenza Artificiale Voice è prevista una crescita di ricavi del +30% entro il 2021.

“La voce è un acceleratore in tutti quegli ambiti in cui esistono processi digitali. In qualunque tipo di processo che implica interazioni tra persone e tra uomo e macchina, nonchè dove il recupero e lo scambio di dati, informazioni, documenti in real-time possono fare la differenza sullp’efficienza di processo e la produttività di business, la voce diventa l’accelleratore per eccellenza perchè semplifica anche i processi più complessi. Dove l’uomo interagisce con un processo, la voce è in grado di far risparmiare da 3 a 10 volte il tempo e la complessità dell’attività svolta.” spiega Omar Fogliadini, Founder e Managing Partner di LIFEdata  (https://lifedata.ai/it/).
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Democom tra le “top 1000” europee del Financial Times

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I fondatori Paolo e Luca Cesare: “In quattro anni abbiamo trasformato una realtà familiare in unità con 50 risorse e 4 sedi”. Da una piccola azienda familiare del sud a una realtà consolidata sul territorio nazionale fino ai riconoscimenti nelle prestigiose classifiche che premiano il made in Italy. Democom S.r.l è tra le aziende a maggior tasso di crescita in Europa, tanto da essere inserita nella classifica FT 1000 Europe’s Fastest Growing Companies 2020 stilata dal Financial Times e Statista che hanno analizzato migliaia di imprese in tutto il continente. La classifica, capeggiata da disrupter noti a livello globale, riporta le 1000 realtà che hanno fatto riscontrare la migliore performance in termini di crescita del fatturato fra il 2015 ed il 2018 ed è stata pubblicata sul sito del Financial Times il 2 marzo.

“In quattro anni abbiamo trasformato un’attività familiare in una società con oltre 50 risorse, tra dipendenti e collaboratori operanti in quattro sedi ubicate in Molise, Lazio e Lombardia”, dichiarano Paolo e Luca Cesare, fondatori della Società. “Una grande soddisfazione, frutto di impegno e sacrifici, ma anche della professionalità di tutti coloro che abbiamo scelto al nostro fianco e che si sentono parte di una realtà dinamica e che vuole crescere verso traguardi sempre più ambiziosi. A loro e a tutti i clienti che hanno creduto in noi vogliamo dedicare il risultato conseguito”.

Democom nasce nel 2011 in Molise e si dedica al settore della comunicazione pubblica e delle ricerche di mercato. Tre anni dopo vive un primo importante momento di evoluzione, specializzandosi nel settore digitale attraverso l’erogazione di servizi ai principali player internazionali della consulenza. Nel 2016 la società è pronta per una svolta: acquisisce Next srl, una start up operante nel settore delle soluzioni web & mobile, e Strategie & Comunicazione, una realtà di consulenza specializzata nella comunicazione del settore delle costruzioni.
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8 Marzo: tutto il rosa di Delta

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In un settore considerato spesso maschile, le donne che lavorano in Delta possono contare su una cultura aziendale incentrata sull’equità, la diversità e l’inclusione, capaci di superare le barriere di genere. La compagnia è impegnata su molteplici fronti per favorire l’impegno e la rappresentanza femminile:

Parità di salario e Best Workplace for Women

Lo sforzo del vettore per invitare le donne a intraprendere una carriera all’intero di una compagnia aerea è stato riconosciuto: l’anno scorso. Delta ha raggiunto ancora una volta la parità di salario per uomini e donne impiegati in lavoro a contatto con la clientela ed è stata inclusa nella classifica   “Best Workplace for Women” di Great Place To Work® e Fortune – come unica compagnia aerea.

Donne e Tecnologia

Attualmente, negli Stati Uniti, le donne rappresentano il 13% della forza lavoro impiegata nelle professioni ingegneristiche. All’ inizio di quest’anno Delta ha annunciato una nuova partnership con la  Society of Women Engineers e Girls Who Code  che favorirà l’ingresso delle lavoratrici donne nei settori dell’azienda legati alla tecnologia e finanzierà conferenze e fiere di settore. Ad oggi, Delta supera la media nazionale statunitense relativa al numero di donne che lavorano nel settore IT, con il 33% di rappresentanza femminile nelle carriere legate alla tecnologia.
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Lavoro da casa: se gestito male non è smartworking e crea rigetto

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Rigetto, frustrazione e rifiuto del lavoro da remoto imposto in modo prolungato. Nella seconda settimana di misure straordinarie per l’emergenza Coronavirus, misure che hanno cambiato la vita lavorativa di molti, emergono i primi segnali che il lavoro forzato da casa sta mettendo alla prova le aziende e i dipendenti. E, invece che smartworking, cioè lavoro intelligente ed efficace, rischia di trasformarsi in un’esperienza negativa.

A rilevarlo è Methodos, società di consulenza società di consulenza specializzata nell’accompagnare le imprese nei processi di change management: «Obbligare tutti a lavorare da casa improvvisamente non è smartworking – osserva il CEO di Methodos Alessio Vaccarezza –. L’esperienza nelle attuali circostanze eccezionali dimostra, ed è un bene, che si può lavorare da casa senza troppe difficoltà con alcune accortezze e attenzioni. Tuttavia, superato lo shock iniziale, il lavoro forzato a distanza palesa diversi svantaggi e c’è il rischio che un’analisi superficiale porti a credere che lo smartworking crei problemi. Non è così».
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Costamp Group: nel 2019 valore della produzione in crescita del 5,5% ed Ebitda Margin pari al 9,8%

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Costamp Group (MOLD IM), società quotata su AIM specializzata nella costruzione di stampi per la componentistica di precisione per il settore automotive, rende noto che in data odierna si è riunito il Consiglio di Amministrazione per esaminare i risultati preliminari consolidati dell’esercizio 2019, non sottoposto a revisione legale.

Il Valore della Produzione è pari a 58,3 milioni di euro, in incremento del 5,5,% rispetto a 55,3 milioni di euro nel 2018. Il 75% della produzione è destinata all’export, Europa, Nord America, Messico, Russia, India e Corea, dati che confermano la propensione globale dell’azienda.
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Nasce BEE, la piattaforma digitale per le PMI

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In un contesto economico pervaso da sfide e criticità, quali conflitti sociali e politici, calamità naturali e crisi sanitarie, con gravi ripercussioni sulla società, piccole e medie imprese si trovano a non essere rappresentate e tutelate da istituzioni, associazioni di categoria, organizzatori fieristici e dunque ad operare nell’incertezza, che ha notevoli ripercussioni sui loro risultati economici, strutturali ed organizzativi.

Per favorire una presenza continua sul mercato e una crescita globale costante, Aries More ha progettato e realizzato BEE, la piattaforma digitale che è volta a creare un processo di acquisto immersivo per importatori, grossisti, distributori, retailer e punti vendita diretti in 72 Paesi, con focus nell’area Asia Pacific.

Ad oggi 180 PMI italiane (seller) dei settori food & beverage – wine & spirit, fashion, beauty & wellness, design, sono state selezionate da BEE a fronte delle manifestazioni di interesse dei buyer internazionali. BEE svolge il ruolo di canale digitale B2B che presenta, promuove, comunica e vende – rispondendo alle necessità di mercato di ciascun buyer – il prodotto, l’offerta e ciascuna PMI attraverso strumenti evoluti, VR, AR, interfaccia conversazionale, nonché i processi di ricerca e sviluppo, produzione, logistica, qualità, marketing e comunicazione ed export.
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Come si costruisce lo smart working a tempo di record

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La differenza del Coronavirus ha spinto le aziende che non hanno ancora abbracciato la trasformazione digitale ad affrontare il passaggio allo Smart Working come metodo di lavoro abituale, trovandosi spesso impreparate per la mancanza di strumenti e di servizi. Elmec Informatica, provider di servizi IT per le aziende, ha riscontrato, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un raddoppio dello scorso anno, un raddoppio della vendita dei laptop e degli apparati di rete un aumento del 40% sugli acquisti e sui noleggi di apparecchiature per lo smart working che includono portali, dekstop, tablet, server, storage, software e soluzioni per la connettività e la collaborazione.

“Come era prevedibile, nella giornata di lunedì 24 febbraio, siamo stati contrattati da moltissimi clienti che avevano necessità di attivare il servizio di Smart Working in poco tempo”, afferma Alessandro Ballerio, Amministratore Delegato di Elmec Informatica, “Molti di loro, grazie ai nostri servizi di Managed Workplace, Managed Infrastructure e Service Desk sono riusciti ad essere operativi in poco tempo. Altri invece, seppur già precedentemente abilitati allo Smart Working, non avevano un’infrastruttura pronta all’uso: abbiamo dovuto configurare e dimensionare VPN, connettività e i server per erogare il servizio all’intera forza lavoto”.
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Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno a parità di stipendio per favorire conciliazione vita-lavoro

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Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Authoma, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età cimpresa tra 1 e 10 anni.

La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millenial e Generazione Z, in particolare). A beneficiare sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).
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I siti web delle imprese italiane? Vecchi, poco intuitivi e con copy non curati

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Ormai, quasi la totalità delle attività imprenditoriali possiede un proprio sito web. Uno strumento indispensabile per farsi conoscere, presentare i propri prodotti o servizi, incontrare gli attuali clienti e quelli potenziali. Affinché, però, un sito possa essere considerato efficiente, ovvero, porti un miglioramento per l’impresa, convertendo gli utenti che lo visitano in clienti che acquistano, deve rispettare determinati parametri.

Per verificare lo stato attuale dei siti delle imprese italiane, Copy Persuasivo, agenzia specializzata in copywriting persuasivo, ha analizzato i dati relativi ad un’indagine su un panel di circa 250 siti web di diverse attività italiane, intervistando, inoltre, alcuni imprenditori, per valutare il loro livello di conoscenza della materia (dati Marketing01).

Dall’analisi, risulta che più di un sito su due non viene aggiornato con sufficiente regolarità, il 29%, addirittura, contiene informazioni ormai vecchie relative ai contatti o all’offerta proposta. Il 64% dei siti è poco intuitivo, spesso per riuscire a trovare l’informazione desiderata si impegnano diversi minuti e oltre i 3 click (36% dei casi esaminati). Un procedimento macchinoso, che richiede troppo tempo, e molti degli utenti finiscono con l’abbandonare il sito, orientandosi verso quelli di altri competitor. Quasi l’80% è privo di elementi emozionali, risultando freddo e distante, incapace di suscitare interesse o desiderio nell’utente.
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