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Come passare dalle CFL al LED

Una delle necessità più diffuse in materia di illuminazione riguarda la possibilità di installare delle lampade fluorescenti compatte (CFL) in un faretto ad incasso. Ciò che probabilmente non sapete è che potete usufruire di una soluzione molto più conveniente ed efficiente.

Mettete da parte tutti i dubbi sull’uso del LED quando avete a che fare con le lampade a risparmio energetico.

Le lampade fluorescenti compatte (CFL) dette anche lampade a risparmio energetico, rappresentano un’alternativa molto efficiente grazie alla relazione che sussiste tra la potenza della lampadina e il flusso luminoso prodotto.

Tuttavia, l’ evoluzione della tecnologia LED sta rapidamente proponendo ai consumatori un’alternativa particolarmente conveniente alle lampadine CFL.

Questo breve articolo vi proporrà un’ idea vantaggiosa per i vostri faretti ad incasso.

Nel mondo del Lighting, le lampade fluorescenti compatte più richieste sono prodotte da Philips e Osram e conosciute come Philips PL-C oppure Osram Dulux.

Queste lampadine sono molto efficienti in quanto producono un eccellente flusso luminoso nonostante il basso consumo energetico (con 26W producono circa 1800 Lumen). Tuttavia è possibile adottare una soluzione ancora più efficiente. La prima soluzione sono le nuove PL-C firmate Philips che sostituiscono sia le tradizionali fluorescenti compatte con i seguenti attacchi:

  • G24d-2 (2 pin)
  • G24d-3 (2 pin)
  • G24q-2 (4 pin)
  • G24q-3 (4 pin)

In alternativa alle PL-C LED firmate Philips, potete consultare i nuovi Downlight (https://www.lampadadiretta.it/downlights-led) , ovvero faretti ad incasso con circuito LED integrato. Le lampadine fluorescenti compatte sopra menzionate sono solitamente installate all’interno di faretti ad incasso, funzionali per svariate applicazioni. Adottando questa soluzione tradizionale, avrete bisogno di due lampadine per ogni faretto e di un reattore che consuma in più circa il 20% della potenza richiesta dalle lampade. Se avete per esempio delle lampade fluorescenti compatte a 26W, il consumo totale compreso di reattore si aggira intorno a 66W.

Il Downlight invece consuma solamente 24W. Ricordate il consumo addizionale del reattore? Potrete completamente dimenticarlo in quanto il faretto ad incasso LED funziona a 220-240V, ovvero la corrente di alimentazione standard.

Quello che può farvi inizialmente dubitare sul prodotto è la qualità del flusso luminoso. Tuttavia, resterete piacevolmente sorpresi quando scoprirete che questo faretto LED produce quasi 2000lm, un’ illuminazione persino migliore di quella generata dalle vostre vecchie lampade fluorescenti compatte che a loro volta producevano 1800lm.

Dovrete solamente sostituire il vecchio faretto con il nuovo faretto ad incasso con circuito LED integrato. Il resto sarà un beneficio.

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The marshmallow test di Walter Mischel

In questo momento di riconfigurazione sociale e della sua governance, la necessità di non perdere o di ritrovare la rotta del successo ci impone di riposizionarci in maniera certa in questo sistema fluido nuovissimo. Il gate da attraversare per questa avventura introduce ad un caleidoscopio di emozioni spiazzanti e di difficile decodifica per le quali si rende necessario un kit procedurale che come strumento necessario per riavviare il motore del  proprio successo.

Con una analisi/studio chiara e pragmatica, il libro di Walter Mischel, offre uno strumento  efficace per individuare le linee guida e le istruzioni procedurali indispensabili per ri-attivare e padroneggiare passo dopo passo  l’auto controllo che ci rende capitani del nostro destino . 

Resistere o non resistere! 

Per raggiungere il successo nei vari settori della nostra vita, abbiamo necessità di agire e di (ri)trovare l’abilita di focalizzarci sull’obiettivo da raggiungere, una volta individuatolo in maniera sicura.

Suona forse semplice e banale, vero? L’autocontrollo necessario per ignorare le distrazione, le superflue distrazioni  che ci allontanano dall’obbiettivo proposto, a favore   di un ardua concentrazione nell’eseguire  il lavoro per il raggiungimento dell’obbiettivo, non è mai scontato, anzi!

La nostra mente ed il nostro cervello dispongono di particolari meccanismi che guidano la nostra forza di volontà e l’ autocontrollo.

Ma cosa rendono questi meccanismi efficienti? Come si sviluppano e come possiamo migliorare la loro performance?

Nel suo libro “The Marshmallow Test”, Walter Mischel prova a rispondere a queste domande ed offre una “ricetta” semplice su come possiamo  capire ed imparare a gestire  il nostro autocontrollo.

L’autocontrollo, secondo  il professore Mischel, è una abilita cognitiva  tipicamente umana.  E’ di fatto la capacita di ritardare la gratificazione immediata a favore di un miglior risultato futuro. Il professore descrive i risultati di un suo studio durato più di 50 anni in cui ha osservato  l’architettura del cervello rimodellato nelle situazioni di stress  e le abilità dei bambini ed adulti nel ritardare la gratificazione, di  regolare gli impulsi,  esercitare l’autocontrollo  e lo sviluppo contemporaneo della coscienza e della consapevolezza delle proprie azioni.

Con l’escamotage di  una “stanza delle sorprese”, il professore Mischel inizia negli anni 60 un esperimento/studio presso l’ asilo nido dell’università di Stanford, per osservare quando e come i bambini in età prescolastica iniziano ad esercitare sufficiente autodeterminazione nell’attendere  per un determinato intervallo di tempo i  2 marshmallows  promessi, invece di accontentarsi subito di 1 solo dolce. Da qui, il giornalista David Brooks di New York Times ebbe l’idea di nominare questo studio come il “ Test Marshmallow”.

Data la sua straordinaria intuizione, lo studio  di Walter Mischel lungi dal rimanere un semplice strumento statico è diventato un  modello di previsione su quanto l’autocontrollo  sviluppato nella giovane età influisce sui successi o gli  insuccessi nell’età adulta.  Tutto ciò è dovuto alla materia di ognuno di noi, risultato di una contaminazione tra il nostro ambiente ed il nostro patrimonio genetico. Il ruolo dell’ambiente in cui cresciamo è dunque essenziale, mentre il nostro patrimonio  genetico fornisce un sistema “pronto” per  rispondere all’ambiente circostante e, come direbbe il caro Oscar, “possiamo resistere a tutto tranne alle tentazioni”.

A cura di Tatiana Mardare
con la partecipazione di
Fabrizio Amadori

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Lo stile degli oggetti cool: Pryma 01

Se si è in cerca di oggetti cool, non si può fare a meno di lasciarsi conquistare dal fascino e dallo stile delle cuffie Pryma 01, un prodotto disegnato interamente a mano e realizzato in modo artigianale da Sonus Faber: un’eccellenza del Made in Italy, proveniente da un marchio conosciuto nel settore dell’audio high end, che si fa apprezzare non solo per il suo design – per di più impreziosito dalla grande varietà di colori a disposizione – ma anche per la qualità audio che offre. I limiti dell’eccellenza sono stati spostati, dal punto di vista del suono, molto in là, in virtù di una tecnologia dell’alta fedeltà che fa delle cuffie Pryma 01 un dispositivo perfetto e attraente.

Ovunque ci si trovi, in casa o fuori, il suono è sempre impeccabile: la soluzione migliore per ascoltare tutta la musica che si vuole grazie a caratteristiche inimitabili. Insomma, Pryma 01 è uno degli oggetti cool di maggior classe che si possano immaginare: il merito è, tra l’altro, della sua scocca realizzata in alluminio, un materiale che le permette di essere leggera e indistruttibile al tempo stesso. Insomma, il peso è limitato, il che vuol dire che viene garantita la massima comodità, ma anche la longevità è assicurata, per un prodotto che è concepito e messo a punto per durare molto tempo. Non c’è il rischio di trovarsi ad avere a che fare con impronte e graffi, grazie a una satinatura studiata ad hoc.

Si tratta, insomma, di una cuffia davvero sorprendente, chiusa e con fori risonatori di piccole dimensioni, ideali per toni bassi ottimali. E se la scocca è eccezionale, non si può non dire altrettanto della fibbia: Pryma 01, infatti, si chiude come fosse una cintura, adattandosi alla testa di chi la indossa in modo da offrirle il comfort più elevato. Anche per la fibbia sono stati individuati e selezionati i materiali più idonei: tanto l’acciaio quanto il rame sono sinonimo di lucentezza, per una brillantezza che non si esaurisce mai e che, al contrario, si mantiene sempre viva.

Come dimenticare, poi, i vantaggi offerti dal cuscinetto? Un elemento creato per seguire la forma dell’orecchio e, soprattutto, per non lasciare spazi morti di alcun genere: insomma, non ci sono ingombri superflui, e si usufruisce di un isolamento totale. La varietà di colori e combinazioni cromatiche rappresenta, come detto, uno dei tratti distintivi di questo oggetto cool, che in versione classica si presenta con colorazione Coffee & Cream abbinata a una scocca lucida in alluminio: insomma, l’archetto è in pelle chiara, mentre il cuore è bianco latte. Se si desidera una soluzione diversa, e un po’ più dark, si può fare riferimento alla colorazione Pure Black, con un cuore nero ma sempre elegante, in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di outfit. Ma le proposte non finiscono qui, perché per gli amanti del lusso c’è la colorazione Heavy Gold, con un rivestimento dorato per gli anelli del cinturino e per la fibbia, oltre che per la scocca.

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Recuperare i dati da un hard disk rotto

Se si ha a che fare con un hard disk rotto che rende impossibile accedere ai dati che vi sono contenuti all’interno, la soluzione più indicata è quella di chiedere il supporto di un centro di recupero dati hard disk, esperto nel trattamento e nella risoluzione di casi di questo genere. La rottura di un hard disk, in effetti, rappresenta una delle situazioni più comuni con cui si può avere a che fare: il danneggiamento e i guasti che ne derivano sono sempre fastidiosi per gli utenti, ma i tecnici che si occupano del recupero dati sono abituati a giungere a un rimedio in tempi rapidi, a prescindere dal tipo di rottura (dovuta a un urto accidentale, a una caduta, e così via).

Come si può leggere sul sito Recuperodatiserver.com, sono numerosi i tipi di danni in grado di alterare e compromettere – in modo più o meno serio – la funzionalità di un drive. Poiché il recupero dati hard disk non è un’operazione che possa essere svolta da chiunque, fare riferimento a dei professionisti del settore non è solo consigliabile, ma è quasi indispensabile, anche perché bisogna sempre tenere conto del fatto che un intervento non adeguato rischia di compromettere in maniera ancora più grave la situazione, con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Il team di tecnici di Recuperodatiserver.com può contare su un laboratorio di data recovery dotato di tutte le attrezzature del caso e, soprattutto, munito di camera bianca: una vera e propria garanzia di sicurezza e di affidabilità, in vista di un servizio di recupero dati hard disk affidabile e, soprattutto, eseguito in tempi brevi (nei casi più impegnativi, infatti, non si va oltre le due settimane).

Come detto, un hard disk può rompersi per tanti motivi diversi: il più banale e più frequente è quello che chiama in causa l’usura, nel senso che un utilizzo prolungato non può che determinare dei danni, come accade per qualsiasi altro tipo di dispositivo elettronico e non solo. Ma la rottura può anche derivare da una caduta a terra che ha comportato un danneggiamento meccanico, da un semplice urto, da un corto circuito, da un sovraccarico di tensione, da uno sbalzo di tensione, e così via. Per di più, non di rado il danno è di entità maggiore nel caso in cui la rottura si verifichi nel momento in cui l’hard disk è in funzione.

Le due componenti principali del disco sono il gruppo testine e il motore: se l’hard disk non funziona come dovrebbe, è molto probabile che il problema riguardi uno dei due elementi in questione, se non tutti e due. Si tratta della cosiddetta meccanica del disco fisso, da cui dipende la capacità della memoria di “lavorare” come necessario, anche dal punto di vista della scrittura dei dati.

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Seconda casa al lago e in montagna

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Comprare oggi una seconda casa non è più un lusso. Lo dimostrano i dati del 2015 che parlano di 32.000 compravendite per la seconda casa su un totale di 445.000 transazioni. E il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, sottolinea “dato che le quote non sono molto alte, penso si possano raggiungere 35/36mila compravendite nel 2016”.

 Chi acquista una seconda casa al lago, in montagna o al mare lo fa o per investimento o per ritagliarsi dei momenti di relax durante tutto il periodo dell’anno.

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Arredo ufficio tra innovazione e design

Finiture che diventano modelli di design. Materiali e realizzazioni capaci di trasformare un semplice ufficio in un esempio di architettura e design. P

erché la qualità e l’estetica piace anche a chi vive l’ufficio tutto il giorno. Ecco le proposte IVM Office nel nuovo catalogo Atelier Lo sa bene IVM Office leader da 70 anni nella produzione e realizzazione di mobili per ufficio rigorosamente Made in Italy. E proprio perché dalle origini ha sposato i valori del Made in Italy, IVM Office negli anni ha sempre cercato di rendere i propri progetti e le sue linee in modelli di design capaci di coniugare funzionalità, stile e tendenza. Proprio per essere fedele a questo percorso, IVM ha presentato il nuovo catalogo ATELIER, sintesi di tutte le finiture, efficace strumento di comunicazione che esalta la “NON OMOLOGAZIONE” della proposta IVM.

Esclusivi effetti tattili e visivi, per spazi ed ambienti da interpretare con una consapevolezza: la loro giusta combinazione è fondamentale per lo sviluppo di un progetto unico ed emozionale. Tra i materiali nobilitati utilizzati IVM Office utilizza le melamine color vulcano, spatolato cemento e feltro. Si tratta di finiture non omologate, materiche, tipiche dell’architettura industriale. Perfette rappresentanti dell’essenzialità ricercata del mondo dell’architettura e dell’interior design contemporanei. Per non parlare della Pelle Primofiore: grazie alla particolare tecnica di lavorazione questo esclusivo nobilitato risulta “tridimensionale” al tatto, un prodotto sintesi di qualità ed estro creativo. Disponibile nei colori panna, tortora e testa di moro. La finitura “Penelope” è eclettica e distintiva. Si presenta intramata come un tessuto, perfetta per interpretare ambienti funzionali e di sobria eleganza nei suoi colori sabbia, argilla.

Si passa quindi al legno, esempio di stile nelle varie colorazioni: olmo panna, testa di moro, olmo tortora, noce, rovere, wenge, grigio, alluminio e avorio. La sensazione tattile del legno naturale, sensazioni che solo i materiali naturali sanno infondere, con la loro opacità, l’alta marcatura della venatura e la porosità dell’essenza. Esistono poi i cristalli retrolaccati disponibili nei colori tortora, moca, panna, bianco, rosso, blu, nero e trasparente o i laccati lucidi.

Per gli amanti del metallo o dei tessuti non mancano le possibilità e combinazioni.

IVM utilizza per il 100% della sua produzione pannelli siglati EPFS. Ovvero, pannelli che contengono una percentuale di emissioni di formaldeide addirittura dimezzata rispetto a quanto prescritto dalla normativa in vigore per la TUTELA DELLA SALUTE

La tutela della salute è il primo ma non l’unico motivo per cui IVM utilizza pannelli siglati EPFS.  

Questa scelta significa anche:

  • maggiore tenuta di viti, cerniere, giunti
  • maggiore resistenza di peso e agli urti
  • maggiore resistenza all’usura del tempo

IVM utilizza per il rivestimento dei pannelli una carta di 120g/m² Il doppio rispetto a quella utilizzata per rivestire un pannello standard.

Questa scelta significa:

  • una sensazione tattile di grande naturalezza
  • una maggiore resistenza all’usura
  • una ‘evidente’ qualità estetica
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Ad-Log Group motore del chilometro zero

Una nuova piattaforma logistica che diviene il motore fondamentale della rivoluzione “chilometro zero”. Un approccio innovativo, mai sperimentato in Sardegna, che cambia le dinamiche e l’approccio degli operatori rendendo più semplice, pratico, immediato l’intero processo che collega produttori del territorio con il mondo retail e la Gdo. Lo scenario è quello del Mercato Ortofrutticolo di Sestu, cuore pulsante del Mercato Agroalimentare della Sardegna nell’area di Cagliari. Una realtà che ogni giorno mette in contatto l’offerta di oltre 800 aziende agricole sarde con più di mille clienti (dalla Gdo all’horeca).

Dal 6 giugno tutto il processo logistico che rappresenta un tassello fondamentale tra domanda, offerta e operatività è stato totalmente rivoluzionato grazie all’inaugurazione all’interno del Mercato di una piattaforma che semplifica, snellisce e velocizza tutti i servizi di logistica e trasporto. Rendendo il concetto di “chilometro zero” davvero concreto e attuabile a supporto di produttori e operatori. Come? Grazie al nuovo servizio messo in campo da Ad-Log Group – realtà leader in Sardegna nella logistica al servizio della Gdo – in collaborazione con Fruttival Cagliari. All’interno del Mercato stand 31, 32 e 33 tutti gli operatori potranno avvalersi della piattaforma che fungerà da centro di raccolta e groupage, offrendo anche la possibilità di vendita franco ribalta o franco deposito. Un passaggio epocale per il Mercato Ortofrutticolo di Sestu, che ripercorre l’esperienza di successo che avviene in altri mercati strutturati come quello di Milano.

In sintesi i produttori e i clienti non dovranno preoccuparsi più delle dinamiche e delle problematiche legate alla logistica e al trasporto della merce poichè la piattaforma messa in campo da Ad-Log Group fungerà da solution provider per ogni esigenza, fra le prime aziende interessate ai servizi, la C.O.S. Consorzio Ortofrutta Sardegna che rappresenta le esigenze di acquisto dei prodotti ortofrutticoli di importanti retailer regionali. Una grande opportunità per i produttori, ma una importante svolta anche per il mondo Gdo e retail che potranno godere di un servizio efficiente ed efficace grazie a un partner di riferimento come Log-In Group, protagonista a 360 gradi sul territorio della Sardegna per i servizi logistici e di trasporto.

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Scoprire Bruxelles in giro per gli “estaminet”

Bruxelles, negli ultimi anni, è riuscita a conquistare le prime file tra le città più visitate d’Europa. Il fascino tipico di una piccola cittadina, un buon numero di musei e monumenti di grande pregio, un’inaspettata gamma di locali, bar e ristoranti, uniti a una vita notturna sempre animata, ne fanno una città particolarmente apprezzata dai giovani, che trovano ad attenderli un universo di stimoli a portata di mano. Il modo migliore per immergersi subito nel vivo della notte cittadina è di certo offerto dai cosiddetti “estaminet”, localini tipici che punteggiano Bruxelles con le loro “terrasse”.

Qualche esempio? Eccovi accontentati.
“A La Mort Subite”, per iniziare, è un must per gli amanti degli stuzzichini e delle birre di qualità. Questo coffee bar dalle atmosfere vintage offre infatti la possibilità di degustare svariate specialità della cucina belga, con un’attenzione particolare ai formaggi locali, con cui vengono preparate tartine, omelette e altre delizie dolci e salate. Lasciatevi consigliare dai proprietari del locale sulle birre da accompagnare ai vostri finger food, perché la scelta non è di certo facile: sono tutte buonissime. Si va dalle birre “La Mort Subite”, come la Gueuze sur Lie e Raspberry, alla selezione di birre belghe, tra cui la Grimbergen Blond, la Ciney e la Hapkin, per citare le più gettonate. A La Mort Subite si trova in una posizione molto comoda, al 7 di Rue Montagne aux Herbes Potagères, ovvero a 4 minuti a piedi dalla Stazione Centrale e quindi facilmente raggiungibile dalla maggior parte degli hotel a Bruxelles.

Un altro luogo sacro per gli amanti del nettare di luppolo è sicuramente il “Bier Circus”, annoverato tra le birrerie meglio fornite dell’intero Belgio. Infatti, il locale può vantare un’eccezionale varietà di birre, che spaziano dalle piccole produzioni artigianali ai più noti marchi della regione, passando per un buon compromesso di varianti aromatizzate. Si tratta del luogo ideale per chi vuole degustare e sperimentare birre insolite a Bruxelles. Il locale si trova a dieci minuti a piedi da A La Morte Subite, al 57 di Rue de l’Enseignement, dove è possibile arrivare anche in bus con le linee 29, 63, 65 e 66.
A pochi passi, “La Fleur en Papier Doré” rappresenta, invece, una sorta di mecca per gli appassionati d’arte. Non per la birra, non per il cibo – comunque ottimi – ma per la sua importanza storica, in quanto si tratta dell’antico luogo di ritrovo di René Magritte e del gruppo dei surrealisti di Bruxelles, oggi omaggiati dal locale con incontri di poesia ed eventi a tema.

Naturalmente, la lista di locali da non perdere è ancora molto lunga – ognuno con la sua particolarità, ognuno con il suo stile – e di certo ha contribuito a portare la città tra le destinazioni last minute più gettonate su Expedia e gli altri portali di viaggio.

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Come sfruttare il web marketing

Sfruttare il web marketing vuol dire essere in grado di promuovere la propria attività traendo vantaggio dalle tante opportunità che la Rete mette a disposizione. Più facile a dirsi che a farsi? Non è detto. Si immagini, per esempio, di gestire il sito della propria azienda: un sito in cui sono presenti contenuti di qualità, grazie ai quali si pensa di essere in grado di acquisire clienti e di attirare utenti e visitatori. Questo è un errore che si compie spesso: credere che siano sufficienti pochi testi, magari scritti bene, per garantirsi un buon posizionamento sui motori di ricerca. Accade, quindi, che dopo un po’ di tempo il sito venga lasciato a sé stesso, e non venga più aggiornato, perché non si hanno idee su come riempirlo e su cosa scrivervi.

A questo punto si innesca un circolo vizioso: un sito poco aggiornato finisce per assicurare pochi risultati e ancora meno traffico, il che si traduce in un numero limitato di conversioni; a quel punto, il gestore del sito, sfiduciato, decide di rinunciare, ritenendo che investire sulla Rete serva a poco o nulla. In realtà, investire sulla Rete è utile, ma a patto di mettere a punto e in pratica una strategia corretta: ne è un esempio la CIP Strategy con cui si può entrare in contatto dando un’occhiata al sito espressotriplo.com.

Come avere successo su Internet

Per garantirsi dei risultati ottimali su Internet c’è bisogno di pazienza, di impegno, di fatica e di lavoro: ma, soprattutto, è essenziale conoscere gli strumenti giusti su cui fare affidamento. A cominciare, per esempio, dall’hosting provider, che deve essere scelto con attenzione e con cura: un’idea può essere quella di affidarsi a Bluehost, che assicura server veloci e, al tempo stesso, prezzi convenienti, ma soprattutto alta qualità sul piano dell’assistenza tecnica. Nel caso in cui si prediliga un server italiano anche per avere a che fare con un team più vicino, invece, si può optare per Serverplan.

Questo è solo un esempio dei tanti consigli di cui si può usufruire navigando su espressotriplo.com, che permette anche di entrare in contatto con i segreti di piattaforme, CMS e altri aspetti tecnici. Per esempio, viene suggerito di puntare su Genesis Framework, che in virtù di un codice pulito dà l’opportunità di avere a che fare con un sito sicuro e reattivo, ma che – soprattutto – può essere personalizzato come e quando si vuole, a seconda delle proprie necessità. Un supporto tecnico ottimale, per di più, rende la gestione molto più semplice ed efficace.

In conclusione, il web marketing chiama in causa una serie di fattori che non possono essere ricondotti unicamente alla qualità dei contenuti testuali. Dalla scelta delle immagini al posizionamento sui motori di ricerca, dalla Seo all’aggiornamento continuo, ogni aspetto va curato con attenzione, meglio se con il supporto di un professionista del settore.

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