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Plantwear: quando il business incontra l’eco sostenibile

Plantwear è un’azienda green ed eco sostenibile che nasce da un’idea innovativa a metà del 2013 a Cracovia dal polacco Wiktor Pyrzyk e che trova la sua realizzazione nella fondazione del 2014.

Ad oggi, Plantwear si distingue nel mercato degli accessori per la realizzazione di occhiali da sole e orologi costruiti interamente in legno, modellati e assemblati a mano da artigiani locali. Sono prodotti artigianali di alta qualità che sono in grado di essere sempre alla moda e allo stesso tempo durevoli e veramente eco-friendly, tanto che si può parlare quasi di biopackaging.

La vera rivoluzione di questi prodotti sta nel processo di reperibilità dei materiali di costruzione, in particolare il legno. Attualmente i tipi di legno utilizzati da Plantwear per i propriarticoli sono l’ebano, il massaranduba, il legno di quercia, d’acero, di palissandro, il legno wengè e quello di mogano. 

Questi materiali sono reperiti da alberi coltivati in maniera sostenibile e responsabile in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia. 

Per non essere in debito con la natura e tenere fede alla propria missione green, Plantwear si occupa di piantare alberi per ogni coppia di accessori prodotti. Ad esempio, per ogni paio di orologi, l’azienda restituisce alla natura quanto preso con gli interessi, piantando addirittura fino a 50 alberi nelle foreste pluviali tropicali in Brasile, grazie alla collaborazione con la fondazione Natura Conservancy che da sempre si occupa della salvaguardia di territori e acque da cui dipendono molte vite. 

Inoltre, le lenti degli occhiali da sole sono UV400 per proteggere l’occhio dai raggi UV A e B e sono fabbricate in polimeri termoindurenti a impatto ambientale quasi zero. 

Tutti i prodotti Plantwear vengono venduti in una confezione di bamboo, un gesto che rispecchia ancora di più il carattere green dell’azienda. 

Plantwear è dunque un’impresa innovativa che associa a prodotti di qualità un carattere quasi di biopackaging, green ed eco sostenibile.

Un’azienda capace di unire al profitto commerciale anche la cura per il pianeta. Un caso di successo che è sempre più un esempio da seguire. 

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B&G Partner di Innovare per competere

Business & Gentlemen sarà partner della quinta edizione di Innovare per Competere, evento che si terrà il 26 novembre presso il Parco Scientifico Tecnologico del Kilometro Rosso.

“Dalle grandi idee ai grandi prodotti” è il titolo e tema della conferenza dedicata a manager e imprenditori che vogliono conoscere da aziende e università internazionali quali sono gli strumenti per competere attraverso l’innovazione. 

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Milano capofila dell’innovazione in Italia

In Lombardia 33mila imprese, 22% nazionale di cui a Milano si concentra oltre un terzo del fatturato innovativo italiano. A seguire Brescia, Bergamo e Monza e Brianza.

È la grande Milano, al settimo posto in Europa, la capofila dell’innovazione in Italia con quasi 17mila imprese su un totale nazionale di 152mila, un quarto degli addetti del settore (216mila su 829mila) e dei brevetti nazionali depositati (oltre 2mila su 9mila).

E il fatturato nazionale di 177 miliardi di euro annui si concentra in Lombardia (87 miliardi) e soprattutto a Milano (70 miliardi). Un primato che Milano ha anche in Europa con il 16% delle domande nazionali di brevetto europeo pubblicate. In Europa Milano è al settimo posto  per i brevetti dopo Monaco, Parigi e altre due aree francesi (Isère e Hauts de Seine), Berlino e l’olandese Brabant.

Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro delle imprese, AIDA, UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) ed EPO (European Patent Office) 2015 e 2014 ed Eurostat 2011.

Brevetti per invenzioni: 2.708 in Lombardia su un totale nazionale di 9mila. A Milano con Monza e Brianza 2.290 (25,5% italiano), a Brescia 219, a  Bergamo 61, a Como e Varese circa quaranta. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati 2014 e 2013 UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi).

Con oltre 33mila imprese e 297mila addetti, è la Lombardia la regione italiana più innovativa: il tessuto produttivo lombardo assorbe infatti quasi una su quattro (21,7%) delle attività nazionali legate alle nuove tecnologie e alla ricerca sperimentale e oltre un terzo (35,8%) degli addetti del settore.

A Milano ci sono quasi 17mila imprese. Seguono le province di Brescia con circa 3.500 imprese, Bergamo e Monza e Brianza con quasi 3mila ciascuna. Milano è capofila dell’imprenditoria innovativa italiana con l’11% delle imprese del settore e il 26% degli addetti (216mila su 829mila). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese 2015.

Milano capofila dell’innovazione italiana in Europa per numero di brevetti europei depositati. Da sola pesa il 16% del totale nazionale trainando la Lombardia (31,8% italiano).

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Dodo Mariani: un gioiello per ogni donna

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I gioielli si sa, sono sempre stati considerati gli amici delle donne fin dai tempi più antichi. Questo perché un gioiello può essere in grado di donare un tocco di unicità ad ogni donna che lo indossa, e diventa perciò un elemento imprensicindibile, soprattutto in alcune occasioni.

Il gioiello esprime tante volte, anche la personalità della persona che lo indossa, per questo viene scelto con cura, e secondo il proprio gusto personale. Un gioiello Dodo Mariani, è cosi. Si adatta perfettamente ai gusti di ogni donna, dalla più sportiva alla più elegante, dalla donna amante della natura alla donna amante della terra o del mare, per finire con la donna appassionata del cielo, del firmamento e delle sue splendide costellazioni. Ogni gioiello è pensato esclusivamente per venire incontro ai gusti variegati delle persone, per questo è facile innamorarsene. Questi gioielli sono altamente personalizzabili, e inoltre comprendono una varietà di colori, non ti resta che scegliere quelli che più ti ispirano per rendere il tuo gioiello inimitabile.

L’ultima collezione, si chiama Amor di mamma, si perché rappresenta proprio la mamma con il figlio, proprio perché l’ideatore Edoardo Mariani, incentra tutto il suo lavoro sul tema della famiglia. Dodo, è appunto il nome con cui lo chiamava sua madre quando era piccolo. La famaiglia è il fulcro della sua arte, e lui stesso afferma di tenerci tantissimo. Nella collezione Amor di Mamma infatti ci sono due omini stilizzati, un figlio e la sua mamma, che stanno a rappresentare appunto, l’amore più puro che esista. Può essere regalato ad una madre, ma anche ad un figlio che vuole ricordare il legame materno. Dodo Mariani, ha realizzato anche gioielli per la casa reale inglese, ma non solo, anche per Papa Woijtila, al quale ha presentato il Premio alla famiglia, un’opera composta da due figure hce rappresentano sempre la famiglia. Questo disegno in seguito, è stato riproposto in alcuni ciondoli.

Se vuoi fare un regalo unico quindi, affidati alla grande varietà di gioielli Dodo Mariani, rimarrai strabiliato dalla bellezza e e dall’eleganza che regalano una volta indossati. Online sul sito potrai trovare tutta la collezione, non ti resta che scegliere il tuo gioiello preferito, e regalarlo a chi vuoi per ogni occasione.

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La proposte terapeutiche della fisioterapia

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Il mal di schiena è uno dei problemi più diffusi, colpisce una volta nella vita almeno l’80 per cento della popolazione.

Altrettanto comuni i dolori e i disturbi muscoloscheletrici di altra natura. Sul come risolverli le proposte sono tante: dalla terapia manuale alla tecarterapia, dall’osteopatia all’idrochinesiterapia: scegliere può essere impossibile, senza una “bussola” giusta. Proprio per dare indicazioni e fare chiarezza, nelle scorse settimane la Società Italiana di Fisioterapia assieme alla sezione Lombardia dell’Associazione Italiana Fisioterapisti ha organizzato al San Raffaele di Milano un incontro di esperti. I professionisti ed esperti hanno messo ordine nella ricca proposta di alternative terapeutiche possibili, per valorizzare soltanto quelle con una solida base scientifica di efficacia. Perché come spiega Roberto Gatti, presidente SIF, «non è certo il paziente a poter “decidere” che cosa abbia validità o meno. Per questo il fisioterapista deve avere una formazione tale da valorizzare le tecniche di riabilitazione muscoloscheletrica che abbiano un razionale fisiopatologico corretto e soprattutto prove sperimentali di efficacia. Il professionista ha a sua disposizione tante possibilità, spesso con razionali diversi o perfino in conflitto: con questo congresso vogliamo far passare il messaggio che si debba trovare un minimo comune denominatore fra ciò che è stato dimostrato funzionare, senza irrigidirsi per difendere una “scuola” o una posizione ma utilizzando anche più di un approccio alla volta. Non vogliamo dire che cosa sia meglio, ma dare a tutti un metodo perché sia possibile capire quel che c’è da fare nelle singole situazioni».

Affidarsi a professionisti seri

Le proposte terapeutiche sono davvero tante, anche in considerazione della frequenza dei problemi muscoloscheletrici: in un anno, circa il 40 per cento della popolazione si trova a fare i conti con un mal di schiena e spesso si tratta di persone giovani, fra i 30 e i 45 anni, nella fascia d’età più produttiva. Bloccarsi per un dolore è perciò un costo economico non indifferente, da qui l’importanza di una fisioterapia corretta che è utile quando il problema diventa cronico ma anche, in alcuni casi, in fase acuta. «L’importante è proporre ciò che serve davvero – riprende Gatti –. In Italia ad esempio tuttora si tendono a considerare su due piani diversi e separati la terapia manuale e l’esercizio terapeutico: nel nostro incontro questi due temi sono affrontati nella stessa giornata, assieme, per far capire a tutti che si tratta di strumenti che il fisioterapista deve avere a disposizione e deve poter offrire in maniera integrata, anche allo stesso paziente. L’approccio più efficace alla riabilitazione muscoloscheletrica è multidisciplinare e il fisioterapista deve e può tenerne le fila. L’importante, per il cittadino, è affidarsi a professionisti con una formazione adeguata: purtroppo in Italia non esiste un albo professionale apposito e c’è una “giungla” di soggetti che applica trattamenti senza avere le conoscenze approfondite per farlo. Rivolgendosi a fisioterapisti con un curriculum formativo adeguato, però, si è certi di avere di fronte qualcuno che saprà valutare la nostra condizione e proporci un approccio di provata efficacia, separando fra le diverse proposte ciò che più può essere utile per il singolo caso».

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New York, il take away diventa ecologico

contenitori take away

Da quest’estate a New York sono stati vietati i contenitori di polistirolo, considerati degli oggetti ad alti impatto ambientale. Il divieto era già in vigore in altre città degli Stati Uniti. 

Con il nuovo anno a New York è iniziato il conto alla rovescia: a ristoranti, mense e ambulanti (ma non solo) sono stati concessi sei mesi di tempo per dotarsi di contenitori take away in materiale eco compatibile.

Da luglio è scattato infatti il divieto di utilizzare contenitori in polistirolo, come anche le cosiddette “noccioline” da imballaggio.

Dopo aver consultato le imprese, le associazioni non-profit, i fornitori e le altre parti interessate, il Dipartimento di igiene statunitense (Dsny) ha stabilito che il polistirolo espanso non può essere riciclato, cosa che che ha portato al divieto; ha inoltre constatato che attualmente non esiste un mercato per il materiale post-consumo raccolto in modo differenziato.

Il cosiddetto polistirolo espanso (o polistirene) è una resina plastica da cui si ricavano numerosi prodotti, spesso usati come contenitori usa e getta di cibo.

Il Dipartimento di igiene ha raccolto nel 2014 circa 28.500 tonnellate di polistirolo, di cui circa il 90 per cento costituito da questo tipo di prodotti monouso.

Sono circa 23mila le tonnellate di polistirolo che vengono gettate via ogni anno a New York, con un costo per la città di almeno 86 dollari a tonnellata. «Questi prodotti possono causare reali danni ambientali e non hanno posto a New York City. Abbiamo opzioni migliori, alternative migliori e, se più città in tutto il paese seguiranno il nostro esempio e imporranno divieti simili, queste alternative diventeranno presto più numerose e costeranno di meno», ha dichiarato il sindaco Bill de Blasio.

Dal divieto sono esentate le imprese con introiti inferiori ai 500mila dollari annui nel caso in cui possano dimostrare che l’acquisto di contenitoli “eco-friendly” provochi “un danno economico ingiusto”.


Negli Stati Uniti sono oltre settanta le città che hanno già vietato l’uso di questo materiale e molte altre si stanno unendo a questa causa.

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CCN presenta “Sea Look” e CCN 35 ai Saloni nautici internazionali

saloni nautici ccn

Carrara (Avenza), 8 settembre 2015 – Cerri Cantieri Navali partecipa allo Yachting Festival di Cannes dall’8 al 13 settembre (stand SYE173-SYE037) e al Monaco Yacht Show dal 23 al 26 settembre. Forte della nuova identità di brand, CCN presenta “Sea Look”, il quarto esemplare della linea di grande successo 102’ Flyingsport. I Saloni nautici rappresenteranno inoltre l’occasione per introdurre il nuovo progetto di Navetta da 35m CCN 35 disegnata dall’architetto Tommaso Spadolini, che inaugura una linea di dislocanti realizzati in acciaio e alluminio o totalmente in alluminio.

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