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Come acquistare in modo consapevole per mezzo dei social?

Siamo sempre di più una società iperconnessa. Secondo gli ultimi dati del rapporto annuale Digital 2021 elaborato da We Are Social e Hootsuite, oltre la metà della popolazione mondiale, nello specifico, il 53%, ha un account sui social network più famosi , Facebook, Instagram, Twitter e da qualche anno TikTok, percentuale destinata a crescere esponenzialmente entro il 2025 con l’abbandono graduale dei collegamenti via internet a mezzo pc e l’aumento della connessione degli utenti tramite dispositivi mobile.

Nel corso dell’anno 2020, complice la pandemia da Covid 19, dallOsservatorio Multicanalità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Nielsen, emerge che circa il 77% degli utenti sui social hanno cercato prodotti e servizi da acquistare proprio per mezzo di questi canali. E secondo le stime di Altroconsumo, nella fascia tra i 18 ed i 34 anni circa il 22% degli utenti dichiara di aver deciso un acquisto seguendo il consiglio di un influencer.
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Economia/Imprese

Contact Center, quali sono i vantaggi per le aziende?

Senza andare troppo a ritroso nel tempo, solo dieci anni fa, le vendite che non venivano fatte in negozio si facevano via telefono. Poi le esigenze degli utenti si sono modificate e si è andati sempre di più verso una sorta di automatizzazione dell’acquisto e della vendita.

Oggi tutto deve essere a portata di click, con interfacce pensate appositamente perché l’utente, in autonomia, possa navigare e procedere con i propri acquisti senza interruzioni. Ed è ancora così, ma con una variante: c’è sempre maggiore richiesta di assistenza, di risposte approfondite e di capacità di risoluzione dei problemi. Non solo, i tempi di interesse verso un servizio o un prodotto si sono notevolmente ristretti. Una risposta tardiva significa una mancata vendita a favore di un competitor più presente.
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Economia/Imprese

Inspire 2021: Microsoft presenta Windows 365 
e inaugura una nuova categoria di computer

Microsoft ha annunciato oggi Windows 365, un servizio cloud che offre alle aziende di tutte le dimensioni un nuovo modo di sperimentare Windows 10 o Windows 11. Windows 365 porta il sistema operativo sul cloud di Microsoft, trasferendo l’intera esperienza di Windows – app, dati e impostazioni – sui dispositivi personali o aziendali. Sicuro “by design” e progettato secondo il principio Zero Trust, Windows 365 protegge e memorizza le informazioni in cloud, e non sul dispositivo, fornendo un’esperienza sicura e produttiva per tutti i lavoratori, dai tirocinanti ai dipendenti, dagli sviluppatori software agli Industrial Designer. Windows 365 da vita a una nuova categoria di computer ibridi chiamata Cloud PC, che fa leva sia sulla potenza del cloud sia sulle capacità dei dispositivi per fornire un’esperienza Windows completa e personalizzata. L’annuncio rappresenta un’innovazione rivoluzionaria, che risponde alle esigenze delle organizzazioni di tutto il mondo alla ricerca dei modi migliori per facilitare i modelli di lavoro ibridi.
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Economia/Imprese

Come migliorare la reputazione online in 3 semplici passaggi

In un mercato globale sempre più affollato, è diventato essenziale per le aziende lavorare al rafforzamento della propria reputazione online. Al giorno d’oggi, le buone relazioni sono il fondamento di ogni azienda. Basti pensare che il 57% delle piccole aziende afferma che un buon rapporto con i propri clienti è l’elemento chiave per ricevere nuovi ordini.

Nel 2021, un numero sempre crescente di consumatori effettua personalmente ricerche legate ai propri acquisti e questo significa che le aziende devono mettere al centro la fiducia e la trasparenza per instaurare relazioni più durevoli con gli acquirenti, migliorare il proprio servizio clienti e in tal modo rafforzare la propria reputazione complessiva.
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Economia/Imprese

Boom del “Green Packaging”, +60% del mercato entro il 2028: ecco i 10 materiale eco-friendly più rivoluzionari

Innovazione e sostenibilità continuano a essere i filoni principali del futuro della GDO post Covid: due strade parallele, mai così unite e intrecciate come nel caso dei “green packaging”. Un settore in forte crescita che, come evidenziato da una recente ricerca pubblicata da Market Watch, aumenterà a livello globale di ben 154 miliardi di dollari entro il 2028 (+60%) raggiungendo un fatturato superiore a 413 miliardi: un CAGR, dunque, del 6% nei prossimi sette anni. L’attenzione al green è sempre più rilevante anche in Italia: da un’indagine dell’Osservatorio GS1 Italy è infatti emerso come la quota dei pack riciclabili al 100% sia aumentata dello 0,6% nel corso del 2020. Un boom economico reso possibile da ingenti investimenti in ricerca e innovazione mirati da parte di numerose aziende in tutto il mondo che stanno varando soluzioni alternative alla plastica. Ma quali sono i materiali eco-friendly più innovativi utilizzati per i packaging? Packaging World ne elenca alcuni: si passa dalle alghe marine, studiate in India dal National Institute of Ocean Technology, alla miscela prodotta con fibra di legno, nanoclay e lignina dell’Università Aalto di Espoo in Finlandia, dalla carta riciclata, usata per eliminare circa 66 tonnellate di plastica l’anno, agli imballaggi realizzati con il sottoprodotto dei semi di cacao fino al sacchetto per il pane che incorpora bucce d’avena derivanti dal processo di macinazione del frumento. La “rivoluzione verde” coinvolge anche le compresse di sapone vendute in confezioni flow-wrap”, pensate per ridurre l’impatto ambientale attraverso il riutilizzo di contenitori ricaricabili, e la plastica riciclata raccolta nell’oceano che funge da elemento chiave nella creazione di spruzzatori igienizzanti.
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Economia/Imprese

Il remote working incentiva i rapporti di lavoro internazionali

Lavorare per un’azienda estera senza oltrepassare i confini dell’Italia? Non soltanto oggi è possibile farlo, ma per molti professionisti si tratta anche di una prospettiva allettante.

Se la recente crisi sanitaria ha trasformato radicalmente il mondo del lavoro, imponendo l’adozione di soluzioni di emergenza quali lo smart working su vasta scala, allo stesso tempo si sono palesate nuove opportunità che, nel periodo pre-pandemico, erano state esplorate poco o nulla, proprio come la possibilità di lavorare da remoto per aziende oltreconfine.
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Economia/Imprese

Settore Banking&Finance in vetta alla classifica italiana di utilizzo dei servizi di mobile messaging e SMS

Oggi, in Italia, la comunicazione tramite mobile è sempre più al centro della vita di tutti. Anche nel 2020, nonostante le restrizioni agli spostamenti imposte dalla pandemia, il 69% degli utenti ha incrementato l’utilizzo dello smartphone.

Con 35,1 milioni di utenti attivi, in Italia il cellulare è, infatti, il device più diffuso ed utilizzato e si conferma, ogni giorno di più, il canale di accesso privilegiato per entrare in contatto con le persone e mantenere un dialogo continuativo con i clienti. La messaggistica istantanea, in particolare, si è rivelata sempre di più come il canale ottimale per rimanere sempre connessi con utenti e clienti: sempre nel 2020, le aziende e le organizzazioni italiane hanno inviato 5,3 miliardi di messaggi istantanei, che – con un tasso di apertura del 93,3% – risultano particolarmente efficaci e graditi.
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Economia/Imprese

Il commercio digitale globale rallenta ma continua a crescere, +3% nel secondo trimestre 2021 rispetto al 2020

Nel secondo trimestre del 2021 il commercio digitale globale è cresciuto del 3% rispetto allo stesso periodo del 2020, confermando un ritmo di crescita stabile rispetto ai ritmi esponenziali della prima fase della pandemia. Sebbene gli ordini online siano in calo (-5%) per effetto della riapertura dei negozi fisici, il traffico globale complessivo ha continuato a crescere registrando un aumento dell’8% su base annua. L’Italia conferma la propensione allo shopping online degli italiani e supera il dato globale segnando una crescita complessiva del traffico digitale del 15%. È quanto emerge dai dati relativi al secondo trimestre del 2021 dello Shopping Index, il report trimestrale di Salesforce che racconta i trend dello shopping online attraverso i dati di oltre un miliardo di consumatori in tutto il mondo.
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Economia/Imprese

Smart working: l’Italia “verde” è la favorita. Sul podio tra le preferenze degli italiani Sardegna, Toscana e Trentino-Alto Adige

Gli italiani preferiscono l’Italia, anche e soprattutto quando si tratta di lavorare da remoto. Questo è quanto emerge dall’ultimo report sul remote working targato We Are Marketers, il principale movimento di imprenditori digitali italiano guidato da Dario Vignali e Luca Cresi Ferrari, che ha effettuato un sondaggio allo scopo di individuare le località e i benefit più ricercati dai lavoratori da remoto in Italia, che solo nel 2020 sono stati circa 6,6 milioni.

Tra gli intervistati, quasi il 38% ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni, mentre il 29% rientra nella fascia d’età 35-44. Il 40% dei partecipanti è freelance o dipendente, mentre solo il 19% è imprenditore.
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