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Cosa accadrà in borsa nel 2018? La previsione delle neuroscienze

A gennaio tutti cercano di prevedere l’andamento dei mercati finanziari. Dai grandi gestori al piccolo investitore privato. Focalizziamo, per esempio, l’attenzione sulla borsa americana. Crescerà ulteriormente battendo altri record? Resterà stabile? Avrà un lieve calo? Oppure subirà un “tonfo” a doppia cifra? Per fare previsioni si possono usare diversi modelli e metodi. Io uso i paradigmi della finanza comportamentale, il campo che lega studi sul cervello e comportamento finanziario. Prima di condividere con chiarezza la previsione, ritengo utile analizzare le dinamiche in essere.
Il mondo finanziario vive da tempo quello che gli esperti chiamano “super ottimismo”. Dopo diversi anni di forte crescita, si inizia a considerare le prestazioni straordinariamente positive degli anni precedenti come normali. E’ come se il cervello pensasse: “crisi come quella del 2008 non possono più avvenire e qualora accadessero ne sarei immune”. Il comportamento finanziario derivante da questa posizione cerebrale è sottostimare i rischi. L’attenzione di tutti verso le valute digitali, scelte d’investimento ad altissimo rischio, è un sintomo delle aspettative positive generalizzate. Nessuno vuole rimpianti. Tutti vogliono guadagnare molto, forse troppo. Il risultato è la crescita di tutti gli indici azionari, record dopo record.  Questo momento si rompe solitamente per un evento traumatico inatteso. Cosa succede in questi casi? Il cervello vive una forte paura. Il terrore per l’effetto gregge, la tendenza degli umani ad imitarsi in situazioni di incertezza, si sparge a macchia d’olio. La diffusione di questo sentimento negativo si fonde con l’idea di non accettare le perdite. Il comportamento finanziario derivante è una dismissione massiva degli investimenti, seguito da immobilismo per sovrastima dei rischi. Ciò determina un calo vertiginoso delle borse, in una sorta di spirale negativa che si autoalimenta.
La finanza comportamentale ha dimostrato, con i Nobel a Thaler e Kahnemann, che il cervello degli investitori è governato dall’emotività, dalle distorsioni cognitive e dall’imitazione piuttosto che dalla razionalità. Negli scenari di incertezza, il cervello oscilla tra paura paralizzante e sfrenata avidità.

Dopo queste riflessioni, cosa accadrà in borsa nel 2018? Ritengo che sussistano le condizioni perfette per passare dall’ottimismo irrealistico alla paura totalizzante. Come una bomba a cui manca solo l’innesco. Valutazioni estremamente positive. Ricerca di rendimenti eccessivi slegati dall’economia reale. Voglia di prestazioni magiche con le cripto valute. Sono tutti segnali di una potenziale tempesta perfetta. La mia analisi, condotta dalla prospettiva delle Neuroscienze, ritiene probabile l’ipotesi che un singolo evento, magari di per sé nemmeno così grave, possa generare un effetto domino. Il terrore prenderebbe il sopravvento, con tutti i comportamenti finanziari conseguenti. Ritengo altamente possibile osservare un calo drastico sulla borsa americana, anche a doppia cifra. Si tratta di un mio personale punto di vista, costruito unicamente sull’analisi del funzionamento cerebrale. Ad un’attenta osservazione, i mercati sono la somma dei comportamenti emotivi dei singoli individui. Non so quando accadrà questo evento scatenante. Se dovesse capitare, prevedo un repentino cambio di polarità.  Ovviamente mi auguro di sbagliare la mia previsione. Ogni portafoglio di investimenti è un mondo a sé.  Esistono professionisti che valutano analiticamente il profilo dell’investitore e i rischi connessi ad ogni decisione d’acquisto e vendita. Consiglio ai più conservatori di differenziare, alleggerire le posizioni più aggressive e valutare con estrema accuratezza il grado di rischio degli acquisti. Per i più avventurosi, invito a scommettere contro il mercato. Esistono prodotti finanziari in cui si guadagna solo se la borsa perde. Un investimento rischioso ed altamente speculativo che rende solo se gli indici vanno male. La mia personale idea, da studioso dei fenomeni cerebrali in ambito finanziario, è che un brusco risveglio potrebbe arrivare da un momento all’altro. Come una secchio d’acqua gelata di prima mattina, mentre stai ancora sognando.

Testo di Lorenzo Dornetti

 

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La classe di Trump

Trump ci è ricascato: ha incontrato dei parlamentari democratici e repubblicani per una questione di visti di ingresso negli Usa a favore di persone di Paesi del cosiddetto Terzo Mondo, e ha dovuto dire la sua. Ha dovuto offendere come al solito. E’ chiaro che un uomo del genere, uno che comunque è riuscito a incrementare il patrimonio familiare, e che è diventato Presidente Usa al primo colpo, qualche qualità ce l’abbia. Difficile dire quali però. Ogni volta che apre bocca sembra uno scaricatore di porto – e anzi mi scuso con gli scaricatori in anticipo -. Lo sguardo non è dei più rassicuranti, tutt’altro, e non sembra una persona empatica: sembrava a proprio agio solo con un microfono in mano su un ring popolato di omaccioni maneschi e grossi come lui detti anche “wrestler” quando era ancora un uomo di sport e di spettacolo. Trump che istiga, Trump che mena le mani, perché ha fatto anche questo: ebbene sì, invito tutti ad andarsi a vedere la farsa in cui tira uno schiaffo ad un altro personaggio del suo livello, credo un ex lottatore, durante una conferenza stampa. Ma la vera domanda a questo punto è: non è che un signore del genere ci sta prendendo in giro? Sentendosi imbalsamato in un ruolo che non è chiaramente il suo dal punto di vista della forma – Presidente Usa, figuriamoci -, costretto all’etichetta insomma, potrebbe benissimo aver scelto di continuare a fare campagna elettorale, e a mandare messaggi ai suoi amici ed elettori, spesso rozzi quanto lui, che, con ogni evidenza, non sono quelli per i quali l’etichetta è stata pensata. Non potendo dire che le persone di colore sono degli “sporchi negri” o simili in contesti pubblici dove ci dovrebbe mettere la faccia (e rimettere la poltrona), si limita a chiamare “cesso” i Paesi da dove vengono parlandone in colloqui privati, non pubblici, tra le quattro mura dello studio ovale, e aspettandosi così che siano gli altri a diffondere il suo pensiero per contestarlo indignati, senza peraltro poterlo provare, in modo che la sua base di elettori intuisca come stanno veramente le cose: che lui, insomma, non è cambiato, lui la pensa sempre allo stesso modo, sissignore, sono solo le circostanze a impedirgli di comportarsi come vorrebbe, di dire le cose in faccia al mondo. Vista così, la sua tattica sta portando i frutti sperati a livello di politica interna, che è quella su cui il Nostro si sta evidentemente concentrando dato che i voti li prende negli Usa: auguriamoci che non volga mai lo sguardo sul mondo con lo stesso interesse, e con la stessa classe.
Articolo di Fabrizio Amadori 
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Come scegliere se vendere o comprare oro per investimento?

L’oro è da sempre considerato come il principe dei beni rifugio. Nei periodi di crisi economica a maggior ragione è considerato come la classica ancora di salvezza alla quale aggrapparsi con sicurezza La ragione di tutta questa sicurezza risiede nel suo valore, che nel corso del tempo ha mantenuto livelli molto elevati.

Le ragioni della elevata quotazione

Il suo elevato valore è determinato da una serie di ragioni. Prima tra tutte quella naturale che riguarda la sua difficoltà di estrazione. Grazie a questa caratteristica la quantità di estrazione è sempre minore rispetto alla domanda, facendo si che il suo prezzo resti sempre molto elevato. L’oro è considerato un bene prezioso anche grazie ad altre qualità come la mancanza di tassazione particolare o perdite monetarie dovute a cambi di valuta. Un vantaggio quest’ultimo rispetto al denaro che risente di oscillazioni per il passaggio da un paese all’altro. Oggi e nei periodi di crisi generale molte persone per far fronte alle varie spese, come ad esempio rate di pagamento troppe elevate, si rivolgono a negozi specializzati nello scambio di oro in denaro contante.

Come funzionano i negozi compro oro

Tali negozi compro oro sono ormai molto diffusi nelle principali città e paesi del nostro territorio. Portando i preziosi in questi negozi tramite la presenza di personale qualificato l’oro viene valutato in base al numero dei carati presenti ed alla loro condizione. Successivamente viene pesato con una bilancia di precisione e viene valutato secondo la quotazione oro in quel momento. In pratica si può ottenere del denaro liquido rapidamente ed al momento senza andare incontro a tassazione e passaggi ulteriori. Per tale ragione negli ultimi anni i negozi compro oro si sono diffusi a macchia di leopardo, e solo negli ultimi mesi si è assistito ad un piccolo rallentamento con la chiusura di alcuni di essi dovuta alla scarsità della materia prima stessa. La contrattazione tramite questi negozi a causa di fattori del momento potrebbe subire delle piccole con
trazioni negative, che tuttavia non inficiano il valore dell’investimento effettuato.

La quotazione dell’oro ed i periodi migliori per investire

La quotazione dell’oro come affermato in precedenza è rimasta e rimane abbastanza stabile nel corso del tempo, con dei picchi in alcuni periodi particolari dell’anno. Analizzando le quotazioni degli ultimi anni si scopre come il suo valore per l’oro a 24 carati si aggira sostanzialmente sui 30 euro a grammo. In questo momento l’oro a 24 carati è scambiato a 36,5 euro al grammo.Ricordiamo che le quotazioni variano di ora in ora. I periodi migliori per investire in oro sono precedenti ai periodi festivi, in particolare quelli natalizi ,in quanto il valore aumenta a causa dell’incremento della domanda. Se si sfruttano in particolari tali periodi l’investimento risulta davvero un’operazione favorevole ed interessante.

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Il mercato della casa vacanza è in ripresa

Nella prima parte del 2017 i prezzi delle case di montagna sono diminuiti dello 0,7 rispetto al secondo semestre 2016. E’ quanto emerge dai dati dell‘Ufficio Studi di Tecnocasa. Si avverte un ritorno all’acquisto, anche se con budget ancora limitati. Chi compra è molto attento che il prezzo sia in linea con i valori di mercato. Si registra una discreta attenzione per le soluzioni di nuova costruzione ad alta efficienza energetica dal momento che il contenimento dei costi, per questo segmento di mercato, è importante. In Piemonte la contrazione delle quotazioni è del -1,5%, in Veneto ed in Abruzzo è del -1,3%. Le località di montagna della Valle d’ Aosta segnalano un calo dei prezzi dello 0,5%, restano stabili in Trentino Alto Adige. La domanda è sempre orientata sui piccoli tagli, bilocali e piccoli trilocali, possibilmente vicini agli impianti e in zone ben servite. Dall’ultima analisi di Jfc per Skipass emerge che la vacanza bianca vede crescere l’attenzione per le località che presentano offerte legate al divertimento e al benessere e naturalmente quelle dove si investe anche in termini di potenziamento degli impianti.

VALLE D’AOSTA: quotazioni in diminuzione del -0,5%

Bassa Valtournenche: il mercato della casa vacanza si concentra soprattutto a Chamoix e a Torgnon. In quest’ultimo comune piacciono sia il centro, per la vicinanza agli impianti di risalita e sia la frazione di Septumian, panoramica e vicina alle piste. Nel centro i valori si aggirano intorno a 3000 € al mq per soluzioni usate ed in buone condizioni. Prezzi più bassi si riscontrano a Septumian: 2600-2800 € al mq.

Chamois: interesse per gli immobili del piccolo borgo nella media Valtournenche accessibile soltanto tramite funivia e con divieto di circolazione per le automobili: un appartamento in un piccolo contesto condominiale non supera 2000 € al mq, mentre uno chalet di montagna può arrivare a 2500 € al mq. Apprezzata anche la zona di Suisse che sorge sulla passeggiata che va da Chamois a La Magdeleine e dove un buon usato quota mediamente 2000 € al mq.

La Thuile e Cogne: interesse per la seconda casa, sempre che i valori non superino 300-320 mila €. La tipologia preferita è il trilocale da 80-100 mq dal momento che la richiesta arriva soprattutto da famiglie. A La Thuile ci sono clienti che cercano prevalentemente vicino alle piste e altri che invece preferiscono la posizione soleggiata, dal momento che le temperature possono scendere fino a -18 -22 gradi. Una soluzione ristrutturata in centro costa mediamente 3000 € al mq con punte di 5500-5800 € al mq per le nuove costruzioni. Queste ultime, se posizionate nelle frazioni limitrofe, si scambiano a 4200 € al mq. Una delle zone che piace, perché soleggiata, è quella a ridosso del Colle S. Marco. Qui le quotazioni del ristrutturato si aggirano intorno a 3000 € al mq perché si sconta comunque la lontananza dai servizi e dalle piste. A Cogne, la maggioranza delle compravendite interessa coloro che utilizzano la casa vacanza durante il periodo estivo. Per l’inverno, infatti, offre solo una pista da sci di fondo. Nel centro ci sono prevalentemente soluzioni ristrutturate (che costano 3000-3500 € al mq). Meno quotata la frazione di Epinel dove i valori si aggirano intorno a 2200-2300 € al mq a causa dei difficili collegamenti con il comune principale.

Fenis, Nus e Saint Barthelemy: si registra una lieve ripresa delle richieste orientate su trilocali e soluzioni indipendenti con giardino. Il budget di chi acquista con questa finalità si ferma a 90-100 mila €. A Fenis comprano coloro che vogliono una casa come punto di appoggio per andare a Cervinia e a Pila, dove le quotazioni sono generalmente più elevate: si aggirano intorno a 1400-1600 € al mq per soluzioni ristrutturate e 1000-1200 € al mq per quelle usate. Mercato simile a Nus dove le zone centrali soffrono per la mancanza di pertinenze, pertanto le quotazioni scendono a 1300-1400€ al mq, le abitazioni costruite negli ultimi 10 anni si valutano 1600 € al mq e quelle di nuova realizzazione arrivano a 1800-2000 € al mq. Saint Barthelemy, essendo a 1600 mt di altitudine, vanta anche una pista da sci di fondo; inoltre la presenza dell’Osservatorio Astronomico e la possibilità di fare escursioni soprattutto in estate determina la presenza di un turismo estivo. Le quotazioni di un buon usato si aggirano intorno a 1400-1600 € al mq. Bassa l’offerta presente in zona.

Val d’Ayas e di Gressoney: incremento delle compravendite anche se l’offerta inizia a diminuire. Sono in crescita gli acquirenti stranieri del Nord Europa attratti dai prezzi più competitivi rispetto a quelli delle abitazioni situate nei comprensori vicini. A questo occorre aggiungere che Champoluc e tutta la Val d’Ayas saranno interessati da un progetto che dovrebbe collegare gli impianti sciistici di Alagna, Gressoney, Ayas, Valtounenche e Zermatt, dando vita al terzo più grande anello di sci al mondo. A Cervinia si ricercano bilocali nella zona centrale (da 4000 a 5000 € al mq se in buono stato) e trilocali nella zona Cielo Alto (da 2500 a 3500 € al mq), possibilmente con box. A Cielo Alto i prezzi più bassi sono invitanti anche per gli investitori che qui trovano bilocali da 120-160 mila € da affittare a 5000-6000 € all’anno. I valori di un ristrutturato in centro possono arrivare a 5000 € al mq, contro una media di 3000 € al mq per le soluzioni da ristrutturare. Non dispiacciono gli immobili nelle frazioni di Chaloz e Brengaz dove i prezzi sono più contenuti: 2000-2500 € al mq per immobili in buono stato.

Brusson: piacciono le zone centrali ricercate da famiglie con bambini e degli amanti dello sci di fondo: qui gli immobili hanno mantenuto meglio il proprio valore, una soluzione economica costa intorno a 1800 € al mq mentre un immobile in centro ed in ottimo stato si aggira intorno a 4000 € al mq. Champoluc piace soprattutto agli amanti dello sci perché appartiene al comprensorio del Monterosa Ski, ma l’apertura delle nuove terme sta attirando diversi turisti, soprattutto per affitti di breve periodo e sta “animando” la località anche durante gli altri mesi dell’anno. Piacciono gli immobili situati sulla Route Ramey dove si registrano le quotazioni più elevate: 4000-4500 € al mq per le soluzioni in ottimo stato per scendere poi a 3500 € al mq per le abitazioni che necessitano di interventi di ristrutturazione. Sia Brusson sia Champoluc non hanno nuove costruzioni ma solo recuperi a seguito di un Prg più restrittivo. Nella valle di Gressoney l’omonima località è quella più famosa con prezzi abbastanza simili tra le diverse località, cioè Gressoney Saint Jean e Gressoney LaTtrinitè. I valori di una casa ristrutturata sono di 5000-7000 € al mq. Buone possibilità arrivano da Champorcher località poco conosciuta dove un bilocale costa 60 mila €. A Saint Vincent il mercato della seconda casa è dinamico, acquistano prevalentemente famiglie alla ricerca di bilocali su cui investire mediamente tra 50 e 80 mila €. La cittadina piace per le terme, il Casinò e per la posizione centrale all’interno della Valle. La zona preferita è quella centrale dove un buon usato degli anni ’60 costa intorno a 1000-1500 € al mq. Sempre in queste zone per una soluzione degli anni ’90 si spendono 1600-1700 € al mq, mentre per una degli anni 2000 il prezzo sale a 2000 € al mq. Piace anche la zona a ridosso del Casino dove si registrano prezzi medi di 1800 € al mq.

PIEMONTE: prezzi in calo del -1,5%

Oulx: Nella prima parte del 2017 i prezzi delle case sono rimasti stabili. Si registra una ripresa della domanda immobiliare ed un lieve incremento della disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti. Dal lato dei venditori si segnala un certo attendismo dal momento che si aspettano un rialzo delle quotazioni e per cui l’offerta sul mercato si sta contraendo. La richiesta si orienta sempre su bilocali e trilocali su cui investire rispettivamente da 60 a 80 mila € e da 130 a 150 mila €. Le zone più richieste sono Cotolivier, la via dei Laghi dove per una soluzione di nuova costruzione si spendono mediamente 2900-3000 € al mq, per una tipologia signorile usata i valori vanno da 2200 a 2500 € al mq. In calo l’interesse per gli immobili a Gad dove, negli ultimi anni, è stato costruito tanto e, di conseguenza, l’area è ora decisamente satura. Negli ultimi tempi si sta apprezzando la località Savoulx che si caratterizza per la presenza di nuove costruzioni, in stile montano, acquistabili a 3000 € al mq.

Sauze d’Oulx: valori immobiliari stabili. Numerose le seconde case che sono immesse sul mercato a causa dell’aggravio fiscale, delle spese di manutenzione da sostenere e del limitato utilizzo durante l’anno. A Sauze, in questo momento, ci cono ancora alcuni interventi di nuova costruzione (nei pressi della zona di partenza delle seggiovie) che si vendono intorno a 4500-5000 € al mq. Sono stati fatti anche degli interventi di recupero di vecchie baite nel borgo storico di Jouvenceaux, acquistabili a 3500-4000 al mq. Tutto questo, sta determinando un rallentamento del mercato perché i potenziali acquirenti hanno una maggiore scelta e riflettono maggiormente prima di comprare. La domanda di seconda casa è sempre consistente se le richieste dei proprietari sono allineate alle esigenze dei potenziali acquirenti, quasi sempre famiglie giovani con bambini che hanno una disponibilità di spesa che difficilmente supera i 100 mila €. Il bilocale è la tipologia più ricercata. In questo momento la scelta dell’abitazione da acquistare dipende quasi esclusivamente dal rapporto prezzo qualità e non tanto dalla zona. Tra le località scelte ci sono Richardette (1500-2000 € al mq per un buon usato), Grand Villard e Jovenceaux (valori medi per le soluzioni ristrutturate di 2400 -2500 € al mq). Apprezzate anche le soluzioni posizionate in via Clotes, strada che divide il centro della città, e cuore del commercio di Sauze d’Oulx. Per un buon usato si spende tra 2500 e 2900 € al mq.

Cesana piace per la presenza dei servizi che la rendono animata tutto l’anno e sono numerose le attività durante il periodo estivo. Ultimamente la nuova pista che consente di scendere con gli sci fino al paese le ha dato un vantaggio ulteriore. Si compravendono soprattutto appartamenti usati che hanno valori medi di 2400 € al mq. Da segnalare alcuni interventi di nuova costruzione in zona semicentrale (sulla strada per Sestriere/Sansicario), dove appartamenti in case costruite in  pietra e legno, ad alta efficienza energetica, si valutano 2800-3200 € al mq.

Bardonecchia: discreto movimento sulla seconda casa anche se con una disponibilità di spesa inferiore. I potenziali acquirenti si stanno orientando verso soluzioni medio-grandi (70-90 mq), possibilmente in buono stato e su cui investire intorno a 240-250 mila €. Nelle zone centrali una soluzione usata costa mediamente 2300 € al mq mentre una di nuova costruzione 4000 € al mq. Zona molto richiesta è quella di Campo Smith – Campo Principe che sorge nei pressi degli impianti di risalita e offre abitazioni di nuova costruzione. Al momento, in centro città, ci sono solo ristrutturazioni acquistabili a 6000 € al mq. Da segnalare che è pronto un nuovo impianto di risalita (la seggiovia dello Jafferau) che fa parte di un più ampio progetto di riqualificazione dell’area dello Jafferau.

LOMBARDIA:

Ponte di Legno: mercato della seconda casa dinamico e si ricercano soprattutto trilocali da 50-65 mq. Il budget oscilla da 180 a 260 mila €. Tra le zone apprezzate c’è quella panoramica e situata a metà strada tra le piste da sci ed il centro. La maggioranza delle costruzioni sono ricavate da interventi di recupero ed hanno prezzi medi di 4500-5500 € al mq. Piacciono anche le soluzioni nel caratteristico centro di Ponte di Legno apprezzate da coloro che non usano la macchina, vista l’assenza di box e posti auto. Le tipologie da ristrutturare hanno prezzi medi che oscillano da 1500 a 2000 € al mq mentre quelle ristrutturate arrivano a 5000 € al mq. Chi non riesce ad accedere al mercato più costoso di Ponte di Legno opta per i comuni limitrofi come Temù, dove i prezzi di una soluzione ristrutturata si aggirano intorno a 3500-4000 € al mq. A Ponte di Legno non ci sono al momento cantieri in partenza ma solo ultimazione di cantieri iniziati 2-3 anni fa e che ora si stanno portando a termine (nella fattispecie appartamenti di piccole metrature o soluzioni ricercate con finiture di pregio). Quelle in zone rinomate arrivano anche a 6000 € al mq, mentre quelle in zone maggiormente decentrate si aggirano intorno a 4500-5000 € al mq.

TRENTINO ALTO ADIGE: quotazioni stabili

A Folgaria la tipologia più richiesta è il trilocale da 60-70 mq, preferibilmente in buono stato, non lontano dai servizi, con una buona esposizione e dotato di vista panoramica: la spesa complessiva per l’acquisto di questo tipo di abitazione è compresa generalmente tra 150 e 180 mila €. Chi avesse disponibilità superiori, intorno a 300-350 mila €, potrebbe acquistare una villetta singola degli anni ’70 in buono stato, da 150 mq circa e dotata di giardino e box auto. Le zone che piacciono maggiormente sono il centro di Folgaria e la zona Costa: in queste aree si registrano quotazioni medie intorno a 1800-2000 € al mq. Le tipologie più recenti sul mercato risalgono al 2007 e costano circa 3000 € al mq.

Val di Fassa: mercato dinamico, c’è interesse per l’acquisto anche se le trattative sul prezzo sono serrate. Se non si riesce a spuntare il prezzo di mercato i potenziali acquirenti preferiscono non vendere l’immobile. La tipologia più richiesta è il trilocale, preferibilmente situato vicino alle aree centrali e più servite dei comuni, nei pressi degli impianti di risalita e dotato di vista panoramica. La spesa media si attesta su 200-250 mila € con punte di 300 mila €. Con queste cifre a Canazei si possono acquistare ad esempio bilocali degli anni ’70 e ’80 in buone condizioni. C’è interesse per il nuovo di cui c’è poca offerta e di conseguenza i prezzi sono più elevati. Questa bassa offerta e l’interesse sempre vivo dei clienti per il nuovo con classe energetica A+ sta determinando prezzi elevati che nei comuni della Val di Fassa vanno da 5000 € al mq a 6000 € al mq e oltre a seconda della posizione. Da segnalare che a Moena nel 2018 verrà realizzata una nuova cabinovia che collegherà il centro del paese con l’Area Lusia e questo intervento dovrebbe avere un impatto ancora più positivo sul mercato turistico del comune.

VENETO: valori in calo del -1,3%

Asiago: valori immobiliari stabili. Si registra un incremento della domanda da parte di coloro che desiderano poi utilizzare l’abitazione soprattutto durante il periodo estivo. La richiesta si orienta prevalentemente sui trilocali di recente costruzione o ben tenuti, situati nel centro ed acquistabili con budget medi intorno a 130-140 mila €. Ad Asiago non ci sono molte nuove costruzioni e la maggioranza delle transazioni interessa soluzioni usate vendute soprattutto da coloro che non riescono più ad utilizzarle. Una tipologia ristrutturata, in piccole strutture condominiali nelle zone centrali, costa mediamente 2000 € al mq.

Piacciono anche i comuni che sorgono intorno ad Asiago, tra cui Gallio e Roana dove le quotazioni sono più basse (un ristrutturato oscilla intorno a 1800 € al mq).

ABRUZZO: discesa dei prezzi del -1,3%

Roccaraso: valori immobiliari in lieve diminuzione vista la maggiore offerta e la contrazione della disponibilità di spesa da parte dei potenziali acquirenti che, per un bilocale ed un trilocale, sono disposti a spendere rispettivamente 80 e 120 mila €. La richiesta si orienta principalmente su bilocali in buono stato, possibilmente dotati di camino e con posto auto se posizionati in zone centrali. In aumento le compravendite a Rivisondoli grazie ai prezzi decisamente più contenuti. Infatti, una soluzione in buono stato costa mediamente 2000 € al mq, contro un valore medio di 2500 € al mq che si registra a Roccaraso. Piacciono le abitazioni situate in centro e che, al momento, si valutano intorno a 2500 € al mq. Tra le zone apprezzate c’è quella del Pratone: qui per immobili anni ’60-’70 si spendono mediamente 2500 € al mq con punte di 3000 € al mq per i piccoli tagli e per gli immobili ristrutturati. All’Aremogna (nei pressi degli impianti) la zona è caratterizzata da appartamenti in residence che si scambiano a 1500 € al mq. L’area posta ad est del centro abitato, sulla strada provinciale per Pietransieri, al momento stenta a ripartire perchè i costruttori hanno acquistato i terreni a prezzi troppo alti e per cui si dovrebbe vendere a valori al di fuori dell’attuale disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti.

Si segnala invece un rallentamento sul mercato immobiliare di Pescocostanzo a causa dei prezzi ancora troppo elevati.

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Moda, in Lombardia il 62% delle imprese guidate da uomini, più maschi nel design

Verso Milano Moda Uomo, dal 12 al 15 gennaio. Quanto pesa la moda al maschile nelle imprese? Su 34 mila in Lombardia tra produzione, commercio e design oltre 21 mila sono guidate da uomini, il 62% del totale, soprattutto nell’attività di design, tre su quattro (75%) e nella produzione, quasi due su tre (63,4%). Superano la media regionale Milano (66%), Varese e Como (65%). Nel design superano l’80% a Cremona e Pavia e nella produzione arrivano al 70% a Varese e Como.
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Imprese, ecco le prime iscritte dell’anno

bilancio 2014 imprese lombarde

Il tappezziere e la società specializzata in criptovalute di Milano, l’apicoltore pavese, la riparatrice cinese di cellulari di Bergamo, l’allevatore di alpaca di Bolzano e quello di lombrichi di Monopoli, il circo equestre sardo, l’albergo di Cesenatico. Ogni giorno nel Paese 800 iscrizioni, 150 in Lombardia. Nella prima settimana dell’anno: 261 iscrizioni a Milano, 700 in Lombardia, 4 mila in Italia. Milano prima, seguita da Roma, Torino, Napoli, Bergamo, Brescia, Cuneo, Bari e Salerno. A Milano città il 4,3% delle start-up nazionali.
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La crescente importanza delle Web Agency nel settore dell’economia

Il mondo delle imprese si presenta molto cambiato sotto tantissimi aspetti. Infatti, la comunicazione, divenuta una parte fondamentale delle aziende, avviene attraverso il Web con l’ausilio di siti internet personalizzati, di social media (Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat) e di blog e newsletter. Insomma, il ruolo del web oggi continua a crescere e pone le aziende di fronte a sfide sempre nuove e continue. In particolare, ogni azienda vuole essere sicura di sfruttare in misura piena le risorse a disposizione e, proprio per questo, ci si avvale delle web agency.
Le web agency sono proprio le nuove aziende specializzate nell’offrire ai propri clienti una consulenza in materia di social media marketing, web design, implementazione delle tecniche SEO e progettazione di siti web per aziende.
La diffusione delle web agency è ormai uniforme su tutto il territorio della penisola e soprattutto in Campania, regione che ospita un crescente turismo, si sono affermate molte web agency. In particolare, le web agency Salerno sono tra le più stimate e specializzate nell’offerta di servizi personalizzati per le aziende della zona.

La creazione di un sito web e le tecniche SEO

L’esperienza della web agency consente all’impresa che beneficia del suo servizio di avere un sito web dinamico, moderno, interattivo e, soprattutto, concentrato così da garantire all’impresa la massima conoscibilità. Questo perché, anche se Internet è ricco di informazioni e molti siti, la creazione di un sito può rappresentare l’occasione migliore per far conoscere la propria attività, soprattutto nella zona in cui la si svolge principalmente.
Le web agency garantiscono di sviluppare un sito con alcune caratteristiche:
– la natura dinamica;
– la presenza di contatti e pagine di interazione con gli utenti del sito;
– la grafica curata, moderna e di aspetto professionale oltre che piacevole alla vista;
– ispirato alle tecniche SEO di scrittura.
Infatti, un sito internet dinamico, interessante e creativo attira gli utenti e li spinge a interessarsi e informarsi meglio oltre che a tornarci. La grafica deve essere curata e molto professionale e, in questo, solo una web agency specializzata nel web design può riuscire a realizzare un modello adeguato. Allo stesso modo, un sito creato da web agency professionali non manca di essere interattivo e di curare la lista con i contatti telefonici e via e-mail. Inoltre, l’attività fondamentale della web agency è la cura delle tecniche SEO attraverso le quali il sito internet di un’azienda può saltare fuori già alle prime ricerche su Google creando un notevole vantaggio.
Molte delle web agency della Campania si stanno progressivamente specializzando in tutti questi servizi. In particolare, nel settore delle web agency Salerno è riuscita a sviluppare una dinamica molto positiva con molte aziende che si affidano sempre di più a questi professionisti.

Il web marketing delle web agency

Anche per i social media e le comunicazioni di web marketing con gli utenti le web agency presenti sul territorio, un ottimo esempio sono le web agency Salerno, si è riscontrato che l’input di questi studi professionali risulta fondamentale e unico. Solo chi conosce il mercato locale, infatti, ha la possibilità di indirizzare meglio le tecniche di web marketing e la compagna sui social media assicurandosi di raggiungere tutto il bacino di utenza a cui mira l’azienda cliente.
In conclusione, è chiaro che le web agency hanno e avranno sempre di più un ruolo maggiore nella definizione delle strategie web delle aziende del territorio.

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Il debito pubblico italiano, tra i più rischiosi in Europa

Sembra incredibile, ma ad ottobre 2017 il debito pubblico italiano, o meglio il debito delle amministrazioni pubbliche rappresentato economicamente dall’esposizione di uno Stato e di altri soggetti pubblici nei confronti di soggetti economici terzi ( creditori quali  nazionali, Stati esteri, individui imprese e banche) ha sfiorato i 2.290 miliardi di euro. Valore che ha collocato, di fatto, il debito pubblico italiano nella situazione di essere tra i più rischiosi in tutti i paesi europei, inclusi quelli che durante la crisi avevano chiesto il sostegno finanziario della Troika (escluso la Grecia). Nello specifico, per valutare l’entità, bisogna raffrontarlo e metterlo a confronto rapportandolo al Pil, ovvero al prodotto interno lordo di una nazione.

Oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo record; l’astronomica cifra di 2.290 miliardi di Euro risulta essere pari a più del 130% del nostro pil ovvero lo Stato italiano è riuscito a creare, ad oggi, 35.000 Euro di debito a testa per i 60 milioni di italiani che vivono nella penisola: importo da economia post conflitto bellico che nella nostra stria si era registrato solamente nel periodo tra il 1919 e il 1924. Parliamo di un mostro! Il debito pubblico è cresciuto nel corso del tempo con cadenze impensabili, pesava circa il 30% del Pil negli anni 70, passando dal 65% nel 1982, al 120% nel 1994, fino al 130% del 2008.

Ma quali sono le principali cause? Secondo chi scrive è il risultato di una vera e propria bulimia delle amministrazioni centrali dello Stato, degli ingiustificati ed ingiustificabili deficit che si registrano nel mezzogiorno d’Italia, i quali si aggirano in maniera costante oltre il 30%. Oggi ci costa circa 80 miliardi di Euro all’anno, il che di fatto va a vanificare gli sforzi di ogni immaginabile avanzo primario. Basti pensare che la manovra economica del 2018 sarà pari a 28 miliardi! Trattasi di una situazione insostenibile in un mercato globale, integrato e competitivo ai massimi livelli. Ciò pone di fatto le aziende nazionali di successo a spostarsi in paesi dove il costo del finanziamento industriale è più basso. Ciò accade con la delocalizzazione, la cessione di ramo di azienda; la fusione con aziende estere e quindi di fatto lo spostamento della sede in un altro paese economicamente più sicuro. Ecco quindi che anche gli investimenti nazionali si rivolgono a paesi esteri, dove incidono anche altri fattori come il costo del lavoro, la produttività, l’efficienza della amministrazione pubblica ed in ultimo ma non per importanza la rapidità della giustizia. Da tutto ciò si evidenzia come un Paese ad alto indebitamento pubblico non risulta attraente per chi vuole investire, creare un’impresa e quindi posti di lavoro. Di fatto la riduzione del debito pubblico è un componente irrinunciabile ed essenziale per una sana politica industriale. E’ giusto a questo punto concludere con una famosa nota di un politico molto discusso e forse discutibile, ma dotato di un proverbiale pragmatismo in fatto di economia e finanza Giulio Andreotti. In occasione della conclusione del Consiglio Europeo di Maastricht, dichiarava : “Il Trattato sarà la linea guida per le politiche interne; deve essere per noi quello che non è stato l’art. 81 della Costituzione le cui violazioni oggi pesano”. Pragmaticamente Andreotti, già a quell’epoca attestava l’ignavia, l’impotenza ma anche la complicità di un’intera classe politica di un paese a voler vedere ed affrontare il problema.

 

Articolo di Fabio Accinelli

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Varie

Scadenza dell’Ecobonus 2017: ecco perchè sbrigarsi

La legge di Bilancio del 2017 ha previsto che la sostituzione e l'installazione di nuovi infissi beneficia di una conveniente detrazione fiscale fino al 31 dicembre 2017. L'agevolazione fiscale consiste in un Ecobonus, ovvero una detrazione Irpef del 65% per i lavori di sostituzione degli infissi al fine di generare volti a migliorare il consumo e la prestazione energetica della casa.

Allo stesso modo è stata prevista la medesima detrazione del 65% per l'Ires (o Imposta sul reddito delle società). La detrazione per i lavori di sostituzione degli infissi non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali. L'occasione di beneficiare questo incentivo, tuttavia, sta per scadere. Infatti, la legge di bilancio 2018 ha cambiato i termini dell'agevolazione fiscale per la sostituzione di infissi che migliorino le prestazioni energetiche della casa.

La percentuale detraibile dall'Irpef o dall'Ires ora è scesa dal 65% al 50%. Le altre condizioni sono rimaste invece invariate. L'importo massimo detraibile, sia per il 2017 sia per il 2018, è pari a 60.000 Euro e la detrazione può essere ripartita da chi ha i requisiti in dieci rate annuali.

Chi può beneficiare dell’Ecobonus?

I soggetti che possono beneficiare dell'Ecobonus, secondo la legge, sono le persone fisiche (quindi i cittadini privati), le società dotate di personalità giuridica oppure gli imprenditori individuali che svolgono un'attività d'impresa, le società o associazioni tra professionisti e, infine, gli enti pubblici ovvero privati che svolgono un'attività non commerciale.

Questi soggetti, inoltre, al fine di beneficiare dell'agevolazione devono possedere a qualsiasi titolo l'immobile nel quale sono effettuati i lavori di sostituzione di infissi e serramenti per migliorare la prestazione energetica della casa. In ogni caso affrettarsi nella sostituzione e installazione degli infissi entro il 31 dicembre 2017 è sicuramente molto conveniente per i contribuenti.

In effetti, tenuto conto della convenienza della normativa fiscale fino alla fine di quest'anno, non ha davvero senso rimandare i lavori visto che il costo complessivo sarà maggiore a seguito della differente percentuale di detrazione concessa. Nel lungo periodo, infatti, il risparmio è sicuramente maggiore. In dieci anni sarà possibile detrarre a rate il 65% di una spesa massima pari a 60.000 Euro a fronte, invece, del solo 50% detraibile dal 1° gennaio 2018.

Gli altri vantaggi derivati dalla sostituzione degli infissi

Oltre a questo significativo risparmio si deve considerare la notevole riduzione del consumo energetico grazie alla sostituzione degli infissi. Al fine di usufruire dell'agevolazione fiscale Ecobonus per gli infissi e i serramenti è proprio necessario che i lavori di sostituzione degli infissi o di serramenti contribuiscano a diminuire in misura significativa gli indici di trasmittanza in base ai quale si valuta il miglioramento energetico. Il tecnico che si occupa dell'installazione deve asseverare il valore esatto degli indici e tutta questa documentazione va allegata alla dichiarazione dei redditi per beneficiare del beneficio fiscale della detrazione del 65%.

In questo modo quello che si è ottiene sul lungo periodo è la riduzione della bolletta energetica ed una migliore efficienza grazie alla regolazione termica della casa. Il consiglio è approfittare di questa agevolazione della detrazione al 65% prima che il vantaggio sia decisamente inferiore. La Legge Finanziaria del 2018, in effetti, ha diminuito di molto l'agevolazione fiscale per chi sostituisce gli infissi o i serramenti e il legislatore dell'anno prossimo potrebbe anche decidere di eliminare questo incentivo fiscale nel 2019. Quindi, meglio approfittare della detrazione del 65% per la sostituzione degli infissi in questi ultimi giorni del 2017!

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InnovazioneVarie

Parma, Firenze, Bergamo: i progetti Smart City le promuovono nella classifica ICity Rate di FPA

Una nuova ricerca, tutta italiana, sui temi di Innovazione, Smart City e Trasformazione Digitale: FPA ha presentato la propria visione relativamente agli impatti dello sviluppo di progetti “smart” sulle città italiane, prima fra tutte Parma.

Secondo la classifica di ICity Rate 2017, Parma è la nona città più “smart” d’Italia. Dal ritratto di Smart Benchmarking – il percorso di analisi, approfondimento e confronto per definire l’agenda urbana di lungo periodo realizzato per la città da FPA – presentato presso l’Auditorium del Palazzo del Governatore e riportato sulla Gazzetta di Parma, emergono i buoni risultati raggiunti in merito agli obiettivi di sostenibilità fissati dall’ONU per il 2012. Welfare e servizi al cittadino, riduzione delle disuguaglianze e crescita del territorio sono, da quanto afferma Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA, i principali traguardi della città; gli obiettivi dell’Agenda 2030 e lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU, secondo il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, rappresentano una priorità per l’attuale amministrazione. Per diventare a tutti gli effetti una Smart City Parma punta sull’idea di condivisione. La città, nel 2030, sarà più ricca di aree verdi e dedicherà più risorse alla Smart Mobility al fine di migliorare la qualità dell’aria, gli sprechi energetici e il numero di automobili alimentate a carburante fossile, investendo in alcuni progetti di mobilità sostenibile come quelli sulla ciclabilità e sull’uso di fonti alternative alle tradizionali, a partire dal parco dei mezzi pubblici: iniziative per le quali si classifica all’ottavo posto tra le città italiane.
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