Il peggio deve ancora venire?
Se qualcuno sta tirando un sospiro di sollievo, chi si occupa di sicurezza resta in apnea e probabilmente lo farà per molto tempo. L’attacco denominato WannaCry non è finito e possiamo essere ragionevolmente certi che nuove versioni faranno a breve la loro comparsa in Rete. Molto probabilmente non avranno alcun “interruttore magico” di spegnimento. Se questo nel breve periodo preoccupa, sono altre caratteristiche che lo rendono particolarmente inquietante. Andiamo con ordine.
Il primo elemento che balza agli occhi è la fondamentale capacità di propagarsi in modo autonomo, cosa che nei ransomware non si era ancora mai vista. Si tratta di una caratteristica tipica dei malware denominati worm, da tempo non proprio in auge presso la criminalità informatica. Di conseguenza chi si occupa di sicurezza dovrà fronteggiare una nuova genia di minacce capaci di agire con estrema rapidità e portando i loro attacchi attraverso differenti vettori: dalla posta elettronica a sistemi automatizzati che, analizzando i sistemi esposti direttamente su Internet, cercheranno vulnerabilità per inoculare direttamente il virus, senza un mediatore umano.















