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Le auto usate più vendute online in Italia durante il lockdown

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Il lockdown è finito. È terminato un periodo molto complesso per l’industria dell’auto. Il Coronavirus e la pandemia hanno messo in ginocchio il settore, che nel periodo di quarantena ha registrato dati di vendita estremamente negativi. Con la chiusura forzata delle concessionarie, il mercato offline si è quasi azzerato, ma poco meglio è andato per i rivenditori online, che pur non avendo subito le limitazioni imposte dalla crisi sanitaria, si sono trovate a fronteggiare un drastico calo della domanda.

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4 remote working tips from a remote working veteran

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I’m working from my home office for many years. It’s not strange when you have a team that is scattered all over the world and you regularly interact with people sitting in different countries and different time zones. Remote working gives me the possibility to be very flexible, to accept meetings at any time of the day while balancing this with my personal life. I am talking to India and a minute after I’m supporting someone in Germany. I’m happy because I go to the local office just from time to time. I love the personal interaction, but it comes with a cost in money and above all in wasted time: 2 hours in commuting, traffic and stress. Companies that allow remote working are providing great benefits to employees and themselves. They are more likely to attract talents as they can hire everywhere and not forcing people to move to usually costly areas near their main offices, they can better organize physical spaces, and they have people that are used to collaborate remotely, cutting travels. A few months ago this was not so common, above all in some countries, but now the COVID-19 emergency forced everybody to do that. It’s working, so the chances are that it will stay as a common practice, even if just for a few days a week. But even if we implemented it, it does not mean it is going smooth.
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6 errori che non ti fanno vendere casa

Hai in programma di vendere casa? Uno degli errori più gravi che potresti commettere è quello relativo alla scelta del cliente. Non devi lasciarti coinvolgere dal primo privato che ti telefona, perché il procedimento di selezione degli acquirenti deve essere ben articolato. Se è vero che chi compra ha il diritto di fare domande, è altrettanto vero che anche chi vede è tenuto a informarsi e a porre interrogativi ai propri interlocutori, per capire con chi si ha a che fare.

Vendere casa da soli

Vendere casa da solo va bene, ma saresti protagonista di un grosso sbaglio se decidessi di fare a meno dei vantaggi offerti da casadasoli.it. Quest’ultimo si presenta come un portale che insegna a vendere: del tutto gratuito, permette di pubblicare annunci per la vendita di immobili. Grazie a questo sito non c’è bisogno di avvalersi di un’agenzia immobiliare, dal momento che il rapporto sarà tra privati. L’obiettivo di casadasoli.it è quello di promuovere gli annunci e la loro visibilità: non sono previste commissioni, e quindi si può vendere evitando molte delle spese a cui si è abituati.

I punti di forza del tuo appartamento

Un altro errore che potrebbe impedirti di vendere casa è quello che ti porta a non mettere in risalto le qualità del tuo immobile. Se l’appartamento si trova a un piano alto punta l’attenzione sulla presenza dell’ascensore e sull’esposizione al sole. Se hai a che fare con una coppia con dei bambini, invece, potresti menzionare la vicinanza delle scuole o di parchi pubblici. Qualsiasi soluzione ha caratteristiche interessanti: un appartamento isolato è in realtà situato in una zona tranquilla, una casa piccola offre un’atmosfera raccolta, un immobile da ristrutturare mette a disposizione infinite opportunità di personalizzazione. Tutto sta nel selezionare le parole giuste, insomma.

Sbagliare gli annunci

Per vendere non puoi fare altro che pubblicare degli annunci, su Internet e non solo: non pensare che affidarsi unicamente al web sia sufficiente per raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato. I siti che raccolgono le inserzioni sono utili, così come le landing page e i social network, ma puoi basarti anche su lettere informative lasciate nella cassetta della posta. Insomma, cerca di sfruttare il marketing a tuo vantaggio, investendo un budget adeguato ma solo dopo che ti sarai accertato di aver messo nel mirino il target giusto.

Gli errori nella pubblicità

Le dinamiche relative al mercato immobiliare che erano in vigore fino a pochi anni fa oggi non valgono più. Un tempo, infatti, erano molti di più i potenziali acquirenti rispetto al numero di case a disposizione in vendita. Adesso, invece, ci sono tantissime abitazioni che possono essere comprate e pochissimi acquirenti seri. Ecco perché quando vuoi vendere il tuo immobile devi attivarti per cercare di valorizzarlo il più possibile. Appendere un cartello sul portone non basta, ma hai bisogno di pubblicità.

Le foto

L’ultimo sbaglio che potresti compiere è quello di pubblicare su Internet delle pessime foto. Immagini sfocate o scure sono repellenti per i compratori potenziali. Ogni foto, poi, deve avere una logica: non ha senso immortalare un televisore come protagonista di uno scatto se tanto poi gli arredi verranno trasferiti. Le foto devono essere belle e informative, studiate in modo da catturare l’attenzione: devono far capire quali sono i punti di forza dei vari locali e dare un’idea chiara del contesto. Non ha senso attirare con foto poco veritiere persone che poi, una volta entrate in casa per la prima visita, si ritrovano alle prese con un appartamento del tutto diverso. Sarebbe una perdita di tempo per entrambe le parti in causa.

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L’e-commerce ai tempi del Coronavirus: in soli 2 mesi l’isolamento ha cambiato per sempre le abitudini di consumo degli italiani, creando nuove opportunità per molti players

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Sappiamo che l’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown hanno cambiato le nostre abitudini: abbiamo passato più tempo in casa, meno in ufficio, nei locali, nei negozi, nei musei. Tanto che anche oggi, che possiamo con cautela ricominciare a frequentare negozi, bar e ristoranti, continuiamo a portare avanti alcune delle abitudini “apprese” durante la fase di isolamento. Una delle trasformazioni più significative e più resilienti riguarda proprio i nostri consumi e ancora di più il nostro modo di acquisto. I dati della ricerca lampo rilasciata da Netcomm a fine marzo parlavano chiaro: nuovi utenti, molti dei quali insospettabili, avevano incominciato ad affacciarsi al mondo dell’e-commerce. Con una nuova ricerca – presentata nei primi giorni di maggio – la tendenza è stata confermata: dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia (in tutto 29 milioni), di cui ben 1,3 milioni sarebbero da attribuire all’impatto dell’emergenza sanitaria del Covid-19.
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Concessionari pronti per la ripresa degli acquisti?

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Il 64% di chi sta cercando un’auto online ha intenzione di comprarla entro settembre, è il dato che emerge dall’l’indagine COVID 19 Consumer Sentiment Survey realizzata da automobile.it, sito di annunci di auto usate, nuove, Km 0 e a noleggio di proprietà del gruppo eBay. La ricerca, effettuata su circa 1000 persone che hanno visitato automobile.it tra il 25 e il 27 maggio (due settimane circa dopo la fine del lockdown) fotografa le intenzioni di acquisto e le preoccupazioni dei consumatori del mercato automotive. Dallo studio emerge che il 41% degli utenti che ha intenzione di procedere immediatamente all’acquisto di un’auto ha necessità di sostituire il veicolo perché non più adatto alle proprie esigenze. Per quanto riguarda la spesa da investire per il 40% degli acquirenti il budget è rimasto invariato o leggermente cresciuto, mentre per il 60% è diminuito. Rispetto allo scenario pre quarantena risulta anche una preferenza di acquisto presso un concessionario rispetto al privato (62% VS 55%).
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Rilancio dell’ospitalità nelle città turistiche italiane: affitti brevi la chiave

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L’emergenza COVID-19 ha colpito il settore turistico globale e diversi addetti ai lavori concordano che il rilancio dell’ospitalità nelle città italiane passerà attraverso fasi graduali e intermedie, all’inizio caratterizzate dall’afflusso di visitatori domestici, per poi assistere a un progressivo ritorno di quelli internazionali.

Con la riapertura delle frontiere e la ripresa dei voli aerei dal 3 giugno, gli operatori del settore potranno comesempre fare leva sulla bellezza, l’attrattività e l’accoglienza tipiche delle città italiane. Per farsi notare in un contesto simile sarà necessario andare oltre: si distinguerà chi offrirà ospitalità in appartamenti e case vacanze, che consentono un servizio professionale e di qualità, distanziamenti e spazi per coppie, gruppi e famiglie, e protocolli igienico-sanitari all’avanguardia.
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Dai pionieri dell’e-commerce, un esempio di riconversione del business per far fronte all’emergenza sanitaria

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Buy&Benefit, canale di vendita con accesso riservato ai dipendenti di aziende convenzionate, ha dato prova di grande resilienza a fronte della chiusura dei negozi fisici e ha puntato tutto sulla sua piattaforma online, potenziata in tempi record, per gestire da 5 a 500 ordini al giorno. “Un’esperienza che ci ha insegnato ad ottimizzare i tempi e le mansioni, tanto che ora che la situazione sta tornando timidamente alla normalitá siamo convinti che i canali offline e online avranno lo stesso peso“.

Oltre alla flessibilità del nostro team, quello che ci ha permesso di rispondere in modo efficace all’emergenza è stato il background professionale del team di Buy&Benefit nel campo dell’innovazione digitale: alla fine degli anni 90 alcuni di noi giá collaboravano e hanno aperto uno dei primi portali per le flash sales, convinti del potenziale degli e-commerce. Oggi piú che mai, la cultura digitale che è radicata in noi rappresenta un vantaggio competitivo
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Il commercio nel post lockdown: puntare sulla geolocalizzazione per raggiungere nuovi clienti

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Con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, le piccole realtà sono in fermento proprio perché molte di loro finalmente possono rialzare la saracinesca rimasta per troppo tempo abbassata.

Nonostante le indicazioni sulla sicurezza e sulle regole legate al contingentamento della clientela, il vero banco di prova saranno i piccoli commercianti, che dovranno essere capaci di reggere la concorrenza con tutte quelle realtà che in queste settimane di lockdown si sono dotate di una serie di strumenti digitali per continuare a svolgere la propria attività.
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Covid-19: l’impegno dei genitori nella cura della famiglia è cresciuto di 28 ore a settimana, mamme italiane le più colpite

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Per cucinare, pulire, prendersi cura dei figli e della loro educazione durante il lockdown un genitore ha incrementato il proprio impegno di circa 28 ore a settimana, quasi l’equivalente di un secondo lavoro. Questo rileva l’indagine di Boston Consulting Group, leader globale nella consulenza strategica, “COVID-19 Impact on Working Parents” che ha coinvolto più di 3mila genitori che lavorano in cinque Paesi, Italia compresa. Se pensiamo che dal computo sono escluse altre attività, come il fare il bucato, stirare o fare la spesa, diventa chiaro il quadro di quanto COVID-19 abbia avuto un impatto sui genitori e le famiglie.
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I primi desideri dopo il lockdown: amici fuori regione e cinema

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Dal 3 giugno potremo tornare a viaggiare anche fuori dai confini regionali e, in qualche modo, avremo più libertà. Ma chi vogliamo rivedere per primi e, anche, dove abbiamo intenzione di andare ora che le regole sono meno ferree? La risposta arriva dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, più di 35.000.000 di italiani non vedono l’ora di rivedere gli amici (80,4%) e, escludendo parrucchiere e ristorante, de facto già frequentabili, la maggior parte degli “ex” rinchiusi non vede l’ora di andare al cinema (13.000.000 di individui pari al 29,7% del campione).
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