Come avevamo cominciato ad accennare nel precedente intervento oggi si sente parlare sempre più spesso di Storytelling.
Sembra una novità, soprattutto perché la moda di esprimere in inglese concetti che da sempre sono radicati nella nostra lingua dà spesso un tocco di freschezza a ciò che di fresco non ha nulla. Di fatto, l’arte di narrare è vecchia come l’uomo, che da sempre ha utilizzato la narrazione su piani e approcci diversi per organizzare ed esprimere concetti più profondi del semplice contenuto di una storia. Basti pensare all’epica oppure alle fiabe, ma gli esempi sono infiniti passando dalla letteratura alla pedagogia. Quello che ci interessa, in un contesto di marketing, è come lo storytelling sia diventato un elemento sempre più importante nella strategia di valorizzazione della marca. Oggi si dice “The content is king“. Ossia il contenuto è divenuto dominante nelle attività di comunicazione rispetto a ciò che in passato si ricercava soprattutto nel design e nella pura creatività. Nelle politiche di valorizzazione della marca, infatti, si aspira a generare sempre di più storie e contenuti che possano essere apprezzate dai nostri potenziali clienti.
Cerchiamo prima di capire “perché”, poi passeremo “al cosa” e “al come” (mi perdonerete la sintesi doverosa in un articolo di giornale). Il “perché” è semplice.
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