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Come la pandemia ha cambiato la medicina estetica: i tre nuovi trend di un settore in crescita

La medicina estetica è cambiata ed è cambiato anche il suo rapporto con i pazienti. Un anno e mezzo di pandemia ha di fatto modificato le abitudini, ma soprattutto la percezione della bellezza. E non si tratta solamente di un processo indotto da un maggiore ricorso alle videochiamate, ma una nuova tendenza che rimescola le carte e mette al centro il tema della fiducia e dello stare bene.  È di fatto emersa una nuova visione di bellezza molto più legata al concetto del benessere, è cambiato anche il rapporto con il medico estetico da mero “esecutore” dei trattamenti a consulente e si è fatta avanti una forte ricerca di sicurezza, in termini di luogo sicuro e “a prova” di Covid. Sono questi i tre principali elementi che Sotherga, clinica milanese dedicata alla medicina estetica non invasiva, ha registrato negli ultimi 18 mesi.
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Post Covid: la disruption delle supply chain pesa sulle imprese, ma quali sono le soluzioni?

La pandemia sembra non voler mollare la presa sull’economia reale. Se, da un lato, dall’autunno 2020 è ripartita pian piano la domanda di prodotti e servizi, dall’altro, le industrie di produzione, costrette a tenere gli impianti fermi anche per due mesi nella precedente primavera, non si sono fatte trovare pronte. Così, mentre la fiducia cresceva e con essa gli ordini, le scorte hanno iniziato a scarseggiare. In questo contesto un ruolo chiave è svolto dalla Cina, fabbrica del mondo e fonte cruciale di domanda e offerta di materie prime: in questi mesi si è verificata da parte del governo cinese una riduzione della produzione di metalli chiave come acciaio e alluminio e affiancata da un incremento della domanda di cereali. La scarsità di alcune commodities, unita all’aumento della domanda di altre, ha fatto volare i prezzi delle materie prime e dei semilavorati.
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Come ripartire dopo la crisi Covid?

L’impatto che la pandemia causata dal Covid-19 ha avuto sul mondo e sulle nostre vite è stato devastante non solo a livello di vittime e di restrizioni ma anche sul piano economico generando la più grave crisi economica dal Dopoguerra. Ma sono proprio i periodi critici a offrire le opportunità per riflettere, raccogliere le idee e trasformare un momento critico e di stallo in occasioni che disegnano nuovi scenari futuri.
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Rendere indimenticabile un momento unico: le fedi nuziali di Glamira

Le fedi nuziali di Glamira rappresentano il meglio che si possa desiderare per suggellare e rendere memorabile un amore unico. Le fedi nuziali in oro GL’oro sono ideali per chi ama la tradizione e desidera dei gioielli senza tempo e classici. Il metallo prezioso è il simbolo per eccellenza del romanticismo, mentre la lucidatura assicura una resa eccellente. La longevità e la durezza dell’oro cambiano in base al carato. In alternativa si può puntare sulle fedi nuziali in platino, che è il metallo di maggior prestigio quando si parla di anelli di nozze.

Oro o platino?

Proprio la scelta tra oro o platino è una delle più ardue quando si ha in mente di scoprire il catalogo di Glamira fedi. Da una parte si ha la possibilità di scegliere fra una vasta gamma di soluzioni: gli anelli in oro bianco, quelli in oro giallo e quelli in oro rosso e bianco. Il platino, però, è un materiale che lascia a bocca aperta per tanti motivi: a cominciare dalla sua straordinaria durata, per effetto della quale lo si può considerare molto più forte rispetto ad altri metalli. Non tutti sanno che il platino è il 40% più pesante rispetto all’oro 14 carati, e inoltre è più raro di 30 volte dell’oro. Le fedi in platino, quindi, sono dei gioielli rari e al tempo stesso puri; la densità, inoltre, rende gli anelli ancora più preziosi. Ci sono anche un sacco di altr
i motivi per i quali vale la pena di puntare su una fede in platino: per esempio la sua morbida tonalità bianca, ma anche la sua lucentezza satinata e il suo aspetto, sorprendente ma comunque naturale.

Dove comprare le fedi nuziali

Volendo acquistare queste fedi nuziali si può fare riferimento a Oro Pazzia, una realtà leader nel campo della gioielleria che per tutti gli ordini che superano i 50 euro non prevede spese di spedizione. Chi all’e-commerce preferisce il negozio fisico, invece, può recarsi in uno dei tre punti vendita del marchio situati a Catania: si trovano rispettivamente in via Garofalo 23, in piazza San Domenico 3 e in via Pacini 56.

Perché scegliere le fedi di Glamira

Le fedi nuziali di Glamira sono in grado di assecondare i gusti più diversi e di andare incontro alle esigenze di tutti anche perché sono disponibili per tutte le fasce di prezzo, oltre che in molti stili differenti. C’è, però, un denominatore comune, ed è rappresentato dagli alti standard di qualità che caratterizzano i diversi anelli. La dolcezza è un tratto peculiare, così come la vivacità. È per questo motivo che grazie alle fedi di Glamira i futuri sposi hanno la certezza di trovare tutto quello che desiderano. Si spazia dagli anelli monocolore a quelli bicolori, dagli anelli in oro bianco a quelli in oro giallo, dagli anelli in palladio a quelli in argento. Le configurazioni possibili sono davvero tante, e consentono a chiunque di festeggiare il giorno del matrimonio con la fede migliore.

Una relazione eterna

La scelta di leghe durature per le fedi nuziali è ciò che ci vuole per testimoniare una storia d’amore che non potrà essere distrutta da nessuna difficoltà. Con gli anelli intrecciati, poi, si può manifestare e comunicare il carattere unico del sentimento che si prova. Se è vero che il giorno delle nozze è un appuntamento sacro e bellissimo nella vita di una persona, oltre che di una coppia, ecco che le fedi di Glamira sono i gioielli più adatti a festeggiarlo e a celebrarlo come si deve.

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Dispenser d’acqua da ufficio: ecco quale scegliere

È risaputo che una persona dovrebbe bere, in media, almeno due litri d’acqua al giorno. Tuttavia, alcune volte capita di non riuscirci per via degli impegni o a causa del lavoro. Onde evitare questa spiacevole situazione, almeno nell’ultimo caso, il legislatore è intervenuto. In parole povere, la legge impone ai datori di lavoro di dotarsi di strumenti adatti a fornire acqua potabile per i lavoratori durante le ore di lavoro. Una delle soluzioni per permettere l’approvvigionamento d’acqua è il dispenser d’acqua da ufficio, strumento molto comodo ed efficiente. Tuttavia, è possibile utilizzare un classico dispenser a boccioni e risolvere egualmente il problema.

Tipologie di dispenser d’acqua da ufficio

Scegliere quale tipologia di dispenser installare presso il proprio ufficio non è per niente una scelta facile. Il titolare, infatti, è tenuto a scegliere tra una vasta gamma di modelli e brand. Negli ultimi anni molte aziende si sono specializzate in questo settore, tuttavia, è sempre consigliabile optare per prodotti di alta qualità come ad esempio gli erogatori acqua ufficio Culligan, in modo da evitare di avere problemi. Ad ogni modo, è possibile individuare sicuramente i modelli maggiormente diffusi sul mercato, ovvero:

  • Il dispenser collegato alla rete idrica: Si tratta, come lo stesso nome suggerisce, di un dispenser di acqua da ufficio collegato direttamente alla propria rete idrica. Esso elimina le impurità, i batteri ed i microorganismi dall’acqua che sgorga dal rubinetto, attraverso una particolare tecnologia filtrante e i raggi ultravioletti. Si tratta di una scelta particolarmente conveniente nel lungo periodo. Infatti, è uno strumento che richiede poca manutenzione. In genere, bastano due interventi annuali, al fine di cambiare il filtro e la lampada UV. Inoltre, avvalendosi di un dispenser da ufficio, è possibile ridurre il consumo di plastica dovuto all’utilizzo di bottiglie di plastica nell’ufficio, che lasciate in giro sulle scrivanie dei dipendenti oppure accumulate nei cestini danno anche un effetto poco curato all’ambiente lavorativo. Il dispenser d’acqua, invece, ha anche un design molto
    accattivante
    che si adatta all’arredo di qualsiasi ufficio.
  • L’erogatore a boccioni: L’approvvigionamento dell’acqua negli uffici può avvenire anche mediante un erogatore a boccioni. Esistono diversi boccioni di differente capacità e realizzati con materiali differenti, a seconda delle esigenze. Si tratta comunque di materiali sicuri sia per la salute dell’uomo che dell’ambiente, in genere riutilizzabili, come il policarbonato. Tuttavia, è necessario rimpiazzare il boccione con uno pieno una volta ultimato, proprio per questo è preferibile tenerne una scorta, anche se potrebbe creare difficoltà nel caso in cui si possegga un ufficio di piccole dimensioni.

Quale dispenser scegliere?

Molto spesso ci si chiede se è preferibile optare per un dispenser d’acqua collegato alla rete idrica oppure uno dotato di boccioni. Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda, tuttavia, è bene considerare che il dispenser collegato alla rete idrica potrebbe essere una soluzione più pratica, capace di fornire acqua a kilometro zero senza occuparsi di rimpiazzare i boccioni una volta terminati. In più, alcuni erogatori d’acqua collegati alla rete idrica, sono capaci di fornire sia acqua frizzante che liscia, sia a temperatura ambiente che fresca oppure calda (per preparare, ad esempio, delle tisane) semplicemente premendo un pulsante. Inoltre, gli erogatori dotati delle tecnologie più avanzate hanno un funzionamento contactless grazie ad appositi sensori.

Ciò significa che non occorre toccare i pulsanti già premuti da altri, e questo è un enorme vantaggio in questo periodo di pandemia da Coronavirus. Diversamente, i dispender con boccioni potrebbero comportare diversi compiti aggiuntivi come la gestione dei boccioni, e non riescono a garantire tutti i servizi resi dai dispenser connessi alla rete idrica (come l’acqua calda, frizzante ecc). Tuttavia potrebbero risultare la soluzione più ideale se ad esempio l’ufficio in cui si lavora non sia di proprietà e si abbia intenzione di cambiarlo in un secondo momento.

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I corsi di lingua come strumento di welfare aziendale

Il welfare è uno strumento fondamentale in grado di incrementare il benessere di chi svolge attività lavorative, è quindi una forma di investimento sul dipendente, ma in grado anche di venire incontro agli interessi dell’azienda. Come già sappiamo, i servizi e le prestazioni che ne fanno parte sono svariati, da più comuni buoni pasto, fino all’assistenza sanitaria integrativa e la previdenza complementare. Secondo una recente indagine tra le proposte più apprezzate ci sono i corsi di formazione e di aggiornamento ma anche borse studio, preferiti dal 42% del campione analizzato. Vale quindi la pena approfondire il tema della formazione legata a una strategia di welfare aziendale.

Welfare, di cosa si tratta

Rivediamo in breve in cosa consiste il welfare e perché sempre più aziende lo stanno introducendo. Il termine “welfare” è inglese e significa letteralmente “sussidio” oppure “benessere”. Nei contesti aziendali si riferisce ai beni e i servizi che l’azienda fornisce al personale per poter incrementare il loro potere di spesa e il loro benessere. Come si legge sui portali specializzati, come ad esempio www.edenred.it, il welfare è quindi una retribuzione, non monetaria, che si aggiunge all’ordinario stipendio in busta paga e in particolare alla componente variabile dello stipendio. Il welfare è regolato dal TUIR, ovvero il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il cui articolo 51 elenca le iniziative che ne rientrano. Le azioni di welfare possono essere stabilite da un contratto, un accordo sindacale, un regolamento aziendale o una scelta uni
laterale dell’azienda, ma vi sono alcuni criteri da rispettare. Ad esempio, un determinato bene o servizio deve per forza essere offerto a una categoria omogenea di dipendenti che rispondono a parametri oggettivi. Quindi, non è necessario che chi ne usufruisce risponda a particolari qualifiche contrattuali, la categoria può semplicemente riferirsi ai livelli, alle mansioni, al ruolo gerarchico occupato oppure all’anzianità maturata.

I vantaggi del welfare

I vantaggi riguardano sia i dipendenti che l’impresa, infatti i beni ricevuti in ambito welfare sono esenti da tassazione, sono quindi esclusi dall’imponibile Irpef e dall’imponibile su cui vengono calcolati i contributi previdenziali. Proprio per questo si preferisce erogare i premi di produzione in welfare, in questo modo il premio riguarderà l’intera somma, senza le decurtazioni dovute alle tassazioni che invece ci sarebbero qualora venisse riscosso in denaro.

Per l’impresa, invece, vi è un abbassamento del costo del lavoro, dal 30% al 40% calcolato sugli importi lordi. Erogando la medesima somma, l’attività sarebbe in grado di abbattere notevolmente il cuneo fiscale. A questo si aggiungono una migliore brand reputation ed employee retention. Proprio per questi motivi sempre più Pmi si stanno interessando al tema del welfare, che fino a qualche anno fa era appannaggio delle multinazionali. A cambiare è specialmente la cultura aziendale, in quanto si sviluppa l’idea che sia più conveniente per tutti migliorare la vita dei dipendenti con azioni che vanno oltre all’aumento in busta paga.

Welfare e formazione: i corsi di lingua tra i più richiesti

Come abbiamo visto, la formazione è uno degli ambiti più apprezzati dai dipendenti, spiccano naturalmente i corsi di lingua inglese. Il mondo del business è sempre più internazionale e competitivo, la conoscenza della lingua inglese è un fattore fondamentale per avere una marcia in più rispetto ai concorrenti e, in alcune realtà, è data per scontata. Proprio per questo le aziende che scelgono di organizzare corsi di lingua inglese per i dipendenti sono sempre di più.

Naturalmente i corsi di inglesi possono essere inseriti nel piano di welfare, sta all’azienda scegliere se utilizzare questo tipo di strumenti per investire nello sviluppo delle competenze dei propri collaboratori.

Come inserire i corsi di lingua nel piano di welfare aziendale

Il primo metodo sono i voucher, introdotti in Italia con la Legge di Stabilità 2016. Si tratta si buoni che l’impresa eroga al dipendente all’interno del piano di welfare e grazie ai quali si può avere accesso a svariati servizi convenzionati con la società emittente. Il funzionamento ricorda molto quello dei buoni pasto. Ci sono poi anche le convenzioni che possono essere stipulate dalle singole imprese direttamente con gli istituti che erogano i corsi di lingua. I corsi aziendali sono spesso tra i preferiti in quanto si modellano proprio sulle esigenze dei partecipanti, non soltanto sul piano educativo, ma anche su quello prettamente pragmatico riguardante giornate e orari. I team di esperti possono poi elaborare un piano didattico specifico anche per le necessità in azienda. A questo si aggiunge anche la possibilità di effettuarli online, semplificando l’organizzazione e incentivando lo smart working.

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Massetti autolivellanti, perché utilizzare un camion con sistema automatico di miscelazione e pompaggio

massetto autolivellante

Realizzare pavimentazioni per case ed edifici richiede una serie di passaggi importanti che andranno poi a influire sulla qualità o meno del pavimento realizzato.

Alla base di un pavimento fatto bene c’è il massetto, la cui composizione cambia a seconda che si voglia un pavimento con le piastrelle, con il parquet o con il riscaldamento.

L’ultimo massetto in termini di innovazione arrivato sul mercato è il massetto autolivellante. Di cosa si tratta? Di una miscela di anidrite e di inerti con prevalenza di carbonato di calcio. A questi si aggiungono additivi che favoriscono l’indurimento volatilizzando in aria.

I vantaggi del massetto autolivellante

  • È sicuramente più veloce perché ha una consistenza liquida, diversamente dal massetto tradizionale in sabbia e cemento. La miscela si autolivella automaticamente.
  • È più leggero, per questo motivo è preferibile utilizzarlo nelle abitazioni più vecchie.
  • Rispetto al massetto tradizionale è più compatto e può arrivare a uno spessori di 3 cm.
  • Permette un’aderenza perfetta a terra
  • Permette l’inserimento delle serpentine per il riscaldamento a terra

Produrre un massetto autolivellante con un impianto automatizzato direttamente in cantiere

Utilizzare un impianto automatizzato per la produzione di massetti autolivellanti porta vantaggi in termini di riduzione dei tempi di lavoro, di qualità del prodotto ottenuto e di efficenza lavorativa.

Partiamo dalle tempistiche: grazie a un impianto automatizzato l’allestimento in cantiere è immediato e tutto il procedimento di saggio e pompaggio avviene in maniera continuata, direttamente in macchina, con un’elevata capacità di produzione. Si può ad esempio arrivare fino a 6 metri cubi orari per cassetto tradizionale sabbia-cemento.

A questo si aggiungi un altro importante dettaglio: un’elevata produttività oraria che permette di aumentare il numero di commesse giornaliere.

Per quanto riguarda la qualità del prodotto, l’utilizzo di un sistema automatico, garantisce una maggiore omogeneità. Il materiale viene dosato perfettamente e quello che non viene utilizzato rimane all’interno della macchina pronto per essere impiegato al cantiere successivo.

In termini di operatività in cantiere, avere a propria disposizione un impianto di questo tipo permette una maggiore agilità, produttività e flessibilità lavorativa. E soprattutto non è necessaria la presenza di un operatore a bordo macchina perché tutto il ciclo di lavoro viene gestito da terra tramite radiocomando.

Dettaglio da non sottovalutare: la macchina è facilmente manovrabile in ogni tipologia di cantiere, soprattutto quelli più ristretti e raggiunge un’ottima stabilità sia su strada che durante il lavoro. Inoltre la sua rapidità, permette di poter operare in più cantieri nel corso della giornata.
Rispetto ai metodi di lavoro detti “tradizionali”, il cantiere è realizzato nella metà del tempo.

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L’arredo moderno per gli uffici direzionali: i nuovi trend

L’ufficio direzionale è l’ambiente lavorativo in cui viene svolto il coordinamento e l’amministrazione delle attività aziendali. Essendo uno spazio lavorativo importante, i mobili per ufficio direzionali e i complementi di arredo devono essere scelti con cura, in base all’immagine che l’azienda vuole dare di sé. L’ufficio manageriale, infatti, deve esprime al meglio professionalità e autorevolezza.

Qualche indicazione per chi vuole seguire i trend 2021: Gli spazi troppo semplici o eccessivamente costosi sono fuori moda in questo momento. È meglio affidarsi a tonalità di base e regalare lusso a scapito di materiali di alta qualità: pietra, legno, buon vetro.

Negli spazi direzionali, più che in altri, l’atmosfera dell’azienda e la sua unicità dovrebbero essere particolarmente sentite. Non importa se l’organizzazione è legata alla moda, ai trasporti internazionali o alla produzione di profumi: dovresti rifletterlo nel design dello spazio.

L’ufficio direzionale inoltre non deve contraddire i principi di naturalezza e rispetto per l’ambiente.

Indicazioni per arredare al meglio il tuo ufficio direzionale

Per arredare un ufficio direzionale una certa immagine di sé e della propria azienda sceglie il mobilio secondo:

  1. Scelta dello stile. Deve essere di grande impatto fin da subito per chiunque entri in ufficio.
  2. Cura dell’ambiente. Scegliere spazi più ampi possibile che permettano di selezionare arredi prestigiosi con maggiore libertà.
  3. Non trascurare gli accessori. Ogni dettaglio deve rispecchiare la personalità dell’imprenditore.
  4. Alta qualità dei materiali. Per una lunga durata nel tempo.
  5. La giusta illuminazione. Funzionale all’ambiente e che sia in grado di valorizzarlo.
  6. Comfort e il benessere. Prendersi cura non solo dell’immagine ma anche della salute.
  7. Personalizzazione degli spazi. Trasmettere un messaggio chiaro a dipendenti e clienti, rafforzando il tuo brand.

 La scelta dei mobili di un ufficio direzionale

mobili per ufficio direzionale sono la tipologia di arredo ideale per creare studi di professionisti, il cui lavoro si basa sul rapporto di fiducia con il cliente. Gli arredi che compongono un ufficio manageriale possono essere imponenti mobili in stile classico oppure ricercati mobili di design moderni, a seconda di ciò che un dirigente vuole trasmettere ai suoi dipendenti e clienti.

A prescindere dallo stile, rispetto agli arredi operativi, sicuramente l’arredo da ufficio direzionale si contraddistingue per dimensioni più ampie e materiali più ricercati. Fondamentale è scegliere:

  • Scrivania grande e spaziosa.
  • Poltrona ergonomica, elegante ed esclusiva.
  • Librerie di design.
  • Armadi di materiali pregiati.

Come abbiamo detto, l’arredamento scelto esprime personalità, professionalità e l’autorevolezza. Per progettare e realizzare un ufficio direzionale di design, funzionale ed accogliente affidati agli esperti dell’arredamento per ufficio.

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Autotrasporti nazionali: come trasportare le tue merci in sicurezza

Le aziende, a seconda dell’attività che svolgono, possono trovarsi nella necessità di dover effettuare dei trasferimenti di beni e di merci lungo tutto il territorio nazionale.

Per fare ciò, si ricorre all’ausilio di professionisti in grado di assicurare degli autotrasporti nazionali (un esempio di azienda lo si può trovare a questo link https://www.acbsrl.it/), capaci di trasportare una vasta gamma di beni, che possono andare da materie edili per ditte di costruzioni, macchinari per fabbriche ed industrie, veicoli e macchine operatrici nonché materiali di costruzioni, oppure prodotti petroliferi e, infine, generi alimentari.

Ovviamente, la sicurezza delle merci affidate ai trasportatori è garantita attraverso polizze assicurative, in grado di risarcire eventuali danni, furti ed incendi. Le polizze possono raggiungere somme molto elevate, al fine di garantire l’assicurazione anche di beni ad elevato valore economico.

Tipologie di trasporto

Il trasporto nazionale si può dividere in due grosse categorie:

  • Trasporto nazionale a carico completo. Questa tipologia di trasporto, chiamato anche full truck, è molto personalizzata ed esclusiva, e consiste nel riempimento dell’intero mezzo di trasporto con i beni appartenenti ad un unico mittente. A differenza del trasporto parziale, questa tipologia permette al mezzo di giungere a destinazione senza dover effettuare soste per scaricare le merci di altri clienti, ed inoltre rende la spedizione molto più sicura e tracciabile;
  • Trasporto nazionale Groupage (o a collettame). Questa tipologia di trasporto, chiamata anche less than truck load (LTTL), si differenzia dalla prima per il fatto che il committente potrà spedire solo beni di ridotte dimensioni, che non superino i 5.000 Kg e che quindi occupino meno del 50% dello spazio del mezzo. La restante parte sarà occupata da altri committenti utilizzatori del servizio. Dovendo contenere diverse merci, il mezzo di trasporto giungerà a destinazione più lentamente rispetto al trasporto a carico completo, in quanto dovrà effettuare diverse tappe per fare il carico dei beni di tutti i vari committenti.

Una volta arrivato a destinazione, i beni verranno depositati all’interno di un magazzino, fino al loro successivo smistaggio presso il domicilio del destinatario. Nonostante questa metodologia risulti molto più lenta. rimane tuttavia la più utilizzata, grazie anche al ridotto costo.

Doveri del committente

Anche in capo al committente ricadono degli oneri, esso infatti deve essere chiaro nell’indicazione di tutti i dettagli della spedizione, come l’indirizzo, il codice postale, le misure del pacco (fondamentali per i professionisti che si occuperanno del trasporto e del carico merce), nonché orari di chiusura dei locali e di reperibilità.

Fondamentale è anche l’adeguata etichettatura della merce, e le bolle di accompagnamento, che dovrebbero essere fotocopiate e consegnate a tutti gli interessati.

Infine, il committente ha l’obbligo di imballare in maniera adeguata la merce che intende spedire, al fine di limitare i danni durante lo spostamento.

Nel caso in cui il carico sia di rilevanti dimensioni e il destinatario non possegga l’attrezzatura adeguata allo scarico, occorre comunicarlo in anticipo, per dar modo ai trasportatori di utilizzare specifiche attrezzature come muletti, pedane e sollevatori.

Sarebbe opportuno consultare il D. Lgs. 298/74 (e rispettivo regolamento – D.P.R. n. 783/77) che regolamenta l’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, che stabilisce anche un tariffario vincolante per determinare il prezzo.

Per quando riguarda l’iscrizione all’albo delle aziende di autotrasporti, il decreto legislativo prevede che le persone fisiche o giuridiche devono inoltrare domanda al comitato provinciale nella cui circoscrizione l’impresa ha la sede principale. Tale iscrizione si ottiene mediante comunicazione corredata dalle attestazioni di iscrizione dell’impresa nell’albo della sede principale e di iscrizione della sede secondaria alla locale camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Il comitato provinciale attesta l’avvenuta iscrizione nell’albo.

Da consultare anche:

  • articolo 1 istituzione dell’albo;
  • articolo 13 Requisiti e condizioni;
  • articolo 16 relativo all’abilitazioni per trasporti speciali;
  • articolo 39 elencazione e dichiarazione circa le cose trasportate.
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Il ruolo centrale della pareti divisorie per nuove costruzioni e ristrutturazioni

Creare nuovi spazi flessibili con le pareti divisorie

Le pareti divisorie sono la soluzione ideale per delimitare gli ambienti di lavoro, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Grazie all’utilizzo di pareti mobili è più semplice creare ambienti indipendenti per permettere una conformazione specifica delle aree di lavoro o studio, creando spazi flessibili che possono essere modificati nel tempo a seconda delle esigenze.

Le pareti divisorie mobili sono realizzate in diversi materiali, dal legno al vetro, e possono essere personalizzate a seconda delle richieste del cliente. Inoltre, in base alle esigenze acustiche è possibile scegliere la parete mobile adeguata per creare un maggiore benessere acustico.

Le pareti divisorie per ufficio

Ci sono un’ampia gamma di pareti per ufficio tra cui è possibile scegliere per ottenere la miglior soluzione adatta ai bisogni di ognuno. Le pareti ufficio, infatti, possono essere personalizzate e studiate su misura in base alle necessità di spazio e di funzionalità. Per rappresentare al meglio l’immagine e lo spirito di un’azienda, scegliere le pareti mobili e l’arredo appropriati si rivela di fondamentale importanza.

Per realizzare pareti mobili si utilizzano soluzioni innovative e materiali di prima qualità, secondo criteri di eleganza e leggerezza. Per essere in prima linea negli scenari contemporanei e futuri dell’arredamento per l’ufficio, bisogna puntare all’eccellenza ed offrire ai clienti il miglior progetto in termini di coerenza formale, funzionale ed estetica.

Le pareti divisorie per ristrutturazioni e contract

Quando si ha a che fare con le ristrutturazioni il primo punto da cui partire è la ridefinizione degli spazi e rimodulazione di aree e uffici. Ed è proprio in questo contesto che le pareti assumono un ruolo centrale perch

Grazie agli elementi divisori, è possibile definire gli ambienti e sfruttare al meglio lo spazio che si ha disposizione.

Le pareti divisorie per scuole e atenei

È importante fornire un supporto anche al sistema educativo, creando soluzioni su misura per ogni necessità. Organizzare con razionalità gli edifici scolastici in modo flessibile significa anche garantire riservatezza e soprattutto comfort acustico. Ogni parete mobile, infatti, deve garantire performance acustiche ottimali e confortevoli. Suoni più morbidi permettono infatti una migliore comprensione, più concentrazione e una maggiore privacy durante le attività educative.

Le pareti per uffici in quanto adattabili e flessibili alle diverse esigenze, si dimostrano validi supporti per scuole e università. È importante cercare soluzioni innovative per valorizzare lo spazio educativo al meglio facendo coesistere comfort, tecnologia e messa in sicurezza.

Per un ambiente organizzato, flessibile e di design, affidati ai professionisti del settore, che ti garantiranno un progetto completo e su misura.

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